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Dal mito alla passerella: al Museo Egizio di Torino la moda contemporanea riscrive i simboli dell’antico Egitto

11 June 2026 at 15:07

L’antico Egitto incontra la moda contemporanea in un progetto che unisce formazione, ricerca e sperimentazione creativa. Si chiama HIEROGLAM la nuova iniziativa espositiva e formativa promossa da Accademia IUAD e ospitata negli spazi del Museo Egizio di Torino, dove circa trenta creazioni realizzate dagli studenti delle sedi di Napoli e Milano dialogano con alcuni dei più significativi esempi della couture internazionale.

Curato da Pasquale Esposito e Francesco Maffei, il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti attraverso una rilettura contemporanea dell’immaginario egizio. Gli studenti hanno sviluppato una capsule collection ispirata all’estetica, ai rituali e alla ricca simbologia dell’antica civiltà del Nilo, trasformando elementi iconografici come amuleti, armature, divinità ibride e simboli sacri in capi dal forte impatto visivo e concettuale.

La mostra si sviluppa come un percorso immersivo in cui l’abito supera la sua funzione estetica per diventare esperienza sensoriale e strumento narrativo. Volumi scultorei, superfici luminose e tessuti stratificati danno forma a una visione che oscilla tra memoria archetipica e immaginazione futuristica, restituendo alla moda il ruolo di linguaggio simbolico e rito identitario.

Ad arricchire il percorso espositivo contribuisce una selezione di capi provenienti dall’Archivio di Ricerca Mazzini, realtà riconosciuta a livello internazionale per la conservazione e lo studio della moda storica. In mostra figurano creazioni firmate da maestri del calibro di Issey Miyake, Gianfranco Ferré, Roberto Cavalli e Alexander McQueen, che offrono un ulteriore livello di lettura sul rapporto tra moda e patrimonio culturale.

HIEROGLAM e la lunga storia della fascinazione tra moda ed Egitto

HIEROGLAM si inserisce infatti in una lunga tradizione di fascinazione del sistema moda per l’Egitto. Dalle intuizioni di Elsa Schiaparelli alle interpretazioni di Christian Dior, Karl Lagerfeld, John Galliano, Jean Paul Gaultier e Olivier Rousteing, fino alle iconografie pop rese celebri da artisti come Michael Jackson, Madonna, Beyoncé e Lady Gaga, il simbolismo egizio continua a rappresentare una fonte inesauribile di ispirazione per creativi e performer.

Al centro dell’esposizione restano però i giovani designer IUAD, protagonisti di una ricerca che riflette anche sulle esigenze del presente. In un’epoca dominata da immagini digitali, avatar e identità visive sempre più fluide, la mostra propone una riflessione sul bisogno contemporaneo di appartenenza, significato e ritualità. Il glamour recupera così la sua dimensione più originaria e quasi sacrale, diventando forza capace di sedurre, trasformare e raccontare.

Ogni creazione esposta si confronta con archetipi universali come il sole, il serpente, l’occhio e la piramide. I concetti di ka e ba, rispettivamente forza vitale e anima mobile nella cultura egizia, ispirano silhouette fluide, accessori dal carattere rituale e palette cromatiche che fondono oro solare, blu del Nilo, nero cosmico e rosso desertico.

Più che una semplice esposizione di moda, HIEROGLAM si configura come un’esperienza immersiva che invita il visitatore ad attraversare una soglia simbolica, dove il corpo diventa mito e il tessuto si trasforma in racconto. Un progetto che dimostra come il dialogo tra patrimonio storico e creatività contemporanea possa generare nuove forme di espressione, offrendo ai giovani designer uno spazio privilegiato per sperimentare e immaginare il futuro.

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Divieto di trasferta per 10 giornate per i tifosi di Juve e Torino: la decisione del Viminale dopo gli scontri nel derby

10 June 2026 at 13:43

Niente trasferte per i tifosi di Torino e Juventus per dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. Queste le disposizione del Ministero dell’Interno, dopo le violenze degli ultras al derby del 24 maggio scorso. Scontri in cui era rimasto ferito Leonardo Basoccu, che ha lasciato ieri l’ospedale Molinette di Torino, dove era ricoverato dal 24 maggio dopo il grave trauma cranico riportato. Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri disputeranno gare in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse partite ai residenti nelle regioni interessate.

