Normal view

Polish foundation crowdfunds $39,500 for Vinnytsia after PiS opposition sank Kielce bus donation

12 June 2026 at 09:34

Demonstrators knot a Ukrainian flag and a Polish flag together at a rally in Warsaw's Castle Square

Polish volunteers have raised more than 145,000 zloty (~$39,500) since 11 June to buy 15 decommissioned Solaris vehicles from Kielce. They plan to ship the Vinnytsia buses to Ukraine themselves, as shown on the Polish crowdfunding platform Zrzutka.pl on 12 June.

Their 500,000-zloty ($136 235) goal would buy the 17-year-old fleet at scrap value. The drive began after Polish right-wing councilors in Kielce sank a free transfer of the same Vinnytsia buses. Vinnytsia's tram-and-trolleybus grid runs on electricity. Whenever Russian strikes knock out the national power network, the city of roughly 360,000 freezes in place.

A foundation steps in where a city council stepped back

Fundacja Sikorki na Ukrainie is the Polish humanitarian group behind the drive. Since February 2022, it has shipped roughly 10 million zloty ($2.7 million) of non-weapon equipment to Ukrainian frontline units. Its tally includes 400 drones, 200 night-vision and thermal devices, 30 off-road vehicles, and 200 pallets of medical supplies. Founder Tomek Sikora worked with refugee shelters in Vinnytsia in early 2022. He later pivoted the foundation toward combat brigades near Bakhmut and Avdiivka.

The fundraiser is titled "Buses for Vinnytsia. Politicians block, we keep going." It tripled overnight. Donors pushed the running total from 57,000 zloty on the evening of 11 June to past 145,000 by dawn the next day.

"500,000 zlotys is a trifle for the state budget. For local politicians, the noise around aid is a free chance to score points in polls," the foundation wrote on Zrzutka.pl.

For the activists, the cost was not symbolic but practical.

"For us, it is the real price of proving that real solidarity still exists, and we will not let politicking block hard logistics."—Fundacja Sikorki na Ukrainie

If the Kielce purchase falls through, organizers will redirect the funds to protecting Ukrainian civilians from Russian air attacks. The model echoes a 2022 Polish citizen crowdfunding effort that bought three Mi-2 helicopters for Ukraine's military intelligence. In February 2026, a Slovak fundraiser raised one million euros in two weeks as Bratislava's government cooled on Kyiv.

How a 2022 street renaming became a 2026 sister-city flashpoint

Vinnytsia and Kielce have been sister cities since the Soviet period. The municipal donation collapsed after Law and Justice (PiS) councilors Maciej Jakubczyk and Marcin Stempniewski launched a media campaign against it. They cited Vinnytsia's 2022 renaming of a street to honor Stepan Bandera. Bandera led the wartime Ukrainian nationalist movement whose forces are blamed for the 1943-1944 ethnic cleansing of Poles in Volhynia. Stempniewski called the donation incomprehensible.

"Every time our outstretched hand to help a neighbor is hit by a stick in the form of honoring war criminals," he said, Censor.NET reported.

Vinnytsia mayor Serhii Morhunov withdrew the request on 10 June. PiS councilors then tabled a resolution demanding the city rescind the Bandera renaming. The motion failed at the 11 June council session. Twelve PiS members voted in favor, and two independents abstained. But 11 councilors from Prime Minister Donald Tusk's Civic Platform walked out. That left the resolution one vote short of the 13 needed. Stempniewski plans to resubmit it on 25 June.

The row sits inside a broader bilateral memory dispute. It flared in May after President Volodymyr Zelenskyy named a Ukrainian Armed Forces unit "Heroes of the UPA." Kielce mayor Agata Wojda has accused her city's PiS faction of "ordinary human meanness." Meanwhile, the European Commission has said bilateral disputes should not derail Ukraine's EU accession path. Activists hope the Vinnytsia buses will leave for Ukraine before the Kielce fleet is scrapped.

Credito più difficile, Pmi a caccia di nuove fonti di finanziamento

10 June 2026 at 06:30

La stretta creditizia non è più una sensazione: per le piccole e medie imprese romane è diventata una condizione strutturale. Le banche, spinte da requisiti patrimoniali più severi e da un approccio al rischio molto più prudente, stanno applicando criteri di selezione sempre più rigidi. Il risultato è un rallentamento nell’erogazione dei prestiti e un aumento dei tassi che pesa soprattutto sulle aziende con margini ridotti o cicli di cassa irregolari.

In questo scenario, le Pmi della Capitale stanno accelerando la ricerca di fonti alternative di finanziamento, aprendo un mercato che fino a pochi anni fa era considerato di nicchia. I minibond, ad esempio, stanno vivendo una seconda giovinezza: strumenti snelli, pensati per imprese solide ma non abbastanza grandi da accedere ai canali obbligazionari tradizionali. A Roma, diversi operatori specializzati segnalano un aumento delle emissioni, soprattutto nei settori servizi, costruzioni e tecnologie applicate al turismo.

Private debt, una soluzione che piace alle aziende ambiziose

Accanto ai minibond cresce il ricorso al private debt, con fondi che offrono capitali a medio termine in cambio di rendimenti più elevati e covenants più flessibili rispetto al sistema bancario. Una soluzione che piace alle aziende con piani di crescita ambiziosi, ma che richiede governance trasparente e capacità di dialogo con investitori professionali.

Poi c’è il capitolo crowdfunding, ormai maturo anche in Italia. Le piattaforme di equity e lending stanno diventando una valvola di sfogo per startup e microimprese che cercano capitali senza passare per gli istituti di credito. Nel Lazio, il numero di campagne è cresciuto a doppia cifra nell’ultimo anno, con particolare dinamismo nei settori food, cultura, green tech e servizi digitali.

Il ruolo sempre più centrale della finanza agevolata

Un ruolo sempre più rilevante lo gioca anche la finanza agevolata, tra bandi regionali, fondi europei e strumenti di garanzia pubblica. Le imprese romane stanno imparando a muoversi in un ecosistema complesso ma ricco di opportunità, spesso con il supporto di consulenti specializzati. La Regione Lazio, dal canto suo, sta spingendo su innovazione, transizione energetica e digitalizzazione, tre assi che attraggono sia contributi a fondo perduto sia finanziamenti a tasso agevolato.

Le startup e le imprese innovative rappresentano un capitolo a parte. Per loro, la difficoltà di ottenere credito bancario non è una novità. Ma oggi, rispetto al passato, possono contare su un ecosistema più maturo: fondi di venture capital, business angel, acceleratori e investitori privati che guardano con crescente attenzione alla scena romana, soprattutto nei settori AI, biotech, cybersecurity e mobilità sostenibile.

Le imprese non possono considerare il credito bancario l’unica soluzione

Il quadro generale è chiaro: la Capitale sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda. Le Pmi non rinunciano al credito bancario, ma non possono più considerarlo l’unica strada. La diversificazione delle fonti finanziarie non è più una scelta strategica: è una necessità per sopravvivere in un mercato competitivo, volatile e sempre più selettivo. E la caccia ai capitali alternativi è appena iniziata.

L'articolo Credito più difficile, Pmi a caccia di nuove fonti di finanziamento proviene da Affaritaliani.it.

❌