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Papa Leone ricevuto dai reali di Spagna: la regina Letizia in bianco, in nero le principesse Leonor e Sofia. La scelta dei vestiti e cosa dice il protocollo

6 June 2026 at 17:28

Papa Leone XIV è arrivato questa mattina a Madrid per la sua prima visita apostolica in Spagna. L’aereo di Ita Airways con a bordo il pontefice è atterrato alle 10:13, all’aeroporto Adolfo Suarez-Barajas, dando inizio a un viaggio di sei giorni, che porterà il Papa anche a Barcellona e alle Canarie. Dopo l’arrivo, il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Piero Pioppo, è salito a bordo per salutare il pontefice e la delegazione vaticana. Leone XIV ha quindi messo piede sul suolo spagnolo alle 10:33 dove lo aspettavano, ai piedi della scaletta, i sovrani spagnoli, il re Felipe XIV e Letizia.

Arrivato a Palazzo Reale, oltre al sovrano e alla sovrana, ad attendere il Pontefice c’erano anche le principesse, Leonor di Borbone, primogenita ed erede al trono, e Sofia di Borbone, detta anche l’Infanta.

Mentre la madre, la regina, indossava un abito bianco, le due principesse hanno accolto il Papa vestite di nero. Una scelta di outfit non casuale ma frutto del protocollo: la regina, infatti, ha potuto scegliere il bianco in virtù del cosiddetto “privilège du blanc”, privilegio del bianco, che permette a un ristretto numero di regine consorti cattoliche di indossare il bianco agli incontri ufficiali con il pontefice. Le due sorelle, invece, così come le altre donne eventualmente incontrate dal Papa, hanno dovuto indossare il nero come richiesto dal protocollo.

Il bianco, spiegano gli esperti, simboleggia purezza, distinzione e lo stretto legame storico tra la Corona e il Vaticano.

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Passeggeri di un volo partito da New York e diretto a Palma di Maiorca vedono il nome “BOMB” tra i dispositivi Bluetooth disponibili: scatta l’allarme e l’aereo torna indietro

6 June 2026 at 16:33

Può bastare il nome di un dispositivo Bluetooth per costringere un aereo a tornare indietro mentre sorvola l’Atlantico? A quanto pare sì. È quanto accaduto a un volo United Airlines partito da New York e diretto a Palma di Maiorca, in Spagna, costretto a invertire la rotta dopo che a bordo è comparso un dispositivo Bluetooth identificato con la parola “BOMB“.

Secondo quanto riportato da diversi media statunitensi, l’allarme è scattato quando alcuni passeggeri hanno notato tra i dispositivi disponibili per la connessione Bluetooth una rete con quel nome. L’equipaggio avrebbe chiesto più volte ai viaggiatori di disattivare Bluetooth e dispositivi elettronici nel tentativo di individuare l’origine del segnale, ma il problema non è stato risolto. A quel punto, dopo essersi consultati con il centro operativo della compagnia a Chicago, i piloti hanno deciso di rientrare a Newark per motivi di sicurezza.

Il Boeing 767 trasportava 190 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. Una volta atterrato, l’aereo è stato evacuato e sottoposto a controlli da parte delle autorità aeroportuali e delle forze dell’ordine. Tutti i viaggiatori sono stati nuovamente sottoposti alle procedure di sicurezza prima di poter ripartire diverse ore dopo.

Alla fine non è stato trovato alcun ordigno. Secondo le ricostruzioni circolate sui media americani, il dispositivo apparteneva a un ragazzo di 16 anni e sarebbe stato semplicemente rinominato “BOMB”. Resta da chiarire se si sia trattato di una bravata, di una provocazione o di una scelta fatta senza immaginare le conseguenze che avrebbe potuto avere in un contesto particolarmente sensibile come quello di un volo internazionale. Le autorità federali stanno comunque approfondendo l’accaduto.

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“Io e Silvio Berlusconi ci siamo amati in modo travolgente. Mi regalò cento rose ma non amava i fiori recisi, allora mi comprò un roseto. Io lo spiavo, una sera lo trovai a cena con alcune donne…”: parla Francesca Pascale

6 June 2026 at 15:59

“Quante gliene ho fatte passare. Lo spiavo, controllavo le lettere, i telefoni. Lui rideva, a tratti era lusingato dalla mia gelosia. Capitai una sera a casa sua senza avvisare e lo trovai a cena con alcune donne. Le cacciai tutte”: Francesca Pascale racconta il suo rapporto con Silvio Berlusconi e lo fa ospite di Storie al bivio Sera, nella puntata in onda martedì 9 giugno su RaiDue, ore 21:3o.

Quello con lo scomparso leader di Forza Italia, per Pascale è stato un amore impetuoso: “Io e il Presidente ci siamo amati in modo travolgente. Lui era molto passionale e io dimezzerei gli anni che mi restano da vivere per passare anche solo un giorno con Silvio. Mi ha coperto di doni e d’amore. Amo le moto e la mia prima Harley Davidson me la fece trovare sotto un albero di Natale. Mi disse: ‘non ho mai voluto comprare la moto ai miei figli per paura. A te l’ho donata, ma non ti do le chiavi’. Un’altra volta mi ha regalato 100 rose ma poi, siccome non amava i fiori recisi, la volta dopo mi comprò un roseto. L’ho amato con tutto il cuore, mi ha insegnato la vita e la politica”.

E quanto al matrimonio finito con Paola Turci, Pascale spiega: “Non sono mai stata propensa al matrimonio, le mie nozze (con Turci ndr) hanno stupito anche me. Sono state dettate più dal dolore per la morte di Silvio che dalla logica. Qui non si tratta di capire di chi è la colpa, nessuno ne ha. Ho vissuto in un vortice dopo la perdita di Silvio e la sofferenza ha dettato alcune scelte”.

Sul futuro in politica, lei che ora si occupa di investimenti immobiliari, è cauta: “Candidarmi io? Me lo ha chiesto il centro destra e anche Matteo Renzi, ma ho detto e dirò sempre ‘no’. Preferisco battermi con le mie associazioni per i diritti civili. Non bastano i finanziamenti al Gay Pride, il tema va affrontato da tutti i partiti perché riguarda la libertà di ognuno”. Poi una dichiarazione su Marina Berlusconi: “Le voglio molto bene. Faccio in modo di sentirla vicino quando posso. Mi piacerebbe che scendesse in campo, ma so bene che il papà non voleva e sono già contenta che lei e Piersilvio si interessino al partito”.

