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Spremuta fino all’osso dal circuito delle corse, rinasce grazie al coniglietto di peluche rosa: la storia della levriera Poppy
Per anni è stata allevata per correre. Nel circuito delle corse dei levrieri, migliaia di cani vengono selezionati fin da cuccioli con un unico obiettivo: diventare i più veloci. Quando la loro “carriera” finisce, molti si ritrovano senza una destinazione certa. È da questo mondo che arriva la storia di Poppy, una levriera australiana che, dopo decine di gare e diverse cucciolate, ha trovato una seconda possibilità grazie all’adozione. Ma il passaggio dalla pista al divano non è stato immediato. Quando la levriera è stata adottata dalla sua nuova famiglia in Australia, le prime settimane sono state difficili. Di notte si svegliava, si aggirava per casa e piangeva. Un comportamento che ha subito fatto capire ai suoi adottanti quanto il passato fosse ancora presente.
“Per le prime due settimane si svegliava durante la notte e girava per casa piangendo. Ci spezzava il cuore pensare a quanto dovesse sentirsi triste e confusa”, ha raccontato la proprietaria Emma. La famiglia ha quindi provato a offrirle un piccolo punto di riferimento: un morbido coniglietto di peluche rosa. Quello che sembrava un semplice giocattolo si è trasformato in qualcosa di molto più importante. Poppy ha iniziato a portarlo con sé durante il riposo, stringendolo sotto la zampa e trattandolo con una delicatezza riservata a nessun altro oggetto.
Con gli altri giochi si comportava come qualsiasi cane curioso e vivace. Con quel coniglietto, invece, il rapporto era diverso. Non lo scuoteva, non lo mordicchiava, non lo lanciava in aria. Lo custodiva. Con il passare del tempo, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. “Dopo un paio di mesi, ha iniziato a mostrare segni di sentirsi al sicuro e rilassata. Il coniglietto rosa ha iniziato a diventare meno importante”, ha spiegato Emma. A distanza di diciotto mesi dall’adozione, Poppy è ormai un cane completamente diverso. Le paure che la accompagnavano nelle prime settimane hanno lasciato il posto a una quotidianità fatta di affetto, gioco e tranquillità: “È sicura di sé, giocherellona, felice, un po’ impertinente e super affettuosa e amorevole. Il coniglietto rosa è sempre vicino al suo letto e a volte la sorprendo con la testa appoggiata accanto a lui”, racconta ancora la proprietaria.
Una seconda possibilità
Dietro questa rinascita c’è però una storia che riaccende i riflettori sul destino di molti levrieri impiegati nelle competizioni. Prima dell’adozione, Poppy aveva partecipato a 53 gare ed era stata utilizzata anche per la riproduzione, dando alla luce tre cucciolate. Secondo le associazioni che si occupano di tutela animale, ogni anno migliaia di levrieri vengono allevati con la speranza di ottenere il campione perfetto. Non tutti, però, trovano una sistemazione una volta terminata la carriera sportiva.
Emma si è avvicinata a questa razza quasi per caso, dopo aver conosciuto il cane di un vicino: “Mi sono resa conto molto rapidamente di quanto fossero gentili e dolci. Poi ho scoperto quanti venivano scartati dopo la loro carriera nelle corse e che semplicemente non c’erano abbastanza case per tutti loro. È stato questo il motivo che mi ha spinto ad adottare un levriero”. Una scelta che ha cambiato due vite: quella della cagnolina e quella della famiglia che l’ha accolta.
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- “Ci sono i pazzi che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e gli altri pazzi che invitano a non vaccinare gli animali”: la rabbia di Burioni
“Ci sono i pazzi che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e gli altri pazzi che invitano a non vaccinare gli animali”: la rabbia di Burioni
“Ci sono quelli che hanno portato illegalmente in Italia un cane con la rabbia e quelli che invitano a non vaccinare gli animali: sono due categorie di pazzi”. Roberto Burioni interviene così sul caso del cucciolo proveniente dal Marocco e risultato positivo alla rabbia, una vicenda che negli ultimi giorni ha riacceso il dibattito sui vaccini anche nel mondo degli animali domestici. Come riporta il Corriere della Sera, il virologo ha affidato il suo sfogo ai social dopo che, accanto alle notizie sull’animale arrivato in Veneto e poi morto, sono comparsi online numerosi messaggi contrari alla vaccinazione antirabbica di cani e gatti.
“La situazione, già molto pericolosa a causa di questi pazzi che hanno riportato illegalmente in Italia un cane e con esso la rabbia che da molti anni nel nostro Paese non c’è più, viene aggravata da una seconda categoria di pazzi che non vogliono vaccinare i loro animali domestici“, ha scritto Burioni. Il riferimento è ai gruppi che in queste ore stanno contestando le campagne vaccinali rivolte agli animali, sostenendo che sarebbero inutili o addirittura dannose. Una posizione respinta dal mondo scientifico e anche dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che ha definito la vaccinazione antirabbica “l’azione più efficace e sicura per proteggere cani, gatti e persone”.
I veterinari hanno inoltre ricordato che l’Italia è tornata ufficialmente indenne dalla rabbia oltre dieci anni fa grazie a una lunga attività di prevenzione e controllo sanitario. Per questo invitano a prestare particolare attenzione all’importazione di animali provenienti da Paesi dove la malattia è ancora diffusa e a rispettare tutte le procedure previste. “L’indennità sanitaria è una dura conquista“, sottolinea l’associazione, che raccomanda di informarsi sempre sullo stato sanitario dei Paesi da cui provengono gli animali e di non sottovalutare una malattia che, una volta manifestatasi, è quasi sempre mortale.
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PL lidera divisão do fundo eleitoral e receberá R$ 881,6 milhões
O TSE (Tribunal Superior Eleitoral) divulgou nesta quarta (3) a divisão dos valores do fundo eleitoral de financiamento de campanha. Ao todo, cerca de R$ 4,9 bilhões serão distribuídos entre 30 partidos.
A divisão considera a representatividade dos partidos no Congresso e o desempenho nas últimas eleições. Como PL e PT elegeram as maiores bancadas na Câmara e Senado, recebem mais recursos.
Veja quanto cada partido vai receber
o PL: R$ 881.657.477,34
o PT: R$ 615.367.980,20
o União Brasil: R$ 526.242.858,11
o PSD: R$ 421.008.404,89
o PP: R$ 417.067.738,40
o MDB: R$ 400.002.399,99
o Republicanos – R$ 348.587.815,77
o Podemos: R$ 245.969.763,68
o PDT: R$ 169.285.643,92
o PSB: R$ 152.252.956,07
o PSDB: R$ 147.895.172,40
o PSOL: R$ 131.506.284,42
o Solidariedade: R$ 88.526.669,83
o Avante: R$ 72.516.777,19
o PRD: R$ 71.819.227,37
o Cidadania: R$ 60.714.157,11
o PCdoB: R$ 60.531.914,25
o PV: R$ 45.183.873,26
o Novo: R$ 37.044.203,26
o Rede: R$ 35.803.821,03
o Agir: R$ 3.307.679,85
o DC: R$ 3.307.679,85
o Democrata: R$ 3.307.679,85
o Missão: R$ 3.307.679,85
o Mobiliza: R$ 3.307.679,85
o PCB: R$ 3.307.679,85
o PCO: R$ 3.307.679,85
o PRTB: R$ 3.307.679,85
o PSTU: R$ 3.307.679,85
o UP: R$ 3.307.679,85
Recursos podem ser usados em despesas de campanha
Os valores podem ser utilizados para despesas relacionadas à campanha. Gastos incluem produção de material gráfico, impulsionamento de conteúdo na internet, contratação de pessoal, aluguel de espaços para eventos, transporte e serviços de comunicação. (UOL/FOLHAPRESS)
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Tiago Fernandes deixa comando técnico do Portimonense
Tiago Fernandes deixou de ser treinador do Portimonense, anunciou o clube algarvio nas redes sociais, agradecendo o trabalho do técnico que conseguiu alcançar, na última jornada, a manutenção na II Liga.
