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Meloni attacca Fratoianni: “Ha preso contributi da Soros”. Bonelli sbotta: “Bugie inammissibili, ci aspettiamo le scuse”

Botta e risposta alla Camera tra Nicola Fratoianni di Avs, la premier Giorgia Meloni, e Angelo Bonelli. “Voi la patrimoniale l’avete fatta sul ceto medio, togliendo diritti e opportunità, aumentando il carico fiscale. Il punto sono le scelte politiche”, ha attaccato Fratoianni intervenendo in Aula in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Poco dopo la risposta di Meloni che ha accusato il deputato di aver preso soldi da Soros. “L’unica patrimoniale l’abbiamo messa sui patrimoni altissimi, tassando le banche e anche ultimamente le società energetiche. Se aveste avuto voi lo stesso coraggio negli anni passati le cose sarebbero andate meglio. Ma capisco che non si possa avere quel coraggio quando si accettano contributi finanziari da uno speculatore finanziario del carico di Soros…”, ha attaccato Meloni durante la replica in Aula.

Immediata la replica di Angelo Bonelli, di Avs, che al termine dell’intervento della presidente del Consiglio l’ha accusata di dire bugie “inammissibili”. “Ci aspettiamo delle scuse”, ha aggiunto.

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Braccianti uccisi, in tremila al corteo Cgil nel Cosentino. Schlein: “Sequestro preventivo per le aziende che sfruttano”

Circa tremila persone hanno partecipato ad Amendolara, nel Cosentino alla manifestazione organizzata dalla Cgil dopo l’omicidio di quattro braccianti (tre afghani e un pakistano) trovati carbonizzati in un minivan lunedì scorso, e uccisi secondo la Procura di Castrovillari dai loro caporali (che si trovano in custodia cautelare in carcere) per aver protestato contro le condizioni di lavoro. Presenti vari esponenti politici, dalla segretaria Pd Elly Schlein al leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, fino ai parlamentari M5s Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino, Pasquale Tridico. In testa al corteo il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, e quello della Flai Cgil (il sindacato di categoria dei lavoratori agricoli) Giovanni Minnini. “Questa tragedia rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato. È il momento che tutti, uscendo dall’ipocrisia, dicano basta a questo sistema che mette in discussione la dignità, l’umanità, la vita stessa delle persone”, ha detto Landini prima dell’inizio della manifestazione. Per questo, ha aggiunto, “c’è bisogno che ci sia una reazione da parte di tutti i soggetti politici e istituzionali, imprenditoriali, perché ci sono tutti gli strumenti legislativi, e non solo, per poter invertire questa tendenza e bloccare questo sfruttamento che sta portando alla morte delle persone”.

In questo senso Schlein ha lanciato una proposta dal corteo: “Bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo, ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato”, ha detto la segretaria dem a margine della manifestazione. “Non si può più parlare soltanto di caporalato, ma bisogna parlare di padronato. Spesso, adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende”, spiega. Quella del caporalato e dello sfruttamento, denuncia Schlein, “è una piaga strutturale, non sono fenomeni episodici, questo ce lo siamo detti davanti ad ogni tragedia, anche quella della morte di Satnam Singh“, il bracciante indiano abbandonato di fronte a casa con un braccio amputato nel 2024 a Latina. “Bisogna rafforzare la tutela delle vittime che denunciano, con percorsi chiari, con soluzioni abitative, una casa, con formazione, assistenza legale, sanitaria e psicologica. Bisogna rendere conveniente e sicuro denunciare lo sfruttamento”.

“Siamo qui per dire basta con l’ipocrisia in questo Paese di chi fa finta di non vedere ciò che vedono tutti. Per dire basta all’idea che il lavoro sia sempre più marginalizzato, sfruttato, umiliato”, ha detto il leader di Sinistra Italiana Fratoianni. “Il governo ogni Primo maggio fa un decreto lavoro e fa un grande scherzo a lavoratori e lavoratrici. In queste ore c’è un emendamento della maggioranza che punta a incentivare e legittimare i contratti pirata, quelli che avevano messo fuori legge con l’ultimo intervento normativo”, denuncia. Per Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e capodelegazione del M5s al Parlamento europeo, “è tutto un sistema che purtroppo è marcio. È marcio perché non si può permettere a quattro persone, lavoratori, di essere sfruttati fino alla morte. Perché questo è successo, soltanto per aver chiesto i loro elementari e basilari diritti, ovvero il proprio salario”.

