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In Armenia confermata la vittoria del partito del premier Pashinyan

Il partito Contratto Civico del premier Nikol Pashinyan, che propugna un avvicinamento alla Ue, ha vinto le elezioni parlamentari in Armenia, sconfiggendo le opposizioni favorevoli a mantenere i tradizionali buoni rapporti con la Russia.

La Commissione elettorale centrale ha confermato la vittoria del partito di governo: con tutti i voti scrutinati, Contratto Civico ha ottenuto il 49,81% delle preferenze, secondo quanto riferisce l’agenzia russa Interfax. Molto distanziati i due principali partiti dell’opposizione: Armenia Forte, la formazione del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan, si è fermata al 23,29%, mentre l’Alleanza Armena dell’ex presidente Robert Kocharyan ha ottenuto il 9,94%.

Il risultato rafforza la linea del governo di Erevan, orientata a un progressivo avvicinamento all’Unione europea e agli Stati Uniti, pur senza rompere apertamente con Mosca.

La posta in gioco per Pashinyan

La portata della vittoria per Pashinyan è di fondamentale importanza. Solo aggiudicandosi i due terzi dei seggi parlamentari, infatti, il premier sarà sicuro di fare approvare la riforma di alcuni articoli della Costituzione che l’Azerbaigian richiede per concludere un accordo di pace, abbozzato lo scorso anno durante un vertice alla Casa Bianca patrocinato da Donald Trump.

Erano queste infatti le prime elezioni in Armenia dopo la cocente sconfitta militare subita tre anni fa a opera delle truppe di Baku e la conseguente perdita dell’enclave del Nagorno Karabakh.

Recandosi al seggio a votare, Pashinyan ha fatto capire di volere continuare sulla strada verso l’Unione europea, ma evitando strappi pericolosi con la Russia. A Vladimir Putin, secondo il quale Erevan dovrebbe chiedere attraverso un referendum il parere dei cittadini sull’eventuale ingresso nella Ue, il premier ha risposto che per ora il problema non si pone, perché l’Armenia non è ancora pronta per ottenere lo status di Paese candidato.

Ma ciò non significa che Erevan rinuncerà al suo obiettivo: “Dobbiamo portare avanti riforme, e continueremo con calma sul cammino delle riforme”, ha dichiarato Pashinyan.

Il rapporto con Mosca e le pressioni russe

Le autorità di Erevan insistono comunque nel dire che il processo di avvicinamento in corso con l’Occidente non esclude la cooperazione con il blocco di Paesi a trazione russa riuniti nell’Unione economica euroasiatica: Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan e Armenia.

Il governo di Erevan cerca dunque di non aggravare le tensioni con Mosca, dopo un recente monito di Putin. Riferendosi al conflitto russo-ucraino, il leader del Cremlino ha sottolineato che “tutto è cominciato” con “l’ingresso, o il tentativo di ingresso, dell’Ucraina nella Ue”.

Pashinyan ha cercato di rassicurare gli armeni. I rapporti con Mosca “sono basati sul rispetto reciproco” e le relazioni con Putin “sono molto strette”, ha assicurato il primo ministro, al quale il presidente russo ha telefonato questa settimana per fargli gli auguri di buon compleanno.

Ma Mosca non rinuncia a fare pressioni su Erevan. In un’intervista alla televisione, il vice primo ministro russo Alexei Overchuk ha fatto sapere che il suo governo ha più volte detto all’Armenia, in colloqui “a porte chiuse”, dei pericoli che comporta entrare nella Ue, considerata da Mosca “non più un’organizzazione per l’integrazione economica”, ma un’unione “militare-politica” che “annuncia apertamente la sua ostilità” verso la Russia.

Gli armeni, dunque, dovrebbero “pensare a quello che stanno facendo”. La consultazione, che ha visto un’affluenza del 59%, dieci punti in più rispetto alle ultime elezioni del 2021, sembra essersi svolta tutto sommato nella calma. Fa eccezione una denuncia di Karapetyan, secondo il quale un centinaio di sostenitori di Armenia Forte sono stati arrestati tra sabato e domenica.

