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Ebola, la Spagna cancella l’amichevole tra Congo e Cile: “È una questione di prudenza per la salute pubblica”

L’amichevole di calcio tra la Repubblica Democratica del Congo e il Cile non si giocherà. A riportarlo è Abc. Il sindaco di La Línea de la Concepción, città spagnola nella provincia di Cadice, Juan Franco ha appena emesso un decreto che vieta la partita, prevista per martedì 9 giugno. Lo ha fatto per i “potenziali rischi per la salute” derivanti dall’epidemia di Ebola dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella Repubblica Democratica del Congo, dove si sono registrati oltre 900 casi e 200 decessi sospetti. L’epidemia sta colpendo anche altri territori limitrofi e l’OMS ha segnalato sette casi e un decesso anche in Uganda. “È una questione di prudenza per la salute pubblica“, ha sottolineato il primo cittadino.

Il sindaco si è detto rammaricato di dover adottare questo provvedimento, ma lo ha giustificato sulla base di una relazione del direttore generale della Sanità pubblica e di un’altra del responsabile del Servizio Sanitario del Comune, in cui lo svolgimento di questa partita è “fortemente sconsigliato” “visti i possibili rischi per la salute che potrebbero sussistere”.

“Ci dispiace dover prendere questa decisione, poiché un evento di questa portata rappresenta un’attrazione per la città, ma comprendiamo che la situazione sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo in relazione al virus Ebola e la documentazione fornita ci hanno portati a prendere la decisione più prudente, date le circostanze”, ha spiegato Juan Franco in un messaggio audio inviato ai media. Lunedì, lo stesso Franco aveva minacciato di vietare l’amichevole di preparazione per i Mondiali FIFA del 2026 che vedrà impegnata la nazionale africana, se non gli fossero state fornite garanzie sanitarie per ospitare l’incontro.

Tutto ciò è stato deciso oggi, nonostante il 22 maggio il Segretario di Stato per la Salute, Javier Padilla, avesse assicurato che sarebbero state prese “tutte le misure necessarie” per garantire che non vi fosse “alcun sentore di insicurezza” durante la partita alla Línea de la Concepción, dopo l’epidemia di Ebola dichiarata nel Paese africano. La Repubblica Democratica del Congo affronterà ai Mondiali il Portogallo, la Colombia e l’Uzbekistan.

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Roland Garros, il momento magico dell’Italia continua anche nel doppio: Bolelli e Vavassori volano in semifinale

Non solo i tre nel singolare: al Roland Garros, l’Italia ha qualcosa da dire anche nel doppio. I “soliti” Simone Bolelli e Andrea Vavassori conquistano infatti la semifinale a Parigi, vincendo per 6-7, 6-1, 7-6 contro la coppia formata dal ceco Petr Nouza e l’austriaco Neil Oberleitner. I due italiani tornano in semifinale a Parigi a due anni dall’ultima volta, nel 2024. Gli azzurri ora aspettano di sapere con chi si giocheranno l’accesso alla finale tra Granollers/Zeballos e Nys/RogerVasselin.

Una partita complicatissima per la coppia azzurra, che dopo aver perso il primo set al tie-break, non è uscita dal match e ha trovato un ottimo secondo set, chiuso con un netto 6-1. Il terzo set è stato senza dubbio il più emozionante tra i tre: un parziale combattutissimo, in cui entrambe le coppie hanno giocato con grande attenzione e concentrazione (solo due palle break concesse dalla coppia avversaria, non sfruttate da Bolelli e Vavassori), poi vinto dal duo italiano al super tie-break, dopo aver annullato due match point non consecutivi. Una vittoria che accende i riflettori anche sul doppio, che ormai da anni dà diverse soddisfazioni all’Italia, sia in campo maschile che femminile.

