Normal view

Stop ai pagamenti con Visa e Mastercard a Cuba, sospesi da sabato 6 giugno. La banca centrale de L’Avana: “Strategia di asfissia di Trump”

3 June 2026 at 20:31

A Cuba non si potrà più pagare con carte Visa e Mastercard. A partire da sabato 6 giugno, per via delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, i due circuiti di pagamento non saranno più in uso. Lo comunica la Banca Centrale cubana, sottolineando che le sanzioni di Trump hanno spinto una banca estera a interrompere i rapporti con l’istituto finanziario statale Fincimex.

“Il 2 giugno abbiamo ricevuto una comunicazione dalla banca estera che gestisce le transazioni effettuate a Cuba con Visa e Mastercard, in cui ci veniva comunicata la sua decisione di interrompere i rapporti con Fincimex S.A.”, si legge in un comunicato in cui si definisce la decisione Usa come una “strategia di asfissia del presidente Donald Trump“. Fincimex è il braccio finanziario del conglomerato militare cubano Gaesa, recentemente sottoposto a sanzioni da parte di Washington. Nell’ultimo periodo le pressioni politiche di Washington su L’Avana sono aumentate sempre di più, insieme alle tensioni militari.

Una scia di sanzioni che ha portato negli ultimi giorni anche all’addio di alcune famose catene alberghiere che hanno deciso di lasciare l’isola. Melià ha infatti annunciato la fine delle attività in 15 hotel cubani e lo stesso aveva fatto Iberostar il 1° giugno in 12 strutture, cedendo quindi alle sanzioni Usa contro Gaesa, un conglomerato militare che controlla il turismo sull’isola.

Nella nota la Banca Centrale sottolinea che rimangono operativi altri mezzi di pagamento in valuta estera come i contanti, le carte prepagate nazionali e le carte internazionali Mir (di origine russa) e UnionPay (di origine cinese).

L'articolo Stop ai pagamenti con Visa e Mastercard a Cuba, sospesi da sabato 6 giugno. La banca centrale de L’Avana: “Strategia di asfissia di Trump” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il fumo, le fiamme e le macerie: le immagini subito dopo l’attacco iraniano all’aeroporto del Kuwait

3 June 2026 at 14:55

Le immagini delle conseguenze dell’attacco iraniano di questa mattina all’aeroporto internazionale del Kuwait che ha causato un morto e 63 feriti, oltre che danni a infrastrutture vitali, secondo quanto riferito dalle autorità kuwaitiane. Il ministero della Salute del Paese ha aggiunto che sono stati eseguiti sette interventi chirurgici d’emergenza.

L'articolo Il fumo, le fiamme e le macerie: le immagini subito dopo l’attacco iraniano all’aeroporto del Kuwait proviene da Il Fatto Quotidiano.

Trump nomina Bill Pulte, esperto di mutui, a capo dell’intelligence Usa. Non ha nessuna qualifica per il ruolo

3 June 2026 at 14:29

Finora ha diretto l’agenzia federale che supervisiona i mutui immobiliari. Non ha alcuna esperienza nel settore dei servizi, né tanto meno in quello dello spionaggio o della sicurezza nazionale. Eppure Bill Pulte è stato nominato da Donald Trump capo dell’intera intelligence Usa, dopo l’addio di Tulsi Gabbard, costretta a fare un passo indietro dopo che nei mesi scorsi aveva smentito Trump sul programma nucleare dell’Iran. Anche se la motivazione ufficiale che la porterà a lasciare la guida della National Intelligence è una grave malattia del marito. La scelta di Pulte è l’ennesima decisione anti-sistema di Trump, da anni orientato su scelte provocatorie per suscitare choc e oltraggio da parte delle elite di Washington odiate dalla sua base elettorale. E l’ultima nomina appare come una nuova, classica mossa politica anti-sistema del tycoon.

La scelta di Pulte, un fedelissimo di Trump che per mesi ha invocato il licenziamento dell’allora presidente della Fed Jerome Powell e ha presentato i dossier su irregolarità nelle richieste di mutui da parte di nemici del presidente, è destinata a creare controversie ancora maggiore di quelle provocate Gabbard. Esponenti politici, di entrambi gli schieramenti, hanno espresso perplessità per il fatto che ad una persona senza nessuna qualifica nel settore sia stato affidato il cruciale incarico, creato dopo l’11 settembre, per il coordinamento di tutte le agenzie di intelligence e i briefing del presidente.

