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Deforestazione, cemento e la rivoluzione dei fenicotteri: dove sta andando l’Albania?

13 June 2026 at 06:41

Sono trascorsi davvero parecchi anni da quando, complice una mia conoscenza, volevo fare un viaggio in Albania, sicuro che, caduto il regime totalitario di Enver Hoxha e il conseguente arrivo di capitali esteri, quella terra avrebbe subito una drastica trasformazione territoriale. Buon profeta, si fa per dire, meglio: facile profeta.

Ed ecco, che, in una terra tradizionalmente dedita ad agricoltura e pastorizia, fa il suo prepotente ingresso l’edilizia, specie nella capitale e sulla costa. Tirana è diventata una nuova Milano, e, guarda caso, l’architetto – anzi l’archistar – di riferimento è quello Stefano Boeri assurto a fama universale grazie al Bosco Verticale.

Un’espansione edilizia senza precedenti quella di Tirana, iniziata quando primo cittadino era quell’Edi Rama (socialista…), sindaco dal 2000 al 2011 e dal 2013 primo ministro. Boeri si è aggiudicato prima il progetto Tirana 2030 (che è il piano regolatore della città) e poi il progetto Tirana Riverside (concepito per i 4000 sfollati del terremoto del 2019). A guardarli sul sito della Stefano Boeri Architetti, colpisce il verde a macchia d’olio che li caratterizza.

Sia come sia, voxeurop.eu riporta che a Tirana oggi si contano 52.000 alloggi vuoti; i prezzi di vendita in un centro gentrificato viaggiano tra i 2.500 e i 4.500 euro/mq, quando il reddito mensile lordo di un albanese è 850 euro. Ed è quasi impossibile trovare un bilocale in affitto a meno di 600 euro/mese. Eppure il piano regolatore è concepito per ospitare 1,6 milioni di abitanti, quando Tirana ne conta appena 590.000. E intanto ovviamente si sta assistendo all’espulsione dalla cinta urbana dei meno abbienti e l’acquisto delle proprietà immobiliari da parte di fondi stranieri.

Converrete, come accennavo, che il paragone con Milano è impressionante. Con in più qui anche il riciclaggio di denaro. Ma l’esplosione dell’edilizia non si limita alla capitale. Se nel 2015 sono stati concessi permessi per la costruzione di nuovi edifici residenziali pari ad una superficie di 50 chilometri quadrati, nel 2022 l’estensione è stata di ben 2.071 chilometri quadrati: oltre 40 volte di più, e il trend è destinato a perdurare.

Questo in un paese che si svuota: tra il 2011 e il 2023 l’Albania ha perso quasi mezzo milione di abitanti. Ma allora dove finisce il cemento? Facile a dirsi: soprattutto nell’industria più impattante al mondo, quella turistica, e specialmente, ça va sans dire, sulla costa. E questo mentre nell’interno il paese è sempre meno verde. Secondo l’istituto di statistica albanese (Instat) dal 2018 al 2023 il paese ha perso 320.000 ettari di fondo forestale e pascoli, nell’indifferenza delle autorità pubbliche e nonostante una teorica moratoria sui tagli. E il maggior importatore di legno è la nostra Italia, con addirittura il 61% delle quote.

Deforestazione nell’interno, con relative piste forestali, e cementificazione sulla costa: un mix micidiale. Ma andiamo nello specifico sulla costa, nel sud del paese, dove in questi giorni è salita alla ribalta internazionale l’isola di Saseno – o Sazan come la chiamano gli albanesi – disabitata, circondata da un mare cristallino, e miracolosamente salvatasi da speculazioni edilizie grazie a servitù militari oggi non più in essere (durante il regime comunista di Enver Hoxha furono costruiti oltre 3.600 bunker e gallerie sotterranee, progettate per resistere a un attacco nucleare).

È qui che il genero di Trump, Jared Kushner, straricco imprenditore ebraico ortodosso, accortosi dell’esistenza dell’isola durante una crociera, vorrebbe realizzare un mega resort investendo 1,4 miliardi di dollari. Una storia vecchia questa dei resort, se pensiamo che ormai quando si parla di investimenti nel mondo del turismo non si parla di camping o di aree attrezzate, ma solo di opere di grave impatto, destinate in buona parte ad élite (“ecco è così che va il mondo”).

