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Gran Premio di Monaco – Antonelli “strappa” la pole a Verstappen: è il più giovane di sempre a partire in testa

6 June 2026 at 17:13

Andrea Kimi Antonelli conquista la pole position del Gran Premio di Monaco al termine di una sessione mozzafiato, strappando il miglior tempo all’ultimo respiro a Max Verstappen e confermando di essere il protagonista assoluto di questo inizio di stagione.

Sul circuito più iconico del mondiale, dove il coraggio vale spesso quanto la velocità, il pilota della Mercedes ha fermato il cronometro sull’1:12.051, centrando la quarta pole position della sua giovane e scintillante carriera e scrivendo un’altra pagina di storia. A soli 19 anni diventa infatti il più giovane poleman di sempre a Montecarlo, superando il precedente primato detenuto da Charles Leclerc, che aveva conquistato la pole nel Principato a 23 anni. Una prestazione costruita giro dopo giro e completata nel momento decisivo. Antonelli è riuscito a mettere insieme il settore perfetto proprio quando contava di più, beffando Verstappen per pochi millesimi e lasciando al terzo posto Lewis Hamilton con la Ferrari.

“È stato uno di quei giri in cui sono riuscito a mettere tutto insieme”, ha raccontato il bolognese subito dopo essere sceso dalla vettura. “La qualifica qui è una delle più intense dell’anno, devi sempre andare al limite e avvicinarti al muro. Avevo grande fiducia e sono molto felice”.

Parole che raccontano bene la difficoltà di una pista unica nel calendario, dove ogni errore si paga carissimo e dove servono precisione assoluta e sangue freddo. Qualità che Antonelli ha mostrato ancora una volta, confermando una maturità sorprendente per un pilota alla sua prima stagione da protagonista assoluto. La soddisfazione è ancora maggiore considerando le difficoltà incontrate dalla Mercedes nelle prove del venerdì. “Ieri abbiamo faticato, oggi siamo migliorati enormemente. Un enorme ringraziamento al team”, ha sottolineato il giovane italiano, che ha evidenziato il lavoro svolto dagli ingegneri per trasformare una macchina in difficoltà nella più veloce del sabato monegasco.

Alle sue spalle scatterà Max Verstappen. Il campione del mondo della Red Bull non ha nascosto una certa soddisfazione nonostante la pole sfuggita nel finale. “Se ieri mi avessero detto che sarei partito in prima fila avrei accettato subito”, ha ammesso l’olandese. “Abbiamo avuto delle difficoltà e quindi sono molto contento. Domani sarà importante la partenza perché queste macchine sono complicate da far scattare”. Verstappen sa bene che a Monaco la gara spesso si decide nei primi metri e nelle strategie. Alle sue spalle ci saranno infatti due rivali particolarmente pericolosi, a partire da Hamilton.

Il sette volte campione del mondo ha chiuso terzo una qualifica che lascia sentimenti contrastanti in casa Ferrari. Da una parte la soddisfazione per essere rimasti nella lotta per la pole fino all’ultimo tentativo, dall’altra la sensazione di aver perso qualcosa rispetto alle ottime indicazioni del venerdì. “Prima di tutto congratulazioni a Kimi, ha fatto un lavoro eccezionale e la sua prima pole qui è speciale”, ha detto il britannico. “Pensavo quasi di aver fatto la pole. Tra ieri e oggi abbiamo perso qualcosa e dobbiamo capire perché”.

Più amaro il bilancio per Charles Leclerc. Il monegasco, che davanti al pubblico di casa sperava di poter lottare per la prima posizione, ha dovuto accontentarsi del quarto posto, precedendo Hadjar e George Russell. Solo settima e ottava le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, una sorpresa negativa su un tracciato che sembrava poter esaltare le caratteristiche della monoposto britannica. Chiudono invece la griglia le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso.