“Gli americani hanno ogni ragione di preoccuparsi di quello che sta succedendo quando la persona scelta per supervisionare tutto, dall’anti-terrorismo alle minacce straniere sulle elezioni, sia scelto per la sua disponibilità a far avanzare l’agenda politica del presidente piuttosto che per la sua esperienza”, ha dichiarato il senatore dem Mark Warner, vice presidente della commissione Intelligence. Susan Collins, senatrice repubblicana che in più occasioni ha assunto posizioni invise a Trump, ha ammesso di non sapere se il nuovo ‘spymaster’ abbia mai ottenuto una security clearance, l’autorizzazione che viene data, dopo approfonditi controlli, per accedere a materiale top secret.

In effetti, lo stesso statuto che ha creato l’Office of the Director of National Intelligence prescrive che il direttore abbia “una vasta esperienza nel settore della sicurezza nazionale”, cosa che manca completamente a Pulte, che ha alle spalle una carriera di successo nella finanza come ha ricordato Trump nel post con cui ha annunciato la nomina lodando la sua “profonda esperienza nel gestire le questioni più delicate in America, la sicurezza e la solidità dei mercati”. A parte le critiche e le perplessità dei senatori – che va ricordato, almeno al momento non potranno passare al vaglio la nomina di Pulte che è stato incaricato ad interim, una prassi a cui Trump ricorre spesso – con la nomina dell’esperto di finanze e mutui alla guida di un incarico di intelligence, di cui alcuni influencer Maga hanno chiesto l’abolizione, Trump intende mandare un chiaro messaggio alla sua base di estrema destra, ribadendo il suo ruolo di sovvertitore contro sistema e ‘deep state’.

“Pulte è un tipo che fa le cose e poi si rimette al lavoro”, è stato per esempio il commento dell’attivista di estrema destra Jack Posobiec ai microfoni del podcast di Steve Bannon, l’ex stratega della prima vittoria elettorale di Trump trasformatosi in un punto di riferimento del Maga, movimento che pone al centro della sua ideologia la convinzione che quelli che loro definiscono burocrati e elite, vale a dire i funzionari qualificati, vanno contro gli interessi degli americani e hanno fatto fallire le precedenti presidenze repubblicane. Un messaggio che JD Vance, il vice presidente che considera Maga e estrema destra come base fondamentale per la sua corsa per la Casa Bianca nel 2028, ha ribadito in un post su X con cui ha lodato Pulte per aver ricordato che “i burocrati della comunità di intelligence devono rispondere alla leadership eletta (e non il contrario)”.

L'articolo Trump nomina Bill Pulte, esperto di mutui, a capo dell’intelligence Usa. Non ha nessuna qualifica per il ruolo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il Pentagono assume un condannato per l’assalto al Campidoglio nel 2021. “Professionista qualificato e patriottico”

3 June 2026 at 13:50

Nel 2021 aveva 19 anni. Aveva assaltato il Campidoglio ed era stato condannato. Cinque anni dopo è stato assunto dal Pentagono nell’ufficio che si occupa di operazioni militari classificate e controterrorismo. L’ingresso al ministero della Difesa Usa di Elias Irizarry, scrive il Washington Post, ha suscitato preoccupazione tra alcuni funzionari del Dipartimento della Difesa, che ritengono inopportuno affidare un ruolo sensibile a una persona con precedenti legati all’assalto alle istituzioni statunitensi. Irizarry, che all’epoca dei fatti si era dichiarato colpevole di ingresso non autorizzato in un’area riservata, lavora nella sezione dedicata alla guerra irregolare e al controterrorismo, un’unità che si occupa anche di sicurezza delle ambasciate, recupero del personale e operazioni di salvataggio di ostaggi. Secondo fonti del Pentagono, tutte le posizioni richiedono autorizzazioni di sicurezza di livello top secret, mentre il portavoce Joel Valdez ha definito il giovane “un professionista qualificato e patriottico”.

Al momento dell’assalto al Campidoglio, Irizarry era una matricola al The Citadel, un’accademia militare pubblica della Carolina del Sud, e prestava servizio come cadetto nella Civil Air Patrol. Dopo essersi recato a Washington con altri due uomini, si era unito alla folla di sostenitori di Donald Trump che aveva forzato le linee di polizia e fatto irruzione nell’edificio mentre il Congresso certificava la vittoria di Joe Biden alle elezioni del 2020. Secondo i pubblici ministeri, era entrato attraverso una finestra rotta brandendo un’asta di metallo, senza però colpire nessuno. Irizarry si è successivamente pentito pubblicamente del proprio coinvolgimento, per cui era stato condannato a 14 giorni di carcere. Nel 2023 è stato riammesso al The Citadel, dove si è laureato nel 2024. Durante l’udienza di condanna aveva dichiarato: “Mi vergogno, perché farò sempre parte di questo scempio. Il 6 gennaio ha rappresentato qualcosa di veramente orribile: è stato il più grave attacco alla nostra democrazia dai tempi della Guerra civile”.

