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Tim Summer Hits 2026 torna con Carlo Conti e Andrea Delogu per lanciare la musica dell’estate: ecco le date

8 June 2026 at 16:39

Carlo Conti e Andrea Delogu per il terzo anno consecutivo tornano al timone di Tim Summer Hits che apre l’estate 2026 a Roma. Quattro serate-evento nel cuore della Capitale: sul palco di Piazza del Popolo si alterneranno le star della musica per cantare insieme al pubblico i loro successi del momento, dando vita a performance live.

Gli appuntamenti sono fissati per domenica 21, lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 giugno. Una delle piazze di Roma tra le più conosciute al mondo si trasformerà così nel più grande palcoscenico a cielo aperto di questa stagione, accogliendo i gli artisti e le artiste delle classifiche, le icone pop con le canzoni che si candidano a diventare tormentoni dell’estate.

Le serate (ad ingresso gratuito) saranno registrate e trasmesse prossimamente in prima serata su Rai1, in contemporanea su Rai Radio2 e disponibili anche su RaiPlay.

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“Pressione enorme, ma non mi fermo qui”: il ventiduenne Reece Chadfield mangia 162 Oreo in 5 minuti – IL VIDEO

8 June 2026 at 15:49

C’è chi mangia qualche biscotto davanti alla televisione e chi, invece, ne divora oltre 160 in appena cinque minuti entrando nella storia. È quanto accaduto a Reece Chadfield, personal trainer inglese di 22 anni, che ha stabilito un nuovo record mondiale nel competitive eating consumando 162 biscotti Oreo durante una gara ufficiale. L’impresa è andata in scena il 24 maggio allo Stockton Cricket Club, nel nord-est dell’Inghilterra, in occasione di un evento organizzato dalla British Eating League. Con la sua prestazione, Chadfield ha superato il precedente primato di 141 Oreo mangiati in cinque minuti, record che apparteneva dal 2020 a Max Stanford.

Come riportato dalla rivista People, per il giovane atleta il successo ha avuto un sapore ancora più speciale, essendo arrivato nella sua città natale, Stockton-on-Tees, davanti ad amici e familiari che hanno assistito alla sfida: “Ci si allena per queste competizioni per tantissimo tempo. Dopo tutta la pratica e gli sforzi fatti, avere amici e familiari lì a guardarti aggiunge una pressione enorme” ha raccontato Chadfield. Una volta tagliato il traguardo e certificato il nuovo record, l’emozione ha preso il sopravvento. Il 22enne ha descritto quel momento come “incredibile”: “Mi è sembrato di essermi tolto un peso dalle spalle. Finalmente la pressione era sparita e adesso posso mangiare tranquillamente gli Oreo che mi sono rimasti in casa senza doverli ingoiare a tutta velocità”, ha scherzato.

Ma per Chadfield il nuovo record non rappresenta un punto d’arrivo. Al contrario, è soltanto l’inizio di una nuova sfida. Il giovane, che sui social racconta le sue imprese alimentari con il profilo ReeceVsFood, ha già fissato il prossimo obiettivo: “Voglio il prossimo. Voglio il prossimo record”, ha dichiarato senza mezzi termini.

Un risultato “semplicemente fenomenale”

Craig Harker, fondatore della British Eating League, ha definito il risultato ottenuto dal 22enne “semplicemente fenomenale”. “Mangiare 162 Oreo in soli cinque minuti e stabilire un nuovo record mondiale è una dimostrazione straordinaria di velocità, determinazione e abilità nel competitive eating”, ha spiegato Harker. “I record esistono per essere battuti, ma prestazioni di questo livello non si vedono spesso”. Secondo il fondatore della lega britannica, il percorso di crescita di Chadfield è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi anni il giovane avrebbe migliorato costantemente le proprie prestazioni, fino a diventare “uno dei talenti più entusiasmanti del competitive eating britannico”.

Il podio

Alle spalle del nuovo recordman si sono classificati JJ Da Lion, secondo con 151 Oreo consumati, e Stef2hungry, terzo con 126 biscotti. Numeri impressionanti che, tuttavia, non sono bastati per tenere il passo di Chadfield, protagonista di una prova destinata a entrare negli annali di questa particolare disciplina.

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Francesco Totti nella bufera social dopo uno scherzo a una turista a Istanbul: il filmato condiviso da Noemi Bocchi fa discutere

8 June 2026 at 15:48

Francesco Totti torna a far parlare di sé, ma questa volta non per il calcio. L’ex capitano della Roma si trova in questi giorni a Istanbul per partecipare al World Legends Padel Tour, il circuito che riunisce numerose ex stelle del calcio internazionale. Durante una pausa dagli impegni sportivi, ha approfittato del soggiorno in Turchia per visitare alcune delle attrazioni più celebri della città insieme alla compagna Noemi Bocchi, tra cui la suggestiva Cisterna Basilica. Proprio all’interno dello storico sito, un suo scherzo a una turista è finito al centro delle discussioni sui social. La scena, ripresa proprio da Noemi e condivisa sui social, mostra Totti avvicinarsi a una visitatrice mentre passeggia tra le colonne dell’antico sito. Con fare scherzoso, l’ex numero 10 sfiora la donna sulla testa e si allontana immediatamente. Quando la turista si gira per capire chi sia stato, Totti finge disinvoltamente di osservare l’ambiente circostante, cercando di non attirare sospetti.

A rendere ancora più evidente il siparietto è la reazione di Noemi Bocchi, che segue la scena divertita e commenta ridendo: “Pure qua dà fastidio a tutti”. Il problema, secondo molti utenti, è che stavolta la protagonista involontaria dello scherzo era una perfetta sconosciuta. Ed è proprio questo dettaglio ad aver acceso il dibattito online. Da una parte c’è chi ha interpretato il gesto come una semplice bravata senza conseguenze, coerente con il lato più ironico e spontaneo di Totti. Dall’altra, invece, c’è chi ha giudicato la scena infantile o poco rispettosa, soprattutto in un luogo turistico affollato.

