Alexander Zverev wins French Open for first Grand Slam title



Ariadna Costa e Antonio Miguel Ramos sagraram-se campeões de pares mistos do primeiro Sand Series a acontecer na Praia da Rocha (Portimão), conquistando assim o primeiro título do fim de semana.
Este domingo, as meias-finais masculinas acontecerão em simultâneo a partir das 10h30, seguidas das femininas. A decisão masculina está agendada para não antes das 14 horas e a feminina para não antes das 15h30.
Neste que é o maior torneio de ténis de praia da Europa, organizado Federação Portuguesa de Ténis, a dupla de espanhóis, segundos cabeças de série, venceram os brasileiros Flaminia Daina e Fabrício Neis, que formaram a dupla mais cotada e foram campeões em Matosinhos, em duas partidas, com os parciais de 7-6(5) e 6-0 após 57 minutos.
Para Costa, de 22 anos, e Ramos, de 32 anos, a vitória no Sand Series de Portimão traduziu-se no terceiro título lado a lado, segundo este ano — ambos na categoria máxima.
A mais nova passou a contar com 15 títulos no palmarés, o mais velho com impressionantes 91 troféus de campeão.
Antes, ainda durante a tarde, o segundo Sand Series a acontecer em Portugal (o primeiro realizou-se na temporada transata em Matosinhos) ficou com as meias-finais femininas e masculinas definidas.
Na competição feminina, as oito jogadoras mais cotadas do ranking mundial garantiram um lugar no Dia D.
Campeãs em Matosinhos, as italianas Giulia Gasparri e Ninny Valentini deram mais um passo em direção ao 40.º título enquanto dupla ao vencerem as compatriotas Greta Giusti e Nicole Nobile por 5-7, 6-1 e 10-4.
O triunfo das segundas cabeças de série foi o único da competição feminina a ser resolvido no match tie-break e permitiu-lhes marcar encontro com as quartas, Veronica Casadei e Ariadna Costa Graell, que passaram por Giulia Trippa e Marcela Vita com os parciais de 6-1 e 6-4. ~
Juntas, Casadei e Graell já venceram quatro provas, a mais recente este ano, no Sand Series das Ilhas Canárias.

As líderes do ranking, Sophia Chow e Vitoria Marchezini, passaram com autoridade (6-2 e 6-4) pelas transalpinas Sofia Cimatti e Flaminia Daina para se aproximarem de mais um título.
Já com 22 lado a lado, dois deles esta época e um no nível Sand Series, as primeiras pré-designadas discutirão o acesso à final com Elizaveta Kudinova e Anastasiia Semenova.
Terceiras favoritas, as russas — campeãs mundiais em 2025 e de outros 21 títulos lado a lado — completaram o elenco das meias-finais ao superarem Patrícia Diaz e Rafaella Miiller por equilibrados 7-6(2) e 7-6(2) ao cabo de 1h50.

No torneio masculino, Nicolas Gianotti e Mattia Spoto deram mais um passo em direção a um segundo título em Portugal.
Vencedores em Matosinhos no ano passado, o francês e o italiano chegaram a Portimão como líderes do ranking e primeiros cabeças de série, estatuto que voltaram a confirmar este sábado ao vencerem os brasileiros Fabrício Neis e Allan Oliveira por 6-2 e 7-5 no primeiro encontro dos quartos de final.
Campeões de 39 torneios lado a lado, quatro deles já esta época (e os dois mais recentes na categoria Sand Series), Gianotti e Spoto vão lutar por mais uma final em Portugal com Andre Baran e Michelle Cappelletti, quintos favoritos e responsáveis pelo afastamento de Niccolo Gasparri e Antonio Miguel Ramos Viera (quartos) ao vencerem por 6-1 e 6-3.
Finalistas em Matosinhos, Giovanni Cariani e Daniel Mola não tiveram a mesma sorte que os campeões e despediram-se de Portimão nos quartos de final.
Segundos cabeças de série, os brasileiros perderam por 7-6(3), 0-6 e 10-8 frente aos italianos Mattia Bazzi e Dario Jublin, que discutirão a passagem às meias-finais com Felipe Cogo Loch e Gabriele Gini.
Os terceiros favoritos levaram a melhor sobre Diego Bollettinari e Carlos Vigon por 6-2 e 6-3.
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Quattro precedenti con un quasi dominatore dei confronti diretti. Uno più fresco, grazie a una semifinale non giocata, e l’altro arrivato all’appuntamento perfetto per vincere il suo primo Slam, approfittando del k.o. di Jannik Sinner e dell’assenza Carlos Alcaraz che lo rendono il favorito naturale. Eppure sarà una finale aperta, quella del Roland Garros, tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev. Perché il tennista azzurro ha raggiunto l’ultimo atto dello Slam di Parigi senza scendere in campo a causa del ritiro di Matteo Arnaldi, colpito da un virus nelle ore precedenti alla semifinale.
Zverev ha invece dovuto faticare ben tre ore per piegare Jakub Mensik sul Philippe-Chatrier: ha vinto in quattro set con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e 59 minuti di gioco. Prima aveva superato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar. Cobolli, oltre al forfait di Arnaldi, ha invece avuto la meglio nei confronti con Pellegrino, Wu, Tien, Svajda e Auger-Aliassime.
La finale tra Cobolli e Zverev è in programma domenica 7 alle 15 sul centrale di Parigi. I due tennisti si sono affrontati in 4 precedenti, con il tedesco che conduce 3-1. Nell’ultimo incrocio a vincere è stato lo stesso Zverev, che ha superato il romano in due set nei quarti di finale dell’ultimo Masters 1000 di Madrid.
La finale del Roland Garros Cobolli-Zverev sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv, ma anche in chiaro sul Nove per scelta del gruppo Warner Bros-Discovery. I match saranno quindi disponibili anche in streaming su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.
