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Longtime New York City TV anchor announces retirement after revealing Alzheimer’s diagnosis

Bill Ritter, anchor on WABC since 2001, said he’s stepping down but will continue to report on the disease

A longtime New York City television news anchor has announced his sudden retirement from the airwaves after revealing that he has the early signs of Alzheimer’s disease.

Bill Ritter, a veteran of ABC New York station WABC, has presented the main evening news in New York since 2001 and become a familiar face to millions of its residents.

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© Photograph: John Nacion/FilmMagic

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New York man who killed gay dancer faces 25 years after hate-crime conviction

Dmitriy Popov fatally stabbed O’Shae Sibley in Brooklyn in 2023 and was found guilty of manslaughter as a hate crime

A New York City man who was recently convicted of a hate crime in the 2023 stabbing death of vogue dancer O’Shae Sibley is facing a prison sentence of between eight and 25 years.

Sentencing for Dmitriy Popov, who was 17 at the time of Sibley’s slaying, was tentatively scheduled for 30 June following his conviction.

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© Photograph: Tracie Van Auken/AP

© Photograph: Tracie Van Auken/AP

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Tornadoes rip through central US while extreme heat and humidity creep into the north-east

One man died in Iowa after a tree fell on him as nearly 700 severe weather events were recorded over three days

An Illinois man whose home was destroyed by a tornado on Thursday was pulled from the rubble by a police officer and a photojournalist, who captured the terrifying storm and subsequent rescue in dramatic video footage.

Scott Lasker, who describes himself as a storm chaser, recorded the tornado ripping through the town of Streator and was filming the damage it inflicted when he came across the man trapped in the debris of his house.

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© Photograph: Brandon Eliott/Reuters

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‘Thank God for the Knicks’: New Yorkers abuzz after historic Game 4 comeback

Largest comeback in NBA finals history galvanizes city and inspires morning-after chants of ‘Knicks in five!’

New Yorkers woke up on Thursday morning – those who had even slept in the city that never sleeps – still jubilant after the Knicks men’s basketball team had made history the night before.

The team staged the largest comeback in NBA finals history to overcome the San Antonio Spurs in the dying seconds of the fourth game of the finals – and put themselves 3-1 up and within one game of a rare championship win.

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© Photograph: Olga Fedorova/EPA

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Quali Mondiali? A New York esistono solo i Knicks: l’entusiasmo è tutto per la caccia al titolo NBA

Ventinove punti rimontati in poco più di due tempi. Non era mai successo in una finale Nba. C’è già chi la racconta come la partita più importante della storia dei Knicks da 53 anni, da quel 1973 che regalò alla squadra di New York il suo ultimo anello. Non è ancora finita, e la sfida di giovedì notte conferma che in tutti gli sport davvero vale il vecchio aforisma non è finita finche non è finita, ma il 3-1 della serie, soprattutto per come è arrivato, tranquillizza molto chi temeva – in fondo tutto il mondo è paese – che il “sistema” avrebbe fatto di tutto per non far vincere New York. Sì, certo, oggi incomincia il Mondiale di calcio, l’evento più grande di sempre, Infantino dixit, o forse era Trump?, no era proprio Infantino, che però è ormai diventato un replicante di The Donald, per cui è lo stesso. Dunque, comincia la Fifa World Cup, là dove Fifa non è più soltanto un complemento aggiunto a una denominazione storica, bensì il compendio di tutto quanto sarebbe stato meglio non fare, di cui fortunatamente si è parlato abbastanza in questi giorni, e anche di tutto quanto invece funzionerà.

