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Perché l’Italia ha bisogno di una strategia di sicurezza cognitiva nazionale. Scrive Germani

10 June 2026 at 13:54

Verso la metà degli anni Duemila Carlo Jean, grande esperto di studi strategici e di geopolitica, osservava che “la rivoluzione nelle tecnologie di informazione e comunicazione sta modificando il modo di utilizzare la forza militare e attribuisce nuove potenzialità a quella che viene denominata la soft war, cioè la guerra dei media, basata sulla propaganda, la manipolazione, la disinformazione, l’impatto diretto e in tempo reale che le opinioni pubbliche esercitano sulle decisioni politiche e militari”. Nei due decenni successivi a questa puntuale affermazione di Jean il “dominio cognitivo” – la mente come campo di battaglia – ha assunto un ruolo sempre più importante e centrale nei conflitti contemporanei.

Negli ultimi cinque anni si è sempre più affermato nella comunità di esperti e nel mondo dell’intelligence il concetto di “guerra cognitiva”, che pur comprendendo i tradizionali concetti novecenteschi di “propaganda” e di “guerra psicologica”, va oltre questi ultimi perché tiene conto di recenti e straordinari sviluppi scientifici e tecnologici riguardanti la mente umana.

La cognitive warfare – una forma di guerra che attacca la mente dell’avversario, puntando a controllarne i pensieri e le decisioni – sta emergendo come una delle maggiori minacce alla sicurezza nazionale italiana ed europea.

La crescente rilevanza di questa minaccia va ricondotta al continuo potenziamento degli strumenti di influenza e manipolazione psicologica di massa reso possibile dalla proliferazione dei social media, dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dagli avanzamenti nelle neuroscienze e nelle neurotecnologie.

Il termine “guerra cognitiva” abbraccia una molteplicità di attività e tecniche praticate da attori statuali e non, sia in tempi di guerra che di pace: operazioni psicologiche, diffusione di narrative destabilizzanti, disinformazione, creazione di un ambiente informativo sovraccarico e caotico in cui è difficile distinguere il vero dal falso, uso di “neuro-armi” in grado di alterare percezioni ed emozioni attaccando il cervello, compimento di atti di violenza simbolica, manipolazione della storia, attacchi cibernetici finalizzati a provocare panico e paralisi decisionale, minacce nucleari e altre metodologie di influenza psicologica tese a generare disorientamento e polarizzazione nelle società prese di mira.

Le democrazie liberali – caratterizzate dalla libertà di espressione, la libera circolazione delle idee, il pluralismo politico – sono particolarmente vulnerabili alle azioni di guerra cognitiva condotte da diversi tipi di attori, e in particolare da:

Stati autoritari anti-occidentali – Cina, Russia, Iran e Corea del Nord – che hanno integrato la cognitive warfare nelle loro strategie militari e geopolitiche. Essi utilizzano la guerra cognitiva – spesso in reciproca sinergia e collaborazione – per tentare di influenzare e destabilizzare le democrazie liberali con l’intento di ridimensionarne sempre di più il potere globale. Questi regimi hanno, inoltre, istituzionalizzato la guerra cognitiva nei confronti delle proprie società come strumento di controllo e stabilità autoritaria. Formazioni terroristiche ed eversive – organizzazioni jihadiste, gruppi terroristici di estrema destra e sinistra – che ricorrono a tecniche di guerra psicologica sui social media per generare paura e confusione, propagare ideologie che predicano l’odio e la violenza, e radicalizzare individui e gruppi. Partiti e movimenti politici illiberali, che operano all’interno dei sistemi liberal-democratici, utilizzando strumenti di guerra cognitiva per accrescere il proprio consenso, erodere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e diffondere narrazioni autoritarie.

Le azioni di guerra cognitiva mirano a influire sulle percezioni, le emozioni, i pensieri e le decisioni del bersaglio al fine di raggiungere determinati obiettivi tattici o strategici. L’obiettivo di una campagna cognitiva può essere limitato e di breve termine, oppure può avere una finalità strategica e di lungo periodo, tesa a disgregare una società dall’interno, tramite il degrado delle capacità di pensiero razionale e di giudizio autonomo della sua popolazione, il sovvertimento del concetto di “verità” e della distinzione tra il vero e il falso, la delegittimazione delle sue istituzioni, e l’indebolimento progressivo della sua coesione sociale.

