Il ministro per lo Sport e i giovani ha risposto alla battuta del presidente della Fifa sulla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026
Il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, a margine del suo intervento al Forum di Masseria in corso a Manduria ha commentato le parole del presidente Fifa,Gianni Infantino, che aveva ironizzato sulla mancata qualificazione ai Mondiali 2026 dell’Italia. Forse, aveva detto Infantino, la nostra Nazionale potrebbe partecipare se la competizione si allargasse a 208 squadre.
“Sul tema del presidente Infantino che ho sentito e sentirò nuovamente è una battuta che non ha fatto ridere. – ha detto Abodi – Devo dire che per certi versi abbiamo perso anche un po’ di spirito leggero. Ho letto dell’indignazione e io preferirei concentrare l’indignazione sulle cose che davvero non funzionano, per le mortificazioni e i comportamenti inadeguati per tanti fatti di cronaca che attraversano anche il calcio e che non hanno raccontato una buona storia. Vorrei che quella stessa serietà con cui è stata presa una battuta infelice fosse utilizzata come metrica per le cose di tutti i giorni”.
IShowSpeed è stato ospite di Fox News nella diretta con Thierry Henry e Zlatan Ibrahimovic in occasione della partita Paraguay-Usa per i Mondiali 2026. Lo streamer con indosso la maglia della Nazionale a stelle strisce ha fatto il suo pronostico sul vincitore della competizione. Da grande fan di Cristiano Ronaldo, la squadra prescelta non poteva che essere il Portogallo. A quel punto Ibrahimovic scherzosamente gli ha tolto il microfono e lo ha allontanato dallo studio.
Nella seconda partita dei Mondiali di Calcio 2026, allo Stadio Guadalajara la Corea del Sud ha battuto la Repubblica Ceca per 2-1. Al 59′ Ladislav Krejci ha portato in vantaggio i cechi con un colpo di testa. Meno di dieci minuti dopo, c’è stato il pareggio della Corea del Sud con il gol di Hwang In-Beom, seguito all’80’ dal gol di Oh Hyeon-Gyu.
Il Messico batte 2-0 il Sudafrica nella partita inaugurale del Mondiale 2026, caratterizzata da ben tre espulsioni, una per i padroni di casa e due per i bafana bafana. Allo stadio Azteca gli uomini di Aguirre conquistano i primi tre punti del girone A grazie alle reti di Quinones e Raul Jimenez. Sono loro, a prescindere dai gol, i protagonisti del remake della gara d’apertura del Mondiale 2010. All’8′ Quinones sfrutta un pasticcio di Sithole e batte Williams facendo passare la palla sotto le gambe del portiere. Al 19′ l’esterno ci prova anche con un tiro dalla distanza che non va lontano dall’incrocio dei pali. Al 42′ altra chance: Gutierrez scarica per Quinones che piazza col destro colpendo il palo. È la sintesi di un primo tempo difficile per il portiere sudafricano, che aveva aperto il suo Mondiale con un grande intervento su un tiro a botta sicura di Raul Jimenez dopo appena quattro minuti. La partita dei bafana bafana si complica ulteriormente al 50′. Sithole completa la sua serata horror chiudendo fallosamente la corsa verso la porta di Gutierrez e venendo espulso dal direttore di gara brasiliano Sampaio.
Il Messico domina il gioco, ma fatica a trovare il guizzo per chiudere il match. Al 66′ il ct messicano Aguirre si gioca la carta Gilberto Mora, 17enne talento del Club Tijuana, accostato di recente anche al Milan. A firmare il 2-0 è però il veterano Raul Jimenez che sfrutta il cross di Alvarado e di testa batte Williams. Gli ultimi 20 minuti sono di pura gestione per la difesa messicana guidata dal genoano Vasquez. Nel finale c’è anche la seconda espulsione: Zwane colpisce a palla lontana Alvarado e riceve il rosso dopo l’intervento del Var. Nel recupero l’unica nota stonata del Messico: Montes stende Mudau all’ingresso dell’area e riceve il rosso diretto. Salterà la prossima gara con la Corea del Sud.