Si aprono le danze: kick off, stadi che alla fine saranno tutti pieni o quasi e grandi ascolti tv planetari garantiti, i migliori calciatori del mondo pronti a dare spettacolo. Ma New York è in tutt’altre faccende sportive affaccendata. Se passeggiate per Manhattan, difficile capire che qui siamo al centro del mondo del calcio: giusto un po’ di poster degli sponsor principali, in genere piuttosto discreti, nessun 6×3 per intenderci, qualche sudamericano con la maglietta della nazionale del suo Paese, una manciata di maxi-palloni griffati disseminati per i cinque boroughs, giusto per farli fotografare a turisti e tifosi. Niente altro. Tutto il resto è Knicks. Cappellini dei Knicks indossati anche sopra grisaglie e tailleurs, quei pochi rimasti, magliette dei Knicks, pantaloncini dei Knicks, persino sciarpe dei Knicks, approfittando di un’estate ancora abbastanza fresca. Una miriade di locali attrezzati con maxi-schermo per vedere le finali, gremiti dentro e fuori durante le partite e circondati da ristoranti desolatamente vuoti. Con boati di folla impazzita di cui da queste parti non si aveva memoria. È vero che la città che non dorme mai ha cambiato abitudini, adesso va quasi tutta a letto piuttosto presto. Ma a questo nuovo way of life un po’ tristanzuolo si può derogare in via del tutto eccezionale: ovviamente per la Nba o meglio per i Knicks, non certo per il soccer, la Fifa World Cup sarà magari alla fine davvero l’evento più grande di sempre, ma non qui, non nella Mela un po’ avvizzita di questi tempi, e di certo non a Manhattan, al di sotto della Centodecima Strada.

Del resto, lo stadio locale, quello dove stavolta si giocherà anche la finalissima, non è in città, e neppure nello Stato di New York, ma nel New Jersey, anche se solo a una ventina di minuti di treno e una mezz’ora di bus, traffico permettendo, da Midtown Manhattan. Per cui non ci dovrebbero essere neppure problemi di sicurezza e di ordine pubblico, nonostante il MetLife Stadium di East Rutherford, capienza 80.663 posti certificati, casa delle due squadre di football, Nfl, di New York, Giants e Jets, e teatro di grandi concerti musicali, aprirà i suoi cancelli mondiali per ospitare, sabato sera, la partita più importante di tutta la prima fase, quella fra le due squadre con il ranking Fifa più alto, Brasile e Marocco, debutto mondiale in panchina di Carlo Ancelotti, unico allenatore straniero nella storia della nazionale più titolata di sempre. Piuttosto un certo allarme potrebbe scattare per Francia-Senegal, martedì prossimo, ma solo, nell’eventualità, a questo punto non improbabile, che la finale Nba arrivi a gara 6.

In quel caso, i tifosi di ritorno dal New Jersey, la partita è fissata alle 15, potrebbero incrociare il popolo dei Knicks, non tanto i privilegiati che sono riusciti a trovare il biglietto per il Madison Squadre Garden, quanto quelli abituati a raggrupparsi vicino al palazzetto per sostenere la squadra dall’esterno, godersi la sfida sui maxischermi e poi eventualmente festeggiare, tifosi un po’ irrequieti che già lunedì scorso, poiché allontanati dalla zona calda per via della presenza di Trump, hanno dato vita a tafferugli con la polizia. Knicks, sempre Knicks, fortissimamente Knicks. Se non fosse per i Knicks, qui il calcio non darebbe nessun problema, gli ultrà del pallone non abitano in America. Di sicuro, non a New York. Dove finora il Mondiale non ha sollecitato neppure tentativi di sfruttarne l’eco e la popolarità universale per ottenerne vantaggi economici, sociali o persino religiosi, per fare da cassa di risonanza al malcontento. Altrove è diverso.

A Città del Messico le vie della capitale negli ultimi giorni sono state invase da manifestazioni di protesta di varie categorie, dai maestri elementari ai contadini, infuriati per la spesa pubblica a loro avviso dilapidata per i Mondiali. A Los Angeles il sindacato di baristi, camerieri, cuochi e altri addetti allo stadio ha ottenuto un aumento delle paghe dopo avere minacciato uno sciopero in occasione della partita inaugurale del Mondiale negli Usa. Ad Atlanta una rete di monitoraggio formata da varie organizzazioni sindacali, di attivisti per il diritto alla casa e di difensori dei diritti degli immigrati si è mobilitata contro l’Amministrazione locale che ha consentito, a fronte di ricavi stimati per circa 1 miliardo di dollari indotto compreso, di ottenere per il bilancio comunale soltanto 4 milioni di dollari di entrate fiscali dirette. A Seattle i predicatori evangelici di strada si stanno mobilitando con i loro potentissimi altoparlanti mobili per ricordare alle decine di migliaia di tifosi attesi in città, prevalentemente musulmani, che senza pentimento andranno incontro inevitabilmente alla dannazione eterna. Nella notte newyorkese invece risuonano i clacson delle automobili che danno vita a caroselli qui davvero poco abituali. Per festeggiare la maxi-rimonta e il 3-1 dei Kincks, ovvio. Ma senza fare troppo rumore e, soprattutto, senza fare troppo tardi. Altro che città che non dorme mai.

