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Toyota avverte Bruxelles: il “made in EU” non può escludere gli alleati storici

12 June 2026 at 17:02

L’Industrial Accelerator Act finisce nel mirino di Toyota: il colosso giapponese è insoddisfatto dall’attuale impostazione dei requisiti della strategia per salvaguardare l’automotive “Made in EU” messa a punto da Bruxelles. Al congresso della testata specializzata Automotive News Europe, Yoshihiro Nakata, numero uno della filiale europea di Toyota, pur sostenendo gli obiettivi di fondo del nuovo regolamento, ha lanciato un monito chiaro: l’industria europea non può fare a meno dell’apporto dei suoi storici alleati globali.

Secondo l’analisi dettagliata presentata da Toyota, l’attuale formulazione dell’Industrial Accelerator Act rischia infatti di essere troppo restrittiva ed escludente. Nakata ha sottolineato come la forza, la solidità e la competitività del Vecchio Continente siano storicamente rafforzate dal contributo fondamentale di partner internazionali chiave come il Giappone, il Regno Unito e la Turchia.

L’esclusione di questi Paesi dai nuovi criteri di ammissibilità potrebbe innescare un effetto domino pericoloso, compromettendo gli investimenti futuri sul territorio, i livelli occupazionali e il trasferimento tecnologico tra regioni. In un mercato globale caratterizzato da una concorrenza spietata, i ritardi burocratici e i criteri troppo rigidi rischiano di indebolire la posizione dell’Unione Europea, proprio mentre le regioni concorrenti (Cina in primis) continuano a progredire.

“Riteniamo che alcuni partner strategici, come ad esempio Regno Unito, Giappone e Turchia, debbano essere riconosciuti allo stesso modo nel Made in EU”, ha affermato perentorio il manager giapponese: “La resilienza dell’Europa si fonda non solo sulla produzione locale, ma anche sulla collaborazione con i partner per creare economie di scala regionali e un successo condiviso. Lavorando insieme, siamo tutti più forti”.

Il discorso di Yoshihiro Nakata ha toccato anche il delicato tema del pacchetto Automotive e dei regolamenti comunitari per il taglio delle emissioni di gas serra. Toyota ha ribadito la propria visione storica, invocando un approccio alla decarbonizzazione che sia tecnologicamente neutrale. Si tratta di una strategia, secondo la Casa automobilistica, necessaria per rispecchiare la reale domanda dei clienti e, al tempo stesso, tutelare l’ambiente senza forzature ideologiche. La transizione energetica dovrebbe, secondo Toyota, godere di una flessibilità tale da potersi adattare all’incertezza del mercato e alle fluttuazioni della domanda dei consumatori.

Per la multinazionale nipponica la partita non si gioca solo sulla diffusione di veicoli elettrici a batteria o di veicoli a celle di combustibile a idrogeno ma anche sul contributo ambientale che potrebbero dare le vetture ibride plug-in. Dall’altro, è essenziale puntare con decisione sui carburanti rinnovabili. Questi ultimi, per Nakata, rappresentano un fattore chiave per la decarbonizzazione, perché sono in grado di ridurre significativamente le emissioni di carbonio, contribuendo al know-how tecnologico europeo e garantendo la resilienza energetica di fronte alle sfide geopolitiche attuali.

In chiusura del suo intervento, il dirigente di Toyota ha rivolto un appello diretto ai legislatori europei per una rigorosa e tempestiva attuazione del regolamento AFIR, ovvero la normativa sulle infrastrutture per i combustibili alternativi. L’obiettivo deve essere il rispetto stringente degli impegni presi per lo sviluppo delle reti di ricarica e, in particolare, delle infrastrutture di rifornimento di idrogeno, un tassello giudicato fondamentale per la decarbonizzazione del trasporto pesante.

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Bmw, l’idrogeno nel mirino. La prima X5 con celle a combustibile arriva nel 2028

11 June 2026 at 14:47

Mentre gran parte dell’industria automobilistica europea concentra investimenti e sviluppo sulle auto elettriche, Bmw continua a percorrere anche una strada diversa. Non alternativa, almeno secondo la casa bavarese, ma complementare. La conferma è arrivata con l’annuncio che nel 2028 debutterà il primo modello di serie alimentato a celle a combustibile: una versione della futura X5 sviluppata in collaborazione con Toyota.

Per Bmw, infatti, l’idrogeno non è il rivale delle auto EV, ma un’altra forma di mobilità a elettroni. Nella Bmw iX5 Hydrogen la trazione è affidata a un motore elettrico come in una normale auto 100% elettrica. La differenza è che l’energia viene prodotta a bordo dalla reazione tra idrogeno e ossigeno all’interno della fuel cell, anziché essere accumulata in una grande batteria.