“Ho avuto un problema specifico che ho dal Canada, di cui non entro nel dettaglio (ai freni, ndr), e sto facendo tantissima fatica. La soluzione c’è, ma per diverse ragioni non ho voluto provarla pensando di ritrovare la fiducia qui a Montecarlo – commenta Leclerc -È stata una combinazione di cose, c’erano 2-3 macchine davanti poi era il secondo giro sulla gomma e ho provato a dare più velocità. Stava andando bene io ce la metto tutta ma se non c’è fiducia nella macchina è troppo rischioso”, ha aggiunto il pilota monegasco in riferimento all’ultimo tentativo finito contro il muro. “La gara? La vedo molto difficile che domani ce la facciamo ad arrivare al livello di quelli davanti ma lo spero. Non parto battuto ma a Monaco è sempre più difficile che altrove“.

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MotoGp, Marquez domina la Sprint Race in Ungheria. Bezzecchi è terzo e allunga nella classifica generale

6 June 2026 at 14:54

Uno scatenato Marc Marquez domina e vince la gara Sprint del Gran Premio di Ungheria, valido per il Mondiale della MotoGp. Il pilota spagnolo della Ducati, reduce da una operazione alla spalla, ha fatto gara di testa dall’inizio alla fine partendo dalla pole position. Il solo che ha provato ad impensierirlo è stato il connazionale Pedro Acosta, su Ktm, che ha provato ad attaccarlo nei primi giri. Alla fine si è dovuto accontentare del secondo posto davanti al leader del Mondiale, Marco Bezzecchi, terzo con la sua Aprilia.

Bagnaia in difficoltà

In difficoltà Pecco Bagnaia solo nono con l’altra Ducati ufficiale davanti a Fabio Di Giannantonio con una Ducati del Team VR46. Per Marquez vittoria numero 16 nelle Sprint, la terza quest’anno. Complice anche il sesto posto del compagno di squadra Jorge Martin, Bezzecchi consolida il primato nella classifica del Mondiale portandosi a +20 sullo spagnolo. Domenica è in programma la gara lunga.

La nuova classifica mondiale della MotoGp

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F1 a Monaco, MotoGP in Ungheria: tutti gli orari del weekend dei motori | Dove vedere qualifiche e gare in tv

6 June 2026 at 06:53

Un fine settimana da non perdere per gli appassionati dei motori. Nel weekend del 6 e 7 giugno si accendono contemporaneamente i riflettori su Formula 1 e MotoGP, con due appuntamenti molto diversi ma ugualmente attesi. Da una parte il fascino senza tempo del Gran Premio di Monaco, tra le strade del Principato, uno degli eventi più iconici del calendario iridato di F1. Dall’altra il Motomondiale che fa tappa sul circuito di Balaton Park per il Gran Premio d’Ungheria.

Il minimo comun denominatore è l’attesa per i piloti italiani. Andrea Kimi Antonelli, leader della classifica di F1, deve respingere l’assalto dei rivali. Tra cui potrebbe inserirsi Charles Leclerc, che dopo il prolungamento con Ferrari sogna l’impresa nel Gp di casa. In testa alla MotoGp c’è invece Marco Bezzecchi, trionfatore al Mugello e pronto a cercare un altro trionfo in Ungheria in sella alla sua amata Aprilia. Ma le Ducati sono in crescita, con Fabio Di Giannantonio e anche con Pecco Bagnaia.

F1 GP Monaco, dove vederlo in tv e streaming

Il Gran Premio di Monaco, in programma sul circuito cittadino di Montecarlo domenica 7 giugno, verrà trasmesso in diretta da Sky su Sky Sport F1 (canale 207, anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su Now. Motori accesi nel weekend pure sul canale del digitale terrestre TV8, con le qualifiche di sabato e la gara di domenica (quest’ultima alle ore 18:30) che andranno in onda in chiaro in differita, sempre al tasto 8 del telecomando.

F1 GP Monaco: la programmazione tv

Di seguito gli orari tv del Gran Premio di Monaco 2026 da Montecarlo, con la programmazione televisiva completa.

