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Sei Paesi annunciano nuove sanzioni contro chi sostiene le colonie israeliane: colpito anche il ministro Smotrich

Sei Paesi sono pronti a colpire nuovamente individui e organizzazioni che hanno a che fare con gli insediamenti israeliani illegali nei Territori Occupati. Regno Unito, Australia, Canada, Francia, Nuova Zelanda e Norvegia hanno annunciato un’azione sanzionatoria congiunta a causa del “livello record” raggiunto dall’espansione delle colonie e con l’aumento delle violenze contro la popolazione palestinese. E tra i nomi di coloro che subiranno le conseguenze di questa decisione figura anche il ministro estremista delle Finanze Bezalel Smotrich.

La mossa non ha lasciato indifferente il governo israeliano che con una nota del Ministero degli Esteri ha definito le misure “vergognose“, sostenendo che rappresentano un tentativo di imporre una posizione politica sul conflitto israelo-palestinese e sul diritto degli ebrei a vivere nella Terra d’Israele “mascherato da lotta alla violenza”. Il governo britannico, invece, sostiene che le misure
hanno l’obiettivo di interrompere i flussi finanziari che avrebbero consentito a gruppi di coloni estremisti di agire “nell’impunità”. Tra i colpiti figurano le organizzazioni The Farms Association, Ahavat Gilad, Artzenu e Shivat Zion Lerigvey Admata, oltre a diversi individui. “La violenza dei coloni e l’espansione degli insediamenti sono illegali e rappresentano una minaccia fondamentale alla soluzione dei due Stati e alla pace e sicurezza a lungo termine per palestinesi e israeliani”, ha dichiarato la ministra degli Esteri, Yvette Cooper. Londra ha anche esortato il governo israeliano a fermare l’espansione delle colonie, contrastare le violenze e perseguire i responsabili, avvertendo che potrebbero essere adottate ulteriori misure.

Sulle stesse posizioni anche la Francia. Il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ha annunciato il divieto d’ingresso nel Paese per Smotrich, dichiarato persona non grata come quattro leader di organizzazioni di coloni e per 21 coloni definiti “violenti”. Tel Aviv ha accusato i governi coinvolti di alimentare l’antisemitismo attraverso politiche anti-israeliane e di ignorare, al contrario, quelle che considera le vere cause della violenza, citando in particolare il controverso sistema di sussidi dell’Autorità nazionale palestinese destinati a detenuti e familiari di persone coinvolte in attacchi contro Israele.

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Trecento migranti curdi sequestrati e torturati in Libia per mesi: “I miliziani minacciavano di asportarci i reni”. L’inchiesta della Bbc

Rapiti, torturati e minacciati di espianto forzato di organi. È quanto accaduto la scorsa estate a 300 migranti curdi diretti nel Regno Unito. Lo riporta la Bbc. I giovani, tutti provenienti dal Kurdistan iracheno, sono stati catturati in Libia da una milizia locale: gli aguzzini hanno chiesto alle famiglie un riscatto di 5mila dollari, minacciando di espiantare i reni dei prigionieri se il pagamento non fosse stato effettuato immediatamente. Il quotidiano britannico è riuscito a parlare con alcuni ex ostaggi riportando la loro testimonianza. Almeno uno di loro è morto e non è chiaro in quanti siano ancora prigionieri dei libici.

La Bbc riporta di aver visionato prove e fotografie che confermano l’accaduto. Le immagini suggeriscono che siano stati effettuati interventi chirurgici forzati sugli ex prigionieri, sui cui corpi sono ancora evidenti prove di torture. Oltre ai soprusi fisici, le vittime sono state tenute in uno stato di sovraffollamento, con quasi 180 persone che condividevano una sola cella in condizioni fatiscenti. Lo spazio era così angusto che tutti dovevano dormire seduti, avevano un unico bagno e chi ci metteva troppo tempo veniva picchiato. Il cibo consisteva in un solo pezzo di pane al giorno, hanno raccontato le famiglie degli ostaggi, ma solo dietro pagamento di un supplemento ai rapitori. Il quotidiano britannico ha parlato anche con alcuni degli ex ostaggi tornati a casa: un giovane ha spiegato di essere stato torturato con ustioni alla gamba, mentre un altro, di 16 anni, ha raccontato di “non aver visto il sole per sei mesi”.

