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“Fight club” a scuola durante la ricreazione: incontro di boxe nel sottoscala, due studenti rischiano la bocciatura

7 June 2026 at 16:50

“Fight club” a scuola. Un sottoscala trasformato in un ring, guantoni da pugilato portati da casa, un arbitro improvvisato e una decina di studenti radunati per assistere all’incontro. È la scena che si sono trovati davanti dirigenti e insegnanti di un istituto superiore di Modena dopo che i video di un combattimento organizzato durante una pausa tra le lezioni hanno iniziato a circolare sui social network. Protagonisti dell’episodio due studenti che hanno deciso di affrontarsi a pugni in quello che, più che una semplice bravata, è apparso come un vero e proprio incontro di boxe improvvisato. A organizzarlo sarebbe stato uno studente di terza superiore appassionato di pugilato, che il 13 maggio si è presentato a scuola con un paio di guantoni nello zaino.

Il luogo scelto per il combattimento era un sottoscala vicino al parcheggio delle auto dell’istituto. Lì i due ragazzi si sono affrontati sotto gli occhi di alcuni compagni, mentre un terzo studente svolgeva il ruolo di arbitro. Le immagini mostrerebbero colpi sferrati con una certa violenza, tanto da suscitare forte preoccupazione una volta arrivate all’attenzione della scuola. I filmati, inizialmente condivisi tra gli studenti, hanno rapidamente superato i confini dell’istituto finendo sui social e arrivando anche ai genitori. A quel punto la vicenda è esplosa. La scuola ha avviato gli accertamenti interni e la questione è stata segnalata ai carabinieri. Del caso si sta occupando anche la Procura per i minorenni.

Sul fronte disciplinare sono state adottate misure particolarmente severe. Il consiglio di classe ha inflitto ai due studenti coinvolti quindici giorni di sospensione, mentre il consiglio d’istituto ha deciso di applicare la sanzione massima prevista: l‘esclusione dallo scrutinio finale. Una decisione che, di fatto, equivale alla bocciatura. Stessa sorte, almeno sul piano disciplinare immediato, per il giovane che ha arbitrato l’incontro, sospeso per due settimane.

“Quando ho visto il video sono rimasto senza parole – ha spiegato il dirigente scolastico alla Gazzetta di Modena – perché è evidente che questo genere di cose non possa avvenire in un contesto scolastico”. Il preside ha sottolineato come le decisioni siano state prese dopo aver ascoltato i ragazzi e valutato attentamente la gravità dell’accaduto. Attraverso l’analisi dei filmati sono stati identificati anche otto studenti presenti come spettatori. Per loro sono allo studio ulteriori provvedimenti disciplinari. Rischiano infatti un cinque in condotta, che comporterebbe la non ammissione all’anno successivo, oppure un sei che porterebbe a un giudizio sospeso.

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Incontro con gli alunni di una scuola di Modena alla presenza di un indagato per terrorismo. Avviata una ispezione

7 June 2026 at 12:18

Un’ispezione per chiarire quanto accaduto e verificare modalità e contenuti dell’iniziativa. È la decisione dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna dopo le polemiche scoppiate attorno a un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Modena con la partecipazione di alunni di una scuola primaria e dell’infanzia e al quale, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe preso parte anche una persona indagata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas che ha portato lo scorso dicembre a nove arresti.

La vicenda nasce da un articolo pubblicato da Il Giornale, secondo cui all’evento avrebbero partecipato il giornalista palestinese Wael Dahdouh, indicato come referente di Al Jazeera a Gaza, e Sulaiman Hijazi, coinvolto nell’indagine della magistratura genovese. Durante l’incontro, sempre secondo la ricostruzione del quotidiano, sarebbe stato intonato anche lo slogan “Free Free Palestine”. In una nota, l’Ufficio scolastico regionale ha spiegato di aver “prontamente avviato approfondimenti per quanto di competenza” e di aver disposto un’ispezione per fare luce sull’accaduto, precisando che restano esclusi dagli accertamenti gli aspetti che non rientrano nelle competenze dell’amministrazione scolastica.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha chiesto di conoscere al più presto gli esiti delle verifiche. “Qualora risultasse vero, come riportano alcuni media, che a Modena bambini delle scuole primarie e dell’infanzia avrebbero partecipato a un incontro con la presenza di una persona che la stampa indica come indagato per fatti riconducibili all’articolo 270-bis del Codice penale, sarebbe un fatto grave“, ha affermato il ministro. Valditara ha poi aggiunto: “Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia. Questo ministero non lo consentirà”.

A replicare alle polemiche è stato il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, presente all’iniziativa per circa un’ora. In una lettera, il primo cittadino ha spiegato che l’incontro si è svolto in uno spazio pubblico cittadino nell’ambito di un progetto promosso da insegnanti del Movimento Cooperazione Educativa. Mezzetti ha raccontato di aver dialogato con i bambini soprattutto su temi legati alla vita quotidiana, come i parchi, l’inquinamento, le palestre e il verde pubblico. Il sindaco ha inoltre precisato che durante la sua permanenza non si sarebbe mai parlato del conflitto israelo-palestinese né sarebbero stati intonati slogan politici. “Se questo è accaduto dopo che io sono andato via, e non ho ragione di dubitare della vostra ricostruzione, lo giudico assolutamente inopportuno”, ha scritto.

Quanto alla presenza di Sulaiman Hijazi, Mezzetti ha sostenuto di non essere stato a conoscenza della sua identità. Secondo la sua ricostruzione, Dahdouh era stato invitato dalle insegnanti per testimoniare la propria esperienza di vita nella Striscia di Gaza e sarebbe stato accompagnato da una persona che svolgeva il ruolo di interprete. “Non conoscevo le generalità e, di riflesso, la delicata indagine nella quale è coinvolto”, ha spiegato il sindaco.

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