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F1, la delusione di Leclerc: “Non ho parole, provo solo vergogna. Weekend difficili per ragioni che conosco”

13 June 2026 at 17:32

“Moralmente provo solo vergogna, devo per forza fare queste interviste. Perché sono stati weekend difficili per ragioni che conosco. Arrivando qui con alcuni cambiamenti c’era tanta fiducia. Dopo una qualifica così non ho parole, ripeto, provo vergogna”. Così Charles Leclerc, pilota della Ferrari, a Sky Sport, dopo l’incidente a muro nel Q3 che ha pregiudicato la sua corsa alla pole nel Gp di Barcellona. “Il potenziale per la pole c’era e così anche il feeling. Non ci sono scuse, mi dispiace tanto per la gente e i tifosi e tutta la gente che mi segue. Domani sono ottimista sul fatto che posso tornare, la vittoria è il minimo che posso fare per scusarmi ma neanche. Anche se dovessi vincere”, ha concluso.

In pole position ci sarà invece George Russell, su Mercedes, che si è preso la prima posizione al termine di una qualifica condizionata dalla bandiera rossa dopo l’incidente di Leclerc. “È stata un’ottima qualifica, sento di essere tornato me stesso. Sto facendo un ottimo weekend. Ho fatto tabula rasa dopo delle gare difficili, ora mi sento di nuovo bene”, ha dichiarato George Russell dopo il primo posto. “È stato bellissimo, anche Hamilton è stato molto veloce“.

E a proposito di Lewis Hamilton, il britannico è di umore opposto rispetto al compagno di squadra, forte del secondo posto (per soli 64millesimi) conquistato a Barcellona: “Domani siamo in una buona posizione per poter lottare. In ogni weekend siamo almeno 4 decimi dietro la Mercedes, stavolta siamo così vicini, a meno di un decimo, e questo dimostra il gran lavoro in fabbrica. Un grazie ai tecnici di Maranello, bisogna continuare a spingere e a sviluppare la macchina. Sono sicuro che riusciremo a dare ancora più potenziale alla vettura per domani“, ha concluso Hamilton.

Non felicissimo invece Kimi Antonelli, che per la prima volta in stagione partirà fuori dalla prima fila con la sua Mercedes. “È stato fino a questo momento un weekend difficile per me, non ho avuto tanto feeling con la macchina e oggi in qualifica mi è mancato qualcosa. Il passo gara, però, ieri è stato forte e sono ottimista per la gara”, ha spiegato Antonelli, che partirà dalla terza posizione: “Cercherò di partire bene, sfruttando nel migliore dei modi la scia che potrebbe essere un aspetto importante su questo tracciato”, ha concluso.

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F1, super Russell a Barcellona: è in pole position davanti a un ottimo Hamilton e Antonelli. Leclerc va a muro | La griglia di partenza

13 June 2026 at 16:35

Ci si aspettava una reazione da parte sua ed è arrivata. George Russell conquista la pole del Gp di Barcellona, settima prova del Mondiale, e lancia un segnale. Sul circuito del Montmelò, il pilota britannico della Mercedes con il tempo di 1’14″679 ha preceduto la Ferrari di Lewis Hamilton di soli 64 millesimi (gran terzo settore per il britannico), terzo tempo per il leader del mondiale Kimi Antonelli, per la prima volta in stagione fuori con la sua Mercedes dalla prima fila. Russell partirà così in pole position nella gara prevista per domani, 14 giugno, alle ore 15.

A muro l’altra Ferrari di Charles Leclerc, finito contro le barriere nel suo primo tentativo in Q3. Partirà decimo in griglia. Non è un periodo facile per Leclerc, che era in lizza per giocarsi la pole position. Il pilota, dopo l’impatto in curva 4, sta bene ma è stato trasportato per gli accertamenti al Centro Medico del circuito. Leclerc è reduce da un incidente lo scorso weekend a Montecarlo. Quarto invece Lando Norris davanti a Verstappen e Hadjar. Per Russell si tratta della terza pole della stagione, la settima consecutiva della Mercedes. Poi Piastri, Lawson e Hulkenberg a chiudere la top 10 davanti a Leclerc.

“Domani siamo in una buona posizione per poter lottare. In ogni weekend siamo almeno 4 decimi dietro la Mercedes, stavolta siamo così vicini, a meno di un decimo, e questo dimostra il gran lavoro in fabbrica. Un grazie ai tecnici di Maranello, bisogna continuare a spingere e a sviluppare la macchina. Sono sicuro che riusciremo a dare ancora più potenziale alla vettura per domani“, ha dichiarato Hamilton dopo l’ottimo secondo posto.

F1, La griglia di partenza del Gp di Barcellona

1 George Russell Mercedes (Q3)
2 Lewis Hamilton Ferrari (Q3)
3 Kimi Antonelli Mercedes (Q3)
4 Lando Norris McLaren (Q3)
5 Max Verstappen Red Bull Racing (Q3)
6 Isack Hadjar Red Bull Racing (Q3)
7 Oscar Piastri McLaren (Q3)
8 Liam Lawson Racing Bulls (Q3)
9 Nico Hulkenberg Audi (Q3)
10 Charles Leclerc Ferrari (Q3)
11 Arvid Lindblad Racing Bulls (Q2)
12 Gabriel Bortoleto Audi (Q2)
13 Pierre Gasly Alpine (Q2)
14 Oliver Bearman Haas F1 Team (Q2)
15 Franco Colapinto Alpine (Q2)
16 Carlos Sainz Williams (Q2)
17 Esteban Ocon Haas F1 Team (Q1)
18 Alexander Albon Williams (Q1)
19 Sergio Perez Cadillac (Q1)
20 Valtteri Bottas Cadillac (Q1)
21 Lance Stroll Aston Martin (Q1)
22 Fernando Alonso Aston Martin (Q1)

F1 GP Barcellona 2026: dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio MSC Cruises de Barcelona-Catalunya 2026, in programma sul circuito di Montmelò, viene trasmesso in diretta su Sky (il canale di riferimento è Sky Sport F1, canale 207) ed è disponibile anche in mobilità tramite Sky Go e in streaming per gli abbonati alla piattaforma Now. Il weekend è visibile anche su TV8, che propone in chiaro e in differita le qualifiche del sabato e la gara della domenica.

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Orari F1 Gp Barcellona: Antonelli contro tutti, la Ferrari in attesa | Dove vedere qualifiche e gara in tv e streaming

13 June 2026 at 06:12

A Barcellona si arriva con un solo uomo nel mirino di tutti: Andrea Kimi Antonelli. Il 19enne bolognese della Mercedes ha appena conquistato a Monaco la quinta vittoria consecutiva e si presenta in Catalogna da leader sempre più solitario del Mondiale, dopo aver dominato anche su una pista che, almeno sulla carta, non avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche della sua monoposto. Il Montmeló, tradizionalmente considerato il banco di prova più attendibile della stagione, dirà se il dominio della Mercedes è destinato a proseguire oppure se gli avversari potranno finalmente ridurre il divario.

Tra i temi più caldi del weekend c’è anche il caso Aduo, il sistema introdotto dalla FIA per concedere finestre di sviluppo supplementari ai costruttori di power unit meno competitivi. A sorpresa, la prima valutazione federale avrebbe indicato la Red Bull-Ford come motore di riferimento del campionato, davanti a una Mercedes che ha vinto tutte le gare disputate finora. Un risultato che ha spinto il team di Milton Keynes a chiedere ulteriori verifiche e che potrebbe avere conseguenze importanti sugli sviluppi tecnici della seconda parte di stagione.

Grande attesa anche in casa Ferrari, chiamata a reagire dopo il deludente fine settimana di Monaco. Charles Leclerc arriva in Spagna con il desiderio di lasciarsi alle spalle il ritiro nel GP di casa e con una novità tecnica sotto osservazione: il possibile cambio nell’impianto frenante, seguendo la strada già intrapresa da Lewis Hamilton. Proprio il sette volte campione del mondo, ora secondo nella classifica Piloti, invita però alla prudenza: gli aggiornamenti attesi a Barcellona potrebbero rappresentare un primo passo, ma il vero avversario della Rossa al momento può essere più la McLaren, anche guardando ai tempi delle libere del venerdì. La Mercedes continua a sembrare irraggiungibile.

F1 GP Barcellona 2026: dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio MSC Cruises de Barcelona-Catalunya 2026, in programma sul circuito di Montmelò da venerdì 12 a domenica 14 giugno, viene trasmesso in diretta su Sky (il canale di riferimento è Sky Sport F1canale 207) ed è disponibile anche in mobilità tramite Sky Go e in streaming per gli abbonati alla piattaforma Now. Il weekend è visibile anche su TV8, che propone in chiaro e in differita le qualifiche del sabato e la gara della domenica.