E nel 2025 gli è stata concesso un permesso per costruire, facilitato – guarda caso – da una legge che sembra creata ad hoc sugli “investimenti strategici” del 2024. Infatti la norma ha creato una nuova categoria di progetti urbanistici che possono operare anche sul suolo pubblico e in deroga alle regolari procedure di assegnazione di appalto, mentre altri emendamenti hanno allentato i vincoli sulle aree protette.

Ma l’operazione immobiliare (aumentando il proprio valore a circa quattro miliardi di dollari, prevedendo 10.000 posti letto) si estenderebbe anche sulla costa (sempre grazie alla legge speciale di cui sopra), nell’area protetta di Vjosa-Narta (l’area del delta del fiume Vjosa), uno dei siti naturali di maggior pregio in Europa, un intatto paesaggio di lagune, dune, pinete e zone umide che ospita alcune delle più importanti rotte migratorie del Mediterraneo (ben 200 specie di uccelli, tra cui i fenicotteri rosa). Area in cui ad aprile sono state realizzate delle trincee in filo spinato e sono già entrati in opera dei mezzi operativi, distruggendo parte delle dune.

Ambedue gli investimenti in realtà non fanno capo direttamente a Kushner, bensì al fondo di investimento da lui creato, la Affinity Partners, con anche capitali dei paesi arabi, in particolare qatarioti. A margine ma non troppo, consideriamo il fatto che l’Albania ha aderito al Board of Peace di Trump (il socialista Rama è buon amico non solo di Trump, ma anche di Netanyahu), e che (gossip) Ivanka Trump è stata vista pranzare con Edi Rama, che ovviamente considera un’occasione da non perdere il faraonico investimento.

Ma non tutto sembra andare nella direzione auspicata dal governo, visto che: uno, l’Albania vuole aderire all’Ue, e questa le ha intimato di osservare le normative vigenti di tutela ambientale; due, si sono mosse in difesa di questo patrimonio naturale e in particolare per l’area costiera ben 28 associazioni ambientaliste e nel paese vi sono state e sono tuttora in corso vere e proprie sollevazioni popolari (ma anche in altri paesi, Italia compresa). Un movimento di protesta al grido “l’Albania non è in vendita” e già denominato la “Flamingo revolution”, la “Rivoluzione dei fenicotteri“. Movimento liquidato così da Rama: “Se non ci fosse Jared, a nessuno importerebbe niente di quello che sta succedendo in Albania”.

Il fatto che chiami Kushner per nome e il contenuto dell’affermazione la dicono lunga sul personaggio. A margine ma non troppo, conviene ricordare che il fondo Affinity Partners voleva realizzare l’anno scorso una Trump Tower (in omaggio all’illustre cognato) a Belgrado (anche qui grazie ad una normativa speciale ad hoc) e che il progetto non è andato in porto a causa di un procedimento della Procura per abuso d’ufficio e falsificazione di un documento ufficiale.

Guarda caso, per quest’altra operazione immobiliare a carattere turistico invece in corso, la Spak, la procura anti-corruzione albanese indipendente nata nel 2019, ha intanto avviato delle indagini sulle modifiche apportate nel 2024 allo status di protezione dell’area e alla proprietà dei terreni, cambiamenti che hanno aperto la strada allo sviluppo turistico.

Diciamo in conclusione che da queste vicende l’immagine pubblica del governo albanese non ne esce molto bene.

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“A Albânia não está à venda”. Ivanka Trump sob fogo devido a projeto para resort de luxo

By: ZAP
13 June 2026 at 06:40
Em causa está um polémico projeto de Ivanka Trump e Jared Kushner para um resort de luxo numa ilha paradisíaca na Albânia, que tem motivado protestos por todo o país e apelos à demissão do primeiro-ministro. Há já dias que os manifestantes estão a protestar pelas ruas de Tirana, capital da Albânia, atraindo milhares de pessoas às ruas para exigir o cancelamento de um empreendimento turístico de luxo supostamente ligado a Ivanka Trump — filha do presidente americano Donald Trump — e ao seu marido Jared Kushner. Há bandeiras albanesas e slogans anticorrupção, mas também muitas imagens da filha de

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Em causa está um polémico projeto de Ivanka Trump e Jared Kushner para um resort de luxo numa ilha paradisíaca na Albânia, que tem motivado protestos por todo o país e apelos à demissão do primeiro-ministro. Há já dias que os manifestantes estão a protestar pelas ruas de Tirana, capital da Albânia,

‘The birds will fly away’: can Albania’s flamingo revolution keep its wetlands free from Trumps and tourists?

