Ukraine pushed Russia back in May for second month running, ISW finds
"Spiacenti, nel nostro hotel non sono ammessi ebrei". Questa è la risposta che un hotel a conduzione familiare nella località di Lam, in Alta Baviera, avrebbe dato in lingua inglese a dei turisti israeliani.
Ora, gli inquirenti tedeschi stanno indagando sull’episodio per verificare se sia stato commesso il reato di incitazione all’odio, mentre la piattaforma Booking.com ha tolto l'hotel dal proprio elenco. La struttura ha poi chiesto scusa, definendo la risposta "completamente sbagliata" e ha sostenuto che si è trattato di un errore generato da un sospetto di frode legato a prenotazioni false e tentativi di phishing. Solo all’ultimo è arrivata l’ammissione di colpa: il messaggio era stato inviato da un loro dipendente. I titolari, dunque, hanno riconosciuto che la comunicazione è stata "inaccettabile in un contesto professionale" e hanno invitato i turisti a trascorrere gratuitamente una settimana di ferie nel loro hotel.
In Germania, si legge su Euronews, gli episodi di antisemitismo sono in crescita: nel 2024 secondo l'Ufficio federale di polizia criminale, se ne sono stati registrati 6.236 di cui 173 sono stati di natura violenta. Nel primo semestre del 2025 le autorità hanno registrato 2.044 reati antisemiti, tra cui 50 episodi di violenza. Secondo uno studio del Consiglio centrale degli ebrei in Germania pubblicato nel gennaio 2026, gli episodi di antisemitismo sono esplosi dopo il 7 ottobre 2023 e il 62% delle comunità ebraiche intervistate ha dichiarato che la propria situazione di sicurezza è ulteriormente peggiorata dall'inizio della guerra con l'Iran.
"Siamo di nuovo negli anni Trenta? Un hotel ha risposto a un israeliano quanto segue: 'Sorry, there are no Jews allowed in our hotel'", è stato il commento pubblicato su X da Talya Lador, console generale di Israele per il Sud della Germania. Anche Guy Katz, professore di Monaco, si è detto sconvolto e su Linkedin ha scritto: "Si dichiaravano oberati a causa delle numerose prenotazioni errate". A suo avviso, però, la risposta dell'hotel è dovuta all'antisemitismo: "Prima deve formarsi nella testa. Oppure è sempre stato nascosto in profondità. Ed è proprio questo il problema. Non nel 1938. Non da qualche parte su Internet. Ieri. In Baviera".

Gli atroci bombardamenti sui civili scatenati dalla Russia, che continuano a colpire edifici residenziali e persino un parco giochi, dimostrano la malvagità di chi prende di mira consapevolmente uomini, donne e bambini, e anche di chi continua a battersi per negare l’invio di sistemi antimissile a Kyjiv. Ma non cambiano il risultato sul campo.
Anche Foreign Affairs scrive ormai che l’Ucraina ha rovesciato la situazione. Per tutto il 2024 e buona parte del 2025, osserva Jack Watling, la Russia è riuscita a reclutare più uomini di quanti ne perdesse al fronte, mentre il contrario accadeva all’Ucraina, e così Putin poteva ritenere che col tempo, sia pure al prezzo di un numero di perdite esorbitante, avrebbe raggiunto i suoi obiettivi, dunque non aveva motivo di trattare.
Ora però la situazione si è rovesciata, sia per il modo in cui le forze armate ucraine hanno saputo riorganizzarsi, e utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica per impedire l’avanzata del nemico e al tempo stesso colpire in profondità sul territorio russo, sia per la crescente inefficienza, corruzione e impreparazione degli invasori. Esempio: «In un esercito in cui la logistica è coordinata in modo preponderante tramite Telegram, ma in cui Telegram è vietato, un addetto alla logistica coscienzioso corre un alto rischio di essere fermato dalla polizia militare ed essere costretto a scegliere tra pagare una tangente e venire riassegnato alle unità d’assalto».
Per tutte queste ragioni vi sono alte probabilità che la Russia cominci a prendere seriamente in considerazione l’idea di un cessate il fuoco. Resta da vedere, ma è un punto che l’articolo non affronta, se l’eventuale accordo segnerebbe effettivamente la fine della guerra e del progetto imperialista del regime putiniano, o invece solo una breve pausa, o addirittura una tregua di facciata, funzionale a preparare il terreno per nuove aggressioni, come avvenne di fatto con la vergognosa pace di Minsk.
L'articolo L’Ucraina resiste meglio della Russia alle difficoltà di una guerra lunga proviene da Linkiesta.it.