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Fascia al braccio e sorriso, Sinner lascia il San Raffaele dopo gli accertamenti. Le ipotesi sugli esami effettuati

8 June 2026 at 16:38

La prima cosa che si nota è la fascia bianca. Stretta nella parte bassa del braccio sinistro, discreta ma visibile mentre Jannik Sinner lascia il San Raffaele di Milano dopo una mattinata di accertamenti medici già programmati.

Il numero uno del mondo è arrivato in ospedale nelle prime ore del giorno per una serie di controlli specialistici, parte di un percorso di monitoraggio iniziato nei giorni scorsi dopo le difficoltà fisiche accusate al Roland Garros. All’uscita, la scena è rapida: pochi passi verso l’auto, il volto disteso e un accenno di sorriso rivolto a chi lo ha riconosciuto.

I controlli

Nei giorni precedenti il tennista si era già sottoposto a verifiche approfondite al J Medical di Torino, in un quadro di esami preventivi legati al crollo fisico avuto durante il torneo parigino dove le temperature hanno toccato anche i 30°. Un episodio che aveva reso necessario un controllo più esteso sulle sue condizioni dopo settimane di grande intensità agonistica.

Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Nessun dettaglio ufficiale è stato diffuso sull’esito delle visite. La sola immagine che resta, al momento, è quella di Sinner che lascia l’ospedale con passo tranquillo, la fascia al braccio e un’espressione che sembra andare nella direzione della normalità ritrovata. Un’uscita senza clamori, coerente con il suo stile, mentre il lavoro di recupero prosegue in vista dei prossimi impegni stagionali.

Le ipotesi

Gli esami potrebbero servire a valutare in modo approfondito la risposta dell’organismo allo stress agonistico cronico, andando oltre i normali esami di routine. Tra le ipotesi, l’uso di diagnostica avanzata per individuare eventuali segni di “infiammazione silente”, oltre all’analisi dell’equilibrio ormonale e di parametri metabolici non rilevabili con i comuni esami del sangue.

Un altro possibile fronte di indagine riguarda il microbioma intestinale, che può risentire di viaggi, cambi di alimentazione e stress competitivo (vedi quanto avvenuto a Matteo Arnaldi, ndr), influenzando anche il sistema immunitario. Vengono inoltre richiamati eventuali approfondimenti allergologici e respiratori, considerando la sensibilità del giocatore ai pollini e le condizioni ambientali sfavorevoli già riscontrate in passato. Infine, gli accertamenti potrebbero aver compreso anche analisi del sangue e delle urine, utili a definire un piano nutrizionale personalizzato, insieme a eventuali ulteriori controlli cardiologici e specialistici, nell’ottica di chiarire le cause dei recenti episodi di malessere.

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“A Zverev ho sussurrato una frase. Vedendo da vicino Cobolli ho capito il suo grande segreto”: parla Panatta

8 June 2026 at 15:33

L’abbraccio tra Flavio Cobolli e Adriano Panatta prima della consegna del “piatto d’argento” è stato il momento più bello della premiazione del Roland Garros. Traspirava da una parte il rispetto del finalista del Roland Garros per una leggenda del tennis italiano, dall’altra la profonda stima del vincitore dello Slam parigino nel 1976 nei confronti di chi è andato a un soffio dall’emulare la sua impresa esattamente 50 anni dopo. Nel mezzo ci si è messo Alexander Zverev, che però ha dovuto lottare cinque set e oltre quattro ore per conquistare la Coppa dei Moschettieri. Panatta, parlando con Paolo Bertolucci nel corso del loro celebre podcast “La Telefonata“, ha svelato cosa è accaduto nel corso della premiazione e le sue sensazioni sulla finale, vissuta dal vivo sul Philippe-Chatrier.

“Io ero convinto, e credo che anche tu avessi avuto la stessa sensazione, che alla fine del quarto set avrebbe vinto il quinto“, ha spiegato Panatta. Insomma, a suo parere l’inerzia del match sembrava pendere a un certo punto dalla parte di Cobolli. Cosa è successo, quindi? L’ex tennista ha aggiunto: “Durante la premiazione Cobolli mi ha detto ‘Ho avuto un principio di crampi al polpaccio, poi sono andato negli spogliatoi e il problema si è esteso anche al quadricipite. A quel punto non riuscivo più a giocare‘”. Una circostanza confermata poi dallo stesso Cobolli in conferenza stampa: “Nel 6-4 del tie-break ho avvertito crampi al polpaccio. Ho provato il mio meglio al cambio campo, ma poi dopo il secondo game avvertivo qualcosa anche al quadricipite. Il mio corpo mi ha abbandonato. Sentivo che anche luifossestanco, ma forse sa meglio di me nei punti cruciali cosa fare”.

Che Zverev fosse a sua volta in difficoltà, lo ha confermato anche Panatta: “Zverev, però, aveva un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere“. In ogni caso, Panatta ha speso parole molto belle per Cobolli, evidenziando qual è a suo avviso la qualità migliore del 24enne romano. “Quando li vedi da cinque o sei metri di distanza ti rendi davvero conto di tante cose”, ha detto parlando con Bertolucci. “Io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapidità impressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l’avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto“.

Nel corso del podcast c’è stato anche spazio per una curiosità legata a Zverev. Bertolucci ha notato infatti che nel corso della premiazione Panatta ha sussurrato qualcosa all’orecchio del tedesco, fresco campione del Roland Garros. Il suo amico e collega non si è sottratto e ha svelato la frase: “Gli ho sussurrato: ‘Welcome to the club‘. Ti è piaciuta questa?”.

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“Hai perso oggi. E fa un male che non si descrive. Ti dico solo quello che so per certo”: la lettera del fratello Guglielmo a Cobolli

8 June 2026 at 13:32

“Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro”. Comincia così la lettera dedicata a Flavio Cobolli da sua fratello Guglielmo. Il suo post su Instagram, dopo la finale del Roland Garros persa contro Alexander Zverev, è diventato subito virale. Perché le sue parole descrivono il loro rapporto speciale, cementato vedendo le fatiche del fratello maggiore, quei sacrifici che si notano solo nel dietro le quinte di una carriera. “Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamo piccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato“, scrive Guglielmo Cobolli, oggi appena maggiorenne e pronto all’esame di maturità.