F1 GP Barcellona 2026: gli orari e la diretta tv

Di seguito tutti gli orari televisivi del Gran Premio di Barcellona.

Sabato 13 giugno 2026
12:30-13:30 – F1 Prove Libere 3 – Sky, Sky Go e Now – Diretta
16:00-17:00 – F1 Qualifiche – Sky, Sky Go e Now – Diretta

Domenica 14 giugno 2026
15:00 – F1 Gara –Sky, Sky Go e Now – Diretta

F1 GP Barcellona 2026: gli orari delle repliche in chiaro

Di seguito tutti gli orari per vedere le qualifiche e il Gran Premio di Barcellona in replica gratis in chiaro su TV8, dove vengono trasmessi in differita.

Sabato 13 giugno 2026
18:30 – F1 Qualifiche – TV8 (in chiaro) – Differita

Domenica 14 giugno 2026
18:00 – F1 Gara (66 giri) – TV8 (in chiaro) – Differita

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F1, il dibattito sull’Aduo: chi può fermare la Mercedes di Kimi Antonelli? Il Gp di Barcellona è il vero banco di prova

12 June 2026 at 14:19

Già nel post gara di Monaco in paddock è cominciato il chiacchiericcio sui risultati dell’Aduo e tra colleghi alla domanda “li hai visti?” tutti hanno risposto stupiti “davvero?” quando hanno scoperto che la FIA ha valutato Red Bull-Ford come miglior power unit delle prime cinque gare mondiali. Inaspettato, quantomeno, visto il dominio di Mercedes finora – ha vinto tutte le gare – e la posizione in classifica che occupa la squadra di Milton Keynes.

Non è uscita ancora una nota ufficiale perché Red Bull ha chiesto alla federazione di approfondire la valutazione. Un esito che ha sorpreso perché, se confermato, significa che la macchina di Kimi Antonelli e George Russell fa la differenza con la parte elettrica del motore e restituisce credito al telaio costruito a Brackley. Ma soprattutto ha la facoltà di sviluppare ancora una monoposto che già sembra imprendibile per gli avversari.

Ma cos’è l’Aduo? È l’acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities che consente lo sviluppo addizionale della componente motore in finestre aggiuntive per la stagione in corso e successiva in base alla percentuale di differenza di prestazione rilevata all’interno della finestra di valutazione di riferimento. La prima è stata chiusa in Canada, poi Ungheria, Olanda e Messico.

Al momento lo scostamento di Mercedes da Red Bull, ricordiamolo benchmark secondo le federazione, è del 2%, dunque la possibilità di uno sviluppo aggiuntivo quest’anno e l’anno prossimo. La Ferrari è nella finestra del 4%, quindi avrà due possibili sviluppi da sfruttare per ogni stagione. Ora si aspetterà ancora per vedere l’esito del ricorso e la Fia aggiornerà, tema del giovedì nel paddock di Barcellona.

Circuito di Catalogna che è da sempre il vero banco di prova della stagione. Un circuito completo e di riferimento per capire i veri livelli della macchina portata in pista. Al Montmelò in tanti portano aggiornamenti, Ferrari soprattutto, ma nelle parole della vigilia i piloti hanno pinzato il freno: Mercedes sarà ancora fortissima.

A proposito di freni, Charles Leclerc dopo l’incidente di Monaco ha scelto di cambiare l’impianto andando nella stessa direzione di Lewis Hamilton. L’inglese, ora secondo nel mondiale (non accadeva dalla notte di Abu Dhabi in cui ha perso il titolo contro Verstappen nel 2021), si sta ritrovando e predica cautela: “Gli aggiornamenti non si portano in una settimana, noi continuiamo a spingere”. Voglia di rivalsa per i delusi di Montecarlo. Su tutti Russell: “Non mi sta andando dritto in weekend, ma non durerà per sempre”.

Anche Max Verstappen ha parlato della sua situazione: “Noi miglior motore? Fa piacere per chi ci ha lavorato, ma aspettiamo le verifiche”. Tanti temi per un weekend rovente – temperature altissime, altro banco di prova – che inizia ancora una volta nel segno di Kimi Antonelli a caccia di altri record.

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Figuraccia in F1: errore nel cronometraggio, cambia il risultato del Gp di Monaco. Gasly sul podio

12 June 2026 at 13:49

L’ordine di arrivo del Gran premio di Montecarlo stravolto quasi una settimana dopo. La figuraccia della Formula 1 è stata resa ufficiale da un comunicato apparso online: sul terzino gradino del podio sale Pierre Gasly, con Isack Hadjar retrocesso in quarta posizione. Il motivo? Un errore nel cronometraggio.

Il francese dell’Alpine aveva effettivamente tagliato il traguardo da terzo, dietro alla Mercedes di Kimi Antonelli e alla Ferrari di Lewis Hamilton. Era però finito settimo per una doppia penalità (complessivamente 10 secondi) per eccesso di velocità in pit lane durante la gara. La scuderia di Enstone ha fatto ricorso ed avuto ragione , con la Fia che ha confermato che le penalità al pilota francese sono state annullate, riportandolo quindi sul terzo gradino del podio nel Gp di Monaco.

L’udienza preliminare si è tenuta giovedì, all’inizio del weekend del Gran Premio di Barcellona-Catalunya. Le prove portate da Alpine sono state decisive: c’è stato un errore nel cronometraggio dei tempi di percorrenza della corsia dei box. I sensori che rilevano il passaggio delle vetture, infatti, erano stati posizionati come al solito, ma c’è stata una modifica all’ingresso della pit lane che ha in realtà accorciato il percorso compiuto dai piloti. In poche parole, c’erano 77 centimetri di discrepanza tra la distanza rilevata dal cronometraggio ufficiale e la reale distanza minima di percorrenza della corsia dei box.

Non a caso, Gasly non è stato l’unico penalizzato. Tanti altri piloti, da Hamilton a Russell, hanno ricevuto una penalità. Avendola però scontata in gara – ci sono state due Safety Car e una bandiera rossa – non possono vedere risarcito il torto subito. Inoltre, l’Alpine è stato l’unico team a presentare ricorso, per provare a vedersi restituito il prezioso podio conquistato a Monaco. Gasly, che era delusissimo dopo la gara, si vede almeno formalmente restituito quello che si era guadagnato in pista. Nessuno però gli potrà mai ridare il brivido di salire sul podio a Montecarlo. Quell’onore è toccato ad Hadjar, che ora si ritrova quarto. Senza dimenticare che il Gp è stato di fatto falsato da questa penalità ingiuste. Una figuraccia clamorosa.

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Kimi Antonelli insieme alle leggende: il ‘Time’ lo inserisce tra le 100 personalità più influenti dello sport. “Si unisce a Schumacher e Senna”

11 June 2026 at 13:52

A soli 19 anni è già, forse, leggenda. Kimi Antonelli è stato inserito dalla rivista statunitense Time tra le 100 personalità più influenti nel mondo dello sport, insieme ad atleti del calibro di LeBron James e Cristiano Ronaldo. Non è però il solo italiano: di fianco al campione di Formula 1 c’è anche Jannik Sinner. “Un anno fa, durante la sua stagione d’esordio in Formula 1 – scrive Time descrivendo il pilota – Kimi Antonelli, il diciannovenne prodigio italiano scelto per sostituire il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton nella scuderia Mercedes, trascorse i giorni successivi al suo primo podio a sostenere gli esami di maturità (li superò). In questa stagione, con gli studi ormai alle spalle, Antonelli non smette di vincere e di stabilire nuovi record“.

La rivista ricorda tutti i successi del pilota italiano tra cui le cinque pole position consecutive nei Gran Premi di Cina, Giappone, Miami, Canada e Monaco, ultimo gran premio vinto. Dopo una lunga sfilza di grandi traguardi, grazie a cui ora Antonelli sta lottando per vincere il titolo, la rivista si permette anche un grande paragone con la storia dello sport, quello che forse ha sempre sognato da bambino. “Antonelli è il pilota più giovane ad aver mai guidato la classifica del campionato di F1 e si unisce a due leggende, Michael Schumacher e Ayrton Senna, come gli unici piloti ad aver ottenuto le prime tre pole position consecutive. A differenza di Schumacher e Senna, Antonelli ha anche vinto tutte quelle gare”.