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“Stanno iniziando a cadere i capelli, è il momento di tagliarli”: Natalia Paragoni condivide con i follower le conseguenze della chemioterapia – Video

6 June 2026 at 15:42

Natalia Paragoni, dopo aver rivelato con un post sui social di aver ricevuto la diagnosi di un linfoma di Hodgkin durante l’ottavo mese di gravidanza, ha deciso di condividere con i suoi follower un momento difficile legato alla malattia e alla chemioterapia che ha iniziato subito dopo aver partorito la seconda figlia, avuta insieme ad Andrea Zelletta, Beatrice. L’influencer, attraverso due storie di Instagram, ha mostrato le prime perdite di capelli e il momento del taglio. I lunghi capelli hanno così lasciato il posto, per il momento, a un pratico caschetto.

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“Bisogna ritrovare la voglia di cucinare. La ‘cucina riscaldata o assemblata’ è diversa da quella ‘cucinata’. Il futuro? Gli insetti, sono convinto che presto li mangeremo anche qui”: così Alessandro Borghese

6 June 2026 at 14:18

“Mangiare qualcosa che ci piace, anche nella sua semplicità, è un lusso che possiamo concederci ogni giorno. Si parte innanzitutto dalla voglia di cucinare, che oggi abbiamo perso: corriamo da un impegno all’altro e finiamo per sottrarre tempo proprio alla cucina, mentre la tecnologia ci aiuta sempre di più a risparmiare fatica. La ‘cucina cucinata’ è tutt’altra cosa rispetto alla ‘cucina riscaldata’ o alla ‘cucina assemblata’”. Difficile essere in disaccordo con Alessandro Borghese.

Lo chef, racconta Leggo, ha partecipato alla Milano Health Week 2026, il festival europeo dedicato alla salute, alla prevenzione e all’innovazione. Lo ha fatto in un panel insieme alla dottoressa Valentina Vinelli, nutrizionista presso il Centro per la cura delle malattie metaboliche dell’Ospedale San Raffaele di Milano e direttrice dell’area nutrizione nel board scientifico di Robin Health.

Parlando della “voglia di cucinare che purtroppo abbiamo perso”, Borghese tocca un punto interessante: se da un lato siamo attratti da video social in cui persone preparano piatti di ogni tipo, dall’altro nelle nostre case si cucina sempre meno.

La conversazione si è poi spostata sulla necessità di adeguare lo stile alimentare non solo ai bisogni individuali, ma anche alle esigenze del Pianeta. “La nuova proteina sono gli insetti, presenti nelle tradizioni gastronomiche della maggior parte del mondo. È tutta una questione di abitudine: noi abbiamo una cultura gastronomica diversa e molti oggi storcono il naso, ma sono convinto che nei prossimi decenni il consumo di insetti verrà accettato dalle nuove generazioni anche in Italia”.

Mangeremo insetti? Chissà. Intanto Borghese invita a ripensare l’educazione alimentare partendo dalle scuole, “scegliendo con attenzione i pasti delle mense scolastiche e insegnando le ricette regionali. Per proteggere e diffondere il nostro straordinario patrimonio culturale bisogna partire proprio dall’informazione e dalla curiosità dei più piccoli, tra i banchi di scuola, perché poi siano loro a voler continuare la scoperta gastronomica anche a casa, cucinando con mamma e papà”.

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Francesca Michielin si sposa con il fidanzato Davide Spigarolo

6 June 2026 at 14:03

Francesca Michielin vive la sua rivoluzione, a cominciare dal punto di vista artistico con nuove canzoni che segnano un cambio di passo rispetto al passato e che il 12 giugno troveranno spazio in Magia Bianca, il suo nuovo album.

Ma per la cantautrice è un momento di scelte importanti anche nella vita privata perché presto sposerà il suo fidanzato Davide Spigarolo, 32 anni. Lui fa il preparatore atletico e stanno insieme dal 2022. Il Giornale ha avvistato le pubblicazioni di nozze a Bassano per lei e a Marostica per lui. Dunque, il fatidico sì è vicino.

Sul nuovo percorso musicale dopo la fine del rapporto professionale con la ex manager Marta Donà, ospite al podcast Non lo Faccio per Moda, Michielin aveva spiegato a Giulia Salemi: “Non mi sentivo più un’artigiana, mi sentivo un soldatino che faceva le cose che gli altri si aspettavano facessi, sentivo che ero in una sorta di trappola mentale che stava avendo ripercussioni sul mio fisico e sulla mia salute. Ho capito che dovevo tornare a divertirmi, oggi è diventato tutto estremamente performante ed estetico, ma dimentichiamo il fatto che, quando cantiamo, stiamo raccontando qualcosa al pubblico”.

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“Mia nonna era magnetica. Se era arrabbiata tagliava legna o beveva whisky. Anche gin, un vizietto passarole dalla regina madre d’Inghilterra”: il racconto di Emanuele Filiberto

6 June 2026 at 13:26

L’intervista è lunga, densa. L’occasione è il libro che ha scritto, La regina di Maggio. Gli ultimi giorni della Corona: i ricordi di mia nonna sulla fine della Monarchia e lui è Emanuele Filiberto di Savoia che si è raccontato a D La Repubblica.

Gli aneddoti sono moltissimi: “Se ripenso a lei (sua nonna, ndr), vedo quelle sue mani bellissime con le dita lunghe e affusolate, sempre in movimento, con grazia. Intrecciate attorno a una sigaretta, perché ha fumato fino alla fine dei suoi giorni. Era una donna magnetica. Quando andavamo a trovarla nel suo castello di Merlinge, alla domenica, o durante l’estate, passavo molto tempo con lei. Quando avevo circa 8 anni ha iniziato a portarmi con sé in passeggiata; dopo pranzo camminavamo e parlavamo, fino a raggiungere un cottage, una specie di capanno. Se era nervosa, si metteva a tagliare la legna, altrimenti sedeva, riposava e si versava un whisky. A volte un gin, vizietto che le aveva passato una sua buona amica, la regina madre del Regno Unito. È stata l’ultimo grande testimone di un periodo cruciale di casa Savoia, ho pensato fosse venuto il momento di restituirle qualcosa”.

Il libro, precisa Emanuele Filiberto, è dedicato alle sue figlie, “per renderle consapevoli della storia della nostra famiglia”. Al centro del racconto c’è però sua nonna Maria José e il modo in cui, tra le altre cose, “si confrontava con personaggi del calibro di Albert Einstein e Marie Curie”.