Il dibattito social

I commenti apparsi sui social riflettono questa divisione. Alcuni utenti hanno trovato il video divertente e innocuo, ricordando come l’ex campione abbia sempre costruito parte della propria immagine pubblica sull’umorismo. Altri, invece, hanno criticato sia il gesto sia la scelta di pubblicarlo online, sostenendo che certe gag appartengano più ai ricordi dell’infanzia che a un personaggio pubblico adulto.

????????#Totti show in #Turchia
????Lo scherzo dell’ex capitano ad una turista

???? pic.twitter.com/erhxDp1pSu

— laroma24.it (@LAROMA24) June 7, 2026

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“Amatevi ragazze sempre e comunque non ascoltate nessuno”: Emma Marrone risponde alle critiche sul suo corpo

8 June 2026 at 15:48

Emma Marrone è tornata a rispondere ai commenti sul suo aspetto fisico con un video pubblicato sui social, in cui sceglie di mostrarsi senza filtri e di riportare l’attenzione sul rapporto tra corpo, giudizio pubblico e salute. Nei giorni scorsi, di fronte a un utente che le suggeriva di mettersi a dieta, la cantante aveva già risposto in modo netto: “Corro verso la vastità che me ne frega dell’ossessione che hai per il mio corpo. Non c’è niente di innocente nel criticare la gente sui social”.

Da lì la discussione è proseguita e ha trovato un nuovo capitolo in un video pubblicato su Instagram, in cui Emma si mostra senza filtri, mette in evidenza gli addominali e racconta con naturalezza i cambiamenti del suo corpo, anche legati al percorso di salute affrontato dopo la diagnosi di tumore alle ovaie nel 2009.

Nel filmato, la cantante affronta il tema con tono diretto, senza retorica, riportando l’attenzione su come il corpo diventi spesso oggetto di giudizi superficiali e fuori contesto. Un approccio coerente con quanto già espresso nei giorni precedenti, quando aveva scelto di ribadire il suo punto di vista contro l’ossessione social. Il video si chiude poi con un messaggio semplice e immediato: “Ho finito di correggere l’incorreggibile e adesso vi flexo questo addominale, laterale ovviamente perché dopo tre interventi qua davanti non c’è più il muscolo, però questi sono belli. Finito momento flex, make up terminato, ora le parole di questo video del giorno sono ‘amatevi ragazze, self confidence, amatevi sempre e comunque e non ascoltate nessuno”.

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Charlie Chaplin da record: centinaia di sosia del celebre attore e regista sfilano in Svizzera – IL VIDEO

8 June 2026 at 14:29

Ben 429 persone vestite con bombette nere, baffi a spazzolino e bastoni da passeggio, si sono riunite durante il decimo anniversario di Chaplin’s World, il museo dedicato alla vita di Charlie Chaplin, a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera, il 7 giugno. Il precedente record, stabilito nel 2017, contava 662 persone vestite da “Il Vagabondo”.

La storia di “Il Vagabondo”

“Il Vagabondo”, conosciuto nel mondo anglofono come “The Tramp” e nel nostro Paese come “Charlot”, rappresenta la creazione cinematografica più iconica di Charlie Chaplin. Apparso per la prima volta nel febbraio del 1914, questo importante personaggio ha segnato per sempre la storia del cinema muto, riuscendo nell’impresa rara di unire una travolgente comicità fisica a una critica sociale.

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“Alfonso Signorini è un caro amico, un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente”: parla Irene Ghergo

8 June 2026 at 14:08

La regina degli autori della televisione italiana. Irene Ghergo ha conosciuto tutte le personalità più importanti del piccolo schermo e la sua penna ha firmato trasmissioni di successo. L’autrice si è raccontata in una lunga intervista a Il Corriere della Sera. Una lunga carrellata di ricordi e aneddoti irresistibili e naturalmente anche un pensiero all’ex collega di lavoro per il “Grande Fratello”, Alfonso Signorini. “È un caro amico, – ha affermato – un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente”.

Poi il ricordo della “premiata” ditta Raffaella Carrà – Gianni Boncompagni: “Lei arrivava alla riunione a passo di marcia. Con i capelli ricci, al naturale. Gianni era insofferente al rito, lo annoiava, però abbozzava. Si accomodava sul divano e dopo un minuto già russava. La prima puntata di ‘Pronto, Raffaella’, Gianni scese dalla regia e le diede uno spintone: ‘Vai, tanto andrà tutto malissimo’. E alla prima telefonata in diretta un tizio la mandò affanc…”.

La nascita del programma cult “Non è la Rai”: Nacque in via dell’Anima, a casa di Berlusconi. Silvio credeva che fossi la moglie di Boncompagni: ‘Prego, signora, si accomodi’. A pranzo raccontava barzellette. Gianni, quasi sordo, lo fissava inespressivo, non rideva. E io gli davo i calci sotto al tavolo. Gianni presentò richieste assurde: buttare tutte le telecamere, totale autonomia. Berlusconi capì che quel programma era speciale e lo accontentò. Nel promo c’era Enrica Bonaccorti davanti a un plotone di esecuzione”.

E infine Maurizio Costanzo: “Alle riunioni per Buona Domenica c’era sempre il dramma dell’ospite che non poteva venire. Maurizio, imperturbabile: Togliete ‘a sedia“.