Num post publicado na manhã desta quinta-feira, 4 de Junho, a SAD do Portimonense reconhece a «liderança, profissionalismo e compromisso» de Tiago Fernandes ao longa da época.
«Depois de uma época marcada por desafios, dedicação e entrega diária ao serviço do Portimonense, chega o momento de agradecer a quem esteve na linha da frente desta caminhada», lê-se.
Com Tiago Fernandes, saem também Vítor Afonso e Vasco Silva (adjuntos), preparadores físicos (Diogo Carvalho e Ricardo Cavaco) e Rafael Diogo (analista).
O agora antigo técnico do Portimonense tem sido apontado como possível substituto de Tiago Margarido no comando do Nacional (I Liga).
Em relação ao sucessor de Tiago Fernandes, o jornal Record noticiou que Alex Costa, que subiu o Amarante à II Liga, pode ser o nome escolhido.
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- Come leggere la busta paga dopo le modifiche all’Irpef. La guida alle voci, dall’imponibile alla retribuzione netta
Come leggere la busta paga dopo le modifiche all’Irpef. La guida alle voci, dall’imponibile alla retribuzione netta
Leggere la busta paga nel 2026 non è più una semplice operazione di routine, ma richiede un occhio attento alle novità strutturali introdotte dall’ultima Legge di Bilancio. Il panorama fiscale ha subito una metamorfosi significativa, dove la riforma degli scaglioni Irpef e le nuove agevolazioni per i redditi medi hanno ridisegnato il confine tra lordo e netto.
Per decifrare correttamente il proprio cedolino, è fondamentale capire che il processo di tassazione non parte mai dalla retribuzione lorda totale, ma da un valore intermedio definito imponibile fiscale. Questo importo si ottiene sottraendo immediatamente dal lordo i contributi previdenziali a carico del lavoratore, poiché lo Stato sceglie di non tassare la quota destinata alla futura pensione. Solo una volta “ripulito” il lordo da questi oneri previdenziali, si ottiene la base reale su cui viene calcolato il prelievo fiscale.
Le nuove aliquote Irpef in busta paga
L’elemento centrale della lettura della busta paga è il funzionamento progressivo dei tre scaglioni Irpef, che agiscono come una serie di gradini successivi. Sulla prima porzione di reddito, quella che va da zero a 28.000 euro, viene applicata l’aliquota del 23%, determinando un’imposta fissa massima di 6.440 euro per chi raggiunge pienamente tale soglia.
La vera novità del 2026 si manifesta sul secondo gradino: se il reddito imponibile si colloca tra i 28.001 e i 50.000 euro, la parte eccedente i primi 28.000 viene tassata con la nuova aliquota ridotta al 33%. Questo ritocco verso il basso rispetto al precedente 35% rappresenta un vantaggio diretto per il ceto medio, poiché permette di trattenere una percentuale maggiore di guadagno rispetto al passato. Infine, solo per le retribuzioni che superano il tetto dei 50.000 euro, si attiva l’ultimo scaglione del 43%, il quale colpisce esclusivamente la parte di reddito che “sconfina” oltre tale limite.
Questo meccanismo a compartimenti stagni è ciò che garantisce che un aumento di stipendio si traduca sempre in un vantaggio reale, impedendo che l’aliquota più alta torni indietro a colpire i guadagni dei gradini inferiori. Il risultato di questa somma di percentuali rappresenta l’Irpef lorda, ovvero il debito teorico verso il fisco.
Tuttavia, per arrivare al netto finale che “resta in tasca”, bisogna considerare l’ultimo passaggio fondamentale: la sottrazione delle detrazioni fiscali. Queste includono gli sconti per il lavoro dipendente, i carichi di famiglia o i nuovi bonus legati al taglio del cuneo fiscale, che operano riducendo l’imposta lorda fino a determinare l’Irpef netta, ovvero l’effettiva trattenuta che compare nella parte finale della busta paga. Capire questi ingranaggi è l’unico modo per avere il pieno controllo della propria situazione finanziaria e comprendere il reale valore del proprio lavoro.
Trattamento integrativo (ex bonus Renzi)
Altro importante elemento determinante per la composizione del netto in busta paga nel 2026 è il trattamento integrativo, erede del bonus Renzi. Questa voce si presenta come un sostegno diretto ai redditi minimi, ma la sua lettura nel cedolino richiede attenzione poiché segue regole di spettanza molto specifiche.
La condizione primaria è il limite reddituale: il beneficio di 1.200 euro annui – erogato solitamente in quote mensili da 100 euro – spetta infatti solo a chi non supera la soglia dei 15.000 euro di reddito complessivo. Al di sopra di questo tetto, il bonus decade completamente, lasciando spazio ad altre forme di detrazione previste per gli scaglioni successivi.
Tuttavia, il solo parametro del reddito non basta a garantirne l’accredito; è necessario superare anche il test della capienza fiscale. Il meccanismo prevede infatti che l’imposta lorda generata dallo stipendio debba essere superiore alla detrazione spettante per il lavoro dipendente. In termini pratici, se le detrazioni fiscali fossero così elevate da azzerare totalmente l’imposta dovuta, il lavoratore verrebbe classificato come “incapiente“: in questa situazione, non avendo tasse da pagare, non si avrebbe diritto al bonus, che nasce proprio per alleggerire un carico fiscale effettivamente esistente.
Questa distinzione tecnica è fondamentale per capire perché, a parità di stipendio lordo, un lavoratore potrebbe vedere o meno i 100 euro aggiuntivi nel proprio netto. Il trattamento integrativo segna quindi un confine netto nel sistema fiscale: agisce come un’iniezione di liquidità diretta per la fascia di reddito più bassa, mentre per chi supera i 15.000 euro il beneficio viene assorbito e sostituito dal nuovo sistema di detrazioni e taglio del cuneo fiscale, che operano in modo diverso sulla struttura della busta paga.
Il taglio del cuneo fiscale (meccanismo a due fasi)
Il nuovo meccanismo del taglio del cuneo fiscale per il 2026 rappresenta l’ultimo grande motore che spinge il netto verso l’alto, ma lo fa con una struttura a due velocità che cambia radicalmente a seconda che si superi o meno la soglia dei 20.000 euro.
Per i lavoratori che si collocano al di sotto di questa cifra, l’agevolazione non agisce sulle tasse, ma si configura come un vero e proprio bonus integrativo: una somma netta aggiuntiva che può arrivare fino a 960 euro annui (circa 80 euro al mese). Questo importo è vantaggioso perché è “pulito”, ovvero non concorre alla formazione del reddito tassabile, andando a incrementare direttamente il potere d’acquisto senza generare ulteriori prelievi fiscali.
La lettura della busta paga diventa però più tecnica quando il reddito si muove nella fascia compresa tra i 20.000 e i 40.000 euro. In questo intervallo, l’agevolazione cambia natura giuridica: il bonus diretto sparisce e viene sostituito da una detrazione fiscale specifica. Questo passaggio è stato studiato per eliminare il rischio del cosiddetto “scalone”, ovvero quella situazione paradossale in cui un piccolo aumento di stipendio lordo porterebbe a una perdita netta a causa della scomparsa improvvisa dei benefici. Per evitarlo, la detrazione è strutturata per essere decrescente: lo sconto sulle tasse è massimo per chi si trova appena sopra i 20.000 euro e diminuisce gradualmente man mano che il reddito sale verso i 40.000 euro, garantendo una transizione fluida e proporzionata.