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“Bisogna tassare i ricchi, basta essere subalterni alla destra”: da Milano l’appello di Sinistra italiana con Podemos e la France Inosumise

Mentre nel campo progressista si torna a litigare sulla necessità o meno di una patrimoniale, Sinistra Italiana a Milano ha riunito una ventina di europarlamentari della European Left Alliance (Ela) per rilanciare la necessità di una tassa per i più ricchi. Sul palco della Santeria Toscana, zona Sud della città, sono intervenuti il segretario Nicola Fratoianni e l’eurodeputata Avs Ilaria Salis, ma anche l’europarlamentare spagnola di Podemos Irene Montero e la collega de la France Insoumise Manon Aubry. Sul palco del locale milanese campeggiava la scritta “Tax the rich”, proprio di fronte alla sede de “il Pane quotidiano”, l’associazione laica che ogni giorno distribuisce cibo a chi ne ha bisogno.

In Italia, ha esordito Fratoianni, “il 10% della popolazione detiene il 60% della ricchezza. Bisogna intervenire perché è inaccettabile che mentre la ricchezza complessiva cresce, aumenta anno dopo anno la povertà assoluta”. L’obiettivo, sostenuto dai partecipanti europei all’evento di Milano, è quello di recuperare risorse dalla fascia di popolazione più ricca.

Mikhail Maslennikov, membro di Oxfam, ha spiegato la loro proposta di introdurre una tassa sui grandi patrimoni che coinvolgerebbe lo 0,5% dei cittadini con un gettito stimato tra i 13 e i 16 miliardi di euro. Il leader di Avs ha affermato dal palco che con gli alleati di Ela verranno studiati gli strumenti migliori per portare avanti la proposta, avendo in mente diverse soluzioni. “Dalla tassa sui grandi patrimoni fino alla riforma, nel caso italiano, del sistema del prelievo sull’Irpef che è ormai anti-progressivo e in violazione della Costituzione – ha detto -. Si tratta di una proposta ragionevole, di buon senso e riformista”. Tra le idee però c’è anche quella di una tassa di successione che, ha continuato Fratoianni, “non esiste in Italia, con percentuali ridicole del 3-4% e con esenzioni di 1 milione di euro per ogni figlio: storture che vanno corrette”.

Proprio nell’ottica di un’alleanza internazionale, all’evento milanese hanno partecipato anche i membri dei principali partiti della sinistra europea. Sono i loro gli interventi più duri, in particolare quelli della europarlamentare spagnola di Podemos, Irene Montero, e dell’europarlamentare di La France Insoumise, Manon Aubrey. “La ricchezza non è onesta. La ricchezza è un grande furto – ha detto Montero -. Ci obbligano a guardare coloro che ci derubano. Non c’è proposta più giusta che possiamo fare per la nostra società che dire chiaramente ai ricchi di restituire ciò che è stato rubato”. Della stessa opinione anche la francese che dal palco ha parlato della necessità storica di “bandire i miliardari” per “salvare la democrazia”.

Dal palco non sono mancati i riferimenti alle divisioni con il campo largo. “Ogni volta che osiamo avanzare questa proposta – ha commentato Fratoianni – ricomincia la solita litania e ci accusano di essere radicali. Ai colleghi dell’ala progressista dico: la sinistra in questi anni ha subito una pesante subalternità culturale nei confronti della destra, soprattutto sul tema del fisco. È ora di dire basta”. Al leader di Sinistra Italiana ha fatto eco la deputata Elisabetta Piccolotti: “Siamo convinti che il tempo ci darà ragione e anche che i nostri alleati, che ora sono perplessi, nel tempo si convinceranno”. Poi un riferimento al governo: “La destra fa campagna brutale contro di noi dicendo che vogliamo tassare il ceto medio. Al contrario vogliamo dare sollievo ai lavoratori che pagano molte più tasse dei milionari. A Giorgia Meloni diciamo: scegliete voi la soglia da cui tassare, perché non ne esiste una incapace di ridistribuire ricchezze”.

Mentre dal palco di Milano si parlava di patrimoniale, quasi in parallelo, è arrivato un parziale stop da parte della segretaria del Pd, Elly Schlein:Non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista”, ha spiegato parlando al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, sottolineando però che “ne discuteremo” anche se “non è tra le cose condivise”. Proprio Schlein, intervistata sul Nove da Accordi&Disaccordi, solo il primo giugno aveva detto: “Tassare i super-ricchi non dev’essere un tabù”. Una frase che ha provocato le polemiche dentro lo stesso campo progressista.

Secondo Fratoianni, “i cittadini in larga maggioranza sono già favorevoli”. Dopo le parole di Schlein, a Piazza Pulita su La7 era intervenuto leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a paventare il rischio della fuga dei capitali: “La patrimoniale funziona come slogan ma nella realtà dei fatti spinge i ricchi ad andare via: bisogna piuttosto diminuire le tasse ai poveri”. Sulla questione è intervenuta anche l’eurodeputata Ilaria Salis, presente a Milano: “Occorre impedire che i ricchi possano trasferire la loro residenza fiscale. Si può fare una legge europea e muoversi con gli altri Paesi”.

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