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Nba Finals, New York firma la rimonta più folle della storia: Spurs ribaltati dal +29. Ora l’anello è a un passo

Il Garden passa dai fischi all’esplosione finale. New York ribalta una gara che sembrava finita, cancella un -29 contro San Antonio e vince 107-106 con il tap-in di Anunoby a un secondo dalla sirena. I Knicks sono avanti 3-1 nelle Finals e sabato possono chiudere la serie in Texas

Gli Spurs dominano per due quarti, poi San Antonio si spegne e il Garden cambia partita

Una rimonta così, alle Nba Finals, non si era mai vista. I New York Knicks vincono gara-4 contro i San Antonio Spurs dopo essere stati sotto di 29 punti a 9’27’’ dalla fine del terzo quarto. Finisce 107-106, con il tap-in di OG Anunoby a un secondo dalla sirena. Il Garden esplode, gli Spurs restano fermi, quasi senza capire come una partita dominata per oltre due quarti sia sfuggita di mano.

New York sale così sul 3-1 nella serie e si prende tre match point per l’anello. Il primo arriverà sabato, in Texas, in gara-5. San Antonio, invece, deve fare i conti con una sconfitta che cambia tutto: non solo per il risultato, ma per il modo in cui è arrivata.

La serata dei Knicks parte nel modo peggiore. Karl-Anthony Towns commette due falli rapidi e coach Brown è costretto a rivedere subito le rotazioni. San Antonio ne approfitta. La palla gira, le triple entrano, Harper e Vassell puniscono ogni spazio, Victor Wembanyama controlla il match su entrambi i lati del campo. New York fatica a costruire tiri puliti e dopo pochi minuti è già sotto di dieci.

Il primo tempo è tutto degli Spurs. I texani tirano con il 60% dal campo e il 54% da tre, mentre i Knicks non trovano ritmo e vengono fischiati dal pubblico al rientro negli spogliatoi. All’intervallo San Antonio è avanti di 27 punti. Il 2-2 nella serie sembra già scritto.

A inizio terzo quarto gli Spurs toccano anche il +29. Poi la partita cambia. Wembanyama viene punito con un Flagrant-1 per una gomitata a Towns e New York trova energia. Jalen Brunson comincia a segnare, la difesa dei Knicks alza il livello e San Antonio perde lucidità. Le scelte di De’Aaron Fox diventano sempre più complicate, arrivano palle perse in serie e i padroni di casa piazzano 13 punti consecutivi.

Gli Spurs riescono ancora a chiudere il terzo quarto avanti di 15 lunghezze, ma il Garden ha già capito che la partita non è finita. Nell’ultimo periodo San Antonio smette di attaccare con ordine. I tiri che nel primo tempo entravano con naturalezza diventano forzature, Wembanyama va fuori ritmo e New York prende campo possesso dopo possesso.

Brunson e Anunoby guidano la rimonta. Anche Alvarado trova canestri importanti. Con un parziale di 20-4, i Knicks passano avanti a 1’22’’ dalla fine grazie a una giocata di Brunson. Gli Spurs rimettono la testa avanti con i liberi di Castle a 30’’ dalla sirena e sembrano avere la palla della vittoria quando Fox cattura il rimbalzo a 16’’ dalla fine.

In quel momento basterebbe tenere il possesso e costringere New York al fallo. Fox, invece, attacca il ferro. Anunoby lo stoppa e regala ai Knicks l’ultima possibilità. Brunson prende una tripla difficile, la palla finisce sul ferro, Anunoby arriva più in alto di tutti e firma il tap-in del 107-106.