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La pipì del cane lavata con l’acqua? Bassetti smonta le ordinanze dei Comuni: “Non serve assolutamente a nulla”

8 June 2026 at 13:44

Lavare la pipì dei cani dai marciapiedi versando il contenuto di una bottiglietta d’acqua non ha alcun fondamento scientifico e non garantisce la reale pulizia delle strade. A smontare la validità di una delle ordinanze municipali più diffuse sul territorio italiano è l’infettivologo Matteo Bassetti. L’esperto ha chiarito che l’obbligo imposto ai padroni degli animali domestici dalle amministrazioni locali è inutile dal punto di vista sanitario, poiché l’acqua da sola è del tutto priva di capacità disinfettanti.

L’acqua non elimina i batteri: la bocciatura medica

Attraverso i propri canali social, Bassetti ha risposto ai dubbi posti dai cittadini sull’effettiva utilità igienica delle normative cittadine: “In molti comuni italiani vi sono ordinanze che obbligano i proprietari dei cani a portare con sé una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì che i nostri amici a quattro zampe fanno su strade e marciapiedi”, ha precisato l’infettivologo inquadrando la questione. L’analisi dal punto di vista clinico e sanitario restituisce però un verdetto netto sull’efficacia di questa abitudine: “Risciacquare la pipì del cane con la semplice acqua ha un basso valore igienico e disinfettante, poiché l’acqua non elimina germi o batteri”.

Le soluzioni reali: l’uso dell’aceto e le leggi “all’italiana”

L’infettivologo ha quindi indicato le alternative chimicamente valide per igienizzare correttamente le superfici urbane, evidenziando tuttavia un paradosso normativo che blocca l’uso dei prodotti più efficaci. “Per una vera azione igienica bisognerebbe usare acqua e aceto bianco (in diluizione 1:1) che disinfetta naturalmente, rimuovendo gli odori forti e igienizzando la superficie”, ha spiegato Bassetti. L’altra opzione indicata dall’esperto prevede l’impiego di “detersivi enzimatici”. L’uso di questi prodotti chimici, pur garantendo l’eliminazione dei batteri, si scontra tuttavia con le disposizioni urbane: Bassetti precisa infatti che “però sono vietati per l’utilizzo in strada“. Di fronte all’incompatibilità tra i metodi di pulizia scientificamente validi e le attuali regole in vigore, la conclusione del medico boccia l’intero impianto normativo locale: “Insomma una delle tante leggi all’italiana, fatta con molta approssimazione scientifico-sanitaria”.

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“Vi do uno scoop: non è solo ricco, ma è anche ‘Rocco’…”: Paola Caruso replica alle accuse sulla sua relazione con Fabio Talin

8 June 2026 at 13:35

Paola Caruso è tornata a parlare pubblicamente della sua relazione con l’imprenditore sessantenne Fabio Talin, finita al centro di diverse polemiche sui social. Alcuni utenti, infatti, hanno insinuato che la showgirl stia con lui solo per interesse economico, e hanno messo in luce anche la differenza d’età tra i due. Di fronte alle critiche, l’ex volto di “Avanti un altro!” e del “Grande Fratello Vip” ha deciso di rispondere direttamente su Instagram, senza giri di parole. Nel suo video ha commentato così le accuse: “Leggo commenti che mi fanno sorridere, dicono che sto con lui perché è vecchio e ricco e che mi interessa solo la sua carta di credito“.

Ha poi continuato ironicamente così: “Vi do uno scoop: non è solo ricco, ma è anche ‘Rocco’… il motivo per cui sto con lui è che è ricco, ed è ‘rocco’ e ha lunghissime prestazioni”. La Caruso ha poi aggiunto: “Mi merito finalmente un po’ di gioia e felicità e me la sto godendo tutta. adesso potete rosicare quanto volete perché sapete la verità”.

Chi è Fabio Talin

La storia tra Paola Caruso e Fabio Talin va avanti da diversi mesi ed è stata resa pubblica dopo la partecipazione della showgirl al “Grande Fratello Vip”. Lui è un imprenditore attivo nel settore dei servizi aeroportuali e del bagaglio wrapping, già noto anche per alcune relazioni nel mondo dello spettacolo. In passato, infatti, ha avuto una relazione con Patrizia Bonetti, ex concorrente del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi.

@reality_italia Paola Caruso risponde agli haters che la accusano di stare col fidanzato solo per i soldi. Cosa ne pensate? #gfvip #the50 #perte #paolacaruso #grandefratello ♬ original sound – user8276237552639

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“Non posso respirare”: Miguel Bosé si inginocchia sui social per la morte del 18enne Henry Nowak – IL VIDEO

8 June 2026 at 13:33

Miguel Bosé si è inginocchiato con una mano sul petto, in un gesto di solidarietà che richiama il simbolo delle proteste contro la violenza razziale. In sovrimpressione compare la scritta “I can’t breathe. De rodillas por Henry Nowak“.

Il video, diffuso dall’artista attraverso i suoi canali social, rappresenta un atto di vicinanza alle manifestazioni scoppiate in seguito alla morte del diciottenne Henry Nowak, deceduto a Southampton, nel Regno Unito, dopo essere stato vittima di un episodio di violenza.

Secondo le ricostruzioni circolate sui media, il giovane avrebbe pronunciato la frase “I can’t breathe” mentre si trovava a terra, elemento che ha contribuito a rendere il caso virale sui social e al centro di un acceso dibattito pubblico. La vicenda ha generato polemiche e discussioni anche sulla gestione dell’intervento delle forze dell’ordine, alimentando interpretazioni contrapposte e una forte eco mediatica online.

Nel video diffuso da Miguel Bosé, il gesto dell’artista che si inginocchia viene interpretato come una possibile forma di commemorazione e denuncia simbolica, in sintonia con il messaggio evocato dalla frase “I can’t breathe”, divenuta nel corso degli anni un potente simbolo di protesta contro gli abusi e la violenza.

