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Sinner torna in campo dopo il malore al Roland Garros: sarà presente a un’esibizione a Londra prima di Wimbledon

11 June 2026 at 19:09

Jannik Sinner scenderà in campo prima di Wimbledon. Non in un torneo, come già annunciato prima dell’eliminazione al Roland Garros, bensì in un match di esibizione. È stata ufficializzata infatti la presenza del numero uno al mondo al Giorgio Armani Tennis Classic, rassegna di esibizione ormai ultratrentennale che si disputa all’Hurlingham Club, dal 23 al 27 giugno. Una notizia ben accolta anche dal direttore del torneo Nikhil Waugh: “Per la nostra 32esima edizione, siamo eccitati di dare il benvenuto a Jannik Sinner, che si aggiunge ad un parco giocatori eccezionale”.

Sinner è reduce da un periodo difficile, dopo il malore al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, e dopo una settimana di vacanza si è sottoposto per due giorni a dei controlli specifici e molto lunghi al San Raffaele di Milano. Per l’altoatesino sembra però tutto nella norma e ha già ripreso gli allenamenti verso Wimbledon. In mezzo ci sarà l’esibizione a Londra, dove Sinner affronterà diversi altri tennisti di altissimo livello.

L’altoatesino, infatti, non sarà né l’unico Top 10, né l’unico italiano presente ai nastri di partenza. C’è Flavio Cobolli con lui, diventato n.10 dopo la finale disputata al Roland Garros, ma anche Luciano Darderi (n.18). A completare il roster, altri giocatori di un certo spessore: Casper Ruud (n.14), Karen Khachanov (n.15), Learner Tien (n.19) e Cameron Norrie (n.29), semifinalista a Wimbledon nel 2022 che sarà l’unico rappresentante britannico.

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Roddick dà ragione ad Agassi su Sinner: “Andre mi ha raccontato che ha parlato con Darren Cahill perché è una situazione delicata”

11 June 2026 at 15:25

Non si fermano le polemiche sulla preparazione fisica di Jannik Sinner dopo il malore accusato dal tennista altoatesino che lo ha costretto al ritiro dal Roland Garros. Poco dopo il match perso contro Cerundolo, l’ex stella statunitense Andre Agassi ha commentato duramente l’improvviso crollo dell’azzurro ritenendo che non ci fosse “nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. In molti hanno criticato l’uscita del Kid di Las Vegas, come viene soprannominato: tutti tranne il collega e connazionale Andy Roddick che ne ha preso le difese. “Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

Nel suo podcast “Served with Andy”, l’ex tennista ha commentato a sua volta il ritiro di Sinner, che, tra le altre cose, si è sottoposto ad accertamenti al San Raffaele di Milano per definire le cause di tutto ciò. “Magari c’è stato un problema di idratazione – ha detto il vincitore degli US Open 2003 -. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita. In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni”.

“Mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente – ha proseguito Roddick -. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c’è una certa delicatezza nella situazione”. Il riferimento è all’attuale allenatore dell’altoatesino che in passato è stato anche il coach proprio di Agassi oltre che suo intimo amico. “Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore – ha concluso il tennista podcaster -, non puoi metterlo in difficoltà all’improvviso con delle dichiarazioni pubbliche”. Per queste ragioni, secondo Roddick, il campione statunitense ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, perché “sa cosa significa essere il numero uno al mondo e convivere con quella pressione”.

Una tesi a sostegno della quale Roddick ha citato un messaggio privato ricevuto da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Anche in quell’occasione, durante un partita contro Eliot Spizzirri, Sinner aveva avuto un crollo fisico da cui però era riuscito a risollevarsi beneficiando della chiusura del tetto del campo. Quel giorno Roddick ha detto di aver ricevuto un messaggio dall’amico tennista, nel quale “diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un’ora e venti di partita sotto il sole”. Una diatriba che a cinque giorni dalla fine del Roland Garros ora forse volgerà al termine: “È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un’ora e quaranta di partita? – si è domandato Roddick – Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta“.

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Seppi contro la Federtennis: “È mancato rispetto umano, mi sono sentito preso in giro”

11 June 2026 at 15:13

Sessantasette partecipazioni agli Slam, di cui 66 consecutive. Dopo una carriera di questo calibro, il tennista italiano Andreas Seppi è tornato da poco nel mondo dello sport come commentatore per Eurosport del Roland Garros appena concluso. Dopo il ritiro, l’ex numero 18 del mondo si era preso una pausa per stare in famiglia ma ora è tornato sullo schermo degli italiani, anche se solo con la voce. In un’intervista a Fanpage.it ha raccontato della sua scelta ma anche della situazione attuale del tennis, da Sinner a Cobolli, arrivando fino alle tensioni con la Federtennis.