Nel racconto, Emanuele Filiberto ricorda Maria José come una donna “con una bella testa e non si faceva problemi a usarla. Difendeva le sue opinioni, esercitava il proprio senso critico. Non a caso Mussolini la ritenne fin da subito pericolosa, tanto da incaricare il capo della polizia di seguirla e intercettarla”. E la domanda arriva puntuale, sul perseverare di Maria José nell’indispettire il Duce, entrando “a passo spedito nel suo ufficio senza farsi annunciare”: “Questa storia, nonna me l’ha raccontata una domenica di settembre, quando a 12 anni mi ero ritrovato a discutere con mia madre Marina perché mi ero impuntato sull’acquisto di una nuova giacca per cominciare l’anno scolastico. Mio padre volle dire la sua, e nonna sentenziò: ‘Uguale a tuo nonno’. Umberto era un dandy e un esteta; sempre ben vestito, nutriva un’attenzione spasmodica per i dettagli e non voleva nulla di già fatto e già visto, incluso i gioielli che, se ereditati, faceva rifare o modificare. Con lo stesso spirito aveva deciso di disegnare lui stesso l’abito per la sua sposa“. Un abito così scomodo che sua nonna Maria José, dice Emanuele Filiberto, finì “per detestare”.

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Chiude lo Spirit de Milan, il locale della musica nel cuore della Bovisa costretto a lasciare gli spazi: “Fatto tutto il possibile per trovare una soluzione”

6 June 2026 at 13:21

Addio (o almeno arrivederci) allo Spirit de Milan. Il locale milanese, nel cuore del quartiere Bovisa, dopo oltre 10 anni di attività dovrà chiudere i battenti. La chiusura è dovuta alla scadenza del contratto di affitto degli spazi e alla mancata concessione di una proroga da parte della proprietà, come si legge in una nota diffusa sui social dal locale.

Lo Spirit era ospitato dal 2015 all’interno dell’ex stabilimento Cristallerie Livellara, proponendosi come uno dei più significativi esempi di recupero di archeologica industriale di Milano. Spettacoli, concerti, serate danzanti, ma anche un semplice luogo di incontro: lo Spirit nel tempo si è affermato come un punto di riferimento nel panorama culturale milanese con serate le più disparate, dal jazz ai balli nazionali, passando per “incontri ed eventi dedicati alla musica dal vivo e alle tradizioni popolari”.

Come spiegato nel post “nonostante le numerose interlocuzioni e le soluzioni prospettate per preservare l’attività, la proprietà ha evidenziato una mancanza di volontà nell’individuare un percorso condiviso che consenta di proseguire il progetto, anche solo in una fase transitoria”. Secondo il fondatore, Luca Locatelli, è stato fatto “tutto il possibile per trovare una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, portato un progetto convincente e al contempo in questi anni riqualificato uno spazio che a oggi sembra destinato a scomparire sotto le macerie”.

Nel comunicato vengono ripercorse anche le tappe della vicenda, sottolineando che la responsabilità è della proprietà degli spazi. “Nel giugno 2017 viene firmato un contratto di affitto di 6 anni + 6 anni. Nel dicembre 2020, in pieno secondo lockdown, viene notificata un’ingiunzione di sfratto per procura, e viene manifestata l’intenzione di vendere l’immobile occupato da Spirit de Milan a una società terza”, si legge ancora. A questo punto il locale fa valere le proprie ragioni “e il giudice non convalida lo sfratto”. Quindi “la proprietà comunica in seguito di non voler rinnovare il contratto per gli ulteriori 6 anni previsti”, si legge ancora, “adducendo un intervento di integrale ristrutturazione dell’area locata”. La questione arriva davanti a un giudice e viene conciliata.

Nel frattempo , “per favorire la continuità del progetto e per agevolare la vendita dell’immobile, Spirit de Milan presenta un primo interlocutore interessato all’acquisto, una solida società attiva a livello nazionale che ha l’intenzione di mantenere lo Spirit de Milan come attività prevalente. Dopo mesi di colloqui, la proprietà non prosegue le trattative”.

Anche più recentemente, si legge ancora, lo Spirit trova “un secondo acquirente, altrettanto solido e fortemente determinato, che dopo parecchi mesi di trattative, ad aprile presenta un preliminare di acquisto concordato, a cui però la proprietà smette di rispondere”. Fino a oggi, quando emerge che la proprietà “ha già una trattativa in fase avanzata con un altro soggetto terzo”.

Insomma per il locale milanese è la fine della sua esistenza. Almeno nella forma attuale, nel cuore del quartiere Bovisa. “Speriamo di potervi dare presto notizie su come e dove potremo proseguire questa avventura”, conclude il fondatore.

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“Domenica servivo anelli di cipolla fritti e cocktail ai tavoli, martedì ero sul red carpet. Faccio l’attore in un film attesissimo ma anche il cameriere, così mi mantengo”: la storia di Cameron Scott Roberts

6 June 2026 at 12:52

Domenica serviva onion rings e cocktail ai tavoli di un ristorante del West Village. Martedì era sul red carpet di Los Angeles accanto ad Anna Faris, Regina Hall e ai fratelli Wayans per la première mondiale del nuovo Scary Movie. E sabato? Sabato tornerà a fare il cameriere.

È la storia di Cameron Scott Roberts, 28 anni, attore e cameriere a New York, uno dei protagonisti del nuovo capitolo della celebre saga cinematografica. Una storia che negli Stati Uniti sta facendo riflettere molti perché racconta un aspetto non così glamour di Hollywood: anche chi recita in un film destinato a dominare il box office spesso continua a servire ai tavoli.

Roberts lavora da gennaio 2025 al Cecchi’s, ristorante molto frequentato del West Village. È lì che ha ricevuto la mail che gli annunciava il provino destinato a cambiargli la vita. “Eravamo tutti seduti a mangiare insieme quando ho letto la descrizione del personaggio”, racconta al New York Post. “C’era scritto: ‘Bello, ma in un modo che ricorda un serial killer’. Tutti i colleghi si sono messi a ridere e mi hanno detto: ‘Questa parte è tua’”.

Avevano ragione. Due settimane dopo Roberts era già ad Atlanta per oltre due mesi di riprese. Nel film interpreta il fidanzato della protagonista Sara, interpretata da Olivia Rose Keegan. Nonostante il debutto in una delle commedie più attese dell’anno, il giovane attore non ha alcuna intenzione di abbandonare il lavoro al ristorante. Anzi.

“Credo fortemente che gli attori dovrebbero fare i camerieri”, spiega. “Fa bene. Ti tiene con i piedi per terra. Ed è un ottimo modo per mantenersi mentre si fanno provini”. Una filosofia che sembra condivisa anche dal proprietario del locale, Michael Cecchi-Azzolina, ex attore teatrale e autore di un libro dedicato al mondo della ristorazione newyorkese. Roberts racconta di aver voluto lavorare proprio lì dopo aver letto il suo memoir.