Gli attori della cognitive warfare mirano a sfruttare diverse vulnerabilità cognitive e psicologiche diffuse nelle società occidentali post-moderne, spiccatamente individualiste e secolarizzate, oltreché dominate dal web. Tra queste vulnerabilità vanno evidenziate:

  1. La cultura della “post-verità”, nella quale i fatti oggettivi sono meno influenti nel plasmare l’opinione pubblica rispetto agli appelli alle emozioni e alle convinzioni personali.
  2. La prevalenza, per dirla con Daniel Kahneman, del “pensiero veloce” (istintivo e basato sulle emozioni), rispetto al “pensiero lento” (razionale e caratterizzato da un’attenta riflessione e considerazione dei fatti).
  3. La tendenza a ignorare o scartare informazioni che mettono in discussione le proprie opinioni e credenze.
  4. La frammentazione della società in numerosi echo-chamber di conformismo e groupthink (pensiero di gruppo).

L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e la sua appartenenza alla Nato e alla Ue, per i suoi problemi di coesione sociale interna e per la diffusa mancanza di una cultura della sicurezza nazionale e dell’intelligence presso la classe politica italiana, rappresenta un bersaglio ideale per chi vuole destabilizzare la coesione dell’Occidente.

Il nostro paese non è preparato per questo nuovo tipo di guerra. Di fronte alla minaccia della cognitive warfare alla sicurezza nazionale e all’ordine democratico, l’Italia deve dotarsi di una specifica strategia di sicurezza cognitiva e difesa psicologica nazionale. La sicurezza cognitiva può essere definita come la protezione della mente, delle percezioni e dei processi decisionali da manipolazioni esterne.

Come sottolinea Antonio Scala, Direttore di Ricerca presso l’Istituto per i Sistemi Complessi del Cnr, le politiche di sicurezza cognitiva devono essere compatibili con il pluralismo, la libertà di espressione e il controllo pubblico del potere. Esse devono assicurare che l’ambiente cognitivo consenta a individui, gruppi e istituzioni di orientarsi, valutare le informazioni e decidere in modo razionale sulla base di informazioni verificabili. La sicurezza cognitiva non solo non mette in discussione la democrazia liberale, essa è una delle condizioni essenziali della sua sopravvivenza. La sicurezza cognitiva, secondo Scala, presuppone anche la “difesa psicologica” degli individui e della comunità, ossia la loro capacità di resistere e reagire a eventuali azioni di destabilizzazione psicologica intraprese (spesso in tempi di crisi interna o internazionale) da attori ostili tramite la diffusione di narrazioni che generano paura, disorientamento, confusione, sfiducia e senso di impotenza.

Come osserva Massimo Panizzi, esperto di cognitive warfare e autore del libro Difesa è libertà: il coraggio di proteggere la nostra indipendenza, nella guerra cognitiva “un ruolo centrale viene svolto dalle emozioni, che precedono e orientano il pensiero razionale: paura, indignazione e compassione diventano strumenti di influenza”. Secondo Panizzi la vera difesa della democrazia dalla minaccia del cognitive warfare non può che essere culturale, sistemica e basata sull’educazione al pensiero critico, che costituisce una vera e propria “infrastruttura strategica” per la difesa della mente dalla manipolazione delle percezioni e delle emozioni.

La cultura come la strada maestra per contrastare la guerra cognitiva viene richiamata in diversi contributi anche da Lorenza Pigozzi, Executive Vice President e direttore della comunicazione strategica del gruppo Fincantieri, che sottolinea l’enorme importanza di una difesa culturale atta a tutelare le narrazioni fondanti della società democratica da aggressioni cognitive ostili. Lo studio della storia rappresenta uno dei più importanti strumenti di resistenza e resilienza culturale nei confronti della minaccia cognitiva, che spesso mira a manipolare e falsificare la memoria collettiva.

Secondo la Pigozzi, per far fronte a questa minaccia, servono “architetti della resilienza cognitiva”, dotati di competenze in diverse discipline quali storia, psicologia, comunicazione strategica e intelligenza artificiale, capaci di individuare tempestivamente le narrazioni ostili, analizzarne le origini, e sviluppare risposte rapide per proteggere lo spazio pubblico.

Come rileva Federico Oreste Petrozzi – psicologo, psicoterapeuta, e docente di neuro-leadership presso il Master Universitario del Casd – una strategia di sicurezza cognitiva nazionale richiederà consistenti investimenti nella formazione all'”antifragilità cognitiva” dei giovani, che sono il bersaglio privilegiato di questa forma di guerra. L’educazione dei giovani diventa, perciò, una questione di crescente rilevanza strategica per la sicurezza nazionale: un concetto di estrema importanza sottolineato anche da Beniamino Irdi, Ceo di HighGround e Senior Fellow del German Marshall Fund, in un’audizione al Senato della Repubblica: “Proprio come quando si affrontano minacce militari le risorse di emergenza vengono allocate alle armi, o quando si affronta una pandemia ai vaccini, l’istruzione e la preservazione delle capacità cognitive dei nostri giovani vanno trattate come un problema esistenziale”.

