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Mondiali 2026, le partite di oggi: è il momento degli altri due Paesi ospitanti. Il Canada contro la Bosnia | Orari, programma e dove vedere in tv (anche in chiaro)

12 June 2026 at 05:34

Ieri è stato il momento della cerimonia inaugurale e dell’esordio del Messico, primo tra i tre Paesi organizzatori. Oggi è invece il giorno di Canada e Usa, le altre due nazioni ospitanti, che affrontano rispettivamente la Bosnia Erzegovina – che ha eliminato l’Italia – e il Paraguay. Sia in Canada che negli Stati Uniti sono previste altre due cerimonie d’apertura. Secondo giorno di Coppa del Mondo, che dopo le polemiche dei giorni scorsi, adesso entra nel vivo anche con il calcio giocato.

Il Canada scende in campo alle 21 a Toronto contro Alajbegovic e compagni, mentre gli Stati Uniti saranno in campo qualche ora dopo, nella notte italiana, per affrontare il Paraguay a Los Angeles. Al primo match di Pulisic e compagni non sarà presente il presidente Donald Trump, ma il segretario di stato Marco Rubio.

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Mondiali 2026, le partite di oggi 12 giugno

Canada-Bosnia Erzegovina (girone B)
Orario:
21:00
Stadio:
BMO Field (Toronto)
Dove vedere in tv e streaming:
DAZN, Rai 1 e RaiPlay

Usa-Paraguay (girone D)
Orario:
3:00 (notte tra il 12 e il 13 giugno)
Stadio:
SoFi Stadium (Los Angeles)
Dove vedere in tv e streaming:
DAZN

Dove vedere in tv e streaming

Tutte le partite del Mondiale di calcio 2026 di calcio sono trasmesse in Italia in diretta streaming su DAZN, con l’abbonamento. Ma alcune partite potranno essere viste anche in chiaro. 35 partite del torneo saranno disponibili in diretta televisiva sui canali Rai e in streaming sulla piattaforma RaiPlay.

Per quanto riguarda le partite di oggi, 12 giugno, la sfida tra Canada e Bosnia Erzegovina si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai e in streaming su RaiPlay. La prima degli Stati Uniti – che sfideranno il Paraguay – invece, prevista nella notte tra il 12 e il 13 giugno, sarà disponibile solo su Dazn, con abbonamento.

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Mondiali, la Rai taglia la cerimonia d’apertura per il Tg1: interrotta Shakira proprio nel momento clou. Polemiche sul web, poi l’ammissione: “Errore di timing”

11 June 2026 at 20:10

Non siamo ai livelli delle gaffe di Paolo Petrecca durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di MilanoCortina 2026, ma poco ci manca. Dopo averla pubblicizzata per diverse settimane, la Rai ha deciso di tagliare la cerimonia d’apertura dei Mondiali 2026 su Rai 1 dopo 10 minuti dall’inizio per lasciare spazio a mezz’ora di Tg1, dalle 20 alle 20:30. Una scelta che non è passata inosservata agli utenti, scatenati su X dopo la decisione della televisione di stato.

La diretta è poi ripresa poco dopo le 20:30, per la trasmissione della parte finale della cerimonia d’apertura, finita poco prima delle 21 per lasciare spazio a MessicoSudafrica, match inaugurale dell’edizione 2026 della Coppa del Mondo. Scherzo del destino, la Rai ha dovuto interrompere la diretta proprio mentre Shakira – artista di punta della cerimonia inaugurale – era nel pieno della sua performance. A condire il tutto, un audio disturbato, quasi ambientale. Per chi non possiede l’abbonamento a Dazn, quindi, non è stato possibile seguire la cerimonia integralmente.

Sulla questione è intervenuta successivamente la Rai: “In merito all’interruzione della cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio, si precisa che la Rai ha operato nel pieno rispetto delle indicazioni e dei vincoli editoriali e tecnici stabiliti dalla Fifa per la gestione dell’evento. La programmazione della diretta era regolata da una tempistica rigorosa, condivisa con l’organizzazione internazionale, che prevedeva passaggi obbligati tra i diversi momenti della trasmissione”.

La nota poi prosegue: “L’interruzione 1 minuto prima della conclusione della performance musicale di Shakira – prosegue la Rai – è da attribuire a una valutazione operativa legata al rispetto della scaletta e al passaggio di linea al TG1. Si è trattato di un errore nella gestione del timing finale, per il quale Rai esprime rammarico verso il pubblico. Resta confermato che tutte le altre fasi della copertura sono state realizzate in coerenza con le indicazioni ricevute e con gli standard editoriali del servizio pubblico. La Rai ribadisce il proprio impegno a garantire una copertura sempre più attenta e puntuale dei grandi eventi internazionali“.

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Passando all’evento, l’inizio della cerimonia ha visto un pallone dorato al centro del campo poi diventare una Coppa del Mondo gigante mentre ballerini in costume tradizionale danzavano rimandando alla storia del Messico e della sua millenaria civiltà. Poi riflettori tutti puntati su Shakira. La pop star, colombiana ha presentato insieme a Burna Boy il nuovo brano ufficiale per questa edizione della coppa del mondo: ‘Dai Dai‘.

La voce di Andrea Bocelli ha invece intonato l’inno di questi Mondiali, dal titolo ‘Dna’. Una performance, quella del cantante italiano, che ha conferito al brano solennità e intensità emotiva. “Tornare a Città del Messico, una città che mi ha sempre accolto con straordinario calore, mi riempie di gioia e gratitudine“, ha detto Bocelli evidenziando anche quanto sia speciale condividere questo progetto con la cantante sudcoreana EJAE, Megan Thee Stallion e David Guetta. Presenti anche diverse star locali, come Alejandro Fernández che ha cantato l’inno nazionale messicano e Ryan Castro insieme a J Balvin per un’esibizione speciale.

L’attrice, regista e produttrice messicano-americana candidata all’Oscar Salma Hayek Pinault è scesa in campo come ambasciatrice della Coppa del Mondo dando il “benvenuto in Messico”. La cerimonia, così come le altre due in programma in Usa e Canada, sono state curate da Balich Wonder Studio, di Marco Balich, regista italiano: sedici cerimonie olimpiche e paralimpiche – da Torino 2006 a Milano Cortina 2026 – sei finali di UEFA Champions League e i Mondiali di Qatar 2022 e questa sera il kick off con la prima delle cerimonie. “Il simbolo unificante per eccellenza della Fifa è la Coppa del Mondo – racconta Balich a Dazn – C’è una celebrazione dello sport con un finale che va a celebrare la Coppa“. Tra le crescenti proteste e tensioni sociali nella capitale messicana, oltre 80mila tifosi, tutti coloratissimi, hanno assistito alla cerimonia pronti poi a fare il tifo per le due squadre. Ma decine di migliaia di persone hanno assistito allo show anche all’esterno dello stadio, con Città del Messico di fatto letteralmente paralizzata.

