JannikSinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al RolandGarros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al GiorgioArmaniTennisClassic, rassegna di esibizione ormai ultra–trentennale che si disputa all’HurlinghamClub, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a JannikSinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.
Sinner è reduce da un periododifficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro JuanManuelCerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controllispecifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimolivello.
L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è FlavioCobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche LucianoDarderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: CasperRuud (n.14), KarenKhachanov (n.15), LearnerTien (n.19) e CameronNorrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.
Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.
Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.
“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.
Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.
Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del RolandGarros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.
In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.
“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.
Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosportche, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale FlavioCobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.
Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con pocheenergie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.
Due giorni di controlli a Milano, al SanRaffaele, poi il ritorno a Montecarlo e oggi la ripresa degli allenamenti. Dopo il clamoroso crollo al Roland Garros contro JuanManuelCerundolo, il numero uno al mondo ha deciso di fare diversi accertamenti, per avere conferme. JannikSinner sta bene e può tornare a giocare regolarmente. Confermata l’assenza in tutti i tornei di preparazione a Wimbledon: da uno Slam all’altro, l’azzurro tornerà in campo sull’erba londinese a fine giugno.
Sinner ha scelto di controllarsi al San Raffaele e non al JMedical come sempre per fare un quadro più ampio della situazione e sottoporsi a più controlli, come riporta il Corriere della Sera. L’azzurro è stato infatti “rivoltato come un calzino“, sottoponendosi a un elettrocardiogrammasottosforzo, holter cardiaco e risonanzamagnetica. Milano è stata preferita a Torino proprio per avere più consulti da più esperti.
È stato comunque un inizio di settimana particolare per Sinner, che lunedì ha passato quattro ore al San Raffaele: da mezzogiorno e mezzo circa alle 17. Poi ha soggiornato a Milano, a Palazzo Parigi, dove ha trascorso la serata con la fidanzata LailaHasanovic e il professore Alberto Zangrillo.
Lunedì ha trascorso circa quattroore in ospedale, dalla tarda mattinata fino alle 16.30. Poi è rientrato a PalazzoParigi, lussuoso hotel milanese non lontano da Montenapoleone, dove ha passato la serata con la fidanzata Laila e il professor AlbertoZangrillo: “È andato a cena con Jannik, loro si conoscono da sempre. Lo so perché ieri sera mio fratello mi ha scritto un messaggino“, ha rivelato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, alla trasmissione radio “Un giorno da pecora”.
Martedì mattina è stato il giorno di altri accertamentimedici, con Sinner che è rimasto al SanRaffaele per circa tre ore, fino a ora di pranzo, quando ha lasciato l’ospedale da un’uscita secondaria per evitare la folla di gente che era accorsa al SanRaffaele per vederlo. Il primo giorno si era mostrato sorridente e sereno. Ora la conferma: non sarebbero emersi segnali preoccupanti. Sinner ha ripreso quindi oggi gli allenamenti (sarebbe stato così anche se non avesse avuto problemi al Roland Garros) ed è pronto a dare la caccia al secondo successo consecutivo sull’erba di Wimbledon.
I farmaci dimagranti diventati famosi negli ultimi anni grazie al loro utilizzo da parte di celebrità e sportivi potrebbero presto entrare ufficialmente nella lista delle sostanzedopanti. Si tratta degli agonisti del recettore GLP-1, una categoria di medicinali nata per il trattamento del diabete ma sempre più utilizzata anche per favorire una rapida perdita di peso, nonostante i rischi per la salute. Tra i principi attivi più noti ci sono semaglutide (commercializzato con diversi nomi) e tirzepatide. Questi farmaci stimolano la produzione di insulina e aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ma hanno anche l’effetto di ridurre l’appetito e favorire un marcatodimagrimento. Per questo motivo il loro utilizzo si è diffuso ben oltre l’ambito strettamentemedico.
Il caso più eclatante è quello di SerenaWilliams. La campionessa statunitense, apparsa profondamente trasformata dal punto di vista fisico, è diventata testimonial di un’azienda farmaceutica produttrice di un farmaco appartenente a questa categoria. E ora a 44 anni è pronta a tornare nel tennis professionistico: sta giocando il doppio sull’erba del Queens, a Londra, in coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko. Hanno vinto il primo match contro Melichar-Martinez ed Erin Routliffe con il punteggio di 7-6 (2), 6-2. Un antipasto di un possibile rientro anche in singolare, nonostante oltre 4 anni di stop. Ma il caso di Serena Williams non è isolato. Un ruolo analogo è stato assunto anche da alcuni protagonisti dello sci di fondo scandinavo, discipline nelle quali il rapporto tra peso corporeo e prestazione sportiva è particolarmente rilevante.