Decine di manifestanti e agenti di polizia si sono scontrati all’esterno dello stadio Azteca di Città del Messico, dove si è disputata la partita inaugurale dei Mondiali 2026 tra Messico e Sudafrica. I manifestanti chiedevano giustizia per le persone scomparse, una delle principali piaghe del Paese, segnato da anni di violenze legate al narcotraffico. Durante la protesta, alcuni partecipanti hanno rimosso parte delle barriere installate per proteggere il perimetro dello stadio e sono venuti alle mani con le forze dell’ordine che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni.
Il Gruppo K dei Mondiali 2026 (qui i convocati di tutte le Nazionali) comprende Portogallo, RD Congo, Uzbekistan e Colombia. La prima giornata prevede Portogallo-RD Congo a Houston e Uzbekistan-Colombia a Città del Messico, entrambe il 17 giugno.
Portogallo: Cristiano Ronaldo punta alla coppa al sesto Mondiale
Il Portogallo parte da favorito nel Gruppo K. La nazionale allenata da Roberto Martínez arriva al Mondiale con il quinto posto nel ranking Fifa e il gradino più basso nel podio raggiunto nel 1966 come miglior risultato nella competizione. Cristiano Ronaldo è atteso alla sesta partecipazione mondiale, a 41 anni, in una rosa che ha ormai molti riferimenti tecnici oltre al suo capitano.
Il valore complessivo della squadra è di circa 1,01 miliardi di euro. Vitinha e João Neves sono i giocatori più valutati, entrambi a 140 milioni secondo Transfermarkt. Nuno Mendes, Pedro Neto, Rúben Dias, Rafael Leão, Matheus Nunes, Bruno Fernandes, Bernardo Silva, Gonçalo Ramos e Diogo Costa completano un gruppo con qualità in ogni reparto.
Le quote per la vittoria del girone indicano il Portogallo davanti: -230 secondo DraftKings. La prima partita contro la RD Congo si giocherà al NRG Stadium di Houston. La seconda sarà contro l’Uzbekistan all’Estadio Akron di Zapopan. La chiusura del girone arriverà contro la Colombia all’Hard Rock Stadium di Miami.
Colombia, Luis Díaz e James per il ritorno al Mondiale
La Colombia torna al Mondiale dopo l’assenza del 2022. La squadra di Néstor Lorenzo si è qualificata come terza nel girone sudamericano e arriva con il 13esimo posto nel ranking Fifa. Il miglior risultato resta il quarto di finale raggiunto nel 2014, nell’edizione brasiliana.
La rosa colombiana vale circa 302,35 milioni di euro. Luis Díaz è il giocatore di maggiore valore, indicato a 70 milioni da Transfermarkt. Accanto a lui ci sono James Rodríguez, Jefferson Lerma, Jhon Arias, Richard Ríos, Daniel Muñoz, Davinson Sánchez, Jhon Lucumí, Yerry Mina, Cucho Hernández e Jhon Córdoba.
Le quote mettono la Colombia come seconda forza del gruppo: +240 per il primo posto e -800 per la qualificazione. L’esordio contro l’Uzbekistan all’Estadio Azteca può indirizzare il suo percorso. La gara con il Portogallo, nell’ultima giornata a Miami, può valere il primo posto se entrambe arriveranno con risultati positivi.
Uzbekistan e RD Congo, debutto storico e ritorno dopo il 1974
L’Uzbekistan giocherà il primo Mondiale della sua storia. La nazionale allenata da Fabio Cannavaro, che ha alleggerito le polemiche sugli accurati controlli nei confronti suoi e dei giocatori da parte delle autorità statunitensi, ha ottenuto la qualificazione come seconda del Gruppo A nella terza fase asiatica ed è attualmente al 50esimo posto nel ranking Fifa. Non ha precedenti nella fase finale della Coppa del Mondo.