Firefox te regala su VPN de manera gratuita e ilimitada para todo el verano

By: Sergio · Agudo
10 June 2026 at 13:45

Mozilla retira el tope de datos de la VPN integrada en Firefox durante todo el verano y, de paso, amplía la lista de países a los que puedes conectarte. Es ancho de banda ilimitado y sin coste dentro del propio navegador, aunque conviene leer la fecha antes de hacerse ilusiones, porque la medida no ha llegado para quedarse.

La promoción arranca desde ya y se prolonga hasta el 31 de agosto, según recoge Android Authority a partir de un texto publicado en el blog de la compañía. El momento no es casual: el verano concentra los viajes y la dependencia de redes wifi públicas en aeropuertos, hoteles y cafeterías, que es justo cuando un usuario corriente más expone su tráfico en conexiones que no controla.

Datos ilimitados con fecha de caducidad marcada en el calendario

Firefox no va a ofrecer una VPN gratis e iliimitada para siempre Firefox no va a ofrecer una VPN gratis e iliimitada para siempre

La cifra que conviene retener es esa: 50 GB mensuales son el tope habitual de la VPN que viene incrustada en Firefox. Para hacerse una idea, da para navegar, leer correo y algo de vídeo sin agobios, pero se evapora en cuanto entran el streaming en alta calidad o las descargas pesadas. Durante estas semanas, ese contador deja de correr y el límite desaparece por completo.

La concesión tiene truco. El 1 de septiembre regresa el límite de 50 GB sin más aviso que el del calendario, de modo que la oferta resulta jugosa para quien pasa el verano fuera de casa y se queda en agua de borrajas para quien la descubra ya entrado el otoño. No estamos ante una mejora permanente del producto, sino ante una ventana temporal cuyo principal atractivo es, precisamente, lo efímero.

Mozilla aprovecha el envite para ensanchar el mapa de conexiones disponibles, que hasta ahora se quedaba en 28 países. Entre los accesibles figuran Australia, Bélgica, Dinamarca, Finlandia o Singapur, y el listado al completo vive en el blog de la compañía. Eso sí, no hablamos de un servicio global: la VPN integrada solo funciona en los mercados que Mozilla detalla en su página de soporte.

Por qué no debes confundir la VPN del navegador con la de pago

Las VPN que más garantías ofrecen son las de pago Las VPN que más garantías ofrecen son las de pago

Aquí hay un matiz que conviene desbrozar para evitar sorpresas. La herramienta de la que hablamos va incluida sin coste dentro de Firefox en los países donde está disponible, y no debe confundirse con Mozilla VPN, el servicio de suscripción que la compañía vende aparte en algunos mercados. Comparten apellido, pero son dos productos con cometidos distintos.

Esa diferencia marca lo que cabe esperar de cada uno. La integrada es la opción de andar por casa, pensada para tapar los agujeros básicos de privacidad mientras navegas, una idea que enlaza con la misión que Mozilla reivindica para Firefox; la de pago, en cambio, aspira a proteger todo el tráfico del dispositivo, y no solo el del navegador. La promoción veraniega únicamente alcanza a la primera de las dos.

Conviene tomar la medida por lo que es: un incentivo de temporada, no un cambio de fondo en el producto. Quien ya use la VPN del navegador notará el alivio de inmediato; quien quiera estrenarla, mejor que lo haga antes de que el contador vuelva a su sitio el 1 de septiembre.

 

© Difoosion

Mozilla Firefox

Ni una ni dos, así será la triple ceremonia de inauguración del Mundial 2026: horarios, fechas y artistas

10 June 2026 at 13:01

Por primera vez en la historia, un Mundial de fútbol tendrá tres ceremonias de inauguración, coincidiendo con las tres sedes de esta edición: Estados Unidos, México y Canadá. Además, se repartirán en tres días: el 11 de junio, en el primer partido en el Estadio Azteca (denominado actualmente Estadio Banorte por razones de patrocinio) de Ciudad de México, el 12 en Toronto y el 13 (en horario peninsular) en Los Ángeles, respectivamente.