Proprio il possibile vantaggio competitivo garantito da questi medicinali ha attirato l’attenzione dell’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada). Dal 2024 gli agonisti del recettore GLP-1 sono infatti inseriti nella lista di monitoraggio dell’organismo internazionale. Attraverso controlli anonimi, la Wada sta cercando di capire quanto siano diffusi tra gli atleti prodotti che, riducendo in modo significativo la massa grassa, possono contribuire a migliorarele prestazioni.
Entro il 2028 l’agenzia dovrà decidere se inserire questi farmaci nell’elenco delle sostanze proibite. Gli esperti considerano questa eventualità moltoprobabile, come spiega Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera. La valutazione si baserà sui criteri che regolano l’inclusione nella listaantidoping: miglioramento artificiale della prestazione, rischi per la salute e violazione dello spirito dello sport. Anche in caso di inserimento tra le sostanzevietate, però, il tema resterà complesso. Gli agonisti del recettore GLP-1 verrebbero con ogni probabilità classificati come “sostanze specifiche“, cioè farmaci che possono essere assunti in presenza di una prescrizionemedica e di una specifica autorizzazione terapeutica rilasciata dalle autorità antidoping. Il che consentirà agli atleti di aggirare il divieto.
Le lacrime post trionfo al Roland Garros, l’ovazione durante la premiazione, fa le prime interviste con i media, poi la conferenza stampa. Per SashaZverev sembrava la festaperfetta. Poi è arrivato il momento della consueta intervista a L’Équipe ed è finita malissimo. Il noto quotidiano francese, infatti, non gli ha neanche dedicato la primapagina del lunedì, solitamente dedicata al vincitore del Roland Garros, ma questa volta occupata dalla pallamanofemminile.
Il motivo? Il tennista tedesco ha abbandonato l’intervista dopo alcune domande fatte dal giornalista sul caso delle due excompagne che hanno accusato in passato il tennista di violenzadomestica. L’Équipe ha deciso di pubblicare comunque integralmente l’intervista, spiegando esattamente come è andata. Prima diverse domande sulle emozioni provate al primoSlamvinto, poi altre sull’infortunio del 2022 contro Nadal proprio al Roland Garros, poi altre sul come sia convivere con il diabete. Poi la domanda che ha scatenato la reazione di Zverev: “Hai mai avuto paura che anche in Francia si ripetesse quanto successo in Australia lo scorso anno?”. Il riferimento è a quando una spettatrice della Rod Laver Arena, dopo la finale persa agli Australian Open contro Sinner, gridò dagli spalti “L’Australia crede a Olya e Brenda”, le due ex che hanno accusato Zverev di violenza domestica.
Zverev inizialmente ha deciso di rispondere solo con un “sì” e con un “no”, poi ha interrotto il giornalista e ha risposto: “Non mi pare che questo sia quel tipo di intervista. In secondo luogo, sa che è stato dimostrato che le accuse erano false? È la seconda volta che mi fa una domanda al riguardo. Penso che dovremmo fermarci qui, è meglio”, abbandonando l’intervista. “L’Équipe non mi ha dedicato la prima pagina? Non è una mia decisione. Ho fatto tutto il possibile e la mia innocenza è stata dimostrata”, aveva commentato il tennista.
Le accuse a cui si fa riferimento sono quelle della sua ex fidanzata OlyaSharypova di violenza domestica e abusi fisici, su cui indagò anche l’Atp, ma chiudendo tutto senza prove sufficienti per poter punire il tedesco. Poi un’altra sua ex – BrendaPatea, che è anche la mamma della figlia – ha accusato Zverev di lesioni personali. In quella circostanza Zverev, “per abbreviare il procedimento, nell’interesse della figlia”, aveva deciso di pagar 200mila euro per porre fine al procedimento, su richiesta del Pubblico Ministero e con il benestare della parte accusante. “Alexander Zverev è quindi considerato innocente. L’archiviazione del caso non comporta un accertamento di colpevolezza o un’ammissione di colpa”, avevano affermato gli avvocati di Zverev al tempo.
JannikSinner ha lasciato intorno alle 12.30 l’ospedale San Raffaele di Milano, dove era arrivato questa mattina verso le 9.30 per proseguire gli accertamenti medici programmati cominciati ieri, dopo l’ultimo problema avuto al RolandGarros, dove a causa di un malore ha perso al secondoturno in un match che fino a quel momento stava dominando. Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti mediciprogrammati. Controlli che sono proseguiti anche oggi, con il numero 1 del tennis mondiale ha imboccato un’uscita secondaria, per evitare media e curiosi che affollavano l’ingresso del padiglione solventi Diamante. Da quanto apprende Adnkronos, Sinner si è sottoposto ad accertamenti multispecialistici, vedendo diversi esperti. Un iter gestito come ieri da AlbertoZangrillo, Chief Clinical Officer dell’Irccs di via Olgettina, primario dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale, cardio-toraco-vascolare e dell’Area unica di Terapia intensiva cardiologica e cardiochirurgica.