L’impatto finale di questo sistema si riflette direttamente nel calcolo dell’Irpef netta. Queste nuove detrazioni specifiche per il cuneo fiscale non sostituiscono quelle ordinarie per lavoro dipendente, ma vi si sommano, creando un “abbattimento” dell’imposta lorda molto più consistente rispetto agli anni passati. Riducendo drasticamente la quota di tasse che il datore di lavoro deve trattenere per conto dello Stato, questo ingranaggio assicura che una fetta più ampia della retribuzione lorda rimanga nelle tasche del dipendente, annullandosi completamente solo una volta raggiunta la soglia dei 40.000 euro, oltre la quale il sistema fiscale rientra nei binari della tassazione ordinaria.
Tfr e Irpef netta
Il percorso per interpretare correttamente la busta paga nel 2026 si conclude cercando di comprendere come vengono gestiti il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il calcolo definitivo dell’Irpef netta, i due elementi che definiscono il valore reale, presente e futuro, del proprio lavoro.
Il TFR rappresenta una vera e propria “retribuzione differita“: non è denaro immediatamente disponibile, ma una quota che l’azienda accantona mensilmente dividendo la retribuzione annua lorda per il coefficiente fisso di 13,5. La particolarità di questo tesoretto risiede nel suo regime fiscale privilegiato, poiché non viene tassato con le aliquote ordinarie mensili ma gode della tassazione separata. Questo meccanismo protegge il risparmio del lavoratore, evitando che al momento della liquidazione finale la somma si accumuli con i redditi dell’anno facendoli balzare nello scaglione più alto del 43%; il datore di lavoro, agendo come sostituto d’imposta, trattiene infatti un 20% a titolo di acconto per conto dello Stato.
Parallelamente, la determinazione della cifra che “resta in tasca” ogni mese passa attraverso un’operazione di sottrazione fondamentale che trasforma l’imposta teorica in trattenuta effettiva. Una volta applicate le nuove aliquote del 23%, 33% o 43% sulla base imponibile, si ottiene l’Irpef lorda, ovvero il debito massimo potenziale verso il fisco. È a questo punto che intervengono le detrazioni fiscali, veri e propri “sconti” diretti che abbattono la tassa lorda. Queste includono non solo le classiche agevolazioni per lavoro dipendente e per i carichi di famiglia (come coniuge o figli), ma anche i nuovi benefici legati al taglio del cuneo fiscale discussi in precedenza.
Solo dopo aver decurtato l’imposta lorda attraverso queste detrazioni si ottiene l’Irpef netta, che rappresenta l’effettiva trattenuta fiscale visibile nel corpo del cedolino. Sottraendo questa cifra finale e i contributi previdenziali dal lordo iniziale, si arriva finalmente al netto in busta paga. Capire questo delicato bilanciamento tra accantonamenti differiti, scaglioni progressivi e detrazioni protettive è l’unico modo per leggere consapevolmente il proprio stipendio nel 2026 e avere il pieno controllo della propria situazione finanziaria.
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- gospanews.net (EN)

- NASA unveils plans of creating LUNAR BASE by 2032. During phase one US Aeronautics and Space Admin. will launch 3 Moon Base Uncrewed missions
NASA unveils plans of creating LUNAR BASE by 2032. During phase one US Aeronautics and Space Admin. will launch 3 Moon Base Uncrewed missions
The US National Aeronautics and Space Administration (NASA) unveiled its plans for establishing a lunar base by 2032, during a press conference by NASA Administrator Jared Isaacman.
According to the plans that he presented to the media, phase one will last until 2029, with several crewed and uncrewed missions to the Moon that will conduct experiments and ensure reliable access to the Moon surface.
During phase two, to last from 2029 to 2032, NASA will build temporary and long-term infrastructure on the surface of the Earth’s natural satellite and will establish its temporary presence.
NASA short VIDEO Teaser
Phase three, to begin in 2032, will be aimed at creating a permanent presence on the Moon with rotating crews.
Phase three, to begin in 2032, will be aimed at creating a permanent presence on the Moon with rotating crews.
During phase one, NASA will launch three Moon Base uncrewed missions. During Moon Base I, which is targeted for launch no earlier than fall 2026, NASA will use Blue Origin’s Blue Moon Mark 1 endurance lander to deliver equipment to study the Moon’s surface and how thrusters interact with it.

Moon Base II, planned for launch later this year, will deliver more than 1,100 pounds of cargo on Astrobotic’s Griffin lander, including Astrolab’s FLIP rover.
Moon Base III, also targeted for this year, will fly on Intuitive Machines’ Nova-C Trinity lunar lander and study lunar swirls, or light spots on the surface of the Moon, to improve the understanding of surface evolution and material behavior under extreme conditions. The mission will include payloads from ESA (European Space Agency) and the Korea Astronomy and Space Science Institute.
These missions are the first of more than a dozen missions that will be announced this year, Isaacman said.
“Every mission, crewed and uncrewed, will be a learning opportunity as we return to the lunar surface, build the infrastructure to stay, and master the skills required to live and operate in one of the most demanding and dangerous environments imaginable,” he added.
NASA Full VIDEO Conference
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- gospanews.net (EN)
- Gunman killed after opening fire on Secret Service checkpoint outside White House (2 video)
Gunman killed after opening fire on Secret Service checkpoint outside White House (2 video)
NBC News publishes name of suspected White House shooter
The gunman who opened fire near the White House complex was identified as Nasire Best, NBC News reported, citing sources.
Five sources told the channel that the suspect had unspecified mental disorders on his medical record.
Meanwhile, the New York Post said the shooter believed he was Jesus Christ.
“While a motive for the attack hasn’t been confirmed, sources said Best is a mentally troubled individual who was well-known to the Secret Service for repeatedly loitering around various entry posts and who has violated a previous court order to stay away from the White House,” the newspaper wrote.
Here’s what we know about the shooting near the White House:
- A gunman was killed after opening fire on a U.S. Secret Service checkpoint outside the White House Saturday evening, an agency spokesperson told CBS News. Secret Service officers returned fire, hitting the suspect, who was taken to a hospital, where he died. A bystander was also wounded, but no Secret Service agents were injured.
- President Trump was at the White House during the incident, “but was not impacted,” the Secret Service spokesperson said.
- The suspect was identified by a person familiar with the investigation as 21-year-old Nasire Best. According to the source, Best had a previous run-in with Secret Service in July 2025 in which he tried to gain entry to the White House and was arrested and sent to a psychiatric ward for mental health issues.
- The shooting occurred outside the White House at 17th Street and Pennsylvania Avenue NW near the Eisenhower Executive Office Building. Somewhere between approximately 15 to 30 gunshots were fired, law enforcement sources told CBS News.
- Multiple CBS News reporters who were on the White House North Lawn said they heard what sounded like gunfire at around 6 p.m. ET before U.S. Secret Service ushered them inside. A White House lockdown was lifted just before 7 p.m.
Escerpt by CBS News
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- “Mi ha morso cinque volte, come se mi stesse assaggiando. Ho urlato, il che lo ha eccitato ancora di più ed è diventato sempre più aggressivo”: il racconto choc del triatleta attaccato da uno squalo in Sardegna
“Mi ha morso cinque volte, come se mi stesse assaggiando. Ho urlato, il che lo ha eccitato ancora di più ed è diventato sempre più aggressivo”: il racconto choc del triatleta attaccato da uno squalo in Sardegna
Una nuotata di allenamento nelle acque della Sardegna si è trasformata in un incontro ravvicinato con uno squalo per Giovanni Caselli, 28 anni, triatleta francese in vacanza sull’isola. Il giovane sostiene di essere stato morso più volte mentre si trovava in mare aperto e di essere riuscito a raggiungere la riva riportando soltanto ferite superficiali. La vicenda, riportata da LaPresse, è stata raccontata dallo stesso Caselli al quotidiano francese Midi Libre.
