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Gli inglesi, i francesi e i tedeschi sono ormai alle porte della Russia

31 May 2026 at 17:43

di Andrew Korybko In realtà, restano solo tre scenari possibili: o la NATO alla fine accetta una qualche forma delle proposte russe; o […]

Redazione – 30 Maggio 2026

Conflitti in Europa

Gli inglesi, i francesi e i tedeschi sono ormai alle porte della Russia

di Andrew Korybko

In realtà, restano solo tre scenari possibili: o la NATO alla fine accetta una qualche forma delle proposte russe; o la Russia lancia una guerra preventiva contro la NATO europea, scommettendo sul fatto che gli Stati Uniti non interverranno direttamente; oppure la Russia si sottomette pacificamente all’Occidente.

La telefonata a sorpresa dello scorso fine settimana tra i presidenti Emmanuel Macron e Alexander Lukashenko ha fatto seguito all’avvertimento del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev circa la minaccia rappresentata dalla rimilitarizzazione della Germania e dalla creazione da parte del Regno Unito di una marina multinazionale per contenere la Russia, una minaccia paragonabile a quella del 1941. Questi tre eventi sottolineano quanto siano ormai vicini i tradizionali rivali europei della Russia: britannici, francesi e tedeschi. Le implicazioni per la sicurezza sono considerevoli.

Gli inglesi stanno consolidando la loro presenza in Estonia, da dove intendono dirigere la strategia di contenimento della Russia lungo il fronte artico e baltico, mentre i tedeschi hanno aperto una base in Lituania e i francesi hanno appena annunciato esercitazioni nucleari regolari con la Polonia. È opportuno ricordare che l’Estonia confina con la Russia continentale, mentre la Lituania e la Polonia confinano con l’enclave di Kaliningrad e con la Bielorussia, un comune alleato in materia di difesa. L’  area Schengen militare  tra Paesi Bassi, Germania e Polonia potrebbe quindi presto estendersi alla  Francia  e agli Stati baltici.

Questo massimizzerebbe il flusso di truppe e attrezzature dall’Europa occidentale verso i confini della Russia, confermando così i timori dei politici russi riguardo a una possibile invasione del loro paese da parte dell’UE. Data la presenza della Francia  in Romania  e  il suo patto militare  con la vicina Moldavia, che costituiscono un vantaggio fondamentale nel conflitto ucraino in quanto consentono alla Francia di sostenere Odessa in caso di minaccia di intervento convenzionale, anche altri paesi potrebbero unirsi a questa iniziativa.

A peggiorare ulteriormente la situazione, dal punto di vista degli interessi di sicurezza nazionale della Russia, la Germania ha recentemente concluso un accordo di coproduzione per sistemi di attacco in profondità con l’Ucraina, estendendo così la sua presenza militare fino al cuore di quella che la Russia considera la sua “sfera d’influenza”. Di conseguenza, il Regno Unito sta rafforzando la sua influenza sul fronte artico e baltico, la Germania sta facendo lo stesso negli Stati baltici (Lituania) e in Ucraina, mentre la Francia ha già una solida presenza in Polonia, Romania e Moldavia.

La Germania punta a costruire il più grande esercito europeo all’interno della NATO, il che significherebbe superare la Polonia e, idealmente, dal suo punto di vista, sottometterla come stato vassallo. Tuttavia, Francia e Regno Unito sono potenze nucleari. La minaccia rappresentata dalla loro convergenza militare e strategica alle porte della Russia non può quindi essere sottovalutata. Quanto meno, potrebbe incoraggiare i loro partner ad adottare una posizione aggressiva nei confronti della Russia, forse contando sul fatto che queste grandi potenze scoraggerebbero qualsiasi rappresaglia russa.

Si tratterebbe di un errore colossale, poiché la Russia non può permettersi uno scenario del genere, né tantomeno lasciarlo diventare la norma. Equivarrebbe a usare la Russia come strumento per estorcere infinite concessioni, portando in ultima analisi alla sua sottomissione e, infine, alla sua balcanizzazione. In altre parole, un conflitto armato tra la NATO e la Russia diventerebbe probabilmente inevitabile, anche se nessuno può dire con certezza se gli Stati Uniti aiuterebbero i loro alleati europei, in che misura, o se li abbandonerebbero al loro destino.

È dunque più urgente che mai riformare l’architettura di sicurezza europea, in modo simile a quanto la Russia ha tentato di fare per via diplomatica prima dell’operazione speciale, il cui fallimento ha spinto Putin a privilegiare la via militare.

In realtà, restano solo tre scenari possibili: o la NATO accetta finalmente una qualche forma delle proposte russe; o la Russia lancia una guerra preventiva contro la NATO europea, confidando nell’assenza di un intervento diretto da parte degli Stati Uniti; oppure la Russia si sottomette pacificamente all’Occidente.

Medvedev all’UE: “Il sonno tranquillo è finito”

Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio della Federazione russa, ha pubblicato stamattina un messaggio piuttosto preoccupante sui social media:

«Cittadini dell’UE, dovete rendervi conto che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra contro la Russia. Non stupitevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni.»

Fonte: Andrew Korybko

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