Normal view

Plus Ultra, indagate anche le due figlie di Zapatero: “Gestivano una società che facilitava i flussi di denaro”

18 June 2026 at 14:44

Il caso di riciclaggio che ha coinvolto l’ex capo del governo socialista spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, ora rischia di travolgere anche la sua famiglia. Il giudice José Luis Calama che guida le indagini sul caso Plus Ultra ha deciso di convocare in qualità di indagate anche le figlie del politico accusato, tra le altre cose, di traffico di influenze e riciclaggio di denaro. Così nel registro degli indagati sono finite Alba e Laura Rodríguez Espinosa, insieme anche alla segretaria dell’ex leader socialista, Gertrudis Alcázar, che gestiva la sua posta elettronica.

Il coinvolgimento delle due figlie di Zapatero dipende direttamente dalla decisione di Calama di allargare l’inchiesta anche alla società di famiglia Whathefav, gestita dalle due donne, che secondo l’accusa ha svolto un ruolo determinante nelle operazioni di movimento di denaro, occultazione e agevolazione di operazioni per mettere in piedi il sistema per il quale il padre è stato indagato. Zapatero, sentito dagli inquirenti, ha dichiarato che la società è estranea ai fatti e che si occupava solo della redazione di report di consulenza o dello sviluppo di piani di comunicazione per alcune delle aziende con cui collaborava. Versione che non ha convinto però la Procura Anticorruzione secondo cui la società veniva usata per trasferire denaro a Zapatero. Convinzione che potrebbe essere maturata dopo la perquisizione della sede societaria e il sequestro di materiali del 19 maggio scorso.

Ciò che ha fatto insospettire chi indaga è il fatto che le fatture emesse dalla società Análisis Relevante, controllata dall’imprenditore amico di Zapatero, Julio Martínez Martínez, a quella gestita dalle figlie dell’ex capo di governo socialista riportino una dicitura generica senza specificare i servizi realmente forniti. Un modo, sostiene chi indaga, per coprire il fatto che si trattava di semplice trasferimento di denaro.

Per quanto riguarda la posizione della segretaria, Gertrudis Alcázar, la procura sostiene che la donna faccia parte del meccanismo che permetteva al sistema corruttivo di funzionare. Proprio come Cristóbal Cano, dipendente di Julio Martínez Martínez. In alcune email intercettate in cui una persona identificata come “Gertru” si consulta con Cristóbal in merito all’emissione di una fattura di 20mila euro “chiedendo espressamente se emettere un’unica fattura o più fatture e richiedendo indicazioni sulle voci da includere”.

L'articolo Plus Ultra, indagate anche le due figlie di Zapatero: “Gestivano una società che facilitava i flussi di denaro” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Droni su Mosca, le esplosioni e le fiamme: le immagini del raid ucraino sulla capitale russa

18 June 2026 at 12:08

Una raffica di droni sui cieli di Mosca. Poi i boati. L’Ucraina ha sferrato un massiccio attacco su tutta la Russia, 555 droni secondo le stime, e tra i bersagli più colpiti c’è la capitale della Federazione. Fiamme e nubi nere e dense coprono l’orizzonte in direzione della raffineria di petrolio che si trova alle porte della città. Le persone sono scese in strada, anche perché alcuni dei velivoli senza pilota dell’esercito ucraino hanno preso di mira pure edifici civili. Si tratta del più potente attacco su Mosca dall’inizio della guerra e avviene proprio nei giorni in cui sia a Bruxelles che a Kiev si è parlato della possibile apertura di un negoziato diretto tra le parti per mettere fine alla guerra. “Questi bombardamenti non favoriscono un incontro tra Putin e Zelensky“, ha avvertito il Cremlino che, però, nelle stesse ore aveva ordinato un pesante attacco missilistico sulla capitale ucraina.

L'articolo Droni su Mosca, le esplosioni e le fiamme: le immagini del raid ucraino sulla capitale russa proviene da Il Fatto Quotidiano.