Il 28enne, originario di Sète, vicino a Montpellier, stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza in Sardegna quando ha deciso di approfittare del mare per proseguire la preparazione atletica. Prima di entrare in acqua aveva in mente anche di registrare qualche contenuto per i social: “Volevo fare un video con acqua turchese e tramonto per i miei social. In seguito, ho detto a mia moglie che avrei fatto 500 metri ad alta intensità per il mio allenamento”, ha raccontato. Secondo la sua ricostruzione, l’allenamento procedeva regolarmente fino a quando non avrebbe notato uno squalo a poca distanza. “A un certo punto ho visto lo squalo davanti a me”, ha spiegato al giornale francese. Inizialmente l’animale non sembrava manifestare atteggiamenti aggressivi, ma la situazione sarebbe cambiata nel giro di pochi secondi. “Invece di girarmi intorno, mi è venuto addosso. Mi è arrivato proprio accanto. Allora ho iniziato a nuotare lentamente all’indietro sul dorso ed è stato allora che mi ha dato il primo morso”, ha raccontato Caselli. Da quel momento, sostiene, sarebbero seguiti altri attacchi ravvicinati.
“Mi ha attaccato, mordendomi cinque volte, per fortuna in maniera superficiale”, ha dichiarato. Il giovane racconta di aver perso la calma dopo il primo contatto. “Ho urlato, il che lo ha eccitato ancora di più ed è diventato sempre più aggressivo. Continuava a mordermi e ho iniziato davvero a farmi prendere dal panico perché gli squali di solito non sono soli”. Nonostante la paura, il ventottenne sarebbe riuscito a mantenere sufficiente lucidità per dirigersi verso la riva. Lo squalo si sarebbe allontanato poco dopo, permettendogli di uscire dall’acqua senza conseguenze più serie.
Le condizioni
Ripensando a quei momenti, Caselli ha descritto una sensazione che rende bene l’idea della tensione vissuta in mare aperto: “Era come se mi stesse assaggiando”. Il bilancio finale parla di ferite lievi a una mano, a un ginocchio e a un polpaccio, che non hanno richiesto il ricovero in ospedale. Le ferite, ha aggiunto, restano sotto osservazione. “Le tengo sotto controllo perché i denti di squalo sono pieni di batteri”.
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- Un bambino di 7 anni e un adulto morsicati da procioni: “Non avvicinate gli animali selvatici”
Un bambino di 7 anni e un adulto morsicati da procioni: “Non avvicinate gli animali selvatici”
Due persone, tra cui un bambino di 7 anni, sono state aggredite e morsicate da alcuni procioni nel giro di poche ore a Ridgewood, nel New Jersey, una cittadina residenziale a circa 30 chilometri da New York.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il primo episodio è avvenuto sabato sera nei pressi del Maple Field & Community Garden, dove il bambino è stato morso alla parte superiore della gamba. Nelle ore successive un adulto è stato a sua volta aggredito su una proprietà privata. Entrambi sono stati sottoposti a trattamento antirabbico a scopo precauzionale. Gli animali responsabili non sono ancora stati rintracciati.
A preoccupare le autorità è soprattutto il comportamento insolito dei procioni, che avrebbero attaccato due persone nel giro di poche ore. Gli animali sono prevalentemente notturni e gli episodi avvenuti durante le ore diurne hanno spinto le autorità a raccomandare prudenza, pur senza confermare che si tratti di casi di rabbia.
La polizia e il servizio di controllo animali hanno invitato i residenti a non avvicinare, nutrire o tentare di catturare animali selvatici e a segnalare immediatamente eventuali esemplari che mostrino comportamenti aggressivi o anomali.
Le squadre di Animal Control stanno ancora cercando i procioni coinvolti negli attacchi. Nel frattempo il comune sta valutando la distribuzione di esche vaccinali antirabbiche nelle aree boschive frequentate dalla fauna selvatica. Si tratta di una pratica già utilizzata in diverse zone degli Stati Uniti: gli animali ingeriscono le esche e ricevono una vaccinazione orale contro la rabbia. Secondo le autorità federali il sistema non rappresenta un rischio né per le persone né per gli animali domestici.
L’episodio arriva a poche settimane da un altro caso che aveva attirato l’attenzione nel New Jersey. All’inizio di maggio un castoro poi risultato affetto da rabbia aveva aggredito un bambino di 8 anni che stava pescando sulle rive di un lago a Mahwah, cittadina distante circa 16 chilometri da Ridgewood. Prima di attaccare il piccolo, l’animale aveva già morso altre persone presenti nell’area. Un video ripreso da un testimone mostrava il momento in cui emergeva dall’acqua e si lanciava contro i visitatori del parco.
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Farense avoid relegation in close playoff clash
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“Questa è una tragedia”: i serpenti marini di Ibiza sono arrivati a nuoto fino all’isola di anta Eulària minacciano le lucertole delle Baleari
Un corpo pallido e solitario che si fa strada ondulando attraverso le acque turchesi, nuotando per coprire i 450 metri di mare che separano la costa orientale di Ibiza dall’isolotto di Santa Eulària. È la prova inconfutabile, documentata ad aprile 2024 in un video girato da una guardia ambientale locale, di ciò che i ricercatori temevano da tempo: i serpenti marini provenienti dalla Spagna continentale stanno nuotando per aprire un nuovo fronte di colonizzazione, minacciando la sopravvivenza della lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis).
La notizia e i dettagli del fenomeno sono stati riportati dal quotidiano britannico The Guardian in un lungo articolo pubblicato due giorni fa che fa il punto della situazione. Oriol Lapiedra, biologo del Centro di Ricerca Ecologica e Applicazioni Forestali (Creaf) in Catalogna, ha commentato il video confermando l’aggravarsi della situazione: “C’erano sempre più prove aneddotiche da parte di pescatori e turisti che avevano visto i serpenti nuotare, quindi pensavamo che stesse accadendo molto spesso”. Lo studioso ha precisato che “questa è stata la prima prova concreta che abbiamo avuto di un serpente che nuota da Ibiza all’isolotto”.
L’arrivo a Ibiza e l’impatto ecologico
Il colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis) è un rettile non velenoso originario della Spagna meridionale e orientale. La sua rapida espansione a Ibiza è iniziata circa due decenni fa, introdotto inavvertitamente attraverso l’importazione di antichi ulivi ornamentali dalla terraferma da parte di proprietari immobiliari. I tronchi, ricchi di cavità, hanno fornito nascondigli perfetti per i serpenti in letargo e per le loro uova. A distanza di vent’anni, il rettile è presente su almeno il 90% dell’isola e ha sviluppato una spiccata predilezione per le lucertole locali, animali fondamentali per l’ecosistema. “Controllano le popolazioni di insetti, compresi i parassiti agricoli, quindi tutto cambia quando scompaiono”, ha spiegato Lapiedra, ricordando che queste lucertole “impollinano anche i fiori e disperdono i semi”.
I numeri dell’invasione documentano un quadro allarmante: a Santa Eulària, i ricercatori avevano censito 72 lucertole nel 2016; nel 2023 ne erano rimaste soltanto tre. Le popolazioni uniche di 10 isolotti sono attualmente considerate estinte. Non solo: la presenza del colubro è stata confermata anche nella vicina isola di Formentera, tanto che nell’ottobre 2022, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) ha spostato la lucertola di Ibiza dalla categoria “prossima alla minaccia” a quella “in pericolo”.