In particolare, il divieto riguarda i residenti in Piemonte per le gare del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per le partite della Juventus. La tifoseria granata era già stata colpita con misure restrittive nella stagione appena terminata dopo gli episodi avvenuti in occasione di TorinoVerona dell’11 aprile scorso. Infatti erano state vietate le trasferte a Cremona e Udine. Intanto Basoccu, tifoso juventino di 36 anni, la cui prognosi è stata sciolta nelle scorse ore, è stato dimesso dall’ospedale Molinette di Torino. “Colgo anche l’opportunità per ringraziare tutto il personale, gli assistenti, tutti quanti sono stati gentilissimi e molto cordiali con me”. Basoccu ha spiegato che il percorso di cura non è ancora concluso. “Adesso ci vorrà ancora un po’ per la ripresa totale, ci sarà un’altra operazione, ci pensiamo con calma”.

Quanto al momento del ferimento, il trentaseienne continua a non avere ricordi. “No”, ha risposto alla domanda se ricordasse qualcosa di quei momenti. “Ricordo qualcosina del prima. Devo ancora capire le vicende reali che sono successe, devo ancora parlare con le persone che erano con me, non le ho ancora sentite tutte, però non ho una memoria ben chiara di quello che è accaduto”. Nei giorni scorsi Basoccu è stato sentito dagli inquirenti che stanno ricostruendo la dinamica del ferimento. “, certo, sono venuti a interrogarmi in stanza, però come ho detto a loro e a voi non ricordo nulla di quello che è successo“.

Sulle polemiche relative alla gestione dell’ordine pubblico il tifoso non prende posizione. “Non so nulla di queste cose e non voglio neanche entrare nel tema, sinceramente non conoscendo i fatti, le vicissitudini“. Basoccu ha infine spiegato che durante il ricovero i medici avevano limitato i contatti con l’esterno. “Una delle prime dottoresse che mi ha assistito da quando sono entrato non voleva che io avessi contatti con l’esterno per non danneggiare la memoria“. Tra le poche notizie apprese durante la degenza anche quelle sull’esito della stagione bianconera. “Mi hanno detto che non siamo andati in Champions League: anche quella pensavo fosse una visione, invece purtroppo è vero”, ha scherzato.

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Torino festeggia i 20 anni di Pride: “Oltre 160mila persone in corteo”. Luxuria dal palco: “Ora scioperi contro il ddl Valditara”

7 June 2026 at 12:32

Su Torino soffiano “venti di lotte”. Sotto gli eleganti palazzi del centro, un fiume arcobaleno ha attraversato la città tra musica, cori e striscioni. Sono 160mila, secondo gli organizzatori, le persone che sabato 6 giugno hanno preso parte alla ventesima edizione di Torino Pride. Madrine Ambra Angiolini e la figlia Iolanda. Ad parire il corteo, Vladimir Luxuria e il sindaco Pd di Torino Stefano Lo Russo.

Torino ha festeggiato 20 anni di Pride

Partito dal Parco del Valentino, il corteo ha attraversato le principali vie cittadine fino a piazza Vittorio Veneto, trasformando il centro in uno spazio di festa ma anche di rivendicazione politica. “Venti di lotte” è infatti il claim scelto per celebrare il ventennale della manifestazione. Un titolo che richiama non solo il traguardo raggiunto, ma anche l’idea di una comunità che continua a muoversi e a costruire alleanze. Nel documento politico diffuso per l’edizione 2026, il Coordinamento Torino Pride sottolinea come la conquista degli spazi e il sostegno reciproco tra persone e comunità non possano limitarsi a un appuntamento annuale, ma debbano diventare una pratica quotidiana. “La nostra battaglia non è solo nostra: è una lotta intersezionale per una società più giusta e più abitabile” per tutti e tutte, si legge nel testo, che per la prima volta dedica anche una sezione ai diritti digitali e al contrasto dell’hate speech online. Un messaggio che assume un significato particolare alla luce di quanto accaduto pochi giorni prima dell’evento. Il 2 giugno Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride, ha denunciato di essere stata aggredita verbalmente su un treno mentre partecipava a una videocall dedicata proprio all’organizzazione del Pride. “Un uomo mi ha dato della ridicola, ha detto che il Pride è inutile”, aveva raccontato, riferendo anche i tentativi dell’aggressore di tirarle dei calci. L’episodio ha suscitato solidarietà e indignazione, riportando l’attenzione su quanto il lavoro contro discriminazioni e pregiudizi sia ancora necessario. Tema, questo, emerso più volte anche dagli interventi conclusivi dal palco allestito in piazza Vittorio Veneto, dove il corteo è approdato nel tardo pomeriggio dopo due ore e mezza di marcia.

