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Futuro nazionale, Vannacci dice la sua anche sulle “ginocchiere” di Meloni: “Se fossi una donna non la riterrei una frase sessista”

“Io sono una persona di mondo, ho vissuto in caserma, ci sono molte sfumature nelle parole. Un’osservazione” come quella di Francesco Silvestri del Movimento 5 stelle sulle ginocchiere di Giorgia Meloni “non l’avrei recepita come una possibile offesa sessista, e la stessa cosa avrei fatto con ‘cortigiana’. Ma io non sono una donna e quindi non posso rispondere”. Lo dice il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, nel punto stampa durante l’assemblea costituente del suo partito.

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Meloni e Vannacci, scoppia la guerra anche in Parlamento. La premier: “Avete votato 6 volte contro la fiducia, insieme a Schlein e Conte”

“Per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme collega Schlein, collega Conte, collega Renzi e compagnia”. Mittente: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Destinatario Emanuele Pozzolo, il deputato noto per aver sparato alla festa di Capodanno, ex di Fratelli d’Italia. Insomma, è ufficialmente scoppiato il conflitto tra il centrodestra di governo e Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci prodotto della scissione dalla Lega. E ora lo scontro si consuma plasticamente in Parlamento. “Collega Pozzolo, dunque, mi dispiace francamente che abbia cambiato idea sul tema dell’interesse nazionale, perché quello che stiamo facendo noi a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’è scritto nel nostro programma, programma per realizzare il quale lei e altri siete stati eletti all’interno delle fila del centrodestra in questo Parlamento”. Durante le repliche alla discussione sulle sue comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, Meloni va a testa bassa contro i vannacciani: “Votare contro la fiducia a un governo, scusate, votare contro la fiducia a un governo, per chi ci ascolta, significa votare per mandare a casa quel governo. Esatto, bene. Io penso, collega, che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale e quindi, di grazia, non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra“.

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Tajani: “Ben-Gvir e il Paese delle Ciabatte? Parole inaccettabili, incommentabile”

“Dopo gli inaccettabili atti compiuti ai danni degli attivisti della Global Flotilla, ho chiesto all’Alto Rappresentante Borrell di portare al Consiglio Affari Esteri una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben-Gvir, responsabile politico di quel grave atto. Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell’Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili”, così il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenuto alla Commissione Difesa al Senato.

“Non mi lascio scoraggiare da nessuna inchiesta”, aveva detto il ministro israealiano su X attaccando l’Italia: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. “Israele – aggiunge – non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”. Gvir è il primo indagato nel procedimento dopo i fatti del 29-30 aprile e del 18-19 maggio, i due abbordaggi in acque internazionali lanciati dalla Marina israeliana contro le barche della Flotilla a ovest di Creta e a sud di Cipro, e sui maltrattamenti documentati quando gli oltre 430 attivisti della missione politica e umanitaria per Gaza sono stati detenuti prima su due navi prigione al largo, poi in un hangar militare del porto di Ashdod, gestito dai militari dell’Idf insieme alla polizia di Ben-Gvir, e poi nel carcere di Ketziot prima dell’espulsione da Israele il 21 maggio.

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Larry The Cat ruba la scena al vertice tra Zelensky, Merz, Starmer e Macron ed esce per primo da Downing Street – Video

Larry The Cat il gatto di Downing Street numero 10 ha rubato la scena al vertice tra Zelensky, Merz, Starmer e Macron a Londra. Il gatto è uscito addirittura prima dei leader europei, mostrandosi a fotografi e telecamere.

Nel corso del colloquio, Zelensky ha illustrato la situazione sul campo di battaglia, evidenziando le pesanti perdite subite dalle forze di Mosca, che da cinque mesi consecutivi registrerebbero oltre 30mila tra morti e feriti ogni trenta giorni, secondo quanto riferisce Volodymyr Zelensky su Telegram. Not for sale.

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Tassare i super ricchi, Schlein frena dopo le polemiche: “La patrimoniale non è nel programma dell’alleanza progressista”

“La patrimoniale non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista, come ho detto sempre ne discuteremo ma non è all’ordine del giorno”. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ospite a Rapallo (Genova) al 55esimo convegno nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria, frena sulla patrimoniale dopo le polemiche per le sue affermazioni sulla tassazione dei super ricchi.

Ospite ad Accordi&Disaccordi il 30 maggio scorso, la segretaria dem aveva parlato del tassare i super ricchi e i grandi patrimoni, sottolineando che non dovrebbe essere “un tabù” e di essere “sempre stata favorevole” a introdurre una tassazione a livello europeo. Parole che avevano fatto storcere il naso al centrodestra. Mentre la deputata M5s, Vittoria Baldino, aveva sottolineato che la patrimoniale, in questo momento, “è fumo negli occhi” e che non è inclusa nel programma in discussione.

“Ho letto le dichiarazioni che ha fatto ieri Elly Schlein: se il tema è che questo punto (la patrimoniale ndr.) non è ancora stato definito come un punto del programma – ha ribattuto Nicola Fratoianni a margine dell’assemblea di European Left Alliance – è vero, ci sono altre leggi, altre proposte che sono già definite, firmate da tutte le forze politiche, sono largamente assunte come un punto programmatico, dal salario minimo alla riduzione dell’orario di lavoro”. “Se il tema è che di questo non si deve discutere, allora non sono d’accordo, ma non credo che si tratti di questo – ha spiegato -. In ogni caso lo verificheremo, perché redistribuire la ricchezza è fondamentale e soprattutto è una questione su cui esiste una solida maggioranza nel Paese”.

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