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Garlasco, Stasi-Sempio-mister X: il rebus del (giusto) lavandino. Garofano e le foto col Luminol

10 June 2026 at 06:24

Il delitto di Garlasco resta un mistero di difficile lettura. Togliere Alberto Stasi dalla scena del crimine e collocarci al suo posto Andrea Sempio, porta a uno stravolgimento della dinamica del delitto. Ma la Procura di Pavia lavora su questi elementi, per i pm non è stato il fidanzato di Chiara a uccidere la sua ragazza ma l’amico del fratello, in seguito a un approccio sessuale rifiutato. Ma le prove in mano agli inquirenti a carico di Sempio non sono schiaccianti, accertato il presunto movente mancano però riscontri concreti. Anche ricostruendo la possibile dinamica del delitto restano molti dubbi e soprattutto ci sono fatti apparentemente inspiegabili. I legali dell’indagato sono certi di aver fornito tutte le perizie necessarie per smontare ogni accusa a carico di Sempio: dai soliloqui, al Dna sotto le unghie, fino all’impronta 33. Ma Cataliotti, uno degli avvocati dell’indagato, si è concentrato in particolare sulla “prova regina”. “Dimostreremo che le tracce di scarpe lasciate dal killer non sono compatibili con Sempio, questo sarà l’elemento che metterà la parola fine all’eventuale processo”.

Su quelle tracce di scarpe si era concentrato ai tempi anche l’ex comandate del Ris, il generale Luciano Garofano. In particolare, stando alle foto scattate dopo il trattamento col Luminol, sarebbe emerso che il killer si sarebbe lavato in bagno e non in cucina, come invece sostiene l’accusa. Un dato importante, visto che in quella stanza non ci sono tracce di Sempio. Per dimostrarlo, l’ex consulente della difesa di Andrea Sempio ha pubblicato le foto inedite scattate dai Ris nell’abitazione dei Poggi durante il sopralluogo della sua squadra nell’agosto 2007.

Provando a ricostruire i movimenti del killer e collocando solo Andrea Sempio sulla scena, il quadro che emerge è pieno di incongruenze oggettive. Il killer sarebbe entrato di nascosto in casa, probabilmente dopo un appostamento in giardino e forse anche “rompendo il muretto” di recinzione della villetta dei Poggi, come sostiene Stasi. A quel punto avrebbe aggredito Chiara in almeno tre punti della casa: divano, zona telefono e scale che portano alla cantina. La vittima si sarebbe difesa “15-20 minuti di scontro”, in base alla perizia della dottoressa Cattaneo. La presunta arma del delitto sarebbe stata un martello, presumibile che il killer si sia sporcato parecchio del sangue della vittima, se non anche ferito. Dopo l’omicidio quindi avrebbe avuto la necessità di lavarsi. Qui però qualcosa non torna.

La logica porterebbe a pensare al bagno, ma gli inquirenti credono invece che il killer si sia lavato nel lavabo della cucina (che non sarebbe mai stato analizzato). Ma proprio attraverso le foto scattate in cucina, Garofano fa notare che “nell’area sotto il lavandino della cucina non vi è alcuna traccia di scarpe insanguinate“. Le impronte, piuttosto, “si interrompono in corrispondenza del tavolo”. Alla luce di questi elementi Garofano, ex consulente di Sempio, sostiene che sia “logicamente improbabile” che, data la quantità di sangue riscontrata sulla scena del delitto, “l’assassino sia riuscito a raggiungere il lavandino senza lasciare nessuna traccia sul pavimento”.

Altro mistero poi, la fuga del killer. La nuova ipotesi porta a pensare che Sempio, secondo l’accusa, potrebbe essersi mosso a piedi attraverso i campi. La casa di sua nonna, dove effettivamente è stato quella mattina del 13 agosto 2007, dista infatti solo 500 metri. Sempio però, stando alle dichiarazioni della madre, sarebbe tornato a casa “con gli stessi vestiti che indossava al mattino e puliti“. Questo omicidio resta un mistero, troppe le cose che non tornano.