12 June 2026 at 05:00

A luxury resort backed by the US president’s family may be built on a wildlife-rich nature reserve in one of Europe’s poorest nations

If the real estate dreams of a billionaire political family come true, an island in one of Europe’s poorest countries will become a luxury hotel complex, sweeping up stretches of the wildlife-rich nature reserve that sits across the water.

No public consultation has taken place, but there are signs the idea is on the way to becoming reality. Albania has been rocked by nearly two weeks of fierce protests after fences and heavy machinery came to a sensitive wetland and preparatory work began on the tourism vision of Ivanka Trump and her husband, Jared Kushner.

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© Photograph: Fedja Grulovic/Reuters

© Photograph: Fedja Grulovic/Reuters

© Photograph: Fedja Grulovic/Reuters

La revolución de los flamencos se levanta contra los megaproyectos de la familia Trump en Albania: “Nuestro país no está en venta”

12 June 2026 at 04:30

“Albania no está en venta”. Ese es el grito de batalla que se ha apoderado de Tirana, la capital del país, durante las últimas dos semanas. Miles de personas han salido a las calles este jueves para protestar por duodécimo día consecutivo contra dos megaproyectos turísticos impulsados por Ivanka Trump y Jared Kushner, la hija y el yerno del presidente de Estados Unidos, en un rincón paradisíaco en la costa del mar Adriático. “Este es nuestro hogar y venimos a defenderlo”, afirma Ana Kodra, una manifestante de 22 años, que lleva atada a sus espaldas la bandera del país.

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© Florion Goga (REUTERS)

Manifestantes protestan en Tirana contra dos megaproyectos impulsados por la familia Trump, el miércoles.

A look at the Albanian island where a Kushner-Trump resort plan has sparked protests

Albania's Sazan Island is a jewel in the Adriatic Sea. The former Cold War-era base is now in a luscious nature preserve and an inviting prospect for real estate developers. Chief among them is Ivanka Trump and Jared Kushner. Their plans are running headlong into Albanians who want to keep what's theirs. Special correspondent Simon Ostrovsky and producer Katia Patin report.

Tornano i fenicotteri in Albania: anche un Paese piccolo può dare lezioni di resilienza civile

11 June 2026 at 06:51

La stampa internazionale, sempre pronta a trasformare un’anomalia in un caso geopolitico, ha subito parlato di “simbolo della nuova Albania”. E in effetti questi fenicotteri che tornano nelle lagune di Karavasta e Narta sembrano voler dire una cosa semplice: se perfino noi torniamo, forse qualcosa si muove.

Ma la domanda vera è: si muove davvero? O è solo l’ennesima operazione di maquillage politico in un mondo dove tutti fingono di cambiare per non cambiare nulla?

Per capire la portata di questa “rivoluzione rosa”, bisogna ricordare che l’Albania ha già conosciuto la rivoluzione più cupa del Novecento europeo: quella di Enver Hoxha, il dittatore che trasformò il Paese in un bunker a cielo aperto. Un regime che vietava religioni, libri, viaggi, idee, perfino i jeans. Altro che fenicotteri: lì non volava nemmeno una mosca senza autorizzazione del Partito del Lavoro.

Eppure, paradossalmente, proprio in quel Paese che aveva abolito Dio per decreto oggi convivono pacificamente musulmani sunniti, bektashi, ortodossi e cattolici. Una convivenza che farebbe invidia a mezzo mondo, soprattutto a quelle potenze che predicano tolleranza mentre esportano bombe.

