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Juventus, è ufficiale l’arrivo di Carnevali: cosa cambia, i tre colpi e il ritorno alla “vecchia” Juve

12 June 2026 at 11:02

Nuova Juve, vecchia Juve. L’arrivo di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato bianconero – ufficializzato oggi con una nota del club – è stato uno squarcio nel cielo, non proprio così sereno, che aleggiava sopra la Continassa. Che Damien Comolli fosse sotto osservazione, era abbastanza palese: la Juventus fuori dalla Champions e un calciomercato cominciato in salita (Allison, per esempio: un portiere cercato ma per il quale non si è chiuso) avevano gettato più ombre che luci sul dirigente francese. Ma che fossero così dense, no: non se l’aspettava nessuno. Forse l’aveva intuito Comolli stesso un paio di giorni fa, quando era stato convocato da John Elkann per alcuni chiarimenti. Che evidentemente non ci sono stati.

Morale della favola: la riunione fiume di ieri, giovedì 11 giugno, ha sancito l’addio all’uno e il benvenuto all’altro. Con Carnevali che, evidentemente già contattato nelle settimane precedenti, aveva voluto prima di tutto aspettare che il Sassuolo avviasse i lavori per il futuro. Aspettava Aquilani, insomma, e aspettava che qualche primo discorso di mercato venisse intavolato da chi a Sassuolo resterà, come il direttore sportivo Palmieri, sempre più al centro del club neroverde dopo anni e anni di lavoro tra settore giovanile e prima squadra. Non è un caso, infatti, che il ribaltone vero e proprio sarà per la Juventus – al netto della differenza più che sostanziale che esiste tra i due club – e non per il Sassuolo: gli emiliani cercheranno una figura manageriale che possa fare da ponte tra la famiglia Squinzi e l’area sportiva. Ma l’impianto organizzativo non cambierà di molto.

Il calciomercato e la nuova impostazione

E a Torino? Beh, lì è tutto diverso. Con l’addio di Comolli, qualche altra testa potrà saltare. Anche se non sembra probabile l’addio del direttore sportivo Ottolini, tornato alla Juventus lo scorso gennaio e decisamente operativo sul mercato. Così tanto che a Carnevali l’idea di smontare il giocattolo non passa per la testa. Un esempio è il ‘Dibu’ Martinez, il portiere dell’Aston Villa che ha scelto di venire in Italia e che aspetta solo un accordo finale tra i club. Le parti sono avanti, ma c’è ancora da discutere. E il nuovo ad, insieme a Ottolini, lo farà a partire dall’inizio della prossima settimana. Così sarà pure per Sorloth e Kolo Muani, due giocatori che Spalletti ha avallato e che la Juventus proverà a portare avanti in questi giorni.

Ma cosa cambierà, allora? L’impostazione di base. Perlomeno, se si parla di calciomercato: la ricerca intensiva attraverso algoritmo (un vanto delle precedenti esperienze di Comolli) non ha convinto. E poi, Carnevali arriva all’interno di un sistema – quello della Serie A e del calcio italiano – che conosce alla perfezione. È un dato di fatto, questo, non un giudizio. Questi li ha fatti Elkann ed è convinto che un ritorno a una ‘vecchia’ Juve più italiana possa permetterle di uscire dalle secche di continue stagioni negative. Che dopo quattro aumenti di capitale, evidentemente, non si può più tanto permettere.

Il comunicato della Juventus

Il Consiglio di Amministrazione di Juventus FC ha deliberato oggi la nomina di Giovanni Carnevali ad Amministratore Delegato e Direttore Generale del Club, affidandogli la guida manageriale della Società con l’obiettivo di rafforzare il progetto sportivo e industriale bianconero.