L’obiettivo della milizia era guidare i migranti attraverso la Libia verso la costa del Mediterraneo: da lì poi sarebbero partiti alla volta dell’Europa. A quel punto però, è scoppiata una discussione sul pagamento dovuto all’organizzatore della tratta, loro connazionale, che Bbc identifica con il nome di Noah Aaron. L’uomo al momento sta scontando una condanna a 10 anni di carcere in Francia per riciclaggio di denaro e traffico di esseri umani. Aaron avrebbe lavorato in passato insieme a un altro trafficante, Kardo Jaf, arrestato il mese scorso. I due provengono dalla città di Ranya, nel Kurdistan iracheno, che il think tank britannico Chatham House definisce come una regione “piena di reti di contrabbando attive”. Bbc ha iniziato indagare sulla storia delle vittime a febbraio 2026, mentre stava facendo ricerche proprio su Jaf. A quel punto, un uomo li ha avvicinati, raccontando di essere il padre di uno dei giovani tenuti prigionieri. Come spiegato al quotidiano, i contrabbandieri di Aaron avevano chiesto migliaia di dollari per organizzare il viaggio verso il Regno Unito, ma, una volta arrivati in Libia nell’estate 2025, i migranti sono stati trattenuti. Il testimone ha detto di aver pagato il riscatto il figlio, che era uno dei 110 ostaggi rimpatriati a gennaio con un aereo organizzato dal governo iracheno. Dopo la testimonianza del padre della vittima, decine di altre persone si sono fatte avanti, mostrando foto scattate con i cellulari. Alcuni dei familiari hanno pagato il riscatto e alcuni sono stati liberati, ma le autorità curde sospettano che altri ostaggi possano aver pagato con i loro organi interni.

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Terremoto a Cuba, scossa di magnitudo 6,5 avvertita anche in Florida

Non solo blackout e cittadini ridotti alla fame, l’8 giugno Cuba è stata colpita anche da un terremoto di magnitudo 6,5 della scala Richter. L’epicentro è stato a largo della costa, a 100 chilometri da Mantova, nello Stato di Pinar del Río, a una profondità di 33 chilometri. La scossa è stata tale da essere avvertita anche in Florida e a l’Avana, capitale dell’isola. Non sono però stati segnalati feriti né danni materiali significativi.

Il terremoto è stato avvertito nella parte occidentale dell’isola intorno alle 14:00. Il giornale locale 14yMedio, segnala di aver registrato con nitidezza il sisma dal 14° piano di un edificio a Nuevo Vedado, nella capitale L’Avana, e che “il tremore è durato per oltre 30 secondi, con un movimento oscillatorio da est a ovest e da nord a sud”. Negli Stati Uniti, le autorità della contea di Miami-Dade hanno annunciato l’evacuazione di diversi edifici a scopo precauzionale, tra cui il principale edificio governativo della contea, un grattacielo di 28 piani nel centro di Miami. Le autorità hanno inoltre sospeso temporaneamente il servizio di due linee ferroviarie sopraelevate per pendolari che attraversano il centro cittadino.

William Barnhart, geofisico dell’USGS, ha definito il terremoto “estremamente raro”. Secondo l’esperto, si tratta del più forte terremoto mai registrato nel Golfo del Messico dall’epoca delle moderne rilevazioni strumentali, iniziate negli anni Cinquanta. “È uno dei soli cinque o sei terremoti di magnitudo pari o superiore a 5 di cui siamo a conoscenza in tutto il Golfo del Messico”, ha affermato. Secondo gli esperti, Cuba occidentale potrebbe registrare forti scosse di assestamento nei prossimi giorni, ma è improbabile che vengano avvertite in Florida. “Esiste sempre una probabilità molto, molto piccola che questo terremoto sia seguito da uno ancora più forte”, ha precisato Barnhart, “tuttavia, in Florida non ci si deve aspettare scosse significative, o addirittura alcuna scossa, a causa degli eventuali assestamenti“.

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