Ora il nuovo Scary Movie punta a un esordio da decine di milioni di dollari al botteghino. Roberts però sembra avere una preoccupazione diversa: portare al cinema i colleghi del ristorante. “Li ho invitati tutti”, racconta. “E ho promesso che offrirò io i popcorn”.

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“Il mio cane è stato rapito, venduto a un ristorante e mangiato”: il dramma dell’influencer Guo e del border collie Chutou, star dei social

6 June 2026 at 12:27

Chutou aveva otto anni, era un Border Collie ed era una piccola star dei social cinesi: più di un milione e mezzo di follower su Douyin, la versione cinese di TikTok, dove compariva nei video del suo proprietario, il travel influencer Guo, durante viaggi tra montagne innevate, deserti e campeggi in giro per il Paese. Ora la sua storia è diventata un caso in Cina e ha riaperto il dibattito sulla tutela degli animali domestici.

Secondo quanto ricostruito dal South China Morning Post e ripreso da People, Chutou è scomparso l’11 maggio dai terreni della famiglia di Guo, nella provincia dello Henan, mentre il suo proprietario era impegnato in un viaggio in solitaria. A occuparsi del cane erano i genitori dell’influencer. Quando il padre di Guo si è accorto che Chutou non c’era più, la famiglia ha iniziato le ricerche e ha controllato le immagini delle telecamere di sorveglianza: nei filmati si vedrebbero due persone portarlo via su una bici elettrica.

Guo ha interrotto il viaggio ed è tornato in Cina per cercarlo. Dopo alcuni giorni è riuscito a rintracciare l’uomo che riteneva responsabile della scomparsa e gli ha offerto 10mila yuan, circa 1.500 dollari, pur di riavere indietro il cane. L’uomo ha sostenuto di averlo scambiato per un randagio, versione respinta dall’influencer: Chutou, infatti, indossava un collare e un localizzatore Gps e si trovava nei terreni della famiglia.

La vicenda ha avuto l’epilogo peggiore. Secondo i media asiatici, il cane sarebbe stato venduto per 180 yuan, poco più di 25 dollari, a un commerciante e poi finito in un ristorante e mangiato. Guo ha raccontato di aver cercato almeno di recuperare qualche resto dell’animale, senza riuscirci. A quel punto ha deciso di presentare denuncia e di portare avanti la battaglia per vie legali.

Il caso ha provocato indignazione sui social cinesi anche perché mette in luce un vuoto normativo: in Cina non esiste una legge nazionale specifica per la protezione degli animali da compagnia. Gli animali domestici vengono trattati soprattutto come proprietà e, secondo quanto spiegato da un legale al South China Morning Post, perché un caso di furto possa avere rilevanza penale è necessario stabilire il valore economico dell’animale. Guo sostiene che Chutou, per la sua notorietà, valesse molto più della cifra per cui sarebbe stato venduto.

In Cina non esiste neppure un divieto nazionale sul consumo di carne di cane, anche se dal 2020 i cani sono stati esclusi dal catalogo ufficiale degli animali da allevamento e alcune città, tra cui Shenzhen e Zhuhai, hanno vietato il consumo di cani e gatti.

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“In quel matrimonio sono stata truffata, derubata. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte”: Valeria Marini parla di Giovanni Cottone

6 June 2026 at 12:13

“Il giorno dopo (il matrimonio, ndr) è stato l’inizio della fine. Sembrava di stare in un film quando un personaggio si toglie la maschera. Non c’è mai più stato un secondo sereno: non abbiamo nemmeno fatto il viaggio di nozze perché tutto, improvvisamente, è cambiato. Sono cominciate le assenze, le bugie. Diceva che era da una parte ed era dall’altra. Io ero sempre sola, ma braccata”. Così Valeria Marini parlava del suo matrimonio con Giovanni Cottone in un’intervista rilasciata a Vanity Fair nel settembre 2016. E ancora oggi lo ricorda come “una delle esperienze più brutte della mia vita”.

Queste le parole della showgirl, ospite de La Volta Buona: “Sono stata truffata, derubata dei miei soldi. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte”. In studio con lei c’è anche la madre, Gianna Orrù, che racconta di aver subodorato che qualcosa non andava e di aver cercato di metterla in guardia: “La sera prima del matrimonio le ho detto chiaramente: ‘Sei ancora in tempo per dire di no’“.

Marini spiega però che, pur avendo delle brutte sensazioni, non se la sentì di annullare tutto: “È durato formalmente un anno, ma l’ho fatto annullare dalla Sacra Rota dopo appena quattro mesi. Mi ha derubata e truffata. E lui, alla fine, è stato anche arrestato“, dice facendo riferimento alle vicende giudiziarie che nel 2016 portarono l’imprenditore agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul crac della società Maxwork.

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“Il fotografo va a chiudere la porta e io gli chiedo perché. Lui dice ‘per essere più intimi’. Mi sono spaventata, gli ho sferrato un bel calcio… Ho capito quanto sia difficile sottrarsi per una ragazza”: Stefania Rocca si racconta

6 June 2026 at 11:47

Stefania Rocca ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, un’intervita densa a cominciare dall’attacco. L’attrice racconta di quando, 18enne, si trovò a fare un servizio fotografico a Milano: “Vedo il fotografo che va a chiudere la porta della stanza dove ci trovavamo. Gli chiedo: perché? Lui risponde: ‘Per essere più intimi’. Mi sono spaventata, gli ho sferrato un bel calcio, gli ho chiesto di aprire immediatamente la porta e me ne sono andata. Il giorno dopo, l’agenzia per la quale stavo facendo il servizio, mi ha fatto una lavata di testa perché ‘quell’intimo’, secondo loro, era soltanto per fare meglio le foto. Forse sarà stato anche così, ma la mia paura o il sesto senso, chi può dirlo, mi ha fatto reagire in quel modo e ho capito quanto possa essere difficile, per una ragazza, sottrarsi a situazioni simili“.

“Ribelle” e “anticonformista”, così si definisce l’attrice, ma anche “controcorrente, non mi lascio condizionare: i miei personaggi raccontano una loro diversità e una loro dignità” le sue parole, anche a proposito de La madre di Eva, “dal romanzo omonimo di Silvia Ferreri, dove si affrontava il tema della transizione di genere”.