Nella lettera emerge l’emozione di un fratello minore che vede il suo idolo in finale del Roland Garros, dopo aver assistito a tutto il percorso necessario per arrivare fin lì: “Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringeva forte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto li in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio“. Non solo: “Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro”.

Guglielmo ha assistito a tutta la scalata verso il successo di Flavio Cobolli, da oggi nuovo numero 10 al mondo. Ora non sarà di certo una sconfitta a intaccare questa straordinaria ascesa : “Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo. Ti ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all’ultimo respiro. Ho visto l’uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto”. Quindi la conclusione: “Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco“.

La lettera integrale del fratello di Flavio Cobolli

Flavio. Stamattina, quando sei entrato in campo, ho trattenuto il respiro. Ho pensato a tutto in un secondo solo. A quando eravamo piccoli. A tutte le volte che ti ho visto partire con la racchetta e una valigia, senza sapere quando saresti tornato. A tutte le volte che hai perso e non hai detto niente, hai solo abbassato la testa e sei ripartito. A papà accanto a te, sempre, in ogni angolo del mondo. A quanto avete dato entrambi, in silenzio, senza che nessuno capisse davvero il prezzo. lo lo capivo. Perché ero lì. Perché sono tuo fratello. E stamattina eri in finale al Roland Garros. Sai cosa ho sentito in quel momento? Non eccitazione. Non ansia. Ho sentito qualcosa di più grande, qualcosa che stringeva forte, una cosa che non sapevo di avere dentro finché non ti ho visto li in mezzo a quel campo. Era amore. Era orgoglio. Era il peso di tutto quello che so e che non vede nessun altro. Hai perso oggi. E fa un male che non si descrive, lo so. Un male sordo, pesante, che non passa subito. Ma quel dolore è la misura esatta di quanto hai amato questo momento. E tu lo hai amato con tutto quello che avevi. Non ti dico che andrà meglio. Non ti dico le cose che dicono tutti. Ti dico solo quello che so per certo. Ti ho guardato oggi e non ho visto una sconfitta. Ho visto mio fratello, in una finale Slam, che lottava fino all’ultimo respiro. Ho visto l’uomo che è diventato il ragazzo con cui sono cresciuto. Ho visto qualcosa che porterò dentro per tutta la vita. Nessun punteggio esiste che possa toccare quello. Sei il mio fratello. Sei il mio esempio. Sei la persona più coraggiosa che conosco. E ti voglio bene, Flavio. In un modo che non finisce. Grazie

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Jannik Sinner è all’ospedale San Raffaele di Milano: previsti oggi degli esami clinici

8 June 2026 at 12:03

Jannik Sinner ha scelto di sostenere i controlli sul suo corpo oggi all’ospedale San Raffaele di Milano. Dopo il crollo accusato al secondo turno del Roland Garros, che gli è costato la sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo, il tennista numero 1 del mondo aveva annunciato che avrebbe svolto degli accertamenti per capire le ragioni di quel malore. Gli accertamenti erano inizialmente previsti al JMedical di Torino. Poi però c’è stato un cambio di programma.

Sinner infatti dopo la delusione di Parigi è tornato a Montecarlo e poi si è concesso un periodo di vacanza al mare in Sardegna. Dalla Gallura ha deciso di fare rotta verso Milano, per affidarsi agli esperti del San Raffaele: in ospedale sono previsti oggi alcuni esami clinici. L’obiettivo è appunto capire cosa sia accaduto al suo corpo mentre giocava sotto il sole di Parigi. Perché, all’improvviso, Sinner si è ritrovato senza energie? A cosa può essere attribuito il malessere accusato fin dalla notte precedente al match? Come mai soffre così tanto a giocare quando fa caldo? Sono alcune delle risposte che l’altoatesino spera di avere da questi esami.

L’obiettivo, ovviamente, è già fissato verso Wimbledon. A Londra Sinner arriverà molto più riposato, pronto a lottare per confermare lo storico titolo conquistato un anno fa. Nel frattempo, però, lavora per evitare che gli possano accadere altri imprevisti. Ha sempre detto di voler dare priorità alla cura del fisico, per avere una carriera lunga e sana. E ha sempre voluto imparare qualcosa da ogni sconfitta. Per questo ha scelto di indagare a fondo su stesso, anche da un punto di vista medico.

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“Tu avevi detto che non ci sarei mai riuscito”: la rivincita di Zverev, il primo dei perdenti ora è campione Slam. L’infortunio, il diabete e il tabù spezzato

8 June 2026 at 10:23

Alexander Zverev ha aspettato una vita sportiva per questo momento. Domenica 7 giugno, sul Philippe Chatrier, il tedesco ha battuto Flavio Cobolli e conquistato il Roland Garros, il primo Slam della sua carriera. Un trionfo inseguito per anni, sfuggito più volte quando sembrava ormai a portata di mano e diventato un’ossessione. Per questo, appena alzata la Coppa dei Moschettieri, il numero 3 del mondo si è concesso una piccola rivincita pubblica nei confronti dell’ex tennista Sam Querrey, che in passato aveva dubitato della sua capacità di vincere uno Slam. “Prima di tutto sono molto felice di stringere questo trofeo tra le mani, perché tu avevi detto che non ci sarei mai riuscito. Quindi grazie mille per la fiducia”, ha detto il tedesco in collegamento con TNT Sports.

Poi il racconto dell’istante decisivo: “Ho guardato il mio angolo e ho visto tutti con le braccia alzate al cielo. E in quel momento ho capito: ‘È finita. Ho vinto. Sono un campione Slam‘. Sì, ho provato un enorme sollievo. È stato un insieme di emozioni che mi hanno travolto tutte nello stesso istante”. Dietro quel sollievo ci sono finali perse, un grave infortunio, una malattia cronica affrontata fin dall’infanzia, le aspettative di un’intera generazione e le ombre che negli ultimi anni hanno accompagnato la sua carriera. Troppo forte per essere considerato un fallimento, troppo incompleto per essere considerato un dominatore. Fino a ieri era questa la definizione di Alexander Zverev. Oggi non più. Dopo anni di sconfitte, rimpianti e occasioni mancate, il primo dei perdenti è finalmente diventato un campione Slam.