Sabato media statali avevano anche riferito degli arresti di sei candidati del partito dell’opposizione filorussa, senza fornire dettagli sulle accuse.

Missili dall'Iran verso Israele, Idf: "Tutti intercettati". Tel Aviv: "Risponderemo". Trump sente Netanyahu e avverte Teheran: "Ora basta, tornate a negoziare"

Sale la tensione in Medio Oriente: l’esercito israeliano ha annunciato di aver identificato missili lanciati dall’Iran contro il territorio dello Stato ebraico, dopo i raid dell’Idf contro Hezbollah nel quartiere di Dahyeh, a Beirut. Netanyahu ha convocato i vertici della sicurezza, mentre Teheran aveva promesso una risposta “decisa e dolorosa”. Sullo sfondo, Trump sostiene che la guerra con l’Iran “non è infinita” e afferma che Washington e Teheran sono vicine a un accordo sul nucleare.

Sparatoria a Tel Aviv, un morto e quattro feriti. Hamas: "Atto eroico, la resistenza continua"

Sparatorie a Sharon, nel nord di Tel Aviv, che hanno provocato un morto e 4 feriti. La polizia ha dichiarato a Channel 12 di "sospettare che si tratti di terrorismo". In tarda mattinata sono arrivati gli elogi di Hamas che ha definito gli attacchi armati nel centro di Israele "eroici" e ha affermato che si tratta di atti in risposta alla continua "aggressione contro Gaza" e ai "continui crimini" tra cui quello "contro la nostra gente in Cisgiordania e a Gerusalemme". L'organizzazione ha aggiunto, come riporta al Jazeera, che la "resistenza" continuerà. I due presunti terroristi sono stati neutralizzati, fanno sapere le Forze di sicurezza israeliane. Il bilancio è grave: l'attacco ha causato la morte di un cinquantenne israeliano, mentre altri cinque sono rimasti feriti, di cui due in modo grave.

Le sparatorie sono avvenute in tre diverse località della zona, vicino alla barriera di sicurezza della Cisgiordania. Un uomo di circa 30 anni è stato ucciso nell'attacco sulla Strada 5533, nei pressi di Tzur Natan. Altre cinque persone sono rimaste ferite da colpi d'arma da fuoco in diverse località. Nella località di Tzur Yitzhak è stato emesso un allarme per il rischio di infiltrazione di terroristi, ai residenti è stato chiesto di rimanere nelle proprie abitazioni. Squadre dell'Agenzia di sicurezza israeliana e dello Shin Bet sono state inviate sul luogo degli attentati a Sharon. Un portavoce dell'Idf ha dichiarato che "le forze sono arrivate a Salait e Zuk Yitzhak, dove il terrorista è stato neutralizzato. Le forze stanno perlustrando la zona alla ricerca di altri terroristi".

Tajani: "Condanniamo con fermezza l'attentato in Israele"

La notizia della sparatoria è stata commentata anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Condanno con fermezza l'attacco terroristico di Hamas avvenuto oggi in Israele, nella regione di Sharon. Esprimo solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, e vicinanza al ministro Sàar e alle autorità israeliane. Il terrorismo non è mai giustificato: nessuna causa politica, nessun conflitto, nessuna rivendicazione può legittimare il massacro di civili innocenti. Il dialogo è l'unica strada per una pace duratura", ha scritto su X.

Kiev: "Drone russo su edificio in area di stoccaggio a Chernobyl". Zelensky: "Congelare linee del fronte è via più rapida alla pace"

I leader di Regno Unito, Francia e Germania, riuniti a Londra con Volodymyr Zelensky, hanno ribadito il sostegno all’Ucraina e appoggiato l’ipotesi di un dialogo diretto tra Kiev e Mosca con il coinvolgimento di Stati Uniti ed Europa. Nel piano in cinque punti restano centrali cessate il fuoco, garanzie di sicurezza e asset russi congelati. Intanto Kiev denuncia un attacco con drone nell’area di Chernobyl, mentre Zelensky apre al congelamento delle linee del fronte.