E la chiacchierata è piena di aneddoti, come quello sul regista de Il talento di Mr. Ripley, Antony Minghella: “(…) In quel periodo stavo recitando a teatro Giovanna d’Arco e, per interpretarla, avevo dovuto rasarmi i capelli a zero: per me uno choc la testa rapata… ma anche per Minghella che, vedendomi, esclamò: ‘Sembri tutto fuorché un’italiana… sei troppo alta, troppo magra… sembri una tedesca!’. Io a quel punto non ci ho visto più e gli ho risposto arrabbiata: ‘Mi hai chiamato tu, che vuoi?’. Stavo per andarmene, ma lui mi ha fermato scusandosi. Cominciammo a leggere la sceneggiatura insieme”.

Prima di fare l’attrice, Rocca ha fatto un po’ di tutto, “dalla babysitter alla pony express, alla cameriera… e mentre frequentavo il liceo, ho lavorato per un po’ nello showroom che un certo Carlo Capasa gestiva a Milano”, dice riferendosi a suo marito che è anche l’attuale presidente della Camera della Moda italiana. Con Capasa, Rocca ha due figli, “Leone, che adesso ha 18 anni, e Zeno, 16” e quando le viene chiesto se sia una brava madre non ha dubbi: “Non ho mai creduto nelle madri perfette. È strano, ma sono i figli che ti fanno diventare madre, perché ogni volta che fai qualcosa, pensando di aver agito nel modo giusto, loro ti stravolgono. Io sono una mamma presente, nonostante i miei impegni lavorativi, e attenta…”.

Dal racconto di uno spot per i tortellini al pesto con Diego Abatantuono e per la regia di Gabriele Salvatores (che poi l’ha voluta nel suo Nirvana), al primo film come regista, L’ora di tutti, tratto dal romanzo di Maria Corti del 1962 sul sacco dei turchi a Otranto del 1480, Rocca si rammarica di una cosa: “A volte non chiedo, non è che ho paura di chiedere ma non mi piace essere invadente e, poi, mi rendo conto che invece potrebbe essere importante fare delle domande…”.

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“Belén ha tirato la baracca per anni, con una forza che non tutti hanno e a un certo punto ha ceduto. Non ha retto il peso, e non solo del successo…”: il racconto di Simona Ventura

6 June 2026 at 10:08

Non volevo scrivere questa newsletter. Ci ho pensato per giorni, ve lo dico onestamente. Ho visto tutti parlare di Belén (opinionisti, colleghi, gente che non l’ha mai incontrata) e mi sono detta: no. Non mi ci metto…”. Così Simona Ventura introduce un lungo racconto dedicato a Belén Rodriguez pubblicato sul suo profilo Substack. Un testo personale, scritto dopo i recenti episodi che hanno avuto come protagonista proprio la conduttrice argentina.

Ventura racconta di aver conosciuto Belén nel 2005 durante i provini per le ragazze di “Quelli che il calcio“. “Era appena arrivata dall’Argentina”, scrive, ricordando di essere rimasta colpita non solo dalla sua bellezza ma soprattutto dalla sua personalità: “Era frizzante, divertente, leggera… Aveva qualcosa che non si insegna e non si compra: piaceva anche alle donne. Quando una è così bella, di una bellezza davvero disarmante, spesso le altre si chiudono, si mettono sulla difensiva. Con Belén era diverso: le donne la guardavano e la amavano lo stesso. Quello era il vero segnale. Quella era la differenza”. Ventura racconta di aver voluto inserirla immediatamente nel cast del programma, salvo poi scoprire che la giovane modella non aveva ancora ottenuto il permesso di soggiorno necessario per lavorare regolarmente in Italia.

Qualche tempo dopo le due si sono rincontrate grazie all’agente Franchino Tuzio. In quell’occasione, racconta Ventura, Rodriguez le ha confidato di voler partecipare all’Isola dei Famosi per conquistare una propria indipendenza economica. “Vorrei avere una casa mia. Il mio fidanzato mi mette le valigie fuori ogni due per tre e io non so dove andare. Mi piacerebbe avere almeno una casa in affitto, ma tutta mia”, la risposta che convinse definitivamente la conduttrice a puntare su di lei.

Da lì è iniziata l’ascesa televisiva di Belén. Ventura ricorda il successo ottenuto dopo il reality e rivendica con orgoglio il ruolo avuto nel lancio della sua carriera. Nella newsletter racconta anche di averla aiutata durante il passaggio dalla Rai a Mediaset, quando la showgirl era ancora legata da un contratto con la tv pubblica.

La parte finale del racconto è dedicata invece al presente. Ventura dice di comprendere profondamente il momento attraversato da Rodriguez: “(…)Ha tirato la baracca per tanti anni, con una forza che non tutti hanno, e ad un certo punto ha ceduto. Non ha retto al peso. E il peso non era solo il successo, era anche qualcosa che nel 2008 non esisteva ancora: i social. Una pressione che non si spegne mai, che non ti dà tregua, nemmeno di notte. E lei, che dei social è stata una delle protagoniste più grandi, ha dovuto fare i conti anche con quello. Con la violenza verbale, con il giudizio continuo, con quella sensazione di essere sempre sotto una lente di ingrandimento. Così, certe volte ti ritrovi in un buco nero e non riesci a vedere l’uscita. Penso che abbia toccato il fondo più di una volta e penso anche che toccare il fondo sia, paradossalmente, l’unico modo per risalire davvero…”.

La chiusura, parole di grande affetto per Belén: “Speriamo che questa sia la volta buona per Belén. Io la penso, le voglio bene. E se mi legge, lo sa già”.

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“Non riuscite a guardare un’altra donna e a dire ‘guarda che bella’ e non ‘è rifatta’? Basta, veramente basta. Avete problemi con voi stessi”: lo sfogo di Katia Pedrotti

6 June 2026 at 09:37

“Sono un po’ di giorni che mi vengono scritti messaggi del tipo: ‘Non ci prendere per i fondelli, tu che sei tutta completamente rifatta‘”: inizia così lo sfogo di Katia Pedrotti, ex concorrente del Grande Fratello e oggi influencer.

Pedrotti è testimonial di prodotti di bellezza e anche promotrice di uno stile di vita che segue la via della naturalezza ma i leoni da tastiera non la lasciano in pace. Da qui, le sue parole sui social: “Io sono una persona estremamente sincera, diretta e serena per dirvi che un continuo mandare dei messaggi del genere nasconde un grossissimo disagio personale. Come potete sprecare tempo per scrivere ad un’altra donna che nemmeno conoscete una roba del genere? Una persona che va a dire ad un’altra donna una cosa del genere è perché ha degli evidenti problemi con se stessa”.