Ieri erano stati eseguiti esamiematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici. Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Ieri il numero uno al mondo si è mostrato sereno e sorridente davanti alle telecamere presenti al San Raffaele di Milano. Dopo aver trascorso diverse ore in ospedale, Sinner aveva ieri lasciato il San Raffaele nel pomeriggio senza rilasciare dichiarazioni, limitandosi a salutare i cronisti presenti con un semplice “ciao“. Intanto – dopo il crollo al Roland Garros – il tennista azzurro si è concesso un periodo di pausa e relax prima in Sardegna, poi a Montecarlo.
Il numero uno del mondo è arrivato in ospedale nelle prime ore del giorno per una serie di controlli specialistici, parte di un percorso di monitoraggio iniziato nei giorni scorsi dopo le difficoltà fisiche accusate al Roland Garros. All’uscita, la scena è rapida: pochi passi verso l’auto, il volto disteso e un accenno di sorriso rivolto a chi lo ha riconosciuto.
I controlli
Nei giorni precedenti il tennista si era già sottoposto a verifiche approfondite al J Medical di Torino, in un quadro di esami preventivi legati al crollo fisico avuto durante il torneo parigino dove le temperature hanno toccato anche i 30°. Un episodio che aveva reso necessario un controllo più esteso sulle sue condizioni dopo settimane di grande intensità agonistica.
Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Nessun dettaglio ufficiale è stato diffuso sull’esito delle visite. La sola immagine che resta, al momento, è quella di Sinner che lascia l’ospedale con passo tranquillo, la fascia al braccio e un’espressione che sembra andare nella direzione della normalità ritrovata. Un’uscita senza clamori, coerente con il suo stile, mentre il lavoro di recupero prosegue in vista dei prossimi impegni stagionali.
Le ipotesi
Gli esami potrebbero servire a valutare in modo approfondito la risposta dell’organismo allo stress agonistico cronico, andando oltre i normali esami di routine. Tra le ipotesi, l’uso di diagnostica avanzata per individuare eventuali segni di “infiammazione silente”, oltre all’analisi dell’equilibrio ormonale e di parametri metabolici non rilevabili con i comuni esami del sangue.
Un altro possibile fronte di indagine riguarda il microbioma intestinale, che può risentire di viaggi, cambi di alimentazione e stress competitivo (vedi quanto avvenuto a Matteo Arnaldi, ndr), influenzando anche il sistema immunitario. Vengono inoltre richiamati eventuali approfondimenti allergologici e respiratori, considerando la sensibilità del giocatore ai pollini e le condizioni ambientali sfavorevoli già riscontrate in passato. Infine, gli accertamenti potrebbero aver compreso anche analisi del sangue e delle urine, utili a definire un piano nutrizionale personalizzato, insieme a eventuali ulteriori controlli cardiologici e specialistici, nell’ottica di chiarire le cause dei recenti episodi di malessere.
L’abbraccio tra Flavio Cobolli e AdrianoPanatta prima della consegna del “piatto d’argento” è stato il momento più bello della premiazione del RolandGarros. Traspirava da una parte il rispetto del finalista del Roland Garros per una leggenda del tennis italiano, dall’altra la profonda stima del vincitore dello Slam parigino nel 1976 nei confronti di chi è andato a un soffio dall’emulare la sua impresa esattamente 50 anni dopo. Nel mezzo ci si è messo Alexander Zverev, che però ha dovuto lottare cinque set e oltre quattro ore per conquistare la Coppa dei Moschettieri. Panatta, parlando con Paolo Bertolucci nel corso del loro celebre podcast “La Telefonata“, ha svelato cosa è accaduto nel corso della premiazione e le sue sensazioni sulla finale, vissuta dal vivo sul Philippe-Chatrier.
“Io ero convinto, e credo che anche tu avessi avuto la stessa sensazione, che alla fine del quarto set avrebbe vinto il quinto“, ha spiegato Panatta. Insomma, a suo parere l’inerzia del match sembrava pendere a un certo punto dalla parte di Cobolli. Cosa è successo, quindi? L’ex tennista ha aggiunto: “Durante la premiazione Cobolli mi ha detto ‘Ho avuto un principio di crampi al polpaccio, poi sono andato negli spogliatoi e il problema si è esteso anche al quadricipite. A quel punto non riuscivo più a giocare‘”. Una circostanza confermata poi dallo stesso Cobolli in conferenza stampa: “Nel 6-4 del tie-break ho avvertito crampi al polpaccio. Ho provato il mio meglio al cambiocampo, ma poi dopo il secondo game avvertivo qualcosa anche al quadricipite. Il mio corpo mi ha abbandonato. Sentivo che anche luifossestanco, ma forse sa meglio di me nei punti cruciali cosa fare”.