Massiccio attacco di droni ucraini su Mosca e San Pietroburgo, Zelensky: "I nostri attacchi stanno funzionando"

San Pietroburgo e la regione di Leningrado sono finite nel mirino di un massiccio attacco con droni, mentre almeno cinque velivoli sono stati intercettati alle porte di Mosca. Sul fronte diplomatico, il Pontefice esprime preoccupazione per l'escalation in Ucraina e sollecita una soluzione negoziata per porre fine alla guerra.

"Il Mossad spia Witkoff e alti vertici americani". Le accuse degli Usa a Israele

Sale nuovamente la tensione tra Stati Uniti e Iran nell'area strategica dello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha riferito che nella notte le forze americane hanno abbattuto quattro droni d'attacco iraniani considerati una minaccia per il traffico marittimo e successivamente hanno colpito alcune postazioni radar di sorveglianza costiera iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Secondo il comando militare statunitense, l'Iran ha lanciato sette missili verso Kuwait e Bahrein: sei sarebbero stati intercettati, mentre il settimo non avrebbe raggiunto il bersaglio. Washington ha inoltre smentito le affermazioni iraniane secondo cui sarebbe stato colpito il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrein.

Sul fronte diplomatico, restano bloccati i colloqui tra i due Paesi. Mohsen Rezaei, consigliere militare della guida suprema iraniana, ha dichiarato alla Cnn che un eventuale accordo dipende dalla decisione dell'amministrazione Trump di sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Secondo Teheran, 12 miliardi dovrebbero essere liberati alla firma di un'intesa preliminare e altri 12 in una fase successiva.

Attriti tra Usa e Israele: stando a diversi rapporti di intelligence e del Pentagono, Witkoff e altri alti negoziatori sono stati intercettati dal Mossad durante le loro trattative per cercare di raggiungere un accordo di pace con l'Iran

Putin: "Lettera di Zelensky maleducata, non ci sono motivi per incontrarlo". La replica: "Sceglie la guerra". Starmer: "Mosca può attaccare la Nato nel 2030"

La guerra in Ucraina torna al centro della giornata con nuovi attacchi russi nella notte: tre le vittime in diverse regioni del Paese, mentre Kiev riferisce l’abbattimento di 198 droni su 216 lanciati da Mosca. Negli Stati Uniti la Camera approva un pacchetto di aiuti e sanzioni contro la Russia. Intanto Londra lancia l’allarme sui rischi di escalation e in Romania un drone navale esplode nel porto di Costanza senza causare feriti. La Nato monitora la situazione.

Crans-Montana, Jessica Moretti: "Contro di noi solo falsità". La madre di una delle vittime: "Voglio risposte"

"Sono qui perché voglio risposte, vogliamo risposte". Laetitia Brodard-Sitre, la mamma di Arthur, 16enne morto a Capodanno nel rogo del Constellation, a Crans-Montana, partecipa oggi all'interrogatorio di Jacques e Jessica Moretti, nell'aula del politecnico di Sion. "In questa tragedia - dice, accompagnata dal suo avvocato - ho perso il mio figlio Arthur, ed è per questo che mi sono vestita in bianco e ho la sua foto sul cuore, a sinistra. Ci sono 41 angeli che se ne sono andati, ci sono ancora 115 feriti che sono in ospedale, in terapia intensiva e che sono gravemente ustionati, alcuni ancora in choc settico e non li si riconosce più".

Arthur era una promessa del calcio giovanile della squadra FC Lutry, paese del Cantone di Vaud, sul lago Lemano. "Oggi sono qui per lui - spiega Laetitia - ma anche per suo fratello Benjamin, il mio secondo figlio, che è vivo, perché vive le conseguenze di questo dramma, tutti i giorni si vive con queste conseguenze, genitori, fratelli, sorelle, nonni e le zie: ha bisogno di risposte, ho bisogno di risposte, abbiamo bisogno di risposte. Siamo qui oggi perché sono passati cinque mesi, ora siamo venuti a conoscenza di molte cose, e ho bisogno di capire lo stato d'animo di Jessica e Jacques Moretti".

"Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti". Lo ha detto Jessica Moretti, rendendo una dichiarazione spontanea in apertura dell'interrogatorio, in corso a Sion. Presenti la procuratrice generale aggiunta del Cantone vallese Catherine Seppey e una settantina di avvocati delle parti civili, la donna viene sentita in un confronto con il marito Jacques Moretti, nell'ambito dell'inchiesta sul rogo del Constellation, il discobar di Crans-Montana di cui sono proprietari. L'imprenditrice ha assicurato di voler collaborare con gli inquirenti e ha evidenziato di aver sempre risposto alle domande.

"Essere distrutti, devastati significa non poter abbracciare i propri figli o doverli assistere in ospedale, questo significa essere distrutti! Non credo che essere indagati in una tragedia significhi vivere una distruzione: quando si può rientrare a casa, lavorare al fianco del proprio marito e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, non è questo essere devastati". Così Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, 16enne morto a Capodanno nel rogo del Constellation, a Crans-Montana, presente oggi all'interrogatorio dei coniugi Moretti, ha replicato alle dichiarazioni spontanee rese da Jessica in apertura dell'audizione.

Durante l'interrogatorio, la procura del Cantone del Vallese ha contestato a Jessica Moretti anche il reato di falso documentale. Secondo quanto è trapelato gli addebiti riguardano una fattura del 2015 relativa all'acquisto della schiuma fonoassorbente, con cui era stato rivestito il soffitto del locale e da cui a Capodanno si è sviluppato l'incendio che ha causato la morte di 41 persone.

Attacco con droni al porto dell'Oman, interrotto il carico di petrolio. I pasdaran: "Nessun trasferimento concordato per l'uranio arricchito"

La situazione in Medio Oriente continua a rimanere instabile. Lo spiraglio per una possibile tregua in Libano si è chiuso, dopo che gli Hezbollah hanno respinto il cessate il fuoco con lo Stato ebraico. Il porto di Al-Fahal in Oman è stato scosso da esplosioni, probabilmente dovute ad un attacco di droni. E Trump sostiene di non aver bisogno dell'aiuto degli europei per vincere la guerra contro l'Iran.

Zelensky scrive a Putin: "Incontriamoci", il Cremlino: "Venga a Mosca quando vuole". Trump: "Devono vedersi"

Vladimir Putin si dice pronto a "una soluzione pacifica". Ma il presidente ucraino gli indirizza una lettera aperta: "Poniamo fine a questa guerra con un dialogo diretto". Mosca: "Non contrari all'adesione dell'Ucraina alla Ue". E Trump esulta: "Sarebbe bellissimo se si incontrassero"

Tor Vergata, il rettore: "Il palestinese arrestato aveva i titoli per accedere al master"

Il giorno dopo la diffusione della notizia dell'arresto di un ricercatore palestinese, da parte dell'Idf, con la grave accusa di essere un combattente di Hamas coinvolto nella strage del 7 ottobre, si fa sentire il rettore dell'università di Tor Vergata, dove l'uomo avrebbe dovuto recarsi per proseguire i suoi studi. Parlando con l'agenzia Ansa Nathan Levialdi Ghiron, rettore di Tor Vergata, riferisce che il proprio ateneo si era occupato solo degli aspetti curriculari relativi a Mahmoud Al Najjar, non ad altre questioni legate alla sicurezza o al passato dell'uomo.

"Sono arrivati per ora nel nostro ateneo sette studenti palestinesi: non ci occupiamo degli aspetti legati alla documentazione che li riguarda - ha detto il rettore - ma solo della parte relativa alla loro ammissione, il resto non è di nostra competenza. Nel caso dello studente arrestato, ci siamo occupati dei titoli per accedere al master a cui si era iscritto. Valutiamo se gli studenti hanno i titoli necessari; nel suo caso li aveva. Sul resto non sappiamo nulla. Abbiamo scritto alla Farnesina, siamo in attesa di comunicazioni, non abbiamo informazione aggiornate".

Intanto fonti palestinesi affermano che Al Najjar "aveva ottenuto tutte le autorizzazioni sia dal lato israeliano sia dal lato giordano" per venire in Italia. Una volta giunto al valico di Kerem Sharom "è stato arrestato per ragioni legate a gravi motivi di sicurezza nazionale, con sorpresa - si sottolinea - delle stesse Autorità di frontiera vista l'autorizzazione all'uscita già dalle stesse concessa".