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Le sedie coltivate nel terreno e vendute a 80mila euro: il bosco dei “mobili viventi” fa discutere

8 June 2026 at 13:20

Nel Derbyshire, in Inghilterra, i mobili non vengono tagliati, assemblati o incollati: vengono seminati e coltivati. Gavin e Alice Munro hanno trasformato un piccolo appezzamento agricolo nel “Chair Orchard” (il Frutteto delle Sedie), un terreno in cui le sedute crescono direttamente dalla terra. Questo processo di bio-design, che necessita di tempi di attesa fino a dodici anni per la realizzazione di un singolo esemplare, porta alla creazione di sculture viventi prive di chiodi e colle, battute oggi sul mercato dell’arte contemporanea per cifre che sfiorano i 90.000 dollari (circa 80.000 euro). A documentare i dettagli del progetto è l’Agi, che ricostruisce la vicenda riprendendo le dichiarazioni rilasciate dalla coppia al Washington Post.

L’intuizione ospedaliera e la critica al design industriale

La scintilla creativa alla base dell’azienda agricola affonda le radici nell’infanzia di Gavin Munro. A sette anni, costretto a lunghi ricoveri ospedalieri per curare la scoliosi e la sindrome ossea di Klippel-Feil, il bambino passava il tempo osservando i bonsai del giardino di famiglia. Uno di questi, cresciuto in modo irregolare, assunse la sagoma di un trono. Anni dopo, intraprendendo gli studi di design del mobile, quell’immagine si è unita a una profonda critica ai metodi produttivi contemporanei. Come riportato dal Washington Post, Munro ha individuato un’assurdità di fondo nel settore: il metodo standard prevede di abbattere alberi cresciuti per decenni, ridurli in frammenti e incollarli in forme che nel tempo tenderanno ad allentarsi. La sua riflessione si è tradotta in un cambio di paradigma: plasmare l’albero direttamente durante la sua crescita naturale per creare oggetti solidi e secolari.

Il metodo produttivo: tagli a ceduo e innesti guidati

La produzione, avviata con la moglie Alice (esperta di orticoltura), non utilizza la forza ma sfrutta antiche tecniche agricole come il taglio a ceduo, l’innesto e l’intreccio. Il ciclo produttivo inizia piantando un alberello (salice, quercia, frassino o ciliegio) e lasciandolo radicare indisturbato per circa cinque anni. Successivamente, la pianta viene tagliata fino al ceppo. Questa operazione stimola la produzione di nuovi germogli, ancora estremamente flessibili, che vengono guidati attorno a un’intelaiatura che riproduce la forma di una sedia capovolta. I rami superflui vengono eliminati, mentre altri vengono innestati tra loro per fondersi in una struttura portante unica. I Munro non utilizzano chiodi né colle, ma si limitano a praticare piccole incisioni mirate sulla corteccia per suggerire alla pianta la direzione di sviluppo. Per completare la crescita servono dai sei ai dodici anni, a cui segue un intero anno di essiccazione al chiuso e un accurato lavoro di levigatura.

Dai prototipi calpestati al MoMA di San Francisco

L’evoluzione del “Chair Orchard” ha richiesto decenni di test e fallimenti. I primi esperimenti, avviati nel 2006, sono stati vanificati dalla scarsa esposizione solare e dalle mandrie di mucche che calpestarono i germogli. La svolta è arrivata nel 2008 con l’affitto di un nuovo campo e la piantumazione di 3.000 alberi. A causa delle variabili climatiche britanniche e degli errori di percorso, fino a oggi i Munro hanno prodotto circa quindici prototipi. Un numero ristretto che ha però attirato l’attenzione del design globale: le sedie sono state esposte in Asia e negli Stati Uniti, e un esemplare è stato acquisito dalla collezione permanente del San Francisco Museum of Modern Art. Attraverso le gallerie londinesi, numerosi pezzi sono stati venduti a collezionisti privati.

Il lancio dell’accademia di bio-design

Nonostante l’esclusività delle loro opere, i due designer hanno confessato al Washington Post un dettaglio singolare sulla loro quotidianità: in casa non possiedono nemmeno una delle loro sedie. Il motivo è strettamente pratico, poiché la loro cagnolina Doris finirebbe per trasformarle in uno spuntino. L’obiettivo a lungo termine dei Munro è ora la condivisione delle competenze. Entro la prossima primavera, la coppia inaugurerà un’accademia di “citizen science”, strutturata per insegnare queste tecniche di bio-design al grande pubblico. L’intento di Gavin e Alice non è brevettare un segreto industriale, ma fornire gli strumenti affinché chiunque, avendo a disposizione un pezzo di terra, possa coltivare autonomamente i propri arredi assecondando i ritmi naturali della vegetazione.

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Patrick Bruel è in stato di fermo, il cantante e attore è stato accusato di violenza sessuale “al momento da 13 presunte vittime”. La difesa: “Tutto falso e lo dimostrerò”

8 June 2026 at 13:08

Il cantante e attore francese Patrick Bruel è in stato di fermo stamattina, 8 giugno, a Parigi per essere interrogato sulla denuncia di “almeno 13 presunte vittime”, come hanno dichiarato le autorità giudiziarie. Bruel, 67 anni, ha finora contestato le accuse nei suoi riguardi. Lo stato di fermo può essere prorogato fino a 48 ore. “Da diverse settimane aveva fatto sapere di essere a disposizione della giustizia – hanno affermato i suoi avvocati in un comunicato – per poter finalmente rispondere nel quadro di una procedura giudiziaria, davanti all’autorità competente. Risponderà a tutte le domande degli inquirenti, trasmetterà loro tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua innocenza”.