Mentre i fenicotteri si moltiplicano nelle lagune albanesi, il resto del pianeta sembra impegnato in una gara a chi si autodistrugge più velocemente. Gli Stati Uniti oscillano tra isolazionismo e muscoli, l’Europa si scopre improvvisamente fragile, la Russia continua a giocare a Risiko con i confini, la Cina osserva e aspetta, il Medio Oriente è un incendio permanente. E l’Albania?

Fa quello che può: cerca investitori, cerca stabilità, cerca di non essere risucchiata dalle tensioni regionali. E intanto si gode i fenicotteri, che almeno non chiedono ministeri, non fanno colpi di Stato e non pretendono riforme costituzionali.

E i giovani? Sono loro i veri protagonisti mancati della rivoluzione. I giovani albanesi guardano i fenicotteri con un misto di tenerezza e ironia: “Beati voi che potete migrare senza visti”. Perché la verità è che la nuova Albania la stanno costruendo più gli emigrati che i residenti. Chi resta lotta con stipendi bassi, corruzione endemica, politica opaca. Chi parte manda soldi, idee, competenze. E allora la rivoluzione dei fenicotteri diventa un monito: tornare è possibile, ma solo se il Paese diventa un posto dove valga la pena restare.

La rivoluzione dei fenicotteri non è solo una rivoluzione. È un’immagine, un simbolo, un promemoria. Ricorda all’Albania che la bellezza può tornare, ma solo se trova un ambiente che la protegge. Ricorda ai giovani che il futuro non è scritto, ma va costruito. Ricorda al mondo che perfino un Paese piccolo, povero e spesso ignorato può dare lezioni di convivenza religiosa e resilienza civile. Ricorda infine a noi, osservatori distratti, che a volte basta un fenicottero rosa per capire che la politica, quando non cambia davvero, resta solo un grande stagno.

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L’Ue avverte l’Albania sul progetto del maxi-resort di Kushner: “Preoccupante, astenetevi da azioni che impatterebbero sulla vostra adesione”

8 June 2026 at 16:03

Gli affari dei Trump in Albania diventano motivo di scontro a distanza tra l’amministrazione americana e la Commissione europea. Il campo di battaglia è la piccola isola di Sazan, di fronte alle coste di Valona, dove il genero del tycoon, Jared Kushner, vuole costruire un mega-resort, con la popolazione albanese che da giorni scende in piazza a Tirana per protestare contro il progetto e chiedere al governo di fermarlo. Così, anche da Palazzo Berlaymont è stata espressa “preoccupazione“. Con un avvertimento esplicito al governo albanese: “Astenersi da azioni” che potrebbero avere un impatto sul percorso di adesione all’Ue.

Un tema sensibilissimo per Tirana quello tirato in ballo dalle istituzioni europee. L’Albania, così come il Montenegro e altri Paesi dei Balcani occidentali, sta cercando di completare le ultime fasi del processo di integrazione europeo che le permetterà di diventare uno Stato membro entro il 2028, come nei progetti di Bruxelles. Un passo falso del genere rischia, se non di compromettere, di ritardare gli ultimi step di un processo che dura da diversi anni. “Abbiamo già espresso al ministro dell’Ambiente le nostre preoccupazioni in merito alle potenziali carenze di questo progetto”, ha dichiarato un portavoce della Commissione, sottolineando l’impegno di Tirana a sospendere i lavori e a condurre “una valutazione di impatto ambientale completa per il progetto, in consultazione con la società civile”. Bruxelles ricorda anche che “il progetto è anche oggetto di indagini da parte della Spak (la procura speciale anti-corruzione, ndr) che, secondo quanto riferito, vanno oltre le preoccupazioni ambientali. Le nostre preoccupazioni non sono nuove. Come già affermato nella nostra ultima relazione sull’allargamento, la ripetuta proroga della legge sugli investimenti strategici continua a sollevare preoccupazioni circa i possibili impatti ambientali, in particolare nelle aree protette”.