Non poteva mancare ovviamente anche Jannik Sinner, che fa “compagnia” ad Antonelli in questa speciale lista. Questo è ciò che scrive il Time: “L’emergere negli ultimi anni di Jannik Sinner, l’allampanato numero 1 al mondo, ha praticamente assicurato al tennis maschile un’altra rivalità che durerà a lungo. Sinner-Alcaraz, diventata rapidamente la rivalità sportiva degli anni ’20, potrebbe battere anche FedererNadal in quanto a intrighi”. Sinner, scrive ancora il giornale, “cresciuto tra le Dolomiti come sciatore alpino junior di alto livello, ha iniziato a concentrarsi sul tennis a 13 anni e ha vinto quattro degli ultimi 10 titoli dello Slam”.

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Perché la Ferrari si lasciò scappare Antonelli: la verità spiegata da Arrivabene. “Anche oggi non sarebbe così semplice metterlo sotto contratto”

9 June 2026 at 17:38

Andrea Kimi Antonelli continua a far sognare l’Italia. La quinta vittoria consecutiva in Formula 1, conquistata nel Gran Premio di Monaco, ha definitivamente consacrato il 19enne bolognese tra le stelle dello sport mondiale. E mentre la Mercedes si gode il talento che ha coltivato fin dall’infanzia, torna inevitabilmente una domanda tra i tifosi della Ferrari: come è stato possibile che un pilota cresciuto a pochi chilometri da Maranello non sia finito in rosso? A fornire una risposta è stato Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari negli anni in cui Antonelli muoveva i primi passi nel motorsport. In un’intervista al Quotidiano Nazionale, l’ex dirigente ha spiegato perché la Scuderia non riuscì ad agganciare quello che oggi è considerato uno dei talenti più puri della sua generazione.

“La Ferrari non aveva ancora la struttura per ragazzi così giovani”

Arrivabene ha spiegato qual era il contesto dell’epoca: “Nel mio ultimo anno in Ferrari, il 2018, Antonelli aveva 10-11 anni, in quel periodo la Ferrari non aveva ancora la struttura per occuparsi di ragazzini così giovani. Parlo non da team principal, ma in riferimento all’azienda. Poi le cose in Ferrari sono un pochino più complicate di altre squadre. Bisogna capire il contesto“. Mentre a Maranello mancavano gli strumenti per investire su un bambino di quell’età, la Mercedes aveva già individuato in Antonelli un potenziale campione, decidendo di accompagnarne la crescita sportiva fin dai kart. Una scelta che oggi sta dando risultati straordinari. Ma secondo Arrivabene per la Ferrari è tutto più difficile: “Anche oggi non sarebbe così semplice mettere sotto contratto un ragazzino di talento di 11 anni come è ad esempio il figlio di Kimi Raikkonen, Robin”, ha sottolineato.

Il precedente Leclerc e il paragone con Antonelli

Nel racconto di Arrivabene emerge anche un altro aspetto: nel 2018 la Ferrari era concentrata sull’inserimento di Charles Leclerc in Formula 1. Un percorso che, a quanto pare, non fu privo di ostacoli interni.“In più nel 2018 noi eravamo impegnati a portare Leclerc in macchina e anche lì è stata dura, non tutti erano d’accordo. Qualcuno pensava che Charles fosse troppo giovane per la Rossa”, ha svelato l’ex team principal.

“Comunque – ha concluso Arrivabene- proprio perché ha 19 anni ed è fortissimo, secondo me Antonelli avrà tutto il tempo di portarci a casa il titolo iridato anche seduto su una Ferrari”. Parole che lasciano aperta una porta sul futuro. Per ora Antonelli è il simbolo della rinascita italiana in Formula 1 e il leader di una Mercedes che ha creduto in lui quando era soltanto un ragazzino.

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Martin penalizzato, ma nel paddock è polemica. Di Giannantonio: “Folle, questo può uccidere”. Rivola: “È un errore che non deve fare”

8 June 2026 at 12:23

Il maxi-incidente provocato da Jorge Martin alla prima curva del Gp di Ungheria ha lasciato macerie non solo in pista. Il pilota spagnolo della Aprilia è stato ufficialmente sanzionato dai FIM MotoGP Stewards: nel prossimo appuntamento del Motomondiale in Repubblica Ceca il 21 giugno dovrà scontare un doppio Long Lap Penalty. Di fatto, la sua gara a Brno è già compromessa. Il minimo, per una manovra che ha trasformato la sua moto in un proiettile vagante travolgendo il compagno Marco Bezzecchi oltre a Fermín Aldeguer, Raúl Fernández e Fabio Di Giannantonio. I commissari l’hanno giudicato “guida irresponsabile”, applicando il regolamento. Ma in molti ora chiedono sanzioni più severe.

“Sarebbe potuta andare molto peggio. C’erano moto da 150-160 kg che si sono scontrate tra loro, questo può uccidere. Non capisco perché queste cose continuino ad accadere”, ha tuonato Fabio Di Giannantonio ai microfoni di Dazn Spagna. Sottolineando appunto come ormai gli incidenti al via siano sempre più frequenti: “Penso che sia assurdo dover pregare non di fare una bella gara, ma di essere al sicuro dopo la prima curva. Per me è folle“. Il pilota romano del Team VR46 ha aggiunto: “Tanto si decide alla prima curva e alcuni ritengono che valga la pena correre rischi di quel tipo. Ma se queste cose non si capiscono con sanzioni blande, bisognerà pensare di inasprirle”.

Accuse pesanti. Ma questa volta neanche Aprilia ha deciso di difendere il suo pilota. Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, sembra anzi dare ragione a Di Giannantonio: “L’errore di Jorge è uno di quegli errori che ahimè non dovrebbero mai accadere, soprattutto quando si parla tanto di sicurezza e poi alla prima curva si arriva un po’ così… arrembanti”, ha detto a Sky Italia. Martin ha forzato eccessivamente la prima staccata: era all’interno, fuori traiettoria e con poco grip, ma ha anche dato una pinzata troppo aggressiva con la moto inclinata. Ha totalmente perso il controllo della sua Aprilia, travolgendo quattro piloti.

“Questo non è un errore da foga, ha sbagliato la frenata, ma non ha frenato troppo dopo gli altri. Ha pinzato di più e aveva la moto inclinata in un punto dove c’è meno grip, perché era tutto all’interno”, il commento di Rivola. Il manager ha poi proseguito: “È un errore che un campione del mondo non deve fare. Evitare quell’errore è molto semplice, bisogna prendersi un po’ più di margine. Non c’è tanto da dire… Lasceremo che prima Jorge guardi i dati, poi parleremo. Oggi siamo stati fortunati che nessuno si sia fatto male, che è la priorità, per il resto sappiamo che abbiamo perso un’occasione, ma va tutto in secondo piano“, ha concluso Rivola.

Le scuse di Martin

Dopo la gara, dopo la penalità e dopo le polemiche, Jorge Martin ha scelto di scusarsi con un post su Instragram: “Vorrei scusarmi con tutti i miei colleghi che sono stati coinvolti nell’incidente di oggi durante il primo giro della gara. Ho perso il controllo della moto e, purtroppo, questo ha provocato una caduta a catena che non sono riuscito ad evitare. La cosa più importante è che, grazie a Dio, stiamo tutti bene. In situazioni come questa, è l’unica cosa che conta davvero”. Poi il pilota spagnolo ha aggiunto: “Mi dispiace molto per le conseguenze che questo incidente può aver avuto per loro, per i loro team e per le loro carriere. Non vorresti mai trovarti coinvolto in una situazione del genere. Grazie per tutti i messaggi di sostegno, per la comprensione e per il rispetto che mi avete dimostrato oggi”.

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Ferrari, scoppia pure il caso freni: lo sfogo di Leclerc, la replica di Brembo e la soluzione segreta di Hamilton

8 June 2026 at 11:26

Il weekend di casa non è decisamente andato come sognava Charles Leclerc. Tra le strade di Monaco la Ferrari aveva forse la prima vera, chiara, opportunità di tornare alla vittoria in questa prima parte di stagione. Ma in questo momento nessuno può nulla contro Kimi Antonelli, in uno stato di onnipotenza in Formula 1, in modalità “Giro degli dei” come diceva il suo idolo Ayrton Senna. Leclerc era riuscito ad arrivare in posizione podio e pronto a sfruttare la penalità del compagno Lewis Hamilton per prendersi anche il secondo posto ma poi tra la safety car e il giro di pit stop è cominciato l’incubo. Leclerc è stato letteralmente frenato dalla sua Ferrari, o meglio dalle sue componenti.