Pedrotti ha poi invitato gli haters a imparare a usare i social che non sono un luogo dove spargere livore: “Sprecate quel tempo per fare qualcosa, per costruirvi una personalità che sia differente, una personalità che vi dia l’agio di poter guardare un’altra donna, un altro uomo, una statua, un quadro e dire: ‘Guarda che bello!’, non ‘Bella, ma è rifatta”. Basta, veramente basta“.

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Denuncia la scomparsa dell’anziana madre, ma la sua versione non convince gli investigatori: poi la sconvolgente scoperta

5 June 2026 at 15:17

Per settimane avrebbe convissuto con il corpo della madre, per poi trasportarlo e abbandonarlo in un fiume nel tentativo di occultarne le tracce. È l’accusa rivolta a Joshua Cullen, 47 anni, arrestato in Florida nell’ambito di un’indagine avviata dopo la scomparsa della donna. Nei suoi confronti sono stati contestati i reati di negligenza verso una persona anziana e vilipendio di cadavere. A dare il via all’inchiesta è stata proprio la denuncia di scomparsa presentata dall’uomo. Agli agenti avrebbe raccontato di non avere più notizie della madre da mesi, sostenendo che, dopo un ricovero in ospedale a seguito di un ictus, la donna si fosse allontanata insieme a “un uomo ricco non identificato”. Una versione che avrebbe iniziato quasi subito a mostrare diverse incongruenze.

Approfondendo gli accertamenti, gli investigatori hanno scoperto che Cullen aveva avuto accesso ai conti correnti della madre e che nel frattempo avrebbe utilizzato parte del denaro per acquistare un camper. Non solo. All’interno della casa mancavano numerosi effetti personali della donna, compresi alcuni mobili e perfino il letto, circostanze che hanno contribuito ad aumentare i sospetti degli inquirenti.

La scoperta nel fiume

La svolta è arrivata mentre le ricerche della donna risultavano ancora ufficialmente aperte. Alcuni diportisti hanno segnalato alle autorità la presenza di un oggetto sospetto nelle acque del Peace River. Quando gli agenti sono intervenuti sul posto, hanno recuperato un tappeto legato con catene e appesantito da blocchi di cemento. All’interno c’erano resti umani. Gli esami effettuati dal medico legale hanno poi confermato che appartenevano proprio alla madre di Cullen.

Da quel momento l’attenzione degli investigatori si è concentrata interamente sul figlio. Attraverso le immagini delle telecamere e i sistemi di rilevamento targhe, gli agenti sono riusciti a ricostruire alcuni movimenti del quarantasettenne. In particolare, la sua auto sarebbe stata ripresa il 28 marzo mentre si dirigeva verso l‘area di Hunters Creek con una carriola fissata sul tetto del veicolo. Successivamente, gli investigatori hanno scoperto che una carriola era stata ritrovata proprio nei pressi del luogo in cui è stato recuperato il corpo. Un dettaglio considerato particolarmente importante nell’inchiesta e che avrebbe contribuito a collegare Cullen alla scena.

Le parole dello sceriffo

Commentando il caso, lo sceriffo Carmine Marceno ha parlato di una vicenda che ha assunto contorni sempre più inquietanti con il passare dei giorni. “Quella che era iniziata come un’indagine su una persona scomparsa ha presto rivelato una rete di bugie, inganni e uno scioccante disprezzo per la dignità umana”, ha dichiarato annunciando l’arresto del sospettato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna sarebbe morta all’interno dell’abitazione e il figlio avrebbe continuato a vivere lì per settimane prima di disfarsi del corpo: “Riteniamo che la donna sia morta in casa e che Cullen abbia continuato a vivere accanto al suo cadavere”, ha spiegato Marceno. Lo sceriffo non ha nascosto la propria indignazione, aggiungendo: “Questo spregevole individuo ha abbandonato la donna, lasciandola sola e abbandonata, mentre lui, egoisticamente, continuava la sua vita”. Le indagini proseguono e gli investigatori stanno continuando a raccogliere prove per chiarire ogni aspetto della vicenda. “Al termine, valuteremo se siano necessarie ulteriori accuse”, hanno fatto sapere le autorità.

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Morti tre cani al World Dog Show di Bologna: chiusi nel furgone per ore senza cibo e acqua. Due persone sono state denunciate per maltrattamento di animali

5 June 2026 at 15:15

Dovevano partecipare alle esposizioni canine del World Dog Show, l’importante manifestazione internazionale in corso presso il quartiere fieristico di Bologna fino a domenica, ma sono stati invece lasciati per ore rinchiusi in due furgoni, senza acqua né cibo. La notizia è stata riportata dall’edizione bolognese del quotidiano Il Resto del Carlino.

Un epilogo drammatico quello che ha coinvolto sei cani, vittime di quello che si configura come un grave caso di maltrattamento animale. Alla scoperta della situazione, uno degli animali era già privo di vita all’interno dei mezzi. Gli altri, in condizioni critiche, sono stati immediatamente trasportati presso una clinica veterinaria di Ozzano dell’Emilia, dove però altri due esemplari non hanno retto e sono deceduti nelle ore successive.

Le autorità competenti hanno provveduto a denunciare due espositori — un cittadino italiano e uno straniero, entrambi proprietari dei cani — con l’accusa di maltrattamento di animali.

A chiamare i militari sono stati gli stessi organizzatori della fiera: i furgoni, secondo quanto ricostruito, sono arrivati al mattino intorno alle 6.30 e sono stati parcheggiati nel cortile del distretto fieristico. I proprietari si sono allontanati lasciando nei container i cani. Dopo ore hanno riaperto le porte. I tre animali morti erano dei Drahtthaar, cani da ferma tedeschi.

Stefano Vaccari, deputato Dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera ha commentato: “La morte di tre cani lasciati all’interno di furgoni parcheggiati sotto il sole durante il World Dog Show di Bologna, organizzato dall’Enci, è un fatto sconvolgente e gravissimo, incompatibile con i principi di tutela animale che dovrebbero essere alla base di ogni manifestazione cinofila. Occorre accertare immediatamente tutte le responsabilità, individuali e organizzative, verificando eventuali omissioni nei controlli, carenze nei protocolli di sicurezza e nella vigilanza. Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Francesco Lollobrigida affinché riferisca urgentemente sull’accaduto, sulle iniziative che intende assumere e sul sistema di vigilanza esercitato nei confronti dell’Enci anche a tutela della maggioranza dei cinofili ed allevatori che si comportano in modo corretto”.

E ancora: “Chiederò inoltre al ministro per quale motivo continui a mantenere un atteggiamento di sostanziale inerzia nei confronti dell’Enci nonostante le vicende che negli ultimi mesi hanno coinvolto l’ente e che risultano all’attenzione delle procure. La morte di tre cani non può essere archiviata come una fatalità ma servono verità, responsabilità e misure immediate perché tragedie simili non si ripetano mai più”.