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Jodar può aspettare: Zverev lo spazza via in tre set al Roland Garros e vola in semifinale. Poi lancia la sfida: “Contento di essere tra i primi 4. Per ora”

Un primo set con tantissime difficoltà, in cui è anche stato sotto 5-2. Poi tutto liscio: Alexander Zverev rispetta i pronostici e batte Rafael Jodar per 3-0 (7-6, 6-1, 6-3) in due ore e 28 minuti di partita. Una partita ben giocata dal tedesco, che è partito male, ma dal 5-2 ha concesso solo quattro game alla promessa spagnola, vera rivelazione degli ultimi mesi, che però può ancora aspettare. Dopo l’eliminazione di Jannik Sinner, Zverev è in assoluto il favorito numero uno per la vittoria finale al Roland Garros. Lo sa e lo conferma anche nella classica intervista post partita in mezzo al campo: “Voglio arrivare fino in fondo e vincere gli altri match che ho davanti”.

Una partita iniziata con qualche problema, con Jodar che ha anche servito per il primo set. Poi Zverev ha preso le misure e da quel momento non c’è più stata storia: “Sapevo delle difficoltà di oggi, ma l’ho gestita bene. Sono contento di essere tra i primi quattro, per ora”, ha spiegato scherzando e lasciando intendere che l’obiettivo è chiaramente vincere. Una partita condizionata anche da una tempesta arrivata su Parigi, con il match che si è giocato con il tetto chiuso: “Lui era in ritmo partita, al coperto è tutto totalmente diverso, sia la velocità, sia il rimbalzo della palla. Lui stava giocando meravigliosamente. Poi ho un po’ rimescolato le carte e dopo il primo set è andato tutto liscio. È stata una buona partita per me”.

In serata l’altro quarto di finale che lo riguarda indirettamente da vicino: quello tra Jakub Mensik e Joao Fonseca. Chi vince, sfida Zverev in semifinale. “Guarderò l’altra partita in tv, in stanza, con un drink. Ora mi alleno per due giorni”. Infine anche una battuta per chiudere l’intervista: “Ho vinto ed è arrivata la tempesta”. ha dichiarato scatenando le risate del pubblico. Proprio in quel momento infatti a Parigi ha ripreso a piovere in maniera molto intensa.

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Mondiali, Embolo bloccato al gate: “Non ha l’autorizzazione, servono altre verifiche”. la Svizzera parte per gli Usa senza di lui

La Svizzera è partita per i Mondiali negli Stati Uniti, ma senza uno dei suoi 26 convocati. L’attaccante Breel Embolo – giocatore di grande importanza per la selezione elvetica – non ha potuto imbarcarsi a causa di problemi con l’autorizzazione ESTA. L’attaccante all’ultimo momento è stato bloccato prima di salire sul volo Swiss LX 40, diretto a Los Angeles. Il motivo? A spiegarlo è la Federazione: “L’autorizzazione ESTA del giocatore – indica l’Associazione svizzera di football – risultava approvata in mattinata, ma alle 10.30 siamo stati informati che per il dossier si sono rese necessarie ulteriori verifiche“. Non è chiaro il motivo di tali approfondimenti. “Siamo in contatto con le autorità competenti e partiamo dal principio che Breel raggiungerà la squadra già oggi o al più tardi domani”, ha spiegato la Federazione.

La Federazione calcistica svizzera (SFV) ha comunicato la notizia, spiegando che l’ingresso del giocatore era stato inizialmente approvato, ma che le autorità statunitensi hanno successivamente comunicato che la richiesta è ancora in fase di valutazione. Il 21 aprile scorso l’attaccante era stato condannato in via definitiva dai tribunali svizzeri, con pena sospesa, per molteplici minacce proferite nel 2018 durante un alterco a Basilea, quando giocava ancora in Svizzera.

Nato in Camerun, l’attaccante del Monaco ha collezionato 85 presenze e segnato 23 gol con la nazionale elvetica. Il Mondiale del 2026 sarà il suo terzo. La Svizzera è inserita nel Gruppo B insieme a Canada, BosniaErzegovina e Qatar e punta a migliorare il suo miglior risultato di sempre, ovvero il raggiungimento dei quarti di finale. Intanto l’account ufficiale della nazionale svizzera ha postato una foto in aereo con tutti i giocatori, scrivendo: “Un posto vuoto, ma non per molto. Ci vediamo presto Breel Embolo”. Anche i suoi compagni hanno deciso di prenderlo in giro, in particolare il difensore dell’Inter Manuel Akanji, che ha pubblicato una foto nelle storie Instagram insieme a Xhaka e Okafor, disegnando a mano un omino e taggando proprio Embolo.