Además, la FIFA anunció que las tres son producidas en colaboración con Balich Wonder Studio, una empresa italiana de organización de eventos, que ya ha producido ceremonias en la Eurocopa femenina, Mundial de Clubes o los Juegos Olímpicos de Invierno Milano-Cortina 2026. Por otra parte, comparten la idea de interpretar la identidad cultural de la sede a través del trofeo de la Copa del Mundo. Como características comunes, empiezan 90 minutos antes de la hora de inicio del encuentro y las puertas se abrirán cuatro horas antes del silbatazo inicial, ofreciendo un conjunto de experiencias que incluyen activaciones exclusivas y recompensas previo al partido.

“Comenzando en la Ciudad de México y continuando en Toronto y Los Ángeles, estas ceremonias unirán la música, la cultura y el fútbol de una manera que refleje tanto la individualidad de cada nación como la unidad que define este torneo”, dijo el presidente de la FIFA, Gianni Infantino.

La celebración de México con JBalvin o Maná

México da el inicio oficial al Mundial. Será el jueves 11 de junio a las 19:30 h (hora peninsular), con la duración de 90 minutos hasta la hora oficial del partido. Los artistas que interpretarán las canciones del álbum oficial son: Alejandro Fernández, Belinda, Danny Ocean, J Balvin, Lila Downs, Los Ángeles Azules, Maná y Tyla.

Va a ser una noche especial, pues el Estadio Azteca albergará el insólito récord histórico de ser el primero en albergar partidos en tres Copas Mundiales de la FIFA diferentes (México 1970, México 1986 y 2026).

La inauguración de EE.UU de la mano de Katy Perry

Por su parte, la madrugada del sábado 13 de junio a la 01:30 (horario peninsular), Estados Unidos le dará la bienvenida al Mundial en Los Ángeles antes del partido contra Paraguay. El SoFi Stadium dará inicio a un verano de fútbol en una región donde el deporte rey no ha tenido el seguimiento como la NBA, el fútbol americano o el béisbol, pero que será el segundo Mundial que albergará tras USA 94.

Encima del escenario en el que se celebrará la cultura y el espíritu de la nación, y creará un momento de unidad continental y global, actuarán Katy Perry, Future, Anitta, LISA, Rema y Tyla, que ofrecerán un espectáculo que refleje la diversidad cultural del país norteamericano.

Canadá con Vegedream, Alanis Morissette o Jessie Reyez

A las 19:30 (horario peninsular) del mismo viernes 12 dará inicio la celebración del inicio del mundial en la tercera sede, Canadá. En este caso, serán las estrellas mundiales de la música, como Alanis Morissette, Alessia Cara, Elyanna, Jessie Reyez, Michael Bublé, Nora Fatehi, Sanjoy, Vegedream, William Prince, las que den el espectáculo musical.

Además, se ha dado a conocer que la ceremonia comenzará con un viaje por el país mientras la cuenta regresiva presente momentos que muestra el ancho del territorio. "La ceremonia de apertura en Toronto será un reflejo inconfundible de la identidad de Canadá y de la energía que rodea a la Copa Mundial de la FIFA 2026", dijo el presidente de la FIFA, Gianni Infantino.

La Feria del Libro de Madrid retira una charla por su falta de neutralidad sobre la ocupación del Sáhara por Marruecos

10 June 2026 at 11:26
Feria del Libro de Madrid el 30 de mayo de 2026.

La Feria del Libro de Madrid, que se celebra hasta el próximo domingo, ha decidido retirar de su programación la charla titulada Sáhara: patrimonio, identidad y vías de desarrollo a la luz de las transformaciones contemporáneas, programada para la tarde de este miércoles, tras las protestas de diversos colectivos por su falta de pluralidad y neutralidad a la hora de abordar la ocupación del Sáhara Occidental por parte de Marruecos. Tras revisar el contenido y la configuración de la actividad, la organización ha emitido un comunicado en el que reconoce que la actividad “nunca debió formar parte de la programación de esta edición.

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Julian Barnes, galardonado con el Premio Princesa de Asturias de las Letras 2026

10 June 2026 at 11:00
Julian Barnes retratado en su casa en el norte de Londres, en enero de 2026.

El escritor Julian Barnes (Leicester, 80 años) ha sido galardonado con el Premio Princesa de Asturias de las Letras 2026. El británico es autor de obras como El loro de Flaubert, Inglaterra, Inglaterra o Arthur & George (todas publicadas en España por Anagrama). En 2011 ganó el premio Booker con El sentido de un final. Encasillado dentro de lo posmoderno y caracterizado por su sentido del humor, fue uno de los exponentes de la llamada generación Granta —por la revista literaria de mismo nombre—, de la que formó parte a principios de los años ochenta junto a otros grandes novelistas como Martin Amis, Christopher Hitchens, Salman Rushdie o Kazou Ishiguro. Su último libro, Despedidas, publicado a principios de año, será también el último que escriba, lo que convierte este premio en algo así como un broche a su fructífera carrera literaria.

