Normal view

Já foi encontrado o corpo de homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana em Mértola

7 June 2026 at 20:21

Um corpo, ao que tudo indica ser do homem de 37 anos e nacionalidade brasileira, que se encontra desaparecido desde a tarde de hoje, 7 de junho, foi encontrado no rio Guadiana, nas Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola.

Na sequência das operações de busca, as equipas de mergulho dos Bombeiros Voluntários encontraram um corpo, tendo-o retirado da água.

O auto de verificação do óbito será efetuado pela Delegada de Saúde Regional, e após contacto com o Ministério Público, o corpo será transportado para o Gabinete Médico-Legal do Baixo Alentejo, pelos Bombeiros Voluntários de Mértola.

O Comando Local da Polícia Marítima de Vila Real de Santo António encontra-se a tomar conta da ocorrência.

O conteúdo Já foi encontrado o corpo de homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana em Mértola aparece primeiro em Sul Informação.

Man ‘disappears in Guadiana River’, near Mértola

7 June 2026 at 18:16

Authorities have been searching this afternoon for a 37-year-old man who got into difficulties while swimming in the Guadiana river, near Mértola. According to reports, the man, a Brazilian, ‘called

The post Man ‘disappears in Guadiana River’, near Mértola appeared first on Portugal Resident.

Meios do Algarve envolvidos nas buscas por homem desaparecido no Guadiana

7 June 2026 at 16:54

Um homem, de 37 anos, está desaparecido no rio Guadiana, na zona das Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola. Nas buscas estão envolvidos meios do Alentejo e Algarve.

O conteúdo Meios do Algarve envolvidos nas buscas por homem desaparecido no Guadiana aparece primeiro em Algarve Marafado.

Autoridades procuram homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana, em Mértola

7 June 2026 at 16:41

A Autoridade Marítima Nacional está a fazer buscas por um homem, de 37 anos e nacionalidade brasileira, que está desaparecido no rio Guadiana, na zona das Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola, depois de ter entrado em dificuldades na água.

Fonte do Comando Sub-regional de Emergência e Proteção Civil do Baixo Alentejo indicou que o alerta para o desaparecimento foi dado pelas 12h48.

Uma outra fonte da AMN – Comando Local da Polícia Marítima de Vila Real de Santo António, entidade que está a coordenar as buscas, disse à Lusa que o homem “encontrava-se a banhos, pediu auxílio e desapareceu” nas águas do rio Guadiana.

Nas operações de socorro estão envolvidos 20 operacionais, oito dos quais da AMN, auxiliados por três motas de água e uma outra semirrígida, uma embarcação dos bombeiros de Mértola e uma equipa mergulhados de Serpa, bem como cinco militares da GNR, apoiados por dois veículos.

O conteúdo Autoridades procuram homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana, em Mértola aparece primeiro em Sul Informação.

Mauro Ermanno Giovanardi: la bellezza di restare fedeli a se stessi

7 June 2026 at 05:50

Mauro Ermanno Giovanardi ha 64 anni e nel corso della sua carriera ha raccolto quattro Targhe Tenco, un Premio Ciampi, un Premio De André, un Premio Lunezia e molti altri riconoscimenti che, nel mondo della canzone d’autore, non arrivano per caso. Se lo conosci già, sai di chi sto parlando. Se non lo conosci ancora, questo è un buon posto da cui cominciare.

Nei consueti nove punti di questo blog – che compie 15 anni in questi giorni – provo a ripercorrere una storia che vale la pena conoscere per intero. Cominciamo!

1. Prima dei La Crus
C’erano i Carnival of Fools, band milanese nata nel 1988 che Giovanardi ha raccontato nel documentario Jesus Loves the Fools, uscito nel 2024, la cui regia è affidata a Filippo D’Angelo, Dimitris Statiris e Giovanardi stesso. Non erano l’ennesimo gruppo che guardava all’estero copiandone le pose. C’era già lì qualcosa di riconoscibile: quella voce da crooner cresciuta con il Post-punk, il gusto per l’atmosfera più che per il riff, l’inquietudine trattata come materia prima. Un seme che aveva bisogno di altri anni per diventare quello che sarebbe arrivato dopo.

2. I La Crus
Nascono come duo con Alessandro Cremonesi, coautore dei testi. Cesare Malfatti arriverà qualche tempo dopo nel ruolo di programmatore, e per buona parte degli anni Novanta occupano uno spazio che nessun altro in Italia sembrava voler abitare: elettronica, canzone d’autore, trip hop, sperimentazione e musica industriale che andavano mano nella mano con Piero Ciampi, le notti milanesi e la fascinazione metropolitana. Dopo otto dischi con Warner il progetto implode, e si riuniscono quindici anni dopo con Proteggimi da ciò che voglio, con Carmen Consoli, Colapesce e Di Martino, Vasco Brondi e il filosofo Slavoj Žižek come ospiti. Poi si fermano di nuovo. Giovanardi dice che difficilmente ci sarà un seguito discografico. Non sembra amarezza, sembra realismo.