Perché sull’incidente all’Antony Noghes il monegasco non vuole prendersi la colpa e ha rilanciato: “Io non mi nascondo mai, ma mi hanno abbandonato i freni”. Il ferrarista già in Canada aveva storto il naso e nel weekend monegasco durante e dopo ogni sessione si è sempre lamentato ogni volta di più di come l’impianto non rispondesse come voleva. E ieri nelle interviste post gara ha indicato chiaramente il suo problema.

Da oltre cinquant’anni Brembo, azienda produttrice, lavora con Ferrari e domenica sera ha replicato al pilota con un comunicato: “Esprimiamo grande stupore per le parole di Charles Leclerc e non capiamo come possa dire queste cose prima delle analisi con i dati definitivi (al momento dell’intervista, ndr)”. Questione di feeling, quello che non ha avuto per il weekend di casa sua e, alla fine, Leclerc ha sbottato. Lo stesso feeling che non aveva Hamilton lo scorso anno con l’impianto frenante della Rossa e in più occasioni, specie nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, se ne era lamentato. Ma l’inglese, per bocca di Leclerc, ha trovato una soluzione.

Hamilton dal GP del Giappone in poi avrebbe sperimentato un’altra soluzione, come è cominciato a circolare domenica sera nel paddock post gara. Sempre Brembo per le pinze, ma dischi freno dell’azienda Carbon Industries. Probabilmente si riferiva a quello Leclerc quando ha detto: “Sappiamo che abbiamo un’altra soluzione, ma per questo weekend ho preferito non testarla”. Ora, qualche giorno, e si scoprirà se la proverà per l’imminente Gran Premio di Catalogna domenica prossima a Barcellona.

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Un tuffo nel porto con papà Marco e un occhio al trofeo vinto: così Antonelli ha festeggiato dopo Montecarlo

8 June 2026 at 10:03

Un dominio per tutta la gara, poi un tuffo nel porto di Montecarlo. Per rinfrescarsi dopo una giornata caldissima e movimentatissima e per rispettare la tradizione. Come successo spesso negli ultimi anni, Kimi Antonelli ha vinto – dominando – sulla sua Mercedes il Gp nel Principato e poi ha chiuso i festeggiamenti tuffandosi in acqua nel porto. La quinta vittoria in sei gare – solo a Melbourne ha ceduto al compagno di squadra Russell – leader indiscusso del Mondiale e una vittoria, quella di Montecarlo, che certifica la sua forza. Ha praticamente fatto gara in solitaria, doppiando anche Russell e dominando anche dopo la safety car.

Kimi Antonelli ha poi voluto festeggiare per bene il successo. E lo ha fatto tuffandosi nel porto di Monte Carlo, seguendo la tradizione che negli ultimi anni ha visto diversi piloti fare qualcosa di molto simile. Un tuffo insieme all’inseparabile papà, Marco, che dopo la bandiera a scacchi è corso dai box per andare ad abbracciarlo, in preda alla gioia per il successo ottenuto. Poi Antonelli ha invitato anche diversi altri membri del team a fare lo stesso – chiedendo un occhio al trofeo della vittoria, poggiato con cura per terra -, dando il via a una festa che l’ha visto protagonista.

Della gara dominata sul circuito cittadino di Montecarlo “mi ha sorpreso il ritmo, ma mi sentivo davvero in sintonia con la macchina. Oggi (ieri, ndr) l’unica persona che poteva fermarmi era me stesso. Una di quelle giornate in cui tutto funziona alla perfezione. Compresa la partenza, forse la mia migliore, e anche la ripartenza”, ha dichiarato Kimi Antonelli a Repubblica. “Sono maturato molto, il 2025 è stato un grande apprendistato soprattutto per i momenti negativi. Sono ripartito da zero. Anche la mia mentalità è cambiata, cerco di rimanere il più possibile nel presente”. Ora il Gp di Barcellona: “Sarà un altro weekend completamente diverso e ogni fine settimana sarà un’esperienza diversa, quindi ovviamente adesso mi godrò il momento, poi sarà importante ricordarsi di focalizzarsi sulle cose che contano e metterci tanta grinta e determinazione“.

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Antonelli in paradiso, Leclerc all’inferno: le due facce di un Gran Premio di Monaco tra i più folli di sempre

7 June 2026 at 17:00

Fermatelo, questo Andrea Kimi Antonelli. Se anche sulla pista di Montecarlo domina come il suo idolo Ayrton Senna fece per sei volte tra 1987 e 1993 (nessuno come il brasiliano nel Principato), allora nulla sembra poterlo bloccare. Il 19enne della Stella si è preso un successo senza storie, viaggiando sempre sul filo dell’1’16” basso e umiliando così tutti i rivali, difendendo la posizione nel finale alla ripartenza dopo il botto della Ferrari di Charles Leclerc. Un fenomeno, il bolognese, che quando si trova davanti non molla più la vetta e, con ritmi spaventosi, riesce a fare il vuoto (vedasi Giappone o Miami, ad esempio). Una conduzione di gara che ha ricordato molto quella di Senna nel 1988, ma con un finale diverso: se Kimi si è permesso pure di doppiare il rivale ai box George Russell (Senna lo stava per fare su Alain Prost), non si è ritirato come Ayrton al Portier (per un errore del brasiliano) prendendosi senza storie la quinta vittoria di fila. Lo ha fatto con il 12, suo numero in F1, lo stesso che il brasiliano aveva nella prima vittoria con la McLaren a Montecarlo.

E così, Kimi vince su una pista che alla vigilia non era nelle caratteristiche di Mercedes e scappa sempre di più nel Mondiale. Gli altri invece sono costretti a guardare: prima della Safety Car per il botto di Lance Stroll, il bolognese contava 29 secondi su Lewis Hamilton (2°), poi nel finale ha dovuto ricostruire la gara. Dietro di lui l’inglese della Ferrari, rimasto davanti a Charles Leclerc (out) nonostante la penalità di 5 secondi — per eccesso di velocità in pit-lane —, fatta scontare dal team nella doppia sosta effettuata dopo l’ingresso nel finale della Safety Car per il ritiro di Stroll. L’inglese, che aveva un gap ridotto su Charles, avrebbe chiuso alle spalle del monegasco, infuriato con il team per la scelta della doppia sosta quando avrebbe voluto rimanere fuori. Poi, però, tra la pressione e un problema ai freni, il pilota di casa è finito contro il muro della Rascasse alla ripartenza, per un problema ai freni, ed è stato costretto al ritiro. Un’altra gara-no la sua quella nel suo Principato: fatta eccezione per la vittoria del 2024, per lui è sempre andata come mai avrebbe voluto, tra errori e sfortuna.

Ora Charles è così dietro a Hamilton, che era lontano tre punti dopo il Canada e ora è davanti in classifica Piloti, persino al secondo posto dopo aver superato anche George Russell (oggi 14°). Possibile che il monegasco sia stato danneggiato dai detriti lasciati dalle gomme, finite sulle sue dopo essere andato volontariamente sul lato sporco di pista, ma il monegasco a parole ha addossato il problema ai freni: “Non li avevo dietro, e davanti avevo la doppia coppia frenante, mi prendo sempre le mie responsabilità, stavolta non è colpa mia”, le sue parole post-gara. Alle spalle dei primi due chiude la Red Bull di Isack Hadjar (3°), nonostante i continui problemi di potenza alla Power Unit, ma il franco-algerino è investigato per non aver rispettato la distanza di 10 auto durante la bandiera rossa e sarà investigato dopo la gara. Nel caso, sarebbe Oscar Piastri (4°) a finire terzo, che in gara ha preceduto Liam Lawson (5°), Arvin Lindblad (6°) e Pierre Gasly (7°): terzo al traguardo dopo la ripartenza, ma dietro per 10 secondi di penalità. Hanno chiuso la top-10: Alexander Albon (8°), Esteban Ocon (9°) e Sergio Pérez (10°).