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Mondiali 2026, le partite di oggi: la gara inaugurale sarà (di nuovo) tra Messico e Sudafrica | Orari, programma e dove vedere in tv (anche in chiaro)

11 June 2026 at 05:32

Come nel 2010, anche l’edizione 2026 dei Mondiali di calcio si aprirà con il match tra il Messico e il Sudafrica. 16 anni fa si giocò a Johannesburg, in Sudafrica, e finì 1-1 con gol di Tshabalala e Marquez. Oggi si gioca a Città del Messico, allo stadio Azteca, dove si svolgerà la prima delle tre cerimonie inaugurali previste. Il Messico è infatti uno dei tre Paesi ospitanti insieme a Canada e Stati Uniti, dove l’indomani – seppur in forma ridotta – ci saranno altri due show pre-match.

Dopo qualche ora toccherà invece a Corea del Sud e Repubblica Ceca, che si sfidano sempre in Messico. Negli ultimi giorni a prendersi la scena dei Mondiali sono stati i discorsi extra campo – con le grosse polemiche che hanno riguardato i rigidissimi controlli tra aeroporti e stadi e l’esclusione dell’arbitro somalo Omar Artan – si torna a parlare di calcio giocato e si entra nel vivo della competizione che da quest’anno vede 48 squadre anziché 32, l’aggiunta di un altro turno nella fase finale (i sedicesimi) e le otto migliori terze qualificate.

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Mondiali 2026, le partite di oggi 11 giugno

Messico-Sudafrica (girone A)
Orario:
21:00
Stadio:
Azteca (Città del Messico)
Dove vedere in tv e streaming:
DAZN, Rai 1 e RaiPlay

Corea del Sud-Repubblica Ceca (girone A)
Orario:
4:00 (notte tra l’11 e il 12 giugno)
Stadio:
Estadio Akron (Zapopan)
Dove vedere in tv e streaming:
DAZN

Dove vedere in tv e streaming

Tutte le partite del Mondiale di calcio 2026 di calcio sono trasmesse in Italia in diretta streaming su DAZN, con l’abbonamento. Ma alcune partite potranno essere viste anche in chiaro. 35 partite del torneo saranno disponibili in diretta televisiva sui canali Rai e in streaming sulla piattaforma RaiPlay.

Per quanto riguarda le partite di oggi, 11 giugno, la sfida tra Messico e Sudafrica – gara inaugurale del torneo – si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai e in streaming su RaiPlay. Diverso invece il discorso che riguarda Corea del Sud e Repubblica Ceca, secondo match del girone A: la sfida che si giocherà nella notte tra l’11 e il 12 giugno sarà disponibile solo su Dazn, con abbonamento.

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Il Mondiale negli Usa mostra il vero volto di Trump nel silenzio della Fifa: giocatori perquisiti e interrogati, l’arbitro somalo respinto

9 June 2026 at 10:42

Il miglior arbitro d’Africa con passaporto diplomatico escluso dai Mondiali perché non può entrare negli Stati Uniti. Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, bloccato in aeroporto, interrogato per 7 ore e sottoposto a lunghissimi controlli. Un campione del mondo e Pallone d’Oro come Fabio Cannavaro, attuale ct dell’Uzbekistan, perquisito con metal detector e cani antidroga prima di entrare allo stadio. L’Iran obbligato a entrare e uscire dagli Usa in massimo 24 ore e senza tutto lo staff al seguito, causa visti negati. Stelle come Koulibaly e Sadio Mané costretti a sedersi appena scesi dall’aereo e a togliersi anche le scarpe per essere perquisiti. L’Iraq senza Tala Salah, fotografo ufficiale che ha trascorso più di dieci ore sotto ispezione e alla fine si è visto negare l’ingresso. Il nazionale svizzero Breel Embolo costretto a raggiungere la squadra 24 ore dopo a causa di problemi con l’autorizzazione ESTA. Senza contare i rischi di comprimere il diritto di cronaca dei giornalisti delle nazionalità maggiormente monitorate negli Usa e l’ultima denuncia dell’Iran: “A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno ancora una volta ostacolato la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”

I Mondiali di calcio tra Stati Uniti, Messico e Canada devono ancora iniziare, ma rischiano già di amplificare la stretta e la politica di Donald Trump sull’immigrazione, creando diversi disagi anche a campioni del mondo del calcio. Il tutto nel silenzio della Fifa, che se n’è già lavata le mani addossando la competenza al Paese ospitante nonostante le rassicurazioni degli scorsi anni. D’altronde i rapporti piuttosto stretti e amichevoli tra Trump e Infantino sono ormai noti ai più.

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Il caso Omar Artan, arbitro somalo escluso

Tra i casi più discussi degli ultimi giorni c’è quello dell’arbitro Omar Abdulkadir Artan, miglior direttore di gara d’Africa nel 2025 e scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare ai Mondiali di quest’anno. Artan, però, non ci sarà: gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti senza motivazioni precise e dettagliate. Un fatto confermato dalla Fifa, che però ha deciso – tramite un portavoce – di lavarsene rapidamente le mani: “Non siamo coinvolti nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento. In linea con quanto avvenuto in precedenti eventi Fifa, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio Paese”. Nel caso di Artan, non è bastato nemmeno un passaporto diplomatico.

L’Iran costretto a fare tutto in 24 ore

Per alcuni mesi la partecipazione dell’Iran – viste le tensioni con gli Usa – è addirittura stata messa in discussione. Alla fine la Nazionale sarà presente ai Mondiali, ma con restrizioni considerate dalla stessa delegazione “inaccettabili”. Partendo dai visti: sono stati concessi all’ultimo momento, ma solo ai calciatori e a pochissimi membri dello staff. Il resto è stato costretto a rimanere nel proprio Paese. L’ex Inter Taremi e compagni saranno così presenti, ma non al completo e con uno staff dimezzato. In più, i calciatori di Teheran potranno entrare negli Stati Uniti soltanto il giorno stesso della partita e poi ripartire immediatamente. Tutto deve avvenire in massimo 24 ore. “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno”, ha affermato l’ambasciatore iraniano in Messico Abolfazl Pasandideh. Le restrizioni americane complicano, senza dubbio, logisticamente la permanenza degli iraniani ai Mondiali. Con possibili ripercussioni anche sotto il profilo dei risultati.

Iraq, Hussein interrogato per 7 ore. Espulso il fotografo

I problemi hanno colpito anche l’Iraq. Secondo quanto riferito su X dall’agenzia Tansim News, Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, è rimasto bloccato per circa 7 ore in aeroporto perché sottoposto a lunghissimi controlli e interrogato a lungo. Tala Salah, fotografo ufficiale della squadra, è stato invece espulso e mandato a casa dopo esser rimasto bloccato per circa 12 ore all’aeroporto internazionale di O’Hare.

L’italiano Cannavaro perquisito

I controlli rigidissimi sono proseguiti anche negli stadi, oltre che in aeroporto. Vittima ne è stata anche la Nazionale dell’Uzbekistan, il cui commissario tecnico è Fabio Cannavaro. Proprio lo stesso Cannavaro, campione del mondo nel 2006 con l’Italia, calciatore amatissimo e conosciutissimo in tutto il mondo, oggi allenatore, è stato perquisito dopo esser sceso dall’autobus prima dell’amichevole a New York contro l’Olanda, poi persa 2-1. Prima con i metal detector, poi anche un cane antidroga ad annusare le borse di staff e calciatori. Fonti Usa parlano di “controlli più serrati vista la presenza di Donald Trump a New York”, peraltro fischiatissimo durante il match Nba tra New York Knicks e San Antonio Spurs.