San Antonio chiama timeout ma non riesce nemmeno a costruire un tiro pulito. La sirena chiude una partita che entra nella storia del Garden e della postseason. New York è a una vittoria dal titolo, gli Spurs devono provare a riaprire una serie che fino a metà terzo quarto sembrava destinata al pareggio.

Per i Knicks, Brunson chiude con 36 punti, 7 assist e percentuali solide: 9/18 dal campo, 3/7 da tre, 9/11 ai liberi. Anunoby ne aggiunge 33, compreso il canestro della vittoria. Towns firma 13 punti e 10 rimbalzi.

A San Antonio non bastano i 24 punti e 13 rimbalzi di Wembanyama, i 21 punti di Harper e i 18 punti di Fox e Vassell. Fox distribuisce anche 7 assist, ma il finale resta segnato dalla scelta che ha ridato ai Knicks l’ultimo possesso.

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Spike Lee: ICE ‘not welcome’ at celebrations if Knicks win NBA Finals

Filmmaker Spike Lee said Immigration and Customs Enforcement (ICE) will not be welcome at celebrations for the New York Knicks if the basketball team claims victory in the NBA Finals. “If the Knicks, when we win, whether it’s home or away, there’s going to be such — it’s going to be bananas, it’s going to…

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Spike Lee: ICE ‘not welcome’ at celebrations if Knicks win NBA Finals

Filmmaker Spike Lee said Immigration and Customs Enforcement (ICE) will not be welcome at celebrations for the New York Knicks if the basketball team claims victory in the NBA Finals. “If the Knicks, when we win, whether it’s home or away, there’s going to be such — it’s going to be bananas, it’s going to…

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Trial centers on whether Brad Lander blocked an elevator but hints at deeper issue

Trial of former New York City comptroller is ‘another example of the Trump administration’s suppression of political dissent’, lawyer argues

The trial against senior New York City Democrat Brad Lander, stemming from his arrest during an attempt to inspect rooms holding detained immigrants, involved six hours of litigating elevator logistics in Manhattan federal court on Wednesday.

Lander, the former city comptroller now vying for Democratic incumbent Dan Goldman’s congressional district, which encompasses lower Manhattan and north-west Brooklyn, was taken into custody on 18 September last year at 26 Federal Plaza.

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© Photograph: Spencer Platt/Getty Images

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Choc a New York: tifoso degli Spurs massacrato di botte e costretto a togliere la canotta. Finisce in ospedale con il volto insanguinato

Un gruppo di tifosi dei New York Knicks, delusi per la sconfitta della loro squadra in gara 3 delle Finals Nba contro i San Antonio Spurs, ha aggredito un tifoso della squadra rivale con calci e pugni, rubandogli la maglia di Tim Duncan durante una violenta aggressione a Midtown Manhattan. Mercoledì la polizia ha diffuso le immagini di videosorveglianza degli aggressori che hanno assalito il tifoso degli Spurs di 39 anni, chiedendo la collaborazione di tutti per identificarli e rintracciarli.

Tutto ciò si è verificato mentre la polizia stava già per arrestare 21 tifosi dei Knicks, accusati di aver creato disordini durante una festa organizzata per guardare la partita a Bryant Park, bloccando il traffico sulla 42esima Strada Ovest, sradicando diversi alberi e ferendo almeno due agenti della polizia newyorkese dopo gli scontri. La vittima stava tornando in hotel intorno alle 00:15 di martedì, dopo gara 3 delle finali NBA, quando è stata circondato da un gruppo di giovani. Alcuni degli aggressori indossavano delle maglie dei Knicks.

Secondo quanto riferito dalla polizia e come si vede anche dai video, il gruppo ha picchiato e preso a calci la vittima, strappandogli la maglia numero 21 degli Spurs e scappando via. Il tifoso degli Spurs è stato trasportato all’ospedale Mount Sinai West, con diverse ferite e il naso sanguinante.