Per la Red Bull tanti problemi al motore, che hanno costretto al ritiro, incredibilmente, Max Verstappen, al via, impiantandosi in griglia alla partenza e ritrovandosi in fondo al gruppo, dicendo addio alla gara poco dopo. Stessa fine anche per Lando Norris, su una McLaren che come in Canada ha patito problemi elettrici. Fuori dai punti George Russell (14°) in un weekend disastroso. Anche lui, come Hamilton e Gasly, si è beccato penalità per eccesso di corsia ai box, non scontando correttamente i 5 secondi di penalità nel pit fatto dopo l’ingresso della Safety Car. La Fia, così, gli ha inflitto un drive-through, tanto che l’inglese ha dovuto scontarla nel finale. Così, è sempre più indietro nel Mondiale Piloti, vedendo Antonelli volare via quando, per tutto l’inverno, ha evitato a parole il suo compagno di box per una eventuale lotta al titolo. Nel finale di GP la gara si è ravvivata dopo la bandiera rossa entrata post botto di Leclerc — i commissari hanno dovuto sistemare le barriere della Rascasse toccate dalla Ferrari del monegasco, stop di 20 minuti — con Antonelli costretto a difendere la prima posizione. Alla ripartenza ha distanziato di 6 secondi Hamilton ed è volato via, trionfando nel Principato come un italiano, Jarno Trulli, non faceva dal 2004. Settimana prossima si corre a Barcellona.

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F1, Gp di Montecarlo: il quinto capolavoro di Kimi Antonelli. Hamilton secondo, clamoroso errore di Leclerc | la classifica del mondiale

7 June 2026 at 16:27

Due partenze, guasti meccanici, errori clamorosi da chi meno te lo aspetti. E un’unica certezza: Kimi Antonelli. Conquista in pole, in partenza consolida la prima posizione, resta in vetta dopo le prime due safety car. Poi colpo di scena: Leclerc va a sbattere e i giudici di gara decidono per la ripartenza da fermo. Cambia nulla: il pilota italiano scatta ancora e vince il Gran Premio di Montecarlo. Un dominio assoluto, totale, iconico: la cinquina è servita.

Il pilota italiano della Mercedes esulta e si impone, per il quinto Gp consecutivo, dominando la gara del Principato dal primo all’ultimo giro e superando la linea del traguardo davanti alla Ferrari del britannico Lewis Hamilton, dopo la seconda ripartenza per la bandiera rossa arrivata dopo l’incidente di Charles Leclerc. Il monegasco è finito a muro al 66esimo giro dopo la safety car e poco prima il pilota della rossa non aveva preso bene la decisione del team al 60esimo giro, in regime di safety car per l’incidente di Stroll, di far entrare prima ai box Hamilton che ha così scontato la penalità rientrando davanti al compagno di squadra e chiede “perchè lo avete fatto?”, volendo restare fuori un altro giro per guadagnare la posizione.

Uscita la safety car, la tensione gioca un brutto scherzo a Leclerc che finisce a muro. Al 68esimo giro i giudici di gara sventolano bandiera rossa per un problema alla barriera e all’asfalto dopo l’incidente di Leclerc. I piloti rientrano in pit lane e scendono dalle monoposto in attesa della ripartenza che avviene da fermi dalla griglia. E’ ancora Antonelli il più bravo, stacca Hamilton e si va a prendere il successo di un italiano a Montecarlo dopo 22 anni, quando nel 2004 vinse Jarno Trulli.

Classifica Piloti

1 Kimi Antonelli 156
2 Lewis Hamilton 90
3 George Russell 88
4 Charles Leclerc 75
5 Oscar Piastri 60
6 Lando Norris 58
7 Max Verstappen 43
8 Isack Hadjar 29
9 Liam Lawson 26
10 Pierre Gasly 26
11 Oliver Bearman 18
12 Franco Colapinto 15
13 Arvid Lindblad 13
14 Carlos Sainz 6
15 Alex Albon 5
16 Esteban Ocon 3
17 Gabriel Bortoleto 2
18 Sergio Perez 1
19 Nico Hulkenberg 0
20 Fernando Alonso 0
21 Valtteri Bottas 0
22 Lance Stroll 0

Classifica Costruttori

1 Mercedes 244
2 Ferrari 165
3 McLaren 118
4 Red Bull 72
5 Alpine 41
6 Racing Bulls 39
7 Haas 21
8 Williams 11
9 Audi 2
10 Cadillac 1
11 Aston Martin 0

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MotoGp, Marquez fa 100 vittorie: week end perfetto in Ungheria. Bagnaia 3°. Martin travolge Bezzecchi

7 June 2026 at 14:01

Pole position, Sprint Race e Gran Premio. Marc Marquez completa il suo week end perfetto vincendo anche il Gp in Ungheria. Sul circuito di Balaton Park, il pilota spagnolo della Ducati partito dalla pole conquista una splendida vittoria numero 100 in carriera, che in Ungheria si aggiunge alla pole e al successo nella Sprint.

Il podio del Gp d’Ungheria

Come sabato l’unico che ha provato a dare del filo da torcere è stato il connazionale Pedro Acosta, secondo con la sua Ktm al termine di una bella battaglia. Terzo posto per un consistente Pecco Bagnaia, sull’altra Ducati ufficiale, che conferma il podio del Mugello.

Bezzecchi out: travolto da Martin

In chiave Mondiale tutto invariato in testa alla classifica, visto che i due pilota Aprilia Marco Bezzecchi e Jorge Martin sono caduti al primo giro in una carambola, innescata dallo spagnolo, che ha visto protagonisti anche Fabio Di Giannantonio su una Ducati del Team VR46, gli altri due spagnolo Raul Fernandez su Aprilia Trackhouse e Fermin Aldeguer su Ducati del Team Gresini.

Le parole di Marquez

Lo spagnolo è tornato alla vittoria a breve distanza da un infortunio alla spalla, l’ennesimo della sua carriera. “Sono davvero felice, è bellissimo. Dopo l’anno scorso è cambiato tutto ma così è lo sport, io l’ho già imparato nel 2020. Siamo riusciti a tornare dopo le difficoltà iniziali, ho capito di avere delle chance di vincere dopo il sabato”, ha detto Marquez. “Grazie ai dottori, ai fisioterapisti che mi hanno aiutato a casa. Il prezzo da pagare è stato alto ma sono contentissimo di essere tornato”, ha aggiunto il pilota della Ducati.

La situazione dopo il Gp d’Ungheria

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Gran Premio di Monaco – Antonelli “strappa” la pole a Verstappen: è il più giovane di sempre a partire in testa

6 June 2026 at 17:13

Andrea Kimi Antonelli conquista la pole position del Gran Premio di Monaco al termine di una sessione mozzafiato, strappando il miglior tempo all’ultimo respiro a Max Verstappen e confermando di essere il protagonista assoluto di questo inizio di stagione.

Sul circuito più iconico del mondiale, dove il coraggio vale spesso quanto la velocità, il pilota della Mercedes ha fermato il cronometro sull’1:12.051, centrando la quarta pole position della sua giovane e scintillante carriera e scrivendo un’altra pagina di storia. A soli 19 anni diventa infatti il più giovane poleman di sempre a Montecarlo, superando il precedente primato detenuto da Charles Leclerc, che aveva conquistato la pole nel Principato a 23 anni. Una prestazione costruita giro dopo giro e completata nel momento decisivo. Antonelli è riuscito a mettere insieme il settore perfetto proprio quando contava di più, beffando Verstappen per pochi millesimi e lasciando al terzo posto Lewis Hamilton con la Ferrari.

“È stato uno di quei giri in cui sono riuscito a mettere tutto insieme”, ha raccontato il bolognese subito dopo essere sceso dalla vettura. “La qualifica qui è una delle più intense dell’anno, devi sempre andare al limite e avvicinarti al muro. Avevo grande fiducia e sono molto felice”.

Parole che raccontano bene la difficoltà di una pista unica nel calendario, dove ogni errore si paga carissimo e dove servono precisione assoluta e sangue freddo. Qualità che Antonelli ha mostrato ancora una volta, confermando una maturità sorprendente per un pilota alla sua prima stagione da protagonista assoluto. La soddisfazione è ancora maggiore considerando le difficoltà incontrate dalla Mercedes nelle prove del venerdì. “Ieri abbiamo faticato, oggi siamo migliorati enormemente. Un enorme ringraziamento al team”, ha sottolineato il giovane italiano, che ha evidenziato il lavoro svolto dagli ingegneri per trasformare una macchina in difficoltà nella più veloce del sabato monegasco.

Alle sue spalle scatterà Max Verstappen. Il campione del mondo della Red Bull non ha nascosto una certa soddisfazione nonostante la pole sfuggita nel finale. “Se ieri mi avessero detto che sarei partito in prima fila avrei accettato subito”, ha ammesso l’olandese. “Abbiamo avuto delle difficoltà e quindi sono molto contento. Domani sarà importante la partenza perché queste macchine sono complicate da far scattare”. Verstappen sa bene che a Monaco la gara spesso si decide nei primi metri e nelle strategie. Alle sue spalle ci saranno infatti due rivali particolarmente pericolosi, a partire da Hamilton.