I senegalesi costretti a togliere le scarpe

Tra i casi più recenti è invece quello del Senegal, perquisito appena sceso dall’aereo. La formazione africana – che in rosa ha gente del calibro di Kalidou Koulibaly e Sadio Mané – si è dovuta sottoporre a controlli rigidi immediatamente dopo aver fatto le scale dell’aereo. Ogni calciatore veniva fatto sedere su una sedia e veniva perquisito, addirittura costretto a togliere le scarpe. Il tutto immortalato da un membro dello staff tra lo stupore generale. Il Senegal – insieme ad Haiti, Iran e Costa d’Avorio – è tra i quattro Paesi partecipanti ai Mondiali “vittima” di restrizioni e sui viaggi imposte dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti. Misure che hanno già di per sé complicato gli spostamenti non solo per i tifosi che speravano di assistere alle partite negli Stati Uniti, ma anche per i giocatori e i dirigenti delle squadre, nonostante le esenzioni previste per atleti, staff tecnico e personale delle federazioni.

I rapporti tra Trump e Infantino

Con già diversi casi a far discutere, la Fifa tace. O quando interviene, lo fa solo per lavarsene le mani e non prendersi responsabilità. D’altronde sono noti ormai i rapporti d’amicizia tra Gianni Infantino e Donald Trump. Il presidente Fifa e il tycoon sono stati spesso immortalati in diversi eventi insieme, Infantino ha anche creato e consegnato un premio per la pace su misura per il presidente Usa e c’è anche un ufficio di rappresentanza Fifa all’interno della Trump Tower. Solo due degli esempi dei rapporti strettissimi tra i due presidenti, legati anche da interessi in comune.

Il problema dei cronisti

I controlli all’ingresso, tra l’altro, complicano anche gli spostamenti dei giornalisti. La scorsa settimana, il presidente dell’Associazione internazionale della stampa sportiva Gianni Merlo ha espresso al responsabile delle relazioni con i media della Fisa preoccupazione per il diniego dei visti d’ingresso ai cronisti: Merlo ha sottolineato i corrispondenti provenienti dall’Iran e da Paesi africani avranno un problema in più, poiché gli è stato concesso il permesso di entrare negli Usa una sola volta. In pratica, se vanno in Messico o in Canada per seguire una partita non possono rientrare senza ottenere un nuovo visto, la cui procedura potrebbe richiedere settimane o mesi. “Si tratta di casi innumerevoli e inaccettabili – ha scritto Merlo – I politici dicono sempre che lo sport unisce e costruisce ponti tra i giovani nei Paesi in conflitto, ma in questo caso stiamo andando nella direzione opposta”.

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Calendario Mondiali: date e orari delle partite, dove vedere in tv e streaming (Dazn e in chiaro sulla Rai)

9 June 2026 at 06:59

Dall’11 giugno al 19 luglio Usa, Canada e Messico ospiteranno l’edizione 2026 dei Mondiali di calcio, il primo a 48 squadre e il primo con 32 qualificate alla fase finale. Non ci sarà l’Italia, che salta la Coppa del Mondo per la terza edizione consecutiva dopo l’eliminazione ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina. Aumentando il numero di squadre, cambia anche il regolamento delle nazionali che si qualificheranno ai sedicesimi di finale. Oltre alle prime due di ogni raggruppamento, da quest’anno si qualificano anche le migliori terze, che avranno una classifica “a parte”, con 12 squadre all’interno. Le 8 che faranno più punti avanzeranno ai sedicesimi di finale. Di seguito il calendario completo della competizione (con gli orari italiani), dove vedere in tv e streaming le partite e quali saranno visibili anche sulla Rai in chiaro.

Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento
Mondiali 2026, tutti i convocati e le formazioni tipo delle 48 Nazionali

Mondiali 2026, il calendario

Gruppo A

11 giugno, ore 21:00 | Messico – Sudafrica (Città del Messico)
12 giugno, ore 04:00 | Corea del Sud – Repubblica Ceca (Zapopan)
18 giugno, ore 18:00 | Repubblica Ceca – Sudafrica (Atlanta)
19 giugno, ore 03:00 | Messico – Corea del Sud (Zapopan)
25 giugno, ore 03:00 | Repubblica Ceca – Messico (Città del Messico)
25 giugno, ore 03:00 | Sudafrica – Corea del Sud (Guadalupe)

Gruppo B

12 giugno, ore 21:00 | Canada – Bosnia ed Erzegovina (Toronto)
13 giugno, ore 21:00 | Qatar – Svizzera (Santa Clara)
18 giugno, ore 21:00 | Svizzera – Bosnia ed Erzegovina (Los Angeles)
19 giugno, ore 24:00 | Canada – Qatar (Vancouver)
24 giugno, ore 21:00 | Svizzera – Canada (Vancouver)
24 giugno, ore 21:00 | Bosnia ed Erzegovina – Qatar (Seattle)

Gruppo C

14 giugno, ore 24:00 | Brasile – Marocco (New York)
14 giugno, ore 03:00 | Haiti – Scozia (Boston)
20 giugno, ore 00:00 | Scozia – Marocco (Boston)
20 giugno, ore 03:00 | Brasile – Haiti (Philadelphia)
25 giugno, ore 00:00 | Scozia – Brasile (Miami)
25 giugno, ore 00:00 | Marocco – Haiti (Atlanta)

Gruppo D

13 giugno, ore 03:00 | Stati Uniti – Paraguay (Los Angeles)
14 giugno, ore 06:00 | Australia – Turchia (Vancouver)
19 giugno, ore 21:00 | Stati Uniti – Australia (Seattle)
20 giugno, ore 06:00 | Turchia – Paraguay (Santa Clara)
26 giugno, ore 04:00 | Turchia – Stati Uniti (Los Angeles)
26 giugno, ore 04:00 | Paraguay – Australia (Santa Clara)

Gruppo E

14 giugno, ore 19:00 | Germania – Curaçao (Houston)
15 giugno, ore 01:00 | Costa d’Avorio – Ecuador (Philadelphia)
20 giugno, ore 22:00 | Germania – Costa d’Avorio (Toronto)
21 giugno, ore 02:00 | Ecuador – Curaçao (Kansas City)
25 giugno, ore 22:00 | Curaçao – Costa d’Avorio (Philadelphia)
25 giugno, ore 22:00 | Ecuador – Germania (New York)

Gruppo F

14 giugno, ore 22:00 | Olanda – Giappone (Dallas)
15 giugno, ore 04:00 | Svezia – Tunisia (Guadalupe)
20 giugno, ore 19:00 | Olanda – Svezia (Houston)
21 giugno, ore 06:00 | Tunisia – Giappone (Guadalupe)
26 giugno, ore 01:00 | Giappone – Svezia (Dallas)
26 giugno, ore 01:00 | Tunisia – Olanda (Kansas City)