Tutto ciò mentre a New York c’è attesa per gara 4 delle finali NBA, in programma mercoledì notte al Madison Square Garden. Il sindaco Mamdani ha autorizzato una serata con biglietto d’ingresso all’esterno del MSG, ma ha messo tutti in guardia con un post su X. “Mentre ci prepariamo a guardare la partita insieme, vorrei essere chiaro: questo è un momento storico e gioioso per la nostra città ”, ha detto Mamdani su X. “Non permetteremo che venga rovinato dalla violenza. Fate attenzione e festeggiate responsabilmente”.

La polizia di New York ha annunciato che a partire dalle 16:30 verrà istituita una zona di sicurezza intorno al Madison Square Garden e l’accesso sarà consentito solo ai tifosi in possesso di biglietti per assistere alla partita all’interno o al watch party all’esterno.

It’s not safe to be a white Spurs fan in New York pic.twitter.com/4Jkgv38seF

— TaraBull (@TaraBull) June 10, 2026

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MSG Sports criticizes NYPD and Mamdani over Knicks Game 4 security

James Dolan’s company slams mayor and police commissioner as ‘party poopers’ over large restricted zone

The owner of the New York Knicks basketball team sharply criticized both the New York police department and Zohran Mamdani after city officials announced an extensive security strategy for Game 4 of the NBA finals, featuring a large restricted zone and additional access controls.

The expanded security measures follow Monday’s Game 3 watch party at Bryant Park, where disorder erupted and led to arrests, damage to property, and incidents involving assaults on police officers.

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© Photograph: Eduardo Muñoz/Reuters

© Photograph: Eduardo Muñoz/Reuters

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Bending Spoons si prepara per sbarcare al Nasdaq di New York, depositati i documenti alla Sec

Bending Spoons si quota al Nasdaq. La società tech italiana guidata da Luca Ferrari annuncia il deposito di una dichiarazione di registrazione per una proposta di offerta pubblica iniziale. Bending Spons “annuncia di aver depositato pubblicamente una dichiarazione di registrazione sul modulo F-1 presso la U.S. Securities and exchange commission (Sec) relativa a una proposta di offerta pubblica iniziale delle proprie azioni ordinarie”, si legge in una nota.

LEGGI ANCHE: Brand o brand…elli / Bending Spoons verso Wall Street, la storia del gigante tech italiano nato dalle ceneri della startup Evertale

Le tempistiche dell’offerta

Le tempistiche dell’offerta, il numero di azioni da offrire e la fascia di prezzo per l’offerta non sono ancora stati determinati, spiega Bending Spoons, che ha presentato domanda per la quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Nasdaq global select market con il ticker Bsp. Goldman Sachs International, Jp Morgan e Allen & Company Llc sono joint lead book-running manager dell’offerta. Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore Isi, Bnp Paribas, Mizuho, Societe Generale, Crédit Agricole Cib, Imi-Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros-Gruppo Banco Bpm svolgono il ruolo di joint book-running manager dell’offerta.

Le condizioni dell’offerta

L’offerta è soggetta alle condizioni di mercato e ad altri fattori, inclusa l’efficacia della dichiarazione di registrazione, e non vi è alcuna garanzia circa se e quando l’offerta verrà avviata o completata, né in merito alle dimensioni, al prezzo o agli altri termini definitivi dell’offerta”, spiega la società. Da tempo gli osservatori si attendevano una quotazione da parte di Bending Spoons, che da ormai anni segue un percorso di acquisizioni molto serrato. Le aziende principali nell’orbita di Bending Spoons includono Aol, Brightcove, Eventbrite, Evernote, Harvest, komoot, Remini, StreamYard, Vimeo e WeTransfer. A marzo 2026, la società ha servito più di 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti mensili.

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Surveillance drones deployment on US’s Great Lakes raises data collection fears

Rights groups and some locals worry that program to ‘track illicit activity’ could become a data collection project

The Great Lakes have rarely ever been considered a hotbed of illicit drug activity or center for illegal immigration.

But that hasn’t stopped US government agencies and the company behind surveillance sailing drones from treating the region as such. The US Coast Guard recently announced it has launched an armada of at least six sailing drones in the Great Lakes this summer in an attempt to, in part, “track illicit activity”.

