Reading view

Filmados a fazer sexo e usar dados bancários. UE estuda proibição aos óculos com câmaras da Meta

Em causa estão preocupações com a vigilância e privacidade devido ao facto de as câmaras nos óculos serem difíceis de detetar. Os ativistas defendem que a tecnologia já viola a lei atual de privacidade na UE. A União Europeia está a estudar uma proibição aos óculos inteligentes da Meta, após os alertas de reguladores, legisladores e ativistas sobre os riscos para a privacidade dos cidadãos. Os dispositivos, que integram câmaras e inteligência artificial em óculos de uso diário, são cada vez mais vistos como um desafio à rigorosa estrutura de proteção de dados da Europa e às normas sociais em

  •  

Norway’s Quiet Multipolar Move: Why Western Media Ignored Modi’s Historic Visit to Oslo

On 18–19 May 2026, Indian Prime Minister Narendra Modi paid the first official visit to Norway by an Indian prime minister in 43 years — one of the most substantive stops of his broader May 2026 European tour. The trip culminated in the 3rd India-Nordic Summit in Oslo and the formal elevation of bilateral ties […]
  •  

Rapirò Gianfranco Zola: il libro di Marco Cattaneo su Fabrizio Maiello riesce in un’impresa rara

È un peccato che Jean-Luc Godard e Jean-Paul Belmondo non siano più vivi, perché avrebbero potuto raccontare perfettamente la storia di Fabrizio Maiello. O forse è meglio così. Perché nella loro versione il finale sarebbe stato amaro, autodistruttivo, condannato alla fierezza tragica di certi personaggi francesi. Questa storia invece appartiene a un altro approdo narrativo: non al fatalismo romantico da Nouvelle Vague, ma alla redenzione tormentata di un personaggio di Dostoevskij.

Rapirò Gianfranco Zola di Marco Cattaneo (De Agostini) è un libro che riesce in un’impresa rara: prendere una vicenda da cronaca nera e trasformarla in un rocambolesco Bildungsroman, senza mai scadere nel moralismo o nel compiacimento strappalacrime. Cattaneo, che molti conoscono per la sua capacità di governare con disinvoltura il caos narrativo da lui stesso creato nelle dirette e nelle improvvisazioni di Elastici (la trasmissione più libera e folle, da lui condotta, del bellissimo format Cronache di Spogliatoio), declina qui la stessa sapiente mercurialità per raccontare una storia piena di svolte improvvise, beffe karmiche tragiche e agnizioni commoventi.

Il ritmo resta sempre controllato, anche quando il materiale rischierebbe continuamente di scivolare nella retorica (forse la vicinanza in studio con Fabrizio Biasin e la sua memorabile rubrica su “I poveri soldati” è servita da potente antidoto).

In questo frangente, la materia da trattare è preziosa quanto fragile. Fabrizio Maiello era un talento purissimo. A Monza, da bimbo, lo chiamavano “il Brasiliano”, per l’imprevedibilità nei dribbling e la leggerezza con cui gli riuscivano le giocate più difficili col pallone ai piedi. L’aura della promessa, gli allenamenti a cui sacrificare le distrazioni adolescenziali, il padre che con inquietante profezia gli addita a monito il carcere accanto allo stadio, prefigurando le sliding doors di un’esistenza romanzesca.

Poi arriva il ginocchio distrutto. Fine della carriera. E inizio dell’avventura criminale. Cominciano le rapine, la droga, il carcere. Ma il libro evita accuratamente la scorciatoia sociologica. Non cerca alibi, né costruisce santini. Mostra semplicemente un uomo che precipita e che, a un certo punto, smette di distinguere fra rabbia e destino. La svolta avviene il 31 ottobre 1994. Maiello organizza il sequestro di Gianfranco Zola. Un miliardo di lire di riscatto. Autogrill, appostamento, fuga: sembra la scena di un noir anni ‘70, di quelli amati da Tarantino.

Poi succede qualcosa che manda in cortocircuito tutto il piano, la macchina narrativa, il destino stesso.
Zola si avvicina, sorride e dice: “Ciao ragazzi”. Maiello, con la pistola nascosta dietro alla schiena, davanti alla disarmante umanità del suo idolo sportivo decide di non rapirlo. Spiazzato e commosso, gli chiede un autografo sulla carta d’identità. Gesto dalla potenza simbolica rivelatoria: la firma del campione che Maiello sarebbe potuto essere sul simulacro formale della sua identità smarrita.