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“Voy a cumplir 80 años

Los ateos estamos pasados de moda

10 June 2026 at 04:30
Encuentro de León XIV con la comunidad diocesana en el estadio Santiago Bernabéu.

No necesito encuestas para saber que pertenezco a una minoría. Me basta salir de casa y cruzar tres palabras con un semejante para sentirme muy poco semejante a él. La mayoría de los días ni siquiera tengo que hacer tal esfuerzo: con solo leer el periódico, los sentimientos de forastería, extrañamiento, soledad, incomprensión y alucine me borran la ilusión de pertenencia que he soñado por la noche. Pero está bien que los barómetros me confirmen la intuición. El último publicado en este periódico sobre asuntos religiosos determina que los ateos somos en España una minoría formada por el 16,6% de la población. No contamos ahí a los agnósticos, esos moderaditos. Los ateos somos rotundos, apostamos todo a la negación, no tenemos nada que ver con los que se encogen de hombros y se santiguan por si acaso.

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MotoGP volverá a Motorland Aragón en 2027 al caerse el circuito de Hungría y pagando más de 10 millones

El campeonato del mundo de MotoGP volverá a Alcañiz en 2027. La principal competición motociclista del mundo recalará en Motorland Aragón la próxima temporada al confirmarse que el circuito de Hungría, Balaton Park, no ha sido elegido para mantenerse en el campeonato. De esta manera, la pista turolense, que era el circuito de reserva de Dorna para la temporada que viene, entra en el calendario oficial y vuelve a formar parte del gran circo del motociclismo. Según ha podido saber este diario, el Gobierno de Aragón abonará un canon de más de diez millones de euros para garantizar la presencia del circuito en el campeonato. No se sabe nada, por ahora, de la continuidad de Motorland a partir de 2028.

Magical thinking, extraterrestrials and the Devil himself: why spirituality is back

9 June 2026 at 19:06

No more gods, no more fairies, no more magic. The dawn of the Enlightenment implied the displacement of religious ideas, superstitions and all supernatural belief. Reason-led scientific knowledge would guide civilization towards progress. Max Weber called this process the “disenchantment of the world,” as its steam engine flattened prophets and goblins alike.

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Concert during the ‘LLAMADOS’ evangelical gathering in Madrid’s Movistar Arena on January 12, 2026.A Christian meditation seminary with the priest Pablo D’Ors on November 16, 2025.

© Parveen Kumar (Hindustan Times / via Getty Images)

A class at the 12th International Day of Yoga on June 1 in Gurugram, India.

Así es 'Alice y Steve', la miniserie británica que convierte una amistad en una guerra sin cuartel

9 June 2026 at 19:00

Las relaciones sentimentales imposibles han dado pie a innumerables comedias, pero pocas parten de una situación tan incómoda como la de esta nueva miniserie británica de seis episodios. Lejos de los problemas conyugales que han servido de punto de partida para comedias como La guerra de los Rose, que conoció un remake el pasado año, la nueva miniserie que llega a Disney + España el 8 de junio riza un poco más el rizo.

La historia de Alice y Steve arranca cuando Alice descubre que Steve, su mejor amigo desde hace años, mantiene una relación con Izzy, su hija de 26 años. Lo que para la pareja supone el comienzo de una historia de amor, para ella representa una auténtica catástrofe que desencadenará serias consecuencias.

Convencida de que está a punto de perder simultáneamente a su mejor amigo y a su hija, Alice decide intervenir. Primero intenta razonar con ellos. Después llegan las súplicas, las amenazas y toda clase de maniobras destinadas a poner fin al romance.

El problema es que Steve no tiene ninguna intención de rendirse. Convencido de que Izzy es la mejor persona que ha entrado en su vida, responde a cada movimiento de Alice, provocando que una amistad aparentemente indestructible termine transformándose en una batalla cada vez más personal.

Para ver en un suspiro

La serie combina humor incómodo, situaciones disparatadas y momentos de drama familiar para explorar cuestiones como la diferencia de edad en las relaciones, los límites de la amistad y la dificultad de aceptar que los hijos terminan tomando sus propias decisiones.