In una lunga chiacchierata, Seppi ha ripercorso tutti i suoi successi, dalle vittorie in Coppa Davis, al match strappato a Roger Federer agli Australian Open, arrivando fino al successo contro Nadal nel giorno del suo compleanno a Rotterdam. Una lunga carriera, interrotta con una nota amara proprio sul fotofinish. Nel 2022 infatti la Federtennis gli ha negato una wild card per partecipare ai Challenger di Firenze e Napoli dove avrebbe celebrato l’addio con un meritato tributo del pubblico. Una ferita ancora aperta per Seppi, considerando anche che, con 808 partite ufficiali in carriera, è il giocatore con più match all’attivo in Italia.

“Mi sono sentito preso in giro – spiega il tennista – se mi avessero detto che quelle wild card erano solo per i giovani avrei accettato senza discutere. Invece è successo il contrario”. Il tennista racconta di essere stato contattato da diversi membri della Federazione che gli hanno garantito fino all’ultimo la partecipazione: poi a un mese dall’inizio del torneo hanno ritrattato. “La cosa che più mi ha dato fastidio – conclude il neo commentatore – è che, alla fine, quella wild card è stata persino sprecata, visto che il giocatore a cui era stata assegnata poi si è ritirato”. Ciò che è venuto a mancare, spiega Seppi, è stato “il rispetto umano. Finché ci saranno quelle persone in Federazione, difficilmente mi vedrete in quell’ambiente”.

Dopo il ritiro si è allontanato per un po’ dal tennis perché voleva dedicare del tempo ai suoi tre figli piccoli. “Fare il coach o comunque restare nel mondo del tennis – racconta – significa viaggiare tantissimo e per me, in quel momento, non era un’opzione”. Poi è arrivata la proposta di commento per Eurosport che, come dice il tennista, “mi aveva sempre incuriosito”. Da quella postazione ha potuto osservare e commentare dal vivo tutto il Roland Garros, il torneo che ha portato in finale Flavio Cobolli. Al giovane tennista romano Seppi ha fatto i complimenti, ricordando “qualche errore di troppo” nel terzo set. “Resta un po’ di rammarico, ma ha disputato un torneo straordinario e deve essere soltanto orgoglioso di quello che è riuscito a fare”.

Ha poi dedicato qualche parola anche per Jannik Sinner e sul suo ritiro anticipato dal torneo a causa di uno strano malessere fisico: “Come ha detto lui stesso, probabilmente non è stata una questione fisica, ma magari semplicemente una giornata con poche energie, una di quelle in cui non ti svegli al meglio”. Seppi ha poi concluso commentando il paragone tra lui e il numero uno al mondo: “Sicuramente in Alto Adige siamo mediamente meno emotivi e tendiamo a non mostrare troppo le emozioni. Penso che ci siano tante somiglianze nella nostra crescita e forse anche per questo siamo persone e giocatori piuttosto tranquilli ed equilibrati”.

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La ripartenza di Sinner: segnali rassicuranti dopo gli esami a Milano, oggi la ripresa degli allenamenti verso Wimbledon

10 June 2026 at 14:57

Due giorni di controlli a Milano, al San Raffaele, poi il ritorno a Montecarlo e oggi la ripresa degli allenamenti. Dopo il clamoroso crollo al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, il numero uno al mondo ha deciso di fare diversi accertamenti, per avere conferme. Jannik Sinner sta bene e può tornare a giocare regolarmente. Confermata l’assenza in tutti i tornei di preparazione a Wimbledon: da uno Slam all’altro, l’azzurro tornerà in campo sull’erba londinese a fine giugno.

Sinner ha scelto di controllarsi al San Raffaele e non al JMedical come sempre per fare un quadro più ampio della situazione e sottoporsi a più controlli, come riporta il Corriere della Sera. L’azzurro è stato infatti “rivoltato come un calzino“, sottoponendosi a un elettrocardiogramma sotto sforzo, holter cardiaco e risonanza magnetica. Milano è stata preferita a Torino proprio per avere più consulti da più esperti.

