Reading view

Dominicana reunirá a líderes del audiovisual iberoamericano

Santo Domingo, 13 jun (Prensa Latina) República Dominicana será sede de la Reunión Ordinaria de la Conferencia de Autoridades Audiovisuales y Cinematográficas de Iberoamérica (Caaci) y del Programa IBERMEDIA, encuentros que se celebrarán del 22 al 26 de junio próximo, trascendió hoy.

The post Dominicana reunirá a líderes del audiovisual iberoamericano first appeared on Noticias Prensa Latina.

  •  

Dominicana resalta mecanismos de cooperación migratoria regional

Santo Domingo, 13 jun (Prensa Latina) La República Dominicana presentó los avances durante su gestión al frente de la Comisión de Autoridades Migratorias (CAM) de los Países Miembros del Sistema de la Integración Centroamericana (SICA), entre ellos una plataforma regional de información sobre movilidad, trascendió hoy.

The post Dominicana resalta mecanismos de cooperación migratoria regional first appeared on Noticias Prensa Latina.

  •  

AliExpress amplía su negocio y ahora vende cocinas amuebladas enteras por menos de 400 euros

AliExpress, el gigante del comercio chino, vende casi de todo. Esta afirmación es cada vez más verídica, porque ahora, desde la web o la aplicación puedes comprar incluso una cocina amueblada entera.

En efecto, el sitio web, famoso por vender productos a precios bajos, está vendiendo cocinas completas, incluyendo estanterías, armarios, encimeras de madera, tiradores, fregaderos e islas, con precios de menos de 400 euros por todo.

El Daily Mail recoge testimonios de algunos clientes. "La relación coste-beneficio es excelente", dice un cliente, que añade que su cocina está "muy bien diseñada". Eso sí, advierte que tuvo problemas para ubicar los enchufes: "Tuve que taladrar los agujeros en la madera yo mismo".

No obstante, los expertos advierten de los riesgos que se corren en este tipo de compras. Es el caso de la interiorista Jordana Ashkenazi, que dice al Mail que "la fotografía de productos puede hacer que casi cualquier cosa parezca bonita en internet, pero realmente no sabes lo que estás comprando hasta que llega".

Aunque la idea de comprar una cocina totalmente equipada por menos de 400 euros pueda sonar "increíblemente atractiva", Ashkenazi desaconseja realizar compras "significativas" como armarios y encimeras en AliExpress.

"A diferencia de visitar una sala de exposición, al realizar una compra importante te basas exclusivamente en fotografías, vídeos y reseñas. No puedes evaluar la calidad de los materiales, inspeccionar el acabado, probar las bisagras y las guías de los cajones ni comprender la solidez de la construcción antes de comprometerte con la compra", dice Ashkenazi.

Uno de los comerciantes más populares que vende cocinas en AliExpress es la empresa china 'Edgy Home Store' o Foshan Smart Aluhome Building Materials Co Ltd, que afirma haber entregado "100.000 productos similares" a más de 1.000 clientes en todo el mundo.

Según la página web de AliExpress, también incluyen herrajes, como grifos y bisagras para puertas, que son el "corazón de tu hogar". Para realizar un pedido, los propietarios deben compartir los planos de las viviendas subiendo "su plano o fotos con las dimensiones a través de un mensaje de AliExpress" para que los diseñadores de Foshan puedan "crear un diseño".

Los compradores interesados pueden solicitar muestras de la madera o el mármol antes de realizar su pedido. Es reembolsable para pedidos superiores a 1.000 dólares (865 euros).

El fabricante se compromete a enviar un presupuesto en un plazo de dos días laborables y exige a los clientes que confirmen su pedido mediante el pago de un depósito. El precio de su cocina AliExpress se calcula en función de la superficie prevista, y cualquier herraje o característica personalizada se factura por separado.

  •  

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

 

di Giuseppe Giannini

Il mantra delle destre secondo cui "la sinistra mette le tasse", e quello di tanti imprenditori (votano lì per convenienza), che affermano "si pagano troppe tasse" spesso coincidono. La pressione fiscale con le varie voci di spesa e le imposte dirette ed indirette sono qualcosa di "fastidioso" quando rallentano le attività o rendono difficile l'esercizio della sana concorrenza, però pagare le tasse vuol dire contribuire, in base alle proprie sostanze reddituali, al benessere e al progresso del Paese. In Italia da quarant'anni non è più così.