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Garlasco, parla Marco Poggi: cantina, montagna, video intimo e Sempio. Le verità nascoste

5 June 2026 at 06:16

Il delitto di Garlasco resta avvolto nel più profondo mistero. A distanza di quasi 19 anni dalla brutale morte di Chiara Poggi, infatti, non c’è nessuna certezza su chi sia il killer. Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, va verso la revisione del processo. La nuova perizia della dottoressa Cattaneo lo colloca fuori dalla scena del crimine. Salterebbero quindi tutti quegli elementi chiave che hanno portato alla sua condanna: dalle impronte delle scarpe Frau 42 al Dna di Chiara sui pedali della bici, fino alle tracce sul dispenser del sapone in bagno. Ma quindi chi ha ucciso Chiara? Per i pm il colpevole è Andrea Sempio, l’amico del fratello della vittima. La tesi accusatoria è quella di un approccio sessuale respinto da parte della vittima che avrebbe scatenato la sua ira. Ma di prove concrete c’è poco: dai soliloqui, al Dna sotto le unghie di Chiara, all’impronta 33, fino alla presunta visione di un video intimo di Chiara e Alberto.

Proprio quest’ultimo punto sarà uno dei temi caldo dell’intervista concessa per la prima volta dal 2007 da Marco Poggi a un programma televisivo. Questa sera a Quarto Grado su Rete4, il fratello della vittima parlerà di tutto e racconterà la sua verità, fin qui nascosta, davanti alle telecamere. Qualche segreto lo aveva già svelato l’ex comandante dei carabinieri Gennaro Cassese, il primo a entrare nella villetta dei Poggi dopo l’omicidio. Cassese ha svelato un dettaglio sull’interrogatorio di Marco Poggi. Al fratello di Chiara venne fatta la domanda sul video intimo e lui ne ammise l’esistenza. “Mi disse – spiega Cassese – che ne parlò un giorno al cimitero con Alberto Stasi. Il fratello voleva un ricordo di Chiara e chiese ad Alberto di togliere le parti intime e salvargli una copia. Ma Stasi – continua Cassese – fu netto – gli disse che non era possibile”.

Marco Poggi racconterà anche altri dettagli, come le abitudini di lui Sempio e gli altri amici quando erano a casa Poggi. Dalle discese in cantina per recuperare i giochi, all’uso del computer di Chiara. Ma parlerà anche della montagna, chiarendo se fosse realmente con i suoi lontano da Garlasco quel drammatico 13 agosto 2007. Poi c’è quel rapporto mai interrotto con Andrea Sempio, nonostante le pesanti accuse a carico del suo amico, una questione mai totalmente chiarita. “Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara”, è una delle dichiarazioni di Marco. “Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle un po’ che riguardano Chiara e il voler rovinare il suo ricordo“, queste le sue prime parole in tv.

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Garlasco, 21 punti per accusare Sempio. Bruzzone: “Non c’è niente”. Marco Poggi, la verità sulla montagna

4 June 2026 at 06:08

Il giallo di Garlasco si fa sempre più intricato. Dopo quasi 19 anni, infatti, non c’è nessuna certezza sul killer di Chiara Poggi. Alberto Stasi rischia addirittura una revisione del processo, in base alla nuova perizia non era neanche presente sulla scena. Totalmente ribaltata (per l’ennesima volta) la dinamica del delitto. I pm collocano solo Andrea Sempio nella villetta dei Poggi in quel drammatico 13 agosto 2007. Gli inquirenti sostengono di aver individuato 21 punti per accusare Sempio, quattro di questi sarebbero legati al movente, il presunto approccio sessuale rifiutato da Chiara. Ma di concreto nei confronti dell’indagato c’è proprio poco: i soliloqui, il Dna sotto le unghie appartenente al suo ceppo familiare e l’impronta 33. Oltre al famoso video intimo di Alberto e Chiara, di cui sarebbe venuto in possesso e che avrebbe scatenato tutto questo, ma senza riscontri reali.