Che Zverev fosse a sua volta in difficoltà, lo ha confermato anche Panatta: “Zverev, però, aveva un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere“. In ogni caso, Panatta ha speso parole molto belle per Cobolli, evidenziando qual è a suo avviso la qualità migliore del 24enne romano. “Quando li vedi da cinque o sei metri di distanza ti rendi davvero conto di tante cose”, ha detto parlando con Bertolucci. “Io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapiditàimpressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l’avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto“.
Nel corso del podcast c’è stato anche spazio per una curiosità legata a Zverev. Bertolucci ha notato infatti che nel corso della premiazione Panatta ha sussurrato qualcosa all’orecchio del tedesco, fresco campione del Roland Garros. Il suo amico e collega non si è sottratto e ha svelato la frase: “Gli ho sussurrato: ‘Welcome to the club‘. Ti è piaciuta questa?”.
“Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro”. Comincia così la lettera dedicata a FlavioCobolli da sua fratello Guglielmo. Il suo post su Instagram, dopo la finale del Roland Garros persa contro AlexanderZverev, è diventato subito virale. Perché le sue parole descrivono il loro rapporto speciale, cementato vedendo le fatiche del fratello maggiore, quei sacrifici che si notano solo nel dietro le quinte di una carriera. “Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamopiccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato“, scrive Guglielmo Cobolli, oggi appena maggiorenne e pronto all’esame di maturità.
Nella lettera emerge l’emozione di un fratello minore che vede il suo idolo in finale del Roland Garros, dopo aver assistito a tutto il percorso necessario per arrivare fin lì: “Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringevaforte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto li in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio“. Non solo: “Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro”.
Guglielmo ha assistito a tutta la scalata verso il successo di Flavio Cobolli, da oggi nuovo numero 10 al mondo. Ora non sarà di certo una sconfitta a intaccare questa straordinaria ascesa : “Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo. Ti ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all’ultimorespiro. Ho visto l’uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto”. Quindi la conclusione: “Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco“.
La lettera integrale del fratello di Flavio Cobolli
Flavio. Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro. Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamo piccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato. A tutte le volte che hai perso e non hai detto niente, hai solo abbassato la testa e sei ripartito. A papà accanto a te, sempre, in ogni angolo del mondo. A quanto avete dato entrambi, in silenzio, senza che nessuno capisse davvero il prezzo. lo lo capivo. Perché ero lì. Perché sono tuo fratello. E stamattina eri in finale al Roland Garros. Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringeva forte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto li in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio. Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro. Hai perso oggi. E fa un male che non si descrive, lo so. Un male sordo, pesante, che non passa subito. Ma quel dolore è la misura esatta di quanto hai amato questo momento. E tu lo hai amato con tutto quello che avevi. Non ti dico che andrà meglio. Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo. Ti ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all’ultimo respiro. Ho visto l’uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto. Ho visto qualcosa che porterò dentro per tutta la vita. Nessun punteggio esiste che possa toccare quello. Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco. E ti voglio bene, Flavio. In un modo che non finisce. Grazie
Jannik Sinner ha scelto di sostenere i controlli sul suo corpo oggi all’ospedale San Raffaele di Milano. Dopo il crollo accusato al secondo turno del Roland Garros, che gli è costato la sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo, il tennista numero 1 del mondo aveva annunciato che avrebbe svolto degli accertamenti per capire le ragioni di quel malore. Gli accertamenti erano inizialmente previsti al JMedical di Torino. Poi però c’è stato un cambio di programma.
Sinner infatti dopo la delusione di Parigi è tornato a Montecarlo e poi si è concesso un periodo di vacanza al mare in Sardegna. Dalla Gallura ha deciso di fare rotta verso Milano, per affidarsi agli esperti del San Raffaele: in ospedale sono previsti oggi alcuni esamiclinici. L’obiettivo è appunto capire cosa sia accaduto al suo corpo mentre giocava sotto il sole di Parigi. Perché, all’improvviso, Sinner si è ritrovato senza energie? A cosa può essere attribuito il malessere accusato fin dalla notte precedente al match? Come mai soffre così tanto a giocare quando fa caldo? Sono alcune delle risposte che l’altoatesino spera di avere da questi esami.
L’obiettivo, ovviamente, è già fissato verso Wimbledon. A Londra Sinner arriverà molto più riposato, pronto a lottare per confermare lo storico titolo conquistato un anno fa. Nel frattempo, però, lavora per evitare che gli possano accadere altri imprevisti. Ha sempre detto di voler dare priorità alla cura del fisico, per avere una carriera lunga e sana. E ha sempre voluto imparare qualcosa da ogni sconfitta. Per questo ha scelto di indagare a fondo su stesso, anche da un punto di vista medico.