Il suo tabù Slam rotto

Per anni Zverev è stato il simbolo del talento incompiuto. Considerato l’erede naturale dei Big Three, aveva conquistato Atp Finals, Masters 1000 e l’oro olimpico di Tokyo, ma negli Slam si fermava sempre sul più bello. Le ferite più profonde portano i nomi di Dominic Thiem agli Us Open 2020, Carlos Alcaraz al Roland Garros 2024 e Jannik Sinner agli Australian Open 2025. Tre finali, tre sconfitte. Fino a Parigi 2026, dove ha finalmente spezzato il tabù che lo inseguiva da una carriera.

L’infortunio alla caviglia

Il Roland Garros è stato anche il luogo della sua caduta. Il 3 giugno 2022, nella semifinale contro Rafael Nadal, Zverev si procurò una gravissima lesione alla caviglia dopo oltre tre ore di battaglia. Tre legamenti compromessi, stagione finita e un lungo percorso di ricostruzione fisica e mentale. Per anni quel campo è rimasto il simbolo di ciò che il destino gli aveva tolto. Vincere proprio a Parigi ha dato al successo un significato ancora più profondo: chiudere un conto rimasto aperto per quattro anni.

La lotta contro il diabete

C’è poi una battaglia che Zverev combatte da quando aveva appena quattro anni. Convive infatti con il diabete di tipo 1, la forma più severa della malattia. Durante la finale contro Cobolli le telecamere lo hanno ripreso mentre si somministrava un’iniezione di insulina nel cambio di campo, un gesto che accompagna da sempre la sua quotidianità. Per oltre vent’anni ha tenuto nascosta questa condizione, temendo che diventasse un’etichetta. Solo nel 2022 ha deciso di parlarne pubblicamente e di fondare la Alexander Zverev Foundation. “Voglio incoraggiare i bambini con il diabete a non rinunciare mai ai loro sogni, qualunque cosa gli altri dicano. Voglio dimostrare che con questa malattia si può arrivare molto lontano“.

La rivincita della “generazione perduta”

La vittoria di Parigi è anche quella di una generazione intera. Zverev è diventato il portabandiera dei tennisti nati negli anni Novanta, schiacciati prima dal dominio di Federer, Nadal e Djokovic e poi dall’esplosione di Sinner e Alcaraz. Una generazione ribattezzata “perduta”, capace di raccogliere appena due Slam prima di questo Roland Garros, grazie a Medvedev e Thiem. Per anni Sascha è stato il migliore tra quelli rimasti a guardare. Adesso è riuscito a sfondare definitivamente quel muro.

La famiglia

Accanto a lui, in ogni passaggio della carriera, c’è sempre stata la famiglia. I genitori Alexander Senior e Irina, ex tennisti professionisti emigrati dalla Russia alla Germania dopo la caduta dell’Urss, e il fratello maggiore Misha. Molti allenatori di prestigio hanno provato a entrare nel suo entourage, da Ivan Lendl a Juan Carlos Ferrero, passando per David Ferrer. Nessuno è rimasto a lungo. Alla fine il centro del progetto è sempre tornato a essere quel nucleo familiare che ha accompagnato Zverev fin dai primi colpi dati a una racchetta.

L’ombra delle violenze

Il trionfo di Parigi non cancella però le zone grigie della sua storia. Negli ultimi anni Zverev è stato accusato di violenza domestica da due ex compagne. L’Atp ha condotto un’indagine indipendente senza trovare elementi sufficienti per procedere. In Germania, invece, una delle vicende si è conclusa attraverso un accordo stragiudiziale. Il tedesco ha sempre respinto ogni accusa. Una questione che continua a seguirlo e che resta parte integrante del racconto della sua carriera.

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Ranking Atp: Sinner davanti ad Alcaraz e Zverev, Cobolli sogna le Atp Finals, Musetti crolla | La nuova classifica dopo il Roland Garros

8 June 2026 at 09:25

L’edizione 2026 del Roland Garros – terminata con la vittoria di Alexander Zverev – ha scosso il ranking degli italiani. Cambiamenti importanti, positivi o negativi, che modificano le prospettive della stagione. A cominciare dal breve capitolo sull’erba. Flavio Cobolli è l’azzurro che si è preso la scena parigina, prendendo il posto di Jannik Sinner dopo la precoce eliminazione del numero uno del mondo al secondo turno. L’amarezza per la sconfitta in finale contro il tedesco è addolcita dalla conquista della top 10. Un risultato che due stagioni fa erano in pochi a pronosticare e che invece adesso è reale con 3.540 punti. E le prospettive per continuare la scalata ci sono. A Wimbledon deve difendere i quarti di finale nel 2025, tra Halle e Eastbourne c’è molto da guadagnare. Ma l’exploit di Parigi è pesante soprattutto per la Race. I 1.300 punti dell’ultimo atto spingono Cobolli addirittura al quarto posto, a quota 2.620. Tradotto: parte la missione Atp Finals di Torino.

Cobolli ha guadagnato la top 10, Matteo Arnaldi è quello che ha fatto il salto più importante e imprevedibile. Gli 800 punti della prima semifinale Slam in carriera hanno consentito al sanremese di compiere un balzo nel ranking di 70 posizioni. Ha iniziato il torneo da 104 del mondo. Lo ha concluso da 34, a ridosso della zona delle testa delle serie. E a sorridere è anche la Race: 23esimo posto con 71 giocatori superati. Una classifica che potrebbe ancora migliorare. Sull’erba Arnaldi avrà tutto da guadagnare. Nel 2025, tra Stoccarda, Queen’s, Eastbourne e Wimbledon, l’azzurro non è riuscito a vincere una partita.

Percorso simile ha riguardato anche Matteo Berrettini. In attesa di capire l’entità dell’infortunio che ha costretto il romano al ritiro nei quarti contro Arnaldi, rimangono i fatti e i numeri. Dopo oltre quattro anni Berrettini ha ritrovato un quarto di finale in uno Slam e soprattutto la top 50. Il 30enne azzurro è numero 48 al mondo, 57 posizioni più in alto rispetto alla vigilia di Parigi, quando era 105. Nella Race invece la posizione è la 34, con un salto di oltre 40 piazzamenti. Così come per Arnaldi, anche per Berrettini la stagione su erba si presenta come una potenziale terra di conquista. Punti da difendere non ce ne sono. Tutto però dipenderà dai tempi di recupero.

