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Stati Generali della Space Economy 2026: al via il nuovo format itinerante per valorizzare i distretti italiani dell’aerospazio

Il settore genera un fatturato di 3,1 mld e attiva 8,9 mila posti di lavoro

Un’edizione profondamente rinnovata, con un nuovo format itinerante per valorizzare i distretti italiani dell’aerospazio: è stata presentata questa mattina a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante la conferenza stampa “Spazio, eccellenza del Made in Italy”, la nuova edizione degli Stati Generali della Space Economy 2026, iniziativa promossa dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (IPSE) e organizzata da Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione.

La manifestazione si presenta quest’anno con un format completamente nuovo e rivisitato. Questa evoluzione strutturale nasce come risposta diretta alla straordinaria crescita del comparto aerospaziale nazionale e al crescente interesse strategico ed economico verso questo segmento, che gli Stati Generali stanno promuovendo con successo ormai da due anni. Dal 2021 al 2024 il fatturato della filiera è cresciuto passando da 1,9 a 3,1 Miliardi con incremento anche degli addetti al settore che sono cresciuti da 5,9 mila a 8,9mila. Per la prima volta, la rassegna adotterà una formula totalmente itinerante: una scelta strategica volta a valorizzare capillarmente tutti i distretti tecnologici, le filiere industriali e i singoli territori d’eccellenza che compongono il comparto spaziale sul territorio nazionale.

«Con Spazio Italia 2.0 vogliamo costruire il più ampio momento di confronto mai realizzato nel nostro Paese sull’economia dello spazio. Il percorso si articolerà in venti sessioni: diciotto sessioni tematiche realizzate in collaborazione con i distretti aerospaziali nelle sedici regioni italiane che li ospitano, una dedicata ai giovani e una Sessione Plenaria conclusiva a Milano. Un confronto che coinvolgerà istituzioni, industria, associazioni di categoria, università, mondo della ricerca e della finanza, con l’obiettivo di mettere a sistema competenze, investimenti e visione strategica.

Gli Stati Generali prenderanno il via il 15 giugno a Potenza, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Rocco Petrone, figlio della Basilicata e protagonista di una delle pagine più straordinarie della storia dell’umanità. Petrone fu infatti tra i principali artefici della missione Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna. Un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo e del contributo che il nostro Paese ha saputo offrire alla conquista dello spazio.

Gli Stati Generali della Space Economy sono promossi dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy, che riunisce cinquanta parlamentari tra deputati e senatori appartenenti ai principali gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione. Un segnale importante di come la Space Economy sia oggi considerata una delle più grandi opportunità di crescita economica, industriale e tecnologica per l’Italia.

Accanto ai tavoli di lavoro dedicati agli operatori del settore abbiamo voluto riservare un’attenzione particolare alle nuove generazioni attraverso il programma “Spazio ai Giovani” e lo Space Economy Hackathon Italia, perché il futuro dello spazio dipenderà dalla nostra capacità di formare oggi le competenze che guideranno il Paese domani.

I risultati delle sessioni confluiranno nella Sessione Plenaria finale di Milano e nello Smart Space Pact, uno strumento innovativo che consentirà di trasformare proposte e impegni condivisi in obiettivi concreti, misurabili e verificabili nel tempo. In un tempo in cui molti si interrogano su quali professioni sopravviveranno alla rivoluzione tecnologica in atto, noi stiamo contribuendo a costruire oggi le professioni del futuro”

“Lo spazio è un settore che oggi unisce l’Italia e proietta la sua industria e la sua economia nel futuro. Venti eventi in sedici regioni, dal Nord al Sud, promossi da un Intergruppo parlamentare che riunisce maggioranza e opposizione e accompagnati dal Governo con la presenza di quindici ministri e otto tra viceministri e sottosegretari, dimostrano che il Paese ha scelto di fare sistema su una delle frontiere decisive della crescita, della sicurezza e della sovranità tecnologica”, ha dichiarato il Ministro Urso. “Lo spazio non è più soltanto ricerca o esplorazione: è industria, sicurezza, comunicazioni, dati, servizi, difesa, competitività. Chi presidia oggi lo spazio presidia una parte decisiva dell’economia e della sovranità di domani. L’Italia ha scelto di essere tra i Paesi che guidano questa nuova fase”, ha spiegato il Presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla space economy, On. Andrea Mascaretti.

“L’aerospazio può e deve diventare uno dei principali motori di crescita per l’economia del nostro Paese e dell’intero Continente europeo. Investire in questo settore significa rafforzare innovazione, sicurezza, competitività industriale e nuove opportunità per le nostre imprese e per i nostri giovani”, ha dichiarato l’On. Simone Billi, membro dell’ IPSE.

Il programma è stato presentato alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, sen. Adolfo Urso, del presidente dell’Intergruppo, on. Andrea Mascaretti e degli Onorevoli Alessia Ambrosi, Simone Billi, Beatriz Colombo Gianmauro Dell’Olio e Daniela Dondi.

Sono stati illustrati i pilastri della nuova rassegna le sessioni tematiche si terranno in tutte le Regioni dove è presente un Distretto aerospaziale per valorizzarne le specificità e favorire un confronto tra istituzioni nazionali e locali, aziende, associazioni, università, enti di ricerca, e sistema finanziario. La Sessione Plenaria, prevista a Milano, rappresenterà il momento di sintesi del percorso e porterà alla definizione dello Smart Space Pact, un documento programmatico digitale che tradurrà gli impegni condivisi in una vera e propria agenda operativa nazionale, dinamica e misurabile.

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Il silenzio degli insipienti mentre si ridisegna la mappa del potere bancario

Fa un certo effetto leggere della proposta di acquisizione del Monte dei paschi di Siena da parte di una cordata formata da Intesa e Unipol, dopo tutto quello che gli allora manager di Unipol passarono, esattamente vent’anni fa, per avere solo osato pensare di scalare una banca (la Bnl).

Per certi aspetti, considerando la posizione assunta allora da Mps, il suo ruolo nella guerra finanziaria che si combatté attorno a quella e ad altre operazioni più o meno collegate, e tutto quello che capitò dopo, con l’acquisto dell’Antonveneta e le sue conseguenze sui bilanci di Mps, il risultato somiglia a una grande rivincita, o anche a una nemesi, a seconda dei punti di vista. E lo stesso si potrebbe dire dei vertici dei Democratici di sinistra, perché il Partito democratico non c’era ancora, e anche per questo – per riequilibrare con le cattive i rapporti di forza in vista della fusione Ds-Margherita – Francesco Rutelli e tutto il suo partito appoggiarono senza riserve la violentissima campagna di stampa che sulla scorta di virulente iniziative giudiziarie mise alla gogna la sinistra, ponendo le basi della non-vittoria elettorale del 2006 (la prima di una lunga serie).

Molte cose ci sarebbero da dire, ripensando a tanti indignati editoriali di allora, ai dirigenti di un partito di opposizione messi sotto processo per il reato di «tifo», per avere espresso simpatia per il movimento cooperativo e per la possibilità che acquisisse una banca. Tanto più se si confronta quella sfilza di invettive con il silenzio che ha accompagnato le spericolate manovre finanziarie della destra di oggi, direttamente dal ministero dell’Economia.

Potrei andare avanti così per ore, solo con l’elenco delle cose che ci sarebbero da dire, ma se non le dicono i dirigenti della sinistra, se nemmeno loro si azzardano a dire mezza parola su tutto questo, è possibile che debba sempre far tutto io?

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