Il valore della rosa uzbeka è di circa 85,33 milioni di euro. Il nome principale è Abdukodir Khusanov, difensore delManchester City. In attacco c’è Eldor Shomurodov, affiancato da Igor Sergeev e Azizbek Amonov. A centrocampo pesano Abbosbek Fayzullaev, Jaloliddin Masharipov, Otabek Shukurov, Oston Urunov e Odiljon Hamrobekov.
La RD Congo torna al Mondiale per la prima volta dal 1974, quando partecipò come Zaire. La squadra di Sébastien Desabre ha ottenuto il pass attraverso il playoff intercontinentale. Nel ranking Fifa è al numero 46, il miglior risultato resta la fase a gironi del 1974.
La rosa congolese vale circa 143,90 milioni di euro. Yoane Wissa è uno dei riferimenti offensivi, insieme a Simon Banza, Cédric Bakambu eFiston Mayele. In difesa ci sono Chancel Mbemba, Aaron Wan-Bissaka, Axel Tuanzebe eArthur Masuaku. A centrocampo spiccano Noah Sadiki, Ngal’ayel Mukau, Edo Kayembe e Charles Pickel.
Calendario del Gruppo K: date, stadi e partite
Il Gruppo K si giocherà tra Stati Uniti e Messico (qui tutti gli stadi dei Mondiali 2026). Il 17 giugno sono in programma Portogallo-RD Congo al NRG Stadium di Houston e Uzbekistan-Colombia all’Estadio Azteca di Città del Messico.
La seconda giornata prevede Colombia-RD Congo il 23 giugno al NRG Stadium di Houston. Nello stesso giorno, Portogallo-Uzbekistan si giocherà all’Estadio Akron di Zapopan.
Il girone si chiuderà il 27 giugno con due partite in contemporanea. Colombia-Portogallo è prevista all’Hard Rock Stadium di Miami. RD Congo-Uzbekistan si giocherà al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta.
Passano ai sedicesimi le prime due classificate di ogni girone e le otto migliori terze. Il Portogallo parte davanti per valore della rosa e profondità tecnica. La Colombia ha ranking, qualità offensiva ed esperienza per puntare alla qualificazione diretta. RD Congo e Uzbekistan partono più indietro nelle quote, ma lo scontro diretto dell’ultima giornata può incidere sulla corsa al terzo posto.
La federazione iraniana accusa gli Stati Uniti di aver revocato la quota di biglietti per i tifosi dell’Iran nelle tre partite del girone mondiale. Teheran parla di ostacoli politici e chiede l’intervento della Fifa.
Teheran denuncia lo stop alla quota dell’8%: partite con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto negli Usa
Nuova tensione politica attorno ai Mondiali 2026. La Federazione calcistica iraniana accusa gli Stati Uniti di aver revocato l’assegnazione dei biglietti destinati ai tifosi dell’Iran per le tre partite della fase a gironi.
Secondo la federazione di Teheran, la decisione impedisce di fornire tagliandi ai sostenitori iraniani per le gare contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, tutte in programma negli Stati Uniti. La denuncia arriva a pochi giorni dall’inizio del torneo, in un clima diplomatico già segnato dalle tensioni tra Washington e Teheran.
“A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno agito ancora una volta per ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”, ha dichiarato la federazione in un comunicato.
La federazione iraniana sostiene che i regolamenti Fifa prevedano per ogni nazionale partecipante una quota dell’8% dei biglietti per ciascuna partita. Questi tagliandi vengono poi distribuiti dalle federazioni ai propri tifosi attraverso i canali ufficiali.
L’Iran aveva già avviato la vendita dei biglietti dopo aver ricevuto la propria quota. Alcuni tifosi, secondo la ricostruzione di Teheran, avevano già organizzato viaggio e trasferte per seguire la nazionale.
“Tuttavia, con una mossa inaspettata, la quota assegnata alla Federazione calcistica iraniana è stata revocata e, nelle circostanze attuali, la federazione non è in grado di fornire nemmeno un singolo biglietto ai tifosi della nazionale”, si legge nella dichiarazione.