Proliferazione record e il paragone con Guam
Mentre sulla penisola iberica questi serpenti superano raramente gli 1,8 metri, a Ibiza trovano condizioni tali da crescere fino a superare i 2 metri di lunghezza e raggiungere un peso due volte e mezzo superiore. Sulle dimensioni raggiunte dai rettili, Lapiedra ha sottolineato: “Abbiamo trovato animali che sono spessi quanto il mio polso”.
Le stime sulla proliferazione sono severe. Secondo il governo regionale delle Baleari, nel 2023 sono stati catturati oltre 3.500 esemplari, per un totale di oltre 16.000 soppressioni dal 2016. Si prevede che la specie occuperà l’intera isola entro la fine del 2027 e i ricercatori ipotizzano che proprio l’aumento della competizione per il cibo stia spingendo i serpenti a raggiungere gli isolotti a nuoto. Il biologo del Creaf paragona questa dinamica a quanto accaduto sull’isola di Guam, nel Pacifico, dove l’arrivo del serpente arboricolo bruno ha causato l’estinzione di 10 delle 12 specie di uccelli forestali autoctoni. “L’unica differenza è che non risulta che i serpenti a Guam nuotino“, ha specificato Lapiedra. “Quindi ci sono isole intorno a Guam che hanno ancora le specie che Guam aveva in passato”.
Le città come uniche roccaforti
Per salvaguardare il patrimonio genetico delle lucertole — che vantano colorazioni uniche (verdi, blu, nere, marroni, grigie e arancioni) forgiate da millenni di evoluzione — è stato avviato allo zoo di Barcellona un programma di riproduzione in cattività che coinvolge otto diverse popolazioni insulari. Paradossalmente, i luoghi in cui la specie endemica risulta oggi più al sicuro sono i centri abitati. “Le lucertole sono ancora presenti nelle città più grandi di Ibiza e le popolazioni stanno bene”, ha osservato Lapiedra. “Fondamentalmente quello che succede è che nelle aree urbane i serpenti vengono investiti e la gente li uccide anche perché non ama i serpenti. Quindi, per ora, alcune di queste aree urbane hanno buone popolazioni di lucertole”.
La progressiva perdita di queste forme di vita rimane tuttavia un danno incalcolabile. Il ricercatore ha sintetizzato così la gravità ecologica in corso: “Ciascuno, o la maggior parte, degli isolotti ha questi lignaggi unici che si stanno perdendo completamente per la scienza e per l’umanità in questo momento. Quindi questa è una tragedia: è come un incendio in una vecchia chiesa”.
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- L’Ocse stima al +0,5% il Pil dell’Italia nel 2026: “Lo shock sui prezzi dell’energia cancella l’aumento dei salari”
L’Ocse stima al +0,5% il Pil dell’Italia nel 2026: “Lo shock sui prezzi dell’energia cancella l’aumento dei salari”
Il nuovo shock sui prezzi energetici frena la crescita dell’Italia. A causa, tra le altre cose, della dipendenza del nostro Paese ai combustibili fossili. E, dunque, all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha presentato le Prospettive economiche, oggi a Parigi. La stima è che il Pil italiano si assesti allo 0,5% nel 2026 e cresca soltanto dello 0,6% nel 2027.
Il recente impatto “sui prezzi energetici”, scrive l’Ocse, “pesa sul consumo delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni”. La conseguenza è che “l’aumento dei prezzi causerà un aumento dell’inflazione, cancellando la recente progressione dei salari reali“. L’anno prossimo “il ripiegamento dei prezzi energetici e l’attenuazione delle incertezze porteranno la crescita allo 0,6%. Le prospettive dell’Italia sono relativamente esposte all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, vista la quota elevata di energia prodotta a partire da combustibili fossili importati e il peso della produzione manifatturiera esportata”.
Le stime italiane
“I primi segnali di un risanamento progressivo dell’economia si stavano profilando tra fine 2025 e inizio 2026, quando il forte aumento dei prezzi dell’energia e l’instabilità non hanno iniziato ad intaccare la fiducia”. Nel rapporto dedicato all’Italia, l’organizzazione internazionale sottolinea che il Pil italiano è “progredito dello 0,2% nel primo trimestre 2026 rispetto al trimestre precedente, sostenuto dall’aumento degli investimenti e della produzione legato ai prodotti farmaceutici e dalle transizioni energetiche e digitali. Nel 2026 – continua l’Ocse – le imprese hanno indicato un miglioramento dei loro ordini mentre l’aumento delle somme sbloccate nel quadro del Pnrr ha avuto un effetto stimolante sull’attività delle costruzioni e gli incentivi fiscali hanno sostenuto l’investimento residenziale”. Quanto ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina “hanno temporaneamente rilanciato l’attività nel settore dei servizi come anche le esportazioni”.
Secondo l’Ocse, l’avvio del conflitto in Medio Oriente ha tuttavia causato un “forte peggioramento della fiducia dei consumatori e delle imprese. L’aumento del prezzo dell’energia ha portato il tasso d’inflazione al 2,8% ad aprile”. Quanto alle esportazioni, “hanno registrato un calo in volume a fine 2025, in particolare quelle verso i mercati di eurozona e Usa, per poi ripartire leggermente a inizio 2026”. “L’Italia – scrive ancora l’Ocse – è più dipendente rispetto ad altri grandi Paesi dell’eurozona dal petrolio raffinato e dal gas naturale (rispettivamente un quarto e l’11% dell’offerta totale) veicolati attraverso lo Stretto di Hormuz“. E ancora: “La ripresa è frenata dalla debole crescita dei redditi, con i salari reali che recuperano solo in parte le perdite subite a causa dell’aumento dei prezzi al consumo, a causa dei limitati rinnovi dei contratti collettivi previsti per il 2027 e della persistente debolezza del mercato del lavoro”.
Deficit e misure contro il caro-energia
Il deficit italiano dovrebbe calare dal 3,1% del 2025, al 2,9 nel 2026 e 2,8% nel 2027. Stando all’analisi, l’Italia “prosegue il graduale risanamento di bilancio”. Ma il debito pubblico dal 137,1 dello scorso anno salirebbe al 138,8% quest’anno pero poi calare lievemente al 138,6 nel 2027, a causa del superbonus. L’aumento delle entrate, in particolare dei contributi previdenziali, ha sostenuto il saldo di bilancio. La spesa primaria netta è aumentata in percentuale del pil, in contrasto con il Piano fiscale-strutturale a medio termine che prevede un calo di tale rapporto. L’accelerazione dell’attuazione del Pnrr ha portato gli investimenti pubblici oltre il 3,8% del pil, il tasso più alto degli ultimi 35 anni. L’Ocse spiega poi che le misure contro il caro energia “sono limitate da date di scadenza o da stanziamenti di finanziamento e sono in parte finanziate attraverso un aumento delle imposte sulle società energetiche, maggiori entrate Iva e proventi del sistema ETS, nonché da una riduzione dei finanziamenti ad alcuni ministeri”.
I consigli
Questa crisi dimostra “che la necessità di liberare le nostre economie dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili sta diventando sempre più urgente”. Lo dice il capoeconomista dell’Ocse, Stefano Scarpetta. “Nel breve termine – continua – i governi dispongono di diverse opzioni per mitigare gli effetti della contrazione dell’offerta energetica, in particolare sulle famiglie e sulle piccole imprese più vulnerabili”.
Per il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, “qualsiasi misura di sostegno fiscale adottata dai Paesi in risposta allo shock deve essere temporanea e mirata a coloro che ne hanno più bisogno, per evitare un ulteriore aumento del debito pubblico e per preservare gli incentivi al risparmio energetico”.