È stato comunque un inizio di settimana particolare per Sinner, che lunedì ha passato quattro ore al San Raffaele: da mezzogiorno e mezzo circa alle 17. Poi ha soggiornato a Milano, a Palazzo Parigi, dove ha trascorso la serata con la fidanzata Laila Hasanovic e il professore Alberto Zangrillo.

Lunedì ha trascorso circa quattro ore in ospedale, dalla tarda mattinata fino alle 16.30. Poi è rientrato a Palazzo Parigi, lussuoso hotel milanese non lontano da Montenapoleone, dove ha passato la serata con la fidanzata Laila e il professor Alberto Zangrillo: “È andato a cena con Jannik, loro si conoscono da sempre. Lo so perché ieri sera mio fratello mi ha scritto un messaggino“, ha rivelato Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, alla trasmissione radio “Un giorno da pecora”.

Martedì mattina è stato il giorno di altri accertamenti medici, con Sinner che è rimasto al San Raffaele per circa tre ore, fino a ora di pranzo, quando ha lasciato l’ospedale da un’uscita secondaria per evitare la folla di gente che era accorsa al San Raffaele per vederlo. Il primo giorno si era mostrato sorridente e sereno. Ora la conferma: non sarebbero emersi segnali preoccupanti. Sinner ha ripreso quindi oggi gli allenamenti (sarebbe stato così anche se non avesse avuto problemi al Roland Garros) ed è pronto a dare la caccia al secondo successo consecutivo sull’erba di Wimbledon.

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I farmaci usati da vip e sportivi per dimagrire stanno per diventare doping: il caso di Serena Williams

9 June 2026 at 17:58

I farmaci dimagranti diventati famosi negli ultimi anni grazie al loro utilizzo da parte di celebrità e sportivi potrebbero presto entrare ufficialmente nella lista delle sostanze dopanti. Si tratta degli agonisti del recettore GLP-1, una categoria di medicinali nata per il trattamento del diabete ma sempre più utilizzata anche per favorire una rapida perdita di peso, nonostante i rischi per la salute. Tra i principi attivi più noti ci sono semaglutide (commercializzato con diversi nomi) e tirzepatide. Questi farmaci stimolano la produzione di insulina e aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ma hanno anche l’effetto di ridurre l’appetito e favorire un marcato dimagrimento. Per questo motivo il loro utilizzo si è diffuso ben oltre l’ambito strettamente medico.

Il caso più eclatante è quello di Serena Williams. La campionessa statunitense, apparsa profondamente trasformata dal punto di vista fisico, è diventata testimonial di un’azienda farmaceutica produttrice di un farmaco appartenente a questa categoria. E ora a 44 anni è pronta a tornare nel tennis professionistico: sta giocando il doppio sull’erba del Queens, a Londra, in coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko. Hanno vinto il primo match contro Melichar-Martinez ed Erin Routliffe con il punteggio di 7-6 (2), 6-2. Un antipasto di un possibile rientro anche in singolare, nonostante oltre 4 anni di stop. Ma il caso di Serena Williams non è isolato. Un ruolo analogo è stato assunto anche da alcuni protagonisti dello sci di fondo scandinavo, discipline nelle quali il rapporto tra peso corporeo e prestazione sportiva è particolarmente rilevante.

Proprio il possibile vantaggio competitivo garantito da questi medicinali ha attirato l’attenzione dell’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada). Dal 2024 gli agonisti del recettore GLP-1 sono infatti inseriti nella lista di monitoraggio dell’organismo internazionale. Attraverso controlli anonimi, la Wada sta cercando di capire quanto siano diffusi tra gli atleti prodotti che, riducendo in modo significativo la massa grassa, possono contribuire a migliorare le prestazioni.

Entro il 2028 l’agenzia dovrà decidere se inserire questi farmaci nell’elenco delle sostanze proibite. Gli esperti considerano questa eventualità molto probabile, come spiega Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera. La valutazione si baserà sui criteri che regolano l’inclusione nella lista antidoping: miglioramento artificiale della prestazione, rischi per la salute e violazione dello spirito dello sport. Anche in caso di inserimento tra le sostanze vietate, però, il tema resterà complesso. Gli agonisti del recettore GLP-1 verrebbero con ogni probabilità classificati come “sostanze specifiche“, cioè farmaci che possono essere assunti in presenza di una prescrizione medica e di una specifica autorizzazione terapeutica rilasciata dalle autorità antidoping. Il che consentirà agli atleti di aggirare il divieto.

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