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De Luca e la campagna “Cafoni zero”: dal moldavo coi “problemi di prostata” alle corse clandestine. “Ora rieduchiamo tutti”

13 June 2026 at 14:59

Vincenzo De Luca torna stabilmente nel suo “laboratorio” salernitano e, come un vero “modesto artigiano della politica”, riprende in mano il megafono social. Nella sua consueta diretta Facebook del venerdì, il neo-sindaco (per tutti ancora “lo Sceriffo”) non risparmia nessuno, lanciando ufficialmente la nuova fase della sua storica campagna “Cafoni zero” per restituire lustro e decoro urbano a Salerno. Il primo bersaglio dell’ex presidente della Regione Campania è la ditta incaricata del rifacimento della segnaletica stradale. “Un’impresa non so se inadeguata o di malviventi”, tuona De Luca, denunciando che le strisce pedonali appena dipinte siano svanite dopo soli due giorni.”Questi pensano di fare le strisce non con la vernice resistente, ma con il latte scremato – commenta sarcasticamente – Cari ragazzi, non va bene, sono cattive abitudini che avete maturato in questi anni, di cui dovete liberarvi”. Per evitare nuovi “ingolfamenti” nel traffico, il sindaco avverte di aver già dato disposizione affinché questi lavori vengano eseguiti tassativamente di notte, promettendo controlli rigorosi sui materiali per evitare truffe.

La battaglia contro la “cafoneria” tocca apici di sdegno, quando l’ex presidente campano racconta l’episodio di “un giovanotto extracomunitario, forse moldavo”, sorpreso a esibirsi in atti osceni nei giardini di Piazza San Francesco in pieno giorno: “Dopo essersi stravaccato, non so se già ubriaco a prima mattina o meno, essendo stimolato credo da problemi di prostata, ha ritenuto di andare allegramente nei giardini in mattinata, nei giardini ad esibirsi. Bene, lo abbiamo denunciato, abbiamo fatto il decreto di espulsione, vediamo se lo rincontriamo per strada”.

Non c’è pace neppure per gli “imbecilli” e gli “idioti” che alle due di notte disturbano il sonno dei residenti con corse folli di moto dalle “marmitte sfondate”. La ricetta del sindaco contro le corse clandestine è chiara: blocchi stradali notturni, denuncia dei centauri e sequestro immediato dei mezzi. “È bello farli camminare a piedi, così si attiva la circolazione”, aggiunge, sottolineando la necessità di “rieducare” i giovani a un piano di civiltà. “Rieducare è una cosa che serve per vivere meglio tutti quanti, niente di repressivo”, precisa De Luca.

Il pezzo forte della strategia del sindaco salernitano resta però la gestione della “movida cafona”, locuzione diventata celebre nella sua crociata contro chi violava le restrizioni durante la pandemia. L’obiettivo dichiarato è una città a “cafoni zero”, dove “l’ammuina” non sarà più consentita. Per trasformare le serate salernitane in momenti di “grande bellezza” e “qualità culturale”, l’amministrazione sta preparando un bando per artisti di strada, mimi, ritrattisti e giovani musicisti del conservatorio, a patto che non utilizzino “amplificazione, casse, rotture di scatole, cafonate nelle serate di movida”. L’idea è quella di un “lavoro di cesello” per creare piazze tematiche dedicate alla ceramica, alla moda e alla poesia, liberando finalmente Salerno dall’immagine di “sciatteria e degrado”. Per De Luca, infine, la sicurezza deve camminare insieme alla solidarietà, motivo per cui annuncia che per i lavori di piccola manutenzione come la pitturazione di ringhiere e dissuasori, verranno impiegati anche detenuti selezionati dal carcere di Salerno per ridare quotidianamente dignità alla città.

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Il Festival Salerno Letteratura annulla la prolusione di Erri De Luca dopo l’intervista sul sionismo e Gaza: “Non c’è identità di vedute”

3 June 2026 at 18:48

Galeotta fu una pagina pubblicata qualche giorno fa su ‘Il Foglio’ che così sintetizzava l’intervento di Erri De Luca sul giornale israeliano Israel Hayom: “Sono un sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio”. Dopo le polemiche scatenate dalle posizioni dello scrittore, il Festival Salerno Letteratura, che inizierà il 13 giugno, ha deciso di escluderlo dalla prolusione dell’evento.

Lo riferisce il quotidiano ‘Il Mattino’, virgolettando queste dichiarazioni al condirettore dell’evento culturale, Gennaro Carillo: “La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla Erri De Luca, autore molto letto e altrettanto amato. Ma la prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza”. Dunque, non sarà Erri De Luca a introdurre il Festival salernitano perché “la prolusione è l’atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea. Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c’è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare”.

A stretto giro è arrivata la replica dello scrittore: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me… pure questa alla fine è una dichiarazione”.

De Luca aveva detto che “sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele”. Invece “per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce”. E aveva replicato anche a chi gli contestava di non utilizzare il termine genocidio rispetto a Gaza. “Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo”.

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