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Il gorilla “filosofo” diventa il nuovo caso virale sui social: la storia di Kiyomasa e il “segreto” del suo Dna

10 June 2026 at 15:15

Seduto in silenzio, con lo sguardo fisso davanti a sé e una posa che ricorda quella di chi è immerso nei propri pensieri. È così che un gorilla è riuscito a conquistare migliaia di utenti sui social, diventando in poche ore protagonista di meme, commenti e condivisioni. Il protagonista della vicenda si chiama Kiyomasa, un gorilla di pianura occidentale ospitato nello zoo e giardino botanico di Higashiyama, nella città giapponese di Nagoya. In un video diventato virale, l’animale appare seduto da solo mentre tiene un braccio incrociato sul petto e una mano vicino alla bocca, assumendo una postura che molti hanno interpretato come quella di qualcuno intento a riflettere profondamente.

Secondo le ricostruzioni circolate online, il filmato sarebbe stato registrato poco dopo un momento di tensione con la sua compagna. Un dettaglio che ha contribuito a rendere il video ancora più virale. In poche ore Kiyomasa è stato “memato” dagli utenti di tutto il mondo: la sua espressione assorta e lo sguardo fisso nel vuoto sono diventati il punto di partenza per battute, fotomontaggi e commenti ironici. C’è chi lo ha associato a chi ripensa a una discussione appena avuta, chi alle preoccupazioni della vita quotidiana e chi, più semplicemente, ha scherzato dicendo di sentirsi esattamente come lui dopo una lunga giornata. Da qui il soprannome di “gorilla filosofo”, che ha rapidamente accompagnato la diffusione del video sui social.

Il successo è nel DNA

Kiyomasa, 13 anni, non è inoltre un gorilla qualsiasi. È infatti figlio di Shabani, uno dei gorilla più celebri del Giappone, diventato negli anni una vera e propria attrazione per i visitatori dello zoo grazie alla sua notorietà sui social e all’affetto conquistato tra gli appassionati di fauna selvatica. Che stesse davvero riflettendo o semplicemente riposando, poco importa agli utenti della rete. Per molti, quel breve filmato è bastato per trasformare Kiyomasa nel nuovo fenomeno virale del momento.

Famous Gorilla Kiyomasa Goes Full Philosopher Mode

After a spat with his mate, he sat down for some deep contemplation — caught on camera in Japan.

Even gorillas need a moment to process…#Gorilla #Japan #Zoo #PNC pic.twitter.com/Ovdysz3q1Z

— People’s news Channel (@peoplesnews2024) June 9, 2026

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Spunta un cinghiale tra gli ombrelloni, poi entra in mare davanti a decine di bagnanti: la scena fa il giro dei social

10 June 2026 at 14:59

Una presenza insolita ha attirato l’attenzione di residenti e turisti sul litorale di Agropoli, nel Cilento. Un cinghiale è stato infatti avvistato sulla spiaggia di San Marco, dove dopo aver raggiunto la battigia ha deciso di entrare in acqua, probabilmente alla ricerca di un po’ di refrigerio nelle ore più calde della giornata.

La scena, com’è ovvio, non è passata inosservata. Numerosi bagnanti hanno assistito all’episodio, e hanno ripreso l’animale con smartphone e videocamere. In pochi minuti immagini e filmati hanno iniziato a circolare sui social, suscitando curiosità e commenti tra gli utenti. Il cinghiale è rimasto in acqua per alcuni minuti, nuotando a breve distanza dalla riva sotto lo sguardo sorpreso dei presenti. Successivamente è tornato sulla spiaggia e si è allontanato senza causare problemi o situazioni di pericolo.

Non è la prima volta che un cinghiale viene avvistato in contesti insoliti nel Cilento. Negli ultimi anni la presenza di questi animali è stata segnalata sempre più spesso nei pressi di abitazioni, strade e località turistiche, soprattutto durante i mesi estivi. La ricerca di acqua e cibo, unita alle alte temperature, può infatti spingere gli esemplari a spostarsi verso aree frequentate dall’uomo.