L’indagine in corso riguarda le accuse mosse da tre donne che accusano Patrick Bruel di violenza sessuale e tentato stupro tra il 1997 e il 2001, ha aggiunto la procura di Nanterre (nella regione di Parigi). L’indagine riguarda anche accuse di stupro o tentato stupro, violenza sessuale e molestie sessuali mosse da altre donne in Francia e Belgio.

Il celebre cantante francese Patrick Bruel, noto al grande pubblico per successi come “Casser la voix” e “Place des grands hommes”, si trova ora al centro della grave vicenda giudiziaria. L’artista, 67 anni, è stato posto in stato di fermo nell’ambito di un’indagine che lo vede coinvolto in quattro denunce per stupro depositate in Francia, cui si aggiunge un procedimento per violenza sessuale avviato in Belgio.

I suoi legali, gli avvocati Christophe Ingrain, Céline Lasek e Fanny Colin, hanno reso noto attraverso un comunicato stampa che Bruel, il quale aveva già espresso da settimane la propria disponibilità a collaborare con le autorità, ha risposto alle domande degli inquirenti dinanzi all’autorità giudiziaria competente.

Sul fronte professionale, la pressione mediatica e giudiziaria ha indotto il cantante ad annunciare venerdì scorso la cancellazione della quasi totalità del suo tour estivo, che avrebbe dovuto prendere il via a metà giugno a Parigi per proseguire con una serie di date nei principali festival europei.

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Se**o in pieno giorno al parco di Monza tra bambini e famiglie: multa da 253 euro per due uomini di 60 e 70 anni

8 June 2026 at 12:32

Tra i sentieri alberati del Parco di Monza, in un’area facilmente accessibile e abitualmente attraversata da famiglie con bambini, passanti con i cani e sportivi, due uomini di età compresa tra i 60 e i 70 anni hanno scelto uno spiazzo all’aperto per fare se**o letteralmente alla luce del sole. Una scena che strideva fortemente con la vocazione pubblica e ricreativa del polmone verde brianzolo, andata in scena ignorando il continuo passaggio del weekend e interrotta unicamente dall’arrivo delle forze dell’ordine.

Le segnalazioni dei cittadini e il blitz

Come riportato dal quotidiano Repubblica, l’intervento della polizia è stato l’esito di una specifica attività di monitoraggio. Da giorni, infatti, il comando riceveva allerte continue da parte dei cittadini, i quali segnalavano un copione ripetitivo: i due individui si ritrovavano costantemente nella stessa zona del parco per compiere i medesimi atti. A seguito delle ripetute denunce, nel pomeriggio di sabato è scattata l’operazione di controllo. Gli agenti del Nucleo Intervento Rapido Motociclisti della polizia locale di Monza hanno raggiunto le coordinate indicate dalle testimonianze, cogliendo in flagrante i due soggetti proprio mentre consumavano il rapporto nell’area pubblica.

La multa per pubblica decenza e il divieto di accesso

Le operazioni di identificazione condotte dagli agenti hanno accertato che i due individui sono cittadini italiani, entrambi residenti al di fuori del comune di Monza. Per i due ultrasessantenni è scattata immediatamente la notifica di una sanzione amministrativa del valore di 253 euro ciascuno, con l’accusa formale di atti contrari alla pubblica decenza. Oltre alla multa pecuniaria, la polizia locale ha applicato le misure previste dall’attuale normativa in materia di sicurezza urbana: nei confronti dei due uomini è stato disposto un ordine di allontanamento formale che interdice loro l’accesso al Parco di Monza per le successive 48 ore.

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Il mistero del meteorite caduto nel Sahara: “E’ la prova di un pianeta scomparso più grande della Luna, chissà quanti altri pianeti ci sono di cui non siamo a conoscenza”

8 June 2026 at 12:05

Un raro meteorite recuperato nel deserto del Sahara contiene la prima prova scientifica di un protopianeta scomparso, le cui dimensioni avrebbero superato quelle della nostra Luna. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” e condotto dai ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder. La scoperta dimostra che questo frammento roccioso apparteneva a un corpo celeste formatosi 4,5 miliardi di anni fa e successivamente distrutto, chiarendo nuovi aspetti sulla velocità e sui meccanismi di formazione dei primi mondi del Sistema Solare.

La scoperta nel Sahara e l’anomalia geochimica

Il meteorite, denominato Northwest Africa (NWA) 12774, è una roccia di circa 500 grammi individuata nel 2019. Gli scienziati lo classificano come angrite, una categoria di meteoriti estremamente rara (ne esistono solo 68 su oltre 80.000 campioni recuperati sulla Terra) che raggruppa le rocce vulcaniche più antiche del Sistema Solare. Misurando i minuscoli elementi radioattivi interni, i geologi hanno datato la roccia a oltre 4,5 miliardi di anni fa. Rispetto ad altri pianeti rocciosi come la Terra o Marte, le angriti presentano una composizione chimica del tutto insolita: contengono pochissima silice. Inizialmente, questa anomalia aveva spinto gli studiosi a ipotizzare che tali frammenti provenissero da asteroidi di dimensioni ridotte, con un raggio compreso tra i 100 e i 200 chilometri.

Le pressioni estreme e le vere dimensioni del protopianeta

Le recenti analisi guidate dal ricercatore Aaron Bell hanno ribaltato le teorie precedenti. I cristalli all’interno di NWA 12774 mostrano una concentrazione eccezionale di alluminio, segno inequivocabile che la roccia si è formata sotto pressioni altissime, calcolate in almeno 17,5 kilobar (un valore oltre 17 volte superiore alla pressione registrata sul fondo della fossa delle Marianne, il punto più profondo della Terra). Condizioni fisiche così estreme non possono generarsi all’interno di un piccolo asteroide. Basandosi su questi dati matematici, il team ha dimostrato che il corpo originario doveva avere un raggio di almeno 1.000 chilometri. Inoltre, i cristalli analizzati mantengono bordi taglienti, una caratteristica che si sarebbe cancellata se la roccia fosse stata esposta al calore prolungato di un gigantesco nucleo planetario. Incrociando questi fattori, le dimensioni del protopianeta genitore sono state ricalcolate a oltre 1.800 chilometri di raggio: un mondo leggermente più grande della Luna (1.737 chilometri) ma più piccolo di Marte (circa 3.300 chilometri).