A causa di riforme che, spostando la ricchezza prodotta dai redditi da lavoro a quelli da capitale, non solo hanno arricchito, in maniera abnorme, i secondi, ma altresì ridotto l'apporto al bilancio statale, che per rifarsi colpisce lavoratori dipendenti e  pensionati (allungando l'età pur in assenza di lavoro stabile e continuità contributiva), i quali, tassati alla fonte non possono eludere il fisco.

A differenza dei lavoratori autonomi e i liberi professionisti conclamati evasori (i medici in primis), e di tante aziende, che grazie a ingegnose formule suggerite da commercialisti compiacenti (tipologie di società non corrispondenti alle attivita svolte, false cooperative, cambio di denominazione ecc.), e alle possibilità concesse dalle leggi sul lavoro hanno frammentato (liberalizzato) il lavoratori in mille figure atipiche. Diventando strumenti a disposizione della volontà (onesta?) datoriale. Variabile dipendente dalla precarietà e dal mercato. Poi ci sono le grandi imprese che, monopolizzando interi settori, determinano il fallimento dei medi e piccoli imprenditori, impossibilitati a reggere la sleale competizione.

Il problema delle tasse è, dunque, relativo. Al pari della questione dazi o dell'aumento dei costi energetici, delle materie prime, e delle speculazioni (il mercato drogato e la deregolamentazione). L'inflazione impatta diversamente a seconda dei redditi, incidendo, in misura maggiore sui lavoratori-consumatori.

Il vero problema risiede nella distorsione contributiva, causata da punti di accumulazione di interessi (multinazionali, giganti del web), e prima ancora dai cd. centri commerciali a cui addebitare la scomparsa di figure professionali, artigiani, negozi di prossimità.

La politica, invece, adotta sempre le stesse ricette. Che senso ha finanziare l'apertura di imprese tramite fondi ai giovani o alle donne se poi la competizione è con questi giganti? Il primo passo per far lavorare le imprese sui territori dovrebbe essere quello di incentivare produzioni e consumi locali, tassando i grandi. Il solito refrain secondo il quale tassare i ricchi determinerebbe la fuga all'estero è smentito dalla loro stessa storia. Già dagli anni '90 il fenomeno delle delocalizzazioni era qualcosa di strutturato.

Nel settore dell'alta moda, anche quando gli affari andavano ottimamente le aziende rinomate preferivano spostare le produzioni in America Latina e Asia per incamerare maggiori profitti. Vuoi mettere la possibilità di guadagnare ancora di più, grazie a contributi dei Paesi ospitanti, a un fisco amico (tasse inferiori o assenti, trasferimento delle sedi nei paradisi fiscali) e a paghe salariali da regime schiavistico? Ricordiamo ancora le scarpe cucite a mano dai bambini del Sud del Mondo.

Quante imprese hanno investito nell'Est Europa, in ex Jugoslavia, approfittando di masse di lavoratori disperati e disponibili a farsi pagare un terzo di quelli occidentali ( e a loro discapito). I casi di furbetti sono infiniti: la Fiat che, nonostante la mole di miliardi pubblici regalati dallo Stato italiano, va in Serbia; imprese che aprono a Malta e in Albania (tra i Paesi più corrotti al mondo), in Romania. E non parliamo di imprenditori vessati dal fisco ma di soggetti con fatturati di milioni di euro. In sintesi, tasse sottratte al fisco italiano, e conseguenti tagli a sanità, scuola, pensioni, al welfare. Dopo sono arrivati i cinesi, che hanno comprato di tutto, invadendo i mercati con i loro prodotti low cost, e dietro i quali si nasconde lo sfruttamento. Il punto fondamentale, almeno per quanto riguarda l'Italia, è il ripristino del sistema fiscale in vigore sino agli anni'80, in conformità col dettato costituzionale che, all'art. 53 parla di progressività.

Ricordiamo che siamo passati dalle 32 aliquote vigenti negli anni'70 ai successivi tagli a beneficio dei redditi alti. Ridotte a 9 nel 1983; 7 nel 1989; 5 nel 2002; e le attuali 3 dal 2024. Arriviamo dunque alla patrimoniale, termine che solo a pronunciarlo fa rizzare i capelli. Considerando quanto detto, l'aumento della povertà e le tante crisi economiche, è questione di equità e giustizia sociale. Ridare quanto è stato rubato ai lavoratori.

