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“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare”. Perché Ultimo è diventato un fenomeno di massa? C’entrano Renato Zero e Vasco Rossi

13 June 2026 at 08:11

“Quando ascoltavo la gente parlare mentre dava lezioni / non ho saputo imparare ed ora disegno le delusioni, le conclusioni / […] Ero un bambino diverso […] / Sempre collocato nel gruppo dei perdenti”. Sono le parole di Ultimo in una delle sue canzoni più amate e considerata ormai un vero e proprio manifesto per il suo popolo: “Sogni appesi”. E non è un caso.

Proprio in quelle parole si nasconde il segreto del successo di quello che non è un fenomeno musicale, ma un vero e proprio fenomeno di massa. Ma come nasce questa ondata di donne e uomini che culminerà nel concerro evento del “Raduno degli ultimi” che si terrà il 4 luglio a Tor Vergata a Roma? Lo spiega il volume “Il popolo di Ultimo” (Gallucci editore) di Mattia Marzi, dal 12 giugno in libreria.

“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare. Anche quando parti da Ultimo” e “Sono una grandissima fan di Vasco da sempre ma ora Nic ci ha rubato l’anima: tu porterai avanti la storia e la favola di tutti noi”. Sono sono alcuni dei commenti dei fan del cantautore che si cullano sulle note di “Colpa delle favole”, Piccola stella”, “Rondini al guinzaglio” e “Il ballo delle incertezze”. Ma c’è di più oltre alle canzoni.

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“Basta col massacro a Gaza, Ucraina, Sudan e i 56 massacri in corso nel mondo”: il messaggio di Ligabue a Roma con “Il mio nome è mai più” – IL VIDEO

12 June 2026 at 23:01

Luciano Ligabue durante il concerto allo Stadio Olimpico di Roma, il 12 giugno, ha mandato un messaggio molto chiaro sulla sua posizione contro le guerre. Il palco è immerso nell’oscurità. L’artista, con la chitarra acustica tra le mani, si esibisce in solitaria sull’estremità della passerella. Al ritornello, la band entra in scena con la propria musica mentre il palco si accende di un’intensa luce rossa. Sugli schermi compaiono le scritte “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”.

Ma non è tutto perché più avanti con il concerto il cantautore parla della violenza sulle donne con l’ultimo inedito “Nessuno è di qualcuno”. “Adesso vi facciamo sentire l’ultima canzone che ancora non è uscita, ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po’ di tempo fa. – ha detto – È una canzone che io voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito un qualsiasi tipo di violenza e in Italia, a quanto pare, è una su tre”.

Il palco è illuminato da luci rosse e bianche. Sullo schermo centrale, su uno sfondo nero viene proiettato il testo della canzone scritto in bianco e arricchito da grafiche rosse che rappresentano il mondo e grafiche astratte. Su tutti gli schermi viene proiettato un video in bianco e nero con alcuni volti dello spettacolo che ripetono “Nessuno è di qualcuno” seguito dalla scritta bianca su fondo nero “Una Nessuna Centomila”. A parlare sono: Pierfrancesco Favino, Linus, Marco D’Amore, Rosario Fiorello, Marco Bocci, Luca Zingaretti, Luca Argentero, Salvatore Esposito, Stefano Fresi, Edoardo Leo, Giorgio Panariello, Marco Giallini, Raul Bova, Giuseppe Fiorello, Vinicio Marchioni, Amadeus e, naturalmente, Fiorella Mannoia.

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Ligabue all’Olimpico di Roma: “De Gregori è patrimonio italiano, ma non condivido più di tanto il suo pensiero. Sul palco parlo delle 56 guerre nel mondo. Sanremo è col coltello tra i denti. Se mi invitano come ospite? Mai dire mai”

12 June 2026 at 23:01

Luciano Ligabue è tornato allo Stadio Olimpico di Roma stavolta per la celebrazione “La notte di certe notti”. Erano in 54mila, come confermato dagli organizzatori, ad applaudire ieri 12 giugno l’artista che ha proposto una scaletta di 26 brani suddivisi in quattro parti per ogni album: “Ligabue” (1990), “Miss Mondo” (1999), “Fuori come va?” (2002), “Lambrusco, coltelli, rose & pop corn” (1991). Il bis è affidato a “I ragazzi non in giro” e naturalmente “Certe Notti”.

Abbiamo incontrato l’artista che ha raccontato la genesi dello spettacolo pensato per gli stadi, che proseguirà mercoledì 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, sabato 20 giugno (a un anno da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano e a settembre e ottobre con un tour nei palazzetti. Si inizia il 22 settembre dall’Arena di Verona per poi chiudere il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026. E il 2027? “Mi fermo in Italia, ma all’estero succederà qualcosa”.

Su un prossimo album le idee sono chiare. “Allora diciamolo chiaramente, – ha concluso Ligabue – io di canzoni ne ho un fottio. È l’ultimo dei problemi avere delle canzoni. Poi da qui a pubblicarle è un’altra cosa proprio perché il mondo è cambiato. Qualcosa uscirà prima o poi. Abbiamo un brano che non abbiamo fatto uscire, ma c’è del materiale che è già stato realizzato in buona parte”.

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