Il sette volte campione del mondo ha chiuso terzo una qualifica che lascia sentimenti contrastanti in casa Ferrari. Da una parte la soddisfazione per essere rimasti nella lotta per la pole fino all’ultimo tentativo, dall’altra la sensazione di aver perso qualcosa rispetto alle ottime indicazioni del venerdì. “Prima di tutto congratulazioni a Kimi, ha fatto un lavoro eccezionale e la sua prima pole qui è speciale”, ha detto il britannico. “Pensavo quasi di aver fatto la pole. Tra ieri e oggi abbiamo perso qualcosa e dobbiamo capire perché”.

Più amaro il bilancio per Charles Leclerc. Il monegasco, che davanti al pubblico di casa sperava di poter lottare per la prima posizione, ha dovuto accontentarsi del quarto posto, precedendo Hadjar e George Russell. Solo settima e ottava le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, una sorpresa negativa su un tracciato che sembrava poter esaltare le caratteristiche della monoposto britannica. Chiudono invece la griglia le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso.

“Ho avuto un problema specifico che ho dal Canada, di cui non entro nel dettaglio (ai freni, ndr), e sto facendo tantissima fatica. La soluzione c’è, ma per diverse ragioni non ho voluto provarla pensando di ritrovare la fiducia qui a Montecarlo – commenta Leclerc -È stata una combinazione di cose, c’erano 2-3 macchine davanti poi era il secondo giro sulla gomma e ho provato a dare più velocità. Stava andando bene io ce la metto tutta ma se non c’è fiducia nella macchina è troppo rischioso”, ha aggiunto il pilota monegasco in riferimento all’ultimo tentativo finito contro il muro. “La gara? La vedo molto difficile che domani ce la facciamo ad arrivare al livello di quelli davanti ma lo spero. Non parto battuto ma a Monaco è sempre più difficile che altrove“.

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MotoGp, Marquez domina la Sprint Race in Ungheria. Bezzecchi è terzo e allunga nella classifica generale

6 June 2026 at 14:54

Uno scatenato Marc Marquez domina e vince la gara Sprint del Gran Premio di Ungheria, valido per il Mondiale della MotoGp. Il pilota spagnolo della Ducati, reduce da una operazione alla spalla, ha fatto gara di testa dall’inizio alla fine partendo dalla pole position. Il solo che ha provato ad impensierirlo è stato il connazionale Pedro Acosta, su Ktm, che ha provato ad attaccarlo nei primi giri. Alla fine si è dovuto accontentare del secondo posto davanti al leader del Mondiale, Marco Bezzecchi, terzo con la sua Aprilia.

Bagnaia in difficoltà

In difficoltà Pecco Bagnaia solo nono con l’altra Ducati ufficiale davanti a Fabio Di Giannantonio con una Ducati del Team VR46. Per Marquez vittoria numero 16 nelle Sprint, la terza quest’anno. Complice anche il sesto posto del compagno di squadra Jorge Martin, Bezzecchi consolida il primato nella classifica del Mondiale portandosi a +20 sullo spagnolo. Domenica è in programma la gara lunga.

La nuova classifica mondiale della MotoGp

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F1 a Monaco, MotoGP in Ungheria: tutti gli orari del weekend dei motori | Dove vedere qualifiche e gare in tv

6 June 2026 at 06:53

Un fine settimana da non perdere per gli appassionati dei motori. Nel weekend del 6 e 7 giugno si accendono contemporaneamente i riflettori su Formula 1 e MotoGP, con due appuntamenti molto diversi ma ugualmente attesi. Da una parte il fascino senza tempo del Gran Premio di Monaco, tra le strade del Principato, uno degli eventi più iconici del calendario iridato di F1. Dall’altra il Motomondiale che fa tappa sul circuito di Balaton Park per il Gran Premio d’Ungheria.

Il minimo comun denominatore è l’attesa per i piloti italiani. Andrea Kimi Antonelli, leader della classifica di F1, deve respingere l’assalto dei rivali. Tra cui potrebbe inserirsi Charles Leclerc, che dopo il prolungamento con Ferrari sogna l’impresa nel Gp di casa. In testa alla MotoGp c’è invece Marco Bezzecchi, trionfatore al Mugello e pronto a cercare un altro trionfo in Ungheria in sella alla sua amata Aprilia. Ma le Ducati sono in crescita, con Fabio Di Giannantonio e anche con Pecco Bagnaia.

F1 GP Monaco, dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio di Monaco, in programma sul circuito cittadino di Montecarlo domenica 7 giugno, verrà trasmesso in diretta da Sky su Sky Sport F1 (canale 207, anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su Now. Motori accesi nel weekend pure sul canale del digitale terrestre TV8, con le qualifiche di sabato e la gara di domenica (quest’ultima alle ore 18:30) che andranno in onda in chiaro in differita, sempre al tasto 8 del telecomando.

F1 GP Monaco: la programmazione tv

Di seguito gli orari tv del Gran Premio di Monaco 2026 da Montecarlo, con la programmazione televisiva completa.

Sky Sport F1, canale 207 (in mobilità con SkyGo) e in streaming su NOW – Diretta

Sabato 6 giugno 2026

  • 12:30-13:30 – F1 Prove Libere 3
  • 16:00-17:00 – F1 Qualifiche

Domenica 7 giugno 2026

  • 15:00 – F1 Gara (78 giri)

TV8 (in chiaro e in differita)

Sabato 6 giugno 2026

  • 19:00 – F1 Qualifiche (differita)

Domenica 7 giugno 2026

  • 18:30 – F1 Gara (78 giri, differita)

MotoGP GP Ungheria, dove vederlo in tv e streaming

Il Grand Prix d’Ungheria, in programma da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2026 sul circuito di Balaton Park, verrà trasmesso in diretta integrale da Sky su Sky Sport MotoGP (canale 208, anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su Now. Su TV8 live in chiaro a partire da sabato mattina, con le qualifiche e la gara Sprint delle ore 15. Al tasto 8 del telecomando la programmazione proseguirà nella giornata di domenica, con la trasmissione in differita delle gare di Moto3, Moto2 e MotoGP.

MotoGP GP Ungheria: la programmazione tv

Di seguito gli orari del Gran Premio d’Ungheria da Balaton Park, con la programmazione televisiva completa.

Sky Sport MotoGP (canale 208), Now e SkyGo – Diretta

Sabato 6 giugno 2026

  • 08:40-09:10 – Moto3 Prove Libere 2
  • 09:25-09:55 – Moto2 Prove Libere 2
  • 10:10-10:40 – MotoGP Prove Libere 2
  • 10:50-11:05 – MotoGP Qualifiche Q1
  • 11:15-11:30 – MotoGP Qualifiche Q2
  • 12:45-13:00 – Moto3 Qualifiche Q1
  • 13:10-13:25 – Moto3 Qualifiche Q2
  • 13:40-13:55 – Moto2 Qualifiche Q1
  • 14:05-14:20 – Moto2 Qualifiche Q2
  • 15:00 – MotoGP Sprint (13 giri)

Domenica 7 giugno 2026

  • 09:40-09:50 – MotoGP Warm Up
  • 11:00 – Moto3 Gara (20 giri)
  • 12:15 – Moto2 Gara (22 giri)
  • 14:00 – MotoGP Gara (26 giri)

TV8 (in chiaro, tra diretta e differita)

Sabato 6 giugno 2026

  • 10:50-11:05 – MotoGP Qualifiche Q1 (diretta)
  • 11:15-11:30 – MotoGP Qualifiche Q2 (diretta)
  • 12:45-13:00 – Moto3 Qualifiche Q1 (diretta)
  • 13:10-13:25 – Moto3 Qualifiche Q2 (diretta)
  • 13:40-13:55 – Moto2 Qualifiche Q1 (diretta)
  • 14:05-14:20 – Moto2 Qualifiche Q2 (diretta)
  • 15:00 – MotoGP Sprint (13 giri, diretta)

Domenica 7 giugno 2026

  • 13:00 – Moto3 Gara (differita)
  • 14:15 – Moto2 Gara (differita)
  • 16:00 – MotoGP Gara (differita)

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Sono entrato nella stanza del timekeeping in MotoGp. Ecco come funziona il cervellone del cronometro

6 June 2026 at 05:01

C’è un momento, in MotoGP, che dura meno di un battito di ciglia. Un lampo. Un soffio. Una frazione di secondo così piccola da sembrare irrilevante. Eppure può separare la gloria dall’oblio, la pole position dalla seconda fila, la vittoria da una sconfitta che brucia per anni.

