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Morto a novant’anni il giurista Natalino Irti: avvocato e accademico, è stato maestro del diritto civile

11 June 2026 at 17:30

È morto a novant’anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento e una delle voci più influenti del diritto civile contemporaneo. Originario di Avezzano (L’Aquila), avvocato e professore ordinario, è stato accademico dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto italiano per gli studi storici e dal 1977 docente all’Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di magistrati, avvocati e accademici. È stato anche presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del consiglio d’amministrazione dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) e del Comitato per le privatizzazioni. Il nome di Irti resta legato soprattutto a “L’età della decodificazione”, opera con cui ha interpretato la progressiva perdita di centralità del codice civile e la nascita di sottosistemi normativi autonomi, governati da logiche e principi propri. Una riflessione che ha segnato in profondità il modo di leggere il diritto privato nell’Italia contemporanea, aprendo un confronto sul ruolo della dottrina, sulla certezza del diritto e sul rapporto tra codici, leggi speciali, economia e potere politico.

“Con Natalino Irti scompare uno dei protagonisti assoluti del pensiero giuridico italiano”, lo ricorda il presidente del Consiglio nazionale forense (l’organismo di vertice dell’avvocatura) Francesco Greco. “La sua riflessione ha attraversato il diritto nella sua dimensione più profonda, interrogandosi non solo sugli istituti ma sul senso stesso dell’ordinamento. Ha ridefinito il modo di leggere il codice civile e il diritto privato contemporaneo ed è stato sempre un osservatore attento alle trasformazioni profonde della società. Il Consiglio nazionale forense tutto lo ricorda con gratitudine e reverenza e si stringe al dolore della famiglia”. Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, “ricorda commosso la limpida figura di Natalino Irti, che è stato anche banchiere e che fino alla scomparsa era proboviro” dell’associazione: “Di Natalino ho sempre ammirato la profonda cultura giuridica dell’insigne docente, le grandi e poliedriche sensibilità culturali e l’impegno professionale rigoroso. Con lui già negli anni Ottanta parlavamo di privatizzazioni bancarie, in anticipo rispetto a quanto poi sarebbe avvenuto”, dichiara in una nota.

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Ponte sullo Stretto, l’ex magistrato Miele (indagato per corruzione) lascia la presidenza del collegio dei revisori al Csm

11 June 2026 at 11:26

Tommaso Miele, l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti indagato per corruzione nell’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, si è dimesso dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Consiglio superiore della magistratura. Come riportato da alcuni quotidiani, Miele aveva assunto l’incarico ad aprile del 2025, prima a titolo gratuito e poi, dopo il pensionamento dello scorso febbraio, dietro un compenso di 27mila euro lordi annui. La presenza di due magistrati contabili nel collegio è prevista dal regolamento interno del Csm.

Secondo l’accusa dei magistrati romani, Miele è stato avvicinato dall’imprenditore Vincenzo Virgiglio e dall’avvocato Francesco Saccomanno al fine – si legge in un comunicato emesso dalla Procura – di “condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione” del Ponte sullo Stretto. L’ex magistrato, ipotizzano i pm, si è messo a disposizione dei presunti corruttori fornendo continui aggiornamenti e informazioni riservate, “in cambio del loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento”.

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Achille Lauro apre le porte del suo paradiso ai 60mila all’Olimpico. Gavetta e successo: “Il mio primo concerto? Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”

10 June 2026 at 23:01

Il paradiso terrestre, una bellissima Eva circondata dalle divinità, il diavolo tentatore nei panni del serpente, il morso della mela, la caduta negli inferi per poi risalire e purificarsi alla Fontana di Trevi nella città eterna, con un chiaro riferimento alla iconica scena del bagno di Anita Ekberg in “La dolce vita” di Fellini. Benvenuti nel Paradiso di Achille Lauro (suddiviso in 4 atti) che ha così aperto le porte ai 60mila, come dichiarato dall’organizzatore, accorsi allo Stadio Olimpico di Roma. Non è un caso che la frase conclusiva del cortometraggio proiettato sui mega schermi (nato da una idea di Lauro e del suo team, che lascia presagire anche una incursione nel cinema prossimamente) siano le parole: “E così persero il cielo e con esso il diritto all’eterno condannati a vivere una vita soltanto. Comuni Immortali”. Un omaggio alla sua gente, al popolo composto da nonne, mamme, nipoti e coppie di fidanzati.