Luciano Darderi e Lorenzo Sonego non hanno avuto gli stessi exploit e la loro classifica è rimasta sostanzialmente invariata, così come quella del numero uno del mondo. L’eliminazione al secondo turno per mano di Juan Manuel Cerundolo ha fatto perdere a Sinner 1.250 punti, ma il primato in classifica si è comunque rafforzato, e questo per via del forfait di Carlos Alcaraz, campione nel 2025. L’altoatesino è a 13.500 punti, il murciano a 9.960. E sull’erba la differenza tra i due potrebbe ancora ampliarsi. Sinner sarà chiamato a difendere la vittoria a Wimbledon dell’anno scorso, mentre lo spagnolo continuerà a rimanere lontano dal circuito per l’infortunio al polso. Alcaraz perderà quindi altri 1.800 punti (la finale ai Championships e i 500 punti della vittoria nel torneo Atp 500 del Queen’s). Se l’azzurro dovesse bissare il titolo di un anno fa sull’erba londinese il suo vantaggio in classifica sfiorerebbe i 5mila punti.

L’erba è un’occasione per ripartire anche per Lorenzo Musetti. La stagione sulla terra rossa è stata una vera e propria debacle a causa dei problemi fisici e il forfait al Roland Garros è stata la goccia che ha fatto crollare la sua classifica. Niente difesa della semifinale parigina di un anno fa e 800 punti lasciati per strada. Il secondo Slam dell’anno ha così ridimensionato la classifica di Musetti, attualmente fuori dalla top 15. Nella Race invece il pericolo è addirittura finire fuori dalle prime 30 posizioni (oggi è 28esimo). La speranza è cominciare la rimonta a Wimbledon, dove nel 2025 è stato battuto all’esordio ma dove nel 2024 ha raggiunto la semifinale.

La nuova classifica Atp oggi: la posizione degli italiani

1. Jannik Sinner — 13.500 punti

2. Carlos Alcaraz — 9.960 punti

3. Alexander Zverev — 7.305 punti

4. Felix Auger-Aliassime — 4.440 punti

5. Ben Shelton — 3.920 punti

6. Alex de Minaur — 3.905 punti

7. Novak Djokovic — 3.760 punti

8. Daniil Medvedev — 3.760 punti

9. Taylor Fritz — 3.720 punti

10. Flavio Cobolli — 3.540 punti

16. Lorenzo Musetti — 2.315 punti

18. Luciano Darderi — 2.300 punti

34. Matteo Arnaldi — 1.336 punti

48. Matteo Berrettini — 985 punti

66. Lorenzo Sonego — 855 punti

78. Mattia Bellucci — 777 punti

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Ariadna Costa e Antonio Miguel Ramos conquistam primeiro título do Sand Series em Portimão

7 June 2026 at 10:03

Ariadna Costa e Antonio Miguel Ramos sagraram-se campeões de pares mistos do primeiro Sand Series a acontecer na Praia da Rocha (Portimão), conquistando assim o primeiro título do fim de semana.

Este domingo, as meias-finais masculinas acontecerão em simultâneo a partir das 10h30, seguidas das femininas. A decisão masculina está agendada para não antes das 14 horas e a feminina para não antes das 15h30.

Neste que é o maior torneio de ténis de praia da Europa, organizado Federação Portuguesa de Ténis, a dupla de espanhóis, segundos cabeças de série, venceram os brasileiros Flaminia Daina e Fabrício Neis, que formaram a dupla mais cotada e foram campeões em Matosinhos, em duas partidas, com os parciais de 7-6(5) e 6-0 após 57 minutos. 

Para Costa, de 22 anos, e Ramos, de 32 anos, a vitória no Sand Series de Portimão traduziu-se no terceiro título lado a lado, segundo este ano — ambos na categoria máxima.

A mais nova passou a contar com 15 títulos no palmarés, o mais velho com impressionantes 91 troféus de campeão.

Antes, ainda durante a tarde, o segundo Sand Series a acontecer em Portugal (o primeiro realizou-se na temporada transata em Matosinhos) ficou com as meias-finais femininas e masculinas definidas.

Na competição feminina, as oito jogadoras mais cotadas do ranking mundial garantiram um lugar no Dia D.

Campeãs em Matosinhos, as italianas Giulia Gasparri e Ninny Valentini deram mais um passo em direção ao 40.º título enquanto dupla ao vencerem as compatriotas Greta Giusti e Nicole Nobile por 5-7, 6-1 e 10-4.

O triunfo das segundas cabeças de série foi o único da competição feminina a ser resolvido no match tie-break e permitiu-lhes marcar encontro com as quartas, Veronica Casadei e Ariadna Costa Graell, que passaram por Giulia Trippa e Marcela Vita com os parciais de 6-1 e 6-4. ~

Juntas, Casadei e Graell já venceram quatro provas, a mais recente este ano, no Sand Series das Ilhas Canárias.

Sul Informação
Sophia Chow e Vitoria Marchezini

As líderes do ranking, Sophia Chow e Vitoria Marchezini, passaram com autoridade (6-2 e 6-4) pelas transalpinas Sofia Cimatti e Flaminia Daina para se aproximarem de mais um título.

Já com 22 lado a lado, dois deles esta época e um no nível Sand Series, as primeiras pré-designadas discutirão o acesso à final com Elizaveta Kudinova e Anastasiia Semenova.

Terceiras favoritas, as russas — campeãs mundiais em 2025 e de outros 21 títulos lado a lado — completaram o elenco das meias-finais ao superarem Patrícia Diaz e Rafaella Miiller por equilibrados 7-6(2) e 7-6(2) ao cabo de 1h50.

Sul Informação
Nicolas Gianotti e Mattia Spoto

No torneio masculino, Nicolas Gianotti e Mattia Spoto deram mais um passo em direção a um segundo título em Portugal.

Vencedores em Matosinhos no ano passado, o francês e o italiano chegaram a Portimão como líderes do ranking e primeiros cabeças de série, estatuto que voltaram a confirmar este sábado ao vencerem os brasileiros Fabrício Neis e Allan Oliveira por 6-2 e 7-5 no primeiro encontro dos quartos de final.