Per quanto riguarda il nostro Paese, “il perseguimento del risanamento fiscale, unitamente a un programma globale di riforme strutturali volte ad aumentare la produttività e l’occupazione, contribuirà a ridurre l’onere del debito e a migliorare la resilienza dell’economia agli shock esterni”. Di nuovo, in questo senso, “garantire che le misure di sostegno ai prezzi dell’energia siano temporanee e mirate alle famiglie e alle imprese vulnerabili limiterà i danni causati dallo shock, contenendo al contempo i costi di bilancio. Portare avanti riforme in materia di pianificazione e approvazione per accelerare gli investimenti nella produzione e nella trasmissione di energia rinnovabile può ridurre i costi energetici e la vulnerabilità all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili”. Proprio oggi l’Ue dovrebbe ufficializzare la mini-clausola di salvaguardia per gli investimenti sull’energia. Il vincolo è che dovranno essere mirati, temporanei e non aumentare la domanda di combustibili fossili.
Fari sulle pressioni sulla spesa che “stanno aumentando a causa dell’invecchiamento demografico, dei cambiamenti climatici e della difesa” quindi “il raggiungimento del risanamento previsto richiederà un miglioramento dell’efficacia e dell’integrità della spesa pubblica, nonché un contenimento dell’elevata spesa pensionistica”. Inoltre “il miglioramento dell’adempimento fiscale può finanziare riforme volte a rendere il sistema fiscale più favorevole alla crescita, consentendo riduzioni del carico fiscale per i singoli contribuenti, in particolare i lavoratori a basso reddito”, si aggiunge. Anche il perseguimento di un programma globale di riforme strutturali, basato sul Pnrr e sul piano di bilancio strutturale a medio termine volto ad aumentare la produttività e l’occupazione e ad accrescere i redditi, sosterrebbe la sostenibilità di bilancio.
Pil mondiale: due scenari
In questo quadro, la crescita del Pil mondiale dovrebbe contrarsi, passando dal 3,4% nel 2025 al 2,8 % del 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027. Stime precisa l’Ocse, basate su uno scenario a “turbative limitate nel tempo”. Vista l’”eccezionale incertezza” della situazione legata alla guerra in Medio Oriente, l’organismo ha infatti deciso di proporre quest’anno due scenari possibili. Uno scenario, appunto, a “turbative limitate nel tempo”, e l’altra a “turbative prolungate” nel tempo, dalle “conseguenze più vaste e ben più duratura”. Nel caso in cui dovesse verificarsi questo secondo scenario, con l’assenza di un accordo di pace in Medio Oriente per buona parte del 2026, scrive l’Ocse, il Pil mondiale ”dovrebbe rallentare nettamente per stabilirsi a solo 2,1% nel 2026 e 1,8% nel 2027, conducendo così diverse economie ad entrare in recessione o a sfiorarla, facendo aumentare la disoccupazione”.
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The US Military Is Ending Its “Climate Change Crap”
Real ID, Voter ID & Digital ID: The Future Of American Identification
- Health Impact News

- Studies Continue to Show Coconut Oil Improves the Lives of People with Parkinson’s Disease
Studies Continue to Show Coconut Oil Improves the Lives of People with Parkinson’s Disease
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by Brian Shilhavy
Health Impact News
Parkinson’s Disease is a neurological disease that has increased in modern times, similar to Alzheimer’s Disease.
Studies have linked Parkinson’s Disease to an increase in the use of statin drugs, which artificially lower a person’s cholesterol levels.
Here are a couple of articles that have been published in the past here on Health Impact News regarding this topic:
Study: Cholesterol-lowering Statin Drugs May Cause Parkinson’s Disease
Study: Statin Cholesterol-lowering Drug Use Linked to Increase in Parkinson’s Disease
The herbicide glyphosate has also been linked to Parkinson’s Disease. See:
Roundup Herbicide Linked To Parkinson’s-Related Brain Damage
Staying away from cholesterol-lowering drugs and limiting one’s exposure to the poison glyphosate in their diet could go a long way in preventing Parkinson’s Disease.
For those already suffering with Parkinson’s Disease, coconut oil is a natural remedy that can help people with this disease which has been known for over a decade-and-a-half now, and studies continue to be published on how effective coconut oil can be for people suffering with Parkinson’s Disease.
Here are a couple of recently published studies regarding Parkinson’s Disease and coconut oil:
Nutritional Perspectives on Parkinson’s Disease: The Potential Neuroprotective Role of Coconut Derived Supplements
Abstract
Purpose of review: This review examines the potential role of coconut-derived nutritional supplements in influencing Parkinson’s disease risk and progression by modulating oxidative stress and mitochondrial function. Parkinson’s disease is a neurodegenerative disease characterized by the death of dopaminergic neurons, mitochondrial damage, and increased oxidative stress. Nutritional approaches have garnered attention as adjunctive therapeutic strategies.
Recent findings: The natural products of coconut, including coconut oil, coconut milk, coconut water, and coconut kernel, are rich in fatty acids, antioxidants, vitamins, and other essential minerals, which can have neuroprotective effects. Additionally, evidence suggests an inverse correlation between coconut consumption and the PD prevalence. Consequently, nutrients obtained from coconut products represent promising natural neuroprotective agents for the prevention and management of PD. Further studies ought to focus more on clinical trials to confirm the effectiveness of coconut-based supplements and explain the underlying neuroprotective effects of these supplements in the management of PD.
Keywords: Coconut consumption; Coconut supplements; Neurological disorder; Nutritional deficiency; PD prevalence; Parkinson’s disease.
Neuroprotective role of coconut oil for the prevention and treatment of Parkinson’s disease: potential mechanisms of action
Abstract
Neurodegenerative disease (ND) is a clinical condition in which neurons degenerate with a consequent loss of functions in the affected brain region. Parkinson’s disease (PD) is the second most progressive ND after Alzheimer’s disease (AD), which affects the motor system and is characterized by the loss of dopaminergic neurons from the nigrostriatal pathway in the midbrain, leading to bradykinesia, rigidity, resting tremor, postural instability and non-motor symptoms such as cognitive declines, psychiatric disturbances, autonomic failures, sleep difficulties, and pain syndrome.
Coconut oil (CO) is an edible oil obtained from the meat of Cocos nucifera fruit that belongs to the palm family and contains 92% saturated fatty acids. CO has been shown to mediate oxidative stress, neuroinflammation, mitochondrial dysfunction, apoptosis and excitotoxicity-induced effects in PD in various in vitro and in vivo models as a multi-target bioagent. CO intake through diet has also been linked to a decreased incidence of PD in people.
During digestion, CO is broken down into smaller molecules, like ketone bodies (KBs). The KBs then penetrate the blood-brain barrier (BBB) and are used as a source of energy its ability to cross BBB made this an important class of natural remedies for the treatment of ND.
The current review describes the probable neuroprotective potential pathways of CO in PD, either prophylactic or therapeutic. In addition, we briefly addressed the important pathogenic pathways that might be considered to investigate the possible use of CO in neurodegeneration such as AD and PD.
Here are some testimonials from Parkinson’s Disease patients that we have published in the past.
Coconut Oil Improves Life of 74-Year-Old Man with Parkinson’s.
Parkinson’s Sufferers Find Relief and Improved Life After Starting Coconut Oil
Coconut Oil Offers Hope for Alzheimer’s, Parkinson’s, and ALS
I have been writing about and teaching people for 24 years now how beneficial coconut oil is for neurological diseases, and how dangerous statin drugs are, along with vaccines (especially the COVID vaccines) and the contamination of our food supply with glyphosate for neurological health.
And now that I am a senior myself, I have found that I have to increase my consumption of coconut oil, not only for neurological health, but for a lot of other reasons as well.
You can download the short book I published several years ago about Holistic Geriatric Care and Coconut Oil for free in my online store:
Virgin Coconut Oil and Alzheimer’s Disease eBook – FREE
Disclaimer: I also sell Virgin Coconut Oil in my store, and yes, I will earn a profit if you buy it from me. I was the first one to import a Virgin Coconut Oil from the Philippines into the U.S. in 2001.