La federazione ha definito la decisione “contraria allo spirito che regola le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i paesi partecipanti”. Ha poi invitato la Fifa e gli organizzatori del torneo “a rispettare i principi di neutralità, equità e regolamenti stabiliti, e a fornire le condizioni necessarie ai tifosi iraniani”.
Al momento né la Fifané gli organizzatori statunitensi hanno commentato pubblicamente l’accusa iraniana. Il caso si inserisce in una serie di problemi già denunciati da Teheran in vista della Coppa del Mondo.
Nei giorni scorsi l’Iran aveva segnalato difficoltà legate ai visti. Secondo la federazione, circa 15 membri dello staff amministrativo e dirigenziale della delegazione non avrebbero ottenuto l’ingresso negli Stati Uniti. Una situazione collegata, nella lettura iraniana, alle tensioni diplomatiche dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio.
Le difficoltà hanno spinto la nazionale iraniana a cambiare base logistica. Il centro di allenamento previsto inizialmente a Tucson, in Arizona, è stato spostato a Tijuana, città messicana al confine con gli Stati Uniti.
Il calendario dell’Iran resta però interamente negli Usa per la fase a gironi. L’esordio è fissato il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles. Seconda partita ancora a Los Angeles il 21 giugno contro il Belgio. Ultimo match del girone il 26 giugno a Seattle contro l’Egitto.
Il Mondiale 2026 non è ancora cominciato, ma la partita diplomatica tra Iran e Stati Uniti è già entrata negli stadi. O almeno nei biglietti.
L’Italia non giocherà il terzo Mondiale consecutivo, ma la Coppa del mondo resta un appuntamento seguito. Secondo SWG, il 71% proverà nostalgia per l’assenza degli azzurri. Il 59% guarderà comunque le partite.
Brasile, Spagna e Argentina le “squadre rifugio” per chi seguirà la Coppa del mondo
Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia arriva con un sentimento doppio: dispiacere per l’assenza degli azzurri, ma anche voglia di non perdere del tutto il rito della Coppa del mondo. Per molti italiani il torneo resta legato a ricordi, serate condivise, partite viste con amici e familiari, più ancora che al calcio in senso stretto. L’interesse c’è, ma è più freddo rispetto a due mesi fa: chi seguirà il Mondiale cercherà una Nazionale per cui simpatizzare, mentre il nuovo format a 48 squadre divide tra curiosità e timore di una competizione troppo lunga.
Secondo il nuovo Radar SWG, il 71% degli italiani dice che all’inizio del torneo proverà nostalgia e un po’ di tristezza per l’assenza degli azzurri. Tra i giovani della Gen Z la quota sale al 77%.
Grafico Radar Swg
L’esclusione pesa, ma non cancella la forza popolare della Coppa del mondo. Il 72% degli intervistati dice che i Mondiali rievocano ricordi, emozioni e momenti unici della propria vita. Il 70% li considera ancora magici, capaci di unire e coinvolgere anche chi non segue abitualmente il calcio.
La memoria del Mondiale non passa solo dal risultato. Alla domanda su cosa renda davvero memorabile una Coppa del mondo, il 39% indica le partite viste insieme ad amici o familiari. Le grandi sfide tra nazionali storiche arrivano al 32%, il tifo, i colori e le immagini dagli stadi al 27%. La leggerezza delle prime serate estive vale il 22%, le sorprese delle squadre meno favorite il 21%.
Grafico Radar Swg
Il dato più concreto riguarda l’interesse per il torneo. Nonostante l’Italia fuori, il 59% degli italiani seguirà comunque i Mondiali. Il 14% li considera un evento imperdibile, mentre il 45% guarderà solo le partite più importanti, senza un reale coinvolgimento. Il 41% non li seguirà. Il 19% dice che li avrebbe guardati solo per tifare gli azzurri, il 22% non era interessato in ogni caso.