Gruppo G

15 giugno, ore 21:00 | Belgio – Egitto (Seattle)
16 giugno, ore 03:00 | Iran – Nuova Zelanda (Los Angeles)
21 giugno, ore 21:00 | Belgio – Iran (Los Angeles)
22 giugno, ore 03:00 | Nuova Zelanda – Egitto (Vancouver)
27 giugno, ore 05:00 | Egitto – Iran (Seattle)
27 giugno, ore 05:00 | Nuova Zelanda – Belgio (Vancouver)

Gruppo H

15 giugno, ore 18:00 | Spagna – Capo Verde (Atlanta)
16 giugno, ore 00:00 | Arabia Saudita – Uruguay (Miami)
21 giugno, ore 18:00 | Spagna – Arabia Saudita (Atlanta)
22 giugno, ore 00:00 | Uruguay – Capo Verde (Miami)
27 giugno, ore 02:00 | Capo Verde – Arabia Saudita (Houston)
27 giugno, ore 02:00 | Uruguay – Spagna (Zapopan)

Gruppo I

16 giugno, ore 21:00 | Francia – Senegal (New York)
17 giugno, ore 00:00 | Iraq – Norvegia (Boston)
22 giugno, ore 23:00 | Francia – Iraq (Philadelphia)
23 giugno, ore 02:00 | Norvegia – Senegal (New York)
26 giugno, ore 21:00 | Norvegia – Francia (Boston)
26 giugno, ore 21:00 | Senegal – Iraq (Toronto)

Gruppo J

17 giugno, ore 03:00 | Argentina – Algeria (Kansas City)
17 giugno, ore 06:00 | Austria – Giordania (Santa Clara)
22 giugno, ore 19:00 | Argentina – Austria (Dallas)
23 giugno, ore 05:00 | Giordania – Algeria (Santa Clara)
28 giugno, ore 04:00 | Algeria – Austria (Kansas City)
28 giugno, ore 04:00 | Giordania – Argentina (Dallas)

Gruppo K

17 giugno, ore 19:00 | Portogallo – RD Congo (Houston)
18 giugno, ore 04:00 | Uzbekistan – Colombia (Città del Messico)
23 giugno, ore 19:00 | Portogallo – Uzbekistan (Houston)
24 giugno, ore 04:00 | Colombia – RD Congo (Zapopan)
28 giugno, ore 01:30 | Colombia – Portogallo (Miami)
28 giugno, ore 01:30 | RD Congo – Uzbekistan (Atlanta)

Gruppo L

17 giugno, ore 22:00 | Inghilterra – Croazia (Dallas)
18 giugno, ore 01:00 | Ghana – Panama (Toronto)
23 giugno, ore 22:00 | Inghilterra – Ghana (Boston)
24 giugno, ore 01:00 | Panama – Croazia (Toronto)
27 giugno, ore 23:00 | Panama – Inghilterra (New York)
27 giugno, ore 23:00 | Croazia – Ghana (Philadelphia)

Fase finale

  • Sedicesimi di finale: dal 28 giugno al 3 luglio
  • Ottavi di finale: dal 4 al 7 luglio
  • Quarti di finale: dal 9 all’11 luglio
  • Semifinali: 14 e 15 luglio
  • Finale 3° posto: 18 luglio
  • Finale: 19 luglio al MetLife Stadium di New York (ore 21:00 italiane)

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Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento: passano anche le migliori terze | La guida

9 June 2026 at 06:56

Non più 32, ma 48 squadre. Non più uno o due Paesi, ma ben tre quelli ospitanti. Ci siamo: tutto è pronto per l’edizione 2026 dei Mondiali che si svolge tra Stati Uniti, Canada e Messico. Un’edizione che inaugura una nuova era, con un nuovo regolamento. Non più otto gironi, ma dodici. Non più solo due qualificate: anche le 8 migliori terze accedono alla fase a eliminazione diretta, che comincia dai sedicesimi di finale.

Non c’è l’Italia – eliminata come noto ai playoff ai rigori dalla BosniaErzegovina -, ma ci sono ben 16 squadre europee, con anche 6 sudamericane, 6 nordamericane, 10 africane, 9 asiatiche e 1 oceanica. Ci sono quindi 16 squadre in più rispetto all’ultima edizione dei Mondiali. La partita inaugurale si gioca a Città del Messico, nel leggendario Azteca, e la finale invece al MetLife di East Rutherford, molto vicino a New York. Ben 78 le partite in programma negli Usa, 13 invece in Messico e 13 in Canada. Di seguito i gironi sorteggiati a novembre, le novità di regolamento e il calendario della competizione.

Mondiali 2026, tutti i gironi

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca

Il gruppo A è quello del Messico, uno dei tre Paesi ospitanti e anche tra le favorite per la qualificazione al turno successivo. Il Sudafrica sembra essere quella con meno chance di passaggio del turno, con Corea del Sud e Repubblica Ceca che si giocheranno secondo e terzo posto.

Gruppo B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera

Nel girone B è la Svizzera la candidata principale alla vittoria del gruppo, con Canada e Bosnia in lotta per secondo e terzo posto. Sembra inferiore sulla carta invece il Qatar, indiziata numero uno all’ultimo posto in classifica.

Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia

Qui la lotta per il primo posto è tra Brasile e Marocco, con i primi ovviamente favoriti. La Scozia però potrebbe avanzare da terza nel caso in cui non dovesse raggiungere le prime due posizioni: la probabile vittoria con Haiti darebbe un ottimo slancio in ottica qualificazione.

Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia

Tra i gironi più equilibrati. Gli Stati Uniti (Paese ospitante) sono la squadra candidata al primo posto insieme alla Turchia, che qualitativamente sembra quella più attrezzata. Non c’è nessuna squadra però che parte molto dietro alle altre: anche Paraguay e Australia proveranno a dire la loro.

Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao

Il primo posto della Germania sulla carta non dovrebbe essere in discussione, mentre il secondo sarà lotta a due tra Costa d’Avorio ed Ecuador: anche qui però, vista la presenza di Curaçao, c’è un’alta probabilità che la terza possa avanzare.

Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia

L’Olanda è la favorita numero uno per chiudere da prima il girone. Gli altri tre posti sono una vera incognita: il Giappone è squadra rapida, la Svezia molto fisica e strutturata, così come la Tunisia. Partono leggermente più avanti gli svedesi.

Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda

Il Belgio è l’assoluta candidata a chiudere da capolista il girone G. Poi l’Egitto, ma occhio all’Iran che nelle qualificazioni ha fatto molto bene. Pochissime chance per la Nuova Zelanda.

Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay

Gruppo molto interessante. Le indiziate – in quest’ordine – a passare il turno sono Spagna e Uruguay, ma l’Arabia Saudita potrebbe insidiare la formazione sudamericana. Praticamente quasi nulle le chance di Capo Verde.

Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia

Tra i gruppi più livellati verso l’alto c’è l’I, dove la Francia parte davanti a tutti ma nulla è scontato. Il Senegal ha grande qualità e lo ha dimostrato anche in Coppa d’Africa, mentre la Norvegia è una nazionale dall’altissimo tasso tecnico. Sarà lotta a due per il secondo posto, ma occhio: entrambe potrebbero sorprendere la Francia. Dietro invece l’Iraq.

Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania

Salvo sorpresa, l’Argentina chiuderà da prima il girone J. La lotta a due per il secondo posto sarà invece tra Algeria e Austria, con la Giordania invece nettamente dietro.

Gruppo K: Portogallo, Repubblica Democratica del Congo, Uzbekistan, Colombia

Nel gruppo H le favorite per i primi due posti sono senza dubbio Portogallo e Colombia. Nettamente indietro Repubblica Democratica del Congo e Uzbekistan, che proveranno però l’impresa della qualificazione al terzo posto.

Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

Anche in questo caso i primi due posti sembrano essere un affare di Inghilterra e Croazia. Il Ghana però ha tutte le carte in regola per credere alla qualificazione, anche da terza. A Panama serve un’impresa.

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“Mi spiace per il calcio, ma è bello adesso vedere anche altri sport. Da quando è nata mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024”: la rinascita di Tamberi

8 June 2026 at 14:16

“Da quando è nata mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024, prima succedeva“. Per Gianmarco Tamberi è un nuovo inizio. Lo ha scritto anche lui in un post Instagram dell’1 giugno, giorno del suo 34esimo compleanno, lo ha confermato anche nel corso di un’intervista a margine dell’evento di presentazione del nuovo spot del Gruppo Montenegro per il brand “Olio Cuore” svolto a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella. Tamberi è infatti il testimonial della nuova campagna che ha come slogan “salti o non salti?”. “Mi spiace per il calcio, ma è bello vedere non solo calcio in tv. Auguro al calcio di riprendersi e a quel punto saremmo pronti su tutti i campi”, ha detto il campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021 a proposito dell’ottimo momento dello sport italiano e di quello complicato del calcio.

Cosa si prova a essere papà? Quali emozioni le trasmette sua figlia Camilla?
“La cosa più bella e grande che ti possa capitare, ti stravolge la vita. Io e Chiara stiamo insieme da 17 anni, non vedevamo l’ora arrivasse questo momento e diventare genitori. Spesso si dice che è la mamma che si prende cura della figlia, ma sono totalmente in disaccordo con questa cosa. Io voglio essere più presente possibile nella vita di mia figlia e negli anni passati, tipo il 2024 con le Olimpiadi di Parigi, sarebbe stato più difficile. Ora stiamo trovando un nuovo equilibrio ma è una cosa sensazionale. Dalla nascita di mia figlia non ho più pianto per Parigi 2024, prima succedeva spesso. Mi ha cambiato gli equilibri della vita, servirà del tempo per abituarci ma sono felicissimo”.

Da Tokyo 2021 sembra esserci stata la rinascita dello sport italiano, una nuova era. Bezzecchi e Antonelli nei motori, Sinner e altri nel tennis, la pallavolo e tanti altri sport. L’Olimpiade di Tokyo può esser stato un momento di svolta per lo sport italiano, anche inconsapevolmente ai suoi occhi?
“Non so, ma se dovesse esser così mi farebbe molto piacere. Sono molto contento di vedere lo sport italiano che sta dominando in lungo e in largo, è bello vederlo. Mi spiace per il calcio, ma è bello vedere non solo calcio. Sono molto contento per i miei colleghi, anche per gli altri sport. Auguro al calcio di riprendersi e a quel punto saremmo pronti su tutti i campi. Da amante dello sport è bello, c’è sempre qualcosa di interessante da vedere, è super stimolante, c’è sempre qualcuno che sta facendo bene ed è bello vedere colleghi che emergono in qualsiasi settore”.

Per lei i 34 anni, per Jacobs la prima volta sotto i 10 secondi a Roma dopo diverso tempo. Questo mese di giugno può essere un nuovo inizio per entrambi, guardando a Los Angeles 2028 e ripensando a Tokyo 2021?
“Sarà un nuovo inizio, ma le cose cambiano. Pensare che io e Jacobs a Los Angeles saremo quelli di Tokyo è una follia. Ma è una follia perché stiamo facendo un percorso diverso. ma io non faccio sport giusto per farlo. Voglio lavorare al massimo e tirare fuori il meglio di me. Magari uno dei due riuscirà a vincere, o magari tutti e due prenderemo il bronzo o non ci riusciremo neanche a qualificare. Ipotizzare un futuro che sia uguale al passato è la cosa più sbagliata che si possa fare. Devi cercare quanto più possibile di trovare la tua nuova dimensione, con tutti i cambiamenti che ci sono stati perché sia nella mia che nella sua vita ci sono stati stravolgimenti enormi, sia dal punto di vista personale che sportivo. Tutto quello che faccio personalmente è cercare sempre nuovi stimoli che mi spingono a cercare di dare il meglio di me, quindi un qualcosa che sia in grado visceralmente di dare il meglio. Dopo esser stato un atleta professionista, fare sport giusto per farlo non fa per me. Mi sentirei in colpa a farlo nella mia posizione, quindi ciò che voglio è spronarmi al massimo per tirare fuori il meglio di me. Quel che riuscirò a fare non posso saperlo, ma ci son delle possibilità per far bene e questo mi basta per dare il meglio di me ogni giorno”.

Cosa si sente di dire a Giovanni Malagò, tra i candidati per la presidenza della Figc?
“Sono contento per lui che abbia di nuovo la possibilità di fare qualcosa di importante. Gli ho scritto subito e gli ho fatto un in bocca al lupo e le congratulazioni per essersi messo in gioco di nuovo. Penso che con lo sport italiano abbia fatto un lavoro straordinario, non sono io a dirlo ma i risultati. Può fare altrettanto nel calcio. Ha le competenze e il carattere giusto per prendere in mano delle situazioni difficili. Se guardiamo a quando prese lo sport in mano, l’Italia e l’atletica erano in un momento disastroso, il nuoto non era quello di oggi, il tennis non era quello di oggi. Non siamo arrivati a questo punto solo grazie a lui, ma lui ha aiutato a crescere i vari movimenti. Quindi può far bene anche nel calcio se dovesse essere lui a prendere questo ruolo. È una persona che consiglio e suggerisco da atleta e anche in base al rapporto che abbiamo avuto”.

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“Fare sport giusto per farlo non fa per me, mi sentirei in colpa. Voglio spronarmi al massimo e tirare fuori il meglio di me”: parla Tamberi

8 June 2026 at 13:32

“Sarà un nuovo inizio, ma le cose cambiano. Pensare che io e Jacobs a Los Angeles saremo quelli di Tokyo è una follia. Ma è una follia perché stiamo facendo un percorso diverso. ma io non faccio sport giusto per farlo. Voglio lavorare al massimo e tirare fuori il meglio di me”. Così Gianmarco Tamberi a ilfattoquotidiano.it in un’intervista a margine dell’evento di presentazione del nuovo spot del Gruppo Montenegro per il brand “Olio Cuore” svolto a Milano, alla Fondazione Riccardo Catella. Spot il cui testimonial era proprio il campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021 Gianmarco Tamberi, insieme alla mamma Sabrina. “Magari uno dei due riuscirà a vincere, o magari tutti e due prenderemo il bronzo o non ci riusciremo neanche a qualificare”, ha spiegato Tamberi parlando di lui e Jacobs.

