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Charles Leclerc e il rischio di scegliere ancora Ferrari: un pilota amatissimo ma mai vincente

3 June 2026 at 14:11

Il rinnovo tra Charles Leclerc e Ferrari non è soltanto la conferma di un contratto. È una scelta di campo, quasi una dichiarazione di fedeltà sportiva in un momento in cui la Formula 1 tende sempre più a essere un gioco di equilibri precari, cicli tecnici e opportunità che si aprono e si chiudono rapidamente. Il monegasco resta a Maranello dopo otto stagioni in rosso, con un curriculum che racconta tanto talento quanto pazienza. Non aveva il bisogno di rinnovare subito, considerando che non era in scadenza, ma ha voluto lanciare un messaggio insieme al suo team: noi ci siamo e andiamo avanti insieme.

I numeri lo collocano già nella storia del Cavallino: è il secondo pilota Ferrari per gare disputate (176) e pole (27), dietro soltanto a Michael Schumacher. Eppure, il dato più significativo resta un altro: in tutto questo arco di tempo, eccezion fatta per la prima parte del Mondiale 2022 — anno del ritorno delle vetture a effetto suolo — il monegasco non ha mai avuto a disposizione una monoposto in grado di contendere un titolo mondiale fino alla fine alle rivali inglesi. Dopo aver fatto i conti nel 2019 con una Mercedes più costante, si è trovato nella fase della ricostruzione della Rossa e del ritardo in pista tra 2020 e 2021 — complice anche la penalità mascherata Fia per il caso “flussometro” — prima del dominio della Red Bull tra 2022 e 2024. Quindi, l’ascesa della McLaren nel 2025 e, con il nuovo e tanto discusso regolamento motori attuale, il ritorno della Mercedes e gli assoli di un Andrea Kimi Antonelli scatenato.

Scenari che, insomma, hanno spesso lasciato Leclerc in una posizione scomoda: veloce, incisivo, riconoscibile, ma raramente messo nelle condizioni di giocarsi davvero il Mondiale. È proprio in questo spazio tra potenziale e risultato che si inserisce la lettura più complessa della sua carriera. Per molti versi, Charles è diventato il volto più rappresentativo della Ferrari contemporanea: un pilota amato, centrale nel progetto, ma ancora in attesa del passaggio decisivo, della gioia finale. Una traiettoria che inevitabilmente richiama storie già viste a Maranello, come quella di Jean Alesi, rimasto nell’immaginario collettivo per il suo legame emotivo con il Cavallino, ma mai arrivato al titolo.

Negli ultimi anni, però, attorno al futuro del monegasco si sono moltiplicate anche le riflessioni e le ipotesi. I suoi dubbi, pronunciati a parole nella scorsa stagione, avevano aperto scenari interpretativi più ampi, alimentando l’idea che il prossimo grande bivio della carriera potesse arrivare dal 2027, magari nell’Aston Martin di Adrian Newey. Un’opzione che, almeno sulla carta, era stata accostata a un progetto ambizioso ma ancora in fase di costruzione. La realtà del presente, però, racconta di uno scenario molto diverso: il team di Silverstone ha sbagliato auto e paga un motore Honda in ritardo rispetto alla concorrenza, altri posti sul mercato non ce n’erano, per questo per Charles era meglio restare in Ferrari.

Rimanere a Maranello, per Leclerc, vuol dire continuare a scommettere su un progetto che, pur tra difficoltà e stagioni altalenanti, conserva una struttura tecnica consolidata e una storia sportiva unica. Una scelta che privilegia la continuità rispetto al rischio, la costruzione rispetto alla rottura. Resta però una sensazione di fondo che accompagna il rinnovo: quella di una carriera ancora sospesa tra ciò che è stato promesso e ciò che deve ancora arrivare. Il monegasco è ormai un pilota maturo, all’età raggiunta dei 28 anni, riconosciuto come uno dei talenti più puri della sua generazione, ma ancora senza il risultato che definisce davvero le leggende della F1. Il suo futuro, oggi, è nuovamente legato alla Ferrari. Ma il tempo, come sempre in questo sport, resta l’unico giudice definitivo. E la domanda che accompagna ogni scelta non cambia: basterà la fedeltà a colmare il vuoto di un titolo che continua a sfuggire?