L’esecutivo di Edi Rama, quindi, si trova di fronte a un bivio: garantire alla potente famiglia Trump di investire 4 miliardi di dollari nell’ennesima “riviera” fuori dai confini statunitensi o rimanere fedele ai dettami imposti dall’Ue. Il portavoce ha ribadito che Tirana è tenuta ad “allinearsi pienamente alla legislazione dell’Ue nel settore ambientale”, ad “abrogare le disposizioni incompatibili (promulgate tramite emendamenti alla legge sulle aree protette)”, a “porre fine alla legislazione del 2015 sugli investimenti strategici” e a “dimostrare la propria capacità di gestire i futuri siti Natura 2000, comprese le misure di conservazione che impediscono il deterioramento degli habitat e delle specie. L’Albania dovrebbe astenersi da azioni che potrebbero compromettere il raggiungimento dei parametri di riferimento per la chiusura del capitolo e ci si aspetta che le autorità albanesi agiscano senza indugio”.

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Thousands of Albanians Protest Jared Kushner-Linked Coastal Resort Project

5 June 2026 at 12:33
Albanians and police officers face each other during a protest in Tirana over a proposed coastal resort development.
Albanians clash with police during a protest in Tirana against a Jared Kushner-linked resort project in a protected coastal area. Credit: Malton Dibra/EPA/AMNA

Albanians have joined a growing wave of protests against a major coastal resort project linked to Jared Kushner’s investment firm, Affinity Partners. The demonstrations began near the proposed development site in Zvernec, close to the protected Vjosa-Narta coastal area, before spreading to the capital, Tirana, where protests continued for several days.

Chanting “cancel the project” and carrying banners reading “Albania is not for sale,” demonstrators demanded that the government block the resort plans. The project includes luxury tourism development on the uninhabited island of Sazan and in the Vjosa-Narta protected landscape, a wetland area near the southern community of Zvernec. The region is known for its biodiversity and is home to flamingos, seals, and sea turtle nesting sites.

Environmental groups, local residents, and civil society activists say the development could cause irreversible damage to one of Albania’s most sensitive coastal ecosystems. They have also raised concerns over transparency, land ownership, and possible corruption.

Albanians protest coastal resort after beach access blocked

The latest wave of demonstrations began after fencing and barbed wire appeared near the proposed development area, blocking access to the beach. Residents and environmental activists gathered in Zvernec, where tensions escalated.

Private security guards reportedly attacked and injured several protesters during the gathering. Following the incident, authorities suspended several police officers and revoked the licenses of two private security companies.

The unrest then moved to Tirana, where protesters rallied outside government buildings, including the office of Prime Minister Edi Rama. Demonstrators used inflatable flamingos as a symbol of the protected wetland and held signs reading “Nation is not for sale” and “I don’t want Albania like Dubai.”

Anti-corruption prosecutors open inquiry

The protests intensified after Albania’s Special Prosecutor’s Office against Corruption and Organized Crime (SPAK) opened an inquiry into issues surrounding land titles, sales to investors, and changes affecting the protected status of the area. It has not been confirmed whether the land surrounded by barbed wire has been purchased by Affinity Partners.

Kushner first presented plans for development projects in Albania two years ago. According to those plans, Sazan, a former secret communist-era military base, would be transformed into a luxury tourist destination. The development has been estimated at around €1.4-1.6 billion ($1.62-1.86 billion). Luxury hotels were also planned for Zvernec, near the Vjosa-Narta protected area.

Albanians holding flags and banners during a protest in Tirana against a coastal resort project linked to Jared Kushner.
Albanians protest in Tirana against a Jared Kushner-linked coastal resort project near the protected Vjosa-Narta wetland. Credit: Malton Dibra/EPA/AMNA

Environmental groups warn of serious damage

In January, around forty environmental organizations called for the suspension of the resort plans, warning that the project could threaten biodiversity in a coastal zone of major ecological significance. “We want all construction to halt and heavy machines out of the protected area,” said Joni Vorpsi, an ecologist with PPNEA-BirdLife Albania. “This would be a new city with around 10,000 rooms and it will completely destroy that wild region.”

Environmentalists argue that the scale of the project is incompatible with the protected status of the area. They say the development could disrupt bird migration routes, damage habitats, and permanently alter a largely undeveloped stretch of coastline.

Albanians protest as Rama rejects calls to halt coastal resort project

Prime Minister Edi Rama invited protesters to choose a delegation of about twenty people to discuss possible solutions, but the protesters rejected the proposal. Rama has publicly defended the investment, arguing that Albania must remain open and fair toward foreign investors.