Dirigente tra i più apprezzati del panorama sportivo, Giovanni porta in Juventus un patrimonio di rilevante capacità manageriale. Uomo di calcio per vocazione e passione, Giovanni ha dedicato la sua vita professionale a questo settore, maturando esperienze e acquisendo responsabilità sempre più rilevanti, che gli hanno consentito di sviluppare una conoscenza completa delle dinamiche che governano il calcio moderno e delle prospettive di evoluzione. In particolare, nel corso della sua carriera, ha contribuito in modo determinante alla crescita e all’affermazione del Sassuolo Calcio, diventato nel tempo un esempio riconosciuto per sostenibilità, innovazione, valorizzazione dei talenti e capacità di creare valore, dentro e fuori dal campo. In qualità di Consigliere di Lega Serie A ha inoltre contribuito ai principali tavoli di confronto dedicati all’evoluzione e alla crescita del calcio professionistico italiano.

“Sono orgoglioso e onorato di entrare a far parte di questo Club ricco di storia e identità – ha sottolineato Carnevali – Ringrazio la Società, l’azionista di maggioranza e John Elkann, per la fiducia che mi è stata accordata. Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi. Insieme a tutte le componenti della Società lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri” – ha voluto concludere così il nuovo AD bianconero.

A Giovanni il caloroso benvenuto di tutta la famiglia bianconera e i migliori auguri di buon lavoro.

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Comolli via dalla Juventus: è l’ennesima rivoluzione. Le divergenze con Spalletti, le difficoltà sul mercato: i motivi della separazione. Ora Carnevali

11 June 2026 at 15:40

Notizia clamorosa ed ennesima rivoluzione in casa Juventus. Fino a ieri, Damien Comolli stava programmando il mercato bianconero. Da oggi, giovedì 11 giugno, non più. Manca solo l’ufficialità, ma da questo momento Comolli non è più l’amministratore delegato del club: una decisione presa nelle ultime ore che fa seguito all’insoddisfazione non solo per i risultati sportivi mancati, ma anche per le difficoltà a muoversi in questo calciomercato. Un calciomercato vincolato dai rigidi parametri del Financial Fair Play e dalle scelte, quelle di Spalletti, che non sempre erano in accordo con l’ormai ex ad.

Così, dopo le riflessioni di queste ore, la decisione è stata presa. E ora la Juventus si affida a Giovanni Carnevali, che lascia il Sassuolo e diventa il nuovo amministratore delegato al posto di Comolli. Una scelta di John Elkann, che vede appunto in Carnevali la soluzione migliore per i bianconeri. Per il rapporto che lega l’esperto dirigente al Sassuolo, ci è voluto il tempo per comunicare alla proprietà neroverde la scelta di lasciare dopo 12 anni. Carnevali lo ha fatto dopo aver chiuso l’operazione per l’arrivo dal Catanzaro del nuovo allenatore del Sassuolo, Alberto Aquilani.

È chiaro che, con un cambio così profondo, in casa Juventus saranno anche altre figure a rischiare di saltare. Più che il direttore sportivo Ottolini, arrivato lo scorso gennaio, a rischio è il direttore tecnico François Modesto, molto legato a Comolli. In attesa di ufficialità e ulteriori dettagli, però, la strada è stata tracciata: la Juventus vuole cambiare di nuovo e profondamente l’assetto societario. A partire dai vertici.

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La Juventus si muove: trovato l’accordo con il ‘Dibu’ Martinez, trattativa con l’Atletico per Sorloth

10 June 2026 at 13:31

Spalletti aspetta, ma la Juventus è pronta a muoversi. Ora più che mai, con una stagione che dovrà servire a ritrovare molto dell’entusiasmo perduto, soprattutto vista la delusione subita per la mancata qualificazione in Champions League. La Juve riparte e lo fa dal mercato, che dovrà essere rivoluzionario nei suoi punti cardine: portiere, centrocampista e attaccante. Il difensore? Forse. Ma dipenderà molto dai sacrifici che verranno fatti.

Aspettando Martinez

Il primo punto riguarda la porta. Perché dopo il passo indietro per Alisson del Liverpool (gli inglesi preferiscono tenerlo, visto il rendimento altalenante di Mamardashvili), i bianconeri si sono concentrati ancora sulla Premier League. Dove giocano Vicario e il ‘Dibu’ Martinez. Due campionati diversissimi per entrambi, con l’argentino che – per quanto più vecchio – è al momento in pole per diventare bianconero. L’accordo con il portiere 33enne è stato trovato (anche se piace molto all’Atletico Madrid), non quello con l’Aston Villa, per cui sarà necessario trattare ancora. Ma che possa essere lui il primo colpo di questa campagna acquisti è una prospettiva concreta. Non definita, ma concreta.