L’autentica redenzione arriverà dopo, nell’OPG di Reggio Emilia, quando Maiello usa il proprio carisma da “Maradona delle carceri” (da anni era divenuto una “star” per i suoi palleggi da record senza far cadere mai la palla) per difendere un detenuto disabile continuamente bullizzato e umiliato dagli altri internati. È quello il passaggio decisivo della sua vita: non il crimine mancato, ma la scelta di sacrificare se stesso per proteggere qualcuno di ancora più fragile, che deciderà di accudire come un fratello bisognoso di cure quotidiane. Una storia talmente incredibile da essere assolutamente vera (non solo il contrario).

Forse, non è un caso che abbia incontrato questa storia grazie a quella che Jung avrebbe definito “sincronicità”. Ero a Milano per lavoro, dovevo incontrarmi con Giuseppe Pastore e Ilaria Mencarelli (ritorno a segnalare ai cinefili il loro interessante podcast Noodles), mi invitano alla presentazione del libro, temo di non poter fare in tempo ma… scopro che l’evento si sarebbe tenuto nello stesso edificio in cui già mi trovavo: con uno straniante effetto alla Inception, sono stato catapultato dentro la redazione di Cronache di Spogliatoio, incontrando dal vivo Siani, Pastore, Cattaneo, ovvero le voci che tutti i giorni mi parlano nelle cuffie, da fedele ascoltatore di Cronache, come già raccontai su queste colonne.

E poi ho incontrato Fabrizio Maiello. Stringergli la mano e guardarlo negli occhi è stata un’emozione che porterò dentro di me per molto tempo.

L'articolo Rapirò Gianfranco Zola: il libro di Marco Cattaneo su Fabrizio Maiello riesce in un’impresa rara proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Visita e elogios do Papa são bênção peculiar para um Sánchez a lamber as feridas

Os elogios do Papa Leão XIV às posições de Espanha sobre a imigração e os conflitos internacionais surgem numa altura oportuna para Sánchez, que está sob fogo devido a sucessivos escândalos no seu partido. Na sua chegada a Espanha, o Papa Leão XIV teceu vários elogios ao Governo de Madrid e enalteceu a sua “fidelidade ao direito internacional e ao multilateralismo”. “Expresso o meu agradecimento ao vosso país pela fidelidade ao direito internacional e ao multilateralismo, que se traduz num compromisso ativo com a paz e a solidariedade entre os povos”, disse Leão XIV, em castelhano, no primeiro discurso da

  •  

El auditorio de Lanzarote que está dentro de un túnel volcánico: la obra que transformó la lava

El auditorio de Lanzarote que está dentro de un túnel volcánico: la obra que transformó la lava

Este espacio escénico, construido en el interior de una cavidad formada por la lava del Volcán de la Corona, está considerado uno de los auditorios más singulares del mundo

La cueva de cristales gigantes que se visita dentro de una mina de Almería

Hay auditorios construidos junto al mar –como el de Sidney–, en el corazón de grandes ciudades o integrados en modernos edificios de vanguardia –como la majestuosa obra barcelonesa–. Pero pocos auditorios pueden presumir de encontrarse dentro de una antigua cavidad creada por una erupción volcánica. En Lanzarote existe uno de esos lugares excepcionales. Se trata del auditorio de Jameos del Agua, un espacio escénico levantado en el interior de un enorme túnel volcánico y considerado una de las obras más sorprendentes del patrimonio cultural canario.

Este auditorio se encuentra realmente dentro de una formación geológica creada por la lava. Los Jameos del Agua están situados en el interior del túnel volcánico originado por la erupción del Volcán de la Corona. Lo que hoy contemplan los visitantes como un espacio cultural comenzó siendo una gigantesca galería natural excavada por la propia actividad volcánica de la isla hace miles de años.

Según explica la web oficial del Cabildo de Lanzarote, “designa a la abertura provocada por el hundimiento del techo de un tubo volcánico como consecuencia de la pérdida de los gases acumulados en su interior”. Gracias a ese fenómeno natural se generaron los espacios que hoy forman parte de uno de los lugares más emblemáticos de Lanzarote.

Lago de los Jameos del Agua, en Lanzarote
Lago de los Jameos del Agua, en Lanzarote

Cómo la lava creó los Jameos del Agua

Todo comenzó con el Volcán de la Corona, situado en el norte de la isla. Durante la erupción, la lava avanzó formando largos conductos subterráneos. Cuando el flujo volcánico cesó, algunas de esas galerías quedaron vacías y terminaron convirtiéndose en enormes túneles naturales. En determinados puntos, el techo colapsó y aparecieron las aberturas conocidas como jameos.