Campeões de 39 torneios lado a lado, quatro deles já esta época (e os dois mais recentes na categoria Sand Series), Gianotti e Spoto vão lutar por mais uma final em Portugal com Andre Baran e Michelle Cappelletti, quintos favoritos e responsáveis pelo afastamento de Niccolo Gasparri e Antonio Miguel Ramos Viera (quartos) ao vencerem por 6-1 e 6-3.

Finalistas em Matosinhos, Giovanni Cariani e Daniel Mola não tiveram a mesma sorte que os campeões e despediram-se de Portimão nos quartos de final.

Segundos cabeças de série, os brasileiros perderam por 7-6(3), 0-6 e 10-8 frente aos italianos Mattia Bazzi e Dario Jublin, que discutirão a passagem às meias-finais com Felipe Cogo Loch e Gabriele Gini.

Os terceiros favoritos levaram a melhor sobre Diego Bollettinari e Carlos Vigon por 6-2 e 6-3.

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Cobolli-Zverev, la finale del Roland Garros sarà trasmessa in chiaro: orario e dove vederla

6 June 2026 at 15:55

Quattro precedenti con un quasi dominatore dei confronti diretti. Uno più fresco, grazie a una semifinale non giocata, e l’altro arrivato all’appuntamento perfetto per vincere il suo primo Slam, approfittando del k.o. di Jannik Sinner e dell’assenza Carlos Alcaraz che lo rendono il favorito naturale. Eppure sarà una finale aperta, quella del Roland Garros, tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev. Perché il tennista azzurro ha raggiunto l’ultimo atto dello Slam di Parigi senza scendere in campo a causa del ritiro di Matteo Arnaldi, colpito da un virus nelle ore precedenti alla semifinale.

Come sono arrivati alla fine

Zverev ha invece dovuto faticare ben tre ore per piegare Jakub Mensik sul Philippe-Chatrier: ha vinto in quattro set con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e 59 minuti di gioco. Prima aveva superato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar. Cobolli, oltre al forfait di Arnaldi, ha invece avuto la meglio nei confronti con Pellegrino, Wu, Tien, Svajda e Auger-Aliassime.

Cobolli-Zverev, orario e precedenti

La finale tra Cobolli e Zverev è in programma domenica 7 alle 15 sul centrale di Parigi. I due tennisti si sono affrontati in 4 precedenti, con il tedesco che conduce 3-1. Nell’ultimo incrocio a vincere è stato lo stesso Zverev, che ha superato il romano in due set nei quarti di finale dell’ultimo Masters 1000 di Madrid.

Dove vedere Cobolli-Zverev in chiaro

La finale del Roland Garros Cobolli-Zverev sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv, ma anche in chiaro sul Nove per scelta del gruppo Warner Bros-Discovery. I match saranno quindi disponibili anche in streaming su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

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“Arnaldi ha portato l’organismo al limite, è un caso unico. In condizioni di sforzi fisici si è suscettibili alle infezioni”: la spiegazione del medico-fisiatra

5 June 2026 at 20:50

“Il ritiro di Matteo Arnaldi a un passo dalla semifinale del Roland Garros lascia l’amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessanti spunti di riflessione” agli occhi del medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).

“Arnaldi – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il record assoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggio ufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l’organismo al limite” e “la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici”, sottolinea Bernetti commentando l’ipotesi che sia stato un virus a mettere ko l’atleta.

In conferenza stampa all’Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomito ripetuto dalla scorsa notte e un malessere che “non migliorava. Non potevo mangiare” e “ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno“, ha detto. “A causa dello sforzo massimale – illustra il medico-fisiatra – si verifica un picco di ormoni dello stress e una drastica riduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l’atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una persona sedentaria. A questa temporanea riduzione delle difese immunitarie, si unisce una riduzione dell’apporto di ossigeno all’intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che ‘sigillano’ la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezioni gastroenteriche“.

“A onor del vero – osserva lo specialista – è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un’era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperare presto e andare in fondo ai prossimi tornei”, conclude Bernetti.

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“Quando Arnaldi è venuto da me e me l’ha detto, ho quasi pianto. Sono triste e felice allo stesso tempo”: parla Cobolli

5 June 2026 at 20:17

“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di Matteo Arnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco Alexander Zverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.

Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.

Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo Jannik Sinner. E se dovesse vincere contro Alexander Zverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo Adriano Panatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente Jannik Sinner. Sarà la 13esima finale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.

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La delusione di Arnaldi: “Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato, non lo auguro a nessuno”

5 June 2026 at 18:11

“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene“. Con queste parole Matteo Arnaldi ha esordito in sala stampa, pochi minuti dopo la decisione di non scendere in campo in semifinale al Roland Garros, dove avrebbe affrontato Flavio Cobolli per un match storico per il tennis italiano: era infatti la prima volta che due italiani si incontravano in una semifinale Slam. Un virus influenzale lo ha messo ko, proprio nel giorno più importante della sua carriera tennistica: quello della prima semifinale in un Major.

“Ieri mi sono allenato e ho cenato, poi ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato. Non riuscivo poi a dormire, verso le 6 del mattino sono stato di nuovo male”, ha raccontato Matteo Arnaldi. “Ho chiamato il medico in camera che mi ha dato delle pastiglie”, ha spiegato il tennista azzurro, che da lunedì sarà numero 34 del mondo. “Speravamo fosse qualcosa che mi ha fatto male a cena, ma ogni volta che provavo a bere o mangiare tornavo in bagno. È dura, per come si era sviluppato il torneo e per le ore che ho passato in campo mi sentivo bene”, ha detto con grande rammarico Matteo Arnaldi.

Poi tutta la delusione: “Non poter giocare la prima semifinale Slam in carriera non lo auguro a nessuno. Ho provato a vedere se riuscissi ad allenarmi, ma ogni volta che mi alzo in piedi mi gira la testa. Credo sia l’unica decisione che potessi prendere“.

Le parole di Flavio Cobolli: “Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”

Dopo Arnaldi ha parlato anche Flavio Cobolli, sempre in sala stampa: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando mi è stato detto, mi veniva quasi da piangere. Non me l’aspettavo, ero pronto per giocare questa partita“, ha esordito il 24enne italiano. “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Allo stesso tempo sono felice del risultato ottenuto in queste due settimane. Prima è venuto anche mio papà e ci siamo abbracciati assieme al resto della squadra perché prima ancora che Arnaldi mi dicesse di non poter giocare, sapevo di esser già tra i primi 10 per la sconfitta di Mensik. Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”, ha concluso.