Il mondo globalizzato ha inciso, profondamente, sulle diseguaglianze, cambiando il modo di gestire le economie, svilendo il ruolo degli Stati, e alimentando per tutta risposta forze nazionalistiche con la rivalsa non verso chi ha causato il depauperamento, ma contro le vittime (i nuovi proletari e i migranti). Eppure basterebbe ricordare come, all'indomani del Secondo conflitto mondiale, con i Paesi da ricostruire, la ripresa sia stata trainata da un massiccio intervento di spesa pubblica (oggi potremmo parlare di occasione persa nonostante i fondi del PNRR) e dalle Costituzioni materiali, dove il contributo di tutti viene considerato collante tra Stato e cittadini. 

I successivi "trenta anni gloriosi" hanno permesso ai salariati di avere un tenore di vita dignitoso, migliore delle generazioni precedenti. Stipendi adeguati, tempo libero, possibilità di comprare beni durevoli e fare vacanze. Grazie a lavori non negoziabili e a meccanismi di perequazione dei redditi (la scala mobile, la legge sull'equo canone). Ognuno faceva la sua parte con una adeguata tassazione per i ricchi. I tanti paradossi del nuovo millennio: innovazioni, tecnologie, titoli di studio e competenze settoriali e linguistiche, scambi facilitati tra le economie e, malgrado cio, lavoro povero e precario. Disoccupazione di massa come effetto dell'automazione e  dell'intelligenza artificiale. Insicurezza come unica certezza. In tanti non intravedono il futuro.

Dall'altro lato della barricata i miliardari aumentano le loro ricchezze ed acquisiscono un potere crescente ed invasivo, in grado di condizionare le decisioni pubbliche e la vita dei cittadini. Perchè, dagli anni'80 è stata consentita l'accumulazione grazie alla riduzione delle tasse. Fino ad allora l'aliquota sui redditi più alti era intorno all'80% in USA e Gran Bretagna, al 70% in Italia. La fine del keynesismo erodendo la capacità contributiva ha eroso anche le democrazie. Oligarchi ed élite per le quali non esistono leggi, che hanno costruito i loro imperi in maniera poco trasparente e con collusioni con la malavita (Berlusconi,Trump). Centinaia di miliardi ogni anno non pagati dalle multinazionali. I governi preferiscono non colpire le transazioni finanziarie, gli extraprofitti, le rendite.

L'evasione fiscale in Italia ha una media di 100 miliardi di euro; la web tax è poca roba; le aziende usufruiscono di incentivi per le assunzioni e benefit sulle decontribuzioni. Chi paga? I soliti noti: lavoratori e pensionati. Settori legati al turismo che guadagnano a dismisura. Ristorazione e case vacanze, resort con prezzi da capogiro ma che sfruttano i lavoratori con turni massacranti e paghe da fame. Dunque, tassare i super-ricchi vuol dire rendere sostenibile il sistema. La sproporzione è evidente. Il differenziale tra quanto guadagnava un dirigente e un lavoratore è passato dal rapporto di circa quaranta volte superiore negli anni '70 alle migliaia attuali. A pagare il prezzo sono i lavoratori, ma anche le piccole e medie imprese, gli onesti, la classe media in via di sparizione. Ritornare alla progressività, tassando ad es. dell'1% i grandi patrimoni vorrebbe dire ridistribuire la ricchezza.

Da impiegare per aumentare i salari e la spesa pubblica. In Italia il 5% della popolazione detiene una ricchezza pari al 46%; 3000 persone con patrimoni sopra i 50 milioni di euro.  Colpire le rendite e pensare ad una imposta sulle successioni dei grossi capitali sopra i 2 milioni di euro, esclusa la prima abitazione, c che si tramandano tra famiglie agiate, dopo aver aggiornato le mappe catastali, riuscirebbe a liberare una quantità enorme di risorse (un prelievo indolore per i ricchi) pari a varie leggi di bilancio (diverse decine di miliardi di euro a seconda della quota di reddito da tassare).