Sky Sport F1, canale 207 (in mobilità con SkyGo) e in streaming su NOW – Diretta

Sabato 6 giugno 2026

  • 12:30-13:30 – F1 Prove Libere 3
  • 16:00-17:00 – F1 Qualifiche

Domenica 7 giugno 2026

  • 15:00 – F1 Gara (78 giri)

TV8 (in chiaro e in differita)

Sabato 6 giugno 2026

  • 19:00 – F1 Qualifiche (differita)

Domenica 7 giugno 2026

  • 18:30 – F1 Gara (78 giri, differita)

MotoGP GP Ungheria, dove vederlo in tv e streaming

Il Grand Prix d’Ungheria, in programma da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2026 sul circuito di Balaton Park, verrà trasmesso in diretta integrale da Sky su Sky Sport MotoGP (canale 208, anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su Now. Su TV8 live in chiaro a partire da sabato mattina, con le qualifiche e la gara Sprint delle ore 15. Al tasto 8 del telecomando la programmazione proseguirà nella giornata di domenica, con la trasmissione in differita delle gare di Moto3, Moto2 e MotoGP.

MotoGP GP Ungheria: la programmazione tv

Di seguito gli orari del Gran Premio d’Ungheria da Balaton Park, con la programmazione televisiva completa.

Sky Sport MotoGP (canale 208), Now e SkyGo – Diretta

Sabato 6 giugno 2026

  • 08:40-09:10 – Moto3 Prove Libere 2
  • 09:25-09:55 – Moto2 Prove Libere 2
  • 10:10-10:40 – MotoGP Prove Libere 2
  • 10:50-11:05 – MotoGP Qualifiche Q1
  • 11:15-11:30 – MotoGP Qualifiche Q2
  • 12:45-13:00 – Moto3 Qualifiche Q1
  • 13:10-13:25 – Moto3 Qualifiche Q2
  • 13:40-13:55 – Moto2 Qualifiche Q1
  • 14:05-14:20 – Moto2 Qualifiche Q2
  • 15:00 – MotoGP Sprint (13 giri)

Domenica 7 giugno 2026

  • 09:40-09:50 – MotoGP Warm Up
  • 11:00 – Moto3 Gara (20 giri)
  • 12:15 – Moto2 Gara (22 giri)
  • 14:00 – MotoGP Gara (26 giri)

TV8 (in chiaro, tra diretta e differita)

Sabato 6 giugno 2026

  • 10:50-11:05 – MotoGP Qualifiche Q1 (diretta)
  • 11:15-11:30 – MotoGP Qualifiche Q2 (diretta)
  • 12:45-13:00 – Moto3 Qualifiche Q1 (diretta)
  • 13:10-13:25 – Moto3 Qualifiche Q2 (diretta)
  • 13:40-13:55 – Moto2 Qualifiche Q1 (diretta)
  • 14:05-14:20 – Moto2 Qualifiche Q2 (diretta)
  • 15:00 – MotoGP Sprint (13 giri, diretta)

Domenica 7 giugno 2026

  • 13:00 – Moto3 Gara (differita)
  • 14:15 – Moto2 Gara (differita)
  • 16:00 – MotoGP Gara (differita)

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Sono entrato nella stanza del timekeeping in MotoGp. Ecco come funziona il cervellone del cronometro

6 June 2026 at 05:01

C’è un momento, in MotoGP, che dura meno di un battito di ciglia. Un lampo. Un soffio. Una frazione di secondo così piccola da sembrare irrilevante. Eppure può separare la gloria dall’oblio, la pole position dalla seconda fila, la vittoria da una sconfitta che brucia per anni.

Quando due moto tagliano il traguardo quasi affiancate a oltre 300 km/h, il pubblico vede un’esplosione di emozioni. I piloti sentono l’adrenalina. I team trattengono il respiro. Ma qualcuno deve stabilire la verità.

Quel qualcuno è Tissot, main sponsor della MotoGP e grazie all’azienda svizzera sono stato in un luogo segreto, aperto solo al personale che detiene un grande, ma silenzioso ed invisibile lavoro. Quel luogo è la stanza del Timekeeping. Il cronometraggio, detta in soldoni. Da anni il marchio svizzero è il cronometrista ufficiale della MotoGP e custodisce uno dei compiti più delicati dell’intero paddock: trasformare la velocità in numeri e l’emozione in dati certi. Perché in uno sport dove le moto sfiorano i 360 km/h e i distacchi si misurano in millesimi, il tempo non può essere soltanto contato. Deve essere catturato.