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Zverev non sbaglia: batte Mensik ed è in finale al Roland Garros: “Qualche volta bisogna essere stupidi per giocare bene a tennis”. Tra lui e il primo Slam c’è un italiano

5 June 2026 at 16:41

Alexander Zverev batte Jakub Mensik in quattro set e vola in finale al Roland Garros, dove era già arrivato nel 2024. Il tedesco non ha avvertito ancora una volta la pressione e il peso da favorito – è lui dopo l’eliminazione di Jannik Sinner – e ha sconfitto il 20enne Jakub Mensik per 3-1 (7-5, 6-2, 3-6, 6-3), perdendo così il secondo set in tutto il torneo. Ora tra Zverev e il primo storico Slam della sua carriera c’è un italiano: da capire se sarà Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi, in campo proprio dopo la prima semifinale vinta dal tedesco.

“Le ultime due settimane Mensik ha giocato in modo incredibile, ma sono felice di aver gestito bene la sfida e aver vinto. Nel terzo ha iniziato a giocare in maniera incredibile, su un altro livello”, ha spiegato Alexander Zverev nella classica intervista in mezzo al campo dopo la vittoria. “Ma questo è uno Slam, si gioca 3 su 5 e devi accettarlo e gestirlo. Spero di giocare una gran partita domenica. L’atmosfera è sempre fantastica, il pubblico francese è sempre dentro la partita. Mi piace giocare qui. Siamo atleti, qualche volta bisogna essere stupidi per giocare bene a tennis“.

Per Zverev è la seconda finale in carriera al Roland Garros, dopo quella persa contro Carlos Alcaraz nel 2024. Per il tedesco è in totale la quarta finale di un torneo del Grande Slam, dopo quelle perse anche agli Us Open nel 2020 e agli Australian Open nel 2025.

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“Non ho uno sponsor, mi compro da sola i completi”: la favola di Chwalińska. Aveva lasciato il tennis, ora è in finale al Roland Garros dalle qualificazioni

5 June 2026 at 14:40

Ha iniziato il Roland Garros dalla posizione numero 114 del ranking Wta e dalle qualificazioni. Domani, sabato 6 giugno, Maja Chwalińska giocherà la finale dello Slam parigino contro Mirra Andreeva. È una delle storie più belle che arrivano da Parigi e in generale una delle più grandi sorprese nella storia degli Slam. Al Roland Garros non era mai accaduto che una tennista partita dalle qualificazioni arrivasse in finale e in generale in tutti gli Slam c’è un solo precedente: quello di Emma Raducanu agli US Open del 2021, che poi vinse. Nel tabellone principale la 25enne ha eliminato tenniste del calibro di Elise Mertens, Maria Sakkari, Anna Kalinskaya e Diana Shnaider. Mancina, sta facendo vedere grandi cose dal punto di vista tecnico. E pensare che a 19 anni aveva anche abbandonato il tennis per problemi di salute mentale.

Tema che non ha mai nascosto e di cui ha parlato anche durante il Roland Garros. “Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Ero senza vita. Sapevo che avevo bisogno di prendermi una pausa perché altrimenti non sarei stata in grado di vivere. Avevo bisogno di prendere una pausa e non sapevo se sarei tornata a giocare. Dopo mesi ho deciso di tornare, sono felice di averlo fatto“, ha detto la tennista polacca in conferenza stampa. E proprio nell’ultima conferenza stampa dopo il successo contro Shnaider in semifinale, è diventata virale una sua risposta al perché cambiasse outfit in ogni partita: “In realtà non c’è nessuna storia particolare. Non ho uno sponsor tecnico, mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho (ride)”, ha spiegato la 25enne.

La finale, in programma sabato 6 giugno sul PhilippeChatrier, è ovviamente il suo più grande risultato mai raggiunto in carriera. Chwalińska, infatti, non ha mai vinto un grande titolo Wta e negli Slam non è andata oltre il secondo turno a Wimbledon 2022 e il primo turno agli Australian Open 2025. Il suo montepremi complessivo prima del Roland Garros era di 864.030 dollari, poco più della metà della cifra che si è aggiudicata grazie alla conquista della finale di Parigi: 1.400.000 euro. In caso di vittoria finale, invece, si porterebbe a casa un premio di 2.800.000 euro.

Un successo, a prescindere da come andrà la finale, che le permetterà di svoltare sia da un punto di vista economico, sia a livello di ranking (è virtualmente al 21esimo posto), sia a livello di visibilità, visto che avrà sicuramente attirato l’attenzione di diversi marchi internazionali. Sul web, intanto, stanno diventando virali anche alcuni video di quando era più giovane e giocava insieme alla sua connazionale Iga Swiatek, con cui è arrivata in finale di doppio femminile agli Australian Open Junior. Nel circuito Itf ha vinto sette tornei in singolare e 14 in doppio e nel 2016, a 15 anni, ha fatto il suo debutto nel mondo Wta prendendo parte alle qualificazioni del torneo di Katowice. Nel 2024 ha conquistato un Wta 125 a Florianopolis e un altro Wta 125 nel 2025 a Montreux. Non aveva mai battuto una top 50 in carriera. Ne ha battute 5 in poco più di una settimana. E domani cercherà l’ultima grande impresa.

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Roland Garros, Bolelli e Vavassori eliminati in semifinale: il 39enne cade e gioca con una fasciatura al piede, ma non basta

5 June 2026 at 13:59

Si ferma in semifinale la corsa di Simone Bolelli e Andrea Vavassori al Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam. Gli azzurri sono usciti sconfitti contro la coppia composta dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, con il punteggio di 7-6 (7-4), 6-4 in un’ora e 55 minuti. Un match condizionato da un problema per Simone Bolelli a metà del primo set, quando il doppista è caduto e si è fatto male al piede destro.