E Sorloth

Come concreta è la pista che permetterebbe di arrivare a Sorloth dell’Atletico Madrid. Con l’attaccante norvegese, prossimo a giocare il Mondiale, i colloqui sono stati approfonditi. E per circa 30 milioni di euro può essere bianconero, soprattutto se verrà inserito come contropartita il cartellino di Nico Gonzalez, che vuole restare a Madrid. La punta prenderebbe il posto di Vlahovic, mentre Kolo Muani – altro nome su cui si lavora con insistenza – sarebbe il giocatore destinato a riempire lo slot che lascerà libero Openda.

Al belga, grande delusione della stagione, le proposte non mancano. Ma sono tutte di prestito con diritto di riscatto. Una formula che la Juve è disposta ad accettare, consapevole del fatto che sarà molto più difficile lasciare partire uno come David, vincolato da un ingaggio molto pesante e per il quale Spalletti punta davvero a un rilancio forte in questa stagione.

Il sacrificio

Già, l’ingaggio. Una Juve fuori dalla Champions impone una serie di attenzioni maggiori per quanto riguarda il Financial Fair Play. Tradotto: oltre ai giocatori poco funzionali, servirà anche vendere in generale qualche big. Il primo indiziato è Cambiaso, che sta ricevendo molti sondaggi (anche il Como ci ha provato, ma sembra fuori portata). Poi, c’è Bremer. Il brasiliano può salutare, sì, ma solo di fronte a un’offerta giudicata fuori mercato, per un’operazione che porterebbe in dote necessariamente un altro arrivo per la difesa.

E il centrocampo? L’altro tassello fondamentale. Koopmeiners è in vetrina, mentre Douglas Luiz in valutazione. In entrata, attenzione a Kessié, che vorrebbe ritornare in Italia. La Juve è pronta, ma non ha la possibilità di pagarli un ingaggio simile a quello che percepisce all’Al-Ahli (quasi 10 milioni di euro netti). Se ne riparlerà. Spalletti aspetta. Ma è convinto che non ci vorrà ancora molto.

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Baldini e il futuro ct: “Non dipende da me, nel calcio danno delle etichette che è difficile togliersi”. Lo scenario

8 June 2026 at 10:56

Silvio Baldini ci spera? Forse. Anche se preferisce lasciar parlare gli altri. È stato Ct ad interim e, per ora, si prepara per i prossimi impegni della ‘sua’ Under 21, quella che in qualche modo ha portato in Nazionale maggiore per le due amichevoli disputate contro Lussemburgo e Grecia (entrambe vinte per 1-0, per quello che possano però contare). “Non dipende da me”, ha detto dopo la partita che, teoricamente, ha concluso il suo breve ciclo da allenatore azzurro. Ma qualche attestato di stima è arrivato. E, in qualche modo, nel calderone dei possibili candidati potrebbe rientrarci.

Outsider

Sarebbe un outsider senza alcun dubbio, Baldini. Che, ribadisce, non vuole passare per uno “scappato di casa. Il mio percorso mi ha portato a questo risultato incredibile. Ma nel calcio danno delle etichette che è difficile togliersi” e questo l’allenatore l’ha subìto sulla propria pelle. Per questo continua a preferire un atteggiamento sotto le righe. Sperandoci, forse, ma non troppo. Consapevole che per il rilancio del calcio italiano serva anche una figura molto carismatica. E il nome l’ha anche presentato.

Palla a Malagò

Vale a dire Antonio Conte. L’ex Napoli è a casa e resta in attesa, senza l’ansia di dover rientrare subito o per forza. “Se fossi nel presidente federale” aveva detto qualche settimana fa, “il nome di Conte lo valuterei eccome”. Ma quella che a tutti era parsa una candidatura palese, invece tanto candidatura non era. Conte, però, è libero e ora può intavolare una trattativa con il futuro presidente (Malagò è in netto vantaggio su Abete in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno). Così come Mancini, che spera sempre in una chiamata per riprendere un discorso che ha interrotto per una scelta di cui – l’ha ribadito più volte pubblicamente – si è pentito.

