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Aereo da turismo si schianta nel Comasco: gravissimi due uomini di 58 e 55 anni

Un aereo da turismo biposto è caduto sabato pomeriggio nel Comasco. A bordo due passeggeri, un cittadino italiano di 58 anni e uno svizzero di 55, che si trovano ora in condizioni gravissime. Lo schianto è avvenuto intorno alle 16.30 in un campo nei pressi del centro sportivo di Lurate Caccivio, in provincia di Como. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, le ambulanze da Appiano Gentile e Lomazzo e l’elisoccorso da Sondrio.

I due uomini sono stati estratti dai resti dell’abitacolo dai vigili del fuoco e trasportati all’ospedale Niguarda di Milano in codice rosso. Uno dei passeggeri è stato portato tramite l’elisoccorso. L’aereo su cui erano a bordo, un ultraleggero svizzero, era partito da Locarno e i motivi dello schianto sono ancora da accertare. Per questo motivo sul posto sono arrivati anche i carabinieri.

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Investe due ragazzi in provincia di Roma: morto un 23enne. Il guidatore si costituisce dopo ore: positivo all’alcol test

Stavano camminando a bordo strada dopo essere usciti da un locale a Guidonia Montecelio, vicino Roma, quando una macchina li ha travolti. Uno dei due ragazzi investiti, il 23enne Matteo D’Ambrosio, è morto sul posto, mentre la seconda vittima, un coetaneo, è rimasta ferita e non è in pericolo di vita. L’auto pirata è fuggita senza prestare soccorso e i carabinieri hanno iniziato subito le ricerche del conducente: qualche ora dopo si è spontaneamente costituito in caserma. Si tratta di un operaio 26enne, risultato positivo all’alcol test: per lui ora l’accusa è di omicidio stradale aggravato e omissione di soccorso. Sarà ora sottoposto anche ad analisi tossicologiche all’ospedale di Tivoli.

I due ragazzi sono stati travolti intorno alle 3 di notte. Per D’Ambrosio, nonostante i tentativi di rianimazione del personale del 118, non c’è stato niente da fare. L’auto che li ha investiti, una Renault Clio, è di proprietà del padre del guidatore ed è stata posto sotto sequestro. Insieme al pirata in caserma si è costituito anche un minorenne che ha dichiarato di trovarsi nel mezzo al momento dell’impatto: anche lui è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso. I carabinieri sono risaliti ai responsabili anche grazie alle testimonianze di alcuni testimoni oculari e all’acquisizione dei video delle telecamere nella zona.

Immagine d’archivio

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Weekend nero sulle Alpi, 7 escursionisti morti in 24 ore tra Cervino, Monte Bianco, Brenva e Gran Paradiso

Si aggrava il bilancio di questo weekend degli incidenti mortali sulle Alpi. Dopo i tre alpinisti morti il 12 giugno sul Gran Paradiso, nella mattinata del 13 giugno sono deceduti altri quattro escursionisti: due sul versante francese del Monte Bianco, uno sul Cervino e un altro ancora nella zona del ghiacciaio della Brenva.

Le prime due vittime si trovavano lungo la cresta Kuffner del Mont Maudit: sul posto è intervenuto il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne, ovvero il soccorso alpino della gendarmeria, che ha recuperato le due salme, trasferite all’obitorio del cimitero di Chamonix. Gli alpinisti deceduti stavano scalando una parete e hanno perso la vita per cause ancora da accertare. Un alpinista straniero è deceduto, invece, nella mattinata di sabato sul Cervino. Il corpo è stato recuperato dai soccorritori svizzeri dell’Air Zermatt, in raccordo con il soccorso alpino valdostano, ed stato trasportato ad Aosta. In corso anche le operazioni per riportare a valle il compagno di cordato rimasto illeso. L’incidente, di cui non è ancora nota la dinamica, è avvenuto sul Pic Tyndall, sulla via normale di salita ai 4.478 metri della “Grande Becca”. Gli accertamenti sono condotti dai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia. Sempre sabato il soccorso alpino valdostano ha effettuato anche interventi sul ghiacciaio della Brenva, sul massiccio del Monte Bianco, dove ha recuperato il corpo di un altro escursionista deceduto. La salma è stata trasportata a Courmayeur per le operazioni di riconoscimento

Le quattro vittime si aggiungono alla lista di un weekend nero sulla Alpi: i tre alpinisti morti il 12 giugno – dopo essere precipitati dal Gran Paradiso, sul versante della Valle d’Aosta – erano tutti trentini e i loro corpi sono stati recuperati sabato mattina grazie a un localizzatore Gps per poi essere trasportati ad Aosta. Sono Antonio Sardano, 49 anni, Sergio Martinelli, di 29, e Michael Zenatti, di 39. Le vittime avevano dormito al rifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota, per partire alle tre di mattina verso la cima a oltre 4mila metri. La chiamata di soccorso è giunta alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30, per il loro mancato rientro. Secondo la prima ricostruzione dei finanzieri del Sagf di Entreves, uno di loro potrebbe essere scivolato, trascinando a valle gli altri due compagni di cordata.

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Studente minaccia professore con una pistola a pallini: “Dammi le sigarette o ti sparo”. L’episodio a Mirandola (Modena)

Minacciato con una pistola a pallini. È successo all’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena, dove uno studente ha puntato l’arma giocattolo su un professore, pretendendo le sue sigarette. “Dammi le sigarette o ti sparo”. A riportarlo la Gazzetta di Modena, secondo cui l’episodio sarebbe avvenuto il 21 maggio durante le ore di lezione in una classe prima del professionale, con il docente alla cattedra preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli avrebbe puntato l’arma alla tempia.
La pistola a pallini era una riproduzione fedele di un’arma vera e l’episodio, da quanto si apprende, è stato ripreso con un video.

Il professore ha formalizzato la segnalazione con una nota sul registro di classe e informato il dirigente scolastico. La scuola mantiene il riserbo sui provvedimenti disciplinari. Della scuola in questione si era già parlato, perché vi era avvenuto un “incontro di boxe” durante la ricreazione, che aveva portato il consiglio d’istituto a escludere dagli scrutini di fine anno gli studenti protagonisti.

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Incendio in un casolare abbandonato a Campagnano di Roma: morto un senzatetto di 68 anni

Si era rifugiato in un casolare per dormire, una struttura abbandonata adibita a riparo di fortuna da altri senzatetto come lui. Un 68enne romeno è morto a Campagnano di Roma, vicino al lago di Bracciano, nella notte del 12 giugno, quando intorno alle 23.30 il complesso ha preso fuoco. Sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco, con l’ausilio di un’autobotte, è intervenuta in vicolo del Tifo per cercare di domare le fiamme: una volta spento il rogo i soccorritori hanno ritrovato il corpo carbonizzato della vittima.

La salma dell’uomo è stata portata al Policlinico Gemelli per l’esame autoptico che dovrà accertare le cause della morte e verificare se al momento dell’incendio il 68enne fosse già senza vita. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per gli accertamenti di competenza e per cercare di ricostruire la dinamica del rogo e comprendere come possa essere divampato.

Immagine d’archivio

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