Si aggrava il bilancio di questo weekend degli incidenti mortali sulle Alpi. Dopo i tre alpinisti morti il 12 giugno sul Gran Paradiso, nella mattinata del 13 giugno sono deceduti altri quattro escursionisti: due sul versante francese del Monte Bianco, uno sul Cervino e un altro ancora nella zona del ghiacciaio della Brenva.
Le prime due vittime si trovavano lungo la cresta Kuffner del Mont Maudit: sul posto è intervenuto il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne, ovvero il soccorso alpino della gendarmeria, che ha recuperato le due salme, trasferite all’obitorio del cimitero di Chamonix. Gli alpinisti deceduti stavano scalando una parete e hanno perso la vita per cause ancora da accertare. Un alpinista straniero è deceduto, invece, nella mattinata di sabato sul Cervino. Il corpo è stato recuperato dai soccorritori svizzeri dell’Air Zermatt, in raccordo con il soccorso alpino valdostano, ed stato trasportato ad Aosta. In corso anche le operazioni per riportare a valle il compagno di cordato rimasto illeso. L’incidente, di cui non è ancora nota la dinamica, è avvenuto sul Pic Tyndall, sulla via normale di salita ai 4.478 metri della “Grande Becca”. Gli accertamenti sono condotti dai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia. Sempre sabato il soccorso alpino valdostano ha effettuato anche interventi sul ghiacciaio della Brenva, sul massiccio del Monte Bianco, dove ha recuperato il corpo di un altro escursionista deceduto. La salma è stata trasportata a Courmayeur per le operazioni di riconoscimento
Le quattro vittime si aggiungono alla lista di un weekend nero sulla Alpi: i tre alpinisti morti il 12 giugno – dopo essere precipitati dal Gran Paradiso, sul versante della Valle d’Aosta – erano tutti trentini e i loro corpi sono stati recuperati sabato mattina grazie a un localizzatore Gps per poi essere trasportati ad Aosta. Sono Antonio Sardano, 49 anni, Sergio Martinelli, di 29, e Michael Zenatti, di 39. Le vittime avevano dormito al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota, per partire alle tre di mattina verso la cima a oltre 4mila metri. La chiamata di soccorso è giunta alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30, per il loro mancato rientro. Secondo la prima ricostruzione dei finanzieri del Sagf di Entreves, uno di loro potrebbe essere scivolato, trascinando a valle gli altri due compagni di cordata.
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