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Il mio weekend al GP del Mugello: una festa unica. Peccato arrivi solo una volta l’anno

3 June 2026 at 10:00

Non è solo la vittoria storica di Marco Bezzecchi, o dell’Aprilia.
Non è solo la pole position storica del romagnolo, o la velocità record di Jorge Martin.
Non è solo la presenza straordinaria (più di 178 mila spettatori nel weekend di gara), o il calore che i tifosi sanno donare.
Non è soltanto la leggenda, che è più vera che mai, che al Mugello non si dorme.
Il fatto è che il Mugello, anche quest’anno, è un evento mistico, magico, che fonde e confonde il sacro e il profano. È una festa fatta di motori che vengono schiantati fino all’esaurimento, odori di brace, di miscela, di fiumi di birra e lacrime che invadono le colline toscane.

Dal 16 maggio 1976 – 50 anni fa – la leggenda del Mugello va avanti, imperterrita. Quando il Mugello entra nel Mondiale non ospita semplicemente una gara: apre un capitolo destinato a diventare iconico. Dalle vittorie dei grandi campioni degli anni Settanta e Ottanta fino ai duelli che accendono gli anni Novanta, il circuito toscano cresce insieme al motociclismo stesso. Poi arriva Valentino Rossi e tutto cambia. Con lui il Mugello diventa molto più di una pista: si trasforma in un rito collettivo, un luogo dove sport, passione e spettacolo si fondono. Le colline si colorano di giallo, i tifosi diventano protagonisti e il Gran Premio d’Italia si trasforma in una festa popolare unica al mondo, capace di raccontare generazioni intere attraverso il rombo di una moto.

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Da Rossi a Dovizioso, passando per Melandri, Simoncelli e Petrucci, il circuito toscano continua a raccontare storie italiane di talento e passione, diventando sempre più rosso Ducati grazie anche alle recentissime vittorie di Bagnaia, ma la storia cerca sempre un nuovo protagonista. Il rosso Ducati e il nero Aprilia si sfidano davanti a un pubblico che non ha mai smesso di sognare, mentre il Mugello resta ciò che è sempre stato: una cattedrale del motorsport e, allo stesso tempo, una festa senza fine. Tra musica, campeggi, notti sotto le stelle, incontri con i piloti e il tricolore che disegna il cielo, il Gran Premio d’Italia continua a essere molto più di una gara. È un rito, un’emozione condivisa, un appuntamento che ogni anno rinnova la propria leggenda. E quel rito, quell’emozione, quell’evento che per molti è unico, oggi hanno un volto e un nome: Marco Bezzecchi.

Nel paddock, sulle colline, in giro per le città puoi fermare piloti, addetti ai lavori, gente comune, semplici appassionati, ma alla domanda: qual è il circuito migliore del mondo, aspettati che ti dicano il Mugello. C’è la velocità, ci sono i sali e scendi, le curve di percorrenza, i cambi di direzione improvvisi, le grandi staccate che mettono alla prova i freni e le braccia. Non è solo una pista, è il Mugello. E basta così, peccato arrivi una volta sola all’anno.

Parliamo di numeri, ora. Vince Bezzecchi alla quarta vittoria in stagione, davanti al suo compagno di squadra che nel retro podio gli dice “te lo meriti, Marco”. Il distacco resta irrisorio, ma Bez ha 173 punti, Martin 156 e dietro Fabio Di Giannantonio (terzo nella Tissot Sprint, solo quinti la Domenica) a quota 134. Lo spagnolo è attento, furbo, caparbio. Sa come vincere alla lunga, lo ha già fatto nel 2024 quando senza essere il pilota più veloce in pista, riuscì a beffare Bagnaia grazie a 16 secondi posti e una costanza senza senso. Bezzecchi deve fare tesoro del fallimento di Pecco e non concedere mai una distrazione, mai un errore fatale, mai una disattenzione se vuole vincere questo titolo. Di certo, ciò che sembra da questa prima parte di stagione è che sia Aprilia a conquistare il titolo costruttori. La moto di Noale riesce a portare i suoi quattro piloti sempre a ottime performance. Al Mugello i piloti ufficiali arrivano primo e secondo, Ogura per un pelo non soffia il podio a Bagnaia e Raul Fernandez (questi ultimi appartenenti al team satellite Trackhouse) ha vinto la Tissot Sprint il sabato pomeriggio, peccato poi essersi perso il giorno successivo.