Alexander Zverev ha aspettato una vita sportiva per questo momento. Domenica 7 giugno, sul Philippe Chatrier, il tedesco ha battuto Flavio Cobolli e conquistato il RolandGarros, il primo Slam della sua carriera. Un trionfo inseguito per anni, sfuggito più volte quando sembrava ormai a portata di mano e diventato un’ossessione. Per questo, appena alzata la Coppa dei Moschettieri, il numero 3 del mondo si è concesso una piccola rivincita pubblica nei confronti dell’ex tennista Sam Querrey, che in passato aveva dubitato della sua capacità di vincere uno Slam. “Prima di tutto sono molto felice di stringere questo trofeo tra le mani, perché tu avevi detto che non ci sarei mai riuscito. Quindi grazie mille per la fiducia”, ha detto il tedesco in collegamento con TNT Sports.
Poi il racconto dell’istante decisivo: “Ho guardato il mio angolo e ho visto tutti con le braccia alzate al cielo. E in quel momento ho capito: ‘È finita. Ho vinto. Sono un campione Slam‘. Sì, ho provato un enormesollievo. È stato un insieme di emozioni che mi hanno travolto tutte nello stesso istante”. Dietro quel sollievo ci sono finaliperse, un grave infortunio, una malattiacronica affrontata fin dall’infanzia, le aspettative di un’intera generazione e le ombre che negli ultimi anni hanno accompagnato la sua carriera. Troppo forte per essere considerato un fallimento, troppo incompleto per essere considerato un dominatore. Fino a ieri era questa la definizione di Alexander Zverev. Oggi non più. Dopo anni di sconfitte, rimpianti e occasioni mancate, il primo dei perdenti è finalmente diventato un campione Slam.
Il suo tabù Slam rotto
Per anni Zverev è stato il simbolo del talentoincompiuto. Considerato l’erede naturale dei Big Three, aveva conquistato Atp Finals, Masters 1000 e l’oro olimpico di Tokyo, ma negli Slam si fermava sempre sul più bello. Le ferite più profonde portano i nomi di Dominic Thiem agli Us Open 2020, Carlos Alcaraz al Roland Garros 2024 e Jannik Sinner agli Australian Open 2025. Tre finali, tre sconfitte. Fino a Parigi 2026, dove ha finalmente spezzato il tabù che lo inseguiva da una carriera.
L’infortunio alla caviglia
Il Roland Garros è stato anche il luogo della sua caduta. Il 3 giugno 2022, nella semifinale contro RafaelNadal, Zverev si procurò una gravissima lesione alla caviglia dopo oltre tre ore di battaglia. Tre legamenti compromessi, stagione finita e un lungo percorso di ricostruzione fisica e mentale. Per anni quel campo è rimasto il simbolo di ciò che il destino gli aveva tolto. Vincere proprio a Parigi ha dato al successo un significato ancora più profondo: chiudere un conto rimasto aperto per quattroanni.
La lotta contro il diabete
C’è poi una battaglia che Zverev combatte da quando aveva appena quattroanni. Convive infatti con il diabete di tipo 1, la forma più severa della malattia. Durante la finale contro Cobolli le telecamere lo hanno ripreso mentre si somministrava un’iniezionedi insulina nel cambio di campo, un gesto che accompagna da sempre la sua quotidianità. Per oltre vent’anni ha tenuto nascosta questa condizione, temendo che diventasse un’etichetta. Solo nel 2022 ha deciso di parlarne pubblicamente e di fondare la Alexander Zverev Foundation. “Voglio incoraggiare i bambini con il diabete a non rinunciare mai ai loro sogni, qualunque cosa gli altri dicano. Voglio dimostrare che con questa malattia si può arrivare molto lontano“.
La rivincita della “generazione perduta”
La vittoria di Parigi è anche quella di una generazioneintera. Zverev è diventato il portabandiera dei tennisti nati negli anni Novanta, schiacciati prima dal dominio di Federer,Nadal e Djokovic e poi dall’esplosione di Sinner e Alcaraz. Una generazione ribattezzata “perduta”, capace di raccogliere appena due Slam prima di questo Roland Garros, grazie a Medvedev e Thiem. Per anni Sascha è stato il migliore tra quelli rimasti a guardare. Adesso è riuscito a sfondare definitivamente quel muro.
La famiglia
Accanto a lui, in ogni passaggio della carriera, c’è sempre stata la famiglia. I genitori Alexander Senior e Irina, ex tennisti professionisti emigrati dalla Russia alla Germania dopo la caduta dell’Urss, e il fratello maggiore Misha. Molti allenatori di prestigio hanno provato a entrare nel suo entourage, da Ivan Lendl a Juan Carlos Ferrero, passando per DavidFerrer. Nessuno è rimasto a lungo. Alla fine il centro del progetto è sempre tornato a essere quel nucleo familiare che ha accompagnato Zverev fin dai primi colpi dati a una racchetta.