Ideada por Sophie Goodhart (Rivales) y protagonizada por Nicola Walker (Marriage) y Jemaine Clement (Los héroes del tiempo), la ficción viene de arrasar en Canneseries 2026, donde ha ganado el premio a Mejor serie, Premio especial al mejor reparto y Premio del Jurado de estudiantes a la Mejor Serie. Reconocimientos que avalan esta simpática propuesta ideal para maratón.

Con solo seis episodios, sus responsables apuestan por un formato rápido y accesible que permite desarrollar el conflicto sin alargarlo innecesariamente. Además, encuentra buena parte de su fuerza en unos personajes llenos de contradicciones, capaces de resultar entrañables y desesperantes a partes iguales.

Para quienes disfrutan de las comedias dramáticas británicas con diálogos afilados y conflictos familiares poco convencionales, esta puede ser una de esas pequeñas joyas capaces de pasar desapercibidas entre los grandes estrenos, pero que terminan convirtiéndose en una recomendación obligada.

El despliegue tecnológico ante la llegada del Papa: antenas que funcionan como radares y redes 5G exclusivas

By: Sergio · Agudo
9 June 2026 at 17:45

Vodafone ha desplegado una red 5G privada para los Mossos d'Esquadra durante la visita del Papa León XIV a Barcelona, un operativo de comunicaciones que acompaña a uno de los dispositivos de seguridad más grandes que se recuerdan en Catalunya. No hay producto comercial detrás: lo que hay es una infraestructura montada a medida para tres días concretos. Y para sostenerla, el operador ha intervenido buena parte de su red en la ciudad.

Según ha publicado Mobile World Live a partir del comunicado del operador, la red queda reservada en exclusiva al cuerpo policial catalán y es totalmente configurable según las necesidades del operativo. No es la cobertura que usa cualquiera con su móvil, sino un canal aislado con prioridad propia. Esa diferencia pesa cuando hay miles de agentes intentando coordinarse al mismo tiempo.

Una red que no comparte espacio con nadie

El despliegue corre por cuenta de Vodafone El despliegue corre por cuenta de Vodafone

Lo que importa de una red 5G privada no es la etiqueta, sino lo que permite hacer. Vodafone ha ajustado niveles concretos de prioridad, seguridad y latencia pensados para comunicaciones que no pueden caerse, y dice garantizar el acceso a los servicios incluso cuando la red pública se satura. En un evento con cientos de miles de personas en la calle, esa saturación no es una hipótesis: es el escenario que toca gestionar.

A eso se suma un protocolo de supervisión que funciona las 24 horas, con monitorización en tiempo real y un equipo dedicado a detectar y reparar incidencias sobre la marcha. La idea, según el operador, es que si algo se tuerce no se entere nadie salvo quien lo arregla. Sobre el papel suena evidente. En un dispositivo de esta escala, rara vez lo es.

La intervención no se queda en esa red dedicada. Vodafone ha tocado casi un millar de celdas en Barcelona —las cifras bailan según el medio, y algunas elevan el total a más de 2.800 sumando Madrid, Gran Canaria y Santa Cruz de Tenerife—, con más de cien técnicos movilizados y unidades móviles repartidas por esas mismas ciudades. La experiencia del operador en este tipo de redes ya quedó a la vista cuando estrenó su 5G más potente, el conocido como 5G Stand Alone.

Por qué Barcelona y por qué ahora

El Papa visitará hoy y mañana la Ciudad Condal El Papa visitará hoy y mañana la Ciudad Condal

El Papa León XIV estará en la ciudad los días 9 y 10 de junio, con una agenda que incluye una vigilia de oración en el Estadio Olímpico de Montjuïc, una visita a Montserrat y la bendición de la torre de Jesucristo de la Sagrada Familia, que coincide con el centenario de la muerte de Antoni Gaudí. Detrás de cada uno de esos actos hay más de 6.000 agentes de los Mossos y la Guardia Urbana.

Coordinar a esa cantidad de efectivos sin que las comunicaciones se vengan abajo es, en el fondo, el problema que esta red intenta resolver. José Miguel García, CEO de Vodafone España, lo planteó en esos términos cuando habló de comunicaciones críticas en tiempo real: «Pondremos las últimas innovaciones de red al servicio de las fuerzas de seguridad en un acontecimiento de esta magnitud, garantizando comunicaciones críticas fiables y en tiempo real».