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Dietro ogni gara esiste infatti un mondo che gli spettatori non vedono mai. Una vera e propria carovana tecnologica che attraversa il pianeta seguendo il calendario del Motomondiale. Camion, server, antenne, telecamere, sensori e tecnici specializzati vengono trasportati da un circuito all’altro per ricostruire ogni volta un sistema di rilevazione completamente indipendente. Non importa se si corre al Mugello, a Phillip Island o a Motegi: Tissot installa il proprio ecosistema di cronometraggio da zero. Come?

Ogni moto della griglia possiede un transponder, una sorta di carta d’identità elettronica che trasmette continuamente un segnale alle antenne distribuite lungo il circuito. Quando il pilota passa davanti a uno dei sensori, il sistema registra la sua posizione e il tempo impiegato con una precisione quasi chirurgica.

Ma non basta. Perché la MotoGP è imprevedibile. È il regno dell’impossibile.

E allora, accanto al sistema principale, esiste sempre un esercito di riserva. Telecamere ad altissima velocità sorvegliano il traguardo pronte a immortalare il fotofinish. Se i dati non fossero sufficienti a determinare un vincitore, sono le immagini a raccontare chi ha davvero attraversato per primo la linea bianca.

Ed è qui che si apre un archivio storico di vittorie al fotofinish: Brno 1996, categoria 125cc, memorabile arrivo in volata tra Haruchika Aoki, Masaki Tokudome, Emilio Alzamora e Tomomi Manako, con i primi quattro racchiusi nello spazio di soli 0.05 secondi. Oppure la ben più famosa Estoril 2006, in MotoGP. Una delle volate più incredibili di sempre con Elias che beffa Valentino Rossi per appena 0.002 secondi. Quei 5 punti, a posteriori, saranno fondamentali per la vittoria del titolo mondiale di Nicky Hayden. Ma di esempi ce ne sono a decine.

Torniamo alla struttura: è una rete di sicurezza costruita per eliminare qualsiasi dubbio. Poi arrivano i computer. Milioni di informazioni scorrono attraverso software sofisticati che trasformano impulsi elettronici in classifiche, velocità massime, tempi sul giro, settori record, dati di accelerazione e statistiche che finiscono sugli schermi dei box, nelle cabine di commento e nelle televisioni di tutto il mondo.

Ogni numero che compare sul monitor di un team o sul televisore di casa nasce da questo gigantesco lavoro invisibile. Eppure, nel cuore di una tecnologia tanto avanzata, resta ancora spazio per l’uomo. Osservatori specializzati verificano continuamente che i dati corrispondano alla realtà. Se il sistema indica un pilota in testa, qualcuno controlla che sia davvero lui a guidare la corsa. Un ultimo filtro umano a protezione della precisione assoluta.

Durante il weekend operano circa undici professionisti dedicati esclusivamente al cronometraggio. Quando la bandiera a scacchi cala sul traguardo, il loro lavoro non finisce: inizia la distribuzione dell’enorme patrimonio statistico a squadre, televisioni, giornalisti e piattaforme digitali di tutto il mondo.

Perché in MotoGP il tempo non è soltanto una misura. È il millesimo che consegna una pole position. È il fotofinish che decide un Gran Premio. È il record sul giro che entra nella storia.

Mentre milioni di tifosi guardano i piloti sfidare i limiti dell’uomo e della macchina, questi professionisti combattono una battaglia diversa ma altrettanto importante: quella contro l’errore. Una sfida silenziosa, invisibile, che si gioca nell’arco di pochi millesimi che in MotoGp possono valere una carriera. Tutto questo avviene in questa stanza silenziosa dove nessuno può entrare.

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Charles Leclerc e il rischio di scegliere ancora Ferrari: un pilota amatissimo ma mai vincente

3 June 2026 at 14:11

Il rinnovo tra Charles Leclerc e Ferrari non è soltanto la conferma di un contratto. È una scelta di campo, quasi una dichiarazione di fedeltà sportiva in un momento in cui la Formula 1 tende sempre più a essere un gioco di equilibri precari, cicli tecnici e opportunità che si aprono e si chiudono rapidamente. Il monegasco resta a Maranello dopo otto stagioni in rosso, con un curriculum che racconta tanto talento quanto pazienza. Non aveva il bisogno di rinnovare subito, considerando che non era in scadenza, ma ha voluto lanciare un messaggio insieme al suo team: noi ci siamo e andiamo avanti insieme.