L'articolo Il Pentagono assume un condannato per l’assalto al Campidoglio nel 2021. “Professionista qualificato e patriottico” proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’ambasciatore israeliano contro Tajani: “Parla dei libanesi, ma ignora il nostro popolo. Crea scontro tra noi e il governo”

3 June 2026 at 12:32

“Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c’è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c’è l’equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare. E questo è un motivo di scontro con il ministro degli Esteri, e motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano”. Conversando con i giornalisti sulla situazione in Libano, l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled lancia un’accusa durissima nei confronti di Antonio Tajani, che nei giorni scorsi ha condannato Tel Aviv per la nuova offensiva contro il Paese confinante. “Il governo italiano non può risolvere da solo la pace nel mondo. Sono soprattutto gli Stati Uniti che devono fermare Israele, noi continuiamo a fare la nostra”, ha detto da ultimo il vicepremier e leader di Forza Italia, a margine delle celebrazioni del 2 giugno.

Già dalla settimana scorsa, però, Tajani aveva stigmatizzato i raid dello Stato ebraico, pur stando sempre attento a condannare allo stesso tempo anche le offensive dei miliziani sciiti libanesi di Hezbollah: “Bisogna disarmare Hezbollah e costruire uno stato libanese libero dai diktat fondamentalisti. Ma nello stesso tempo Israele deve comprendere che non si può andare a bombardare dove ci sono popolazioni civili“, aveva detto. E ancora: “Io credo che in Libano si debba evitare un’escalation. Hezbollah non può continuare a bombardare il nord di Israele e Israele deve affidarsi di più alle Nazioni Unite all’Unifil per cercare di disarmare Hezbollah. Noi chiediamo che si fermi questa escalation, lo chiediamo a Israele e naturalmente condanniamo tutte le azioni di Hezbollah contro Israele”. Un cerchiobottismo che evidentemente non ha soddisfatto la diplomazia di Tel Aviv.

L'articolo L’ambasciatore israeliano contro Tajani: “Parla dei libanesi, ma ignora il nostro popolo. Crea scontro tra noi e il governo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Russia-Ucraina, raid con i droni: Kiev colpisce terminal petrolifero a San Pietroburgo e un bus, Mosca punta Kherson e Kharkiv

3 June 2026 at 08:30

Attacchi reciproci con i droni tra Russia e Ucraina, nella note e in mattinata, con morti e feriti. La Russia ha colpito la regione di Kherson e Kharkiv, con un bilancio di 1 morto e 17 feriti, ha denunciato Kiev. Le truppe di Zelensky invece hanno mirato in profondità nei territori di Mosca, ma anche nell’area limitrofa del Donetsk. Velivoli radiocomandati hanno provocato fiamme nell’area di San Pietroburgo, incluso l’impianto petrolifero situato sul porto cittadino, con Zelensky a celebrare il successo del raid. Il governatore Drozdenko ha riferito di 50 droni nella regione, ma al momento non si conoscono i danni neppure sull’infrastruttura energetica. L’attacco è coinciso con l’inizio del Forum economico internazionale che si svolge ogni anno a San Pietroburgo – la cosiddetta Davos russa – una conferenza annuale di leader aziendali e funzionari governativi promossa dal presidente Vladimir Putin.

Zelensky: “Per la pace serve il piano ucraino di sanzioni a lungo raggio”. Rutte a Kiev

Zelensky su Telegram ha esultato per il successo dell’operazione nei confini della Federazione, su obiettivi di guerra: “Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia, tra questi, il terminale petrolifero di San Pietroburgo – ha scritto il presidente ucraino – Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt”. “Un altro obiettivo – ha aggiunto Zelensky – è un’impresa nella regione di Tambov, coinvolta nella produzione di armi russe. La distanza dalla linea del fronte è di quasi 600 chilometri. Grazie ai nostri soldati per la loro precisione. Il piano ucraino di sanzioni a lungo raggio viene eseguito esattamente come necessario per avvicinare la pace. Gloria all’Ucraina!”.