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Gli interventi dal palco

Jacopo Rosatelli, assessore di Sinistra ecologista al Welfare, Diritti e Pari opportunità del Comune di Torino, ha duramente criticato il via libera del Senato al disegno di legge del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in materia di consenso informato in ambito scolastico per l’educazione sessuo-affettiva. “Alla prossima aggressione omolesbobitrasfobica risparmiateci le vostre parole retoriche”, ha dichiarato. “Vergognatevi, perché la colpa è anche vostra che avete votato queste leggi che impediscono di cambiare la mentalità, di rompere gli stereotipi e i pregiudizi”. L’assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione internazionale, lanciando un messaggio di solidarietà verso i membri della comunità LGBTQIA+ che, a diverse latitudini, continuano a essere perseguitati, come accade in Senegal, che di recente ha inasprito le pene per le relazioni omosessuali. Tra gli interventi più applauditi anche quello di Vladimir Luxuria, che tornando sul provvedimento sull’educazione affettiva nelle scuole ha invitato studenti e docenti a farsi sentire durante il prossimo anno scolastico: “Mobilitatevi contro il ddl, fate sciopero”, ha detto, definendo il disegno di legge un attacco non solo ai diritti delle persone LGBTQIA+, ma anche all’autonomia scolastica.

Lo sguardo al futuro con EuroPride

L’edizione numero 20 del Torino Pride arriva in un momento particolarmente significativo per la città piemontese, che guarda già al 2027, quando ospiterà l’EuroPride, la manifestazione itinerante che ogni anno viene affidata a una diversa città europea e che richiama centinaia di migliaia di persone da tutto il continente. Una sfida importante che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà rappresentare un’occasione per continuare a trasformare la città in uno spazio sempre più inclusivo. “Sarà una rivoluzione”, ha promesso dal palco Alessandro Battaglia, responsabile del progetto EuroPride 2027 e membro del Coordinamento Torino Pride.

Vent’anni dopo la sua prima edizione, il Torino Pride continua così a rivendicare la propria identità. Una manifestazione che non vuole essere soltanto una festa o una celebrazione, ma uno strumento di partecipazione politica. Perché quei “venti di lotte” che hanno attraversato le strade della città non raccontano soltanto la storia della comunità LGBTQIA+, ma quella di tutte le battaglie contro discriminazioni, esclusioni e disuguaglianze.

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Tenta di strangolare la moglie e poi di soffocarla con un cuscino: 51enne fermato dalla suocera nel Torinese. Arrestato

3 June 2026 at 16:01

Al culmine dell’ennesima lite familiare ha prima cercato di strangolare la moglie, poi di soffocarla con un cuscino. A salvarla è stato solo l’intervento della madre, in casa al momento dell’aggressione, che ha permesso alla figlia di scappare chiamando poi i soccorsi.

È quanto successo nella serata del 2 giugno a Volvera, nel Torinese, dove i carabinieri sono intervenuti nell’abitazione di una coppia immobilizzando e arrestando un uomo di 51 anni con l’accusa di tentato omicidio aggravato e maltrattamenti in famiglia. La donna è stata trasportata all’ospedale di Orbassano dove è ricoverata in osservazione ma non in pericolo di vita.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, coordinati dalla Procura di Torino, la donna è riuscita a sottrarsi dalla presa del marito grazie all’aiuto della madre. Subito dopo è fuggita dalla vicina di casa in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Dalle prime testimonianze raccolte, è emerso che il litigio era solo l’ultimo di una lunga serie, mai denunciata prima. L’uomo, un ingegnere, si trova ora nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino: stando a quanto riportato da La Stampa, aveva accettato le richieste della moglie di lasciare l’Ungheria per venire a lavorare in Italia. Una volta arrivato in Piemonte però, non è riuscito a trovare un impiego, mentre la donna stava a casa per badare alla madre anziana. La situazione ha aggravato le liti e le discussioni che pare fossero all’ordine del giorno.

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