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Salvini ammette per la prima volta la riorganizzazione della Lega: “Lavori in corso”. Ed esulta per le vittorie a Vignola e Comacchio

Matteo Salvini conferma per la prima volta la possibile riorganizzazione della Lega. “Lavori in corso” dice ai cronisti prima di entrare all’Urban Mobility Council di Milano. Eppure soltanto tre giorni fa lo stesso leader leghista bollava le indiscrezioni sul nuovo assetto del Carroccio come “articoli privi di fondamento”.

Spinto dall’exploit del generale Vannacci e dalla fuoriuscita dei suoi deputati, il leader leghista accelera e mercoledì si potrà conoscere quale potrebbe essere il nuovo ruolo di Luca Zaia. Il leader leghista però non perde il buonumore ed esulta per le vittorie di Lecco, Arezzo Macerata, ma soprattutto per le vittorie in due comuni “che faranno meno notizie, ma hanno scelto di cambiare: Vignola e Comacchio”.

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XXV Passeio de Cicloturismo da Golegã promete manhã de desporto e convívio

A vila da Golegã recebe, no próximo dia 14 de Junho de 2026, a realização do XXV Passeio de Cicloturismo da Golegã, uma iniciativa organizada pelo Núcleo Sportinguista da Golegã que promete juntar dezenas de participantes numa jornada dedicada ao ciclismo, ao convívio e ao bem-estar.

Integrado nas comemorações da 25.ª edição do evento, este passeio contará com um percurso acessível de aproximadamente 65 quilómetros, proporcionando aos participantes a oportunidade de desfrutar das paisagens ribatejanas num ambiente de amizade e espírito desportivo.

A concentração terá lugar no Largo do Arneiro, com início marcado para as 09h00. A inscrição tem o valor de 15 euros, incluindo almoço para os participantes.

O evento presta ainda homenagem à memória de Quim Mariano, figura ligada ao cicloturismo local, reforçando o carácter simbólico e comunitário desta edição.

Informações

📅 Data: 14 de Junho de 2026
📍 Local: Golegã
🚴 Organização: Núcleo Sportinguista da Golegã
🕘 Início: 09h00
📧 E-mail: nucleo.golega@gmail.com
📞 Contactos: 912 714 681 / 962 524 142

Inscrições

🌐 www.nucleogolega.com

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“Preoccupato per exploit di Vannacci? No”. A Milano, il vicepremier Salvini evita le domande sul futuro della Lega: “Parlo solo di Milan e casa”

“Preoccupato per l’exploit di Vannacci? No”. Da Milano, Matteo Salvini partecipa a un evento della Lega sul “Piano Casa” ma evita le domande sul futuro della Lega. Il vice premier e segretario del Carroccio non commenta “articoli privi di fondamento” che ipotizzano nuovi assetti per il partito. E avverte i cronisti: “Parlo solo di Milan e di casa”.

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Non solo Pozzolo, quando il politico si mette alla guida ubriaco: dall’assessora di Ferrara al sindaco di Trento. E tutti gli altri guai degli eletti al volante

Per Gianfranco Fini era un “balengo“. Una testa calda, in piemontese. “Un violento estremista verbale” lo definì l’ex presidente della Camera dei deputati. E così venne allontanato da Alleanza nazionale. Era il 2009, eppure da allora Emanuele Pozzolo ha fatto parecchia strada. In senso questa volta non metaforico, però, sulla strada ha lasciato il proprio suv. E la patente di guida. Già, perché dopo lo sparo a Capodanno che gli è costato più di un grattacapo giudiziario, una figuraccia politica e il soprannome di “pistolero”, ora il parlamentare ex Fratelli d’Italia, passato a Futuro nazionale lo scorso febbraio, è tornato a far parlare di sé: incidente nel Biellese e tasso alcolemico, da quanto si apprende, superiore al doppio del limite consentito. Con tanto di incavolatura di Roberto Vannacci a pochi giorni dall’assemblea del partito.

Lo schianto e le dimissioni

Guida in stato di ebbrezza, auto che finiscono fuori dalla carreggiata, ma anche decine di multe per eccesso di velocità o per l’ingresso nella ztl. A scorrere le pagine delle cronache – nazionali e locali – si scopre che talvolta ai politici, al volante, piace correre. E che non sempre rispettano il codice della strada. Neanche un mese fa è toccato alla (allora) assessora di Ferrara, Francesca Savini, con accanto, sul sedile del passeggero, il sindaco Alan Fabbri. Sono a Sermide e Felonica, nel Mantovano, quando lei sbanda e perde il controllo della macchina, che si ribalta e si schianta contro un palo: per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due, ma Savini è risultata positiva all’alcol test con un tasso di oltre 1,5 grammi per litro. Denuncia e, naturalmente, ritiro di patente e veicolo. Per la città emiliana, un terremoto politico: Savini si assume le responsabilità e “per rispetto verso i cittadini” e “nella consapevolezza del ruolo pubblico che ho ricoperto” si dimette.