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“Il ritiro di Matteo Arnaldi a un passo dalla semifinale del Roland Garros lascia l’amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessanti spunti di riflessione” agli occhi del medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
“Arnaldi – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il record assoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggio ufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l’organismo al limite” e “la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici”, sottolinea Bernetti commentando l’ipotesi che sia stato un virus a mettere ko l’atleta.
In conferenza stampa all’Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomito ripetuto dalla scorsa notte e un malessere che “non migliorava. Non potevo mangiare” e “ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno“, ha detto. “A causa dello sforzo massimale – illustra il medico-fisiatra – si verifica un picco di ormoni dello stress e una drastica riduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l’atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una persona sedentaria. A questa temporanea riduzione delle difese immunitarie, si unisce una riduzione dell’apporto di ossigeno all’intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che ‘sigillano’ la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezioni gastroenteriche“.
“A onor del vero – osserva lo specialista – è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un’era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperare presto e andare in fondo ai prossimi tornei”, conclude Bernetti.
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“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di Matteo Arnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco Alexander Zverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.
Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.
Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo Jannik Sinner. E se dovesse vincere contro Alexander Zverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo Adriano Panatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente Jannik Sinner. Sarà la 13esima finale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.
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“È difficile essere qui, non è quello che avrei voluto. Ieri sera ho iniziato a non sentirmi bene“. Con queste parole Matteo Arnaldi ha esordito in sala stampa, pochi minuti dopo la decisione di non scendere in campo in semifinale al Roland Garros, dove avrebbe affrontato Flavio Cobolli per un match storico per il tennis italiano: era infatti la prima volta che due italiani si incontravano in una semifinale Slam. Un virus influenzale lo ha messo ko, proprio nel giorno più importante della sua carriera tennistica: quello della prima semifinale in un Major.
“Ieri mi sono allenato e ho cenato, poi ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Mi sono svegliato all’1 e ho vomitato. Non riuscivo poi a dormire, verso le 6 del mattino sono stato di nuovo male”, ha raccontato Matteo Arnaldi. “Ho chiamato il medico in camera che mi ha dato delle pastiglie”, ha spiegato il tennista azzurro, che da lunedì sarà numero 34 del mondo. “Speravamo fosse qualcosa che mi ha fatto male a cena, ma ogni volta che provavo a bere o mangiare tornavo in bagno. È dura, per come si era sviluppato il torneo e per le ore che ho passato in campo mi sentivo bene”, ha detto con grande rammarico Matteo Arnaldi.
Poi tutta la delusione: “Non poter giocare la prima semifinale Slam in carriera non lo auguro a nessuno. Ho provato a vedere se riuscissi ad allenarmi, ma ogni volta che mi alzo in piedi mi gira la testa. Credo sia l’unica decisione che potessi prendere“.
Dopo Arnaldi ha parlato anche Flavio Cobolli, sempre in sala stampa: “Non è facile per me parlare in questo momento. Quando mi è stato detto, mi veniva quasi da piangere. Non me l’aspettavo, ero pronto per giocare questa partita“, ha esordito il 24enne italiano. “Ero veramente triste per lui quando me l’ha detto. Allo stesso tempo sono felice del risultato ottenuto in queste due settimane. Prima è venuto anche mio papà e ci siamo abbracciati assieme al resto della squadra perché prima ancora che Arnaldi mi dicesse di non poter giocare, sapevo di esser già tra i primi 10 per la sconfitta di Mensik. Ora ho sensazioni miste: sono felice e triste”, ha concluso.
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Alexander Zverev batte Jakub Mensik in quattro set e vola in finale al Roland Garros, dove era già arrivato nel 2024. Il tedesco non ha avvertito ancora una volta la pressione e il peso da favorito – è lui dopo l’eliminazione di Jannik Sinner – e ha sconfitto il 20enne Jakub Mensik per 3-1 (7-5, 6-2, 3-6, 6-3), perdendo così il secondo set in tutto il torneo. Ora tra Zverev e il primo storico Slam della sua carriera c’è un italiano: da capire se sarà Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi, in campo proprio dopo la prima semifinale vinta dal tedesco.
“Le ultime due settimane Mensik ha giocato in modo incredibile, ma sono felice di aver gestito bene la sfida e aver vinto. Nel terzo ha iniziato a giocare in maniera incredibile, su un altro livello”, ha spiegato Alexander Zverev nella classica intervista in mezzo al campo dopo la vittoria. “Ma questo è uno Slam, si gioca 3 su 5 e devi accettarlo e gestirlo. Spero di giocare una gran partita domenica. L’atmosfera è sempre fantastica, il pubblico francese è sempre dentro la partita. Mi piace giocare qui. Siamo atleti, qualche volta bisogna essere stupidi per giocare bene a tennis“.
Per Zverev è la seconda finale in carriera al Roland Garros, dopo quella persa contro Carlos Alcaraz nel 2024. Per il tedesco è in totale la quarta finale di un torneo del Grande Slam, dopo quelle perse anche agli Us Open nel 2020 e agli Australian Open nel 2025.
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Ha iniziato il Roland Garros dalla posizione numero 114 del ranking Wta e dalle qualificazioni. Domani, sabato 6 giugno, Maja Chwalińska giocherà la finale dello Slam parigino contro Mirra Andreeva. È una delle storie più belle che arrivano da Parigi e in generale una delle più grandi sorprese nella storia degli Slam. Al Roland Garros non era mai accaduto che una tennista partita dalle qualificazioni arrivasse in finale e in generale in tutti gli Slam c’è un solo precedente: quello di Emma Raducanu agli US Open del 2021, che poi vinse. Nel tabellone principale la 25enne ha eliminato tenniste del calibro di Elise Mertens, Maria Sakkari, Anna Kalinskaya e Diana Shnaider. Mancina, sta facendo vedere grandi cose dal punto di vista tecnico. E pensare che a 19 anni aveva anche abbandonato il tennis per problemi di salute mentale.