Per entrambi infatti il mese di giugno è stato un nuovo inizio. Tamberi, nel giorno dei suoi 34 anni, ha raccontato la sua difficile annata ed è pronto per una nuova ripartenza. Jacobs, invece, è sceso sotto i 10 secondi a Roma per la prima volta dopo diverso tempo. “Ipotizzare un futuro che sia uguale al passato è la cosa più sbagliata che si possa fare. Devi cercare quanto più possibile di trovare la tua nuova dimensione, con tutti i cambiamenti che ci sono stati perché sia nella mia che nella sua vita ci sono stati stravolgimenti enormi, sia dal punto di vista personale che sportivo“.

Tamberi ora è pronto a tornare in gara a luglio, in vista poi degli Europei di agosto in programma a Birmingham. “Tutto quello che faccio personalmente è cercare sempre nuovi stimoli che mi spingono a cercare di dare il meglio di me, quindi un qualcosa che sia in grado visceralmente di dare il meglio. Dopo esser stato un atleta professionista, fare sport giusto per farlo non fa per me. Mi sentirei in colpa a farlo nella mia posizione, quindi ciò che voglio è spronarmi al massimo per tirare fuori il meglio di me. Quel che riuscirò a fare non posso saperlo, ma ci son delle possibilità per far bene e questo mi basta per dare il meglio di me ogni giorno”, ha concluso Tamberi.

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La delusione di Arnaldi: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato, non lo auguro a nessuno”

5 June 2026 at 18:11

“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene“. Con queste parole Matteo Arnaldi ha esordito in sala stampa, pochi minuti dopo la decisione di non scendere in campo in semifinale al Roland Garros, dove avrebbe affrontato Flavio Cobolli per un match storico per il tennis italiano: era infatti la prima volta che due italiani si incontravano in una semifinale Slam. Un virus influenzale lo ha messo ko, proprio nel giorno più importante della sua carriera tennistica: quello della prima semifinale in un Major.

“Ieri mi sono allenato e ho cenato, poi ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato. Non riuscivo poi a dormire, verso le 6 del mattino sono stato di nuovo male”, ha raccontato Matteo Arnaldi. “Ho chiamato il medico in camera che mi ha dato delle pastiglie”, ha spiegato il tennista azzurro, che da lunedì sarà numero 34 del mondo. “Speravamo fosse qualcosa che mi ha fatto male a cena, ma ogni volta che provavo a bere o mangiare tornavo in bagno. È dura, per come si era sviluppato il torneo e per le ore che ho passato in campo mi sentivo bene”, ha detto con grande rammarico Matteo Arnaldi.

Poi tutta la delusione: “Non poter giocare la prima semifinale Slam in carriera non lo auguro a nessuno. Ho provato a vedere se riuscissi ad allenarmi, ma ogni volta che mi alzo in piedi mi gira la testa. Credo sia l’unica decisione che potessi prendere“.

Le parole di Flavio Cobolli: “Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”

Dopo Arnaldi ha parlato anche Flavio Cobolli, sempre in sala stampa: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando mi è stato detto, mi veniva quasi da piangere. Non me l’aspettavo, ero pronto per giocare questa partita“, ha esordito il 24enne italiano. “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Allo stesso tempo sono felice del risultato ottenuto in queste due settimane. Prima è venuto anche mio papà e ci siamo abbracciati assieme al resto della squadra perché prima ancora che Arnaldi mi dicesse di non poter giocare, sapevo di esser già tra i primi 10 per la sconfitta di Mensik. Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”, ha concluso.

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“Non ho uno sponsor, mi compro da sola i completi”: la favola di Chwalińska. Aveva lasciato il tennis, ora è in finale al Roland Garros dalle qualificazioni

5 June 2026 at 14:40

Ha iniziato il Roland Garros dalla posizione numero 114 del ranking Wta e dalle qualificazioni. Domani, sabato 6 giugno, Maja Chwalińska giocherà la finale dello Slam parigino contro Mirra Andreeva. È una delle storie più belle che arrivano da Parigi e in generale una delle più grandi sorprese nella storia degli Slam. Al Roland Garros non era mai accaduto che una tennista partita dalle qualificazioni arrivasse in finale e in generale in tutti gli Slam c’è un solo precedente: quello di Emma Raducanu agli US Open del 2021, che poi vinse. Nel tabellone principale la 25enne ha eliminato tenniste del calibro di Elise Mertens, Maria Sakkari, Anna Kalinskaya e Diana Shnaider. Mancina, sta facendo vedere grandi cose dal punto di vista tecnico. E pensare che a 19 anni aveva anche abbandonato il tennis per problemi di salute mentale.

Tema che non ha mai nascosto e di cui ha parlato anche durante il Roland Garros. “Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Ero senza vita. Sapevo che avevo bisogno di prendermi una pausa perché altrimenti non sarei stata in grado di vivere. Avevo bisogno di prendere una pausa e non sapevo se sarei tornata a giocare. Dopo mesi ho deciso di tornare, sono felice di averlo fatto“, ha detto la tennista polacca in conferenza stampa. E proprio nell’ultima conferenza stampa dopo il successo contro Shnaider in semifinale, è diventata virale una sua risposta al perché cambiasse outfit in ogni partita: “In realtà non c’è nessuna storia particolare. Non ho uno sponsor tecnico, mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho (ride)”, ha spiegato la 25enne.

La finale, in programma sabato 6 giugno sul PhilippeChatrier, è ovviamente il suo più grande risultato mai raggiunto in carriera. Chwalińska, infatti, non ha mai vinto un grande titolo Wta e negli Slam non è andata oltre il secondo turno a Wimbledon 2022 e il primo turno agli Australian Open 2025. Il suo montepremi complessivo prima del Roland Garros era di 864.030 dollari, poco più della metà della cifra che si è aggiudicata grazie alla conquista della finale di Parigi: 1.400.000 euro. In caso di vittoria finale, invece, si porterebbe a casa un premio di 2.800.000 euro.

Un successo, a prescindere da come andrà la finale, che le permetterà di svoltare sia da un punto di vista economico, sia a livello di ranking (è virtualmente al 21esimo posto), sia a livello di visibilità, visto che avrà sicuramente attirato l’attenzione di diversi marchi internazionali. Sul web, intanto, stanno diventando virali anche alcuni video di quando era più giovane e giocava insieme alla sua connazionale Iga Swiatek, con cui è arrivata in finale di doppio femminile agli Australian Open Junior. Nel circuito Itf ha vinto sette tornei in singolare e 14 in doppio e nel 2016, a 15 anni, ha fatto il suo debutto nel mondo Wta prendendo parte alle qualificazioni del torneo di Katowice. Nel 2024 ha conquistato un Wta 125 a Florianopolis e un altro Wta 125 nel 2025 a Montreux. Non aveva mai battuto una top 50 in carriera. Ne ha battute 5 in poco più di una settimana. E domani cercherà l’ultima grande impresa.