El operador llega a este encargo con recorrido propio. Vodafone ya protagonizó el primer despliegue de 5G SA en España, de modo que la tecnología que ahora pone a disposición de los Mossos no le resulta nueva. Lo que cambia es el destinatario y el listón: una red exclusiva para emergencias que debe responder justo en el momento en que el resto de la cobertura flaquea.

 

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papa leon xiv

El 'power ranking' del Mundial: las selecciones que mejor llegan a la cita mundialista y por qué

9 June 2026 at 16:11

España, Argentina, Francia, Brasil o incluso Colombia, Croacia o Marruecos... Todas las selecciones luchan por conseguir levantar el trofeo más prestigioso del mundo del fútbol. Algunas por primera vez, otras quieren repetir una experiencia única. Jugadores como Messi, Cristiano o Neymar tendrán su última ocasión de brillar; Lamine Yamal, Olise, Doué o Haaland están ante su primera oportunidad.

El Mundial da inicio el jueves en México, enfrentando a la propia selección mexicana contra Sudáfrica. En el momento del pitido inicial rodará el primer balón de los 104 partidos que se jugarán en total. Algunas de las selecciones que mejor llegan

Además de las mencionadas en la siguiente lista, tampoco hay que perder la mirada a otras selecciones que se alejan de los focos, pero que pueden ser la revelación del Mundial 2026: entre ellas se incluye a Marruecos, que ya dio la sorpresa en Qatar 2022, una Colombia de Luis Díaz que quedó finalista en la última Copa América o Japón, que es la selección asiática que mejor preparada está para estas competiciones

España, en su mejor forma tras ganar la Eurocopa 2024

'La Roja' llega en uno de sus mejores momentos de los últimos años. Tras la consecución de la Eurocopa en 2024, donde vencieron a Alemania, Francia e Inglaterra en cuartos, semifinales y final, respectivamente. Muchas listas de favoritos las encabezan los de Luis de la Fuente. Si bien en los últimos mundiales no han cumplido las expectativas —el mejor puesto desde 2010 ha sido cuartos en 2022—, este año podría ser diferente.

La fase de clasificación para el Mundial fue prácticamente perfecta, con cinco victorias, un empate, cero derrotas, 21 goles a favor y solo dos en contra. Además, la participación en la Nations League previa al Mundial tuvo una buena participación, llegando a la final donde resultó derrotada por la Portugal de Cristiano Ronaldo en penaltis. En resumen, España está ante una muy buena oportunidad de conseguir la segunda estrella.

Argentina y Messi siguen teniendo hambre de ganar títulos

Copa América 2021, Mundial 2022, Finalissima 2023 y Copa América 2024. Estos son los títulos que la selección argentina ha ganado de la mano de Lionel Scaloni y Messi. A pesar de algunas dudas que se habían generado alrededor de Messi, el astro argentino no faltará y confirmó su participación en el torneo. Argentina tendrá la posibilidad de revalidar el título mundial y ganar el cuarto de su historia. Empataría así con Alemania, Italia y Uruguay.

Alrededor de Messi, Scaloni ha formado un equipo que juega por y para su capitán. Los Emiliano 'Dibu' Martínez, Otamendi, Rodrigo De Paul o Enzo Fernández son jugadores correosos que completan a los McAllister o Julián Álvarez, que ponen la calidad en el equipo. En el terreno de juego han liderado la fase de clasificación sudamericana desde el primer minuto hasta el último con una doble victoria ante Brasil, tanto en el Monumental de River Plate como en Maracaná.

Una Francia cada vez más temida por todos

La selección francesa viene de dos mundiales donde ha quedado campeona del mundo en Rusia 2018 y finalista en Qatar 2022. Además, en la última Eurocopa solo fue superada por la España campeona de la misma en semifinales. Además, Deschamps ha presentado una lista llena de algunos de los mejores jugadores del mundo: Salibá en defensa, Tchouaméni o Kanté en el medio o Mbappé, el balón de oro Dembélé, Olise, Doué y otros más de mucha calidad.

Sobre el terreno de juego, Francia demuestra que es un equipo que gana por la artillería pesada. No será el equipo más vistoso y Deschamps ha demostrado que prefiere hacerse fuerte en defensa para ser eficaz en ataque gracias al nivel individual que demuestran sus jugadores; estos son capaces de ganar torneos con poco fútbol. Además, esta es la competición fetiche de Mbappé, donde en esta edición se puede colocar como el máximo goleador histórico de la competición.

