Petizione contro la partecipazione di Eskhol Nevo al festival Il Libro Possibile: “Non ha preso le distanze dal governo israeliano”
No alla partecipazione di Eskhol Nevo al festival Il Libro Possibile in programma a luglio tra Polignano a mare e Vieste. Si moltiplicano le firme – di attivisti, intellettuali, amministratori locali e anche di un arcivescovo – sotto la petizione che punta a escludere lo scrittore israeliano dal cartellone dell’evento letterario. Secondo i promotori, l’autore dei romanzi Nostalgia e Tre Piani, portato al cinema da Nanni Moretti, non avrebbe espresso “una chiara e pubblica presa di distanza dalle politiche del governo israeliano, dalla devastazione di Gaza e dall’espansione del conflitto nell’intero Medio Oriente“. Ma il festival conferma la presenza di Nevo, previsto a Vieste il 21 luglio: “Nessuna esclusione”, fa sapere la direttrice artistica Rosella Santoro.
Non ci sarà, dunque, un nuovo caso Erri De Luca, lo scrittore napoletano escluso dall’incontro inaugurale del festival Salerno Letteratura dopo le dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio in Palestina. I promotori della petizione non contestano “il valore letterario delle opere di Nevo né il principio della libertà di espressione”, ma ritengono che “gli intellettuali abbiano una responsabilità particolare nei momenti più tragici della storia. Non basta raccontare l’umanità: occorre difenderla. Se il tema del Libro Possibile è ‘Discorso all’umanità’, allora la prima domanda che dobbiamo porci è dove sia oggi l’umanità davanti alle macerie di Gaza, davanti ai corpi dei bambini estratti dalle rovine, davanti alla fame che colpisce la popolazione civile”. Per monsignor Franco Moscone, arcivescovo della diocesi di Manfredonia Vieste San Giovanni Rotondo, l’autore di La simmetria dei desideri “non ha avuto il coraggio di portare un contributo di critica e chiarezza” sulla guerra a Gaza.
La direttrice artistica dal canto suo rivendica che il festival “porta la cultura nelle piazze e accoglie voci, sensibilità e posizioni differenti nell’ottica di creare dibattito, oltre le semplificazioni”. “Non possiamo identificare uno scrittore con le scelte politiche del governo del suo Paese. Abbiamo preso atto – sottolinea Santoro – che Nevo ha pubblicamente invocato la pace, indicato nel dialogo e nei negoziati l’unica soluzione possibile e preso le distanze da esponenti dell’attuale governo israeliano. La sua voce, quindi, sarà ascoltata insieme a quelle di Wael Al-Dahdouh, Widad Tamimi, Lorenzo Tondo e degli altri ospiti che affronteranno il dramma di Gaza e del Medio Oriente”.
Nevo, nato a Gerusalemme nel 1971, a più riprese in passato critico contro il governo di Netanyahu, dal palco della Repubblica delle Idee a Bologna ha detto: “Non solo provo vergogna, ma Ben-Gvir non rappresenta né me né i valori del mio Paese né l’ebraismo”, dice senza mezzi termini parlando del ministro della Sicurezza di Israele e degli insulti agli attivisti della Flotilla. “Tra quattro mesi nel mio Paese si vota, farò tutto ciò che è nelle mie possibilità, sono solo uno scrittore, affinché questo uomo non faccia più parte del governo. Doveva essere licenziato all’istante”. “Se devo esprimere tre desideri, il primo è la pace, non facile, ma io ci credo. Il secondo è che con le elezioni di ottobre il mio Paese colga l’opportunità di cambiare, è da tempo che ribadisco che abbiamo bisogno di una leadership più aperta al futuro. L’ultimo desiderio è personale: vorrei che le mie figlie ritrovassero la speranza”.
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