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Da Parigi a Parigi, dal Campo 6 al Philippe-Chatrier: Cobolli e Arnaldi si ritrovano al Roland Garros per la storia. In palio c’è la finale

5 June 2026 at 05:25

Tutti aspettavano Jannik Sinner. Era lui il grande favorito azzurro per arrivare fino in fondo al Roland Garros e giocarsi il titolo sulla terra rossa di Parigi. Invece, a contendersi un posto in finale saranno altri due italiani: Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Due protagonisti inattesi, arrivati in semifinale con percorsi differenti e in momenti della carriera diversi: per Cobolli può essere la definitiva consacrazione tra i big del tennis dopo i quarti di finale a Wimbledon 2025. Per Arnaldi è la chiusura di un cerchio che lo ha portato dall’infortunio al piede del 2025 alla prima semifinale Slam in carriera.

I due si conoscono da anni, si sono incrociati fin dai tornei giovanili (Cobolli ha 24 anni, Arnaldi uno in più) e hanno condiviso buona parte della crescita della nuova generazione del tennis italiano, nel suo momento d’oro. Percorsi diversi, ma spesso paralleli. Da una parte Cobolli, considerato fin da ragazzo uno dei talenti più promettenti del movimento e protagonista di una crescita costante che negli ultimi due anni lo ha portato stabilmente tra i migliori del circuito. Vincendo sarebbe sicuro di entrare in top 10. Dall’altra Arnaldi, tennista “operaio”, che però ha dovuto frenare l’anno scorso a causa di un infortunio, proprio quando stava provando a fare il definitivo salto di qualità. Dopo questo exploit parigino, ha già fatto un balzo di 70 posizioni nel ranking. Vincere lo proietterebbe a ridosso della top 30. E due mesi era felice per “aver giocato due ore e mezza senza dolore”.

A Parigi entrambi hanno trovato il torneo della vita. Fin qui. E anche all’interno del torneo i due hanno avuto percorsi totalmente differenti. Liscio, quasi netto il cammino di Flavio Cobolli, che ha vinto i primi tre turni per 3-0, poi negli ultimi due ha perso un set a partita, chiudendo per 3-1. Ma dopo Zverev è quello che ai quarti era arrivato con meno ore sulle gambe. Discorso totalmente opposto invece per Matteo Arnaldi, che ha raggiunto i quarti giocando quasi 18 ore e ha superato il record in uno Slam. Giovedì però si è potuto riposare, visto il ritiro di Matteo Berrettini nel finale di secondo set. Per entrambi, comunque vada, c’è la possibilità di scrivere una pagina destinata a restare nella storia del tennis italiano, già protagonista ieri con la vittoria nel doppio misto di Errani e Vavassori. E lo stesso Vavassori sarà ancora protagonista anche oggi, alle 12, nel doppio maschile con Simone Bolelli: i due affrontano Granollers e Zeballos per un posto in finale.

Cobolli-Arnaldi, i precedenti

Cobolli e Arnaldi si conoscono da una vita tennistica, appunto. Prima dei grandi palcoscenici come Parigi, i due si erano già affrontati più volte tra Challenger e tornei minori. Il bilancio complessivo sorride ad Arnaldi, avanti 3-2 nei precedenti se si contano qualificazioni, Challenger e match Future. Contando solo le sfide nel circuito Atp, il bilancio è di 1-1. Le prime sfide risalgono al 2021 e al 2022, quando entrambi erano ancora impegnati nel circuito Challenger alla ricerca del salto definitivo nel tennis che conta. Cobolli si impose a Napoli nel 2021, ma l’anno successivo Arnaldi rispose vincendo sia a Vicenza sia a Cordenons, sempre sulla terra battuta (unica superficie in cui i due si sono sfidati).

Poi, nel 2023, fu Arnaldi ad avere la meglio negli ottavi di finale dell’Atp di Umago, mentre l’ultimo precedente è decisamente il più significativo: il secondo turno del Roland Garros 2025. In quell’occasione fu Cobolli a imporsi in quattro set, 6-3 6-3 6-7(6) 6-1. Oggi i due si scontrano ancora a Parigi. Non sul Campo 6 come lo scorso anno, ma nella sessione serale del PhilippeChatrier, il campo più prestigioso di Parigi.

Cobolli-Arnaldi, l’orario del match

Il programma di oggi prevede sul Philippe Chatrier la prima semifinale alle ore 14.30: è quella tra il ceco Jakub Mensik e il tedesco Alexander Zverev. Subito dopo, non prima delle ore 19, è prevista la seconda semifinale, quella appunto tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

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“Sono riuscito a giocare due ore e mezza senza dolore”: due mesi fa Arnaldi festeggiava questo, oggi è il maratoneta del Roland Garros

3 June 2026 at 13:57

“Sono riuscito a giocare tre set e due ore e mezza senza dolore, quindi posso solo essere orgoglioso del lavoro e dei progressi che io e la mia squadra stiamo facendo”. Dieci settimane fa Matteo Arnaldi parlava così su Instagram dopo la sconfitta con Shevchenko al primo turno dell’Atp Miami, il 20 marzo. Festeggiava un traguardo che sembrava piccolo: tornare a stare in campo senza soffrire dopo un lungo infortunio. Nel 2025, è stato fermo per un mese e mezzo in estate a causa di un infortunio al piede destro: frattura del sesamoide mediale. Faticava a camminare, figuriamoci giocare ai massimi livelli.

Oggi rileggere quella frase fa quasi ridere. Perché il tennista ligure è entrato nella storia del Roland Garros e degli Slam: nessuno, da quando esistono le rilevazioni ufficiali, era mai arrivato ai quarti di finale dopo aver trascorso così tanto tempo in campo. Diciassette ore e quarantadue minuti di battaglie, rimonte e maratone sulla terra rossa di Parigi. “È dura non posso mentire, ma ci sto arrivando. Questi ultimi 6 mesi sono stati i più duri della mia carriera, non poter giocare e vedere crollare la mia classifica non è stato facile, ma ieri anche se non ho ottenuto la vittoria, è stato un grandissimo passo avanti. Non sono ancora al mio meglio ma arrivo presto“, scriveva.

Promessa mantenuta: a distanza di due mesi e mezzo gioca i quarti di finale al Roland Garros, contro Matteo Berrettini, e soprattutto si diverte a stare in campo per tanto tempo, si esalta. “Ho giocato sempre maratone, al primo turno, al secondo, sempre quattro e cinque ore, oggi cinque ore e mezzo. Sono felice di essere qui”, ha raccontato dopo la vittoria contro Tiafoe in cinque ore e mezza. Dieci settimane fa sperava di tornare al suo livello. Oggi è ai quarti del Roland Garros dopo aver trascorso più tempo in campo di chiunque altro nella storia degli Slam. Non male per uno che a marzo festeggiava semplicemente l’assenza del dolore dopo aver perso al primo turno di un Masters 1000.

