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Uccise il padre per difendere la madre: Makka Sulaev assolta in appello per legittima difesa, ribaltata la condanna a 9 anni

La Corte d’Assise d’appello di Torino ha assolto per legittima difesa Makka Sulaev, la ventenne processata per aver ucciso il padre con due coltellate a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, il 1 marzo 2024, nel corso dell’ennesima lite familiare. “Non volevo ucciderlo, volevo difendere mia madre” dichiarò la ragazza. La decisione ribalta integralmente la sentenza di primo grado, che l’8 marzo 2025 aveva condannato la giovane a nove anni e quattro mesi di reclusione. La Corte ha disposto anche la sua immediata liberazione. Fino alla sentenza d’appello, Sulaev era sottoposta all’obbligo di firma. La giovane era stata arrestata pochi giorni dopo i fatti e successivamente collocata in una comunità protetta, dove ha potuto proseguire il percorso di studi.

La vicenda si inserisce in un contesto familiare segnato, secondo quanto emerso in dibattimento, da episodi di violenza domestica e maltrattamenti ripetuti. Il giorno dell’omicidio, secondo la ricostruzione processuale, l’uomo, Akhyad Sulaev, avrebbe aggredito la moglie durante l’ennesima lite in casa. La figlia sarebbe intervenuta per difenderla, interponendosi tra i genitori. Durante il processo d’appello è stato acquisito anche un audio registrato da uno dei figli minori con un tablet, che ha documentato le fasi della lite e che è stato ascoltato in aula. Elemento che, insieme alle altre risultanze istruttorie, ha contribuito alla rivalutazione complessiva del quadro probatorio.

In primo grado, il tribunale di Alessandria aveva escluso la legittima difesa, ritenendo non sussistenti i presupposti per applicarla e contestando anche profili di eccesso nella reazione della giovane. La sentenza d’appello, invece, ha riconosciuto la sussistenza della scriminante, ricostruendo il gesto della ventenne all’interno di una situazione di aggressione in atto e di vulnerabilità familiare. Nel corso del dibattimento, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna, sostenendo che non si potesse invocare la legittima difesa e richiamando il principio del divieto di autotutela. La difesa ha invece insistito sulla condizione di violenza domestica continuativa, sottolineando la posizione di soggetto vulnerabile della giovane e la dinamica dell’aggressione in corso.

“È stata stravolta la sentenza di primo grado”, ha dichiarato il difensore della ragazza, evidenziando come il giudizio d’appello abbia ribaltato l’impostazione accusatoria iniziale. La procura generale potrebbe ora valutare un ricorso in Cassazione, mentre si attendono le motivazioni della decisione. La vicenda giudiziaria si chiude per ora con l’assoluzione della giovane, che al momento della lettura della sentenza era in aula ed è scoppiata in lacrime. Per lei si apre ora una nuova fase personale, anche sul piano degli studi, con l’esame di maturità imminente e il progetto di iscriversi a Medicina.

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Arrestato il pornostar Drake Von. La polizia: “Ha tentato di strangolare il suo compagno ed è anche accusato di violenza domestica”

Il pornostar bisessuale 23enne Drake Von (vero nome Dawson Bacon) è stato arrestato a Las Vegas, martedì 2 giugno, con pesanti accuse. Come riporta il sito TMZ, le accuse sono di violenza domestica per strangolamento e coercizione con minaccia o uso della forza fisica e anche percosse in ambito domestico.

L’identità della presunta vittima non è stata resa pubblica. Von, figura nota nell’industria dell’intrattenimento per adulti grazie alle sue numerose collaborazioni e alla sua presenza online, si trova al centro di una vicenda che presenta ancora diversi elementi da chiarire. Alcune fonti riportano informazioni contrastanti riguardo all’identità del partner coinvolto nella vicenda.

Il pornostar ha respinto con fermezza tutte le accuse a suo carico. In dichiarazioni rilasciate all’agenzia TMZ, Von ha definito le accuse infondate, sostenendo che i fatti siano stati amplificati e distorti. L’uomo ha parlato di un “malinteso”, lasciando intendere che la vicenda avrebbe potuto avere una eco mediatica, e ha espresso la convinzione che le accuse vengano ritirate nel corso del procedimento.