La collisione cosmica e la ricerca di altri mondi

Riguardo al destino di questo antico mondo roccioso, gli studiosi ritengono che sia stato completamente frantumato durante una delle violente collisioni che hanno caratterizzato i primi milioni di anni del Sistema Solare. I detriti generati dall’impatto, inclusi frammenti come l’NWA 12774, sarebbero stati poi inglobati dai nuovi pianeti in via di formazione, compresa la Terra. La documentazione geologica di questo evento apre la strada a nuove indagini. Come ha spiegato Aaron Bell in merito ai prossimi passi della ricerca: “Ci sono molti meteoriti che non sono stati studiati a fondo, quindi è probabile che esistano altri protopianeti di cui non siamo a conoscenza”.

(Credit foto: John Kashuba/Università del Colorado)

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Papa Leone XIV ha sorpreso la folla con il gesto virale del “6-7” sulla papamobile a Madrid – IL VIDEO

8 June 2026 at 11:53

Papa Leone XIV ha stupito i fedeli radunati lungo le strade di Madrid imitando il celebre gesto del “sei-sette”, il popolare meme diventato virale sui social network, durante il suo passaggio sulla papamobile sabato 6 giugno.

Il Pontefice è giunto in Spagna per una visita ufficiale di una settimana, la prima in un Paese dell’Unione Europea al di fuori dell’Italia. Il programma prevede l’inaugurazione di una nuova torre della basilica della Sagrada Familia a Barcellona, un incontro con i migranti che hanno affrontato le insidiose acque dell’Oceano Atlantico nel tentativo di raggiungere le coste europee, nonché tappe al monastero di Montserrat e alle Isole Canarie.

Il primo Papa di origine americana nella storia della Chiesa cattolica è atteso da folle oceaniche lungo tutto il percorso del viaggio apostolico, in programma fino al 12 giugno. Il gesto del “sei-sette”, ormai entrato nel linguaggio comune della rete, consiste nel muovere la mano dall’alto verso il basso come a soppesare qualcosa, ed è diventato uno dei tormentoni più diffusi del web negli ultimi mesi.

Che cos’è il meme “6-7”?

Il “6-7” è il tormentone del momento sui social network, diventato in poco tempo uno dei meme più virali tra la cosiddetta Generazione Alpha, nati tra il 2010 e il 2025. Nei video che circolano in Rete, così come nelle esibizioni dal vivo, la pronuncia dei due numeri in inglese viene accompagnata da un caratteristico gesto delle mani: partendo affiancate con il palmo rivolto verso l’alto, quasi a simulare il gesto di chi attende di ricevere qualcosa, le mani si muovono in modo alternato, una verso l’alto e l’altra verso il basso, in un ritmo cadenzato. Per farsi un’idea concreta del fenomeno, è sufficiente digitare “Six Seven” nel motore di ricerca Google: la pagina risponderà animandosi e “ballando”, replicando fedelmente il movimento delle mani che ha conquistato milioni di giovani utenti in tutto il mondo.

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“Stefano De Martino ha la porta del camerino sempre aperta: la gente entra, si prende il suo caffè. Io mi butto sul divano e uso il suo bagno”: così Herbert Ballerina

8 June 2026 at 11:36

“Come diceva Troisi ‘il successo è solo una cassa di risonanza’: dipende sempre da come sei tu, dal carattere che ha”. Parole del comico e attore Luigi Luciano, più noto come Herbert Ballerina. Sulle spalle ha vent’anni di carriera mentre da uno è presenza fissa ad “Affari Tuoi”. Il legame come Stefano De Martino è fortissimo e risale al 2021, quando i due si incontrato a “Bar Stella”, su Rai Due.

“Stefano mi ha dato la possibilità di crearmi una nuova carriera,- ha detto a Il Corriere della Sera – grazie a lui mi sono dedicato molto di più alla tv e sono diventato un volto familiare: con Affari Tuoi è proprio cambiata la percezione intorno a me”.

E parlando sempre del conduttore ha aggiunto: “È una persona molto umile, un vero signore. Il suo camerino ha sempre la porta aperta e questo la dice lunga sul suo modo di essere. Perché non mi capita mai di vedere i camerini aperti, specialmente quando si tratta del conduttore. Invece lui è lì, la gente entra, si prende il suo caffè, io mi butto sul suo divano e uso il suo bagno. Questo fa capire che è una persona che non si mette al di sopra degli altri, anche quando potrebbe farlo”.

Prossimo passo sarà Sanremo 2027? Il Festival inizierà il 16 febbraio prossimo: “Certo, ci spero. Però in questo momento giuro che non so ancora cosa succederà, nessuno mi ha detto niente. Sanremo poi è un palco difficile per un comico, le aspettative sono alte, tutti ti giudicano: quindi anche se non lo dovessi fare, non è che mi ammazzo”.

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Il Ministero scambia un “3” per un “8”: un quadro del Trecento da mezzo milione finisce in Svizzera per 38 mila euro, ma vale oltre mezzo milione

8 June 2026 at 11:11

Un “3” confuso con un “8” sull’iscrizione posteriore di una tavola è costato all’Italia la perdita definitiva di un capolavoro del Trecento. Convinti di esaminare un modesto dipinto ottocentesco del valore di 38mila euro, i tecnici del Ministero della Cultura ne hanno autorizzato senza riserve l’esportazione verso la Svizzera. Solo al termine di un restauro effettuato all’estero è emersa la reale datazione dell’opera: non 1850, bensì 1350, con una conseguente rivalutazione economica che supera il mezzo milione di euro. Il tentativo dello Stato di revocare l’autorizzazione è stato bocciato dal Consiglio di Stato per decorrenza dei termini legali. I dettagli della vicenda legale e storico-artistica sono stati ricostruiti dal Corriere della Sera.

