Normal view

“Magari dico una bestialità, ma ascoltare Lucio Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven”: Pierdavide Carone nell’opera “L’anno che verrà”, dedicata al grande artista

11 June 2026 at 15:14

Le musiche, le parole, le canzoni e il talento di Lucio Dalla vengono celebrati con l’opera “L’anno che verrà” da dicembre in tour nei teatri. Il progetto è ideato da Marcello Corvino e diretto da Manuel Renga. La storia si svolge in un grande hotel sul mare, alla vigilia di Capodanno, dove si incrociano le vicende di alcuni viaggiatori: una giovane coppia in fuga, una cantante di piano bar alla ricerca di un amore perduto, un musicista disilluso e un uomo d’affari colpito da una crisi esistenziale. Ad accoglierli è un enigmatico portiere, che avrà il volto di Pierdavide Carone, che Dalla lo ha conosciuto bene. Il cantautore scomparso, infatti, non solo ha prodotto l’album “Nanì e altri racconti”, ma è salito sul palco del Festival di Sanremo 2012 per dirigere l’orchestra e duettare con Carone.

“Sarebbe assurdo immaginare un futuro in cui i ragazzi non conoscano Lucio Dalla o lo scoprano solo attraverso le piattaforme digitali – ha dichiarato Carone -. Magari dico una bestialità, ma ascoltare Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven. La musica pop che supera il tempo deve avere lo stesso peso della sinfonica, perché parla alle generazioni e le attraversa”.

E ancora: “La vocalità di Dalla era talmente esuberante che l’unico modo per cantare, soprattutto quando si aggiungerà l’orchestra, è quasi ‘aggredire’ le canzoni, cercando di farlo in modo degno. Quando devo cantare Lucio sono sempre preoccupato, però il concetto di preoccupazione si trasforma in sfida, per quel senso di gratitudine nei confronti di una persona a cui dobbiamo molto”.

Il regista Manuel Renga ha aggiunto: “Questa nuova opera pop è un lavoro che non racconta la vita del grande Lucio Dalla, ma prende a piene mani dalla sua creatività musicale e traduce in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono. Lucio Dalla diventa per noi il ‘custode dei sogni’ colui che è in grado di leggere chiaramente le paure, i desideri, i sogni e le delusioni dell’uomo e trasformarle in situazioni musicali popolari, dirette, emozionanti”. Lo spettacolo è composto dai brani più conosciuti come “La sera dei miracoli” e “L’anno che verrà” e quelli contenuti in album meno popolari “per tenere conto di tutte le anime musicali di Dalla”. È un viaggio onirico, “dove i personaggi sono le incarnazioni di quei sogni, di quelle paure e speranze, racconti di vita che si intrecciano sulle note musicali”.

Il debutto è previsto per l’11 e 12 dicembre a Ferrara, si proseguirà il 18, 19 e 20 dicembre con tre spettacoli a Reggio Emilia, per poi salutare il 2026 il 22 e 23 dicembre con una doppia data a Ravenna. In tabellone a gennaio anche appuntamenti a Piacenza e Modena, mentre il Teatro Duse di Bologna ospiterà lo spettacolo il 10, 11 e 12 settembre. Sul palco ci saranno fino a cento artisti, tra attori, orchestra sinfonica e la compagnia di danza di Michele Merola, che curerà le coreografie.

L'articolo “Magari dico una bestialità, ma ascoltare Lucio Dalla a teatro equivale ad ascoltare Beethoven”: Pierdavide Carone nell’opera “L’anno che verrà”, dedicata al grande artista proviene da Il Fatto Quotidiano.

Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”

10 June 2026 at 23:01

Il paradiso terrestre, una bellissima Eva circondata dalle divinità, il diavolo tentatore nei panni del serpente, il morso della mela, la caduta negli inferi per poi risalire e purificarsi alla Fontana di Trevi nella città eterna, con un chiaro riferimento alla iconica scena del bagno di Anita Ekberg in “La dolce vita” di Fellini. Benvenuti nel Paradiso di Achille Lauro (suddiviso in 4 atti) che ha così aperto le porte ai 60mila, come dichiarato dall’organizzatore, accorsi allo Stadio Olimpico di Roma. Non è un caso che la frase conclusiva del cortometraggio proiettato sui mega schermi (nato da una idea di Lauro e del suo team, che lascia presagire anche una incursione nel cinema prossimamente) siano le parole: “E così persero il cielo e con esso il diritto all’eterno condannati a vivere una vita soltanto. Comuni Immortali”. Un omaggio alla sua gente, al popolo composto da nonne, mamme, nipoti e coppie di fidanzati.

“Più che un concerto ho realizzato per gli stadi un film narrativo, legato allo spettacolo, tenuto in piedi dalle canzoni. – ci ha raccontato l’artista poche ore prima dello show – Per mia fortuna ho molti brani che sono diventati, in qualche modo, parte della storia della mia fanbase. Vengo dalla data zero di Rimini e ancora prima dai 15 palazzetti, sull’onda di una magia bellissima perché si vede quanto le canzoni poi siano entrate nelle vite delle persone. Questo è un anno davvero fortunato con questi tre stadi (7 e 10 giugno allo Stadio Olimpico di Roma e il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, ndr) che mi aspettano e il prossimo anno ce ne saranno altri dieci che stanno andando benissimo. Posso dire che con un anno di anticipo l’Olimpico è già sold out mentre questa sera aggiungiamo una data il primo luglio 2027. Anche le altre date del 2027 sono molto vicine alla chiusura dei biglietti”.

Una delle sorprese della serata è stata la presenza di Antonello Venditti con “Che tesoro che sei” (esce il 12 giugno; ndr): “Io, come tutti gli italiani, siamo cresciuti con lui. – ha detto il cantautore – Gli ho chiesto anche di suonare insieme ‘Notte prima degli esami’. Se c’è un ospite che ho voluto fortemente è Antonello per tutto quello che ha rappresentato nella nostra adolescenza e poi è anche il simbolo della mia città”.

Lauro anche all’Olimpico – dopo le date nei palazzetti – conferma di essere in una fase felice della sua carriera e ha messo a segno un traguardo importante nella sua città. Un traguardo che però viene da lontano, dalla gavetta fatta di porte sbattute in faccia: “Il mio primo concerto? – ha confessato Lauro – Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”.

L'articolo Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO

10 June 2026 at 22:40

Sul palco dello stadio Olimpico di Roma di Achille Lauro, mercoledì 10 giugno, davanti a 60mila spettatori come dichiarato dall’organizzatore, è apparso Antonello Venditti. I due artisti hanno duettato in anteprima su “Che tesoro che sei”, brano del 1999 di Venditti, che uscirà nelle piattaforme dal 12 giugno. Al termine dell’esecuzione Venditti ha intonato “Notte prima degli esami” con un coro fortissimo da tutto lo stadio.

“Antonello è veramente come questa città. – ha detto Lauro – Quando ero piccolo andavamo al mare e con gli amici ascoltavamo le canzoni di Venditti. Devo ringraziarlo per aver deciso di duettare con me ‘Che tesoro che sei’. E oggi veramente stiamo realizzando qualcosa incredibile”.

E ancora: “Una sorpresa per questo brano che uscirà venerdì 12 giugno. E poi ho chiesto ad Antonello un altro regalo. Non potevamo andare via così. Quindi adesso ragazzi mi tolgo le cuffie e chiedo un applauso al maestro Venditti”.

I due si sono salutati affettuosamente al termine dell’esibizione. Un vero attestato di stima e di amicizia tra due artisti romani.

L'articolo Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