L’ombra delle violenze
Il trionfo di Parigi non cancella però le zone grigie della sua storia. Negli ultimi anni Zverev è stato accusato di violenza domestica da due ex compagne. L’Atp ha condotto un’indagine indipendente senza trovare elementi sufficienti per procedere. In Germania, invece, una delle vicende si è conclusa attraverso un accordo stragiudiziale. Il tedesco ha sempre respinto ogni accusa. Una questione che continua a seguirlo e che resta parte integrante del racconto della sua carriera.
L’edizione 2026 del Roland Garros – terminata con la vittoria di AlexanderZverev – ha scosso il ranking degli italiani. Cambiamenti importanti, positivi o negativi, che modificano le prospettive della stagione. A cominciare dal breve capitolo sull’erba. Flavio Cobolli è l’azzurro che si è preso la scena parigina, prendendo il posto di JannikSinner dopo la precoce eliminazione del numero uno del mondo al secondo turno. L’amarezza per la sconfitta in finale contro il tedesco è addolcita dalla conquista della top 10. Un risultato che due stagioni fa erano in pochi a pronosticare e che invece adesso è reale con 3.540 punti. E le prospettive per continuare la scalata ci sono. A Wimbledon deve difendere i quarti di finale nel 2025, tra Halle e Eastbourne c’è molto da guadagnare. Ma l’exploit di Parigi è pesante soprattutto per la Race. I 1.300 punti dell’ultimo atto spingono Cobolli addirittura al quarto posto, a quota 2.620. Tradotto: parte la missione Atp Finals di Torino.
Cobolli ha guadagnato la top 10, Matteo Arnaldi è quello che ha fatto il salto più importante e imprevedibile. Gli 800 punti della prima semifinale Slam in carriera hanno consentito al sanremese di compiere un balzo nel ranking di 70 posizioni. Ha iniziato il torneo da 104 del mondo. Lo ha concluso da 34, a ridosso della zona delle testa delle serie. E a sorridere è anche la Race: 23esimo posto con 71 giocatori superati. Una classifica che potrebbe ancora migliorare. Sull’erba Arnaldi avrà tutto da guadagnare. Nel 2025, tra Stoccarda, Queen’s, Eastbourne e Wimbledon, l’azzurro non è riuscito a vincere una partita.
Percorso simile ha riguardato anche MatteoBerrettini. In attesa di capire l’entità dell’infortunio che ha costretto il romano al ritiro nei quarti contro Arnaldi, rimangono i fatti e i numeri. Dopo oltre quattro anni Berrettini ha ritrovato un quarto di finale in uno Slam e soprattutto la top 50. Il 30enne azzurro è numero 48 al mondo, 57 posizioni più in alto rispetto alla vigilia di Parigi, quando era 105. Nella Race invece la posizione è la 34, con un salto di oltre 40 piazzamenti. Così come per Arnaldi, anche per Berrettini la stagione su erba si presenta come una potenziale terra di conquista. Punti da difendere non ce ne sono. Tutto però dipenderà dai tempi di recupero.
Luciano Darderi e Lorenzo Sonego non hanno avuto gli stessi exploit e la loro classifica è rimasta sostanzialmente invariata, così come quella del numero uno del mondo. L’eliminazione al secondo turno per mano di Juan Manuel Cerundolo ha fatto perdere a Sinner 1.250 punti, ma il primato in classifica si è comunque rafforzato, e questo per via del forfait di Carlos Alcaraz, campione nel 2025. L’altoatesino è a 13.500 punti, il murciano a 9.960. E sull’erba la differenza tra i due potrebbe ancora ampliarsi. Sinner sarà chiamato a difendere la vittoria a Wimbledon dell’anno scorso, mentre lo spagnolo continuerà a rimanere lontano dal circuito per l’infortunio al polso. Alcaraz perderà quindi altri 1.800 punti (la finale ai Championships e i 500 punti della vittoria nel torneo Atp 500 del Queen’s). Se l’azzurro dovesse bissare il titolo di un anno fa sull’erba londinese il suo vantaggio in classifica sfiorerebbe i 5mila punti.
L’erba è un’occasione per ripartire anche per LorenzoMusetti. La stagione sulla terra rossa è stata una vera e propria debacle a causa dei problemi fisici e il forfait al Roland Garros è stata la goccia che ha fatto crollare la sua classifica. Niente difesa della semifinale parigina di un anno fa e 800 punti lasciati per strada. Il secondo Slam dell’anno ha così ridimensionato la classifica di Musetti, attualmente fuori dalla top 15. Nella Race invece il pericolo è addirittura finire fuori dalle prime 30 posizioni (oggi è 28esimo). La speranza è cominciare la rimonta a Wimbledon, dove nel 2025 è stato battuto all’esordio ma dove nel 2024 ha raggiunto la semifinale.