La falsa datazione e il via libera all’esportazione

L’iter che ha portato all’uscita dell’opera dai confini nazionali inizia nel marzo del 2020. Una società privata con sede a Lugano presenta la richiesta formale per ottenere l’attestato di libera circolazione relativo a una “Madonna col Bambino”. Nei documenti, la società dichiara che si tratta di un dipinto di “Scuola italiana – Stile bizantino” risalente al XIX secolo, indicando un valore commerciale di 38.000 euro. A supportare questa tesi vi era una scritta posta sul retro della tavola, che apparentemente recitava: «Dipinta da Alfonso Martorelli Fiori Bologna anno 1850».

La Commissione dell’Ufficio esportazione esamina il manufatto e non rileva anomalie o un particolare pregio artistico. Con un verbale redatto il 3 luglio 2020, i tecnici ministeriali annotano le loro valutazioni formali che spianano la strada all’espatrio: «Si tratta di un’opera di qualche interesse in rapporto alla devozione locale a questa venerata immagine; dal punto di vista della qualità è un lavoro modesto che può ottenere l’attestato di libera circolazione». A seguito del parere favorevole della Direzione generale, il 10 agosto 2020 il documento viene regolarmente rilasciato.

La scoperta durante il restauro e l’asta di Christie’s

Una volta varcato il confine svizzero, l’opera viene sottoposta a un intervento di restauro nell’ottobre del 2022. I lavori di pulitura e analisi fanno emergere il clamoroso errore di lettura: l’iscrizione posteriore non indicava “1850”, ma “1350”. La tavola viene quindi correttamente attribuita al “Maestro del 1302” (noto anche come Maestro del Battistero di Parma), un pittore anonimo attivo in Emilia nella prima metà del XIV secolo, autore di un celebre affresco votivo conservato proprio nel Battistero parmense e da non confondere con lo scultore e architetto Benedetto Antelami. Accertata la vera natura trecentesca e la paternità dell’opera, la casa d’aste londinese Christie’s inserisce il dipinto nel catalogo della “Old Masters Evening Sale“, con una stima economica che oscilla tra le 400.000 e le 500.000 sterline (ben oltre il mezzo milione di euro).

Il ritardo del Ministero e la sentenza del Consiglio di Stato

Di fronte alla messa all’asta del capolavoro, il Ministero della Cultura decide di intervenire. Il 16 marzo 2023, a due anni e mezzo di distanza dal rilascio dell’attestato, l’istituzione lo annulla ricorrendo allo strumento dell’autotutela, formalizzando l’accusa contro la società svizzera di aver fornito «false e non veritiere indicazioni». La società elvetica impugna immediatamente l’annullamento rivolgendosi al Tar del Lazio, che lo scorso anno accoglie il ricorso. La parola fine è arrivata in questi giorni con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che ha dato nuovamente torto al Ministero. I giudici di Palazzo Spada hanno recepito una precedente pronuncia della Corte Costituzionale, la quale fissa un limite massimo e perentorio di 12 mesi per poter revocare in autotutela un attestato di libera circolazione. L’intervento statale, arrivato dopo oltre 30 mesi, è stato giudicato tardivo, legittimando di fatto la permanenza dell’opera in Svizzera e la sua successiva vendita. La dinamica ricalca esattamente un precedente del gennaio scorso, quando lo stesso Consiglio di Stato aveva respinto un’analoga richiesta tardiva del Ministero per recuperare un dipinto di Giorgio Vasari non riconosciuto inizialmente dai tecnici.

Foto d’archivio

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Corrado Sassu: “A Casa a prima vista circa 4 persone su 10 acquistano davvero l’appartamento. Ho iniziato a 20 anni con porte in faccia e imprecazioni, ma una sconfitta non ha ucciso nessuno”

8 June 2026 at 10:18

Con Blasco Pulieri e Nadia Mayer è uno dei volti più amati della versione romana di “Casa a prima vista”. Corrado Sassu ha raccontato a Leggo cosa accade dopo che i protagonisti del programma cult di Real Time “scelgono” una delle proposte dei tre agenti immobiliari.

Le persone sono obbligate a fare una scelta finale, – ha affermato – ma non sono obbligati a comprare la casa che scelgono. Vi dico che la media si aggira più o meno sui 4 su 10. Ogni 10 famiglie circa tre o quattro procedono con una proposta reale di acquisto. Sono stato personalmente invitato a casa di clienti che hanno partecipato al programma e che poi hanno realmente comprato la loro casa tramite il programma”.

Sul campo dell’immobiliare da anni, Sassu ha tracciato un bilancio: “Onestamente non cambierei nulla. Ero molto timido e spaventato anche se non si direbbe da quello che vedete oggi, ma l’imprenditore, l’uomo e la persona che sono diventato lo devo anche ai tanti sbagli errori o superficialità che ho commesso in passato”.

E ancora: “Colgo l’occasione di questa domanda per lanciare un messaggio ai giovani di oggi: io ho iniziato a vent’anni, e porte in faccia, di imprecazioni, no, rifiuti ne ho subiti moltissimi. Fa parte del processo e della crescita affrontare momenti del genere. Purtroppo, ad oggi siamo abituati a fare qualcosa che siamo spinti a farlo solamente se siamo sicuri che dall’altra parte riusciremo. Invece vi spingo a provare perché un no o una sconfitta non ha mai ucciso nessuno. Se non avessi mai provato e se non avessi fallito probabilmente oggi non sarei qui, quindi io non cambierei nulla di quello che è successo”.