L'arresto ha stupito anche l'ente israeliano preposto agli affari civili nei territori palestinesi

Al pari di tutti gli altri studenti palestinesi usciti il 2 giugno e nelle occasioni precedenti - sottolineano fonti palestinesi - al Nijjar aveva ottenuto tutte le autorizzazioni sia dal lato israeliano (Cogat e altri enti previsti dalla normativa israeliana) sia dal lato giordano. Giunto al valico di Kerem Sharom, è stato arrestato dalle autorità israeliane di confine per "gravi motivi di sicurezza nazionale" legati alla sua presunta partecipazione all'attacco del 7 ottobre. L'arresto - riferiscono le fonti - è avvenuto sorprendendo lo stesso Cogat, l'ente del ministero della Difesa israeliano responsabile degli affari civili nei territori palestinesi. Idf ha confermato che l'arresto è stato effettuato dopo un supplemento di istruttoria delle Autorità di sicurezza israeliane su possibili coinvolgimenti in attività illegali.

Israele-Libano, ucciso un casco blu. Hezbollah respinge l'accordo sul cessate il fuoco. Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto degli europei"

Israele e Libano hanno annunciato di aver concordato il rinnovo del cessate il fuoco e l'istituzione di zone di sicurezza controllate dall'esercito libanese, che escluderanno Hezbollah. La tregua sarà subordinata alla "cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani meridionale". Nuovo ciclo di colloqui dal 22 giugno per raggiungere un "accordo globale". Bombe israeliane su Gaza City, colpito un condominio: 9 morti di cui 4 bambini. L'Idf arresta uno studente diretto a Roma: 'È di Hamas, prese parte al 7 ottobre". Intanto negli Usa la Camera approva una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dalla guerra in Iran, un duro colpo politico per Trump. La risoluzione, adottata con quattro sì Repubblicani, è in gran parte simbolica: il presidente può porre il veto. Intanto Trump annuncia di voler incontrare Khamenei e che i colloqui con l'Iran potrebbero chiudersi in settimana. Il Wsj: Trump porrebbe fine al cessate il fuoco se venissero uccise truppe americane

Idf arresta ricercatore diretto a Tor Vergata: "È un terrorista di Hamas"

L'Idf fa sapere che nella giornata di ieri, martedì 2 giugno, al valico di Kerem Shalom è stato arrestato Mahmoud Al Najjar, definito "un miliziano della brigata nord di Hamas che ha preso parte al massacro del 7 ottobre 2023".

Originario di Jabaliya, nel nord di Gaza, ingegnere con un master in business administration, Al Najjar faceva parte del gruppo di palestinesi diretti all'università Tor Vergata di Roma, come scrive il sito di notizie della Striscia di Gaza Drop Site. Secondo fonti palestinesi sarebbe stato fermato "mentre era in viaggio verso l'Italia per proseguire i suoi studi universitari dopo mesi di tentativi per ottenere l'autorizzazione all'uscita da Gaza".

La notizia dell'arresto è stata confermata anche da suo fratello, Atiyya al-Najjar, che ha parlato degli sforzi, durati mesi, per cercare di ottenere il permesso di uscita. Nel suo percorso di studioso Mahmoud avrebbe già pubblicato tre articoli di ricerca accademica. In un attacco israeliano del 25 ottobre 2024 avrebbe perso sua moglie, Alaa Salem, i loro quattro figli, Renat, Yazan, Muhammad e Amro, nonché suo fratello e i membri della famiglia di suo fratello.

"Non si trattava di uno studente fermato per motivi di studio all'estero - afferma la portavoce Idf Ariella Mazor -. Mahmoud Al Najjar è un operativo terrorista di Hamas che è stato fermato dopo essere stato identificato come uno degli infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e come partecipante al massacro guidato da Hamas che ha ucciso circa 1.200 persone e ha preso in ostaggio oltre 250 uomini, donne e bambini".