Tema che non ha mai nascosto e di cui ha parlato anche durante il Roland Garros. “Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Ero senza vita. Sapevo che avevo bisogno di prendermi una pausa perché altrimenti non sarei stata in grado di vivere. Avevo bisogno di prendere una pausa e non sapevo se sarei tornata a giocare. Dopo mesi ho deciso di tornare, sono felice di averlo fatto“, ha detto la tennista polacca in conferenza stampa. E proprio nell’ultima conferenza stampa dopo il successo contro Shnaider in semifinale, è diventata virale una sua risposta al perché cambiasse outfit in ogni partita: “In realtà non c’è nessuna storia particolare. Non ho uno sponsor tecnico, mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho (ride)”, ha spiegato la 25enne.
La finale, in programma sabato 6 giugno sul Philippe–Chatrier, è ovviamente il suo più grande risultato mai raggiunto in carriera. Chwalińska, infatti, non ha mai vinto un grande titolo Wta e negli Slam non è andata oltre il secondo turno a Wimbledon 2022 e il primo turno agli Australian Open 2025. Il suo montepremi complessivo prima del Roland Garros era di 864.030 dollari, poco più della metà della cifra che si è aggiudicata grazie alla conquista della finale di Parigi: 1.400.000 euro. In caso di vittoria finale, invece, si porterebbe a casa un premio di 2.800.000 euro.
Un successo, a prescindere da come andrà la finale, che le permetterà di svoltare sia da un punto di vista economico, sia a livello di ranking (è virtualmente al 21esimo posto), sia a livello di visibilità, visto che avrà sicuramente attirato l’attenzione di diversi marchi internazionali. Sul web, intanto, stanno diventando virali anche alcuni video di quando era più giovane e giocava insieme alla sua connazionale Iga Swiatek, con cui è arrivata in finale di doppio femminile agli Australian Open Junior. Nel circuito Itf ha vinto sette tornei in singolare e 14 in doppio e nel 2016, a 15 anni, ha fatto il suo debutto nel mondo Wta prendendo parte alle qualificazioni del torneo di Katowice. Nel 2024 ha conquistato un Wta 125 a Florianopolis e un altro Wta 125 nel 2025 a Montreux. Non aveva mai battuto una top 50 in carriera. Ne ha battute 5 in poco più di una settimana. E domani cercherà l’ultima grande impresa.
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Si ferma in semifinale la corsa di Simone Bolelli e Andrea Vavassori al Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam. Gli azzurri sono usciti sconfitti contro la coppia composta dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, con il punteggio di 7-6 (7-4), 6-4 in un’ora e 55 minuti. Un match condizionato da un problema per Simone Bolelli a metà del primo set, quando il doppista è caduto e si è fatto male al piede destro.
Bolelli ha chiamato un medical time out ed è stato costretto a un trattamento e a una fasciatura per continuare il match, anche se da quel momento non è più riuscito a ritrovare brillantezza. Tra primo e secondo set il suo angolo gli suggerisce di ritirarsi, visto che anche a distanza di diversi game continuava a mostrare segni di sofferenza. Ma Bolelli ha voluto proseguire fino alla fine in un match combattuto, equilibrato e deciso da un tie-break nel primo set e da un break (l’unico del match) nell’ultimo game nel secondo set. Granollers e Zeballos si riscattano dopo la finale persa a Roma proprio contro Bolelli e Vavassori e si qualificano per la finale del Roland Garros.
Granollers/Zeballos, campioni in carica a Parigi, puntano a diventare i primi a trionfare nel doppio maschile per due anni di fila dopo i tedeschi Kevin Krawietz e Andreas Mies (2019-2020): sabato si giocheranno il trofeo con la formazione composta dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten (entrambi n.4 nel ranking di doppio), secondi favoriti del seeding ma primi nella Race to Turin, che giovedì in semifinale hanno regolato per 6-3 6-4 i francesi Quentin Halys e Pierre–Hugues Herbert (rispettivamente n.87 e n.57), 19esimi nella Race.
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Oggi sul Philippe Chatrier non andrà in scena soltanto una semifinale del Roland Garros. Sarà soprattutto una storia fatta di amicizia, sacrifici e sogni condivisi. Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si conoscono da quando erano bambini, si allenano insieme, si frequentano fuori dal campo e da anni si affrontano in tornei giovanili, Challenger e poi circuito maggiore. Per raccontare la prima semifinale tutta italiana della storia in uno Slam, forse bisogna partire da una storia che molti hanno visto proprio da piccoli. Quella di Red e Toby, amici destinati però a diventare rivali in un celebre film Disney. Così diversi, eppure legati, eppure destinati a scontrarsi: Cobolli e Arnaldi non sono una volpe e un cane da caccia, naturalmente, ma adesso si ritrovano uno di fronte all’altro per un posto nella finale di Parigi. Pronti a darsi battaglia, perché nessuno vuole rinunciare a quel sogno.
Arnaldi ricorda perfettamente l’inizio di tutto. “Giochiamo uno contro l’altro da quando avevamo undici o dodici anni. Ci conosciamo molto bene”. La prima sfida, racconta il ligure, arrivò ai Campionati Italiani Under 13 o Under 14: “Lui era un anno più piccolo di me e quella partita l’ho vinta io. È stata una delle prime volte che ci siamo conosciuti davvero bene”. Da allora le loro strade hanno continuato a incrociarsi. “Abbiamo una bella rivalità in campo. Fin da quando eravamo piccoli abbiamo giocato tante battaglie, spesso molto combattute. Fuori dal campo invece siamo amici. Ci alleniamo spesso insieme e passiamo molto tempo insieme”. Un rapporto speciale che oggi si trasferisce sul campo più importante del mondo della terra battuta. “Spero che venga fuori una bella battaglia, ma allo stesso tempo una bella partita da vedere e da godersi anche per noi che saremo in campo”.