Grafico Radar Swg
Rispetto a inizio aprile, il clima si è raffreddato. La quota di chi seguirà il torneo cala di 7 punti, mentre quella di chi non lo seguirà cresce di 6 punti. Tra gli uomini l’interesse resta più alto, al 72%. Tra i Millennials si ferma al 49%.
Chi guarderà le partite cerca comunque una squadra per cui simpatizzare. Il 65% di chi seguirà il torneo farà il tifo o avrà una nazionale preferita. Il Brasile è primo con il 17%, seguito dalla Spagna al 16% e dall’Argentina al 10%. Più indietro Francia e Inghilterra, entrambe al 5%. Il 35% non sceglierà nessuna squadra.
Grafico Radar Swg
Il primo Mondiale a 48 squadre divide il pubblico. Il 17% pensa che il torneo sarà più bello perché darà spazio a più Paesi e più storie. Il 18% lo vede più interessante per l’aumento di sorprese e partite inedite. Il 19% non prevede grandi differenze, perché conteranno comunque le nazionali più forti.
La parte critica resta ampia. Il 13% teme un abbassamento del livello medio, il 21% considera il format troppo lungo e dispersivo, difficile da seguire. Il 12% non sa esprimersi. Senza l’Italia, il Mondiale resta un rito nazionale vissuto da spettatori esterni: meno caldo, ma ancora capace di riempire serate, ricordi e conversazioni.
L’Italia resta fuori dal Mondiale, ma la Serie A sarà comunque molto presente in Messico, Canada e Stati Uniti. Il Milan è il club più rappresentato con dieci convocati, davanti a Inter e Atalanta.
Lautaro, Modric, Pulisic e De Bruyne tra i nomi più attesi della spedizione italiana
La Serie A non avrà l’Italia al Mondiale 2026, ma porterà comunque una fetta consistente del campionato tra Messico, Canada e Stati Uniti. Dall’11 giugno al 19 luglio saranno 66 i giocatori attualmente legati al massimo torneo italiano impegnati nella Coppa del Mondo.
Il club più rappresentato è il Milan, con dieci convocati. La Francia chiamerà Mike Maignan e Adrien Rabiot, mentre il Belgio avrà Koni De Winter e Alexis Saelemaekers. Per Luka Modric sarà l’ultimo Mondiale con la Croazia. Ardon Jashari giocherà con la Svizzera, Christian Pulisic farà gli onori di casa con gli Stati Uniti e Santiago Gimenez con il Messico. Nell’elenco ci sono anche Pervis Estupinan con l’Ecuador e Rafael Leao con il Portogallo. Il portoghese, secondo le voci di mercato, potrebbe lasciare i rossoneri in estate.
L’Inter porta sette giocatori. Lautaro Martinez guiderà l’attacco dell’Argentina, campione del mondo in carica. Marcus Thuram sarà invece una delle opzioni offensive della Francia. A centrocampo la Turchia si affiderà a Hakan Calhanoglu, mentre Denzel Dumfries giocherà sulla fascia destra dell’Olanda. Completano il gruppo interista Petar Sucic con la Croazia, Manuel Akanji con la Svizzera e Ange-Yoan Bonny con la Costa d’Avorio.
Sette convocati anche per l’Atalanta. C’è la chiamata dell’olandese Marten De Roon. La Bosnia, che a marzo ha eliminato l’Italia nella finale playoff, punterà sull’esperienza di Sead Kolasinac. Presenti anche Odilon Kossounou con la Costa d’Avorio, Isak Hien con la Svezia, Mario Pasalic con la Croazia, Charles De Ketelaere con il Belgio e Kamaldeen Sulemana con il Ghana.
La Juventus avrà sei giocatori al Mondiale. Jonathan David guiderà l’attacco del Canada, mentre Weston McKennie giocherà il suo secondo Mondiale davanti al pubblico di casa. Kenan Yildiz sarà una delle facce della Turchia allenata da Vincenzo Montella. Teun Koopmeiners e Francisco Conceicao sono stati convocati da Olanda e Portogallo. Bremer farà parte della difesa del Brasile allenato da Carlo Ancelotti.