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Arrestato il pornostar Drake Von. La polizia: “Ha tentato di strangolare il suo compagno ed è anche accusato di violenza domestica”

5 June 2026 at 15:06

Il pornostar bisessuale 23enne Drake Von (vero nome Dawson Bacon) è stato arrestato a Las Vegas, martedì 2 giugno, con pesanti accuse. Come riporta il sito TMZ, le accuse sono di violenza domestica per strangolamento e coercizione con minaccia o uso della forza fisica e anche percosse in ambito domestico.

L’identità della presunta vittima non è stata resa pubblica. Von, figura nota nell’industria dell’intrattenimento per adulti grazie alle sue numerose collaborazioni e alla sua presenza online, si trova al centro di una vicenda che presenta ancora diversi elementi da chiarire. Alcune fonti riportano informazioni contrastanti riguardo all’identità del partner coinvolto nella vicenda.

Il pornostar ha respinto con fermezza tutte le accuse a suo carico. In dichiarazioni rilasciate all’agenzia TMZ, Von ha definito le accuse infondate, sostenendo che i fatti siano stati amplificati e distorti. L’uomo ha parlato di un “malinteso”, lasciando intendere che la vicenda avrebbe potuto avere una eco mediatica, e ha espresso la convinzione che le accuse vengano ritirate nel corso del procedimento.

Drake Von è anche noto per il suo legame con il fratello gemello, Silas Brooks. I due hanno inizialmente fatto il loro ingresso nel cinema per adulti insieme, poi il rapporto è diventato conflittuale fino alla separazione artistica e anche personale. Drake Von ha iniziato a realizzare contenuti per adulti poco dopo aver compiuto 18 anni ed è diventato particolarmente noto per aver recitato in film per adulti gay, nonostante in passato avesse avuto relazioni con donne e si fosse inizialmente definito eterosessuale. Bacon è particolarmente noto per la sua sfida di “1.000 uomini”.

Nella sua impresa poi diventata virale, Bacon intendeva filmarsi mentre aveva rapporti sessuali separati con 1.000 uomini diversi nell’arco di 24 ore. Prima del suo arresto, non era stata ancora confermata pubblicamente una data ufficiale per l’evento.

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“Rapito, ucciso e poi mangiato”: il cane influencer Chutou scompare nel nulla mentre il proprietario è all’estero, poi la scoperta choc

5 June 2026 at 14:53

Si chiamava Chutou ed era un Border Collie di otto anni diventato una piccola celebrità online. Con oltre 1,5 milioni di follower su Douyin, la versione cinese di TikTok, non era soltanto un animale domestico, ma un vero e proprio “compagno di viaggio digitale” seguito da una vasta community. Accanto al suo proprietario, conosciuto sui social come Guo, aveva attraversato la Cina raccontando una vita nomade fatta di paesaggi estremi, tende montate ovunque e lunghe giornate in viaggio. Negli ultimi giorni, però, la sua storia ha preso una piega drammatica che ha lasciato sotto shock il pubblico. Mentre Guo si trovava all’estero per un viaggio in solitaria, il cane era rimasto nella casa di famiglia, affidato al padre. È lì che, secondo quanto ricostruito, l’11 maggio Chutou sarebbe stato portato via da due persone riprese dalle telecamere di sicurezza. Le immagini mostrano i sospetti allontanarsi in bicicletta elettrica con il cane.

Dopo giorni di tentativi, Guo riesce a rintracciare un uomo che ritiene coinvolto nel furto e gli propone una somma di denaro per riavere il cane. L’uomo, però, sostiene di averlo trovato e di averlo seguito spontaneamente, una versione che non convince il proprietario, anche perché Chutou indossava collare e dispositivo GPS. Poco dopo arriva la notizia più dura da accettare: il cane sarebbe stato venduto a un ristorante per una cifra irrisoria e successivamente ucciso e consumato.

La battaglia legale di Guo

Il proprietario si è rivolto anche al personale del ristorante nella speranza di recuperare almeno qualche traccia del cane, ma avrebbe scoperto che non era rimasto nulla: anche il pelo sarebbe stato gettato via. A questo punto Guo ha deciso di procedere per vie legali, denunciando il caso alle autorità.

La situazione è complessa anche dal punto di vista giuridico: in Cina il furto è punibile solo oltre una certa soglia di valore economico, e stabilire quello di un animale domestico, soprattutto uno famoso sui social, non è semplice. Inoltre, il riconoscimento del danno emotivo non è sempre previsto in modo diretto.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla tutela degli animali da compagnia nel Paese. Pur essendo stati fatti alcuni passi avanti negli ultimi anni, come l’esclusione dei cani dal catalogo del bestiame in diverse aree urbane e alcuni divieti locali sul consumo di carne di cane e gatto, non esiste ancora una normativa nazionale univoca che protegga pienamente gli animali domestici. Sui social, intanto, migliaia di utenti hanno espresso rabbia e tristezza, ricordando i video di Chutou e la sua vita accanto al proprietario.

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Pollica, Baunei e Otranto: la classifica del “mare più bello” d’Italia e tutte le località premiate con le Cinque Vele 2026

5 June 2026 at 14:32

Pollica in provincia di Salerno, Baunei in provincia di Nuoro e Otranto in provincia di Lecce: è questo il podio delle migliori località marine per l’estate 2026. A decretarlo è la nuova guida “Il Mare più bello“, presentata a Venezia durante la Venice Climate Week 2026 da Legambiente e Touring Club Italiano in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. Il riconoscimento delle “Cinque Vele” sventola quest’anno su 30 località (20 marine e 10 lacustri) che si sono distinte per un turismo consapevole, una gestione sostenibile e per le soluzioni adottate in risposta all’attuale crisi climatica.

Dopo il terzetto di testa, la top ten delle destinazioni costiere prosegue confermando il predominio del Sud Italia. Le posizioni successive sono occupate da:

  • Domus De Maria (Sud Sardegna)
  • San Giovanni a Piro (Salerno)
  • Nardò (Lecce)
  • San Teodoro (Sassari)
  • Santa Teresa di Gallura (Sassari)
  • Cabras (Oristano)
  • Castiglione della Pescaia (Grosseto)

La classifica regionale: la Sardegna guida la costa

Analizzando i dati su scala regionale, la Sardegna guida la classifica nazionale vantando ben sei località a Cinque Vele. Sulla costa nordorientale figurano Posada e San Teodoro, a nord Santa Teresa di Gallura, a est Baunei e a sud Domus de Maria. Sulla costa occidentale il vessillo va a Cabras, nel Golfo di Oristano, che include l’area marina protetta della Penisola del Sinis e l’Isola di Mal di Ventre.