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, è arrivato a Kiev per una visita a sorpresa in seguito ai numerosi e massicci raid aerei russi che hanno colpito la capitale. Lo ha annunciato la compagnia ferroviaria ucraina Ukrzaliznytsia sui social media (in un post poi rimosso) sottolineando il “gesto di solidarietà e sostegno da parte dell’Alleanza verso il nostro Paese”. Previsto un incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, che negli ultimi mesi ha moltiplicato gli appelli agli alleati affinché rafforzino il sostegno alla difesa aerea dell’Ucraina .

L’Ucraina colpisce un bus nel Donetsk: 7 morti e 11 feriti

Un drone ucraino ha colpito un bus in una parte del Donetsk occupata dai russi, provocando 7 morti e 11 feriti. È quanto ha riferito su Telegram il governatore della regione scelto dal Cremlino, Denis Pushilin. Il bus, secondo quanto riferito, viaggiava versi la Crimea in mano ai russi. “I fascisti ucraini hanno commesso un altro atto di aggressione disumana e senza precedenti nelle prime ore di questa mattina. Un drone da combattimento ha attaccato un autobus sulla tratta Mosca-Sinferopoli a Yenakiyevo”, ha riferito Pushilin, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass, aggiungendo che altre 11 persone hanno riportato ferite di varia gravità.

Droni su San Pietroburgo, a 1.100 chilometri dal confine

Nel frattempo, canali Telegram russi e i principali media ucraini riportano un “attacco di decine di droni” a San Pietroburgo, condotto stamattina in Russia. Colpito anche il terminal petrolifero del Grande Porto cittadino sul Golfo di Finlandia. Si tratta di uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia. Riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e su strada, e vanta un volume di movimentazione stimato di 12,5 milioni di tonnellate all’anno. Fumo nero è stato osservato sopra l’infrastruttura, mentre i residenti segnalavano con foto e video esplosioni in città e incendi in altri luoghi. San Pietroburgo si trova a circa 1.100 chilometri dal confine ucraino.

Il governatore dell’oblast di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha riferito che stamattina sono stati abbattuti 50 droni nella regione, ma non ha commentato gli incendi al porto, la cui entità non è ancora stata definita. A causa dell’attacco, i voli all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo hanno subito interruzioni: quasi 30 hanno subito ritardi superiori alle due ore e altri nove sono stati dirottati verso altri aeroporti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

Velivoli russi su Kherson e Kharkiv

Una donna di 86 anni è stata uccisa e altre sei persone sono rimaste ferite in un attacco notturno con un drone russo contro un palazzo residenziale a Kherson. Lo ha riferito la Procura dell’Oblast. “Secondo le indagini, ieri sera l’esercito russo ha attaccato un edificio a più piani” nella località. Tre residenti locali sono rimasti feriti in modo più o meno grave e ad altre tre persone è stata diagnosticata un’intossazione da monossido di carbonio”, ha riferito il servizio stampa della Regione. Nelle ultime 24 ore, le forze armate russe hanno colpito anche Kharkiv e 19 insediamenti nella regione, ferendo 11 persone, ha dichiarato su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Synegubov.

L'articolo Russia-Ucraina, raid con i droni: Kiev colpisce terminal petrolifero a San Pietroburgo e un bus, Mosca punta Kherson e Kharkiv proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Non respiro”: il 18enne Henry Nowak muore in custodia della polizia, ma era vittima di un accoltellamento. Virale l’hashtag #WhiteLivesMatter

2 June 2026 at 14:11

“Non respiro, non respiro”. È il 3 dicembre 2025, sono passati cinque anni e mezzo dall’omicidio di George Floyd a Minneapolis, l’afroamericano morto soffocato sotto il ginocchio di un agente di polizia che lo aveva immobilizzato a terra. Fu il caso che scatenò proteste di piazza in tutto il mondo sotto lo slogan Black Lives Matter. Poco meno di sei anni dopo, queste sono state le ultime parole di un’altra vittima, il giovanissimo Henry Nowak, appena 18enne. Lui, però, non è americano. E soprattutto non è nero. È morto mentre la polizia lo aveva ammanettato a terra dopo aver ricevuto delle coltellate dal 23enne sikh fanatico delle armi, Vikcrum Digwa. Così la destra (e non solo) britannica (e non solo) ha iniziato a diffondere le immagini della morte di Nowak. E l’hashtag che su X diventa virale è #WhiteLivesMatter.