Quando due moto tagliano il traguardo quasi affiancate a oltre 300 km/h, il pubblico vede un’esplosione di emozioni. I piloti sentono l’adrenalina. I team trattengono il respiro. Ma qualcuno deve stabilire la verità.

Quel qualcuno è Tissot, main sponsor della MotoGP e grazie all’azienda svizzera sono stato in un luogo segreto, aperto solo al personale che detiene un grande, ma silenzioso ed invisibile lavoro. Quel luogo è la stanza del Timekeeping. Il cronometraggio, detta in soldoni. Da anni il marchio svizzero è il cronometrista ufficiale della MotoGP e custodisce uno dei compiti più delicati dell’intero paddock: trasformare la velocità in numeri e l’emozione in dati certi. Perché in uno sport dove le moto sfiorano i 360 km/h e i distacchi si misurano in millesimi, il tempo non può essere soltanto contato. Deve essere catturato.

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Dietro ogni gara esiste infatti un mondo che gli spettatori non vedono mai. Una vera e propria carovana tecnologica che attraversa il pianeta seguendo il calendario del Motomondiale. Camion, server, antenne, telecamere, sensori e tecnici specializzati vengono trasportati da un circuito all’altro per ricostruire ogni volta un sistema di rilevazione completamente indipendente. Non importa se si corre al Mugello, a Phillip Island o a Motegi: Tissot installa il proprio ecosistema di cronometraggio da zero. Come?

Ogni moto della griglia possiede un transponder, una sorta di carta d’identità elettronica che trasmette continuamente un segnale alle antenne distribuite lungo il circuito. Quando il pilota passa davanti a uno dei sensori, il sistema registra la sua posizione e il tempo impiegato con una precisione quasi chirurgica.

Ma non basta. Perché la MotoGP è imprevedibile. È il regno dell’impossibile.

E allora, accanto al sistema principale, esiste sempre un esercito di riserva. Telecamere ad altissima velocità sorvegliano il traguardo pronte a immortalare il fotofinish. Se i dati non fossero sufficienti a determinare un vincitore, sono le immagini a raccontare chi ha davvero attraversato per primo la linea bianca.

Ed è qui che si apre un archivio storico di vittorie al fotofinish: Brno 1996, categoria 125cc, memorabile arrivo in volata tra Haruchika Aoki, Masaki Tokudome, Emilio Alzamora e Tomomi Manako, con i primi quattro racchiusi nello spazio di soli 0.05 secondi. Oppure la ben più famosa Estoril 2006, in MotoGP. Una delle volate più incredibili di sempre con Elias che beffa Valentino Rossi per appena 0.002 secondi. Quei 5 punti, a posteriori, saranno fondamentali per la vittoria del titolo mondiale di Nicky Hayden. Ma di esempi ce ne sono a decine.

Torniamo alla struttura: è una rete di sicurezza costruita per eliminare qualsiasi dubbio. Poi arrivano i computer. Milioni di informazioni scorrono attraverso software sofisticati che trasformano impulsi elettronici in classifiche, velocità massime, tempi sul giro, settori record, dati di accelerazione e statistiche che finiscono sugli schermi dei box, nelle cabine di commento e nelle televisioni di tutto il mondo.

Ogni numero che compare sul monitor di un team o sul televisore di casa nasce da questo gigantesco lavoro invisibile. Eppure, nel cuore di una tecnologia tanto avanzata, resta ancora spazio per l’uomo. Osservatori specializzati verificano continuamente che i dati corrispondano alla realtà. Se il sistema indica un pilota in testa, qualcuno controlla che sia davvero lui a guidare la corsa. Un ultimo filtro umano a protezione della precisione assoluta.

Durante il weekend operano circa undici professionisti dedicati esclusivamente al cronometraggio. Quando la bandiera a scacchi cala sul traguardo, il loro lavoro non finisce: inizia la distribuzione dell’enorme patrimonio statistico a squadre, televisioni, giornalisti e piattaforme digitali di tutto il mondo.

Perché in MotoGP il tempo non è soltanto una misura. È il millesimo che consegna una pole position. È il fotofinish che decide un Gran Premio. È il record sul giro che entra nella storia.

Mentre milioni di tifosi guardano i piloti sfidare i limiti dell’uomo e della macchina, questi professionisti combattono una battaglia diversa ma altrettanto importante: quella contro l’errore. Una sfida silenziosa, invisibile, che si gioca nell’arco di pochi millesimi che in MotoGp possono valere una carriera. Tutto questo avviene in questa stanza silenziosa dove nessuno può entrare.

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Charles Leclerc e il rischio di scegliere ancora Ferrari: un pilota amatissimo ma mai vincente

3 June 2026 at 14:11

Il rinnovo tra Charles Leclerc e Ferrari non è soltanto la conferma di un contratto. È una scelta di campo, quasi una dichiarazione di fedeltà sportiva in un momento in cui la Formula 1 tende sempre più a essere un gioco di equilibri precari, cicli tecnici e opportunità che si aprono e si chiudono rapidamente. Il monegasco resta a Maranello dopo otto stagioni in rosso, con un curriculum che racconta tanto talento quanto pazienza. Non aveva il bisogno di rinnovare subito, considerando che non era in scadenza, ma ha voluto lanciare un messaggio insieme al suo team: noi ci siamo e andiamo avanti insieme.

I numeri lo collocano già nella storia del Cavallino: è il secondo pilota Ferrari per gare disputate (176) e pole (27), dietro soltanto a Michael Schumacher. Eppure, il dato più significativo resta un altro: in tutto questo arco di tempo, eccezion fatta per la prima parte del Mondiale 2022 — anno del ritorno delle vetture a effetto suolo — il monegasco non ha mai avuto a disposizione una monoposto in grado di contendere un titolo mondiale fino alla fine alle rivali inglesi. Dopo aver fatto i conti nel 2019 con una Mercedes più costante, si è trovato nella fase della ricostruzione della Rossa e del ritardo in pista tra 2020 e 2021 — complice anche la penalità mascherata Fia per il caso “flussometro” — prima del dominio della Red Bull tra 2022 e 2024. Quindi, l’ascesa della McLaren nel 2025 e, con il nuovo e tanto discusso regolamento motori attuale, il ritorno della Mercedes e gli assoli di un Andrea Kimi Antonelli scatenato.

Scenari che, insomma, hanno spesso lasciato Leclerc in una posizione scomoda: veloce, incisivo, riconoscibile, ma raramente messo nelle condizioni di giocarsi davvero il Mondiale. È proprio in questo spazio tra potenziale e risultato che si inserisce la lettura più complessa della sua carriera. Per molti versi, Charles è diventato il volto più rappresentativo della Ferrari contemporanea: un pilota amato, centrale nel progetto, ma ancora in attesa del passaggio decisivo, della gioia finale. Una traiettoria che inevitabilmente richiama storie già viste a Maranello, come quella di Jean Alesi, rimasto nell’immaginario collettivo per il suo legame emotivo con il Cavallino, ma mai arrivato al titolo.

Negli ultimi anni, però, attorno al futuro del monegasco si sono moltiplicate anche le riflessioni e le ipotesi. I suoi dubbi, pronunciati a parole nella scorsa stagione, avevano aperto scenari interpretativi più ampi, alimentando l’idea che il prossimo grande bivio della carriera potesse arrivare dal 2027, magari nell’Aston Martin di Adrian Newey. Un’opzione che, almeno sulla carta, era stata accostata a un progetto ambizioso ma ancora in fase di costruzione. La realtà del presente, però, racconta di uno scenario molto diverso: il team di Silverstone ha sbagliato auto e paga un motore Honda in ritardo rispetto alla concorrenza, altri posti sul mercato non ce n’erano, per questo per Charles era meglio restare in Ferrari.

Rimanere a Maranello, per Leclerc, vuol dire continuare a scommettere su un progetto che, pur tra difficoltà e stagioni altalenanti, conserva una struttura tecnica consolidata e una storia sportiva unica. Una scelta che privilegia la continuità rispetto al rischio, la costruzione rispetto alla rottura. Resta però una sensazione di fondo che accompagna il rinnovo: quella di una carriera ancora sospesa tra ciò che è stato promesso e ciò che deve ancora arrivare. Il monegasco è ormai un pilota maturo, all’età raggiunta dei 28 anni, riconosciuto come uno dei talenti più puri della sua generazione, ma ancora senza il risultato che definisce davvero le leggende della F1. Il suo futuro, oggi, è nuovamente legato alla Ferrari. Ma il tempo, come sempre in questo sport, resta l’unico giudice definitivo. E la domanda che accompagna ogni scelta non cambia: basterà la fedeltà a colmare il vuoto di un titolo che continua a sfuggire?

