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“Basta col massacro a Gaza, Ucraina, Sudan e i 56 massacri in corso nel mondo”: il messaggio di Ligabue a Roma con “Il mio nome è mai più” – IL VIDEO

12 June 2026 at 23:01

Luciano Ligabue durante il concerto allo Stadio Olimpico di Roma, il 12 giugno, ha mandato un messaggio molto chiaro sulla sua posizione contro le guerre. Il palco è immerso nell’oscurità. L’artista, con la chitarra acustica tra le mani, si esibisce in solitaria sull’estremità della passerella. Al ritornello, la band entra in scena con la propria musica mentre il palco si accende di un’intensa luce rossa. Sugli schermi compaiono le scritte “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”.

Ma non è tutto perché più avanti con il concerto il cantautore parla della violenza sulle donne con l’ultimo inedito “Nessuno è di qualcuno”. “Adesso vi facciamo sentire l’ultima canzone che ancora non è uscita, ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po’ di tempo fa. – ha detto – È una canzone che io voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito un qualsiasi tipo di violenza e in Italia, a quanto pare, è una su tre”.

Il palco è illuminato da luci rosse e bianche. Sullo schermo centrale, su uno sfondo nero viene proiettato il testo della canzone scritto in bianco e arricchito da grafiche rosse che rappresentano il mondo e grafiche astratte. Su tutti gli schermi viene proiettato un video in bianco e nero con alcuni volti dello spettacolo che ripetono “Nessuno è di qualcuno” seguito dalla scritta bianca su fondo nero “Una Nessuna Centomila”. A parlare sono: Pierfrancesco Favino, Linus, Marco D’Amore, Rosario Fiorello, Marco Bocci, Luca Zingaretti, Luca Argentero, Salvatore Esposito, Stefano Fresi, Edoardo Leo, Giorgio Panariello, Marco Giallini, Raul Bova, Giuseppe Fiorello, Vinicio Marchioni, Amadeus e, naturalmente, Fiorella Mannoia.

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Ligabue all’Olimpico di Roma: “De Gregori è patrimonio italiano, ma non condivido più di tanto il suo pensiero. Sul palco parlo delle 56 guerre nel mondo. Sanremo è col coltello tra i denti. Se mi invitano come ospite? Mai dire mai”

12 June 2026 at 23:01

Luciano Ligabue è tornato allo Stadio Olimpico di Roma stavolta per la celebrazione “La notte di certe notti”. Erano in 54mila, come confermato dagli organizzatori, ad applaudire ieri 12 giugno l’artista che ha proposto una scaletta di 26 brani suddivisi in quattro parti per ogni album: “Ligabue” (1990), “Miss Mondo” (1999), “Fuori come va?” (2002), “Lambrusco, coltelli, rose & pop corn” (1991). Il bis è affidato a “I ragazzi non in giro” e naturalmente “Certe Notti”.

Abbiamo incontrato l’artista che ha raccontato la genesi dello spettacolo pensato per gli stadi, che proseguirà mercoledì 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, sabato 20 giugno (a un anno da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano e a settembre e ottobre con un tour nei palazzetti. Si inizia il 22 settembre dall’Arena di Verona per poi chiudere il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026. E il 2027? “Mi fermo in Italia, ma all’estero succederà qualcosa”.

Su un prossimo album le idee sono chiare. “Allora diciamolo chiaramente, – ha concluso Ligabue – io di canzoni ne ho un fottio. È l’ultimo dei problemi avere delle canzoni. Poi da qui a pubblicarle è un’altra cosa proprio perché il mondo è cambiato. Qualcosa uscirà prima o poi. Abbiamo un brano che non abbiamo fatto uscire, ma c’è del materiale che è già stato realizzato in buona parte”.

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