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“Non posso respirare”: Miguel Bosé si inginocchia sui social per la morte del 18enne Henry Nowak – IL VIDEO

Miguel Bosé si è inginocchiato con una mano sul petto, in un gesto di solidarietà che richiama il simbolo delle proteste contro la violenza razziale. In sovrimpressione compare la scritta “I can’t breathe. De rodillas por Henry Nowak“.

Il video, diffuso dall’artista attraverso i suoi canali social, rappresenta un atto di vicinanza alle manifestazioni scoppiate in seguito alla morte del diciottenne Henry Nowak, deceduto a Southampton, nel Regno Unito, dopo essere stato vittima di un episodio di violenza.

Secondo le ricostruzioni circolate sui media, il giovane avrebbe pronunciato la frase “I can’t breathe” mentre si trovava a terra, elemento che ha contribuito a rendere il caso virale sui social e al centro di un acceso dibattito pubblico. La vicenda ha generato polemiche e discussioni anche sulla gestione dell’intervento delle forze dell’ordine, alimentando interpretazioni contrapposte e una forte eco mediatica online.

Nel video diffuso da Miguel Bosé, il gesto dell’artista che si inginocchia viene interpretato come una possibile forma di commemorazione e denuncia simbolica, in sintonia con il messaggio evocato dalla frase “I can’t breathe”, divenuta nel corso degli anni un potente simbolo di protesta contro gli abusi e la violenza.

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Patrick Bruel è in stato di fermo, il cantante e attore è stato accusato di violenza sessuale “al momento da 13 presunte vittime”. La difesa: “Tutto falso e lo dimostrerò”

Il cantante e attore francese Patrick Bruel è in stato di fermo stamattina, 8 giugno, a Parigi per essere interrogato sulla denuncia di “almeno 13 presunte vittime”, come hanno dichiarato le autorità giudiziarie. Bruel, 67 anni, ha finora contestato le accuse nei suoi riguardi. Lo stato di fermo può essere prorogato fino a 48 ore. “Da diverse settimane aveva fatto sapere di essere a disposizione della giustizia – hanno affermato i suoi avvocati in un comunicato – per poter finalmente rispondere nel quadro di una procedura giudiziaria, davanti all’autorità competente. Risponderà a tutte le domande degli inquirenti, trasmetterà loro tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua innocenza”.

L’indagine in corso riguarda le accuse mosse da tre donne che accusano Patrick Bruel di violenza sessuale e tentato stupro tra il 1997 e il 2001, ha aggiunto la procura di Nanterre (nella regione di Parigi). L’indagine riguarda anche accuse di stupro o tentato stupro, violenza sessuale e molestie sessuali mosse da altre donne in Francia e Belgio.

Il celebre cantante francese Patrick Bruel, noto al grande pubblico per successi come “Casser la voix” e “Place des grands hommes”, si trova ora al centro della grave vicenda giudiziaria. L’artista, 67 anni, è stato posto in stato di fermo nell’ambito di un’indagine che lo vede coinvolto in quattro denunce per stupro depositate in Francia, cui si aggiunge un procedimento per violenza sessuale avviato in Belgio.

I suoi legali, gli avvocati Christophe Ingrain, Céline Lasek e Fanny Colin, hanno reso noto attraverso un comunicato stampa che Bruel, il quale aveva già espresso da settimane la propria disponibilità a collaborare con le autorità, ha risposto alle domande degli inquirenti dinanzi all’autorità giudiziaria competente.

Sul fronte professionale, la pressione mediatica e giudiziaria ha indotto il cantante ad annunciare venerdì scorso la cancellazione della quasi totalità del suo tour estivo, che avrebbe dovuto prendere il via a metà giugno a Parigi per proseguire con una serie di date nei principali festival europei.

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“Se una coppia smette di fare sesso non è destinata al divorzio. Non dipende tutto da quello. Si vivono periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”: parla Syria

Si intitola “La storia più bella” il nuovo singolo di Syria, che è tornata alle scene dopo quasi 10 anni, già con il brano “Speranza” feat. Inoki, pubblicato lo scorso 30 gennaio. “La storia più bella per me rappresenta la celebrazione dell’amore. – ha spiegato Syria nelle note del disco – Nella sua semplicità racchiude l’entusiasmo di quello che sono ancora oggi nei miei legami affettivi. Mi guardo indietro e mi accorgo che il senso di appartenenza alla mia vita è dettato proprio da una danza di sentimenti imprescindibili che rivolgo spesso a chi amo profondamente”.