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Il mio weekend al GP del Mugello: una festa unica. Peccato arrivi solo una volta l’anno

3 June 2026 at 10:00

Non è solo la vittoria storica di Marco Bezzecchi, o dell’Aprilia.
Non è solo la pole position storica del romagnolo, o la velocità record di Jorge Martin.
Non è solo la presenza straordinaria (più di 178 mila spettatori nel weekend di gara), o il calore che i tifosi sanno donare.
Non è soltanto la leggenda, che è più vera che mai, che al Mugello non si dorme.
Il fatto è che il Mugello, anche quest’anno, è un evento mistico, magico, che fonde e confonde il sacro e il profano. È una festa fatta di motori che vengono schiantati fino all’esaurimento, odori di brace, di miscela, di fiumi di birra e lacrime che invadono le colline toscane.

Dal 16 maggio 1976 – 50 anni fa – la leggenda del Mugello va avanti, imperterrita. Quando il Mugello entra nel Mondiale non ospita semplicemente una gara: apre un capitolo destinato a diventare iconico. Dalle vittorie dei grandi campioni degli anni Settanta e Ottanta fino ai duelli che accendono gli anni Novanta, il circuito toscano cresce insieme al motociclismo stesso. Poi arriva Valentino Rossi e tutto cambia. Con lui il Mugello diventa molto più di una pista: si trasforma in un rito collettivo, un luogo dove sport, passione e spettacolo si fondono. Le colline si colorano di giallo, i tifosi diventano protagonisti e il Gran Premio d’Italia si trasforma in una festa popolare unica al mondo, capace di raccontare generazioni intere attraverso il rombo di una moto.

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Da Rossi a Dovizioso, passando per Melandri, Simoncelli e Petrucci, il circuito toscano continua a raccontare storie italiane di talento e passione, diventando sempre più rosso Ducati grazie anche alle recentissime vittorie di Bagnaia, ma la storia cerca sempre un nuovo protagonista. Il rosso Ducati e il nero Aprilia si sfidano davanti a un pubblico che non ha mai smesso di sognare, mentre il Mugello resta ciò che è sempre stato: una cattedrale del motorsport e, allo stesso tempo, una festa senza fine. Tra musica, campeggi, notti sotto le stelle, incontri con i piloti e il tricolore che disegna il cielo, il Gran Premio d’Italia continua a essere molto più di una gara. È un rito, un’emozione condivisa, un appuntamento che ogni anno rinnova la propria leggenda. E quel rito, quell’emozione, quell’evento che per molti è unico, oggi hanno un volto e un nome: Marco Bezzecchi.

Nel paddock, sulle colline, in giro per le città puoi fermare piloti, addetti ai lavori, gente comune, semplici appassionati, ma alla domanda: qual è il circuito migliore del mondo, aspettati che ti dicano il Mugello. C’è la velocità, ci sono i sali e scendi, le curve di percorrenza, i cambi di direzione improvvisi, le grandi staccate che mettono alla prova i freni e le braccia. Non è solo una pista, è il Mugello. E basta così, peccato arrivi una volta sola all’anno.

Parliamo di numeri, ora. Vince Bezzecchi alla quarta vittoria in stagione, davanti al suo compagno di squadra che nel retro podio gli dice “te lo meriti, Marco”. Il distacco resta irrisorio, ma Bez ha 173 punti, Martin 156 e dietro Fabio Di Giannantonio (terzo nella Tissot Sprint, solo quinti la Domenica) a quota 134. Lo spagnolo è attento, furbo, caparbio. Sa come vincere alla lunga, lo ha già fatto nel 2024 quando senza essere il pilota più veloce in pista, riuscì a beffare Bagnaia grazie a 16 secondi posti e una costanza senza senso. Bezzecchi deve fare tesoro del fallimento di Pecco e non concedere mai una distrazione, mai un errore fatale, mai una disattenzione se vuole vincere questo titolo. Di certo, ciò che sembra da questa prima parte di stagione è che sia Aprilia a conquistare il titolo costruttori. La moto di Noale riesce a portare i suoi quattro piloti sempre a ottime performance. Al Mugello i piloti ufficiali arrivano primo e secondo, Ogura per un pelo non soffia il podio a Bagnaia e Raul Fernandez (questi ultimi appartenenti al team satellite Trackhouse) ha vinto la Tissot Sprint il sabato pomeriggio, peccato poi essersi perso il giorno successivo.

Questo fine settimana si andrà in Ungheria, poi Repubblica Ceca, Olanda e Germania. Sono queste le tappe che porteranno la MotoGP alla pausa estiva di quasi un mese. Difficile dire se sarà in queste cinque sfide che si potrà decidere il titolo, almeno da un punto di vista mediatico visto che per la matematica ci vorrà molto più tempo, considerando che mancano ancora undici gare dopo il rientro dalla pausa, praticamente un altro mini campionato. A Bez, per vincere, servono testa e velocità e un pizzico di fortuna.

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Leclerc rinnova il contratto con la Ferrari: “Abbiamo un obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello”

3 June 2026 at 08:06

Charles Leclerc e la Ferrari ancora insieme. Per molti anni. Ad annunciarlo è stata la stessa scuderia di Maranello, che ha comunicato ufficialmente il rinnovopluriennalecon il campione monegasco sul proprio sito: “La scuderia Ferrari HP annuncia il rinnovo dell’accordo con Charles Leclerc, che continuerà a vestire i colori della squadra nelle prossime stagioni del Campionato del Mondo di Formula 1“. Soddisfatto dell’accordo anche lo stesso Leclerc: “Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello“.

“Il legame tra Charles e Ferrari è iniziato molto prima del suo debutto in Formula 1. Entrato a far parte della Ferrari Driver Academy nel 2016, la Scuderia è sempre stata al centro della carriera del pilota monegasco: dalla conquista del titolo di Formula 2 nel 2017 al debutto in Formula 1 l’anno successivo, fino all’ingresso in Scuderia Ferrari nel 2019″, si legge nella nota diffusa dalla Ferrari. “Da allora, Charles è diventato una figura centrale all’interno del team, distinguendosi per velocità, talento e spirito competitivo. Nel corso degli anni ha regalato ai tifosi Ferrari vittorie memorabili, pole position e podi, diventando una parte sempre più importante della storia della Scuderia. A soli 28 anni è già il secondo pilota Ferrari con il maggior numero di presenze in Formula 1 e occupa anche il secondo posto nella classifica delle pole position, dietro soltanto a Michael Schumacher. Al di là dei risultati, Charles ha costruito un rapporto speciale con la squadra e con i tifosi di tutto il mondo, condividendo le ambizioni della Scuderia, un forte senso di appartenenza e una costante voglia di migliorarsi”.

All’interno del comunicato anche delle dichiarazioni dello stesso pilota monegasco, che nel corso degli anni – pur non vincendo mai il Mondiale – ha comunque entusiasmato i tifosi della scuderia di Maranello. Leclerc infatti tra i diversi risultati conquistati anche in annate difficili, ha vinto due volte il Gp di Monza. Una nel 2019 e una nel 2o24: “Non potrei essere più felice di continuare questo percorso con Scuderia Ferrari HP – ha detto Leclerc -. Per me è sempre stata molto più di una semplice squadra. È il team che ho amato e di cui ho sognato di far parte fin da bambino e, dopo tutti questi anni, è diventato una seconda famiglia. Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello. Essere un pilota Ferrari è un sogno, ma è anche una responsabilità che non do mai per scontata. Continuerò a dare tutto me stesso per riportare questa squadra dove merita di stare, al vertice, per tutti coloro che lavorano a Maranello e soprattutto per i tifosi, la cui passione è il cuore pulsante di questa Scuderia”.

Per Leclerc – quella attuale – è l’ottava stagione consecutiva in Formula 1 alla guida della Rossa. Il punto più alto della sua esperienza è quello del 2022, quando Leclerc chiuse il Mondiale piloti al secondo posto. “Charles fa parte della famiglia Ferrari da molti anni ormai e questo rinnovo ci sembra qualcosa di assolutamente naturale – è stato invece il commento della scuderia di Maranello -. In queste stagioni lo abbiamo visto crescere fino a diventare non solo uno dei piloti più forti della Formula 1, ma anche una persona perfettamente in sintonia con la squadra e con tutto ciò che Ferrari rappresenta. Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giorno insieme alle persone della Scuderia, sia in pista sia fuori. Sappiamo quanto questo progetto significhi per lui e siamo felici di continuare a lavorare verso i nostri obiettivi comuni“.

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