Stesso numero per la Roma, con sei convocati. Manu Koné sarà con la Francia, Evan Ndicka con la Costa d’Avorio, Wesley con il Brasile, Neil El Aynaoui con il Marocco, Zeki Celik con la Turchia e Donyell Malen con l’Olanda. L’attaccante ha conquistato la chiamata di Ronald Koeman dopo i 14 gol segnati nel girone di ritorno.
Il Como, rivelazione della stagione, porta tre giocatori. Martin Baturina con la Croazia, il giovane Assane Diao con il Senegal. Nell’Argentina campione del mondo ci sarà anche Nico Paz, talento esploso nella stagione appena conclusa. Il suo esordio con la nazionale maggiore era arrivato con Lionel Scaloni nell’ottobre 2024, nella gara di qualificazione contro la Bolivia.
Il Bologna avrà cinque convocati: Nikola Moro con la Croazia, Lewis Ferguson con la Scozia, Remo Freuler con la Svizzera, Torbjorn Heggem con la Norvegia e Jhon Lucumi con la Colombia.
Il Napoli si fermerà a quattro giocatori. Il Belgio punterà su Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Scott McTominay rappresenterà la Scozia, mentre Mathias Olivera vestirà la maglia dell’Uruguay. Billy Gilmour era stato convocato, ma si è infortunato in amichevole.
Quattro presenze anche per il Sassuolo: Tarik Muharemovic con la Bosnia, Kristian Thorstvedt con la Norvegia, Cristian Volpato con l’Australia e Ismael Koné con il Canada. Il Torino ne porta tre, con Nikola Vlasic per la Croazia, Ché Adams per la Scozia e Marcus Pedersen per la Norvegia.
Due convocati per il Parma, con Zion Suzuki per il Giappone e Alessandro Circati per l’Australia. Due anche per il Genoa, con Leo Ostigard per la Norvegia e Johan Vasquez per il Messico. Un giocatore a testa per Cagliari, Fiorentina e Udinese: Yerry Mina con la Colombia, Marin Pongracic con la Croazia e Jesper Karlstrom con la Svezia.
Dalle tre squadre retrocesse arrivano altri quattro giocatori. La Cremonese porta Antonio Sanabria con il Paraguay e Morten Thorsby con la Norvegia. Il Pisa avrà Michel Aebischer con la Svizzera, il VeronaRafik Belghali con l’Algeria.
Non ci saranno giocatori attualmente in Serie A nelle quattro nazionali esordienti: Capo Verde, Giordania, Uzbekistan e Curaçao. Il conto totale resta a 66 convocati, sia considerando le tre neopromosse Venezia, Frosinone e Monza, sia includendo le retrocesse Verona, Cremonese e Pisa.
Tra gli esclusi restano nomi di primo piano. Non ci saranno Paulo Dybala e Matias Soulé con l’Argentina, Ederson con il Brasile, Mario Gila con la Spagna, Yann Bisseck con la Germania, Kephren Thuram e Pierre Kalulu con la Francia. Yann Sommer ha scelto di non partecipare al Mondiale per motivi personali.
Guardando anche alla Serie B, la Sampdoria avrà Dennis Hadzikadunic con la Bosnia. Il Venezia porta Michael Svoboda con l’Austria, John Yeboah con l’Ecuador e Marko Farji con l’Iraq. Dal Frosinone parte Fares Ghedjemis con l’Algeria.
La nazionale che ha chiamato più giocatori dalla Serie A è la Croazia, con sette calciatori.
La Coppa del Mondo 2026 attraverserà Canada, Messico e Stati Uniti con sedici impianti diversi. Si parte dall’Azteca di Città del Messico, stadio di Pelé e Maradona, e si chiude al MetLife Stadium nel New Jersey, dove sarà assegnato il titolo.