Alla vigilia entrambi hanno cercato di vivere una giornata normale. Allenamento, palestra, fisioterapia e cena con le persone più vicine. Un modo per allontanare la pressione di un appuntamento storico. Cobolli ha scelto la filosofia che lo accompagna fin da bambino: “Giocherò la mia prima semifinale in uno Slam. È un sogno che si realizza, ma penso di non essermi mai messo pressione da solo. Mi piace vivere il momento come quando ero bambino, con grande passione e con un grande sorriso“. Poi un pensiero che va oltre il risultato: “Dobbiamo essere felici per il tennis italiano e goderci il momento”. Anche Arnaldi fatica ancora a rendersi conto di ciò che sta accadendo: “Ancora non ho realizzato bene che io e Flavio siamo in semifinale, però sono contento. Non vedo l’ora di scendere in campo“.
Dietro questa semifinale ci sono anni di viaggi, sacrifici e sostegno familiare. Storie raccolte oggi da Repubblica. Fabrizio Arnaldi ricorda il figlio adolescente, “più piccolo e magrolino dei coetanei”, ma già dotato di una grinta speciale. E spiega: “Io sono sempre stato un grande agonista. La testardaggine invece l’ha presa da sua madre, Silvia”. Poi ricorda l’amicizia del suo Matteo con Flavio: “Erano sempre allegri, più o meno tutti della stessa età: chi avrebbe mai potuto immaginare che sarebbero diventati i padroni di questo sport?”. Stefano Cobolli conferma : “Mi colpisce la loro fratellanza: stanno insieme, scherzano. Sono davvero amici“, racconta il padre del romano. E aggiunge: “Sono più contento dell’uomo che del giocatore. La sua generosità, il suo sorriso mi rendono orgoglioso. Lo stesso vale per Matteo. Due bravi ragazzi. Godiamoceli”.
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“Non c’è nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. Diretto e ficcante, come le sue riposte: Andre Agassi non si nasconde quando gli viene chiesto di analizzare il crollo di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. Attenzione: quella dell’americano non è una critica all’altoatesino, tutt’altro. Agassi sostiene che Sinner sia in grado di affrontare match lunghi, anche sotto il sole. Il problema, a suo avviso, è da ricercare nella preparazione: “Deve capire cosa cambiare – sottolinea – Io non so niente della sua preparazione, so solo che può giocare cinque ore e mezza, lo ha dimostrato, so che in questo momento è il miglior giocatore del pianeta“.
Nonostante sia passata più di una settimana e il Roland Garros sia ormai arrivato alle semifinali, il tema dell’eliminazione del numero 1 al mondo continua a tenere banco anche all’estero. Agassi ha parlato di Sinner durante la sua ospitata a TNT Sports, l’emittente che trasmette tutto lo Slam parigino negli Usa. L’ex campione, oggi 56enne, va dritto al punto: “Passare dal giocare cinque ore e mezza l’anno scorso in finale a crollare dopo un’ora e 45 minuti col caldo…”, dice, mettendo a confronto la storica finale 2025 contro Carlos Alcaraz e l’inattesa eliminazione contro Juan Manuel Cerundolo. “Devo proprio indicare un difetto nella sua preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare. Non è che questo ragazzo non si alleni duro, non è che non sia atleticamente pronto”.
Secondo Agassi, insomma, è inconcepibile che Sinner non fosse preparato adeguatamente per affrontare il caldo estremo di Parigi. “Oggi sono così scientifici sulla preparazione, sul recupero, su tutto quanto. Io sono sicuro che lui ha uno staff di medici e specialisti“, prosegue l’ex numero 1. Che punta il dito appunto sulla preparazione: “Però ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi… è un azzardo. Deve capire cosa cambiare“. Secondo Agassi, Sinner potrebbe aver bisogno di una nuova figura professionale all’interno del team, di cui fa parte tra l’altro il suo ex allenatore Darren Cahill: “Magari deve portare dentro qualcun altro. Probabilmente c’è una qualche forma di problema di idratazione“.
Su questo punto, l’idratazione, Agassi insiste molto: “Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita, il mio rapporto carboidrati-proteine era 4 a 1, il ‘recovery drink’ era fatto in un certo modo…”. Per questo ribadisce: “Metterei in discussione quello che assume, se lo sta facendo correttamente…”. Insomma, questo è il consiglio di Agassi. Un tema che Sinner peraltro aveva già colto da solo: nel periodo tra Parigi e Wimbledon ha annunciato dei controlli al J Medical di Torino. Informazioni utili per capire cosa è successo e come si possa evitare che riaccada. Perché l’altoatesino finora ha sempre dimostrato di saper trarre lezioni importanti da ogni sconfitta.
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Tutti aspettavano Jannik Sinner. Era lui il grande favorito azzurro per arrivare fino in fondo al Roland Garros e giocarsi il titolo sulla terra rossa di Parigi. Invece, a contendersi un posto in finale saranno altri due italiani: Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Due protagonisti inattesi, arrivati in semifinale con percorsi differenti e in momenti della carriera diversi: per Cobolli può essere la definitiva consacrazione tra i big del tennis dopo i quarti di finale a Wimbledon 2025. Per Arnaldi è la chiusura di un cerchio che lo ha portato dall’infortunio al piede del 2025 alla prima semifinale Slam in carriera.
I due si conoscono da anni, si sono incrociati fin dai tornei giovanili (Cobolli ha 24 anni, Arnaldi uno in più) e hanno condiviso buona parte della crescita della nuova generazione del tennis italiano, nel suo momento d’oro. Percorsi diversi, ma spesso paralleli. Da una parte Cobolli, considerato fin da ragazzo uno dei talenti più promettenti del movimento e protagonista di una crescita costante che negli ultimi due anni lo ha portato stabilmente tra i migliori del circuito. Vincendo sarebbe sicuro di entrare in top 10. Dall’altra Arnaldi, tennista “operaio”, che però ha dovuto frenare l’anno scorso a causa di un infortunio, proprio quando stava provando a fare il definitivo salto di qualità. Dopo questo exploit parigino, ha già fatto un balzo di 70 posizioni nel ranking. Vincere lo proietterebbe a ridosso della top 30. E due mesi era felice per “aver giocato due ore e mezza senza dolore”.