A tradirlo al valico di Kerem Shalom potrebbe essere stata la tecnologia israeliana che consente anche il riconoscimento facciale: pur essendo sfuggito per quasi tre anni alle ricerche dell'Idf, potrebbe essere stato tradito proprio dai tanti video che Hamas postò online dai kibbutz del sud di Israele durante il massacro. Ora le facce di quei 7mila che assaltarono Israele sono nella lista dell'unità speciale che dà la caccia ai miliziani del 7 ottobre.

Intanto a Roma è arrivato il gruppo di studenti tra cui si sarebbe infiltrato Mahmoud e che hanno potuto lasciare Gaza nell'ambito dell'iniziativa promossa da Roma a sostegno degli studenti palestinesi. Dallo scorso autunno sono già arrivati in Italia da Gaza 229 universitari.

NEW: Israeli forces detained a Gaza student at the Kerem Shalom crossing while he was traveling to Italy to continue his university studies, according to journalist Muthanna al-Najjar.

The detainee, Mahmoud al-Najjar, is from Jabaliya in northern Gaza. His brother, Atiyya… pic.twitter.com/gCPxZahlnw

— Drop Site (@DropSiteNews) June 2, 2026

Droni ucraini contro un bus russo: 11 vittime. E Kiev centra un terminal petrolifero e navi ormeggiate a San Pietroburgo

La guerra tra Russia e Ucraina si allarga ancora nel cuore del territorio russo. Un attacco di droni ucraini ha colpito il terminal petrolifero di San Pietroburgo, provocando esplosioni, incendi e disagi all’aeroporto Pulkovo proprio mentre in città si apre il Forum economico internazionale ospitato da Vladimir Putin. Mosca denuncia anche 7 morti in un attacco contro un autobus diretto in Crimea. Intanto in Ucraina sale a 22 morti il bilancio dei raid russi di ieri.

Notte di fuoco nel Golfo. Trump: "Prima o poi incontrerò Khamenei". Netanyahu: "Leader Ue non hanno fegato per combattere i barbari"

Nuova escalation nel Golfo: nella notte Iran e Stati Uniti si sono scambiati attacchi tra lo Stretto di Hormuz, il Kuwait e il Bahrain. Il Centcom afferma che i missili iraniani sono stati abbattuti o non hanno raggiunto i bersagli, mentre Washington ha colpito una stazione militare a Qeshm. Teheran parla di rappresaglia dopo il raid Usa contro una petroliera diretta all’isola di Kharg. Sullo sfondo, il nodo dei colloqui per estendere il cessate il fuoco.

Teheran: "Scambio di messaggi con gli Usa sospeso da mesi". Trump: "Fake News, colloqui proseguiti anche oggi"

Si complica il fragile equilibrio tra Iran, Stati Uniti e Israele. Secondo media iraniani, da giorni si è interrotto lo scambio di messaggi tra Teheran e Washington, mentre i Pasdaran rivendicano il controllo dello Stretto di Hormuz e minacciano nuovi scenari militari. Dopo l’attacco alla nave Msc Sariska V in Iraq, Netanyahu avverte che il regime iraniano “alla fine crollerà”, mentre da Teheran si parla di guerra “inevitabile”.

Massiccio attacco russo in Ucraina: almeno 13 morti. Kiev ordina l'evacuazione di di massa nella regione di Kharkiv

Nella notte tra la Russia ha lanciato un attacco aereo su vasta scala contro l'Ucraina, prendendo di mira diverse città ucraine, tra cui Kiev, con missili e droni. In tutto il paese, almeno nove persone sono rimaste uccise e altre 105 ferite, secondo quanto riferito dalle autorità. Questo il bilancio riportato dai media ucraina. Secondo il Kyiv Independent, nella capitale almeno 5 persone sono rimaste uccise e altre 58, tra cui due bambini, ha dichiarato il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. Intanto l'Ue apre a deroghe per l'energia: ok a una certa flessibilità sulle spese ma solo riguardo agli investimenti e non per i sussidi. Sarebbe questo l'orientamento della Commissione in attesa della risposta ufficiale, attesa per domani, alla richiesta di misure contro il caro-carburanti avanzata dall'Italia. Meloni ha dato mandato ai ministri di perseguire tutte le strade per reperire le risorse necessarie a fare fronte ai rincari che non passeranno più per un taglio generalizzato delle accise ma attraverso aiuti mirati alle fasce più deboli