E sempre di amore si parla, quando si tocca l’argomento dei 24 anni di matrimonio con Pier Paolo Peroni da festeggiare nel 2027: “Non siamo perfetti: come tutte le coppie abbiamo affrontato i nostri momenti, – ha detto a Vanity Fair – ma abbiamo imparato a conoscerci davvero nel tempo costruendo la nostra vita insieme in maniera quotidiana. Ci siamo sposati subito, abbiamo avuto Alice poco dopo perché volevamo rendere felice la mamma di Pier Paolo e abbiamo fatto tutto con amore e passione. Dico sempre che, se ci fossimo sposati oggi, sarebbe stato ancora più bello perché avremmo celebrato tutto quello che abbiamo vissuto. Potrebbe anche succedere di risposarci, chi lo sa”.

Se una coppia che smette di fare sesso è destinata al divorzio? “No. E poi dipende dai momenti individuali che vivono le persone. Per quanto mi riguarda non c’è solo il sesso nella vita: è giusto anche vivere a periodi. E poi cosa siamo: delle macchinette?”.

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Cristiano Malgioglio: “Amanda Lear dice che sono invadente? Mi sono messo a ridere. Potrei anche essermi sposato. Voglio vincere Sanremo, andare all’Eurovision e poi dire addio alle scene”

Cristiano Malgioglio è stato ospite di Francesca Fialdini nel salotto di “Da noi… a ruota libera”, ieri domenica 7 giugno per presentare il nuovo singolo estivo “Amore di contrabbando”. La prima certezza riguarda il suo ritorno a “Tale e Quale Show”. Malgioglio sarà ancora una volta tra i protagonisti del programma di Carlo Conti e promette di non fare sconti a nessuno. “Sarò anche quest’anno al Tale e Quale Show. Sono molto contento perché è un programma sincero e spensierato, dove posso dire e fare quello che voglio. Quest’anno sarò ancora di più una vipera”.

Ripercorrendo la sua lunga carriera, il paroliere ha rivendicato con orgoglio la propria originalità. “Penso di essere stato tra i primi ad essere truccato così. Ho aperto le porte a tanti altri personaggi. La cosa importante è non essere mai volgari e stare attenti a quello che si dice”. Un percorso che lo ha portato a lavorare con alcuni dei nomi più importanti della televisione italiana: “Carlo Conti e Maria De Filippi sono persone forti, che ti fanno sentire amato e rispettato”.

Poi il Festival di Sanremo. In passato aveva già ricevuto due inviti da Amadeus per partecipare alla gara, senza però accettare. Oggi qualcosa sembra essere cambiato: “Mi piacerebbe farlo, ci penserò. Voglio vincere, andare all’Eurovision e poi dire addio alle scene”, ha raccontato.

Su Amanda Lear, che recentemente lo ha definito “invadente”. Malgioglio ha spiegato: “Non lo sono mai stato. Con Amanda c’è un rapporto speciale, ho scritto tantissime canzoni per lei. Quando ho letto quelle dichiarazioni mi sono semplicemente messo a ridere”.

Infine qualche accenno alla sfera privata, terreno sul quale Malgioglio continua però a mantenere il massimo riserbo: “Di amore non voglio parlare, è un segreto. Potrei anche essermi sposato”.

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Noemi: ”Ho scoperto la mia femminilità con il tango e Nikita Perotti. Mio marito si è pure ingelosito! Insultare sui social? Ho paura che possa diventare ‘normale’. Tiziano Ferro è un artista meraviglioso e va rispettato”

Si intitola “Tu cosa fai questa sera”, il nuovo brano inedito di Noemi, che rappresenta un tassello in più nel suo percorso di ricerca e sperimentazione musicale dopo “Non sono io”, “Oh ma!” con Rocco Hunt e “Bianca”. Da fine maggio la cantante è impegnata con Noemi Live 2026, il tour che in giro per l’Italia che culminerà a dicembre il 14 al Teatro Arcimboldi di Milano e il 22 all’Auditorium Parco della Musica di Roma,

“Questa nuova canzone è il frutto di una collaborazione molto bella con Paolo Antonacci e Vito Salamanca – ci ha raccontato Noemi – che hanno questo spirito molto moderno ma allo stesso tempo, mi si perdoni il termine, antico. Mi ricorda un po’ gli Anni 60, la spiaggia, la solitudine, per questo mi sono agganciata a questa dinamica un po’ teatrale. È un brano molto leggero, ma molto consapevole nello stesso tempo. C’è il racconto di questa persona che vuole vivere il rapporto con quest’altra persona con la leggerezza del divertimento e della irrazionalità”.

E ancora: “Ho cercato di fare un passo in avanti verso una dimensione musicale diversa, nuova, però porto anche me stessa perché mantengo la mia natura un po’ blues, dove ho bisogno della poesia e del teatro. Avevo voglia di raccontare con questa canzone la passione di raccontare questa questa voglia di guidare il rapporto a due, attraverso la consapevolezza di quello che siamo, delle nostre volontà e anche della nostra natura. Per esempio il contatto con la sensualità e con la femminilità che poi sono riuscita anche a fare io stessa”.

