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“La mia fidanzata è facile da amare”: Keanu Reeves sorprende Alexandra Grant. Lei risponde: “La chiave della nostra relazione è il rispetto reciproco”

Keanu Reeves non ha dubbi: la sua compagna Alexandra Grant è “una donna facile da amare”. L’attore, 61 anni, lo ha confermato con entusiasmo in un’intervista esclusiva rilasciata a People in occasione del MOCA Gala 2026, sabato 30 maggio presso il Museum of Contemporary Art di Los Angeles. È l’esclusivo evento annuale di raccolta fondi organizzato dal Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles.

La coppia, intervistata sul red carpet del Geffen Contemporary nel quartiere di Little Tokyo, ha aperto una finestra sulla propria storia sentimentale, raccontando come la relazione abbia influenzato profondamente il loro percorso artistico.

Grant, artista visiva di 53 anni, ha rivelato quale sia, a suo avviso, il segreto di un legame solido e duraturo: “La chiave è il rispetto reciproco. Bisogna essere sempre rispettosi e lasciare che l’altra persona faccia il suo corso”.

E ancora: “Molti dei valori che entrambi portiamo nel nostro lavoro come individui, nel nostro lavoro insieme, nei progetti su cui collaboriamo, nel nostro piacere di vivere, nel nostro costante rispetto reciproco, hanno a che fare con il desiderio di essere veramente vivi e pieni di vita. E poi, insomma, è un gioco, no? È un gioco che ci permette di esprimere la nostra creatività”.

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“Non avrei mai rinunciato a tenere per mano il mio ragazzo per strada, a costo anche di perdere opportunità di lavoro”: Jonathan Bailey sul coming out

La star della serie tv cult “Bridgerton” e del film “Wicked“, Jonathan Bailey, ha parlato del suo coming out durante la prima edizione degli Elton John Impact Awards. Bailey ha parlato con Elton John del suo percorso, dalla consapevolezza della propria omosessualità alla presa di coscienza del possibile impatto sulla sua carriera di attore: “Non avrei mai rinunciato a tenere la mano del mio ragazzo per strada”.

Durante la chiacchierata, John ha chiesto a Bailey se si fosse mai sentito sotto pressione per nascondere la sua omosessualità, se avesse avuto paura di fare coming out o se avesse avuto abbastanza sicurezza da non preoccuparsene. Bailey ha risposto di aver provato una combinazione di tutte e tre le sensazioni.

“Credo ci siano tantissime sfumature – ha detto – In un certo senso, sento di essermi conosciuto istintivamente fin da giovanissimo, e la mia base è la fiducia in me stesso. Poi, ovviamente, ti ritrovi ad assorbire queste storie e queste narrazioni che sono come ragnatele. E più mi avvicinavo, più scoprivo la recitazione. E credo che il motivo per cui mi sono innamorato della recitazione sia che, per la prima volta, in un mondo in cui devi in ​​qualche modo adattare il tuo linguaggio ed essere ipervigile su ciò che dici e su come appari, soprattutto ai tuoi coetanei, per capire se interpreteranno qualcosa che dici o il modo in cui lo dici come un’indicazione della tua sessualità, ricevere una sceneggiatura e poter effettivamente scegliere la cosa giusta da fare ed essere sincero è stata una sensazione davvero fantastica”.

E ancora: “Ero ben consapevole delle possibilità e dei limiti degli attori queer, di cosa ciò significasse per il pubblico e di come influenzasse il mondo del cinema e della televisione. Quindi sì, credo che quando avevo poco più di vent’anni, ci fosse la netta consapevolezza che essere gay sarebbe stato un ostacolo”.

Nessun compromesso: “Non avrei mai rinunciato a tenere per mano il mio ragazzo per strada, era un sentimento che sentivo profondamente, quasi istintivamente. E ovviamente, se questo avesse significato compromettere le mie opportunità di lavoro, ero disposto a correre il rischio”.

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“Val Kilmer è la persona peggiore con cui abbia mai lavorato. Un cretino”: lo sfogo del regista Adam Marcus. L’attore è morto di polmonite nel 2025

Val Kilmer, scomparso il primo aprile 2025 a causa di una polmonite, era una figura controversa nel mondo del cinema. Il regista Adam Marcus lo ha definito pubblicamente, attraverso un post sui social media, “la peggiore persona” con cui avesse mai collaborato. Lo stesso Kilmer, nel suo documentario autobiografico del 2021 intitolato “Val”, aveva riconosciuto di aver tenuto comportamenti scorretti nel corso della sua carriera, pur dichiarando di non nutrire alcun rimpianto per le proprie azioni.

Il regista Adam Marcus ha ricordato Val Kilmer a più di un anno dalla scomparsa. I due hanno lavorato assieme nel thriller d’azione del 2008 “Conspiracy”.

Il 31 maggio scorso sui canali social di Marcus è apparsa la scritta”#MicroIntellectMonday (insulto sarcastico per definire una persona di scarsa intelligenza, ndr) a quel periodo in cui ho diretto quel tizio. Quello che interpretava Iceman e Doc Holliday. Sapete chi è”, ha scritto Marcus su Threads, secondo quanto riportato da Entertainment Weekly. “Ecco me e quel cretino che lavoriamo insieme sul set di Conspiracy. Quindi sì, è successo davvero”, ha concluso.

In “Conspiracy”, Kilmer interpretava William “Spooky” MacPherson, un veterano disabile della guerra in Iraq che si reca in Arizona per far visita a un vecchio amico. Quando scopre che l’amico e la sua famiglia sono misteriosamente scomparsi (e che gli abitanti del luogo negano la loro esistenza), MacPherson scopre un complotto aziendale ai danni di immigrati clandestini.

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