La suggestione? Guardiola. Ma è destinata a rimanere tale. Al momento non risultano trattative, l’ex City vorrebbe fermarsi e non sembrano proprio esserci le condizioni per poter arrivare a un’intesa. Di certo, la scelta per il futuro Commissario Tecnico sarà molto ponderata e diventerà un po’ la cartina tornasole di un calcio che ha necessariamente bisogno di rinnovare. E, sempre di certo, nel domino degli allenatori che si sta scatenando in Serie A (manca ancora la panchina del Milan, ma la situazione è molto complessa), c’è da tenere conto anche della casella della Nazionale. Tra nomi altisonanti e possibili outsider, il futuro si decide adesso.

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Non c’è nessuno al comando del Milan, ora che succede? Ibrahimovic al vertice o la rivoluzione di Rangnick

5 June 2026 at 15:11

Manca l’allenatore, ancora, e lo si cerca all’estero. Ma manca soprattutto, ancora, una struttura. Ed è questo che preoccupa soprattutto in ambiente Milan. Che si surriscalda. Vedere le immagini che stanno circolando sui social in queste ultime ore – ritraggono striscioni contro Cardinale sparsi in più punti della città – per credere. In casa rossonera la delusione della mancata qualificazione in Champions è tutt’altro che smaltita e le incognite sul futuro continuano a tormentare i tifosi, perché il vuoto di potere che al momento si è creato non è stato ancora colmato.

Ibra, che succede?

La posizione dello svedese, formalmente advisor della proprietà, è davvero spartiacque del futuro. Da un lato, c’è un Milan con Ibrahimovic al vertice. Dall’altro no. Ed è qui che si gioca la partita dei piani alti di casa rossonera. Perché nel caso in cui fosse Zlatan a prevalere, allora al Milan mancherebbe ‘solo’ un allenatore, che probabilmente arriverebbe dall’estero. Glasner, ex Crystal Palace, è uno dei candidati principali. C’è anche Pochettino. Mentre la posizione di Slot è sempre più defilata. Per non dire definitivamente tramontata. Ma come si muoverebbe Ibrahimovic? La sua idea sarebbe quella di confermare Kirovsky (attuale sport development della società) come direttore sportivo e mantenere una linea di controllo molto stretta sull’andamento del club. Ma se da giocatore era osannato, da dirigente molto meno. Lo dimostrano anche i commenti sotto i suoi recenti post sui social. E prendersi la responsabilità di rilanciare il Milan non è, al momento, la cosa più semplice.

Rivoluzione Rangnick

Un rilancio che invece Rangnick sarebbe anche disposto a portare avanti, ma alle sue condizioni. La richiesta al Milan? Potere decisionale su tutto. Almeno una ventina di persone da mettere nei punti fondamentali della società: tra direttore sportivo (piace molto Spors, ex Genoa), allenatori dei settori giovanili, osservatori… Un modello Red Bull portato in Italia, insomma. Un modello che i rossoneri avevano già valutato in passato, quando poi prevalse la linea di Paolo Maldini. L’attuale Ct dell’Austria aspetterà ancora qualche giorno, dopodiché si chiamerà fuori. Il suo arrivo sarebbe sinonimo non solo di un rilancio, ma di una vera rivoluzione. Che precluderebbe a Ibrahimovic un ruolo in primo piano.

Iscrizione

E intanto, il vuoto dirigenziale sta portando a ritardare l’iscrizione al campionato. Non è un vero e proprio problema, questo. Perché naturalmente al prossimo campionato di Serie A, il Milan ci sarà regolarmente. Ma con tante figure mancanti, la macchina burocratica si è leggermente inceppata. E più che un problema, questo diventa lo specchio di una situazione delicatissima. Che i tifosi hanno percepito.

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