@giornalista.cilen ???? Ospite inatteso tra i bagnanti: un cinghiale si rinfresca nel mare di Agropoli Tra i tanti turisti che stanno affollando le spiagge del lungomare San Marco ad Agropoli, oggi a catturare l’attenzione è stato un visitatore davvero insolito. Un cinghiale è stato avvistato mentre si rinfrescava nelle acque a pochi metri dalla riva, sotto gli occhi increduli di bagnanti e passanti. La scena ha subito attirato curiosità e smartphone, con numerosi video e fotografie condivisi sui social. Non è la prima volta che gli animali selvatici si spingono fino alle aree urbane e costiere del Cilento, ma vedere un cinghiale fare il bagno in mare resta uno spettacolo decisamente raro e sorprendente. ???? E voi lo avete visto? Condividete foto e video nei commenti. #Agropoli #Cinghiale #SanMarco #Cilento #Estate2026 ♬ sonido original – Juanma Juanma

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Ennesimo allevamento crudele: Essere Animali con Selvaggia Lucarelli per una proposta di legge contro le gabbie

10 June 2026 at 05:18
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a firma di Chiara Caprio

Per molti consumatori la denominazione DOP sull’etichetta dei prodotti che acquistano al supermercato è sinonimo di garanzia di qualità e, nel caso di prodotti animali come salumi e affettati, di pratiche di allevamento rispettose del benessere animale. Eppure, se il disciplinare non lo vieta espressamente, anche un prodotto etichettato come DOP può provenire da allevamenti in cui gli animali trascorrono parte o l’intera vita in gabbia. È il caso di mille scrofe allevate in una grande struttura in provincia di Treviso, di cui nelle scorse settimane Essere Animali ha mostrato immagini a dir poco scioccanti.

Il 28 maggio l’associazione ha diffuso, in collaborazione con Selvaggia Lucarelli, video inediti consegnati all’associazione da un ex dipendente dell’azienda. Nei filmati venivano documentate gravi violenze nei confronti degli animali da parte dell’allevatore e di altri operai, dolorose mutilazioni per i suinetti maschi, centinaia di cuccioli senza vita nelle gabbie parto, l’utilizzo massiccio di farmaci, decine di carcasse abbandonate all’esterno dell’allevamento e gabbie parto fatiscenti e pericolose per gli animali. Le immagini hanno raggiunto milioni di persone indignate per le condizioni dell’allevamento.

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La settimana seguente, il 5 giugno, Essere Animali è tornata a mostrare nuovi filmati inediti raccolti a maggio di quest’anno, che confermano come alcune delle problematiche già documentate siano la normalità. Ancora una volta le immagini hanno mostrato la presenza di centinaia di cuccioli morti nelle gabbie, carcasse abbandonate all’esterno della struttura, scaffali e frigoriferi ricolmi di farmaci utilizzati per il trattamento di infezioni batteriche, problemi respiratori e infestazioni parassitarie. A preoccupare è anche la presenza diffusa di topi in tutte le aree dell’allevamento e persino nelle mangiatoie.

Con questa attività di documentazione, l’associazione è tornata a denunciare non solo le irregolarità e i maltrattamenti sugli animali, ma anche una crudeltà che in Italia è ancora legale: l’allevamento in gabbia. Sono circa 600mila le scrofe allevate in queste condizioni nel nostro Paese, insieme a 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie.

Per questo motivo il 12 marzo scorso Essere Animali ha depositato una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre anche in Italia il divieto dell’utilizzo di gabbie per tutte le specie allevate. Una pratica su cui anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si è pronunciata, mettendo nero su bianco cosa significa per un animale vivere in gabbia: questi sistemi impediscono agli animali di esprimere comportamenti fondamentali come camminare, girarsi, esplorare l’ambiente e socializzare, aumentando quindi le loro sofferenze.

La proposta di legge è parte della campagna Gabbie Vuote e ha già ricevuto il supporto di oltre 42mila persone che hanno firmato sulla pagina dedicata del Ministero della Giustizia, insieme a personalità provenienti da mondi e sensibilità diverse, come appunto l’autrice e scrittrice Selvaggia Lucarelli, la cheffe Chiara Pavan, la fumettista Zuzu, il maratoneta ex atleta olimpionico Riccardo Bugari.

Nel 2021, la Commissione Europea aveva ufficialmente accolto l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, firmata da oltre 1,4 milioni di cittadini e sostenuta da più di 170 organizzazioni, tra cui Essere Animali, impegnandosi a presentare entro il 2023 una proposta per eliminare gradualmente l’allevamento in gabbia. Ma questa promessa, ad oggi, non è stata mantenuta, tradendo le aspettative di milioni di persone.

Intanto in Europa, diversi Paesi hanno già introdotto divieti o forti limitazioni all’uso delle gabbie negli allevamenti intensivi. Non c’è motivo per cui anche l’Italia non possa fare lo stesso. Secondo i dati dell’ultimo Eurobarometro oltre 9 italiani su 10 sono favorevoli a questo divieto, la politica ascolterà le loro richieste?

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