Drake Von è anche noto per il suo legame con il fratello gemello, Silas Brooks. I due hanno inizialmente fatto il loro ingresso nel cinema per adulti insieme, poi il rapporto è diventato conflittuale fino alla separazione artistica e anche personale. Drake Von ha iniziato a realizzare contenuti per adulti poco dopo aver compiuto 18 anni ed è diventato particolarmente noto per aver recitato in film per adulti gay, nonostante in passato avesse avuto relazioni con donne e si fosse inizialmente definito eterosessuale. Bacon è particolarmente noto per la sua sfida di “1.000 uomini”.

Nella sua impresa poi diventata virale, Bacon intendeva filmarsi mentre aveva rapporti sessuali separati con 1.000 uomini diversi nell’arco di 24 ore. Prima del suo arresto, non era stata ancora confermata pubblicamente una data ufficiale per l’evento.

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Milano, arrestato un insegnante della scuola militare Teuliè: violenza sessuale, concussione e maltrattamenti sugli allievi

Violenza sessuale, concussione e maltrattamenti nei confronti di “diversi allievi della Scuola” (almeno 7): l’accusa è infamante ed è rivolta a un insegnante della scuola militare Teuliè di Milano. Il professionista ha 48 anni ed è stato arrestato (ai domiciliari). L’indagine delle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, condotta dai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria, ha ricostruito anche la “condizione di assoggettamento psichico degli studenti”, oltre a sopraffazioni, umiliazioni e vessazioni e agli abusi sessuali.

Le indagini della Procura di Milano, in particolare dei dipartimenti di contrasto ai reati ai danni delle ‘fasce deboli” e nella pubblica amministrazione, come si legge in una nota del procuratore Marcello Viola, “svolte dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria” hanno portato “all’applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un insegnante della Scuola Militare Teuliè”, molto nota in città e frequentata da ragazzi che hanno l’età degli ultimi tre anni delle superiori. L’arresto è “per i reati di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti, commessi nei confronti di diversi allievi della Scuola”. Le contestazioni, stando alle indagini, “rappresentano un quadro di costanti pressioni svolte dall’insegnante, il quale, abusando della posizione educativa ricoperta“, e in particolare del ruolo “di componente interno della Commissione al prossimo esame di maturità”, e della condizione “di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione, costringeva i giovani allievi a subire abusi sessuali, a condividere particolari della vita intime”. Da quanto si apprende la pm Menegazzo, che coordina l’inchiesta, sta sentendo in queste ore professori e ufficiali dell’istituto militare di corso Italia, colleghi del docente arrestato.

Che, stando a quanto si legge nell’ordinanza del gip, anche “dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti” di “mentire ai magistrati requirenti“. Tra le condotte contestate, come emerge dalle oltre 20 pagine del provvedimento emesso su richiesta della Procura diretta da Marcello Viola, c’è anche il fatto che gli studenti – alunni liceali a cavallo della maggiore età – erano “costretti” a subire abusi, perché altrimenti il 48enne li avrebbe “ostacolati“, così gli diceva, “nell’esame e nel conseguimento della maturità” di quest’anno. L’inchiesta è scattata dopo le dichiarazioni rese lo scorso marzo da uno degli allievi “ai suoi superiori”.

Uno studente ha raccontato a verbale di aver “percepito” una “richiesta” del docente come “una velata minaccia” e il fatto che poteva “venire meno il suo sostegno scolastico”. E ancora: “Io non vado molto bene a scuola – ha detto il ragazzo – e quindi potrei rischiare la bocciatura“. Un altro ha spiegato che il prof avrebbe potuto “assumere un atteggiamento ostile“, se non sottostava alle sue richieste. L’insegnante dava anche soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, sempre stando agli atti, e chiedeva in alcuni casi anche di inviargli “fotografie erotiche“. Su Telegram scriveva: “Mi mandi una fotina?”. Un alunno ha raccontato di essere rimasto “pietrificato” durante un abuso. Due studentesse hanno messo a verbale che, “pur non avendo mai assistito direttamente” alle violenze “nei confronti dei compagni maschi” sapevano dei “netti favoritismi” nei confronti di alcuni allievi. La giudice mette in rilievo tutte le “condotte sessualmente violente e manipolatorie nei confronti di un significativo numero di studenti“. E oggi le pm Mannella e Menegazzo, coi carabinieri, stanno ascoltando una serie di testimoni, tra cui altri docenti della scuola.

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