Questo fine settimana si andrà in Ungheria, poi Repubblica Ceca, Olanda e Germania. Sono queste le tappe che porteranno la MotoGP alla pausa estiva di quasi un mese. Difficile dire se sarà in queste cinque sfide che si potrà decidere il titolo, almeno da un punto di vista mediatico visto che per la matematica ci vorrà molto più tempo, considerando che mancano ancora undici gare dopo il rientro dalla pausa, praticamente un altro mini campionato. A Bez, per vincere, servono testa e velocità e un pizzico di fortuna.

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Leclerc rinnova il contratto con la Ferrari: “Abbiamo un obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello”

3 June 2026 at 08:06

Charles Leclerc e la Ferrari ancora insieme. Per molti anni. Ad annunciarlo è stata la stessa scuderia di Maranello, che ha comunicato ufficialmente il rinnovopluriennalecon il campione monegasco sul proprio sito: “La scuderia Ferrari HP annuncia il rinnovo dell’accordo con Charles Leclerc, che continuerà a vestire i colori della squadra nelle prossime stagioni del Campionato del Mondo di Formula 1“. Soddisfatto dell’accordo anche lo stesso Leclerc: “Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello“.

“Il legame tra Charles e Ferrari è iniziato molto prima del suo debutto in Formula 1. Entrato a far parte della Ferrari Driver Academy nel 2016, la Scuderia è sempre stata al centro della carriera del pilota monegasco: dalla conquista del titolo di Formula 2 nel 2017 al debutto in Formula 1 l’anno successivo, fino all’ingresso in Scuderia Ferrari nel 2019″, si legge nella nota diffusa dalla Ferrari. “Da allora, Charles è diventato una figura centrale all’interno del team, distinguendosi per velocità, talento e spirito competitivo. Nel corso degli anni ha regalato ai tifosi Ferrari vittorie memorabili, pole position e podi, diventando una parte sempre più importante della storia della Scuderia. A soli 28 anni è già il secondo pilota Ferrari con il maggior numero di presenze in Formula 1 e occupa anche il secondo posto nella classifica delle pole position, dietro soltanto a Michael Schumacher. Al di là dei risultati, Charles ha costruito un rapporto speciale con la squadra e con i tifosi di tutto il mondo, condividendo le ambizioni della Scuderia, un forte senso di appartenenza e una costante voglia di migliorarsi”.

All’interno del comunicato anche delle dichiarazioni dello stesso pilota monegasco, che nel corso degli anni – pur non vincendo mai il Mondiale – ha comunque entusiasmato i tifosi della scuderia di Maranello. Leclerc infatti tra i diversi risultati conquistati anche in annate difficili, ha vinto due volte il Gp di Monza. Una nel 2019 e una nel 2o24: “Non potrei essere più felice di continuare questo percorso con Scuderia Ferrari HP – ha detto Leclerc -. Per me è sempre stata molto più di una semplice squadra. È il team che ho amato e di cui ho sognato di far parte fin da bambino e, dopo tutti questi anni, è diventato una seconda famiglia. Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello. Essere un pilota Ferrari è un sogno, ma è anche una responsabilità che non do mai per scontata. Continuerò a dare tutto me stesso per riportare questa squadra dove merita di stare, al vertice, per tutti coloro che lavorano a Maranello e soprattutto per i tifosi, la cui passione è il cuore pulsante di questa Scuderia”.

Per Leclerc – quella attuale – è l’ottava stagione consecutiva in Formula 1 alla guida della Rossa. Il punto più alto della sua esperienza è quello del 2022, quando Leclerc chiuse il Mondiale piloti al secondo posto. “Charles fa parte della famiglia Ferrari da molti anni ormai e questo rinnovo ci sembra qualcosa di assolutamente naturale – è stato invece il commento della scuderia di Maranello -. In queste stagioni lo abbiamo visto crescere fino a diventare non solo uno dei piloti più forti della Formula 1, ma anche una persona perfettamente in sintonia con la squadra e con tutto ciò che Ferrari rappresenta. Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giorno insieme alle persone della Scuderia, sia in pista sia fuori. Sappiamo quanto questo progetto significhi per lui e siamo felici di continuare a lavorare verso i nostri obiettivi comuni“.

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