“It is very important that we remain welcoming, that we remain fair, and that under no circumstances do we receive the stigma of being a country where investors are met with hostility,” Rama said in a statement shared with Reuters. “There is absolutely no chance that the investment will stop as long as I am here.” His comments have further angered opponents of the project, who say the issue is not hostility toward investment but the protection of public land, natural heritage, and the rule of law.

L’Albania si ribella al resort di Ivanka Trump e Kushner: proteste e indagini stringono il progetto del maxi-resort da 4 miliardi

5 June 2026 at 12:02

Proteste contro il governo, indagini della Procura e un precedente che insinua l’ipotesi che il progetto immobiliare di Jared Kushner e della moglie Ivanka Trump possa subire uno stop forzato, come successo in Serbia. Il 4 giugno è stato il quinto giorno consecutivo di manifestazioni per fermare la costruzione del resort della figlia del presidente Usa e del marito intenti a costruire un resort di lusso sull’isola di Sazan e sul sito protetto di Zvernec, su una delle spiagge vergini nel sud dell’Albania, a circa 150 chilometri da Tirana. Una enorme folla di cittadini e attivisti della società civile albanese si è riunita, grazie agli appelli sui social, davanti alla sede del governo per protestare contro il progetto. I due – che portano avanti il progetto insieme ai fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, del Qatar, i quali gestiscono il conglomerate Power International Holding – hanno già speso circa 200 milioni di dollari per l’acquisto dei terreni i cui proprietari albanesi sono sott’inchiesta e l’intero investimento si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di dollari.

Le proteste

I manifestanti contestano la costruzione del complesso in una zona che ritengono sia protetta e chiedono al governo di rinunciarvi, accusandolo peraltro di aver piegato le norme urbanistiche e ambientali agli interessi di un investitore straniero influente. Ma l’esecutivo ha precisato che l’intera area rientra in una categoria che prevede anche costruzioni a scopo turistico. “Il progetto non è giunto alla fase finale, e c’è ancora da concludere lo studio sull’impatto ambientale, quindi non capisco a cosa dovremmo rinunciare”, ha dichiarato Rama, il quale ha sostenuto che dietro la protesta ci sarebbero forze straniere “che sono contro gli interessi economici del Paese. “Sui social, si sta svolgendo una guerra ibrida tesa ad impedire che l’Albania faccia un vero e proprio salto di qualità nel settore del turismo”, ha aggiunto. Alle richieste dei manifestanti per le sue dimissioni, Rama ha risposto secco: “Il mio contratto è con quei 800 mila cittadini che mi hanno votato per cambiare il Paese”. L’indignazione pubblica è ulteriormente cresciuta dopo che un video ha mostrato un attivista che veniva trascinato a forza da una guardia di sicurezza privata mentre manifestava sul luogo del cantiere.

Come sia venuta l’idea ai coniugi Trump-Kushner, l’ha spiegato Ivanka stessa in un’intervista rilasciata questa settimana al podcaster statunitense David Senra. La figlia del tycoon ha dichiarato di avere scoperto il sito per caso, insieme al marito. “Eravamo sulla barca di un amico e ci siamo fermati per fare una nuotata. In pratica, è così che l’abbiamo trovata”, ha raccontato. “Abbiamo nuotato fino all’isola. Abbiamo fatto un’escursione a piedi nudi fino in cima e siamo rimasti semplicemente incantati”, ha aggiunto. Il progetto – che prevede la realizzazione di hotel, ville, appartamenti e un porto turistico – si articola in due parti: una nell’area della Laguna di Narta, riserva naturale sulla costa meridionale albanese, e l’altra sull’isola disabitata di Sazan, ex base militare dell’epoca comunista. Il progetto di sviluppo è previsto all’interno di una riserva naturale e in una delle aree di maggiore biodiversità dell’Albania, nonché una tappa fondamentale per gli uccelli migratori lungo la costa adriatica, cosa che preoccupa gli ambientalisti. Per questo i manifestanti hanno portato ai cortei cartelloni raffiguranti fenicotteri rosa, una delle specie di uccelli migratori protette, durante le manifestazioni a Tirana. Secondo il governo del premier Edi Rama, l’investimento rappresenterebbe un’opportunità strategica per lo sviluppo del turismo di lusso e per il posizionamento internazionale del Paese, che spinge per l’adesione all’Ue. Ma l’iniziativa ha suscitato l’opposizione degli ambientalisti e dei critici del primo ministro. Una società di investimento legata a Kushner ha ottenuto dalle autorità albanesi uno status di investitore speciale. L’Albania ha 450 km di costa rimasti in gran parte sottosviluppati durante decenni di regime comunista. Dalla fine di maggio sono iniziate per il progetto le operazioni preliminari con escavatori e altri macchinari pesanti, che sono entrati nella zona aprendo vie di accesso, scavando nella sabbia, disboscando la zona fra i pini e installando recinzioni. Gruppi ambientalisti albanesi e di altre parti d’Europa hanno condannato i lavori e un importante gruppo locale ha affermato che habitat protetti da tempo vengono “distrutti in modo irreversibile”.