L’Azteca apre il torneo, il MetLife assegna la Coppa: il viaggio nei sedici impianti
Il Mondiale 2026avrà sedici stadi e tre Paesi ospitanti. La Coppa del Mondo, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti, userà il numero più alto di impianti dai tempi di Corea-Giappone 2002, quando gli stadi furono venti.
La partenza sarà in uno dei luoghi simbolo del calcio mondiale. L’Azteca di Città del Messico, inaugurato nel 1966, ospiterà la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica. È lo stadio di Pelé e Maradona, delle immagini entrate nella memoria collettiva, e nel 2026 diventerà il primo impianto della storia ad accogliere partite di tre diverse edizioni della Coppa del Mondo. Nel suo calendario ci saranno tre gare della fase a gironi, un sedicesimo e un ottavo di finale.
La finale si giocherà invece nel MetLife Stadium, casa dei New York Giants e dei New York Jets. Per Leo Messi non è un luogo qualunque: lì perse la finale della Copa America Centenario 2016 contro il Cile, dopo i calci di rigore. A Miami, nell’Hard Rock Stadium, sono previste la finale per il terzo posto e una partita dei quarti di finale.
Il programma tiene insieme stadi storici, impianti da football americano e arene di nuova generazione. Lo stadio Akron di Guadalajara è tra i più riconoscibili per la sua struttura su terreno rialzato. Il primato di capienza spetta all’AT&T Stadium di Arlington, con 94.000 posti, già sede del Super Bowl XLV e destinato a ospitare una semifinale.
A Boston, il Gillette Stadium può contare sul più grande tabellone ad alta definizione degli Stati Uniti. A Kansas City, l’Arrowhead Stadium porta in dote un primato diverso: è certificato dal Guinness dei Primati come l’impianto sportivo all’aperto più rumoroso al mondo. Nel suo calendario ci sono quattro partite della fase a gironi, un sedicesimo e un quarto di finale.
Tra gli stadi più moderni c’è il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, indicato come uno degli impianti più sostenibili al mondo. Ha un tetto retrattile, un display video a 360 gradi e ospiterà una delle semifinali.
La mappa si completa con il BMO Field di Toronto, il BC Place di Vancouver, l’Estadio BBVA di Monterrey, l’NRG Stadium di Houston, il SoFi Stadium di Los Angeles, il Lincoln Financial Field di Philadelphia, il Levi’s Stadium di San Francisco e il Lumen Field di Seattle.
Nel lungo elenco manca il Rose Bowl di Pasadena, teatro della finale del Mondiale 1994 persa dall’Italia contro il Brasile ai rigori. Un assente di lusso, come gli azzurri.
Il Gruppo E dei Mondiali 2026 (qui le convocazioni per tutte le Nazionali) comprende Germania, Curaçao, Costa d’Avorio ed Ecuador. La prima partita sarà Costa d’Avorio-Ecuador, in programma il 14 giugno al Philadelphia Stadium.
Germania favorita, debutto contro Curaçao a Houston
La Germania parte da favorita nel Gruppo E. La nazionale di Julian Nagelsmann arriva al Mondiale 2026 con il decimo posto nel ranking Fifa e con quattro titoli vinti nel 1954, 1974, 1990 e 2014.
La rosa tedesca ha un valore vicino ai 947 milioni di euro. I giocatori più rappresentativi sono Jamal Musiala, Florian Wirtz, Joshua Kimmich, Manuel Neuer, Antonio Rüdiger, Nico Schlotterbeck, Kai Havertz, Leroy Sané e Nick Woltemade. Musiala e Wirtz sono i profili tecnici principali, entrambi valutati 100 milioni da Transfermarkt.
Il calendario mette subito la Germania di fronte a Curaçao, il 14 giugno allo Houston Stadium. La seconda partita sarà contro la Costa d’Avorio a Toronto. La chiusura del girone arriverà contro l’Ecuador al New York New Jersey Stadium.
Le quote per la vittoria del Gruppo E indicano la Germania davanti a tutte: 1/3 secondo Oddspedia. Ecuador, Costa d’Avorio e Curaçao seguono nelle previsioni dei bookmaker. Dopo due eliminazioni consecutive nella fase a gironi, nel 2018 e nel 2022, la Germania entra nel torneo con l’obiettivo minimo di tornare alla fase a eliminazione diretta.