Ma il fenomeno, neanche a dirlo, è bipartisan. Si prenda, a titolo d’esempio, il caso che ha coinvolto niente di meno che il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e quella che allora era la sua capa di gabinetto – poi promossa assessora alla Cultura – Cristina Manetti. È la mattina del 13 ottobre, giorno dello scrutinio delle elezioni regionali: sulla Firenze Mare una Fiat 500 percorre la corsia d’emergenza “al fine di eludere la coda dovuta all’intenso traffico”. Alla guida c’è Manetti, che viene fermata dalla polizia: multa e patente sospesa per due mesi. “Mi girava la testa, stavo cercando di fermarmi” spiega lei. Secondo la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, Giani si interessò alla vicenda, tanto da arrivare direttamente sul posto, parlare con la polizia stradale e presentarsi successivamente in Prefettura con la stessa Manetti.

“Sarà stato il caffè corretto?”

Come si accennava poc’anzi, le pagine delle cronache locali restituiscono altre storie simili. Nel 2010 i carabinieri ritirano la patente per guida in stato d’ebbrezza all’allora sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, del Pd. “Sarà stato il caffè corretto?” si domanda lui. “Non mi sono mai ubriacato in vita mia”. Il tasso alcolemico è 1,3 grammi per litro. Dal racconto dello stesso Andreatta: quella sera mangia salumi e formaggi, canederli, polenta, funghi e fagioli, e una crostata come dessert. Il tutto condito da tre bicchieri di vino Teroldego. Alla fine della cena, il caffè corretto grappa. Come si sa il Trentino è terra di buone forchette (e buoni calici). Nel 2021 tocca al consigliere regionale ed ex presidente della Lega locale, Alessandro Savoi: sta rincasando dalla Val di Cembra, verso il capoluogo, quando viene fermato dalle forze dell’ordine. “Mi hanno ritirato la patente” conferma lui. Il problema è che, come scrive Il Nordest quotidiano, si tratta della seconda volta nel giro di due anni.

Da Ponente a Levante, nell’agosto dello scorso anno la vicesindaca di Savona, Elisa Di Padova, cade dal proprio scooter e sua figlia di otto anni, che è in sella con lei, riporta un trauma cranico, con annesso ricovero in ospedale. Il tasso alcolemico di Di Padova è pari a 1,9 grammi per litro. Denuncia per guida in stato di ebbrezza, dimissioni respinte.

Dalla ztl al semaforo rosso

E poi c’è il capitolo infrazioni e multe. Qui la lista è lunga. Ma ci basterà citare i casi più emblematici. Nell’estate del 2023 salta fuori che l’ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è destinataria di 462 accertamenti, la maggior parte dei quali per l’ingresso in zona a traffico limitato, relativi agli anni che vanno dal 2015 al 2019. Lei risponde a un’interrogazione in Senato e spiega che “le multe sono riferite erroneamente a me”. La ragione? “Sono di competenza dell’Arma dei carabinieri, a cui ho dato in comodato gratuito una mia vettura, per non gravare sulle auto di scorta di proprietà statale. Non ho alcuna multa da pagare”.

Di ztl è esperto il deputato di Fratelli d’Italia, Cirio Maschio, al quale nel 2020 i vigili urbani gli inviano un centinaio di multe da pagare, per un totale di 16mila euro. Le contravvenzioni risalgono al 2018 e lui, essendo all’epoca presidente del Consiglio comunale di Verona, non può impugnarle per incompatibilità col ruolo che ricopre: “Ho deciso di pagarle e amen” dichiara lui. Il partito di Giorgia Meloni annovera anche il caso della deputata Alessia Ambrosi, a cui però il giudice di pace ha dato ragione: annullate le sette multe comminate dall’autovelox di Torri del Benaco. “Sono state considerate irregolari – ha dichiarato lei, tra le papabili ora per passare con Roberto Vannacci – una vittoria importante per me e per tutti i cittadini vessati nel cui nome ho vinto questa battaglia”.

E per citare l’ultimo caso, ci spostiamo a Milano. L’ex capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Filippo Barberis, oggi capo di gabinetto di Beppe Sala, è costretto a girare la città coi mezzi pubblici: è passato col rosso a bordo del suo scooter. E siccome, da quanto si sa, una violazione analoga gli è stata contestata l’anno scorso, la polizia locale gli ha sospeso la patente.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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