E come?
Per raccontare questa canzone con un video abbiamo scelto di lavorare con il movimento. E qui la scelta è caduta sul ballerino (vincitore di Ballando con le stelle 2025, ndr) Nikita Perotti, che è bravissimo, con le coreografie di Marcello Sacchetta. È stato bello anche prendere lo spunto dal tango, io che non l’ho mai ballato.

Com’è andata?
Abbiamo cercato attraverso il movimento di raccontare proprio questa dinamica anche di guidare di farsi, guidare, di avvicinarsi e di respingersi. Mi sono preparata per 34 giorni e ho visto che i ballerini sono pazzeschi.

Perché?
Hanno un rapporto con loro corpo molto dinamico, molto vicino a se stessi. Io invece non tocco nessuno (ride, ndr)… Invece ho preso consapevolezza anche del mio movimento. Nikita mi diceva come fare le cose, ad esempio la postura, lo stare dritti, appoggiarsi all’altro. E qui ho scoperto una cosa…

Cosa?
La mia femminilità. A volte, anche nei rapporti, sono anche molto bambina faccio difficoltà a percepirmi come una donna e invece questa cosa che ho fatto mi ha mi ha fatto in qualche modo avvicinare a questa parte di me, anche se un po’ mi faceva paura. È stato bello, divertente e mio marito si è pure un po’ ingelosito (ndr). È stato uno dei video più divertenti che abbiamo fatto.

Che voto ti dai come ballerina? 

Come impegno direi otto! È stato bello perché è stato anche un viaggio dentro me stessa e la mia parte più passionale, più sensuale. Una lezione di tango la consiglio a tutti!

”Forse è meglio andare, forse voglio stare”, canti nel brano. L’amore come contraddizione?
Ci sono quei momenti in cui ti accorgi che hai un dubbio dentro di te, che poi è anche un po’ il sale della vita. Ci si divide spesso tra la tentazione di vivere una passione oppure scappare via, ma con il rimpianto. Sempre in bilico tra la paura della delusione e la paura del rimpianto. Secondo me è sempre meglio la tensione perché è sempre meglio restare e viverle le cose con la consapevolezza di poterle anche superare con più leggerezza.

Questo nuovo percorso musicale potrebbe portati a Sanremo?
Sanremo è sempre bellissimo, è sempre un grande palco. Capisco le persone che hanno paura di quel palco, anche quelli che per anni lo hanno allontanato, ma poi hanno partecipato. Perché è un palco importante, pieno di energie, dove una canzone viene anche raccontata per immagini. Sarei felice di poter portare il mio nuovo progetto. Poi c’è questo direttore artistico, Stefano De Martino, super determinato e mi piace perché moderno e contemporaneo, come tutti i napoletani!

Cosa accadrà per i tuoi due eventi di dicembre a Milano e Roma?
Voglio capire come arriverò a settembre-ottobre. Amo il live, mi piace cantare con le persone e condividere ogni attimo sul palco. Per me è sempre un grande regalo sentire gli altri che cantano le mie canzoni, le nostre canzoni. Sto pensando alla dimensione da dare allo show, che sicuramente sarà teatrale. Insomma ci stiamo pensando.

Si è molto parlato del pensiero di De Gregori e sul fatto che un artista non debba esporsi. Tu sei sempre stata in prima linea, che ne pensi?
Credo profondamente nella democrazia, quindi chi vuole esporsi deve farlo mentre chi non si sente perché magari non ha le idee chiare, può anche evitare. Tutto questo sempre nell’ottica di essere sempre sinceri con le persone che ci seguono e con il pubblico a cui ci rivolgiamo. Insomma ritengo che sia una scelta totalmente personale. Io, nel mio piccolo, lo faccio anche con le iniziative di Una Nessuna Centomila e per la difesa delle donne. Mi sembra un po’ di restituire, a chi è meno fortunata, quella che è la mia fortuna, di vivere la vita che amo.

Sui social donne e uomini dello spettacolo vengono insultati ormai giornalmente. Non ultimo le critiche feroci contro Tiziano Ferro. Che impressioni ne hai?

La mia più grande paura è che la maleducazione sui social arrivi ad essere accettata nella vita di tutti i giorni, quindi diventi ‘normale’. Secondo me è molto importante che ci sia una regolamentazione sull’identità digitale, che tutti siano identificati e forse così le persone si sentono meno libere di sfogarsi online. Noi ci mettiamo la faccia, il nome cognome, abbiamo pure il ‘baffetto’ blu per il profilo verificato, perché non deve valere per tutti? Il problema è che questo modo di sfogarsi è molto becero. Trovo tristissimo che la gente insulti personalità come Tiziano Ferro e mi dispiace tantissimo per lui perché un grande artista con un repertorio meraviglioso. Al di là dell’artista che è un gigante, ci vuole proprio il rispetto per Tiziano Ferro come essere umano.

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