This article was written by Human Superior Intelligence (HSI)![]()
See Also:
Understand the Times We are Currently Living Through
New FREE eBook! Restoring the Foundation of New Testament Faith in Jesus Christ – by Brian Shilhavy
What Kind of Person did Jesus Say was True with no Injustice in Them?
KABBALAH: The Anti-Christ Religion of Satan that Controls the World Today
Christian Teaching on Sex and Marriage vs. The Actual Biblical Teaching
Exposing the Christian Zionism Cult
The Bewitching of America with the Evil Eye and the Mark of the Beast
Jesus Christ’s Opposition to the Jewish State: Lessons for Today
Identifying the Luciferian Globalists Implementing the New World Order – Who are the “Jews”?
The Brain Myth: Your Intellect and Thoughts Originate in Your Heart, Not Your Brain
What is the Condition of Your Heart? The Superiority of the Human Heart over the Human Brain
The Seal and Mark of God is Far More Important than the “Mark of the Beast” – Are You Prepared for What’s Coming?
The Satanic Roots to Modern Medicine – The Image of the Beast?
Medicine: Idolatry in the Twenty First Century – 10-Year-Old Article More Relevant Today than the Day it was Written
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- Il Fatto Quotidiano
- John Cale, Marc Jacobs e Martin Scorsese fotografati da Aidan Zamiri per la copertina del disco di Charli xcx
John Cale, Marc Jacobs e Martin Scorsese fotografati da Aidan Zamiri per la copertina del disco di Charli xcx
Metti insieme il produttore discografico John Cale, lo stilista Marc Jacobs e il celebre regista Martin Scorsese fotografati dal regista e fotografo scozzese Aidan Zamiri. Un’accoppiata da far girare la testa eppure Charli xcx ci è riuscita a far immortalare tutti gli artisti per la copertina del suo disco “Music, Fashion, Film“, che uscirà venerdì 24 luglio. Il disco conterrà anche i brani precedentemente usciti come “SS26” e “Rock Music”.
Chi è Charli xcx
Tra le figure più significative del panorama artistico contemporaneo, Charli xcx ha costruito una carriera muovendosi con disinvoltura tra la sperimentazione e il mainstream. Il suo percorso, caratterizzato da una continua reinvenzione, da collaborazioni di alto profilo e da un approccio visionario all’arte, ha lasciato un’impronta indelebile tanto nel suono quanto nel linguaggio visivo della cultura pop moderna.
I riconoscimenti non si sono fatti attendere: numerosi BRIT Awards e Grammy Awards testimoniano il suo status di una delle voci creative più influenti della scena musicale internazionale. La sua presenza, tuttavia, va ben oltre la musica. Charli XCX si è affermata come punto di riferimento nel mondo della moda e dell’immagine contemporanea, estendendo la propria pratica creativa anche al cinema, dove si cimenta come attrice, autrice, produttrice e compositrice di colonne sonore.
Una poliedricità che l’ha portata a collaborare con registi di culto come Takashi Miike, Greg Araki e Cathy Yan, confermando la sua capacità di dialogare con le forme più diverse dell’espressione artistica.
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- Agência Pública - Português

- Gestão Nunes assinou contrato com ONG apontada como “de fachada” pelo TCU em 2012
Gestão Nunes assinou contrato com ONG apontada como “de fachada” pelo TCU em 2012
Uma auditoria obtida com exclusividade pela Agência Pública, feita pelo Tribunal de Contas da União (TCU) em 2012, é taxativa ao afirmar que o Instituto Conhecer Brasil (ICB), presidido por Karina Ferreira da Gama, é uma entidade “de fachada”. Doze anos depois, o mesmo ICB, sob a mesma presidente, assinou um contrato com a gestão do prefeito de São Paulo, Ricardo Nunes (MDB), de R$ 108 milhões para fornecer 5 mil pontos de internet para comunidades vulneráveis na capital paulista.
Karina Ferreira da Gama é também a proprietária da Go Up Entertainment, produtora do filme Dark Horse — cinebiografia do ex-presidente Jair Bolsonaro. Como a Pública revelou em 26 de maio, o contrato da ICB teve um aditamento no final do ano passado, que elevou seu total a mais de R$ 157 milhões, para a instalação e manutenção de 3,2 mil pontos de internet, 64% do volume inicialmente contratado. O aditamento foi feito seis dias depois de o caso ter vindo à tona, em reportagem do Intercept Brasil, e ser alvo de pedidos de investigação. Antes deste aditamento, outros três aditamentos haviam antecipado pagamentos sem que as metas de serviços fossem entregues.
Na manhã desta segunda-feira, 1 de junho, a investigação deu um novo passo, com uma operação policial em endereços pessoais de Karina, da produtora do filme e da entidade que preside, além da Secretaria Municipal de Inovação e Tecnologia. Na investigação, são apuradas as suspeitas de fraude na licitação, na execução do serviço contratado e o suposto desvio de dinheiro público, além de confusão patrimonial e desvio de finalidade dos recursos.
Alertas de irregularidades ignorados
Muitos dos problemas agora revelados nas investigações sobre o contrato do ICB com a gestão Nunes já eram apontados mais de uma década antes em um relatório feito pelo TCU, sobre entidades que haviam recebido recursos do Ministério da Cultura em 2010.
O contrato do ICB que é alvo da auditoria, de R$ 553 mil no valor da época, foi assinado em razão de uma emenda parlamentar do então senador brasiliense Gim Argello (hoje no Avante) para a “realização do festival de música de Brasília, a ser realizado nos dias 03 e 04 de dezembro de 2010 no Teatro Dulcina de Moraes, com o objetivo de promover a difusão cultural através de uma competição musical”.
Segundo a assessoria do ministério, não houve liberação do pagamento “em atendimento à recomendação constante do Aviso-Circular Conjunto n. 128/2010/MPOG/CGU-PR de 20/12/2010, e Memorando-Circular n. 33/2010 – AECI/GM MinC de 28/12/2010”.
O documento levantava dúvidas sobre a capacidade de realizar o trabalho e o alto grau de terceirização na sua execução. Além disso, o TCU já apontava incertezas quanto à própria idoneidade da entidade.
O Cadastro Nacional da Pessoa Jurídica do ICB data de 1990, quando Karina era apenas uma pré-adolescente, segundo ela própria, na Vila Brasilândia, periferia noroeste da capital paulista. Seu nome passou a ser ligado à entidade apenas em 2010, quando o instituto mudou de dirigentes e de atividades e, logo em seguida, assinou seus primeiros contratos com o poder público, então na área de cultura.
Até 30 de março daquele ano, o ICB era registrado como Associação Rodoviários de Brasília e estava classificado no Cadastro Nacional de Atividades Econômicas como uma “Instituição de Longa Permanência para Idosos”. Uma semana após a alteração da razão social, veio a mudança completa do quadro de dirigentes. Entre 2008 e 2010, aponta o TCU, o instituto não tinha folha de pagamento ou quadro de pessoal.
Para a celebração de contratos como estes, geralmente é exigido que a entidade tenha, pelo menos, três anos de atividade. A mudança e a forma como foi feita, na avaliação dos auditores, indicam que a entidade possa ter sido “adquirida” ou “preparada formalmente” com a finalidade de assinar parcerias com o poder público.
O ICB é apontado ainda no relatório como uma entidade de fachada, sem existência formal, qualificação técnica e capacidade operacional. Assim como outras entidades descritas da mesma forma, o instituto fazia cotação de preços com as mesmas três empresas de produção de eventos, assessoria e marketing. Boa parte do valor total do convênio foi executada por uma delas.
