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Tajani: “Ben-Gvir e il Paese delle Ciabatte? Parole inaccettabili, incommentabile”

“Dopo gli inaccettabili atti compiuti ai danni degli attivisti della Global Flotilla, ho chiesto all’Alto Rappresentante Borrell di portare al Consiglio Affari Esteri una proposta di sanzioni nei confronti del ministro Ben-Gvir, responsabile politico di quel grave atto. Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell’Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili”, così il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenuto alla Commissione Difesa al Senato.

“Non mi lascio scoraggiare da nessuna inchiesta”, aveva detto il ministro israealiano su X attaccando l’Italia: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte”. “Israele – aggiunge – non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”. Gvir è il primo indagato nel procedimento dopo i fatti del 29-30 aprile e del 18-19 maggio, i due abbordaggi in acque internazionali lanciati dalla Marina israeliana contro le barche della Flotilla a ovest di Creta e a sud di Cipro, e sui maltrattamenti documentati quando gli oltre 430 attivisti della missione politica e umanitaria per Gaza sono stati detenuti prima su due navi prigione al largo, poi in un hangar militare del porto di Ashdod, gestito dai militari dell’Idf insieme alla polizia di Ben-Gvir, e poi nel carcere di Ketziot prima dell’espulsione da Israele il 21 maggio.

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Greek Gaza Flotilla Activist Exposes Alleged Israeli Torture

9 June 2026 at 06:12
Gaza flotilla carrying a Greek activist as well
The Greek activist was aboard a vessel aimed at breaking the naval blockade of Gaza. Credit: Global Sumud Flotilla

Greek activist and academic Antonis Vradis shared his harrowing experience after being detained by Israeli authorities in international waters alongside fellow Freedom Flotilla activists.

Speaking to Al Jazeera, Vradis revealed that he was held for 52 hours aboard an Israeli vessel before being transferred to Israel and ultimately deported. He alleges that he was subjected to brutal torture by Israeli commandos during his detention.

As a member of the Global Sumud Flotilla, a fleet of over fifty vessels aimed at breaking the naval blockade of Gaza to deliver humanitarian aid and stand in solidarity with Palestinians, AntVradis was aboard the La Sirena when it was intercepted by Israeli forces in international waters near Cyprus. The passengers were detained at gunpoint and transferred to the Nahshon, a ship he describes as a “floating prison.”

“I began calculating how many minutes on my knees I would trade for just a few seconds inside the torture container. It felt like we were kneeling for an eternity,” Vradis recalled. “A drone hovered overhead, and a nationalistic song blared continuously from the loudspeakers in an exhausting, repetitive loop.”

Greek flotilla activist alleges torture by Israelis

Greek activist Israel torture
Antonis Vradis is a professor of human geography at the University of Oslo and a reader at the University of St Andrews. Credit: University of St Andrews

The activist detailed accounts of beatings, electric shocks, and humiliation. He noted that he was held in metal containers with dozens of other activists and deprived of food, water, and medical care. This experience, he said, helped him truly understand the depth of sumud—the steadfastness and resilience that characterizes Palestinians.

Upon arrival at the Israeli port of Ashdod, Vradis claims he faced further violence and was threatened with a knife, all while being denied medical attention.

“During the fingerprinting and photographing process inside a large registration tent, two guards dragged me into a small, isolated area behind a curtain,” he described. “One of them lunged at me with a folding knife. The blade was aimed at my stomach, but I instinctively moved, and it struck my arm instead, leaving a bleeding, four-centimeter gash.”

Vradis’ allegations are now the subject of legal proceedings in Greece. Reflecting on the ordeal, he warned that his experience reflects practices that have reportedly been inflicted on Palestinians for decades. “They put us in a black box stripped of all rights,” he stated, describing the incident as an act of “state piracy.”

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Flotilla, indagato in Italia Ben Gvir. Lo sfogo: “Non siete più il Paese dello stivale, ma…”

9 June 2026 at 04:35

Itamar Ben Gvir non si “lascia intimidire” dalla decisione della Procura di Roma di indagarlo per l’umiliazione cui ha sottoposto i membro della Flotilla fermati dalla Marina israeliana al largo di Creta. Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale respinge l’annuncio dell’Italia di aver avviato un’indagine nei suoi confronti: “Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne ​​contro i nostri combattenti”, dice, secondo quanto riporta il Times of Israel, “Non mi lascio intimidire da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.

Lo stivale è diventato il Paese delle ciabatte“: Itamar Ben Gvir affida al sarcasmo la risposta all’annuncio dell’apertura di un’indagine a suo carico da parte della Procura di Roma. Il ministro della Sicurezza israeliano ha postato il suo commento su X insieme a un titolo giornalistico che recita: “L’Italia ha annunciato: aperta un’indagine contro il ministro Ben-Gvir per il suo comportamento nei confronti dei detenuti della flottiglia diretta a Gaza”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato aggiornato sulla situazione dei due cittadini italiani detenuti a Bengasi, nella Libia orientale e ha chiesto di rafforzare le pressioni sulla amministrazione dell’Est per arrivare alla liberazione dei due attivisti della Flotilla e dei loro colleghi. Lo fa sapere una nota della Farnesina.

“I due cittadini italiani, impegnati nella missione umanitaria Global Sumud Convoy, la Flotilla di terra che voleva portare aiuti alla popolazione civile di Gaza, arrestati e detenuti illegalmente in Libia dal 24 maggio scorso devono essere liberati e tornare a casa. Con loro anche il resto degli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia. Il governo si attivi subito per riportare a casa Domenico Centrone e Dina Alberizia”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. “La situazione è ogni giorno più preoccupante, prosegue il capogruppo rossoverde. In Libia, i diritti dei detenuti sono sistematicamente violati e le associazioni umanitarie denunciano abusi, torture, violenze e detenzioni arbitrarie in luoghi di prigionia gestiti sia dalle autorità statali che da milizie contro i migranti, ma anche contro i cittadini stranieri e gli operatori umanitari. Il governo adotti ogni iniziativa diplomatica utile a garantire intanto condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani e faccia di tutto affinché sia messa fine a questa detenzione illegittima”, conclude De Cristofaro.

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