Uno de los elementos más sorprendentes del complejo es el lago interior que da nombre al lugar. La web oficial explica que esta “formación geológica singular se originó por la filtración, al encontrarse por debajo del nivel del mar”. Además, no es un simple estanque, pues tiene vida. “En este lago natural de aguas transparentes viven varias especies de fauna endémica de la isla, destacando la especie Munidopsis polimorpha, un cangrejo minúsculo, albino y ciego de origen desconocido”, que se ha convertido en uno de los símbolos biológicos de la isla.

'Munidopsis polymorpha', en los Jameos del Agua
'Munidopsis polymorpha', en los Jameos del Agua

El valor natural del entorno es tan importante que la zona se encuentra protegida como Sitio de Interés Científico de los Jameos y forma parte del Parque Natural del Volcán y Malpaís de La Corona. Además, posee la consideración de Bien de Interés Cultural, una figura que reconoce tanto su relevancia geológica como su importancia patrimonial.

El auditorio de Jameos del Agua, una obra única en el mundo

La transformación de este espacio natural en un centro cultural está estrechamente ligada a la figura de César Manrique, el artista lanzaroteño que dedicó buena parte de su vida a integrar arte y naturaleza sin alterar la esencia del paisaje insular. Gracias a esa filosofía, una antigua cavidad volcánica acabó convirtiéndose en uno de los espacios culturales más originales del planeta.

El Cabildo describe el auditorio de Jameos del Agua como “un espectacular espacio escénico erigido en el interior de la gruta volcánica”. Con capacidad para unos 500 espectadores, este recinto aprovecha la morfología natural de la cavidad para crear un entorno imposible de reproducir mediante arquitectura convencional. Además, destaca que debido a sus características geológicas y a sus peculiares condiciones acústicas se trata de un espacio único en el mundo. Las propiedades del propio túnel volcánico contribuyen a generar una experiencia sonora excepcional, motivo por el que el auditorio se ha convertido en la sede principal del Festival de Música Visual de Lanzarote.

Hoy, los Jameos del Agua forman parte de cualquier lista sobre qué ver en Lanzarote. Sin embargo, más allá de su belleza paisajística, representan algo todavía más singular: la demostración de que una formación creada por la lava puede transformarse en un espacio cultural de referencia sin perder su esencia natural. El resultado es un lugar donde geología, arte y música conviven dentro de un mismo túnel volcánico, ofreciendo una experiencia que difícilmente puede encontrarse en otro rincón del mundo.

  •  

La cueva de cristales gigantes que se visita dentro de una mina de Almería

La cueva de cristales gigantes que se visita dentro de una mina de Almería

Descubierta en 1999 en el interior de una antigua explotación minera, esta cavidad está considerada una de las formaciones geológicas más espectaculares del mundo

Esta carretera española pasa por el corazón de una cueva natural de estalactitas

A simple vista cuesta creer que exista un lugar así en España. En el interior de una antigua explotación minera situada en el municipio almeriense de Pulpí se esconde una cavidad cubierta por enormes cristales transparentes que parecen sacados de una película de ciencia ficción. Hablamos de la Geoda de Pulpí, una formación geológica única que ha convertido a la provincia en uno de los destinos más sorprendentes para quienes buscan experiencias diferentes y lugares poco conocidos dentro de las propuestas de turismo de Almería.

Lo más llamativo de esta maravilla natural es que no se encuentra al aire libre, sino dentro de la histórica Mina Rica, en la Sierra del Aguilón. Allí, a varios metros de profundidad, los visitantes pueden contemplar una cavidad cuyas paredes están completamente cubiertas por enormes cristales de yeso. La imagen resulta tan espectacular que durante años fue conocida únicamente por especialistas y aficionados a la mineralogía, hasta convertirse en uno de los grandes atractivos geológicos de Andalucía.

La geoda gigante descubierta dentro de una mina

La historia moderna de este enclave comenzó en diciembre de 1999. Según explica la web oficial de la Geoda de Pulpí, varios miembros del Grupo Mineralogista de Madrid descubrieron la cavidad en el interior de la Mina Rica. El hallazgo sorprendió incluso a los expertos. La geoda mide aproximadamente ocho metros de longitud y dos metros de altura y está recubierta por enormes cristales de yeso que alcanzan dimensiones excepcionales.

Interior de la geoda ubicada en la Mina Rica, junto a la barriada de Pilar de Jaravía en la Sierra del Aguilón de Pulpí (Almería). EFE / Carlos Barba
Interior de la geoda ubicada en la Mina Rica, junto a la barriada de Pilar de Jaravía en la Sierra del Aguilón de Pulpí (Almería). EFE / Carlos Barba

La propia página oficial explica que la cavidad está “tapizada por cristales de yeso, alguno de los cuales llega a medir casi dos metros”. Además, añade que “su transparencia y estado de conservación la convierten en una joya de la naturaleza” y que, por ello, “constituye un fenómeno único a nivel mundial dadas sus dimensiones y la perfección, tamaño y transparencia de los cristales (Calaforra y García-Guinea, 2000)”. Precisamente esa combinación de tamaño, perfección y transparencia es la que ha convertido a la geoda gigante en un fenómeno geológico de referencia internacional.