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“Prima si è tagliato le unghie dei piedi, poi ha tirato fuori un’arpa e sta suonando sul regionale Cuneo-Torino”: il racconto choc di Vera Gheno

8 June 2026 at 10:01

Un viaggio in treno tra Cuneo e Torino si è trasformato in un argomento di discussione sui social dopo il racconto pubblicato da Vera Gheno. La sociolinguista e divulgatrice ha condiviso con i suoi follower una scena a cui ha assistito durante il tragitto, nella giornata di venerdì 5 giugno, e che, nel giro di poche ore, ha raccolto numerosi commenti ironici. Nella storia, Gheno ha descritto il comportamento di un passeggero seduto nel suo stesso scompartimento: “Sono su un regionale Cuneo-Torino, in uno scompartimento con un signore che prima si è tagliato con molta flemma le unghie (tutte, piedi compresi. Secondo me ha più arti del normale, altrimenti non si spiega il tempo che ci ha messi)”, ha scritto. Un episodio che la divulgatrice ha raccontato con il suo consueto tono ironico. Ma la scena non si sarebbe fermata lì. Poco dopo, infatti, il passeggero avrebbe iniziato a suonare uno strumento particolare: “Adesso sta suonando uno strumento a corde che somiglia a un’arpa portatile, fatta con i pezzi di riciclo”, ha aggiunto.

I commenti

Il racconto ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, che si sono sbizzarriti nei commenti. Tra le risposte più apprezzate c’è quella di chi ha definito il vagone “Lo scompartimento nel bosco”. Un altro utente ha invece commentato: “É la Biennale di Venezia diffusa”. Non sono mancati neppure i riferimenti letterari. “Sembra un incipit di un romanzo scritto da David Foster Wallace e Paolo Nori”, ha scritto qualcuno, sintetizzando con una battuta l’atmosfera surreale descritta dalla Gheno.

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“Ci hanno fatto trovare dei fiori dopo il matrimonio, ma c’è un problema”: Alessandro Matri gela i fan dopo l’indiscrezione su Federica Nargi

8 June 2026 at 09:58

Nelle ultime ore il web si era riempito di messaggi di auguri e congratulazioni per un presunto matrimonio tra Alessandro Matri e Federica Nargi. Una notizia che aveva rapidamente fatto il giro dei social e alimentato l’idea che una delle coppie più amate dello spettacolo italiano avesse finalmente pronunciato il fatidico “sì” in gran segreto. A spegnere definitivamente le indiscrezioni è stato però lo stesso ex calciatore, che ha deciso di intervenire con ironia attraverso un video pubblicato sui social. L’occasione è nata durante un pranzo al ristorante, dove lui e la compagna hanno ricevuto un omaggio floreale pensato proprio per celebrare le presunte nozze.

Matri ha mostrato le orchidee ricevute e, tramite una storia Instagram, ha chiarito l’equivoco: “I nostri amici della Conchetta il giorno dopo il nostro matrimonio ci hanno fatto trovare delle bellissime orchidee. Ma il problema è uno: non ci siamo sposati. Il matrimonio non c’è stato”. Accanto a lui, Federica Nargi ha accolto la situazione con la stessa leggerezza, mentre il compagno ha aggiunto: “Però magari chi lo sa, intanto ringraziamo per il pensiero, grazie ma il matrimonio non s’ha da fare”.

Un amore che dura da 17 anni

Alessandro Matri e Federica Nargi sono legati da ben 17 anni e rappresentano una delle relazioni più solide del mondo dello sport e dello spettacolo. Insieme hanno costruito una famiglia e sono genitori di due figlie, Sofia, nata nel 2016, e Beatrice, nata nel 2019. Nonostante il lungo percorso condiviso, i due hanno sempre vissuto il loro rapporto lontano dalle pressioni legate al matrimonio.

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“Se una coppia smette di fare sesso non è destinata al divorzio. Non dipende tutto da quello. Si vivono periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”: parla Syria

8 June 2026 at 09:46

Si intitola “La storia più bella” il nuovo singolo di Syria, che è tornata alle scene dopo quasi 10 anni, già con il brano “Speranza” feat. Inoki, pubblicato lo scorso 30 gennaio. “La storia più bella per me rappresenta la celebrazione dell’amore. – ha spiegato Syria nelle note del disco – Nella sua semplicità racchiude l’entusiasmo di quello che sono ancora oggi nei miei legami affettivi. Mi guardo indietro e mi accorgo che il senso di appartenenza alla mia vita è dettato proprio da una danza di sentimenti imprescindibili che rivolgo spesso a chi amo profondamente”.

E sempre di amore si parla, quando si tocca l’argomento dei 24 anni di matrimonio con Pier Paolo Peroni da festeggiare nel 2027: “Non siamo perfetti: come tutte le coppie abbiamo affrontato i nostri momenti, – ha detto a Vanity Fair – ma abbiamo imparato a conoscerci davvero nel tempo costruendo la nostra vita insieme in maniera quotidiana. Ci siamo sposati subito, abbiamo avuto Alice poco dopo perché volevamo rendere felice la mamma di Pier Paolo e abbiamo fatto tutto con amore e passione. Dico sempre che, se ci fossimo sposati oggi, sarebbe stato ancora più bello perché avremmo celebrato tutto quello che abbiamo vissuto. Potrebbe anche succedere di risposarci, chi lo sa”.

Se una coppia che smette di fare sesso è destinata al divorzio? “No. E poi dipende dai momenti individuali che vivono le persone. Per quanto mi riguarda non c’è solo il sesso nella vita: è giusto anche vivere a periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”.

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