A Parigi entrambi hanno trovato il torneo della vita. Fin qui. E anche all’interno del torneo i due hanno avuto percorsi totalmente differenti. Liscio, quasi netto il cammino di Flavio Cobolli, che ha vinto i primi tre turni per 3-0, poi negli ultimi due ha perso un set a partita, chiudendo per 3-1. Ma dopo Zverev è quello che ai quarti era arrivato con meno ore sulle gambe. Discorso totalmente opposto invece per Matteo Arnaldi, che ha raggiunto i quarti giocando quasi 18 ore e ha superato il record in uno Slam. Giovedì però si è potuto riposare, visto il ritiro di Matteo Berrettini nel finale di secondo set. Per entrambi, comunque vada, c’è la possibilità di scrivere una pagina destinata a restare nella storia del tennis italiano, già protagonista ieri con la vittoria nel doppio misto di Errani e Vavassori. E lo stesso Vavassori sarà ancora protagonista anche oggi, alle 12, nel doppio maschile con Simone Bolelli: i due affrontano Granollers e Zeballos per un posto in finale.
Cobolli e Arnaldi si conoscono da una vita tennistica, appunto. Prima dei grandi palcoscenici come Parigi, i due si erano già affrontati più volte tra Challenger e tornei minori. Il bilancio complessivo sorride ad Arnaldi, avanti 3-2 nei precedenti se si contano qualificazioni, Challenger e match Future. Contando solo le sfide nel circuito Atp, il bilancio è di 1-1. Le prime sfide risalgono al 2021 e al 2022, quando entrambi erano ancora impegnati nel circuito Challenger alla ricerca del salto definitivo nel tennis che conta. Cobolli si impose a Napoli nel 2021, ma l’anno successivo Arnaldi rispose vincendo sia a Vicenza sia a Cordenons, sempre sulla terra battuta (unica superficie in cui i due si sono sfidati).
Poi, nel 2023, fu Arnaldi ad avere la meglio negli ottavi di finale dell’Atp di Umago, mentre l’ultimo precedente è decisamente il più significativo: il secondo turno del Roland Garros 2025. In quell’occasione fu Cobolli a imporsi in quattro set, 6-3 6-3 6-7(6) 6-1. Oggi i due si scontrano ancora a Parigi. Non sul Campo 6 come lo scorso anno, ma nella sessione serale del Philippe–Chatrier, il campo più prestigioso di Parigi.
Il programma di oggi prevede sul Philippe Chatrier la prima semifinale alle ore 14.30: è quella tra il ceco Jakub Mensik e il tedesco Alexander Zverev. Subito dopo, non prima delle ore 19, è prevista la seconda semifinale, quella appunto tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.
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La storica prima semifinale Slam con due italiani in campo è visibile per tutti gratis e in chiaro. Il match tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi in programma oggi nel prima delle ore 19 al Roland Garros sarà infatti trasmesso anche gratuitamente sul canale Nove del digitale terrestre e non solo su Eurosport.
Il match si gioca oggi, venerdì 5 giugno, nella sessione serale del Philippe–Chatrier, e vede di fronte le due rivelazioni del torneo sfidarsi nel penultimo atto del torneo: comunque andrà, l’Italia avrà un rappresentante nella finale di domenica, nonostante l’assenza di Jannik Sinner. Cobolli arriva alla sfida dopo dei mesi in crescendo e vuole definitivamente consacrarsi nell’élite del tennis: vincendo infatti si assicurerebbe la top 10. Dopo Zverev, è il giocatore che fin qui è rimasto meno tempo in campo.
Discorso inverso invece per Matteo Arnaldi, arrivato in semifinale Slam (la prima della sua carriera) dopo un exploit incredibile: nel 2025 un problema al piede lo ha tormentato, qualche mese fa ha ritrovato continuità, poi dal Challenger vinto a Cagliari ha sempre avuto un rendimento in crescendo, fino alla semifinale del Roland Garros, arrivata dopo il derby ai quarti di finale contro Matteo Berrettini, costretto al ritiro per un problema all’anca. Ha già guadagnato 70 posizioni nel ranking: è arrivato a Parigi da 104 al mondo, sarà nella peggiore delle ipotesi il numero 34 del mondo.
COURT PHILIPPE-CHATRIER
Dalle 14:30
Jakub Mensik – Alexander Zverev
Non prima delle 19:00
Matteo Arnaldi – Flavio Cobolli
COURT SIMONNE-MATHIEU
Dalle 12:00
Marcel Granollers/Horacio Zeballos – Simone Bolelli/Andrea Vavassori
A seguire
Katerina Siniakova/Taylor Townsend – Gabriela Dabrowski/Luisa Stefani
A seguire
Shuko Aoyama/Hsieh Su-Wei Liang – Anna Danilina/Aleksandra Krunic
La semifinale del Roland Garros tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si gioca venerdì, 5 giugno, non prima delle 19 sul Philippe-Chatrier. Come tutte le altre partite, il match viene trasmesso sui canali Eurosport, che sono visibili solo per gli abbonati alle seguenti piattaforme streaming: HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Prime Video Channels.
Ma c’è una novità: il match viene trasmesso anche in chiaro, sul canale Nove. L’emittente proprietario dei diritti, Warner Bros. Discovery Italia, ha infatti deciso di trasmettere in chiaro il match che vede due italiani in corsa. È stata una decisione da parte del gruppo che ne detiene i diritti, in quanto la nuova norma – che prevede l’obbligo di trasmettere in chiaro i match rilevanti con gli italiani impegnati in tornei importanti (come ad esempio Slam, Masters 1000 e Finals) – “decorre dalla scadenza dei contratti in essere“.