"Pronto per colpire come a Modena". 21enne di origine marocchina arrestato in Brianza per terrorismo

Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente in Brianza, è stato fermato per terrorismo. Nel provvedimento del pubblico ministero di Milano Alessandro Gobbis si sottolinea la sua "disponibilità al martirio", la celebrazione - nei suoi profili social - "di attentati terroristici compiuti dallo Stato Islamico in danno dei cristiani e più in generale contro l'Occidente" e l'esaltazione "al tragico evento" di Modena dello scorso 15 maggio quando Salim El Koudri, di origini marocchine e con problemi psichiatrici, ha investito volontariamente sette pedoni. Il giovane, interrogato dal gip Rossana Mongiardo, ha affermato che i suoi posta avevano solo "finalità divulgative".

Il ragazzo, 21 anni domani, accusato di essersi "associato all'organizzazione terroristica internazionale comunemente nota come Stato Islamico", in particolare, a seguito di un percorso di indottrinamento e radicalizzazione via web, "rivelava la propria adesione all'organizzazione terroristica internazionale dello Stato Islamico" e tramiti i profili aperti Instagram e TikTok "pubblicava in maniera costante video di propaganda riconducibili alla galassia jihadista ed in particolare all'organizzazione terroristica denominata Stato Islamico ed al primo Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi".

Tra i video contro l'Occidente, monitorati a partire da gennaio, compaiono quelli del 30 maggio scorso. Si tratta di diversi post "inneggianti al martirio" che hanno fatto scattare il fermo "facendo ritenere verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione", si legge nel fermo firmato dal pm Gobbis. Una presunta disponibilità al martirio che, per chi indaga, si sarebbe potuta concretizzare a stretto giro essendo stato trovato, durante la perquisizione, in possesso di un biglietto aereo per il Marocco per il prossimo 9 giugno.

Il fermo è stato svolto dalla Digos di Milano ed è un filone dell'indagine che lo scorso aprile ha portato ad arresti e perquisizioni in tutta Italia e a svelare la cosiddetta 'white jihad', un fenomeno di "ibridazione" che unisce l'ideologia neonazista a metodi tipici del terrorismo jihadista. Tra i messaggi riferibili al 21enne, scritti dall'utente 'Zacky Ben' ci sarebbe la disponibilità a effettuare un "colpo di stato". Davanti alla giudice per le indagini preliminari di Milano Rossana Mongiarso, il 21enne si è difeso sostenendo che si trattava di post con il "solo fine di divulgare" alcuni contenuti sullo Stato islamico, e di aver acquistato il biglietto per l'estero "per sostenere un esame". La decisione sul fermo di Zakaria Ben Haddi è attesa per domani.

“L'arresto questa mattina di un uomo, residente in Brianza e accusato di terrorismo internazionale, testimonia ancora una volta l’efficacia delle misure messe in campo dal nostro Paese per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista. Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, ad un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi, le nostre Forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica". Lo ha dichiarato il minstro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "A loro, e in particolare alla Polizia di Stato per l’operazione condotta oggi con il coordinamento della Procura di Milano, va la mia gratitudine per il lavoro che svolgono ogni giorno, con professionalità e dedizione, per garantire la sicurezza dei cittadini”, ha concluso Piantedosi.

"Un giovane 'italiano doc' fermato per terrorismo islamico" è il commento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, postato su X.

"L’ideologia immigrazionista tipica della sinistra ha fallito. Non ritenendo l’immigrazione pericolosa neanche quando illegale, non ha mai lavorato sull’integrazione. Per questo negli ultimi anni persino persone di seconda generazione hanno assunto atteggiamenti di rivalsa e odio verso la nostra società. Lo dimostra la cattura di un 21enne pronto ad un attacco terroristico. Grazie alle nostre Forze dell’Ordine e all’Intelligence per aver individuato e fermato la minaccia. Ora serve pragmatismo, esattamente la linea che il nostro Governo sta portando avanti per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista". Così il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.

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