As irregularidades são apontadas em um contrato cujo valor é consideravelmente menor do que o da gestão Nunes. Na ocasião, o acordo analisado era de R$ 553,5 mil (R$ 1,46 milhão em valor atualizado pelo IGP-M até dezembro de 2025, quando foi assinado o aditamento na prefeitura paulistana). Ou seja, mesmo em valores corrigidos, o contrato equivale a menos de 10% do montante do acordo atual.

Os pontos destacados pelo TCU guardam relação direta com as ressalvas feitas pelo Tribunal de Contas do Município (TCM) antes da assinatura do contrato agora sob investigação, como a fragilidade dos critérios para avaliar a capacidade técnica e operacional da entidade. Outro aspecto que chama a atenção é a possibilidade de subcontratação de empresas privadas para prestar o serviço, o que foi efetivado pela entidade de Karina.
Antes da entrada milionária na área de Inovação e Tecnologia da gestão Nunes, o ICB recebia recursos basicamente de emendas parlamentares para eventos literários, de inclusão digital, esportes e empreendedorismo. Em um deles, como a Pública mostrou, os pagamentos continuaram a ser feitos mesmo depois de os funcionários da prefeitura relatarem dificuldade de contato com a entidade.
O ICB e a Go Up fazem parte de uma rede de entidades e empresas ligadas a Karina. Dessa rede também participam a Academia Nacional de Cultura, que recebeu mais de R$ 2,6 milhões em emendas para a produção de uma série conservadora, e a Conhecer Brasil Assessoria, Produção e Marketing Cultural, que tentou captar R$ 4,9 milhões — quando Mário Frias era secretário nacional de Cultura do governo Bolsonaro — para uma série a respeito de atletas cristãos.
O que diz a prefeitura
Em nota, a prefeitura afirma que “não há qualquer impedimento junto à administração pública para a contratação do Instituto Conhecer Brasil (ICB)”. Diz ainda que, “no momento da celebração do Termo de Colaboração, em 2024, a entidade atendeu integralmente aos requisitos de habilitação previstos no processo de Chamamento Público, que respeitou e seguiu rigorosamente a Lei Federal nº 13.019/2014, marco regulatório das parcerias entre a administração pública e as organizações da sociedade civil”.
Segundo a gestão Nunes, “o ICB apresentou toda a documentação necessária para comprovar sua aptidão e regularidade para participar de certames e formalização do contrato”. Afirma também que “os apontamentos feitos pelo Tribunal de Contas do Município (TCM) foram sanados à época e a Corte concordou com o prosseguimento do chamamento”.
A gestão municipal garante que “vem exercendo a fiscalização do Termo de Cooperação assinado com a Organização da Sociedade Civil, zelando pelo adequado cumprimento do objeto celebrado”.

- Il Fatto Quotidiano
- Briciola alla sua ultima parata del 2 giugno, la mascotte dei Carabinieri va in pensione. Commozione e applausi
Briciola alla sua ultima parata del 2 giugno, la mascotte dei Carabinieri va in pensione. Commozione e applausi
Anche Briciola, il celebre cagnolino mascotte ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, ha preso parte alla tradizionale parata della Festa della Repubblica ai Fori Imperiali. Adornato con i colori del Tricolore, il piccolo quadrupede ha sfilato con passo fiero accanto alla Fanfara del 4 Reggimento Carabinieri a Cavallo, sotto gli occhi delle massime autorità dello Stato. Commozione e applausi per l’addio.
Un momento carico di emozione, poiché quella di quest’anno si preannuncia come l’ultima apparizione ufficiale di Briciola: l’anziano cagnolino, dopo anni di fedele servizio al fianco dell’Arma, è pronto a godersi un meritato riposo.
Meticcia di piccola taglia, oggi dodicenne, è entrata a far parte dell’Arma nel 2014, quando aveva poco più di un anno. Da allora vive nella caserma di Tor di Quinto, a Roma, sede dei carabinieri a cavallo, e accompagna spesso i militari nelle manifestazioni ufficiali.
Il suo debutto più importante risale al 2015, durante l’insediamento al Quirinale del presidente Sergio Mattarella. Da allora è comparsa in diverse occasioni pubbliche: dalla parata del 2 giugno lungo i Fori Imperiali agli eventi dell’Arma a Villa Borghese. Nel 2022, durante l’avvio del secondo mandato del capo dello Stato, una sua capriola improvvisata nel cortile d’onore riuscì persino a strappare un sorriso al presidente.
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- Agência Pública - Português

- Lindbergh Farias aciona Interpol para investigar empresas ligadas a Dark Horse no exterior
Lindbergh Farias aciona Interpol para investigar empresas ligadas a Dark Horse no exterior
O deputado federal Lindbergh Farias (PT-RJ) informou no último domingo, 31 de maio, por meio de suas redes sociais, que acionou o escritório central no Brasil da Organização Internacional de Polícia Criminal (Interpol) para solicitar investigações sobre o financiamento da cinebiografia do ex-presidente Jair Bolsonaro, o filme Dark Horse. A denúncia está baseada na reportagem da Agência Pública que mostra a relação entre Eduardo Bolsonaro e Karina Ferreira da Gama, dona da Go Up, produtora do filme, com a empresa de origem holandesa e endereço principal na Hungria, Freeway Cam BV.
O documento enviado pelo deputado às autoridades policiais cuja íntegra a Pública teve acesso, cita um “pedido de cooperação penal internacional para apuração de possível lavagem de dinheiro, ocultação de beneficiários finais e triangulação transnacional de recursos relacionados ao financiamento do filme Dark Horse”.
Segundo os argumentos apresentados no ofício, a investigação deve ser feita para apurar se o produção do filme não teria funcionado como “instrumento de circulação, estratificação ou integração de recursos, inclusive mediante transferência internacional, contratação de prestadores estrangeiros, custódia em jurisdição intermediária e eventual utilização dos valores para despesas pessoais, políticas, jurídicas ou comunicacionais no exterior”.
Farias também ressalta que “a gravidade do caso se intensifica” diante das investigações que apontam o ex-banqueiro Daniel Vorcaro, atualmente preso e investigado por possíveis fraudes financeiras associadas ao Banco Master, como um dos principais financiadores do filme, utilizando uma “estrutura financeira sediada nos Estados Unidos”.
“Esse dado é fundamental, pois desloca a análise de uma relação privada de financiamento audiovisual para uma possível cadeia de ocultação, dissimulação e integração de valores oriundos de crimes antecedentes contra o sistema financeiro, o mercado de capitais, a administração pública, a ordem econômico-financeira ou outros ilícitos conexos”, afirma no documento.
No pedido de investigação sobre o financiamento do filme à Interpol, estão citados a Go Up Entertainment, os aportes de Daniel Vorcaro, o Havengate Development Fund LP, a Freeway Cam B.V., a Stichting Freeway Custody, a New Path Pictures Inc. e demais pessoas físicas e jurídicas envolvidas.
Também são solicitados pedidos de informação às autoridades holandesas, húngaras, norte-americanas, além da preservação “urgente de dados” como registros financeiros, contratos, minutas e comunicações eletrônicas.
Revelações: Eduardo Bolsonaro, Go Up, Mario Frias e Karina da Gama
Na semana passada, além de mostrar que Eduardo Bolsonaro e a Go Up procuraram uma empresa da Hungria para pagamentos ao filme, a Agência Pública revelou como Mário Frias e Karina da Gama teriam oferecido até R$ 500 mil pela história de Bolsonaro e as condições impostas na minuta para o ex-presidente ceder sua história de vida para sempre. Em outra reportagem, documentos indicam que Cyrus Nowrasteh recebeu links desinformativos e livros do Brasil Paralelo para o roteiro do filme.