In sintesi: Discovery ha i diritti del Roland Garros fino al 2030. Ciò significa che fino al 2030 sarà a discrezione di Discovery decidere – anche in accordo con gli altri partner (i match dello Slam parigino sono visibili anche su HBO Max, DAZN, TimVision e Prime Video Channels) – la trasmissione o meno in chiaro dei match in questione.
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Sara Errani e Andrea Vavassori si confermano la coppia regina del doppio misto mondiale. I due azzurri hanno vinto per il secondo anno di fila il titolo del Roland Garros, secondo Slam del 2026 di scena sui campi in terra rossa di Parigi, battendo in finale la coppia formata dalla canadese Gabriella Dabrowski e dallo statunitense Evan King, in tre set con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 nel super tiebreak.
Nelle bacheche di ‘Sarita‘ e ‘Wave‘ ci sono adesso ben quattro trofei Major: quelli conquistati allo Us Open nel 2024 e nel 2025 e al Roland Garros nel 2025 e ancora nel 2026. In carriera i due si sono tolti grandissime soddisfazioni anche individualmente: la 39enne di Massa Lombarda vanta sei titoli Slam in doppio femminile, i primi cinque con Roberta Vinci e il più recente – Roland Garros 2025 – con Jasmine Paolini; per il 31enne torinese tre finali Slam in doppio maschile, tutte in coppia con Simone Bolelli.
“Vivo ancora questo sogno che non finisce, è incredibile. Oggi è stata dura per noi, ma è pazzesco e troppo divertente giocare con Andrea, il mio miglior amico. Sei troppo bravo. Grazie al nostro team e alle nostre famiglie, senza di voi non saremmo qui. Grazie al Roland Garros per questo torneo e poi il pubblico pazzesco. Ci sono sempre tanti italiani che ci hanno sostenuto e siamo davvero felici di vivere questi momenti e spero di rivedervi l’anno prossimo”. Così Sara Errani nel corso della cerimonia di premiazione.
Parole a cui ha dato seguito anche Andrea Vavassori successivamente: “Anche Sara è la mia miglior amica, sei la prima con cui voglio parlare quando perdo. Sono felice di condividere questa avventura con te. Grazie alla federazione, al nostro team e al torneo. Oggi c’era vento ma c’era una bellissima atmosfera, con il sostegno del pubblico. E grazie anche per il sostegno ricevuto dall’Italia”. E non è finita qui: Bolelli e Vavassori giocheranno la semifinale domani, venerdì, mentre Cobolli e Arnaldi si affronteranno nella semifinale del singolare maschile. Chi vince va in finale.
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“Mi farebbe molto piacere premiare un italiano e ne sarei orgoglioso, ma sono già veramente felice che ce ne sia di sicuro uno in finale che potrò ammirare dalla tribuna, chiunque esso sia”. Parola di Adriano Panatta. L’ex campione azzurro sarà presente domenica alla finale del Roland Garros dopo esser stato invitato nelle scorse settimane e premierà il vincitore. In tanti si aspettavano un replay di Roma: Sinner vincitore e lui a consegnare la coppa. Non sarà così, ma Panatta potrebbe premiare un altro italiano: o Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi.
Uno dei due sarà in finale e sfiderà il vincitore del match tra Jakub Mensik e Alexander Zverev, favoritissimo per la vittoria finale. Ma più che l’avversario, secondo Panatta l’ostacolo più grande è “La pressione. Quando vedi il traguardo, il braccio pesa sempre un po’ di più. L’avversario ha un peso, è ovvio, ma su campi come questo, considerando che nessuno dei nostri è mai arrivato tanto avanti a Parigi, conta più la pressione. Ve lo assicuro“.
“Ci sono luoghi che restano dentro per sempre: per me Parigi è uno di quelli. È un privilegio sentire ancora un legame così forte con il Roland Garros che per me è molto speciale”, ha spiegato poi Panatta, che al Roland Garros trionfò nel 1976, 50 ani fa. “E comunque l’avevo detto anche dopo l’eliminazione di Jannik che c’erano altri ragazzi italiani con le carte in regola per fare molto bene. Ora ci spero. Se poi fosse un romano, si ripeterebbe la storia“, ha dichiarato l’ex tennista.
Con l’eliminazione di Berrettini, l’unico romano in corsa è Flavio Cobolli, nato a Firenze ma cresciuto a Roma e tifosissimo della Roma: “Flavio fisicamente è fortissimo, sapevo che se avesse trovato continuità anche a Parigi si sarebbe potuto spingere molto lontano. Sta vivendo la migliore stagione in carriera e lo ha dimostrato anche ieri; la semifinale al Roland Garros lo proietta nella Top 10 mondiale e al numero 2 d’Italia”.
Di fronte ci sarà la rivelazione Matteo Arnaldi, che da 104 nel ranking ha raggiunto la semifinale Slam a Parigi, la prima della sua vita: “Arnaldi ha parzialmente limato la frenesia del passato. Quando entra in modalità ‘maratoneta’ in un match tre set su cinque diventa un incubo difensivo per chiunque. Arrivando ai quarti con oltre 17 ore di gioco, lo ha dimostrato”.
Dispiacere invece per Berrettini, che dopo un super torneo è stato costretto al ritiro ai quarti di finale: “Sono molto dispiaciuto per lui, spero non sia niente di grave e che non gli precluda nulla. Aveva ripreso alla grande e fatto benissimo. Spero possa partecipare a Wimbledon. Non sono sorpreso: sapevamo di avere una ottima squadra, ma arrivare a questo punto in così tanti non era affatto scontato. Sinner è il migliore, non cambio idea per quel blackout, ma dietro di lui c’è un gruppo di alto livello che può fare strada. Speriamo che in questi campi prestigiosi si continui a parlare la nostra lingua il più possibile”.
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“Credo che, in presenza di una semifinale Slam con due protagonisti italiani, sia importante fare ogni sforzo possibile per consentire a tutti gli appassionati di seguirla anche in chiaro”. L’appello arriva direttamente dal presidente della Fitp, Angelo Binaghi dopo la vittoria di Flavio Cobolli su Felix Auger–Aliassime ai quarti di finale del Roland Garros, che ha garantito una “sicura” semifinale tutta azzurra.