La nuova classifica Atp oggi: la posizione degli italiani
Ariadna Costa e Antonio Miguel Ramos sagraram-se campeões de pares mistos do primeiro Sand Series a acontecer na Praia da Rocha (Portimão), conquistando assim o primeiro título do fim de semana.
Este domingo, as meias-finais masculinas acontecerão em simultâneo a partir das 10h30, seguidas das femininas. A decisão masculina está agendada para não antes das 14 horas e a feminina para não antes das 15h30.
Neste que é o maior torneio de ténis de praia da Europa, organizado Federação Portuguesa de Ténis, a dupla de espanhóis, segundos cabeças de série, venceram os brasileiros Flaminia Daina e Fabrício Neis, que formaram a dupla mais cotada e foram campeões em Matosinhos, em duas partidas, com os parciais de 7-6(5) e 6-0 após 57 minutos.
Para Costa, de 22 anos, e Ramos, de 32 anos, a vitória no Sand Series de Portimão traduziu-se no terceiro título lado a lado, segundo este ano — ambos na categoria máxima.
A mais nova passou a contar com 15 títulos no palmarés, o mais velho com impressionantes 91 troféus de campeão.
Antes, ainda durante a tarde, o segundo Sand Series a acontecer em Portugal (o primeiro realizou-se na temporada transata em Matosinhos) ficou com as meias-finais femininas e masculinas definidas.
Na competição feminina, as oito jogadoras mais cotadas do ranking mundial garantiram um lugar no Dia D.
Campeãs em Matosinhos, as italianas Giulia Gasparri e Ninny Valentini deram mais um passo em direção ao 40.º título enquanto dupla ao vencerem as compatriotas Greta Giusti e Nicole Nobile por 5-7, 6-1 e 10-4.
O triunfo das segundas cabeças de série foi o único da competição feminina a ser resolvido no match tie-break e permitiu-lhes marcar encontro com as quartas, Veronica Casadei e Ariadna Costa Graell, que passaram por Giulia Trippa e Marcela Vita com os parciais de 6-1 e 6-4. ~
Juntas, Casadei e Graell já venceram quatro provas, a mais recente este ano, no Sand Series das Ilhas Canárias.
Sophia Chow e Vitoria Marchezini
As líderes do ranking, Sophia Chow e Vitoria Marchezini, passaram com autoridade (6-2 e 6-4) pelas transalpinas Sofia Cimatti e Flaminia Daina para se aproximarem de mais um título.
Já com 22 lado a lado, dois deles esta época e um no nível Sand Series, as primeiras pré-designadas discutirão o acesso à final com Elizaveta Kudinova e Anastasiia Semenova.
Terceiras favoritas, as russas — campeãs mundiais em 2025 e de outros 21 títulos lado a lado — completaram o elenco das meias-finais ao superarem Patrícia Diaz e Rafaella Miiller por equilibrados 7-6(2) e 7-6(2) ao cabo de 1h50.
Nicolas Gianotti e Mattia Spoto
No torneio masculino, Nicolas Gianotti e Mattia Spoto deram mais um passo em direção a um segundo título em Portugal.
Vencedores em Matosinhos no ano passado, o francês e o italiano chegaram a Portimão como líderes do ranking e primeiros cabeças de série, estatuto que voltaram a confirmar este sábado ao vencerem os brasileiros Fabrício Neis e Allan Oliveira por 6-2 e 7-5 no primeiro encontro dos quartos de final.
Campeões de 39 torneios lado a lado, quatro deles já esta época (e os dois mais recentes na categoria Sand Series), Gianotti e Spoto vão lutar por mais uma final em Portugal com Andre Baran e Michelle Cappelletti, quintos favoritos e responsáveis pelo afastamento de Niccolo Gasparri e Antonio Miguel Ramos Viera (quartos) ao vencerem por 6-1 e 6-3.
Finalistas em Matosinhos, Giovanni Cariani e Daniel Mola não tiveram a mesma sorte que os campeões e despediram-se de Portimão nos quartos de final.
Segundos cabeças de série, os brasileiros perderam por 7-6(3), 0-6 e 10-8 frente aos italianos Mattia Bazzi e Dario Jublin, que discutirão a passagem às meias-finais com Felipe Cogo Loch e Gabriele Gini.
Os terceiros favoritos levaram a melhor sobre Diego Bollettinari e Carlos Vigon por 6-2 e 6-3.
Quattro precedenti con un quasi dominatore dei confronti diretti. Uno più fresco, grazie a una semifinale non giocata, e l’altro arrivato all’appuntamento perfetto per vincere il suo primo Slam, approfittando del k.o. di Jannik Sinner e dell’assenza Carlos Alcaraz che lo rendono il favorito naturale. Eppure sarà una finale aperta, quella del Roland Garros, tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev. Perché il tennista azzurro ha raggiunto l’ultimo atto dello Slam di Parigi senza scendere in campo a causa del ritiro di Matteo Arnaldi, colpito da un virus nelle ore precedenti alla semifinale.