Sulla questione interviene la criminologa Roberta Bruzzone: “Credo che questo sia stato l’esito di questa nuova strategia nel tentativo di scagionare Alberto Stasi. Non ce lo nascondiamo, – dice Bruzzone a La Vita in Diretta – questa è un’inchiesta in cui a livello di elementi oggettivi a carico di Sempio c’è il nulla, sottovuoto spinto, e voglio essere generosa. Se ci attacchiamo a frasi interpretabili, a parole più o meno udibili, a seconda di chi le ascolta, addirittura parole che compaiono e scompaiono a seconda dell’accertamento, a un movente sessuale che è tutto tranne che qualcosa di consolidato. C’è una richiesta di consulenza psichiatrica che arriva dopo l’emissione dell’articolo 415 bis, che di fatto sancisce la chiusura dell’inchiesta, io non l’ho mai visto in 30 anni di attività”.

Ma per la prima volta parlerà anche davanti alle telecamere Marco Poggi, il fratello della vittima racconterà tutta la sua verità a Quarto Grado. L’annuncio arriva direttamente da Gianluigi Nuzzi: “Per venerdì la redazione firma un’esclusiva pazzesca. Su Marco tante nuvole, tante fake news e lui racconterà il suo rapporto con Andrea Sempio: cosa è successo quel giorno, era davvero in montagna?“. Novità anche sull’altra inchiesta parallela, quella relativa alla presunta corruzione di cui è accusato l’ex procuratore Mario Venditti, relativa al biglietto scritto dal padre di Sempio e trovato a casa dei genitori dell’indagato. Si va verso l’archiviazione. Non sarebbe emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione a suo carico. Ma sarebbero emersi elementi – lo riporta il Tg1 – che aggravano le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri.

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Garlasco, dall’informativa dei carabinieri non emergono elementi sulla corruzione di Venditti

3 June 2026 at 13:13

È stata depositata alla Procura di Brescia l’informativa congiunta di carabinieri e Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta collegata al caso Garlasco e, in particolare, all’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017. L’indagine coinvolgeva anche l’ex pm Mario Venditti, finito al centro degli accertamenti dopo il ritrovamento dell’appunto con la frase “Venditti Gip archivia per 20, 30”. La notizia è stata rilanciata dai social del Tg1 e ripresa dalle agenzie. Secondo quanto si apprende, dall’informativa non sarebbero emersi elementi in grado di avvalorare l’ipotesi di corruzione formulata nei confronti dell’ex magistrato.

L’appunto “Venditti Gip archivia per 20, 30”

Il nodo attorno al quale si era concentrata l’attenzione investigativa era il celebre appunto “Venditti Gip archivia per 20, 30”, emerso nell’ambito degli approfondimenti sul precedente fascicolo riguardante Sempio. Proprio quella annotazione aveva alimentato l’ipotesi di una possibile corruzione collegata alla richiesta di archiviazione del 2017. Secondo le indiscrezioni riportate dal Tg1, però, gli accertamenti contenuti nell’informativa congiunta di carabinieri e Guardia di finanza non avrebbero prodotto riscontri tali da sostenere quell’ipotesi nei confronti di Venditti.

Nessun elemento contro l’ex pm, ma altri profili si aggravano

Se la posizione dell’ex pm non risulterebbe aggravata dall’informativa, diverso sarebbe invece il quadro per altri soggetti coinvolti all’epoca nella vicenda. Sempre secondo le stesse indiscrezioni, sarebbero infatti emersi elementi che aggraverebbero le posizioni di alcuni avvocati e carabinieri. Il contenuto dell’informativa apre dunque una nuova fase nell’inchiesta bresciana. Da un lato, non sarebbero stati raccolti elementi utili a confermare l’ipotesi corruttiva a carico di Venditti. Dall’altro, gli accertamenti avrebbero individuato profili più problematici nei confronti di altre figure entrate nella vicenda dell’archiviazione di Sempio.

Un filone parallelo alle nuove indagini su Garlasco

L’inchiesta della Procura di Brescia rappresenta uno dei filoni paralleli più delicati rispetto alla nuova stagione investigativa sul delitto di Garlasco. Al centro resta il modo in cui, nel 2017, venne gestita la posizione di Andrea Sempio, oggi tornata di forte attualità nell’ambito delle nuove indagini. Il deposito dell’informativa non chiude il quadro, ma ne ridefinisce i contorni: l’attenzione investigativa, almeno secondo quanto trapelato, si sposterebbe dall’ipotesi di corruzione dell’ex pm Venditti verso il ruolo di altri protagonisti della vicenda. Un passaggio destinato a pesare nel prosieguo degli accertamenti.

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