I numeri lo collocano già nella storia del Cavallino: è il secondo pilota Ferrari per gare disputate (176) e pole (27), dietro soltanto a Michael Schumacher. Eppure, il dato più significativo resta un altro: in tutto questo arco di tempo, eccezion fatta per la prima parte del Mondiale 2022 — anno del ritorno delle vetture a effetto suolo — il monegasco non ha mai avuto a disposizione una monoposto in grado di contendere un titolo mondiale fino alla fine alle rivali inglesi. Dopo aver fatto i conti nel 2019 con una Mercedes più costante, si è trovato nella fase della ricostruzione della Rossa e del ritardo in pista tra 2020 e 2021 — complice anche la penalità mascherata Fia per il caso “flussometro” — prima del dominio della Red Bull tra 2022 e 2024. Quindi, l’ascesa della McLaren nel 2025 e, con il nuovo e tanto discusso regolamento motori attuale, il ritorno della Mercedes e gli assoli di un Andrea Kimi Antonelli scatenato.

Scenari che, insomma, hanno spesso lasciato Leclerc in una posizione scomoda: veloce, incisivo, riconoscibile, ma raramente messo nelle condizioni di giocarsi davvero il Mondiale. È proprio in questo spazio tra potenziale e risultato che si inserisce la lettura più complessa della sua carriera. Per molti versi, Charles è diventato il volto più rappresentativo della Ferrari contemporanea: un pilota amato, centrale nel progetto, ma ancora in attesa del passaggio decisivo, della gioia finale. Una traiettoria che inevitabilmente richiama storie già viste a Maranello, come quella di Jean Alesi, rimasto nell’immaginario collettivo per il suo legame emotivo con il Cavallino, ma mai arrivato al titolo.

Negli ultimi anni, però, attorno al futuro del monegasco si sono moltiplicate anche le riflessioni e le ipotesi. I suoi dubbi, pronunciati a parole nella scorsa stagione, avevano aperto scenari interpretativi più ampi, alimentando l’idea che il prossimo grande bivio della carriera potesse arrivare dal 2027, magari nell’Aston Martin di Adrian Newey. Un’opzione che, almeno sulla carta, era stata accostata a un progetto ambizioso ma ancora in fase di costruzione. La realtà del presente, però, racconta di uno scenario molto diverso: il team di Silverstone ha sbagliato auto e paga un motore Honda in ritardo rispetto alla concorrenza, altri posti sul mercato non ce n’erano, per questo per Charles era meglio restare in Ferrari.

Rimanere a Maranello, per Leclerc, vuol dire continuare a scommettere su un progetto che, pur tra difficoltà e stagioni altalenanti, conserva una struttura tecnica consolidata e una storia sportiva unica. Una scelta che privilegia la continuità rispetto al rischio, la costruzione rispetto alla rottura. Resta però una sensazione di fondo che accompagna il rinnovo: quella di una carriera ancora sospesa tra ciò che è stato promesso e ciò che deve ancora arrivare. Il monegasco è ormai un pilota maturo, all’età raggiunta dei 28 anni, riconosciuto come uno dei talenti più puri della sua generazione, ma ancora senza il risultato che definisce davvero le leggende della F1. Il suo futuro, oggi, è nuovamente legato alla Ferrari. Ma il tempo, come sempre in questo sport, resta l’unico giudice definitivo. E la domanda che accompagna ogni scelta non cambia: basterà la fedeltà a colmare il vuoto di un titolo che continua a sfuggire?

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Il mio weekend al GP del Mugello: una festa unica. Peccato arrivi solo una volta l’anno

3 June 2026 at 10:00

Non è solo la vittoria storica di Marco Bezzecchi, o dell’Aprilia.
Non è solo la pole position storica del romagnolo, o la velocità record di Jorge Martin.
Non è solo la presenza straordinaria (più di 178 mila spettatori nel weekend di gara), o il calore che i tifosi sanno donare.
Non è soltanto la leggenda, che è più vera che mai, che al Mugello non si dorme.
Il fatto è che il Mugello, anche quest’anno, è un evento mistico, magico, che fonde e confonde il sacro e il profano. È una festa fatta di motori che vengono schiantati fino all’esaurimento, odori di brace, di miscela, di fiumi di birra e lacrime che invadono le colline toscane.