Come sono arrivati alla fine
Zverev ha invece dovuto faticare ben tre ore per piegare Jakub Mensik sul Philippe-Chatrier: ha vinto in quattro set con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e 59 minuti di gioco. Prima aveva superato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar. Cobolli, oltre al forfait di Arnaldi, ha invece avuto la meglio nei confronti con Pellegrino, Wu, Tien, Svajda e Auger-Aliassime.
Cobolli-Zverev, orario e precedenti
La finale tra Cobolli e Zverev è in programma domenica 7 alle 15 sul centrale di Parigi. I due tennisti si sono affrontati in 4 precedenti, con il tedesco che conduce 3-1. Nell’ultimo incrocio a vincere è stato lo stesso Zverev, che ha superato il romano in due set nei quarti di finale dell’ultimo Masters 1000 di Madrid.
Dove vedere Cobolli-Zverev in chiaro
La finale del Roland Garros Cobolli-Zverev sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv, ma anche in chiaro sul Nove per scelta del gruppo Warner Bros-Discovery. I match saranno quindi disponibili anche in streaming su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.
“Il ritiro di MatteoArnaldi a un passo dalla semifinale del RolandGarros lascia l’amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessantispunti di riflessione” agli occhi del medico-fisiatra AndreaBernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
“Arnaldi – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il recordassoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggioufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l’organismo al limite” e “la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici”, sottolinea Bernetti commentando l’ipotesi che sia stato un virus a mettere ko l’atleta.
In conferenza stampa all’Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomitoripetuto dalla scorsa notte e un malessere che “non migliorava. Non potevo mangiare” e “ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno“, ha detto. “A causa dello sforzo massimale – illustra il medico-fisiatra – si verifica un picco di ormoni dello stress e una drasticariduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l’atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una personasedentaria. A questa temporanea riduzione delle difeseimmunitarie, si unisce una riduzione dell’apporto di ossigeno all’intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che ‘sigillano’ la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezionigastroenteriche“.
“A onor del vero – osserva lo specialista – è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un’era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperarepresto e andare in fondo ai prossimi tornei”, conclude Bernetti.
“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche FlavioCobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di MatteoArnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco AlexanderZverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davverotriste ma al tempo stesso felice per i risultatiottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.
Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tanteore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’haifatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.
Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo JannikSinner. E se dovesse vincere contro AlexanderZverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo AdrianoPanatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente JannikSinner. Sarà la 13esimafinale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.
“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene“. Con queste parole Matteo Arnaldi ha esordito in sala stampa, pochi minuti dopo la decisione di non scendere in campo in semifinale al RolandGarros, dove avrebbe affrontato FlavioCobolli per un match storico per il tennis italiano: era infatti la prima volta che due italiani si incontravano in una semifinale Slam. Un virus influenzale lo ha messo ko, proprio nel giorno più importante della sua carriera tennistica: quello della prima semifinale in un Major.
“Ieri mi sono allenato e ho cenato, poi ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato. Non riuscivo poi a dormire, verso le 6 del mattino sono stato di nuovo male”, ha raccontato Matteo Arnaldi. “Ho chiamato il medico in camera che mi ha dato delle pastiglie”, ha spiegato il tennista azzurro, che da lunedì sarà numero 34 del mondo. “Speravamo fosse qualcosa che mi ha fattomale a cena, ma ogni volta che provavo a bere o mangiare tornavo in bagno. È dura, per come si era sviluppato il torneo e per le ore che ho passato in campo mi sentivo bene”, ha detto con grande rammarico Matteo Arnaldi.
Poi tutta la delusione: “Non poter giocare la prima semifinaleSlam in carriera non lo auguro a nessuno. Ho provato a vedere se riuscissi ad allenarmi, ma ogni volta che mi alzo in piedi mi gira la testa. Credo sia l’unica decisione che potessi prendere“.
Le parole di Flavio Cobolli: “Ora ho sensazionimiste: sono felice e triste”
Dopo Arnaldi ha parlato anche FlavioCobolli, sempre in salastampa: “Non è facile per me parlare in questomomento. Quando mi è stato detto, mi veniva quasi da piangere. Non me l’aspettavo, ero pronto per giocare questapartita“, ha esordito il 24enne italiano. “Ero veramentetriste per lui quando me l’ha detto. Allo stesso tempo sono felice del risultato ottenuto in queste due settimane. Prima è venuto anche mio papà e ci siamo abbracciati assieme al resto della squadra perché prima ancora che Arnaldi mi dicesse di nonpotergiocare, sapevo di esser già tra i primi 10 per la sconfitta di Mensik. Ora ho sensazionimiste: sono felice e triste”, ha concluso.