La sensación al contemplarla es difícil de describir. Las superficies cristalinas reflejan la luz y generan un paisaje que recuerda más al interior de un diamante que a una antigua explotación minera. A diferencia de otras formaciones similares encontradas en distintas partes del mundo, los cristales gigantes de Pulpí destacan especialmente por su excelente estado de conservación, algo que incrementa todavía más su valor científico y patrimonial.

Mucho más que la Geoda de Pulpí

Aunque la cavidad cristalina es la gran protagonista de la visita, la Mina Rica alberga numerosos elementos de interés geológico. La web oficial destaca la presencia de fallas, plegamientos, filones mineralizados y diferentes formaciones minerales que permiten comprender mejor la compleja historia geológica de la Sierra del Aguilón. Entre ellas aparecen otras geodas de menor tamaño, además de estructuras tan llamativas como la llamada Geoda Partida o la Geoda de Colas de Golondrina.

Los expertos explican que el origen de la Geoda de Pulpí puede entenderse en dos grandes fases. Primero se produjo la formación de una cavidad en la roca mediante procesos geológicos asociados a la karstificación de las dolomías de la sierra. Posteriormente, esa cavidad fue rellenándose lentamente mediante depósitos minerales que acabaron formando los espectaculares cristales visibles en la actualidad. El resultado es una estructura prácticamente única en el mundo por sus características.

La historia de la mina también ayuda a entender la importancia del enclave. La Sierra del Aguilón fue objeto de explotación minera durante siglos. Según la web oficial, “la minería contemporánea comienza en 1840, con la explotación en trincheras y cortas de galena argentífera. A partir de 1870 se empieza a extraer hierro, que fue el revulsivo minero de la zona, Jaravia se convirtió en uno de los distritos mineros más importantes de Españ”.

Tras décadas de abandono, la antigua explotación volvió a captar la atención gracias al descubrimiento de la geoda gigante en 1999. Dos décadas después se puso en marcha el proyecto para abrir la Mina Rica al público y permitir que cualquier visitante pudiera contemplar este extraordinario legado geológico. Hoy, la Geoda de Pulpí se ha consolidado como una de las experiencias más sorprendentes que ver en Almería, demostrando que algunas de las maravillas naturales más impresionantes no siempre se encuentran a cielo abierto, sino escondidas bajo tierra, entre galerías mineras y enormes cristales gigantes formados durante millones de años.

  •  

A IA está a matar as cartas de apresentação — e as suas hipóteses de conseguir um emprego

O recurso à Inteligência Artificial permite aos candidatos escrever cartas de apresentação melhores, mas também dificulta a distinção entre quem está verdadeiramente interessado e quem depende da IA. Era uma das partes mais aborrecidas do processo de candidatura a um emprego, mas também uma das que mais ajudava os candidatos a destacar-se. No entanto, a ascensão da inteligência artificial está a acelerar o declínio da tradicional carta de apresentação. Os recrutadores, os gestores de contratação e os empregadores defendem cada vez mais que as cartas de apresentação são agora menos úteis como ferramenta de avaliação de candidatos devido ao uso

  •  

UE quer que as famílias cortem consumo de eletricidade por causa da IA

A iniciativa integra o Roteiro Estratégico da UE para a Digitalização e a IA no Setor Energético e consiste na implementação de contadores de eletricidade inteligentes que ajudam as famílias a ajustar o seu consumo em tempo real. A Comissão Europeia está a preparar nova legislação com o objetivo de incentivar as famílias a reduzir o consumo de eletricidade nas horas de ponta devido ao aumento acentuado da procura de energia impulsionada pela inteligência artificial, centros de dados e eletrificação da economia. De acordo com um roteiro divulgado na quarta-feira, a Comissão planeia propor uma lei ainda este ano para

  •  

When Balance Becomes Paralysis: Poland and the Structural Limits of the Post-1989 Order

On 3 May 2026, Polish President Karol Nawrocki announced the creation of a Council for a New Constitution. The initiative, framed as a response to chronic institutional deadlock, has opened a debate that reaches far beyond technical constitutional reform. It touches the core question quietly confronting much of Central and Eastern Europe: whether governance architectures […]
  •  
❌