Israele, il ministro degli esteri Saar: “Stop contatti con la rappresentante Ue Kallas, ci paragona all’apartheid”

18 June 2026 at 10:44

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha annunciato in un post su X l’interruzione di ogni contatto con l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. “Agisce ormai da tempo in modo ossessivo e con palese ingiustizia nei confronti dello Stato di Israele. Recentemente è stato reso noto che, durante la sua visita in Messico, ha paragonato Israele al regime razzista dell’apartheid che esisteva in Sudafrica. Sono grato ai numerosi rappresentanti eletti europei che hanno condannato questa grave dichiarazione. Tuttavia, ad oggi, da parte sua non è stata rilasciata alcuna smentita, chiarimento o risposta in merito a questa grave dichiarazione”, ha scritto Saar. “Pertanto”, ha aggiunto, “in qualità di ministro degli Esteri dello Stato di Israele non ho altra scelta che interrompere ogni contatto con la signora Kallas fino a quando non ritratterà la calunnia di cui ha accusato l’unico Stato ebraico al mondo, che è anche l’unica democrazia del Medioriente”. “E questo è proprio ciò che sto facendo”, ha concluso.

L'articolo Israele, il ministro degli esteri Saar: “Stop contatti con la rappresentante Ue Kallas, ci paragona all’apartheid” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Trump a Versailles, il conto della cena passa dai calici: i vini da 2.772 euro che pesano sul caso politico

L'Eliseo parla di cena "sobria", ma a Versailles ogni ricevimento diventa un caso. E il capitolo più esposto resta quello del vino: Mouton Rothschild 2004, Bâtard-Montrachet grand cru 2018 e champagne Pol Roger Winston Churchill, con bottiglie fra 260 e 2.772 euro

Usa-Iran, Trump firma l’accordo davanti alle telecamere a Versailles. Teheran conferma. Pakistan: “Hormuz subito riaperto”

18 June 2026 at 07:39

Uno spettacolo immortalato dalle telecamere nella reggia di re Luigi XIV. Donald Trump ha firmato il “memorandum of understanding” per mettere fine alla guerra con l’Iran mentre era a cena con Emmanuel Macron a Versailles. La firma è avvenuta “digitalmente” e ora il memorandum è in vigore. “Il testo del memorandum d’intesa di Islamabad è stato finalizzato con le firme dei presidenti – ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai -. Ora è il momento di testare l’attuazione di questo accordo”.

La Casa Bianca ha pubblicato il video della firma. Il presidente è seduto a tavola fra il presidente francese e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente Macron dire “bravo” prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, che si trovava in piedi alle spalle del capo della Casa Bianca. Il presidente ha quindi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto “great job“, “ottimo lavoro”, prima di applaudirlo nuovamente.

Sulle firma dell’intesa nelle ultime ore si erano rincorse diverse notizie. Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che J.D. Vance avevano firmato virtualmente l’accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece l’amministrazione ha fatto sapere che ill tycoon non aveva firmato di persona ma che aveva solo assistito alla firma da parte del vicepresidente. “Domenica il memorandum of understanding è stato firmato digitalmente da Vance e Ghalibaf alla presenza di Trump. Ora è stato firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian“, ha spiegato un funzionario.

Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell’accordo. Lo ha dichiarato – come riporta l’agenzia Anadolu – il primo ministro Shehbaz Sharif. Secondo Baghai tuttavia una cerimonia per la firma “non ha davvero senso“, dopo che è stata fatta digitalmente.

Nel confermare in un post su X che il “memorandum d’intesa di Islamabad è stato firmato elettronicamente” dai presidenti di “entrambi i Paesi”, il premier pachistano Shehbaz Sharif afferma che l’accordo “entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la repubblica islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz e gli Stati Uniti d’America revocheranno subito il blocco navale“.

I democratici al Congresso degli Stati Uniti chiedono che Rubio li informi sull’accordo con l’Iran. “Anche se diamo il benvenuto alla spinta verso la diplomazia, l’amministrazione deve offrire al Congresso ulteriori dettagli”, è la richiesta contenuta in una lettera di tre pagine inviata al capo della diplomazia Usa dai deputati Gref Meeks, Jim Haines e Adam Smith.

L'articolo Usa-Iran, Trump firma l’accordo davanti alle telecamere a Versailles. Teheran conferma. Pakistan: “Hormuz subito riaperto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