Louis Dassilva torna libero, Bruzzone esulta: “I fatti ci hanno dato ragione. Manuela Bianchi? Ha mentito da sempre”
Omicidio Pierina Paganelli, Roberta Bruzzone: “Louis Dassilva? Da sempre convinta della sua innocenza. Ecco cosa succede adesso”
“Abbiamo fatto un lavoro enorme. In questi mesi abbiamo studiato tutte le carte, portato alla luce elementi nuovi. Siamo stati noi a individuare il testimone Emanuele Neri, dimostrando che non era Dassilva la persona ripresa mentre passava sotto casa di Pierina, e abbiamo smontato pezzo per pezzo il racconto di Manuela Bianchi. Una soddisfazione, ora, ce la concediamo”.
Così, la criminologa Roberta Bruzzone, commenta ad Affaritaliani la scarcerazione di Louis Dassilva, assolto dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli. La sentenza è arrivata nella notte, poco dopo le 2, al termine di oltre 16 ore di camera di consiglio della Corte d’Assise di Rimini, che ha respinto la richiesta di ergastolo formulata dal pubblico ministero Daniele Paci. L’uomo ha così lasciato il carcere dopo quasi due anni di detenzione.
L’unico imputato per il delitto della pensionata, assassinata a Rimini nell’ottobre 2023, era in carcere dal luglio 2024. Poco prima della lettura del dispositivo era stato fatto arrivare in aula, dove ad attenderlo c’erano la moglie Valeria Bartolucci, amici e conoscenti, tra cui diversi connazionali senegalesi. Alla lettura dell’assoluzione è esplosa la gioia dei presenti.
“Adesso Dassilva potrà riprendersi la sua vita. Bisognerà però aspettare le motivazioni della Corte, che si è presa 90 giorni di tempo. Sarà importante capire come è stata argomentata l’assoluzione e quale valutazione verrà fatta su Manuela Bianchi, visto che il processo si basava sostanzialmente sulle sue dichiarazioni. Da quanto emerge, sembra che la Corte non abbia ritenuto credibile la sua versione e questo potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per i prossimi sviluppi”, commenta Bruzzone.
La criminologa è da sempre convinta dell’innocenza dell’uomo: “L’ho sempre sostenuto senza mezzi termini. Non mi riferisco soltanto all’omicidio, ma soprattutto a ciò che è accaduto dopo, al vilipendio del cadavere e a quella componente di rancore che, a mio avviso, non può essere ricondotta alla gelosia. L’idea che Dassilva fosse disposto a rovinarsi la vita per Manuela Bianchi non mi ha mai convinto. È vero che aveva una relazione con lei, ma non era l’unico uomo nella sua vita. Il perno dell’accusa contro Dassilva erano le dichiarazioni della Bianchi, una persona che certamente ha mentito, prima o dopo, perché le sue versioni sono tra loro inconciliabili. Aspettiamo di leggere le motivazioni, poi saremo più precisi, ma il fulcro delle nostre argomentazioni era proprio questo e la Corte le ha accolte”.
Gli sviluppi della vicenda
Ma cosa succede adesso? “Abbiamo fornito alla Corte e alla Procura elementi che, dal punto di vista investigativo, consentono di guardare in un’altra direzione. La Procura potrà fare appello, cosa che riteniamo probabile. A quel punto ci rivedremo. In alternativa potrebbe decidere di non impugnare la sentenza e orientarsi verso altre piste”, spiega Bruzzone. E ancora: “Sentirò Dassilva nei prossimi giorni, ma ho già avuto modo di sentire i legali. È stata una notte molto movimentata. Noi ci abbiamo sempre creduto, ma non ci speravamo davvero. In fondo avevamo la sensazione di affrontare una scalata dell’Everest. Adesso siamo arrivati in cima”.
Accompagnato dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, Dassilva è stato trasferito in una località diversa da via del Ciclamino per evitare l’assalto dei giornalisti. “È stata fatta giustizia, ha vinto solo la giustizia. Questa è la rinascita della giustizia“, sono state le sue prime parole da uomo libero.
Il delitto di Pierina Paganelli
La vicenda ebbe inizio il 4 ottobre 2023, quando il corpo di Pierina Paganelli venne trovato nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino dalla nuora Manuela Bianchi. In un primo momento si ipotizzò un femminicidio, ma la pista fu presto abbandonata. La scena del crimine presentava particolari che spinsero gli investigatori a ritenere che l’anziana non fosse stata scelta casualmente.
Le indagini coordinate dal pm Daniele Paci si concentrarono presto sull’ambiente condominiale. A pochi metri dall’abitazione della vittima vivevano Louis Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci, oltre al figlio della Paganelli, Giuliano Saponi, e alla nuora Manuela Bianchi. Un elemento importante fu la registrazione audio captata da una telecamera di un garage, che fissò l’orario dell’aggressione alle 22.13. Secondo la Procura, Dassilva non aveva un alibi per quella fascia oraria. Un’altra svolta arrivò da un’intercettazione ambientale effettuata in Questura il giorno del ritrovamento del cadavere, dalla quale emerse la relazione extraconiugale tra Dassilva e Manuela Bianchi. Da quel momento l’inchiesta si concentrò sempre più sul senegalese, arrestato il 16 luglio 2024.
Il processo e il peso delle dichiarazioni della nuora
Il processo si è aperto il 15 settembre 2026. In nove mesi la Corte ha esaminato migliaia di atti, intercettazioni e consulenze tecniche. Tra queste, la perizia genetica del professor Emiliano Giardina, che non ha individuato tracce riconducibili a Dassilva, e gli accertamenti sulle immagini della cosiddetta Cam3 della farmacia di via del Ciclamino. Mentre la Procura sosteneva che la telecamera avesse ripreso l’assassino, il consulente nominato dal Tribunale è giunto alla conclusione che la persona immortalata fosse un altro condomino.
Determinanti per l’accusa erano soprattutto le dichiarazioni di Manuela Bianchi. La donna, indagata per favoreggiamento, dopo lunghi interrogatori raccontò di avere incontrato Dassilva nel garage prima della scoperta del corpo e sostenne che fosse stato lui a suggerirle come comportarsi con gli investigatori. Gran parte del processo si è giocata proprio sulla credibilità della nuora di Pierina Paganelli. Nonostante le richieste delle parti, non si è mai arrivati a un confronto diretto tra i due.
Dal canto suo, Dassilva ha sempre respinto ogni accusa. Nel corso dell’esame in aula ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio e preso le distanze dalla relazione con Manuela Bianchi, ammettendo anche altre frequentazioni sentimentali. Al suo fianco, fino all’ultimo, è rimasta la moglie Valeria Bartolucci, che ha accolto con commozione la decisione della Corte.
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