Ecuador, dal grande percorso nelle qualificazioni al sogno mondiale
L’Ecuador arriva al Mondiale 2026 dopo un percorso di qualificazione sudamericano molto solido. La squadra di Sebastián Beccacece ha chiuso al secondo posto nel girone Conmebol e si presenta al 24esimo posto nel ranking Fifa. Il miglior risultato nella storia dei Mondiali resta l’ottavo di finale raggiunto nel 2006.
Il valore della rosa è di circa 366 milioni di euro. Il nome principale è Moisés Caicedo, centrocampista del Chelsea. Accanto a lui ci sono Piero Hincapié, Willian Pacho, Pervis Estupiñán, Kendry Páez, Enner Valencia, Kevin Rodríguez e Joel Ordóñez.
L’Ecuador ha una struttura riconoscibile, con molti giocatori abituati al calcio europeo e una fase difensiva che ha funzionato bene durante le qualificazioni. Le quote lo indicano come seconda forza del girone: 4/1 per il primo posto secondo Oddspedia. L’esordio contro la Costa d’Avorio sarà una gara rilevante per la corsa alle prime due posizioni.
Costa d’Avorio e Curaçao, obiettivo superare i gironi
La Costa d’Avorio torna al Mondiale dopo l’ultima partecipazione del 2014. La nazionale allenata da Emerse Faé ha vinto il proprio girone africano di qualificazione. Attualmente è al numero 34 del ranking Fifa. Nella storia della competizione non ha mai superato la fase a gironi, fermandosi al primo turno nel 2006, 2010 e 2014.
La rosa ivoriana vale circa 522 milioni di euro, dato superiore a quello dell’Ecuador. I nomi principali sono Amad Diallo, Franck Kessié, Ibrahim Sangaré, Evan Ndicka, Ousmane Diomande, Wilfried Singo, Simon Adingra, Nicolas Pépé ed Elye Wahi. Il gruppo ha fisicità, esperienza internazionale e diversi giocatori in club europei di primo livello.
Curaçao parte da debuttante assoluta. La nazionale di Dick Advocaat ha vinto il proprio girone Concacaf e giocherà per la prima volta un Mondiale. Non solo, è anche la nazione più piccola di sempre a partecipare alla competizione. Nel ranking Fifa si piazza al numero 82, mentre il valore della rosa è di circa 26 milioni di euro.
I giocatori più noti sono Leandro Bacuna, Juninho Bacuna, Tahith Chong, Armando Obispo, Riechedly Bazoer, Sontje Hansen ed Eloy Room. Curaçao è indicata come outsider del gruppo, con quota 100/1 per il primo posto secondo Oddspedia. Il debutto contro la Germania sarà il test più complesso sulla carta.
Calendario del Gruppo E: date, stadi e partite
Il Gruppo E dei Mondiali 2026 si giocherà tra Stati Uniti e Canada. Il 14 giugno sono in programma Costa d’Avorio-Ecuador al Philadelphia Stadium e Germania-Curaçao allo Houston Stadium.
La seconda giornata prevede Germania-Costa d’Avorio il 20 giugno al Toronto Stadium e nello stesso giorno Ecuador-Curaçao al Kansas City Stadium.
Il girone si chiuderà il 25 giugno con due partite in contemporanea. Ecuador-Germania è prevista al New York New Jersey Stadium. Curaçao-Costa d’Avorio si giocherà al Philadelphia Stadium.
Passano ai sedicesimi le prime due classificate di ogni girone e le otto migliori terze. La Germania parte davanti per valore della rosa e tradizione. Ecuador e Costa d’Avorio hanno organici competitivi e possono giocarsi il secondo posto. Curaçao ha meno esperienza e meno valore complessivo, ma l’allargamento del torneo lascia aperta anche la corsa al terzo posto.