Il tennista romano, numero 10 del seeding parigino, affronta adesso Matteo Arnaldi, che ha battuto Matteo Berrettini, costretto al ritiro nel secondo set per un problema all’anca. “Il tennis italiano sta vivendo il momento più importante della sua storia ed è diventato un patrimonio sportivo nazionale, capace di coinvolgere milioni di persone ben oltre il pubblico abituale degli abbonati. I nostri straordinari ragazzi impegnati a Parigi rappresentano oggi anche un modello educativo per tanti giovani: per serietà, spirito di sacrificio, rispetto dell’avversario, cultura del lavoro e capacità di trasmettere valori positivi attraverso lo sport”, ha aggiunto Binaghi.
Qui l’appello a Eurosport, che detiene i diritti del Roland Garros: “Per questo rivolgiamo un appello a Eurosport affinché renda visibile l’incontro anche in chiaro, nello spirito della normativa che il legislatore italiano ha già indicato per il futuro a tutela degli eventi di particolare interesse nazionale. Non si tratta di una questione commerciale, ma di un’opportunità per accompagnare ulteriormente la crescita del tennis nel nostro Paese e permettere a milioni di italiani di condividere un momento potenzialmente storico per il nostro sport”, ha concluso il numero uno del tennis italiano.
Come poi riportato successivamente da AdnKronos, Warner Bros. Discovery starebbe valutando in queste ore la possibilità di rendere la semifinale Slam visibile in chiaro. Una riflessione che arriverebbe anche alla luce dell’appello del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha appunto invitato a fare “ogni sforzo possibile” per permettere a tutti gli appassionati di seguire l’incontro con due protagonisti italiani in chiaro. Si tratterebbe comunque di riflessioni ancora in corso, anche perché il via libera definitivo dipenderebbe da altri partner coinvolti. Al momento, però, non c’è ancora una conferma ufficiale.
Le semifinali e le finali di tennis con italiani in campo saranno visibili in chiaro. Ovviamente quelle dei tornei rilevanti: Masters 1000, Atp Finals (fin qui venivano trasmesse in Rai solo per altri accordi), Slam, United Cup, Coppa Davis, Billie Jean King Cup e Internazionali d’Italia, già previsti dall’ultima legge che risaliva al 2012. Questo è quanto previsto dalla nuova normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale a novembre 2025. Ma con una precisazione: “Per gli eventi i cui diritti siano stati acquisiti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto, l’efficacia delle disposizioni decorre dalla scadenza dei contratti in essere“.
Tradotto: per esempio per il Roland Garros – per cui Discovery ha i diritti fino al 2030 – la trasmissione in chiaro di semifinale e finale con italiani in campo partirà solo dopo il 2030. Fino a quel momento deciderà chi appunto detiene i diritti tv. Ecco perché sarà Warner Bros. Discovery a decidere se la sfida tra Cobolli e Arnaldi sarà trasmessa in chiaro.
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Qualche anno prima dei trionfi di Jannik Sinner e dell’esplosione definitiva del tennis italiano, c’era il sogno di Matteo Berrettini. La sua finale a Wimbledon nel 2021 resterà per sempre il primo capitolo dell’epoca d’oro della racchetta azzurra. Quel tennista romano, esploso un po’ tardivamente (nel 2021 aveva “già” 25 anni) era così diverso dal prototipo del tennista italiano: alto, potente, forte soprattutto sull’erba. Capace di soffrire, di rimontare e gioire. È entrato così subito nel cuore di tutti gli appassionati. Che oggi si chiedono cosa sarebbe stato Berrettini senza tutti gli infortuni che hanno martoriato la sua carriera. Da quel Wimbledon ad oggi sono arrivati tanti altri trionfi: dai successi al Queen’s fino alle due Coppa Davis vinte nel 2024 e nel 2025, sempre da protagonista prima con Sinner e poi con l’amico Flavio Cobolli. Ma sono arrivati anche tantissimi traumi: stop dolorosi e faticose risalite. Il vero tallone d’Achille del fisico di Berrettini è la fragilità della catena addominale-obliqua, già emersa nel 2021 e poi tornata più volte negli anni successivi. A questa si sono aggiunti due stop strutturali pesanti: l’operazione alla mano destra nel 2022 e la rottura del legamento della caviglia destra allo US Open 2023. Fino all’ultimo exploit in questo Roland Garros, interrotto nuovamente da un problema fisico, questa volta all’anca. Ecco tutti gli infortuni che hanno tormentato la carriera del campione romano.
Nei primi anni di carriera ad alto livello di Berrettini emergono spesso dei problemi alla caviglia. Il più grave nel luglio 2019, quando dopo Wimbledon rinuncia a Gstaad, dove era campione in carica, e poi anche a Montréal. Rientra a Cincinnati ad agosto dopo circa 3 settimane. Poco dopo raggiunge la sua prima semifinale Slam agli Us Open.
Durante il terzo turno degli Australian Open vinto con Karen Khachanov, Berrettini accusa uno stiramento addominale. Due giorni dopo deve dare forfait prima degli ottavi contro Stefanos Tsitsipas. Rientra a Montecarlo ad aprile: purtroppo quel primo infortunio sarà l’inizio di un dramma sportivo che lo perseguiterà negli anni a venire. Per fortuna non in quell’estate del 2021, quando Berrettini arriva fino alla finale a Wimbledon, persa contro Novak Djokovic.
ATP Finals, Torino: per la prima volta c’è in campo un italiano, è Matteo Berrettini. Contro Alexander Zverev si ferma in lacrime per un nuovo problema addominale nella zona sinistra. È costretto a rinunciare al torneo, sostituito da Jannik Sinner. Torna ad allenarsi a dicembre e punta all’Australian Open: ci mette circa due mesi per tornare in forma, ma a Melbourne raggiunge subito la semifinale, sconfitto da Rafa Nadal.