“Più che un concerto ho realizzato per gli stadi un film narrativo, legato allo spettacolo, tenuto in piedi dalle canzoni. – ci ha raccontato l’artista poche ore prima dello show – Per mia fortuna ho molti brani che sono diventati, in qualche modo, parte della storia della mia fanbase. Vengo dalla data zero di Rimini e ancora prima dai 15 palazzetti, sull’onda di una magia bellissima perché si vede quanto le canzoni poi siano entrate nelle vite delle persone. Questo è un anno davvero fortunato con questi tre stadi (7 e 10 giugno allo Stadio Olimpico di Roma e il 15 giugno allo Stadio San Siro di Milano, ndr) che mi aspettano e il prossimo anno ce ne saranno altri dieci che stanno andando benissimo. Posso dire che con un anno di anticipo l’Olimpico è già sold out mentre questa sera aggiungiamo una data il primo luglio 2027. Anche le altre date del 2027 sono molto vicine alla chiusura dei biglietti”.

Una delle sorprese della serata è stata la presenza di Antonello Venditti con “Che tesoro che sei” (esce il 12 giugno; ndr): “Io, come tutti gli italiani, siamo cresciuti con lui. – ha detto il cantautore – Gli ho chiesto anche di suonare insieme ‘Notte prima degli esami’. Se c’è un ospite che ho voluto fortemente è Antonello per tutto quello che ha rappresentato nella nostra adolescenza e poi è anche il simbolo della mia città”.

Lauro anche all’Olimpico – dopo le date nei palazzetti – conferma di essere in una fase felice della sua carriera e ha messo a segno un traguardo importante nella sua città. Un traguardo che però viene da lontano, dalla gavetta fatta di porte sbattute in faccia: “Il mio primo concerto? – ha confessato Lauro – Nessuno mi faceva suonare, mi affittavo il locale, pagavo le guest e mi mettevo in scaletta”.

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Achille Lauro e Antonello Venditti all’Olimpico di Roma duettano in anteprima su “Che tesoro che sei”. Poi i cori per “Notte prima degli esami” – IL VIDEO

10 June 2026 at 22:40

Sul palco dello stadio Olimpico di Roma di Achille Lauro, mercoledì 10 giugno, davanti a 60mila spettatori come dichiarato dall’organizzatore, è apparso Antonello Venditti. I due artisti hanno duettato in anteprima su “Che tesoro che sei”, brano del 1999 di Venditti, che uscirà nelle piattaforme dal 12 giugno. Al termine dell’esecuzione Venditti ha intonato “Notte prima degli esami” con un coro fortissimo da tutto lo stadio.

“Antonello è veramente come questa città. – ha detto Lauro – Quando ero piccolo andavamo al mare e con gli amici ascoltavamo le canzoni di Venditti. Devo ringraziarlo per aver deciso di duettare con me ‘Che tesoro che sei’. E oggi veramente stiamo realizzando qualcosa incredibile”.

E ancora: “Una sorpresa per questo brano che uscirà venerdì 12 giugno. E poi ho chiesto ad Antonello un altro regalo. Non potevamo andare via così. Quindi adesso ragazzi mi tolgo le cuffie e chiedo un applauso al maestro Venditti”.

I due si sono salutati affettuosamente al termine dell’esibizione. Un vero attestato di stima e di amicizia tra due artisti romani.

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