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© Photograph: James Brooks/AP

© Photograph: James Brooks/AP

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Fischi per Trump a New York in Knicks-San Antonio di Nba. Lui ribatte: “Credo che fossero per lo più applausi”

Prima i cori “U-S-A, U-S-A“, poi una bordata di fischi. Così il presidente americano Donald Trump è stato accolto quando è stato inquadrato al momento dell’esecuzione dell’inno nazionale americano al Madison Square Garden di New York. Il tycoon era infatti presente a gara 3 delle Finals Nba tra i Knicks, la sua squadra, e i San Antonio Spurs, vinta dai San Antonio Spurs. Match a cui ha assistito anche il sindaco di New York Zohran Mamdani. I fischi sono finiti quando l’immagine di Trump, ripreso durante il saluto militare, è sparita dal maxischermo. Secondo il resoconto del pool dei media al seguito della Casa Bianca e le foto diffuse, il tycoon era in compagnia, nella sua suite, di un gruppo di stretti collaboratori tra cui Dan Scavino, numero due dello staff, il proprietario dei Knicks e tra i finanziatori della sua compagna elettorale James Dolan, il segretario agli Interni Doug Burgum, il segretario ai Trasporti Sean Duffy e la nipote del presidente, Kai Trump.

Trump era seduto accanto a Dolan per il primo quarto e ha trascorso parte del secondo a parlare con il commissario dell’Nba Adam Silver e con Bruce Blakeman, candidato repubblicano alla carica di governatore. L’elicottero Marine One di Trump è decollato dalla sua casa nel New Jersey ed è atterrato vicino a Wall Street prima che il suo corteo di auto attraversasse Manhattan e raggiungesse l’arena circa un’ora prima dell’inizio della partita. Ha incontrato alcune persone che facevano gesti offensivi e, fuori dall’area, un gruppo esponeva cartelli con la scritta ‘Trump deve andarsene’. Una situazione che comunque non ha turbato il tycoon, che ai giornalisti prima di salire sull’Air Force One per tornare a Washington, ha detto: “Credo che fossero per lo più applausi, c’era molto rumore ed era un’atmosfera molto entusiasta“.

Nel pomeriggio alcuni gruppi di tifosi avevano chiesto di evitare che si presentasse allo stadio: ‘‘Non lo vogliamo”, hanno detto. Infatti la sua presenza ha rovinato la festa a migliaia di newyorkesi: per motivi di sicurezza la città ha deciso di cancellare la proiezione della partita all’esterno del Madison così molti tifosi si sono trovati a Central Park, dove era stato organizzato un altro watching party, e a Bryant Park, dove è stato spostato il party ufficiale che si sarebbe dovuto tenere fuori dall’arena.

Al match era presente anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha pagato di tasca sua un migliaio di dollari per un posto in piedi . Lo ha detto lo stesso Mamdani, indicando che i biglietti sono stati comprati dall’organizzazione delle partite. Trump e Mamdani però non hanno seguito insieme l’incontro. Il sindaco di New York ha infatti sottolineato che lui e Trump si sarebbero trovati “in una sezione molto diversa dello stadio”.

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NYC imposes stringent security as Trump becomes 1st sitting U.S. president to attend NBA Finals game

Donald Trump is set to be the first sitting U.S. president to attend an NBA Finals game, bringing strict security measures that will require New York Knicks fans to navigate an extensive safety perimeter around Madison Square Garden and an expected lengthy wait to get inside the building.

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Trump’s border czar threatens to send ‘more ICE agents than you’ve ever seen’ to New York City

Tom Homan says he made Kathy Hochul promise after governor signed bill protecting New Yorkers against ICE

Donald Trump’s hardline border czar has again threatened to dispatch a surge of immigration agents to New York City, as the administration vows to press ahead with its controversial crackdown.

Tom Homan said on Monday that he has reviewed a plan to expand Immigration Enforcement and Customs (ICE) operations in New York and deploy “more ICE agents than you’ve ever seen” in the city.

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© Photograph: Michael Nigro/Pacific Press/LightRocket via Getty Images

© Photograph: Michael Nigro/Pacific Press/LightRocket via Getty Images

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