Neanche il tempo di riprendersi dal secondo infortunio agli addominali che arriva un’altra brutta notizia: Berrettini rinuncia a Miami per un problema alla mano destra, deve sottoporsi a un intervento. Salta Montecarlo, Madrid, Roma e Roland Garros. Rientra a Stoccarda l’8 giugno 2022 e vince il torneo, dopo quasi tre mesi di stop.
Per Berrettini arriva subito dopo un’altra botta psicologica durissima. È appena rientrato, ha vinto Stoccarda e il Queen’s: è già uno dei favoriti per Wimbledon. Ma è costretto a rinunciare al torneo sull’erba londinese perché prima dell’esordio risulta positivo al Covid. Una beffa enorme.
È un periodo difficile. Berrettini si ritira contro Holger Rune nei quarti ad Acapulco, dopo aver mostrato un evidente problema al polpaccio destro. Rientra a Indian Wells pochi giorni dopo: circa una settimana.
Dopo aver battuto Francisco Cerundolo a Montecarlo, Berrettini rinuncia al match successivo con Holger Rune. Ha subito una lesione muscolare di secondo grado all’obliquo interno della fascia addominale. Salta di nuovo Madrid, Roma e Roland Garros. Rientra di nuovo sull’erba, a Stoccarda, dopo due mesi di stop.
Berrettini sta provando faticosamente a risalire in classifica, a ritrovare fiducia e condizione. Comincia gli Us Open molto carico, ma arriva un altro trauma: cade durante il match di secondo turno contro Arthur Rinderknech e si ritira. Il verdetto è durissimo: rottura di un legamento della caviglia destra. Chiude il 2023 in anticipo e non gioca più per diversi mesi,
Il rientro effettivo avviene a Phoenix nel marzo 2024, anche perché nel frattempo subentra un problema al piede alla vigilia degli Australian Open: Berrettini si ritira prima dell’esordio con Stefanos Tsitsipas. Rientra a Phoenix a marzo, raggiungendo la finale. Salterà comunque gran parte della stagione sulla terra rossa per una tonsillite e per una condizione ancora precaria.
A Tokyo Berrettini accusa il solito problema agli addominali: contro Arthur Fils vince il primo set, chiede il medical time-out e si ritira all’inizio del secondo. Torna nel circuito europeo indoor a ottobre, dopo circa un mese di stop. In tempo per ritrovare la condizioni e guadagnarsi la convocazione in Coppa Davis: vince l’Insalatiera a Malaga in coppia con Jannik Sinner.
L’incubo addominali torna nella primavera del 2025. A Madrid Berrettini si ferma contro Jack Draper per un fastidio, a Roma si ritira contro Casper Ruud per un problema all’obliquo destro. Poi rinuncia al Roland Garros. Rientra a Wimbledon, ma dopo il primo turno non gioca più fino all’autunno e salta anche lo US Open. Rientra a Hangzhou a settembre 2025. Si prepara di nuovo per la Coppa Davis, vinta ancora da protagonista insieme a Cobolli nella bolgia di Bologna.
Australian Open, Berrettini dà forfait prima del primo turno con Alex de Minaur per un nuovo fastidio agli obliqui, spiegando di non sentirsi in grado di reggere un match al meglio dei cinque set. Questa volta si ferma prima che la situazione possa costringerlo a fermarsi per diversi mesi.
Berrettini sembra rinascere al Roland Garros: vince anche un match al quinto set (contro Comesana) e torna ai quarti di uno Slam, come non gli capitava dagli Us Open 2022. Poi il nuovo dramma: è costretto al ritiro nel secondo set contro Arnaldi. In conferenza indicato l’anca come zona del problema, dicendo di non sapere ancora l’esatta diagnosi e di attendere gli esami. I tempi di recupero non sono ancora noti: la grande speranza è che possa esserci a Wimbledon. Soprattutto, che i suoi tormenti possano dargli finalmente una tregua.
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Tre italiani ai quarti di finale, due in semifinale, un finalista sarà azzurro a prescindere da come andrà. Il Roland Garros dell’Italia – nonostante il crollo di Jannik Sinner e l’assenza di Lorenzo Musetti – è stato un successo e ha regalato storie fantastiche. Dalla prima semifinale Slam di Cobolli – che affronta Arnaldi in semifinale – al ritorno di Berrettini (poi uscito in lacrime per un infortunio), fino all’exploit dello stesso Arnaldi. E proprio questi exploit hanno permesso a tutti e tre di migliorare notevolmente la loro posizione nel ranking Atp, che però – va precisato – sarà ufficiale da lunedì, da quando sarà finito il Roland Garros.
Partiamo proprio da Flavio Cobolli, che “vede” l’ingresso in top 10 ed è sicuro di diventare il numero due italiano, visto che Darderi e Musetti sono rispettivamente numero 17 e 18. Il tennista azzurro – se dovesse vincere la semifinale – sarà sicurissimo di essere al numero 10 del ranking Atp a partire da lunedì. Se dovesse perdere, dovrà sperare che Mensik non vinca il torneo. Il tennista ceco è infatti l’unico che al momento gli può togliere il numero 10 nella classifica Atp.
Balzo notevole anche quello di Matteo Arnaldi, che dopo un lungo infortunio al piede l’anno scorso, sta vivendo mesi da sogno e con la semifinale al Roland Garros guadagna almeno 70 posizioni, arrivando al numero 34 del ranking. Se dovesse vincere la semifinale, arriverebbe a ridosso della top 20. Buon risultato anche per Matteo Berrettini, che con i quarti nello Slam parigino fa un balzo di 57 posizioni e dopo esser stato fuori dalla top 100 per qualche settimana, rientra in top 50: sarà numero 48. Sinner perde 1250 punti, ma rimane saldamente in testa alla classifica, anche perché Alcaraz è ancora fermo per infortunio e gli altri sono distantissimi.
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