Dal 16 maggio 1976 – 50 anni fa – la leggenda del Mugello va avanti, imperterrita. Quando il Mugello entra nel Mondiale non ospita semplicemente una gara: apre un capitolo destinato a diventare iconico. Dalle vittorie dei grandi campioni degli anni Settanta e Ottanta fino ai duelli che accendono gli anni Novanta, il circuito toscano cresce insieme al motociclismo stesso. Poi arriva Valentino Rossi e tutto cambia. Con lui il Mugello diventa molto più di una pista: si trasforma in un rito collettivo, un luogo dove sport, passione e spettacolo si fondono. Le colline si colorano di giallo, i tifosi diventano protagonisti e il Gran Premio d’Italia si trasforma in una festa popolare unica al mondo, capace di raccontare generazioni intere attraverso il rombo di una moto.

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Da Rossi a Dovizioso, passando per Melandri, Simoncelli e Petrucci, il circuito toscano continua a raccontare storie italiane di talento e passione, diventando sempre più rosso Ducati grazie anche alle recentissime vittorie di Bagnaia, ma la storia cerca sempre un nuovo protagonista. Il rosso Ducati e il nero Aprilia si sfidano davanti a un pubblico che non ha mai smesso di sognare, mentre il Mugello resta ciò che è sempre stato: una cattedrale del motorsport e, allo stesso tempo, una festa senza fine. Tra musica, campeggi, notti sotto le stelle, incontri con i piloti e il tricolore che disegna il cielo, il Gran Premio d’Italia continua a essere molto più di una gara. È un rito, un’emozione condivisa, un appuntamento che ogni anno rinnova la propria leggenda. E quel rito, quell’emozione, quell’evento che per molti è unico, oggi hanno un volto e un nome: Marco Bezzecchi.

Nel paddock, sulle colline, in giro per le città puoi fermare piloti, addetti ai lavori, gente comune, semplici appassionati, ma alla domanda: qual è il circuito migliore del mondo, aspettati che ti dicano il Mugello. C’è la velocità, ci sono i sali e scendi, le curve di percorrenza, i cambi di direzione improvvisi, le grandi staccate che mettono alla prova i freni e le braccia. Non è solo una pista, è il Mugello. E basta così, peccato arrivi una volta sola all’anno.

Parliamo di numeri, ora. Vince Bezzecchi alla quarta vittoria in stagione, davanti al suo compagno di squadra che nel retro podio gli dice “te lo meriti, Marco”. Il distacco resta irrisorio, ma Bez ha 173 punti, Martin 156 e dietro Fabio Di Giannantonio (terzo nella Tissot Sprint, solo quinti la Domenica) a quota 134. Lo spagnolo è attento, furbo, caparbio. Sa come vincere alla lunga, lo ha già fatto nel 2024 quando senza essere il pilota più veloce in pista, riuscì a beffare Bagnaia grazie a 16 secondi posti e una costanza senza senso. Bezzecchi deve fare tesoro del fallimento di Pecco e non concedere mai una distrazione, mai un errore fatale, mai una disattenzione se vuole vincere questo titolo. Di certo, ciò che sembra da questa prima parte di stagione è che sia Aprilia a conquistare il titolo costruttori. La moto di Noale riesce a portare i suoi quattro piloti sempre a ottime performance. Al Mugello i piloti ufficiali arrivano primo e secondo, Ogura per un pelo non soffia il podio a Bagnaia e Raul Fernandez (questi ultimi appartenenti al team satellite Trackhouse) ha vinto la Tissot Sprint il sabato pomeriggio, peccato poi essersi perso il giorno successivo.

Questo fine settimana si andrà in Ungheria, poi Repubblica Ceca, Olanda e Germania. Sono queste le tappe che porteranno la MotoGP alla pausa estiva di quasi un mese. Difficile dire se sarà in queste cinque sfide che si potrà decidere il titolo, almeno da un punto di vista mediatico visto che per la matematica ci vorrà molto più tempo, considerando che mancano ancora undici gare dopo il rientro dalla pausa, praticamente un altro mini campionato. A Bez, per vincere, servono testa e velocità e un pizzico di fortuna.