Dunque, solidarietà e progressività come previsto dalla Costituzione. Il rischio è che una società sempre più diseguale con il tempi possa diventare anche aristocratica, mettendo in pericolo la tenuta delle democrazie.

  •  

Case, scuole, strade: i numeri della rinascita del Donbass. Putin fissa il traguardo: 2030

I numeri sono concreti e pesano più di tante parole. E ieri, durante la riunione del Cremlino sullo sviluppo di Donbass e Novorossija, i numeri hanno parlato chiaro. Vladimir Putin ha messo nero su bianco l’obiettivo: entro il 2030 i territori delle ex repubbliche di Donetsk e Lugansk, insieme alle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, dovranno raggiungere gli standard generali russi. Qualità della vita, infrastrutture, lavoro.

Non è uno slogan, come evidenzia il presidente della federazione Russa. Ad aprile 2023 il governo ha approvato un programma complesso di sviluppo, dentro il quale ci sono circa trecento interventi specifici. Scuole, ospedali, strade, fabbriche, campi da agricoltura. E anche il lavoro di 26 aziende statali e 82 soggetti della Federazione, ognuno con un pezzo di territorio da seguire.

Il punto della stituazione

A fare il punto della situazione ci hanno pensato i vicepremier Marat Khusnullin e Tatiana Golikova. E il quadro, nonostante le difficoltà, racconta di una macchina che si è messa in moto.

Khusnullin ha elencato i numeri della ricostruzione: oltre 7.700 condomini riparati, per un totale di 24 milioni di metri quadrati di abitazioni. Poi 63 strutture sanitarie rimesse a nuovo, 1.700 edifici scolastici, 500 tra impianti sportivi e centri culturali. Poi il lavoro sulle strade: riparati e costruiti più di 8.000 chilometri di asfalto, compresi i tratti dell’Anello d’Azov. Quelle federali sono già a norma, ora tocca alle municipali.

Nell’economia, la zona economica libera conta già più di 500 partecipanti. Investimenti dichiarati? Oltre 383 miliardi di rubli. Il credito bancario cresce, il portafoglio prestiti ha toccato i 275 miliardi, con un balzo del 30% solo nei primi cinque mesi del 2026. Le entrate fiscali del 2025 sono aumentate del 22% rispetto all’anno prima: 435 miliardi di rubli. E i settori produttivi corrono, con tassi di crescita tra il 10 e il 20%, come riporta il quotidiano Izvestia.

Nascite in aumento e sostegno alle madri

Sul fronte sociale, Golikova ha portato notizie che suonano quasi controcorrente. I quattro territori sono ormai dentro i progetti nazionali “Famiglia”, “Vita attiva e lunga” e “Quadri”. Oltre 2,4 milioni di persone ricevono sostegno federale. Le pensioni sono state assegnate a più di 1,5 milioni di cittadini, e il 93% di queste è già calcolato sugli standard russi. Quasi 140.000 i certificati per il capitale di maternità distribuiti. Il sussidio unico per le famiglie copre 36.000 nuclei, con 56.000 bambini coinvolti.

E poi misure per favorire la natalità: è cresciuta in tre anni. La repubblica di Donetsk guida la classifica con un +14%. Più di un terzo delle famiglie con bambini, ha aggiunto Golikova, utilizza contratti sociali. Funzionano i programmi “Medico di campagna” e “Infermiere di campagna” per attirare personale nei territori. E la sanità si sta riorganizzando su tre livelli, dentro il sistema obbligatorio di assicurazione medica. La disponibilità di cure ad alta tecnologia è triplicata: da 4.300 pazienti nel 2023 a 12.000 nel 2025. A Melitopol, per la prima volta, è entrato in funzione un acceleratore lineare per la radioterapia.

La strategia del mare e il nodo sicurezza

Putin ha anche annunciato una nuova strategia per la regione dell’Azov. Turismo, trasporti, terre agricole da mettere a coltura, pesca, bonifica ambientale. Obiettivo: non lasciare indietro nessun pezzo di territorio.

Ma il presidente non ha nascosto le difficoltà. Ha ringraziato medici, insegnanti, operai, autisti, tutti quelli che lavorano “in condizioni complesse, tra bombardamenti e attacchi di droni”. E ha aggiunto, con tono duro: le nostre truppe tengono il vantaggio strategico e avanzano. Il regime di Kiev, incapace di reggere l’urto, ricorre a metodi terroristici - ha denunciato - colpendo civili, infrastrutture e mezzi di trasporto.