Roberto Martínez se estrena con Portugal en el Mundial y Cristiano ante su última gran oportunidad

El catalán Roberto Martínez agarró a la selección portuguesa en enero de 2023. Desde ahí, su rendimiento ha sido más que notable. En la Eurocopa 2024 cayó en cuartos de final ante Francia en penaltis y en la Nations League de 2025 quedó campeón, ganando a España en la final, también en la tanda de penaltis. El técnico español ha conseguido regenerar a una selección que con Fernando Santos se había quedado atrás.

La selección sigue liderada por un Cristiano Ronaldo de 41 años que jugará su sexto mundial (los ha jugado todos desde Alemania 2006). Esta, presuntamente, va a ser su última opción de ganarlo. El de Madeira estará bien rodeado: Ruben Dias, Cancelo, Nuno Mendes, Bruno Fernandes, Bernardo Silva o Rafael Leão, entre otros. Además, emocionalmente querrán dedicárselo al fallecido Diego Jota, al cual incluyeron de manera simbólica en la lista de los seleccionados.

Tuchel quiere romper una sequía de 60 años de Inglaterra

Thomas Tuchel se ha dejado fuera de su lista a Trent Alexander-Arnold, Phil Foden o a un Cole Palmer que maravilló en el Mundial de Clubes de 2025. Aun así, lleva a una selección que quiere dar el golpe en un torneo importante y levantar un trofeo tras las derrotas en las finales de la Eurocopa 2020 (disputada en 2021 por la pandemia) contra Italia y en 2024 contra España. Un combinado nacional que, a pesar de las ausencias, tiene en sus filas a Bellingham, Harry Kane o Saka.

En el último mundial hizo cuartos de final y cayó ante Francia por un resultado de 1-2. Esto fue de la mano de Gareth Southgate, el anterior seleccionador. Ahora, de la mano de Tuchel, quiere ser un equipo competitivo que consiga alzar su segunda estrella y romper una sequía de 60 años sin títulos desde que conquistó la Jules Rimet (el antiguo trofeo) en la edición de 1966.

Ni 'The White Lotus' ni Élite': Netflix tira la casa por la ventana y lanza su gran apuesta para este verano

9 June 2026 at 15:33

Netflix ya tiene candidata para convertirse en una de las series españolas más comentadas del período estival. Se titula Oasis, llega a España el 19 de junio y mezcla ingredientes que recuerdan tanto a los dramas juveniles de Élite como a los misterios de alta sociedad que han convertido a The White Lotus en un fenómeno internacional.

La historia se desarrolla en el resort vacacional más exclusivo del país, un paraíso reservado a familias adineradas que disfrutan de playas privadas, servicios VIP y un sistema de seguridad aparentemente impenetrable. Pero la calma se rompe cuando una joven desaparece sin dejar rastro.

La investigación policial obliga a cerrar el complejo y nadie puede abandonarlo hasta que se esclarezcan los hechos. A partir de ese momento, huéspedes y trabajadores pasan a estar bajo sospecha en una trama donde las apariencias engañan y los secretos amenazan con salir a la luz.

'Oasis': ¿Qué actores intervienen en la serie?

La ficción está encabezada por Ana Garcés, conocida por su trabajo en La Promesa, en el que supone su primer gran proyecto tras despedirse del personaje de Jana Expósito. Junto a ella figuran Tomy Aguilera (Bienvenidos a Edén), Victoria Kantch (El mal invisible) y un reparto que combina nuevos rostros con nombres reconocibles para el público español. Se unen a ellos rostros más asentados como los de Verónica Sánchez (Los Serrano), Unax Ugalde (El infiltrado) o Paco Tous (Los hombres de Paco).

Detrás del proyecto se encuentra Bambú Producciones, responsable de éxitos como Velvet, Fariña o la propia La Promesa. La serie ha sido creada por Ramón Campos (El caso Asunta) junto a Jon de la Cuesta (Águila Roja), Javier Chacártegui (Now and Then), David Orea (Jaguar) y Ricardo Jornet (La viuda negra), y fue rodada en distintas localizaciones de Tenerife.

Pre-estreno el 10 de junio

Antes de su desembarco mundial en Netflix, Oasis tendrá una presentación muy especial. El primer episodio podrá verse en primicia el próximo 10 de junio dentro del Festival Internacional de Series Ría de Vigo, que celebra su segunda edición entre los días 10 y 12.

La proyección contará además con la presencia de varios miembros del reparto y del equipo creativo, que participarán en un encuentro con el público para desvelar algunos detalles de una producción que aspira a convertirse en una de las apuestas fuertes de la plataforma para este verano.

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