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Allarme evacuazione per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale per una perdita d’aria. Il rifugio sulla Crew Dragon, poi il rientro

5 June 2026 at 16:32

Una perdita d’aria in peggioramento nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale ha fatto scattare nelle ultime ore un protocollo di emergenza che ha portato gli astronauti a bordo a prepararsi a una possibile evacuazione. La Nasa ha infatti disposto che i membri della missione Crew-12 e l’astronauta americano Chris Williams si mettessero in stato di massima sicurezza all’interno della navicella Crew Dragon, pronti a lasciare la Iss in caso di ulteriore deterioramento della situazione. Il problema riguarda il tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, noto come PrK, una sezione già da tempo sotto osservazione per la presenza di crepe e microperdite. Secondo quanto riferito dalla portavoce della Nasa Bethany Stevens, il compartimento presenta da tempo anomalie strutturali che l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha cercato di contenere con interventi di sigillatura e riparazioni periodiche. Tuttavia, nuove fuoriuscite hanno spinto a programmare un intervento più esteso, inizialmente previsto per il 5 giugno.

La Nasa, in via precauzionale, ha ordinato all’intero equipaggio americano di indossare le tute spaziali e di trasferirsi nella Crew Dragon, configurando di fatto una condizione di “rifugio sicuro” in caso di evacuazione immediata. Una misura attivata secondo protocollo, mentre i controlli sul tasso di perdita di pressione venivano intensificati dai centri di controllo. L’allarme si inserisce in una vicenda che non è nuova per la Iss. Già nei mesi scorsi, e in particolare all’inizio dell’anno, la pressione nel modulo aveva mostrato segnali di relativa stabilizzazione dopo una serie di interventi tecnici. Tuttavia, un nuovo calo era stato rilevato nelle settimane precedenti, riaprendo una questione che NASA e Roscosmos stanno monitorando congiuntamente da tempo.

La situazione più critica si è registrata quando, a seguito dell’aggravarsi delle perdite, è stato disposto il trasferimento temporaneo dell’equipaggio nella navicella Crew Dragon. Quattro astronauti della missione Crew-12 e l’astronauta Chris Williams hanno quindi seguito le procedure di sicurezza, rimanendo pronti a un’eventuale evacuazione immediata dalla Stazione. Tra i membri dell’equipaggio coinvolti figurano gli astronauti americani Jessica Meir e Jack Hathaway, insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot e al cosmonauta russo Andrey Fedyaev, tutti attualmente impegnati nella missione orbitale iniziata nei mesi scorsi.

Secondo le comunicazioni diffuse dalla Nasa, la misura è stata adottata esclusivamente in via cautelativa, in coordinamento con Roscosmos, mentre proseguivano le valutazioni tecniche sul comportamento del modulo Zvezda e sul tunnel PrK. Nelle ore successive, dopo nuove analisi dei dati e una sospensione temporanea delle operazioni di riparazione da parte russa, la situazione è stata rivalutata. La Nasa ha quindi comunicato agli astronauti di interrompere le procedure di “safe haven” e di tornare alle normali attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, segnalando un miglioramento delle condizioni operative.

L’episodio non si chiude però con una risoluzione definitiva. Le due agenzie spaziali continuano infatti a lavorare sull’origine delle microfessure e sulle modalità più efficaci per stabilizzare in modo permanente la pressione interna del modulo, in un contesto che resta sotto stretta sorveglianza.

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Il Long March 12B apre una nuova fase nei lanci cinesi per le costellazioni

3 June 2026 at 16:31

La Cina ha effettuato il primo lancio del Long March 12B, nuovo vettore sviluppato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation. Il razzo è decollato dal centro di Jiuquan e ha portato in orbita un nuovo gruppo di satelliti della costellazione Spacesail, il progetto cinese per una rete internet satellitare in orbita bassa.

Il Long March 12B è oggi il più potente razzo cinese a corpo singolo. Alto circa settantadue metri, utilizza ossigeno liquido e cherosene ed è progettato per trasportare almeno venti tonnellate in orbita bassa. La sua architettura integra dieci motori e sistemi di controllo pensati per aumentare affidabilità e sicurezza del volo.

Il carico lanciato chiarisce il senso operativo della missione. Spacesail punta a costruire una rete globale di comunicazioni satellitari a banda larga, ha già superato centosessanta satelliti lanciati e punta ad arrivare a oltre diecimila satelliti in orbita bassa entro la fine del decennio.

L’orbita bassa diventa infrastruttura

La rilevanza del lancio non riguarda soltanto il successo tecnico. Il nuovo vettore segnala la volontà di Pechino di aumentare la propria capacità di accesso allo spazio. Una costellazione di migliaia di satelliti richiede infatti lanci ripetuti, produzione seriale, controllo orbitale e costi compatibili con un’infrastruttura permanente.

Il Long March 12B risponde a questa esigenza. Porta più massa in orbita, sostiene programmi commerciali e strategici e prepara una possibile evoluzione verso la riutilizzabilità. Il recupero del primo stadio non è stato testato in questo volo, ma viene indicato come una prospettiva di sviluppo. Se il percorso avrà successo, il vettore potrebbe ridurre i costi e aumentare la frequenza dei lanci, due fattori ormai decisivi nella competizione spaziale globale.

La Cina sta quindi lavorando su un passaggio essenziale. Progettare satelliti o missioni avanzate non basta senza una filiera capace di portarli nello Spazio con regolarità. Il debutto del Long March 12B mostra una spinta in quella direzione, anche se il vero banco di prova sarà trasformare il primo successo in una routine affidabile.

La Luna si prepara vicino alla Terra

Il Long March 12B non è il razzo destinato all’allunaggio cinese. La sua funzione immediata resta legata all’orbita bassa e al dispiegamento di costellazioni satellitari. La sua importanza in chiave lunare deriva però dalle competenze che contribuisce a consolidare.

Una presenza stabile sulla Luna richiede molto più di una singola missione. Servono lanci frequenti, sistemi di comunicazione resilienti, capacità logistiche, controllo di piattaforme multiple e infrastrutture spaziali coordinate. Le reti satellitari e i vettori pesanti per l’orbita bassa rientrano in questa base industriale, necessaria per sostenere una strategia lunare di lungo periodo.

Per Pechino, rafforzare l’accesso allo spazio vicino alla Terra significa preparare anche le condizioni per operare più lontano. Il Long March 12B non porta da solo la Cina verso la Luna, ma contribuisce a costruire l’ecosistema tecnico, produttivo e operativo necessario per competere nella fase successiva.

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