Segue la Puglia con cinque località: Nardò e Gallipoli nell’Alto Salento Ionico, Otranto e Melendugno nell’Alto Salento Adriatico, e Vieste come migliore località sul Gargano. La Toscana ottiene quattro riconoscimenti, tutti concentrati nella provincia di Grosseto: Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Capalbio e Isola del Giglio. La Campania si aggiudica tre località, tutte nel salernitano: Castellabate, Pollica-Acciaroli-Pioppi e San Giovanni a Piro. Chiudono la classifica marittima Liguria e Basilicata con una destinazione a testa, rispettivamente le Cinque Terre e Maratea.

I laghi: il Trentino-Alto Adige si conferma al vertice

Sul fronte delle acque dolci, il Lago di Molveno (Trento) primeggia nuovamente nella classifica 2026. Seguono il Lago del Mis (Belluno) in Veneto e il Lago di Monticolo (Bolzano). Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione al top del settore, piazzando tre laghi a Cinque Vele, tra cui anche il lago di Fiè.

Gli altri bacini lacustri premiati in Italia includono:

  • In Piemonte: il lago di Avigliana e Cannero Riviera sul lago Maggiore.
  • In Veneto: il lago di Santa Croce.
  • In Lombardia: Gardone Riviera e Toscolano Maderno sulla riva bresciana del lago di Garda.
  • In Abruzzo: il lago di Scanno (L’Aquila), che si conferma al settimo posto nel centro Italia.

Itinerari e adattamento alla crisi climatica

La guida del 2026 dedica una rubrica specifica, intitolata “Una vacanza a Cinque Vele”, alle località che stanno adattando la propria offerta turistica al cambiamento climatico, proponendo alternative alle sole spiagge. La sezione raccoglie 20 itinerari rivolti a chi cerca escursioni nell’entroterra e temperature più miti. Tra le proposte figurano il “sentiero dell’Infinito” (trekking ligure che collega Portovenere a Riomaggiore), il Giardino dei Tarocchi a Capalbio (opera scultorea di Niki de Saint Phalle) e la Riserva naturale Lago di Burano, indicata per il birdwatching. Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, analizza il fenomeno: “La crisi climatica, con temperature sempre più bollenti e l’aumento degli eventi meteo estremi sta ridisegnando anche la scelta delle vacanze. Le persone che amano andare in ferie al mare e al lago cercano sempre più luoghi di refrigerio, per questo è importante che le località e i territori mettano in campo proposte e soluzioni che vadano in questa direzione”. Ciafani sottolinea inoltre la necessità di “politiche efficaci e un lavoro di squadra che veda uniti politica nazionale e territoriale, cittadini, mondo delle imprese e amministratori”.

Sulla stessa linea Ottavio Di Brizzi, direttore editoriale del Touring Club Italiano: “In un momento in cui cambiamento climatico, erosione costiera e tutela della biodiversità sono temi sempre più urgenti, crediamo sia importante continuare a promuovere un modello turistico consapevole, capace di coniugare bellezza, rispetto dell’ambiente e valorizzazione delle comunità locali“. Durante la presentazione sono state assegnate anche quattro menzioni speciali ai sindaci di Spotorno, Custonaci, Bacoli e Jesolo per specifici interventi legati all’ampliamento delle spiagge libere, alla rivalutazione culturale, alla lotta contro le occupazioni abusive e all’adattamento climatico.

La tutela della biodiversità: tartarughe e fratini

La guida “Il Mare più bello” pone l’accento sulla biodiversità. Con l’innalzamento delle temperature, le tartarughe Caretta Caretta scelgono sempre più frequentemente le coste italiane per nidificare. I “Comuni amici delle tartarughe marine”, segnalati nella guida con un apposito simbolo, sono saliti a 124 nel 2026, rispetto ai 102 del 2025. Queste amministrazioni, firmatarie del protocollo nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest, adottano misure quali la pulizia delle spiagge, la riduzione dell’inquinamento luminoso e la formazione degli operatori per tutelare i nidi. La Campania detiene il primato regionale con 25 comuni aderenti, seguita da Calabria (19) e Puglia (16). Inoltre, il comune di Barletta è diventato il primo in Italia ad assumere il ruolo di “custode del fratino” firmando un protocollo d’intesa all’interno del progetto europeo Life Alexandro, finalizzato a proteggere questa specie di uccello (Anarhynchus alexandrinus) attraverso la riduzione del disturbo antropico e campagne di sensibilizzazione.

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Nonno scopre un biglietto vincente della Lotteria del valore di 50mila dollari nel suo camion, mesi dopo l’estrazione

5 June 2026 at 13:51

Un anziano residente di West Plains, nel Missouri in America, si è sorpreso quando ha scoperto che, nel vano portaoggetti del suo pick-up, c’era un biglietto della Lotteria Powerball del valore di 50mila dollari. Il vincitore ha dichiarato di voler condividere parte della sua fortuna con la famiglia, compresi i nipoti.

Il tagliando vincente giaceva lì da mesi, dimenticato dopo l’estrazione di febbraio, senza che il fortunato proprietario ne fosse a conoscenza. La scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale: l’uomo si trovava nello stesso punto vendita in cui aveva acquistato i biglietti quando ha deciso, finalmente, di verificarne i numeri. Solo in quel momento ha realizzato di aver guidato per mesi con una piccola fortuna custodita a bordo del suo veicolo.

“È stato uno di quei momenti in cui ho pensato: ‘Beh, probabilmente devo tirarli fuori dal vano portaoggetti del mio pick-up’ – ha dichiarato il giocatore, rimasto anonimo. Secondo un comunicato stampa del 26 maggio della Lotteria del Missouri, l’uomo mentre si è fermato a fare benzina, “ha deciso di scansionare uno dei biglietti nello stesso negozio dove lo aveva acquistato”, hanno riferito i funzionari della lotteria.

L’uomo ha detto di essere rimasto senza parole quando l’impiegato gli ha rivelato l’importo del premio a cinque cifre. “Non sapevo davvero cosa dire. Gioco da anni e questa è la vincita più grande che abbia mai avuto!“, ha affermato.

Poi un aneddoto divertente. Lo shock per l’inaspettata vincita è stata tale da distrarlo dal motivo per cui si era fermato: “Avevo già pagato la benzina e mi ero persino allontanato, dimenticandomi di fare rifornimento!”

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