Alla fine, la frase che forse riassume tutto: “È stato fatto molto, ed è un bene. Ma i problemi non risolti sono molti di più. Adesso parliamo proprio di questo”.

  •  

Un audio secreto de la NASA revela comentarios sobre una "base alienígena" en la Luna durante la misión Apolo 16

El Pentágono publicó este viernes una nueva tanda de documentos sobre fenómenos anómalos no identificados (UAP, por sus siglas en inglés), con decenas de informes, vídeos y fotografías añadidos a su archivo público. Entre los materiales más llamativos figura un audio de una reunión de la NASA posterior a la misión Apolo 16 en el que uno de los asistentes menciona una posible “base alienígena” en la cara oculta de la Luna.

Los archivos incluyen también un memorando de la CIA de 1958 sobre un supuesto “mensaje del espacio”, además de varios casos recientes de objetos extraños observados sobre aeropuertos, instalaciones militares y zonas residenciales de Estados Unidos.

Según el Pentágono, la plataforma ha recibido más de 1.700 millones de visitas desde su puesta en marcha en mayo, en medio de un interés creciente por este tipo de expedientes en Estados Unidos.

El audio de la NASA tras el Apolo 16

Uno de los documentos que más atención ha despertado es una grabación de 55 minutos de una sesión de la NASA celebrada tras la misión Apolo 16. Durante aquella expedición, John Young y Charles Duke exploraron la superficie lunar mientras Thomas “Ken” Mattingly permanecía en órbita.

En el audio se comentan mediciones de gravedad, datos láser y anomalías detectadas en la cara oculta de la Luna. Parte de la conversación gira en torno a un gran agujero cercano al cráter Van de Graaff.

En un momento de la grabación, uno de los asistentes comenta: “It could be an alien star base or something. Anyway, the next slide shows the front side of the moon” (“Podría ser una base alienígena o algo así. En cualquier caso, la siguiente diapositiva muestra la cara visible de la Luna”).

La frase aparece en mitad de una conversación técnica y el contexto exacto no queda del todo claro solo con el audio. Además, esa referencia no figuraba en la transcripción oficial de la misión.

Un “mensaje del espacio” y otros casos sin explicación

La documentación incorpora también un memorando de la CIA fechado en 1958 sobre una conversación con Leon Davidson, ingeniero químico, exintegrante del Proyecto Manhattan e investigador interesado en los ovnis. El documento señala que la agencia no podía aclarar una consulta relacionada con un supuesto “mensaje del espacio” porque los registros sobre el asunto habían sido destruidos.

Entre los expedientes publicados figura además un informe sobre un objeto observado en 2008 sobre el aeropuerto de Harare, en Zimbabue. Según el documento, permaneció suspendido sobre la zona y emitía haces de luz, mientras varios testigos lo describieron como un objeto “con forma de disco y centro hueco”, con luces giratorias en la parte inferior.

La nueva tanda incluye también casos más recientes en Estados Unidos. Uno de ellos recoge el testimonio de un vecino que aseguró haber visto en 2025 dos esferas rojas brillantes flotando sobre su jardín, con una luz blanca similar a un “sol de plasma” en su interior. Otro informe menciona un extraño objeto con forma de “patata” observado en 2022 cerca de las montañas Cheyenne, en Colorado.

Pese a lo llamativo de algunos relatos, el propio Pentágono reconoce que muchos de los casos siguen sin una explicación definitiva. Los documentos no aportan pruebas concluyentes de origen extraterrestre y, en la mayoría de ocasiones, se limitan a recopilar testimonios, grabaciones e informes cuya interpretación continúa abierta.

© NASA.

Módulo lunar de la misión Apolo 16 en la superficie de la Luna.

© istock

¿Existen los extraterrestres?: esto es lo que dice la ciencia
  •  

Bombeiros de Pernes reforçam capacidade operacional com novas salas tecnológicas e promoções na corporação

Os Bombeiros Voluntários de Pernes inauguraram novas infraestruturas tecnológicas destinadas a reforçar a coordenação operacional e a formação da corporação, numa cerimónia que ficou também marcada pela promoção de 12 operacionais e pela imposição de novas patentes.

  •  
❌