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Risiko bancario: si riparte

9 June 2026 at 08:59

Sono due le operazioni annunciate su Mps negli ultimi giorni, quella di Intesa Sanpaolo e quella di BancoBpm, la prima è in fase più avanzata e ha maggiori chances di successo; la seconda è appesa a una trattativa dagli esiti assai incerti.

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Renault 4 E-Tech Plein Sud, la prova de Il Fatto.it – L’elettrica dall’anima vacanziera – FOTO

By: G. TA.
9 June 2026 at 07:57
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renault 4 E-Tech Plein Sud

La ”spiaggina” del 1969 brilla immacolata alla luce del sole di Sitges, Costa Brava, mezz’ora d’auto da Barcellona. Senza tetto e senza portiere, la vecchia Renault 4 Plein Air sprigiona il suo fascino antico e rivoluzionario accanto alla nuovissima Renault 4 E-Tech Plein Sud, festosa, colorata e ricca di verve, con una tavola da surf che fa capolino dal tetto apribile. E’ cosi che Renault, ancora una volta, ripesca suggestioni del passato per farle rivivere in questa era supertecnologica.

La nuova R4 cabrio si affianca alla versione classica, strizzando l’occhio ai clienti che sposano i valori dell’ambiente con la scelta dell’elettrico e la vita all’aria aperta. Così in 4,21 metri di lunghezza ecco una vettura compatta, eclettica e polivalente, capace di trainare fino a 750 kg, con un bagagliaio da 1400 litri e una guida elettrica davvero facile da gestire.

Il carattere di Plein Sud è espresso soprattutto dal tettuccio di tela premium monoblocco, che si aziona in pochi secondi con un comando elettrico posto sotto lo specchietto retrovisore fino alla velocità di 90 km orari. L’area di apertura misura 92 centimetri. Una volta aperto, il tettuccio resta corrugato nella parte posteriore, limitando i flussi d’aria e la rumorosità. Nella silenzio degli interni gioca un ruolo determinante anche il deflettore in tela posto sopra il parabrezza. Grazie a questi sistemi protettivi i rumori percepiti in abitacolo sono superiori solo del 4 per cento rispetto al normale crossover. La presenza del tetto in tela impone una struttura rinforzata che comporta un aumento di peso di appena 19 kg. Ma la versatilità dell’auto aumenta, perchè lo slittamento dei sedili posteriori e l’ampiezza del tettuccio permettono di trasportare oggetti lunghi oltre due metri, come una tavola da surf.

Alla guida Renault 4 E-Tech Plein Sud conferma tutte le doti e le qualità della sorella. Scatto rapido, grande silenziosità e ottima risposta delle sospensioni su qualunque fondo. Anche nei tratti in sterrato mostra grande aderenza, utilizzando la modalità All Terrain. Sicura ed equilibrata in curva, Plein Sud è sempre sollecita nella riprese che sfruttano la coppia pronta dell’elettrico. La batteria da 52 kWh sviluppa una potenza di 150 cavalli con autonomia di 392 km. Lo scatto da 0 a 100 si attua in 6,2 secondi e la velocità massima è di 150 km/h. Migliorati anche i tempi di ricarica: con un nuovo sistema di gestione termica della batteria si può passare dal 15 all’80 per cento in meno di un’ora.

Tutta la gamma Renault 4 E-Tech Electric introduce nuovi sistemi di assistenza alla guida. Tra questi, un avanzato controllo del conducente che rileva stanchezza e distrazione, integrato nel sistema di valutazione della sicurezza. Debutta anche un assistente di emergenza in grado di fermare l’auto in caso di inattività del guidatore, mentre la funzione di guida ecologica diventa predittiva, suggerendo quando rallentare per ottimizzare i consumi.

Tutte caratteristiche che configurano un crossover per giovani o famiglie con un piglio allegro e disinvolto, che richiama il carattere delle progenitrici degli anni Sessanta. Due le versioni di R4 E-Tech Plein Sud per il mercato, Techno e Icon. La prima ha un listino che parte da 36.790 euro, la seconda, più ricca e accessoriata da 38.790 euro.

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Dalle Alfa Romeo alla Campagnola, i veicoli storici dell’Esercito alla 1000 Miglia – FOTO

By: F. Q.
9 June 2026 at 07:44
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Fiat 508C 1100 Mimetica

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Alfa Romeo 6C 2500 Coloniale del 1942

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Alfa Romeo 6C 1750 SS “Zagato” del 1929

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Fiat Campagnola del 1951

La 1000 Miglia è una gara di regolarità per auto storiche, ma anche e soprattutto una vetrina itinerante che permette di riscoprire una parte importante della storia automobilistica, italiana e non. Nell’edizione 2026, che prende il via oggi e andrà avanti fino al 13 giugno, ci sarà spazio anche per alcuni veicoli provenienti dal Museo Storico della Motorizzazione Militare dell’Esercito Italiano.

Lungo il tradizionale percorso da Brescia a Roma e ritorno sfileranno infatti quattro modelli che raccontano epoche e utilizzi molto diversi tra loro: l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, la Fiat 508C 1100 “Mimetica” del 1938, l’Alfa Romeo 6C 2500 “Coloniale” del 1942 e la Fiat AR51 Campagnola del 1951.

La più affascinante dal punto di vista collezionistico è probabilmente l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato. Con il suo sei cilindri sovralimentato da 85 cavalli e una velocità massima di circa 150 km/h, rappresenta una delle vetture che contribuirono a costruire la reputazione sportiva dell’Alfa Romeo negli anni Venti. L’esemplare conservato dall’Esercito ha attraversato diverse trasformazioni nel corso della sua vita prima di assumere l’attuale configurazione firmata Zagato.

Molto diversa la storia della Fiat 508C 1100 “Mimetica”, derivata dalla Balilla di serie e adattata per impieghi militari. Utilizzata soprattutto in Nord Africa, era apprezzata per robustezza e semplicità costruttiva. Pur nascendo da una normale vettura stradale, anticipava in parte alcune caratteristiche che sarebbero diventate tipiche dei futuri veicoli da ricognizione.

Tra i mezzi più rari presenti alla corsa spicca poi l’Alfa Romeo 6C 2500 “Coloniale”. Realizzata in appena 150 esemplari all’inizio degli anni Quaranta, era stata progettata per affrontare le difficili condizioni delle colonie italiane in Africa. Per questo disponeva di soluzioni particolari per l’epoca, come serbatoi supplementari e sistemi per adattare la carburazione alle diverse altitudini. Oggi gli esemplari sopravvissuti sono pochissimi.

Chiude il quartetto la Fiat AR51 Campagnola, uno dei veicoli che più hanno accompagnato l’Italia del dopoguerra. Presentata nel 1951, divenne rapidamente un punto di riferimento tra i fuoristrada nazionali grazie alla trazione integrale e alla capacità di muoversi su terreni difficili. Non a caso, dalla sua piattaforma nacquero anche diverse versioni destinate all’impiego militare.

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