L’inchiesta della Procura

Nello scenario delle proteste, si aggiunge anche il fronte giudiziario. L’agenzia statale anticorruzione albanese ha confermato di aver avviato un’indagine relativa al progetto, ma non ne ha divulgato i dettagli. Il governo afferma che il terreno destinato al progetto sia di proprietà privata. Tuttavia sono emerse rivendicazioni contrastanti che mettono in discussione la privatizzazione, un tipo comune di controversia legale. Rama si è impegnato a portare avanti l’iniziativa, affermando che sarebbe in linea con l’ambizione dell’Albania di diventare una delle principali destinazioni turistiche mondiali. “L’Albania non dovrebbe essere un Paese che teme un progetto straordinario come questo, in cui partner eccezionali si sono uniti per investire 4 miliardi di euro”, ha dichiarato Rama. “Finché sarò qui, non c’è alcuna possibilità che questi investimenti si fermino”, ha aggiunto. Il fallimento di un progetto simile in Serbia offre tuttavia un monito. A novembre il Parlamento di Belgrado ha approvato una legge speciale per consentire la costruzione di un complesso di lusso nella capitale, Belgrado, finanziato da una società di investimento legata a Kushner. Il mese successivo, il procuratore serbo per la criminalità organizzata ha incriminato 4 persone, fra cui un ministro del governo, per abuso d’ufficio e falsificazione di documenti al fine di agevolare lo sviluppo del progetto. In seguito Kushner si è ritirato dal previsto investimento multimilionario che avrebbe sostituito un vasto complesso militare bombardato, un’area designata come patrimonio storico e la cui tutela legale era stata revocata dagli ex funzionari ora sotto processo.

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Igli Tare indagato per corruzione e riciclaggio: l’ex ds del Milan coinvolto nell’inchiesta sull’ex vice premier albanese

4 June 2026 at 17:53

Possibili guai giudiziari in vista per Igli Tare, ex direttore sportivo del Milan, finito sotto inchiesta nel suo paese d’origine, l’Albania. Secondo fonti presso la Procura speciale albanese contro la criminalità organizzata e la corruzione (Spak), Tare sarebbe sospettato di presuntoriciclaggio“, nell’ambito dell’indagine contro l’ex vice premier albanese Belinda Balluku, accusata inizialmente di “violazioni in gare d’appalto“. Oggi la procura ha fatto sapere di aver iscritto nel registro degli indagati il nome di Tare, in passato anche calciatore e dirigente della Lazio, anche per “corruzione“. Il presunto collegamento tra Tare e Balluku riguarderebbe una villa sulla costa ionica albanese, in un complesso turistico.

L’abitazione sarebbe stata offerta a Balluku, come tangente per un appalto concesso ad un’impresa edile, quando era dirigente della società di controllo del traffico aereo “Albcontrol”. Per far perdere le tracce dell’operazione, la villa è stata registrata a nome di Igli Tare, il quale, secondo gli investigatori, avrebbe stipulato “un fittizio contratto d’affitto con l’ex capogabinetto di Balluku”. La procura sostiene che “de facto” l’abitazione sarebbe di Balluku, la quale ne avrebbe fatto uso insieme alla sua famiglia, in tutti questi anni. Tare è stato sottoposto a un interrogatorio in procura, lasciandola dopo circa sei ore senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.

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