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McEnroe su Sinner: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite. Ha la pelle molto chiara, stanno facendo il possibile per risolvere”

Jannik Sinner vincerà Wimbledon 2026, parola di John McEnroe. L’ex tennista americano ha commentato non solo l’eliminazione dell’azzurro dal Roland Garros, arrivata al secondo turno per un colpo di calore, ma anche l’exploit di Berrettini, Cobolli e Arnaldi, tutti ai quarti di finale dello Slam di Parigi. “Non mi sarei aspettato che gli italiani fossero ancora qui”, ha ammesso McEnroe in un’intervista a La Stampa, “d’altra parte Cobolli è la seconda testa di serie più alta in quella parte del tabellone, è un ragazzo che sa quello che fa. È un grande atleta. Poi adoro Berrettini, vederlo tornare dopo tutto quello che ha passato, e potenzialmente contro Flavio potrebbe essere una semifinale“.

Poi McEnroe è tornato sul ko di Sinner, che intanto si rilassa a Montecarlo e si sottoporrà a dei controlli prima di Wimbledon: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite, non è divertente giocare in quello stato”, ha detto l’ex tennista americano, “io sono stato abbastanza fortunato da non soffrire di crampi, almeno quando giocavo: ora mi capita sempre ed è una sensazione terribile“.

“Jannik ha la pelle molto chiara, so che stanno facendo tutto il possibile per trovare una soluzione e comunque era a un game dalla vittoria”, ha continuato, “un game in più e oggi staremmo parlando di lui. A volte perdi e non è colpa del tuo avversario, ed è una cosa orribile. In qualsiasi sport“. Nessun dubbio però per il prossimo Wimbledon, Slam a cui Sinner arriverà da campione in carica: “Può vincerlo ancora, assolutamente “, ha concluso McEnroe.

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La “maledizione” contro Berrettini in diretta tv: il gesto della sorella di Cerundolo al Roland Garros che fa discutere

Gesto choc contro Matteo Berrettini a Roland Garros 2026. Il tennista azzurro ha raggiunto i quarti di finale dello Slam di Parigi, dove sfiderà Matteo Arnaldi nel derby azzurro che vale un posto in semifinale, battendo l’argentino Juan Manuel Cerundolo agli ottavi. Durante il decisivo terzo set, deciso al tie break, Berrettini ha dovuto superare anche una ‘maledizione‘ lanciata dall’angolo, molto poco sportivo, di Cerundolo, mattatore di Jannik Sinner nel secondo turno.

Quando Berrettini si preparava a giocare al tie-break e a rispondere al servizio dell’argentino, nel corso del terzo set, le telecamere hanno infatti inquadrato l’angolo di Cerundolo, immortalando la sorella che, seduta in prima fila, ha fatto il gesto delle corna verso l’azzurro. Un modo per augurargli sfortuna e che poco si addice al bon ton proprio del tennis.

Non è la prima volta che l’angolo dell’argentino si fa notare per gestipoco sportivi nel corso del torneo. Proprio durante il match con Sinner, l’allenatore di Cerundolo è stato immortalato esultare in maniera smodata di fronte alle difficoltà fisiche dell’azzurro, alle prese con un malore che gli ha provocato sensazione di vomito e un accenno di crampi, ma anche chiedere all’arbitro di accelerare per far tornare Sinner dopo il rientro negli spogliatoi tra un set e l’altro. Durante le fasi finali del match, lo stesso coach ha fatto il segno di ‘andare a dormire‘ proprio verso Sinner, scatenando l’ira social dei tifosi di Sinner. Bisogna anche dire che invece, al contrario, Juan Manuel Cerundolo è sempre rimasto composto e soprattutto molto gentile con Sinner nel match poi vinto.