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“In bocca al lupo a Matteo e Matteo”, l’abbraccio negli spogliatoi tra Berrettini e Arnaldi: così l’Italia del tennis è squadra anche al Roland Garros

2 June 2026 at 16:44

Jannik Sinner non ha mai avuto dubbi: “L’Italia può vincere anche senza di me“. Lo disse in un’intervista a Sky Sport prima della Coppa Davis, riferendosi nello specifico alla coppa a squadre che coinvolge le migliori nazionali, vinta dall’Italia per la terza volta consecutiva nel 2025. Quello espresso dal numero uno al mondo è però un concetto che si può estendere anche al Roland Garros, in corso a Parigi, che vede tre italiani ai quarti di finale: non era mai successo.

Perché l’Italia del tennis è squadra sempre, anche quando ognuno compete per lo stesso obiettivo dell’altro e in palio non c’è la Coppa Davis, ma il risultato individuale. Lo ha dimostrato Flavio Cobolli, lo ha dimostrato Matteo Berrettini e anche Matteo Arnaldi. In un torneo in cui la posta in palio è altissima – soprattutto dopo l’eliminazione di Sinner e la rinuncia di Alcaraz – uno pensa all’altro. Anzi, agli altri. Lo aveva fatto Arnaldi dopo il successo contro Collignon (“Ha vinto anche Matteo? Sono contento per loro, per lui e Flavio“), lo ha fatto anche Flavio Cobolli, che dopo aver battuto Zachary Svadja agli ottavi, nella classica intervista post partita in campo ha da subito avuto un pensiero carino per gli altri due italiani che avrebbero giocato poco dopo: “Ora in bocca al lupo a Matteo e Matteo, voglio augurare il meglio a entrambi per gli ottavi di finale”, ha esclamato il 24enne, facendo riferimento a Matteo Arnaldi, che ha vinto un match pazzesco contro Frances Tiafoe qualche ora dopo, e a Matteo Berrettini, che ha battuto Juan Manuel Cerundolo. Tra Cobolli e Berrettini l’amicizia è poi cosa nota già dai tempi della Coppa Davis.

E ancora: finito il suo match, Berrettini ha incrociato Matteo Arnaldi nel corridoio che porta agli spogliatoi. Lo ha abbracciato e gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio, quasi a dirgli: “Ora tocca a te, ti aspetto ai quarti”. Detto, fatto. I due si sfideranno adesso per un posto in semifinale, con la consapevolezza che uno dei due dovrà fermare il sogno dell’altro. Per entrambi, per motivi differenti, sarebbe una vittoria a ogni modo storica. Ma l’Italia e Filippo Volandri – capitano in Coppa Davis sempre presente durante i match degli italiani – hanno già ottenuto la conferma che cercavano: oltre al talento e alla profondità di un movimento senza precedenti, esiste un gruppo in cui ognuno spinge l’altro verso l’obiettivo. E non è affatto scontato, soprattutto quando non si indossa la maglia azzurra.

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Roland Garros, il mercoledì di Parigi parla italiano: prima in campo Cobolli, poi il derby Berrettini-Arnaldi | Programma e orari di oggi

3 June 2026 at 03:13

In tanti dopo la clamorosa eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner pensavano che il Roland Garros degli italiani fosse praticamente finito. E invece l’Italia ne porta tre ai quarti di finale per la prima volta nella storia del tennis azzurro. Il tutto senza il numero uno del mondo, Jannik Sinner appunto, e il numero due d’Italia, Lorenzo Musetti. A prendersi la scena sono Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini, che a modo loro stanno facendo un’impresa. Il primo e il terzo perché per la prima volta in carriera hanno raggiunto i quarti di finale al Roland Garros (per Arnaldi sono i primi quarti in assoluto in uno Slam), il secondo perché dopo anni difficili, tormentati dagli infortuni, è rinato e lo sta dimostrando partita dopo partita.

Mercoledì 3 giugno sarà un’altra giornata storica per l’Italia del tennis, che avrà senza dubbio un italiano in semifinale, ma il sogno a questo punto è averne due. Previsto infatti il derby tra Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini in serata, mentre prima scende in campo Flavio Cobolli contro Felix Auger-Aliassime, l’unico non italiano in gioco nella parte alta di tabellone, quella senza favoriti. Il teatro di entrambe le sfide sarà ovviamente il Philippe-Chatrier. In più, Sara Errani e Andrea Vavassori disputeranno anche le semifinali di doppio misto.

Roland Garros, gli italiani in campo mercoledì: gli orari

  • Flavio Cobolli-Felix Auger-Aliassime: terzo match, campo Philippe-Chatrier
  • Matteo Berrettini-Matteo Arnaldi: non prima delle 20:15, campo Philippe-Chatrier

Roland Garros, il programma completo di mercoledì 3 giugno

COURT PHILIPPE-CHATRIER

Dalle 11:00

  • Anna Kalinskaya-Maja Chwalinska

A seguire

  • Aryna Sabalenka-Diana Shnaider

A seguire

  • Felix Auger-Aliassime-Flavio Cobolli

Non prima delle 20:15

  • Matteo BerrettiniMatteo Arnaldi

COURT SUZANNE-LENGLEN

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Alizé Cornet / Daniela Hantuchova – Martina Hingis / Angelique Kerber

Non prima delle 12:00

  • Marcel Granollers / Horacio Zeballos – Hugo Nys / Edouard Roger-Vasselin

A seguire

  • Sander Arends / David Pel – Quentin Halys / Pierre-Hugues Herbert

A seguire

  • Sara Errani / Andrea Vavassori – Desirae Krawczyk / Neal Skupski (o Siegemund / Roger-Vasselin)

A seguire

  • Shuko Aoyama / En-Shuo Liang – Hanyu Guo / Kristina Mladenovic

COURT SIMONNE-MATHIEU

Dalle 11:00

Inizio programma (Leggende)

  • Tatiana Golovin / Guy Forget – Pauline Parmentier / Gilles Simon

Non prima delle 12:00

  • N. Sriram Balaji / Marcelo Demoliner – Harri Heliovaara / Henry Patten

A seguire

  • Mansour Bahrami / Cédric Pioline – Arnaud Clément / Fabrice Santoro

A seguire

  • Gabriela Dabrowski / Evan King – Asia Muhammad / Nikola Mektic

A seguire

  • Ellen Perez / Demi Schuurs – Anna Danilina / Aleksandra Krunic

Roland Garros 2026, dove vederlo in tv e streaming

In Italia il Roland Garros 2026 viene trasmesso esclusivamente sui canali Eurosport, che sono visibili solo per gli abbonati alle seguenti piattaforme streaming: HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Prime Video Channels. Non è prevista una copertura tv in chiaro. L’emittente proprietario dei diritti, Warner Bros. Discovery Italia, potrebbe decidere di trasmettere in chiaro le fasi finali del torneo, in caso di presenza di italiani. Un anno fa, la finale tra Sinner e Alcaraz fu trasmessa in diretta gratis su Canale NOVE.

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