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Leclerc rinnova il contratto con la Ferrari: “Abbiamo un obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello”

3 June 2026 at 08:06

Charles Leclerc e la Ferrari ancora insieme. Per molti anni. Ad annunciarlo è stata la stessa scuderia di Maranello, che ha comunicato ufficialmente il rinnovopluriennalecon il campione monegasco sul proprio sito: “La scuderia Ferrari HP annuncia il rinnovo dell’accordo con Charles Leclerc, che continuerà a vestire i colori della squadra nelle prossime stagioni del Campionato del Mondo di Formula 1“. Soddisfatto dell’accordo anche lo stesso Leclerc: “Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello“.

“Il legame tra Charles e Ferrari è iniziato molto prima del suo debutto in Formula 1. Entrato a far parte della Ferrari Driver Academy nel 2016, la Scuderia è sempre stata al centro della carriera del pilota monegasco: dalla conquista del titolo di Formula 2 nel 2017 al debutto in Formula 1 l’anno successivo, fino all’ingresso in Scuderia Ferrari nel 2019″, si legge nella nota diffusa dalla Ferrari. “Da allora, Charles è diventato una figura centrale all’interno del team, distinguendosi per velocità, talento e spirito competitivo. Nel corso degli anni ha regalato ai tifosi Ferrari vittorie memorabili, pole position e podi, diventando una parte sempre più importante della storia della Scuderia. A soli 28 anni è già il secondo pilota Ferrari con il maggior numero di presenze in Formula 1 e occupa anche il secondo posto nella classifica delle pole position, dietro soltanto a Michael Schumacher. Al di là dei risultati, Charles ha costruito un rapporto speciale con la squadra e con i tifosi di tutto il mondo, condividendo le ambizioni della Scuderia, un forte senso di appartenenza e una costante voglia di migliorarsi”.

All’interno del comunicato anche delle dichiarazioni dello stesso pilota monegasco, che nel corso degli anni – pur non vincendo mai il Mondiale – ha comunque entusiasmato i tifosi della scuderia di Maranello. Leclerc infatti tra i diversi risultati conquistati anche in annate difficili, ha vinto due volte il Gp di Monza. Una nel 2019 e una nel 2o24: “Non potrei essere più felice di continuare questo percorso con Scuderia Ferrari HP – ha detto Leclerc -. Per me è sempre stata molto più di una semplice squadra. È il team che ho amato e di cui ho sognato di far parte fin da bambino e, dopo tutti questi anni, è diventato una seconda famiglia. Insieme abbiamo condiviso momenti incredibili e altri più difficili, ma credo in questa squadra più che mai e sono profondamente grato di poter continuare a lottare fianco a fianco verso il nostro obiettivo comune: riportare il titolo mondiale a Maranello. Essere un pilota Ferrari è un sogno, ma è anche una responsabilità che non do mai per scontata. Continuerò a dare tutto me stesso per riportare questa squadra dove merita di stare, al vertice, per tutti coloro che lavorano a Maranello e soprattutto per i tifosi, la cui passione è il cuore pulsante di questa Scuderia”.

Per Leclerc – quella attuale – è l’ottava stagione consecutiva in Formula 1 alla guida della Rossa. Il punto più alto della sua esperienza è quello del 2022, quando Leclerc chiuse il Mondiale piloti al secondo posto. “Charles fa parte della famiglia Ferrari da molti anni ormai e questo rinnovo ci sembra qualcosa di assolutamente naturale – è stato invece il commento della scuderia di Maranello -. In queste stagioni lo abbiamo visto crescere fino a diventare non solo uno dei piloti più forti della Formula 1, ma anche una persona perfettamente in sintonia con la squadra e con tutto ciò che Ferrari rappresenta. Apprezziamo il suo talento, amiamo la sua determinazione e il modo in cui affronta ogni giorno insieme alle persone della Scuderia, sia in pista sia fuori. Sappiamo quanto questo progetto significhi per lui e siamo felici di continuare a lavorare verso i nostri obiettivi comuni“.

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