Bolelli ha chiamato un medical time out ed è stato costretto a un trattamento e a una fasciatura per continuare il match, anche se da quel momento non è più riuscito a ritrovare brillantezza. Tra primo e secondo set il suo angolo gli suggerisce di ritirarsi, visto che anche a distanza di diversi game continuava a mostrare segni di sofferenza. Ma Bolelli ha voluto proseguire fino alla fine in un match combattuto, equilibrato e deciso da un tie-break nel primo set e da un break (l’unico del match) nell’ultimo game nel secondo set. Granollers e Zeballos si riscattano dopo la finale persa a Roma proprio contro Bolelli e Vavassori e si qualificano per la finale del Roland Garros.

Granollers/Zeballos, campioni in carica a Parigi, puntano a diventare i primi a trionfare nel doppio maschile per due anni di fila dopo i tedeschi Kevin Krawietz e Andreas Mies (2019-2020): sabato si giocheranno il trofeo con la formazione composta dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten (entrambi n.4 nel ranking di doppio), secondi favoriti del seeding ma primi nella Race to Turin, che giovedì in semifinale hanno regolato per 6-3 6-4 i francesi Quentin Halys e PierreHugues Herbert (rispettivamente n.87 e n.57), 19esimi nella Race.

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Cobolli e Arnaldi, nemiciamici fin da bambini: “Lui era un anno più piccolo, la prima partita l’ho vinta io”. I due papà: “Sono dei bravi ragazzi, godiamoceli”

5 June 2026 at 12:10

Oggi sul Philippe Chatrier non andrà in scena soltanto una semifinale del Roland Garros. Sarà soprattutto una storia fatta di amicizia, sacrifici e sogni condivisi. Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si conoscono da quando erano bambini, si allenano insieme, si frequentano fuori dal campo e da anni si affrontano in tornei giovanili, Challenger e poi circuito maggiore. Per raccontare la prima semifinale tutta italiana della storia in uno Slam, forse bisogna partire da una storia che molti hanno visto proprio da piccoli. Quella di Red e Toby, amici destinati però a diventare rivali in un celebre film Disney. Così diversi, eppure legati, eppure destinati a scontrarsi: Cobolli e Arnaldi non sono una volpe e un cane da caccia, naturalmente, ma adesso si ritrovano uno di fronte all’altro per un posto nella finale di Parigi. Pronti a darsi battaglia, perché nessuno vuole rinunciare a quel sogno.

Da avversari Under 13 al palcoscenico più grande

Arnaldi ricorda perfettamente l’inizio di tutto. “Giochiamo uno contro l’altro da quando avevamo undici o dodici anni. Ci conosciamo molto bene”. La prima sfida, racconta il ligure, arrivò ai Campionati Italiani Under 13 o Under 14: “Lui era un anno più piccolo di me e quella partita l’ho vinta io. È stata una delle prime volte che ci siamo conosciuti davvero bene”. Da allora le loro strade hanno continuato a incrociarsi. “Abbiamo una bella rivalità in campo. Fin da quando eravamo piccoli abbiamo giocato tante battaglie, spesso molto combattute. Fuori dal campo invece siamo amici. Ci alleniamo spesso insieme e passiamo molto tempo insieme”. Un rapporto speciale che oggi si trasferisce sul campo più importante del mondo della terra battuta. “Spero che venga fuori una bella battaglia, ma allo stesso tempo una bella partita da vedere e da godersi anche per noi che saremo in campo”.

Due caratteri diversi, lo stesso sogno

Alla vigilia entrambi hanno cercato di vivere una giornata normale. Allenamento, palestra, fisioterapia e cena con le persone più vicine. Un modo per allontanare la pressione di un appuntamento storico. Cobolli ha scelto la filosofia che lo accompagna fin da bambino: “Giocherò la mia prima semifinale in uno Slam. È un sogno che si realizza, ma penso di non essermi mai messo pressione da solo. Mi piace vivere il momento come quando ero bambino, con grande passione e con un grande sorriso“. Poi un pensiero che va oltre il risultato: “Dobbiamo essere felici per il tennis italiano e goderci il momento”. Anche Arnaldi fatica ancora a rendersi conto di ciò che sta accadendo: “Ancora non ho realizzato bene che io e Flavio siamo in semifinale, però sono contento. Non vedo l’ora di scendere in campo“.

L’orgoglio dei padri: “Due bravi ragazzi”

Dietro questa semifinale ci sono anni di viaggi, sacrifici e sostegno familiare. Storie raccolte oggi da Repubblica. Fabrizio Arnaldi ricorda il figlio adolescente, “più piccolo e magrolino dei coetanei”, ma già dotato di una grinta speciale. E spiega: “Io sono sempre stato un grande agonista. La testardaggine invece l’ha presa da sua madre, Silvia”. Poi ricorda l’amicizia del suo Matteo con Flavio: “Erano sempre allegri, più o meno tutti della stessa età: chi avrebbe mai potuto immaginare che sarebbero diventati i padroni di questo sport?”. Stefano Cobolli conferma : “Mi colpisce la loro fratellanza: stanno insieme, scherzano. Sono davvero amici“, racconta il padre del romano. E aggiunge: “Sono più contento dell’uomo che del giocatore. La sua generosità, il suo sorriso mi rendono orgoglioso. Lo stesso vale per Matteo. Due bravi ragazzi. Godiamoceli”.

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“Non c’è nessuna scusa. C’è un difetto in quel tipo di preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare”: così Agassi su Sinner

5 June 2026 at 09:32

“Non c’è nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. Diretto e ficcante, come le sue riposte: Andre Agassi non si nasconde quando gli viene chiesto di analizzare il crollo di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. Attenzione: quella dell’americano non è una critica all’altoatesino, tutt’altro. Agassi sostiene che Sinner sia in grado di affrontare match lunghi, anche sotto il sole. Il problema, a suo avviso, è da ricercare nella preparazione: “Deve capire cosa cambiare – sottolinea – Io non so niente della sua preparazione, so solo che può giocare cinque ore e mezza, lo ha dimostrato, so che in questo momento è il miglior giocatore del pianeta“.

Nonostante sia passata più di una settimana e il Roland Garros sia ormai arrivato alle semifinali, il tema dell’eliminazione del numero 1 al mondo continua a tenere banco anche all’estero. Agassi ha parlato di Sinner durante la sua ospitata a TNT Sports, l’emittente che trasmette tutto lo Slam parigino negli Usa. L’ex campione, oggi 56enne, va dritto al punto: “Passare dal giocare cinque ore e mezza l’anno scorso in finale a crollare dopo un’ora e 45 minuti col caldo…”, dice, mettendo a confronto la storica finale 2025 contro Carlos Alcaraz e l’inattesa eliminazione contro Juan Manuel Cerundolo. “Devo proprio indicare un difetto nella sua preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare. Non è che questo ragazzo non si alleni duro, non è che non sia atleticamente pronto”.