3. La voce
La voce di Giovanardi è baritonale, controllata, capace di stare dentro una canzone sublimandone le coordinate. Non ha mai avuto bisogno del virtuosismo né dell’urlo. Funziona per quello che trattiene, non per quello che mostra. Alzare la voce per fare arrivare un messaggio non è nelle sue corde. Speak low, cantava Billie Holiday.

4. La dimensione teatrale
Non è un’estetica di superficie. Ogni pausa ha un peso, ogni silenzio è calcolato. È uno dei pochi artisti italiani capaci di fare di una canzone un piccolo monologo esistenziale senza che suoni come un esercizio di stile. Il percorso teatrale è stato centrale nella sua carriera: lo spettacolo Chelsea Hotel, costruito insieme al giornalista e critico musicale Massimo Cotto, arrivò a 54 repliche. Cotto è morto nell’agosto del 2024. Giovanardi lo ha ricordato riportando in scena quello spettacolo all’inizio del 2026.

5. Ciampi
Ci sono artisti che citano Piero Ciampi per darsi un tono. Giovanardi lo ha restituito al presente e fatto conoscere alla generazione alternativa di quella stagione irripetibile degli anni Novanta. Lo ha fatto con rispetto, senza trasformarlo in santino da nicchia: con la versione de Il vino portata nei concerti dei La Crus, migliaia di ragazzi sono andati a comprare i suoi dischi originali. Lui stesso ricorda l’ultimo concerto agli Arcimboldi, con Nada sul palco e 2500 persone che cantavano il ritornello. In Italia la memoria culturale viene spesso lasciata morire in silenzio. Questo è uno dei casi in cui non è successo.

6. Dentro me, Come ogni volta, Nera signora
Canzoni che sembrano arrivare da un luogo fuori dal tempo e che riescono a dare un nome a pensieri che erano già nostri, ma che non avevamo ancora saputo formulare. Le ascolti una seconda volta e ti sembra chiara una cosa: quelle parole ti appartengono. Hai la sensazione che siano sempre state lì, in attesa di essere riconosciute. È una qualità rarissima. Forse la più rara che una canzone possa avere.

7. Sanremo 2011
Porta a Sanremo Io confesso, ricostituendo i La Crus per quella settimana festivaliera. Struttura perfetta, un testo che guarda in faccia la colpa senza retorica, un arrangiamento costruito attorno alla voce. Un uomo solo davanti a ciò che ha fatto, niente di più. È una di quelle canzoni che ogni artista dovrebbe ascoltare prima di salire sul palco dell’Ariston, per capire cosa significhi scrivere davvero per Sanremo. Il Festival la manda a casa sesta e non si accorge che avrebbe dovuto vincere. A distanza di anni è ancora lì, immune al tempo; un diamante che continua a brillare.

8. Andare avanti
Resta una delle figure più importanti della musica italiana degli ultimi quarant’anni. Non si è trasformato nel sacerdote nostalgico degli anni Novanta, non ha inseguito il revival. Ha continuato a muoversi, collaborare, cercare, anche quando sarebbe stato più comodo vivere di rendita su quello che aveva già costruito.

9. E poi scegliere con cura le parole
Il nuovo album è uscito il 20 marzo per Woodworm. Cominciato prima del Covid, messo in pausa per la reunion dei La Crus, ripreso e chiuso nel 2022, pubblicato adesso. Molti testi sono nati a quattro mani con Francesco Bianconi, Colapesce, Kaballà, Alessandro Cremonesi, Cheope, Giuseppe Anastasi in una sorta di collettivo della parola. Dal vivo lo porta in trio con due postazioni di tastiere, un impianto essenziale che richiama la new wave anglosassone. Lui lo descrive come il disco più esistenzialista che abbia mai fatto, attraversato da quella che chiama, citando Calvino e le sue Lezioni americane, una “leggerezza pensosa”. Da ascoltare subito: Anni Zero, Il buio nella pelle, La coscienza della mia generazione.

Ti aspetto qui sotto nei commenti oppure nella pagina Facebook collegata a questo blog. Come sempre, a seguire, la playlist Spotify connessa all’articolo.

Buon ascolto!

9 Canzoni 9 … di Mauro Ermanno Giovanardi

L'articolo Mauro Ermanno Giovanardi: la bellezza di restare fedeli a se stessi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Propiedad y función social – Por Juan Manuel de Prada

7 June 2026 at 02:57
Por Juan Manuel de Prada Cuando se habla de la «función social de la propiedad» pensamos en un cierto reparto de los bienes que evite su concentración abusiva en unas…

León ante el abrazo del oso – Por Juan Manuel de Prada

7 June 2026 at 02:36
Por Juan Manuel de Prada Las incontinencias verbales del Papa Francisco, durante los vuelos de ida y vuelta de sus viajes apostólicos, siempre deparaban suculentas carroñas al gremio foliculario. En…
❌