Per il guidatore cambia poco: accelerazione immediata, silenziosità e assenza di emissioni allo scarico. Cambiano invece alcuni aspetti che Bmw considera strategici. Il primo è il tempo di rifornimento, che richiede pochi minuti. Il secondo è l’autonomia: la nuova generazione della iX5 Hydrogen utilizzerà il sistema Bmw Hydrogen Flat Storage (nella foto), con sette serbatoi integrati nel pianale capaci di contenere circa sette chilogrammi di idrogeno e garantire, secondo la Casa, fino a 750 chilometri di percorrenza.

L’idrogeno potrebbe inoltre risultare particolarmente interessante per chi percorre lunghe distanze, traina carichi pesanti o non dispone facilmente di punti di ricarica. Da qui nasce il concetto di “technology openness”, l’apertura tecnologica che il presidente dell’azienda tedesca Oliver Zipse difende da anni. L’idea è che nessuna soluzione possa soddisfare da sola tutte le esigenze della mobilità globale. Le batterie resteranno centrali, gli ibridi plug-in continueranno ad avere un ruolo in alcuni mercati, i carburanti sintetici potrebbero prolungare la vita dei motori termici e l’idrogeno trovare spazio nei segmenti dove autonomia e rapidità di rifornimento sono determinanti.

La partita, però, va oltre l’automobile. Bmw e Toyota vedono l’idrogeno come parte di una strategia energetica più ampia che coinvolge trasporto pesante, logistica, industria e stoccaggio dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Restano tuttavia ostacoli importanti. Il principale è la carenza di infrastrutture: le stazioni di rifornimento sono ancora poche e concentrate in aree limitate. A questo si aggiungono i costi elevati di produzione, trasporto e distribuzione dell’idrogeno verde, che oggi ne limitano la diffusione.

La casa bavarese, però, sembra convinta della propria scelta. La futura X5 Hydrogen sarà costruita sulle stesse linee produttive delle versioni elettriche, ibride e termiche, con l’obiettivo di contenere i costi e garantire flessibilità industriale. Sarà il mercato a stabilire se a Monaco abbiano ragione. Di certo Bmw continua a sostenere che la decarbonizzazione non passerà da un’unica tecnologia. Il 2028 sarà il primo vero banco di prova.

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Toyota porta l’idrogeno a Le Mans. Debutto sportivo per il prototipo TR LH2 Racing

By: F. Q.
3 June 2026 at 09:58

Toyota compie un nuovo passo nello sviluppo delle tecnologie a idrogeno applicate al motorsport. In occasione della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, il costruttore giapponese porterà in pista per la prima volta davanti al pubblico il prototipo TR LH2 Racing, una vettura alimentata a idrogeno liquido che esplora le potenzialità di questa soluzione nelle competizioni.

Il modello, sviluppato sulla stessa base tecnica della Hypercar impegnata nella gara francese, sarà protagonista di due sessioni dimostrative sul Circuit de la Sarthe, in programma l’11 e il 13 giugno. L’obiettivo è quello di evidenziare le possibilità offerte da un motore a combustione interna alimentato a idrogeno, tecnologia sulla quale Toyota sta investendo da tempo.

Il progetto rappresenta infatti l’ultima evoluzione di un percorso iniziato cinque anni fa con la partecipazione della GR Corolla H2 alle competizioni della serie giapponese Super Taikyu. In una prima fase il costruttore ha utilizzato idrogeno gassoso, per poi passare all’idrogeno liquido nel 2023, soluzione che consente una maggiore densità energetica e quindi una migliore gestione di autonomia e prestazioni.

Toyota ha portato avanti sperimentazioni del genere anche nei rally. Dopo la prima apparizione della GR Yaris H2 al Rally di Ypres nel 2022, il marchio ha continuato a sviluppare la tecnologia con successive dimostrazioni della GR Yaris Rally2 H2 Concept in eventi del Campionato Mondiale Rally.

Le Mans rappresenta, nondimeno, una vetrina particolarmente significativa. Già nel 2023 Toyota aveva portato sul circuito francese la GR H2 Racing Concept, anticipando una possibile futura categoria dedicata all’idrogeno. Da allora lo sviluppo è proseguito fino ad arrivare all’attuale TR LH2 Racing Prototype, che segna un ulteriore avanzamento nella ricerca.

Prima di scendere in pista, la vettura sarà esposta all’interno dell’Hydrogen Village, l’area dedicata alle tecnologie dell’idrogeno allestita nel contesto della manifestazione. Qui Toyota presenterà ai visitatori i propri progetti legati alla mobilità sostenibile e alla strategia di neutralità carbonica, utilizzando ancora una volta le competizioni come laboratorio per accelerare l’evoluzione tecnologica.

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