Secondo Agassi, insomma, è inconcepibile che Sinner non fosse preparato adeguatamente per affrontare il caldo estremo di Parigi. “Oggi sono così scientifici sulla preparazione, sul recupero, su tutto quanto. Io sono sicuro che lui ha uno staff di medici e specialisti“, prosegue l’ex numero 1. Che punta il dito appunto sulla preparazione: “Però ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi… è un azzardo. Deve capire cosa cambiare“. Secondo Agassi, Sinner potrebbe aver bisogno di una nuova figura professionale all’interno del team, di cui fa parte tra l’altro il suo ex allenatore Darren Cahill: “Magari deve portare dentro qualcun altro. Probabilmente c’è una qualche forma di problema di idratazione“.

Su questo punto, l’idratazione, Agassi insiste molto: “Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita, il mio rapporto carboidrati-proteine era 4 a 1, il ‘recovery drink’ era fatto in un certo modo…”. Per questo ribadisce: “Metterei in discussione quello che assume, se lo sta facendo correttamente…”. Insomma, questo è il consiglio di Agassi. Un tema che Sinner peraltro aveva già colto da solo: nel periodo tra Parigi e Wimbledon ha annunciato dei controlli al J Medical di Torino. Informazioni utili per capire cosa è successo e come si possa evitare che riaccada. Perché l’altoatesino finora ha sempre dimostrato di saper trarre lezioni importanti da ogni sconfitta.

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Da Parigi a Parigi, dal Campo 6 al Philippe-Chatrier: Cobolli e Arnaldi si ritrovano al Roland Garros per la storia. In palio c’è la finale

5 June 2026 at 05:25

Tutti aspettavano Jannik Sinner. Era lui il grande favorito azzurro per arrivare fino in fondo al Roland Garros e giocarsi il titolo sulla terra rossa di Parigi. Invece, a contendersi un posto in finale saranno altri due italiani: Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Due protagonisti inattesi, arrivati in semifinale con percorsi differenti e in momenti della carriera diversi: per Cobolli può essere la definitiva consacrazione tra i big del tennis dopo i quarti di finale a Wimbledon 2025. Per Arnaldi è la chiusura di un cerchio che lo ha portato dall’infortunio al piede del 2025 alla prima semifinale Slam in carriera.

I due si conoscono da anni, si sono incrociati fin dai tornei giovanili (Cobolli ha 24 anni, Arnaldi uno in più) e hanno condiviso buona parte della crescita della nuova generazione del tennis italiano, nel suo momento d’oro. Percorsi diversi, ma spesso paralleli. Da una parte Cobolli, considerato fin da ragazzo uno dei talenti più promettenti del movimento e protagonista di una crescita costante che negli ultimi due anni lo ha portato stabilmente tra i migliori del circuito. Vincendo sarebbe sicuro di entrare in top 10. Dall’altra Arnaldi, tennista “operaio”, che però ha dovuto frenare l’anno scorso a causa di un infortunio, proprio quando stava provando a fare il definitivo salto di qualità. Dopo questo exploit parigino, ha già fatto un balzo di 70 posizioni nel ranking. Vincere lo proietterebbe a ridosso della top 30. E due mesi era felice per “aver giocato due ore e mezza senza dolore”.

A Parigi entrambi hanno trovato il torneo della vita. Fin qui. E anche all’interno del torneo i due hanno avuto percorsi totalmente differenti. Liscio, quasi netto il cammino di Flavio Cobolli, che ha vinto i primi tre turni per 3-0, poi negli ultimi due ha perso un set a partita, chiudendo per 3-1. Ma dopo Zverev è quello che ai quarti era arrivato con meno ore sulle gambe. Discorso totalmente opposto invece per Matteo Arnaldi, che ha raggiunto i quarti giocando quasi 18 ore e ha superato il record in uno Slam. Giovedì però si è potuto riposare, visto il ritiro di Matteo Berrettini nel finale di secondo set. Per entrambi, comunque vada, c’è la possibilità di scrivere una pagina destinata a restare nella storia del tennis italiano, già protagonista ieri con la vittoria nel doppio misto di Errani e Vavassori. E lo stesso Vavassori sarà ancora protagonista anche oggi, alle 12, nel doppio maschile con Simone Bolelli: i due affrontano Granollers e Zeballos per un posto in finale.

Cobolli-Arnaldi, i precedenti

Cobolli e Arnaldi si conoscono da una vita tennistica, appunto. Prima dei grandi palcoscenici come Parigi, i due si erano già affrontati più volte tra Challenger e tornei minori. Il bilancio complessivo sorride ad Arnaldi, avanti 3-2 nei precedenti se si contano qualificazioni, Challenger e match Future. Contando solo le sfide nel circuito Atp, il bilancio è di 1-1. Le prime sfide risalgono al 2021 e al 2022, quando entrambi erano ancora impegnati nel circuito Challenger alla ricerca del salto definitivo nel tennis che conta. Cobolli si impose a Napoli nel 2021, ma l’anno successivo Arnaldi rispose vincendo sia a Vicenza sia a Cordenons, sempre sulla terra battuta (unica superficie in cui i due si sono sfidati).

Poi, nel 2023, fu Arnaldi ad avere la meglio negli ottavi di finale dell’Atp di Umago, mentre l’ultimo precedente è decisamente il più significativo: il secondo turno del Roland Garros 2025. In quell’occasione fu Cobolli a imporsi in quattro set, 6-3 6-3 6-7(6) 6-1. Oggi i due si scontrano ancora a Parigi. Non sul Campo 6 come lo scorso anno, ma nella sessione serale del PhilippeChatrier, il campo più prestigioso di Parigi.

Cobolli-Arnaldi, l’orario del match

Il programma di oggi prevede sul Philippe Chatrier la prima semifinale alle ore 14.30: è quella tra il ceco Jakub Mensik e il tedesco Alexander Zverev. Subito dopo, non prima delle ore 19, è prevista la seconda semifinale, quella appunto tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

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