Il gesto censurabile ancora dall’angolo di #Cerundolo con il tennista argentino del tutto incolpevole (ma che brutta gente che ha attorno).
Comunque il #malocchio ha portato male, rimbalzandole addosso alla grande ????????????
E le #corna chissà dove se le ritrova adesso?????????????… pic.twitter.com/iA6Zmj57Jb

— ???????????????????? ???????? ℙℙℝ (@Frank201410) June 2, 2026

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Arnaldi ha già fatto qualcosa di storico a Parigi: nessuno era mai arrivato ai quarti Slam giocando così tanto

17 ore e 42 minuti. Mai nessun altro nella storia del Roland Garros e degli Slam in generale dal 1991 si era qualificato ai quarti di finale rimanendo così tante ore in campo nei match precedenti. Matteo Arnaldi sì. D’altronde sono forse le battaglie e i match lunghi che gli hanno permesso di raggiungere per la prima volta nella sua carriera i quarti di uno Slam. Arnaldi non lo ha mai nascosto: rimanere in campo per lunghe battaglie è la cosa che lo esalta di più in assoluto. Lo ha dimostrato anche contro Frances Tiafoe, quando sul 4-1 e 40-15 nel quarto set era virtualmente già sotto la doccia. Chiunque probabilmente si sarebbe trovato fuori dal campo dopo un quarto d’ora, lui invece ha giocato ancora, ha recuperato due break, ha esaltato il pubblico presente e si è preso una vittoria storica al Roland Garros.

Ora il derby con Matteo Berrettini, ma per avere l’idea di quello che Arnaldi sta facendo, bisogna citare qualche dato: 4 ore e un minuto contro Tallon Griekspoor, 3 ore e 17 minuti contro Stefanos Tsitsipas, 4 ore e 58 minuti contro Raphael Collignon e 5 ore e 26 contro Frances Tiafoe. Totale: 17 ore e 42 minuti totali in campo. È record per i tornei Major: il precedente apparteneva ad Albert Costa: 15 ore e 2 minuti al Roland Garros 2003. Per capire meglio la portata, Joao Fonseca, che è il secondo giocatore che ha speso più tempo in campo per arrivare ai quarti di finale, ha giocato 14 ore e 29 minuti nelle sue quattro partite. 3 ore e 13 minuti in meno. Tradotto: è come se Arnaldi avesse giocato almeno una partita in più degli altri in tutto il torneo.

Ciò che però stupisce è come questo ragazzo arrivi lucido mentalmente e fisicamente fino alla fine. A volte ha dei blackout all’interno del match, ma non cede mai definitivamente. Contro Tiafoe ha vinto un match praticamente perso, non solo rimanendo sul pezzo da un punto di vista mentale, ma mostrando una condizione fisica pazzesca, come mostrato anche in alcuni recuperi tra quarto e quinto set, quando ha fatto più volte il “tergicristallo”, fino ad arrivare a una vittoria incredibile.

Arnaldi ha vinto 11 partite nell’ultimo mese tra Challenger di Cagliari (vittoria), Roma (eliminato al terzo turno da Jodar in tre set) e Roland Garros. E pensare che fino al 20 aprile ne aveva vinte due nel 2026, perdendone nove (di cui quattro consecutive prima del torneo in Sardegna). A causa di un problema al piede era addirittura uscito dalla top 150, mentre ora sogna di tornare tra i primi 50. “Questa vittoria ha un valore diverso. Dopo mesi difficili e un po’ di tempo lontano dal campo, tornare a vincere così significa davvero tanto”, aveva scritto dopo Cagliari. Quasi consapevole del fatto che da lì sarebbe cambiata la sua stagione. E non è ancora finita.

Roland Garros, tempo in campo per giocatore

  • Arnaldi: 17:42
  • Fonseca: 14:29
  • Auger-Aliassime: 13:14
  • Berrettini: 13:11
  • Mensik: 13:00
  • Jodar: 12:53
  • Cobolli: 9:37
  • Zverev: 9:17

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