In Inghilterra le varie realtà di destra, dall’estremista razzista Tommy Robinson fino al leader di Reform Uk, Nigel Farage, hanno subito cavalcato l’episodio e parlano di “razzismo al contrario“. E a dare loro una mano a diffondere il messaggio ci ha pensato anche Elon Musk che dal suo profilo X ha rilanciato i vari messaggi di proteste per ciò che è successo a Southampton.

La ricostruzione della morte di Nowak ha dell’incredibile e ha già scatenato un putiferio in Gran Bretagna sia riguardo all’operato della polizia sia sulla gestione dell’immigrazione. Il fatto risale al dicembre scorso. Il giovane stava tornando a casa nella città meridionale dell’Inghilterra dopo una serata con gli amici. Sulla sua strada, però, incontra Digwa che lo accoltella senza apparente motivo per cinque volte con una lama lunga 21 centimetri. A chiamare la polizia, però, è proprio Digwa. Non perché si sia reso conto della gravità del suo gesto, bensì per cercare una via d’uscita: agli agenti, con la complicità del fratello e di un amico, racconta di essere stato vittima di “un razzista che voleva farci del male, ci siamo dovuti difendere”. Gli agenti arrivano e credono al suo racconto, tanto che si gettano su Nowak, a terra in una pozza di sangue e ormai in fin di vita. Quando il 18enne dice loro, con la voce ormai bassissima, di essere stato accoltellato, uno dei poliziotti replica: “Non credo proprio” e inizia a leggergli i suoi diritti. Solo dopo qualche minuto una poliziotta si accorge che il 18enne stava raccontando la verità e chiama un’ambulanza. Ma è troppo tardi, come rivela oggi un video finalmente pubblicato dalla Hampshire & Isle of Wight Constabulary e registrato dalle bodycam degli agenti. Le ultime parole di Nowak saranno “non respiro“. E mentre i poliziotti sono intenti a immobilizzare quella che è in realtà la vittima di un accoltellamento, la madre di Digwa, oggi condannato a 21 anni di carcere, arriva sul posto, prende l’arma del delitto e la fa sparire.

Una storia talmente assurda e piena di colpe, non solo di chi ha commesso l’agguato ma anche del corpo di polizia, da rappresentare il gancio perfetto per tutti quei movimenti che sostengono la tesi del “razzismo al contrario”, con gli stranieri che sarebbero più tutelati dei “bianchi”. Così a personaggi come Tommy Robinson ed Elon Musk, impegnati a rendere virale l’hashtag #WhiteLivesMatter, si accoda anche Farage che al caso dedica un video sui suoi canali social: “Queste sono le immagini di discriminazione più sconvolgenti che vedrete mai – dice – Un ragazzo bianco ammanettato da agenti di polizia più preoccupati da un’accusa di razzismo che da un omicidio. Questo deve rappresentare un punto di svolta. Anche le vite dei bianchi contano”, ha detto. E poi usa le ultime parole di Nowak proprio per fare un paragone col caso Floyd: “Parole tristemente familiari – continua – Ricordate George Floyd, un pregiudicato di lungo corso, morto in circostanze terribili nel Midwest degli Stati Uniti alcuni anni fa? Ricordate la reazione a quell’evento e il modo in cui si comportò la polizia? Nel giro di pochi giorni Keir Starmer si inginocchiava in segno di solidarietà. Il movimento Black Lives Matter esplose in tutto il Paese. La statua di Churchill venne imbrattata, il Cenotaph a Londra vandalizzato. Eppure, quale è stata la reazione pubblica dei nostri leader politici e dei media? Assoluto silenzio. Viviamo in una cultura dal doppio standard, in cui i diritti e gli interessi dei bianchi contano meno di quelli delle minoranze etniche”.

Il clima ha costretto anche il premier Keir Starmer a intervenire: “Si tratta di un caso terribile e sconvolgente. I familiari di Henry hanno dovuto affrontare il trauma di un lungo processo e sopportare che l’assassino inventasse accuse vergognose nei confronti di loro figlio, un ragazzo riflessivo, gentile e profondamente amato. Dobbiamo interrompere questa spirale di tragedie affrontando l’orrore della criminalità legata ai coltelli”.

L'articolo “Non respiro”: il 18enne Henry Nowak muore in custodia della polizia, ma era vittima di un accoltellamento. Virale l’hashtag #WhiteLivesMatter proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